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Decisione

16.2019.33

Contratto di lavoro: retribuzione delle trasferte e delle spese del veicolo a motore

3 settembre 2020Italiano13 min

maggio e il mese di ottobre 2014 CO 1 ha lavorato per la succursale di __________

Source ti.ch

Incarto n.

16.2019.33

16.2019.39

Lugano

3 settembre 2020/rg

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Giani,

presidente,

Fiscalini

e Stefani

vicecancelliera:

Jurissevich

sedente

per statuire sul reclamo del 4 giugno 2019 (in 16.2019.33) presentato dalla

RE 1

(rappresentata

da )

come pure sul reclamo

del 19 giugno 2019 (inc. 16.2019.39) presentato da

CO

1

(rappresentato

dall'RA 1 ),

contro la decisione emessa

il 21 maggio 2019 dal Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest nella causa

72/C/16/PE (contratto di lavoro) promossa con petizione del 20 giugno 2016 da CO

1 nei confronti della RE 1;

Ritenuto

in fatto:

Fatti

A. Tra il mese di

maggio e il mese di ottobre 2014 CO 1 ha lavorato per la succursale di __________

della RE 1, agenzia di lavoro con sede principale a __________, la quale lo ha

messo a disposizione dell'impresa acquisitrice A__________ SA di N__________. Il

contratto di lavoro (“contratto di missione”) concluso il 9 maggio 2014 tra la

ditta prestatrice e CO 1 prevedeva in particolare che il lavoratore avrebbe

dovuto svolgere l'attività di aiuto-gessatore per un salario orario lordo di

fr. 34.32. CO 1, che ha anche lavorato in cantieri situati a M__________ e a C__________,

ha chiesto alla ditta prestatrice di

rimborsargli le spese d'utilizzo del suo veicolo per recarsi da N__________ in

quelle località e di retribuirgli le ore di trasferta. Invano.

B. Il 15 febbraio 2016 CO

1 si è rivolto al Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest per un tentativo

di conciliazione nei confronti della RE 1 inteso a ottenere il pagamento di fr. 4429.60

più interessi al 5% dal 1° novembre 2014, corrispondente a fr. 2241.60 (km 3736

x fr./km 0.60) per le spese d'auto e a fr. 2188.– per il tempo impiegato per gli

spostamenti. Constatata l'impossibilità di conciliare le parti, il Giudice di

pace ha rilasciato il 10 giugno 2016 a AP 1 l'autorizzazione ad agire. Le spese

processuali di fr. 100.– sono state poste a carico dello Stato (inc. 11/C/16/Co).

C. Con petizione del

20 giugno 2016 CO 1 ha convenuto la RE 1 davanti al medesimo Giudice di pace per

ottenere quanto postulato in sede conciliativa. Nelle sue osservazioni del 14

luglio 2016 la convenuta ha proposto di respingere la petizione. Replicando il 19

settembre 2016 l'attore ha mantenuto la sua domanda. All'udienza 20 marzo 2019,

indetta per le prime arringhe, le parti hanno confermato i rispettivi punti di

vista. In tale occasione il Giudice di pace ha concesso alla convenuta, su sua

richiesta, qualche giorno per sottoporre una proposta transattiva alla

controparte, con l'avvertenza che “qualora non si arrivasse a nulla, il giudice

farà la decisione finale”. Il 27 marzo 2019 l'attore ha comunicato al primo

giudice che i tentativi di giungere a un accordo erano decaduti

infruttuosi.

D. Statuendo con

decisione del 21 maggio 2019 il Giudice di pace ha parzialmente accolto la

petizione nel senso che ha condannato la convenuta a versare all'attore fr.

2961.60 più interessi al 5% dal 1° novembre 2014. Le spese processuali di fr. 250.–

sono state poste a carico dello Stato, mentre la convenuta è stata tenuta

a rifondere alla controparte un'indennità di fr. 300.–.

E. Contro la decisione

appena citata la RE 1 è insorta a que­sta Camera con un reclamo del 4 giugno

2019 in cui chiede di annullare il giudizio impugnato e di riformarlo

nel senso di respingere la petizione (inc. 16.2019.33). Il 19 giugno 2019 anche

CO 1 è insorto contro tale sentenza per ottenerne l'annullamento e la riforma

nel senso di accogliere la petizione per fr. 3429.60 più interessi al 5% dal 1°

novembre 2014. Nelle loro rispettive osservazioni del 5 e 21 agosto 2019 le

parti hanno concluso per la reiezione del reclamo avversario.

Considerando

Considerandi

in diritto: 1. I due reclami presentati a

questa Camera sono diretti contro la stessa decisione e vertono sui medesimi

oggetti. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una

sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).

2.

