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Decisione

17.2003.63

infrazione alla legge federale sugli stupefacenti - resposanbilitâ penale degli organi della società anonima - potere cognitivo della Corte di cassazione e di revisione penale nel vagliare l'aspetto s

22 dicembre 2004Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

i doveri imposti dall'art. 717 CO agli amministratori che curano la gestione di

società anonime, con particolare riferimento alla giurisprudenza del Tribunale

federale, il Procuratore pubblico sostiene che, contrariamente all'opinione del

primo giudice, in qualità di amministratore unico (organo della __________ SA)

l'imputato aveva una posizione di garante. Tant'è che aveva un ruolo

predominante nella società: aveva aperto una relazione bancaria, aveva firmato

contratti di lavoro per operai attivi nella coltivazione di canapa, aveva

sottoscritto vari documenti e si era impegnato a che la contabilità fosse

tenuta regolarmente. Tali comportamenti attivi e consapevoli erano tesi al raggiungimento

delle finalità perseguite dalla società, che l'imputato sapeva operare nel

campo della coltivazione e della vendita di canapa in quantità e modalità tali

da non lasciare dubbi sulla reale destinazione del prodotto. Secondo il

Procuratore pubblico l'accusato non era perciò un semplice prestanome, né si

comprenderebbe altrimenti perché i fratelli __________ abbiano dovuto convincerlo

ad assumere la carica. L'imputato avrebbe perciò intenzionalmente a attivamente

contribuito al commercio della marijuana per mezzo della società, assumendo per

lo meno il rischio che la canapa fosse usata per fini illeciti.

3. Il

primo giudice ha accertato che l'imputato non ha direttamente perpetrato alcuna

delle infrazioni previste dall'art. 19 n. 1 LStup. A giusta ragione egli si è domandato

quindi se, ciò nonostante, all'accusato potessero addebitarsi le azioni

commesse dalla società per il fatto che, nella sua funzione di amministratore

unico, egli avrebbe dovuto conoscere le attività dell'azienda (DTF 97 IV 203).

In altri termini, il giudice di merito ha correttamente esaminato se l'imputato

potesse essere considerato alla stregua di

agente (art. 18 cpv. 1 CP) per reati commessi all'interno della

persona giuridica di cui egli era organo.

a) Chiamato

a giudicare una violazione dell'art. 3 cpv. 2 LDDS da parte dell'impiegato di

una società anonima, in DTF 100 IV 38 il Tribunale federale ha precisato che,

salvo eccezioni (segnatamente nel diritto amministrativo e fiscale), una persona

giuridica non è punibile. Per gli atti di essa rispondono penalmente, nell'ambito

dell'esercizio dei loro poteri, le persone che rivestono le funzioni di organo.

Parimenti il Tribunale federale ha specificato che la nozione penale di “organo”

non coincide con quella del diritto civile, ma si applica a tutte le persone

che hanno facoltà decisionali proprie nell'ambito dell'attività sociale. Membro

di un consiglio d'amministrazione non è tanto, sotto questo profilo, la persona

designata formalmente come tale negli statuti, ma quella che esercita materialmente

la mansione (DTF 100 IV 42 con riferimenti; Trechsel,

Kurzkommentar zum StGB, 2ª

edizione, n. 2 ad art. 172 CP). Alla stessa stregua agisce come organo e risponde

penalmente dell'inosservanza degli obblighi verso l'ente pubblico in virtù

dell'art. 3 cpv. 3 LDDS il funzionario intermedio di un'amministrazione pubblica

abilitato a reclutare e assumere personale straniero (DTF 99 IV 116).

b) In

DTF 105 IV 172, a conferma della propria giurisprudenza, il Tribunale federale ha

ritenuto che il membro di un consiglio di amministrazione non assume responsabilità

penali per il solo fatto della funzione che esercita in virtù dello statuto; determinante

è la posizione che egli occupa effettivamente nell'impresa. Il responsabile di

una società è punibile per un reato intenzionale allorquando sia consapevole

delle circostanze costitutive del reato o preveda il reato come possibile e non

faccia ciò che è in suo potere per eliminarne o attenuarne le conseguenze; in

tal caso egli vuole il risultato o, quanto meno, lo accetta. Nel caso in cui la

responsabilità penale si fondi su un delitto di omissione improprio dell'organo

societario (unechtes Unterlassungsdelikt), il quale non ha impedito un illecito,

la punibilità richiede anzitutto la posizione di garante dell'autore dell'omissione

riferita al reato in discussione. E garante è chi, per obbligo legale o contrattuale,

deve impedire il compiersi di una fattispecie penale o sopprimerne gli effetti.

