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Decisione

16.2021.38

Contratto di carta di credito: prova del pagamento dello scoperto

4 novembre 2022Italiano15 min

a RE 1 la carta VISA n. __________, mentre nel 2007 la carta MasterCard n. __________,

Source ti.ch

Incarto n.

16.2021.38

Lugano

4 novembre 2022/bs

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Giani,

presidente,

Fiscalini

e Stefani

vicecancelliera:

Jurissevich

sedente

per statuire sul reclamo del 29 settembre 2021 presentato da

RE

1

contro

la decisione emessa il 2 settembre 2021

dal Giudice di pace del circolo di Vezia

nella causa CO.2020.21 (contratto di carta di credito) promossa nei suoi

confronti con istanza del 18 agosto 2020

dalla

CO 1 ,

Ritenuto

in fatto:

Fatti

A. Nel 1992 CO 1 ha rilasciato

a RE 1 la carta VISA n. __________, mentre nel 2007 la carta MasterCard n. __________,

aventi un'unica unità di fatturazione n. __________. Il 19 settembre 2017 l'istituto bancario ha trasmes-so

a RE 1 un conteggio dal quale risultava un saldo a suo favore di

fr. 1317.75 con l'invito a voler pagare almeno fr. 300.–. Il 19 ottobre 2017 CO 1 ha inviato a RE 1 un conteggio

con saldo a suo favore di fr. 1329.40 con l'invito a pagare almeno fr.

400.– mentre il 20 novembre successivo ha spedito al cliente un “ultimo

sollecito di pagamento” con l'avvertenza che in caso di mancato pagamento di

fr. 1362.30 entro la fine di quel mese essa avrebbe avviato nei suoi

confronti una procedura esecutiva e giudiziaria. L'11 dicembre 2017 RE 1i ha versato

alla banca fr. 862.30.

B. L'8 febbraio 2018 CO

1 ha fatto notificare a RE 1 il precetto esecutivo n. 2525490

dell'Ufficio di esecuzione di Lugano per fr. 500.–

più interessi al 12% dal 12 dicembre 2017, indicando quale causa del

credito la “scoperto in __________, Unità di fatturazione n. __________, __________

n. __________ – __________ n. __________, Nostra lettera del 20.11.0217,

Pretesa iniziale di fr. 1362.30 meno l'acconto di fr. 862.30 ricevuto in data

11.12.2017” e di fr. 4.– a titolo di “interessi calcolati dal 01.12.2017

all'11.12.2017”, cui l'escusso ha interposto opposizione.

C. Con

decisione del 15 maggio 2019 il Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest ha

dichiarato irricevibile un'istanza a tutela giurisdizionale nei casi manifesti promossa da CO 1 volta alla condanna di RE 1 al pagamento di fr. 500.– oltre

interessi e alla pronuncia del rigetto in via definitiva dell'opposizione

interposta dal convenuto al menzionato PE, ponendo la tassa di giustizia di

fr. 120.– a carico delle

parti in ragione di metà ciascuno (inc. 5/A/19/MA). Tale sentenza

è passata in giudicato.

D. Il 21 giugno 2019 CO 1

ha risollecitato RE 1 a versarle entro il 1° luglio 2019 complessivi

fr. 745.80 (fr. 500.– credito scoperto, fr. 92.50 interessi al 12%

dal 1° dicembre 2017, fr. 53.30 spese esecutive, fr. 60.– tassa di

giustizia, fr. 40.– spese di sollecito e gestione della pratica). Non ottenendo

quanto chiesto, il 22 agosto 2019 essa ha fatto

notificare a RE 1 il precetto esecutivo n. 2__________ dell'Ufficio

di esecuzione di Lugano per ottenere fr. 500.– più interessi al 12% dal 12

dicembre 2017, oltre a fr. 60.– a titolo di “tassa di giustizia secondo sentenza

del 15 maggio 2019” e fr. 53.30 per “spese esecuzioni precedenti”, al

quale l'escusso ha interposto opposizione.

E. Con istanza del 18 agosto 2020 CO 1 si

è rivolta al Giudice di pace del circolo di Vezia, chiedendo di convocare RE 1 a

un'udienza di conciliazione volta a ottenere il pagamento di fr. 500.– più

interessi al 12% dal 12 dicembre 2017, di fr. 4.– per gli interessi

maturati dal 20 novembre all'11 dicembre 2017 e di fr. 60.– per la rifusione di

metà delle spese processuali relative alla precedente procedura, così come la pronuncia

del rigetto definitivo dell'opposizione interposta al citato PE limitatamente

a fr. 500.– più interessi al 12% dal 12 dicembre 2017 e a fr. 60.–. All'udienza di conciliazione del 19 gennaio 2021 il convenuto