La petizione è stata

presentata nei confronti della RE 1 con recapito in “__________, __________”. Tale

società è tuttavia la succursale di __________ della RE 1 con sede principale a

__________. Una succursale, sebbene disponga di una certa autonomia, continua

giuridicamente a essere parte integrante della società da cui dipende, così che

è priva di esistenza giuridica e non ha la capacità di essere parte (DTF 120 III 11 consid. 1; più recentemente sentenze

4A_458/2018 del 29 gennaio 2020 consid. 2.2 e 4A_231/2018 del 23 luglio

2019.

consid. 1; v. anche CCC, sentenza

inc. 16.2004.9 del 18 gennaio 2005 consid. 5 con riferimenti) salvo che essa

non stia in giudizio in virtù di un potere di rappresentanza speciale

conferitole dalla società principale (RtiD II-2006 pag. 677 consid. 5.2.2; v.

anche sentenza del Tribunale federale 2C_351/2017 del 12 aprile 2018 consid.

1.5).

Dandosi errata

designazione delle parti, una rettifica è possibile nei casi in cui è escluso

un qualsivoglia rischio di confusione (sentenze del Tribunale federale 4A_231/2018 del 23

luglio 2019 consid. 1 e 2C_351/2017 del 12 aprile 2018 consid. 1.5). Premesso

ciò, in concreto, molti elementi indicano chiaramente il legame tra le due

entità ed escludono un qualsiasi rischio di confusione, in particolare la

denominazione specifica della succursale, simile a quella della società

principale e l'estratto del registro di commercio, che esplicita il legame con

quest'ultima. È pertanto possibile (e necessario) procedere alla rettifica

della designazione delle parti nel rubrum dell'incarto.

3.

Le decisioni emanate

nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie

patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo

entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella

fattispecie, la sentenza impugnata è pervenuta alle parti al più presto il 22

maggio 2019. Introdotti il 4 e il 19 giugno 2019, entrambi i reclami in esame

sono tempestivi.

4.

Secondo l'art. 320

CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto

(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure

concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale o estero –

da parte della giurisdizione inferiore (DTF 142 III 367 consid. 2.4 con

rinvii). Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere

di cognizione limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati

in modo manifestamente errato. La definizione di “manifestamente errato”

corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'apprezzamento delle

prove o nell'ac­certamento dei fatti (DTF 142 II 380 consid. 4.3 con rinvii).

5.

Nella decisione impugnata,

il Giudice di pace, stabilito che le spese d'utilizzo del veicolo privato per

le trasferte da N__________ ai cantieri di M__________

e di C__________ devono essere rimborsate al lavoratore in virtù dell'art. 327b

CO, ha accertato che “i chilometri richiesti e la tariffa applicata” non erano

contestati di modo che ha accolto la pretesa di fr. 2241.60 (km 3736 x fr./km

0.60) fatta valere dell'attore. Egli ha poi appurato che, contrariamente a

quanto affermato dalla convenuta, il tempo impiegato per raggiungere i due cantieri

non era già stato compreso nelle ore di lavoro giacché dai rapporti di lavoro nulla

era specificato in proposito. A suo avviso, il tempo impiegato per questi

spostamenti non doveva tuttavia essere retribuito “nella tariffa di paga oraria”

poiché “in fin dei conti il lavoratore non sta facendo il suo mestiere né sta

applicando il suo sapere e non ha responsabilità se non quello di guidare e

dunque la paga oraria dovuta poteva se accordata essere anche differente;

oltremodo che i tempi sono puramente teorici poiché cambiano di ora in ora e di

giorno in giorno”. Il Giudice di pace ha così stabilito che le ore impiegate andavano

retribuite a “una tariffa minima di fr. 20.– oraria” donde l'accoglimento della

pretesa limitatamente a fr. 720.– (ore 36 x fr./ora 20). Egli ha in definitiva

obbligato la convenuta a versare all'attore complessivi fr. 2961.60.

I. Sul reclamo della RE 1

6.

La convenuta contesta

la pretesa dell'attore di vedersi pagare fr. 2961.60 perché “le spese

relative ai tempi di spostamento erano comprensive nell'orario lavorativo come

riportato da rapportino di lavoro controfirmato”.

a) Contrariamente

a quanto sostiene CO 1, il reclamo non può dirsi sprovvisto di qualsiasi motivazione.

Certo, la motivazione della RE 1

è breve e succinta, ma permette di

capire perché la decisione del primo giudice sarebbe, a parere dell'interessata,

erronea. Per di più, a bene vedere, anche la motivazione del Giudice di pace, il

quale si è limitato a indicare come dai rapporti di lavoro nulla fosse

specificato in proposito, appare stringata. Ancorché si ponga ai limiti inferiori, il reclamo

appare ricevibile.

b) Premesso

ciò, dai bollettini n. 30. 31, 34, 35, 42, 43 e 44 prodotti alle prime arringhe

del 20 marzo 2019, che il lavoratore ha sottoscritto per accettazione senza

riserve, si evince che durante le settimane di lavoro a M__________, salvo le

ore supplementari regolarmente annotate, egli ha sempre lavorato per 8 ore e

mezza. Quale norma imponesse al datore di lavoro di distinguere le ore di

lavoro effettive da quelle di trasferta non è dato di vedere, il primo giudice,

né l'attore, avendola precisata. Per di più, D__________ __________ della A__________

SA ha confermato che il totale delle ore dei bollettini menzionati “comprendeva

sia le ore lavorative che il tempo di viaggi” (e-mail del 12 gennaio 2016

allegato alle osservazioni della convenuta del 14 luglio 2016).