La responsabilità penale richiede inoltre la consapevole lesione di doveri

derivanti dalla posizione di garante, ciò che è dato, nel caso di reato

intenzionale, quando il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da

parte di terzi, e ciò nonostante rimane passivo (DTF 105 IV 173 consid. 4a e 4b

pag. 175).

c) Statuendo

su una fattispecie relativa all'applicazione dell'art. 52 LAVS (responsabilità

del datore di lavoro), il Tribunale federale ha sottolineato infine che per

stabilire se l'organo di una persona giuridica sia responsabile non fanno stato

solo criteri formali, ma bisogna anche esaminare se l'interessato abbia preso

decisioni riservate agli organi o si sia incaricato della gestione propriamente

detta, partecipando in modo determinate alla formazione della volontà sociale

(DTF 114 V 213 consid. 4 pag. 218; CCRP, sentenza del 15 giugno 1993 in re G. e

coimputati, consid. 2d/bb).

4. Dalla

sentenza impugnata risulta che l'imputato ha sì assunto la carica di amministratore

unico, ma non ha gestito l'attività dell'azienda, diretta dai fratelli __________.

Tale accertamento, che vincola la Corte di cassazione e di revisione penale,

non permette di affermare che l'imputato fosse un organo societario nel senso

che fosse persona che occupasse nella ditta una posizione di responsabilità e di

garante per l'operato di persone che hanno materialmente commesso i reati

oggetto del decreto di accusa. Certo, come fa notare il Procuratore pubblico, l'imputato

ha sottoscritto determinati contratti di lavoro, ha firmato alcuni documenti indirizzati

alle autorità e ha aperto una relazione bancaria (di cui era titolare economico

__________). Si trattava tuttavia – ha soggiunto il primo giudice – di atti

formali richiesti da chi dirigeva effettivamente la società. Anzi, l'accusato

Considerandi

non aveva praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di

amministratore unico, nel senso che non aveva alcun potere di decisione e non poteva

quindi influenzare l'andamento della ditta (sentenza, pag. 6). Ciò premesso, non

si vede come il primo giu­dice sia caduto in arbitrio ritenendo che l'accusato

non detenesse, all'interno della __________ SA, una posizione rilevante, tale

da renderlo garante del corretto operato delle persone attive nella società medesima.

5.

Il

Procuratore pubblico insiste nell'affermare che, fosse pur stato ininfluente il

suo ruolo in seno alla __________ SA, l'imputato sarebbe ugualmente responsabile.

A sostegno di tale argomentazione egli ricorda che, ove ometta oggettivamente e

soggettivamente gli avvisi obbligatori imposti dall'art. 725 CO in caso di

insolvenza della società, un consigliere d'amministrazione di una società

anonima si rende colpevole di bancarotta semplice (art. 165 n. 1 cpv. 1 vCP)

seppure non abbia avuto influsso sulla formazione della volontà sociale

(sentenza del Tribunale federale 6P.223/1999 del 18 aprile 2000 citata da Weissenberger in: Basler Kommentar, StGB

II, edizione 2003, n. 7 ad art. 172). In

realtà il richiamo di giurisprudenza non è pertinente. Non soltanto,

infatti, esso riguarda la responsabilità penale di organi e dirigenti societari

per reati patrimoniali contemplati nel “titolo secondo” delle

disposizioni speciali del Codice penale (l'art. 172 cpv. 5 CP prevede la

punibilità degli organi e dei dirigenti effettivi responsabili di reati

patrimoniali anche se le circostanze personali che hanno per effetto di fondare

o aggravare la pena sono realizzate solo nei confronti della persona giuridica

o della società), ma esso concerne un caso in cui l'obbligo derivante dall'art.

725.

CO in caso di insolvenza della società anonima incombe, in base al diritto

civile, al consiglio di amministrazione, senza riguardo alle sue effettive prerogative.