si è impegnato a produrre il giustificativo di un pagamento di fr. 500.– effettuato

il 6 ottobre 2017 comprensivo del numero di transazione e del riferimento

elettronico del versamento presso P__________. Ricevuto il documento rilasciato

da quest'ultima società, il 26 febbraio 2021 CO

1 ha comunicato al Giudice di pace che tale giustificativo, privo del numero di

transazione e del riferimento elettronico del versamento, non le permetteva di effettuare una ricerca mirata per

risalire “a favore di chi, presso il suo istituto bancario, il convenuto avrebbe effettuato il versamento”. Essa ha così chiesto all'autorità di

conciliazione di giudicare la controversia in applicazione dell'art. 212 CPC.

F. Statuendo con decisione del 2 settembre 2021 il Giudice di

pace ha accolto l'istanza e ha condannato il

convenuto a versare all'istante fr. 564.– complessivi oltre

interessi al 12% su fr. 500.– dal 17 dicembre 2017, rigettando integralmente

in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo n. 2__________

dell'Ufficio di esecuzione di Lugano. Le spese processuali di fr. 170.–

sono state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte

fr. 50.– per ripetibili.

G. Contro

la decisione appena citata Renato Tami è insorto

a questa Camera con un reclamo del 29 settembre 2021 in cui chiede, in sostanza,

di annullare il giudizio impugnato e di riformarlo nel senso di respingere

l'istanza, così come di ordinare

a CO 1 di “cancellare il suo nome da qualsiasi lista di

cattivi pagatori nel quale è stato da lei inserito”, di “riattivare

la sua carta di credito originale” e di rimborsargli “un importo equo per i fastidi

e i danni causategli con queste procedure”. Su richiesta del convenuto,

con decreto del 9 febbraio

2022 il presidente di questa Camera ha

concesso al reclamo effetto sospensivo. Invitata a presentare osservazioni, in un memoriale del 24

ottobre 2022 CO 1 conclude per la reiezione del reclamo.

Considerando

Considerandi

in diritto:

1.

Le decisioni emanate dal Giudice di pace come autorità di

conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC sono

impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza

motivata (art. 321 cpv. 1 CPC; Honegger in:

Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuen­berger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen

ZPO 3ª edizione, n. 10 ad art. 212). Nella fattispecie, la

decisione impugnata è pervenuta al convenuto al più presto il 3 settembre 2021,

sicché il reclamo in esame, datato 29 settembre 2021 ma impostato il 30

settembre successivo (cfr. timbro postale sulla busta d'invio), è tempestivo.

2.

Secondo

l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata

applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei

fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione

le censure concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale

o estero – da parte della giurisdizione inferiore (DTF 142 III 367 consid. 2.4

con rinvii). Per quanto concer­ne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un

potere di cognizione limitato, potendo rivederli soltanto se essi sono stati

accertati in modo manifestamente errato, ovvero manifestamente insostenibile,

in aperto contrasto con la situazio­ne reale, gravemente lesivo di una norma o

di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante

con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF 144 III 146 consid. 2 con

rinvii).

3.

Nella

decisione impugnata, il Giudice di pace ha accertato anzitutto che il 6 ottobre

2017.

RE 1 ha “effettuato un versamento di fr. 500.– a favore di CO 1 __________

di __________ (doc. 1)”. Egli, tuttavia, non ha ammesso la tesi del convenuto,

secondo cui questo versamento sarebbe da imputare all'estinzione del debito

relativo all'utilizzo delle sue carte di credito, perché il bonifico è antecedente alle fatture trasmesse

dalla banca il 19 ottobre e 17 novembre 2017. Per il primo giudice, inoltre,

non è possibile accertare se il versamento si riferisca alla fattura oggetto

della vertenza e non ad altre causali giacché il convenuto non ha prodotto il

giustificativo di pagamento “compreso del numero di transazione nonché il

riferimento elettronico del versamento presso P__________”. Ciò posto, il

Giudice di pace ha accolto la pretesa di pagamento di fr. 500.–, così come

quella di fr. 60.–, riferita alla metà

delle spese processuali anticipate dall'istante nella precedente procedura, il

convenuto non avendola contestata. Egli ha infine rigettato in via definitiva

l'opposizione al precetto esecutivo n. 2__________ dell'Ufficio di esecuzione

di Lugano per tutti i crediti posti in esecuzione.

4.