c) Non

si disconosce che di regola una dichiarazione scritta non sostituisce una testimonianza

davanti al tribunale. Sta di fatto che a fronte di una contestazione

sostanziata del convenuto, l'attore è tenuto con la replica a concretizzare le

sue allegazioni sui fatti contestati, in modo da consentire al giudice di amministrare

le prove necessarie per chiarirli e di applicare il principio di diritto

sostanziale al caso specifico (DTF 144 III 524 consid. 5.2.2). Nel caso in

esame, nella replica del 19 settembre 2016 l'attore si è limitato a contestare “recisamente”

quanto addotto dalla convenuta ma non ha messo in discussione quanto sostenuto

da D__________ __________. Si trattava pertanto di una contestazione meramente

generica (soprattutto a fronte del grado di specificazione dell'allegazione della

convenuta) e quindi del tutto insufficiente. In altri termini, il fatto

allegato dall'attore era stato debitamente contestato dalla convenuta e

incombeva pertanto all'attore provarlo tanto più che nel caso di rapporti di

lavoro firmati senza riserve sussiste una presunzione di fatto circa la

veridicità del contenuto in merito al tempo indicato. In realtà l'attore non ha addotto alcun elemento

atto a insinuare considerevoli dubbi sull'attendibilità dei rapporti di lavoro,

le sue allegazioni essendosi esaurite nel richiamo dell'art. 13 cpv. 2

dell'ordinanza 1 concernente la Legge sul lavoro e nell'indicazione di 36 ore di

trasferta. Nelle circostanze descritte, l'accertamento del Giudice di pace

secondo cui le ore di trasferta non erano comprese nelle giornaliere si rivela insostenibile

ovvero arbitrario.

d) Visto

quanto precede, non avendo l'attore dimostrato la sua allegazione, la

conclusione del primo giudice per il quale il lavoratore aveva diritto al

pagamento di ore di lavoro supplementare si rivela così errata. Ne segue che il

reclamo della convenuta si rivela fondato. Soccorrendo le premesse dell'art.

327.

cpv. 3 lett. b CPC, il giudizio impugnato va riformato nel senso che la

pretesa dell'attore di fr. 2188.– (recte: ore 36 x fr./ora 33 = fr.

1188.–) deve essere respinta. In definitiva, la petizione va accolta per fr. 2241.60.

II. Sul reclamo di

CO 1

7.

L'attore si duole

del fatto che il primo giudice, nonostante abbia riconosciuto l'obbligo della

convenuta di rimborsargli le spese di utilizzo del suo veicolo per recarsi da N__________

a M__________ e C__________ e di pagargli il tempo di trasferta, abbia però ritenuto

che lo stesso non dovesse essere remunerato come normale tempo di lavoro a fr.

33.– all'ora ma a soli fr. 20.–. A suo avviso, la decisione del primo giudice

viola l'art. 13 cpv. 2 OLL 1 e le disposizioni riguardanti il salario previste dal

CCL per gessatori, stuccatori, montatori a secco, plafonatori e intonacatori,

le quali sono state decretate di obbligatorietà generale nel Cantone Ticino e

non sono quindi derogabili. L'accoglimento del reclamo della convenuta comporta

tuttavia la reiezione del reclamo dell'attore.

III. Sulle spese e le

ripetibili

8.

La procedura nelle

controversie fondate sul diritto del lavoro, così come quelle sulla legge del 6

ottobre 1989 sul collocamen­to fino a un

valore di fr. 30 000.– è gratuita (art. 114 lett. c CPC),

salvo in caso di temerarietà processuali, circostanze non realizzate nella

fattispecie (art. 115 CPC). Quanto alle ripetibili, davanti a questa

Camera la RE 1 ha proceduto da sé, senza far capo a un patrocinatore. Né essa

ha reso verosimile di aver dovuto sopportare costi particolari o di avere

subìto perdite di guadagno, ciò che avrebbe potuto legittimare un'indennità

d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC). L'esito del giudizio odierno influisce sul dispositivo in materia di

spese e ripetibili di primo grado, nel senso che l'indennità in favore dell'attore

va ridotta.

Dispositivo

Per questi motivi,

decide: I. Le cause inc. 16.2019.33 e

inc. 16.2019.39 sono congiunte.

II. Il reclamo della RE 1 è accolto

e la decisione impugnata è così riformata:

1. La

petizione è parzialmente accolta nel senso che la convenuta è condannata a

pagare all'attore fr. 2241.60 più

interessi del 5% dal 1° novembre 2014.

2. Le spese processuali di fr. 250.– sono poste a carico

dello Stato. La convenuta rifonderà all'attore fr. 150.– per ripetibili.

III. Per tale reclamo non si riscuotono

spese processuali.

IV. Il reclamo di CO 1

è respinto.

V. Per tale reclamo non si riscuotono

spese processuali.

VI. Notificazione a:

– ;

– .

Comunicazione alla

Giudicatura di pace del circolo di Lugano Ovest.

Per

la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore

litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie

in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta

giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti

dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.