Il Giudice di pace ha accolto la

richiesta di CO 1 di statuire sulla controversia e ha emesso una decisione in

applicazione dell'art. 212 CPC.

a) Ora,

per l'art. 212 CPC se l'attore ne fa richiesta l'autorità di conciliazione può

giudicare essa stessa le controversie patrimoniali con un valore litigioso fino

a fr. 2000.–. Dal profilo formale, un'autorità di conciliazione, cui è stata

chiesta l'emanazione di una decisione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC, dopo avere chiuso a

verbale la procedura di conciliazione constatandole l'insuccesso, deve aprire una

procedura decisionale nella quale agisce come una vera e propria giurisdizione

di prima istanza. Per la procedura decisionale l'autorità di conciliazione deve

verbalizzare, in particolare, le conclusioni, istanze e dichiarazioni

processuali delle parti che non figurano già in atti scritti, perlomeno nel

loro contenuto essenziale (art. 235 cpv. 1 lett.

d e cpv. 2 CPC). Per di più, il verbale nella procedura decisionale è indispensabile in caso impugnazione della decisione,

giacché l'autorità di reclamo deve sapere quali sono state, in prima sede, le

domande, le allegazioni e i mezzi di prova delle parti, dovendo determinare se

il reclamo contenga inammissibili conclusioni, allegazioni e mezzi di prova

nuovi (RtiD II-2020 n. 27c pag. 908).

b) In

concreto, il Giudice di pace ha giudicato la controversia senza tuttavia avere formalmente chiuso la procedura di conciliazione e

aperto quella decisionale. Così facendo, egli ha omesso di verbalizzare le

dichiarazioni delle parti, e in particolare quelle del convenuto. Se non che,

nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha sostanzialmente riassunto le contestazioni di quest'ultimo,

segnatamente il fatto che con il suo versamento di fr. 500.– effettuato il 6

ottobre 2017 l'istante non può vantare alcuna pretesa nei suoi confronti e ne

ha tenuto conto ai fini del giudizio. In

siffatte circostanze, cassare la sentenza impugnata per rimediare alla mancata verbalizzazione delle

allegazioni e contestazioni delle parti riuscirebbe sproporzionato e

dilazionerebbe inutilmente il processo. Conviene quindi vagliare la

doglianza del reclamante nell'ambito del presente giudizio.

5.

RE

1, oltre a postulare la riforma della

decisione impugnata nel senso di respingere l'istanza, chiede di ordinare a CO 1 di “cancellare

il suo nome da qualsiasi lista di cattivi pagatori nel quale è stato da lei

inserito”, di “riattivare la sua carta di credito originale” e di

rimborsargli “un importo equo per i fastidi e i danni causategli

con queste procedure”. Da

queste ultime richieste giova subito sgombrare il campo. Non formulate davanti

al Giudice di Pace, esse sono nuove e quindi inammissibile, l'art. 326 cpv. 1

CPC vietando in sede di reclamo nuove conclusioni. Al proposito non occorre

dilungarsi.

6.

Nel

merito il reclamante rimprovera sostanzialmente al Giudice di pace di non

avere accertato che con il versamento di fr. 500.– da lui effettuato il 6

ottobre 2017 egli non aveva più alcuna pendenza con l'istituto bancario, tanto

più che quest'ultimo non ha contestato di avere ricevuto tale importo. A suo

parere, il giustificativo ricevuto da P__________, alla quale aveva ad ogni

modo chiesto di specificare “il numero di transazione nonché del riferimento

elettronica”, costituisce una prova più che sufficiente per dimostrare la sua

tesi. Per il reclamante la banca, della quale è stato cliente solvibile per

oltre 25 anni, “avrebbe dovuto credergli e risolvere il malinteso trovando su quale

unità di fatturazione l'importo da lui versatole il 6 ottobre 2017 è stato erroneamente

accreditato, non potendo credere che la banca non sia in grado

di spulciare una giornata di incassi per ritrovare quell'importo”.

7.

Nel caso in rassegna, il reclamante contesta l'accertamento

del Giudice di pace che a fronte di un'esposizione debitoria verso l'istante di

fr. 1362.30, egli ha versato solamente fr. 862.30 donde uno scoperto di

fr. 500.–. Premesso ciò, nella misura in cui RE 1 allegava di non avere più

alcun debito da onorare, gli incombeva di provare

il pagamento di tale importo, ovvero di avere effettuato il 6 ottobre 2017 un versamento di fr. 500.– in favore di CO

1.

a parziale estinzione dello scoperto per l'uso di una carta di credito

riconducibile all'unità di fatturazione n. __________ (art. 8 CC).

a) Ora,

come indicato all'udienza del 19 gennaio 2021,

il convenuto ha prodotto un estratto del suo

conto n. __________ presso P__________ da cui risulta che il 6 ottobre 2017 è

stato eseguito un bonifico di fr. 500.– a favore del conto __________

della “CO 1, __________, __________” (doc. 1). È

vero che tale documento non indica il “numero di transazione” né il

“riferimento elettronico del versamento”. Resta il fatto che CO 1, oltre a non mettere in discussione l'autenticità del citato

giustificativo, non contesta che esso provi l'avvenuto versamento il 6 ottobre

2017.

di fr. 500.– da un conto del convenuto al conto __________ a lei

riconducibile, numero corrispondente per altro a quello prestampato sulle

polizze di versamento trasmesse al cliente. In tali circostanze si deve

concludere che l'importo in questione sia giunto su un conto della banca e che essa ne avesse la disponibilità.

b) È possibile che dopo l'accredito

di tale importo sul proprio conto, l'istituto bancario non abbia potuto

attribuirlo “a favore della carta di credito rilasciata al convenuto” o alla di

lui unità di fatturazione. Ed è altrettanto verosimile che senza i necessari

numeri di riferimento, la banca possa avere difficoltà nel ricercare il beneficiario

di tale somma. Ciò non basta tuttavia per confutare il fatto che RE 1 abbia

versato fr. 500.– sul conto della banca. Che il convenuto

avesse altre relazioni bancarie con lei e altri scoperti nei suoi confronti non

è preteso, mentre il fatto che il pagamento possa essere stato effettuato a un

qualsiasi altro beneficiario dell'istituto è un'allegazione

nuova e quindi inammissibile (art. 326 CPC). Quanto alla mancata contestazione dell'estratto conto,

ciò non esclude la possibilità

per il cliente di provarne l'errore. E come si è visto, il cliente ha

dimostrato di avere versato alla banca fr. 500.–. In circostanze siffatte l'accertamento del Giudice di pace, secondo cui

l'importo “di cui alla fattura doc. D” è rimasto impagato, si rivela

manifestamente errato. Poco importa, come egli crede, che il versamento sia

intervenuto prima dei conteggi del 19 ottobre e 17 novembre 2017, già nei mesi

precedenti la banca vantando un credito nei confronti del cliente per scoperti

dovuti all'uso delle carte di credito. Ne segue che, al riguardo, il reclamo risulta fondato.

8.

Visto

quanto precede e soccorrendo le premesse dell'art. 327 cpv. 3 lett. b

CPC, questa Camera può statuire essa medesima sulla causa. In definitiva, la decisione impugna­ta va riformata nel senso che

l'istanza volta al pagamento di fr. 564.– più interessi su fr. 500.– al 12% dal

12.

dicembre 2017, così come la relativa richiesta di rigetto dell'opposizione

per tale importo deve essere respinta mentre la domanda volta a ottenere il rigetto definitivo dell'opposizione interposta al precetto esecutivo n. 2__________

dell'Ufficio di esecuzione di Lugano dev'essere accolta limitatamente a fr.

60.–, pretesa che, fondata su una decisione passata in giudicato (inc. 5/A/19/MA: doc. H),

non è stata di per sé contestata dal convenuto.

9.

Le spese del giudizio

odierno seguirebbero la vicendevole soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). Tenuto

conto che il reclamante ottiene sostanzialmente causa vinta, il rigetto

definitivo dell'opposizione interposta al precetto esecutivo n. 2__________

dell'Ufficio di esecuzione di Lugano essendo

accolto limitatamente a fr. 60.–, si giustifica di addebitare costi ridotti a carico di CO 1 e di rinunciare a prelevare l'esigua quota che andrebbe a carico di RE 1. Quanto

all'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), il reclamante non l'ha richiesta (come

non l'ha chiesta in prima sede) né tanto meno ha reso verosimile di aver dovuto

sostenere costi rilevanti ai fini del processo. Non soccorrono dunque i

presupposti per l'assegnazione di un simile indennizzo. L'esito del giudizio impone una modifica del dispositivo

sugli oneri processuali di primo grado che sono suddivisi tra le

parti secondo la soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

decide: I. Il

reclamo è parzialmente accolto nel senso che la decisione impugnata sono così riformata:

1. L'istanza

è parzialmente accolta nel senso che l'opposizione al precetto esecutivo n. 2__________

dell'Ufficio di esecuzione di Lugano è rigettata in via definitiva

limitatamente a fr. 60.–. Per il

resto l'istanza è respinta.

2.

Le spese processuali di complessivi fr. 170.–, da anticipare dall'istante,

sono poste per nove decimi a carico di quest'ultima e per il rimanente a carico di RE

1.

II. Le

spese del reclamo ridotte a fr. 100.– da anticipare da RE 1 sono poste a

carico di CO 1.

III. Notificazione a:

;

.

Comunicazione alla

Giudicatura di pace del circolo di Vezia.

Per

la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore

litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie

in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta

giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti

dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.