6.

Il

ricorrente si duole poi di arbitrio perché l'accusato è stato prosciolto,

mentre altri sette operai della __________ SA sono stati condannati dal

presidente della Pretura penale a fr. 300.– di multa con sentenza del 3 ottobre

2003.

Fondata su una sentenza emanata senza motivazione, la critica non è

sufficientemente motivata né per confortare un'eventuale disparità di trattamento

né, men che meno, per sostanziare una censura di arbitrio. Va quindi dichiarata

inammissibile.

7.

Il Procuratore

pubblico lamenta arbitrio anche perché il primo giudice non ha ritenuto l'accusato

colpevole nemmeno quale complice. A mente sua costui non poteva ignorare che

cosa si coltivasse a __________. Le dichiarazioni da lui rilasciate al dibattimento,

secondo cui egli si è sempre fidato delle assicurazioni di __________ e __________

sulla liceità della coltivazione e sulla destinazione del prodotto, come pure

quelle secondo cui egli si è messo a disposizione come amministratore unico

soltanto formalmente, dimostrerebbero che egli si rendeva conto dei rischi. Poco

importa – prosegue il ricorrente – che quanto l'imputato ha fatto potesse essere

fatto anche da altri e che gli autori del reato potessero ottenere il

contributo fornito dall'accusato anche da terzi, dato che ciò nulla toglie al

comportamento penalmente rilavante dell'imputato. Tanto meno ove si pensi che

all'amministratore unico non risultano essere state sottaciute cose rilevanti

in merito all'attività della ditta.

a) Quanto

l'autore di un reato sa, vuole o accetta è un dato di fatto (DTF 128 I 177 consid.

2.2

pag. 183, 128 IV 53 consid. 3 pag. 63, 125 IV 242 consid. 2c pag. 252, 119

IV 1 consid. 5 pag. 3, 110 IV 20 consid. 2 pag. 22). Sapere se una persona ha

agito con volontà o consapevolezza oppure ha consentito all'evento delittuoso

vincola quindi la Corte di cassazione e di revisione penale (per analogia, sul

piano federale: Wipräch­tiger in:

Geiser/Münch, Prozessieren vor Bundesgericht,

vol. I, 2ª edizione,

pag. 226 n. 6.99 con richiami alla nota 182; Corboz,

Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation du Tribunal fédéral, in: SJ

113/1991 pag. 94 con la nota n. 246). In altri termini, le constatazioni

relative al foro interno di un soggetto – ciò che la persona sapeva, si

proponeva, aveva l'intenzione di fare o immaginava, lo stato psichico nel quale

essa ha agito, la sua cognizione piena o ridotta di commettere un illecito –

possono essere criticate davanti alla Corte di cassazione o di revisione penale

solo per arbitrio (cfr. sempre sul piano federale: Schweri, Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation pénale du

Tribunal fédéral, in: FJS 748C pag. 67 in basso).

b) Nel

caso in esame il primo giudice ha escluso una complicità, ossia una consapevole

attività che ha favorito la commissione di reati da parte di terzi. Pur dando

atto che l'assunzione di personale e la richiesta di permessi hanno favorito la

coltivazione della canapa, egli ha nondimeno accertato che l'imputato non era

per nulla al corrente delle reali intenzioni degli autori né disponeva di

chiari segni che gli permettessero di ravvisare l'illiceità dell'operazione.

Anzi, quanto lui ha fatto avrebbe potuto essere fatto da altri, nel senso che

gli autori del reato avrebbero potuto ottenere il contributo dell'accusato

anche altrimenti, ad esempio per mezzo di __________, il quale aveva anch'egli diritto

di firma individuale (sentenza, pag. 7). Nelle circostanze descritte incombeva

al Procuratore pubblico spiegare perché, giungendo a tale convincimento dopo

avere valutato gli indizi a carico e a favore dell'accusato nel loro insieme, il

presidente della Pretura penale abbia manifestamente ecceduto o abusato nel

proprio potere di apprezzamento, al punto da sospingersi in arbitrio. Egli si

limita invece a contrapporre il proprio punto di vista e il proprio

apprezzamento delle prove, come se argomentasse davanti a una Corte di appello

munita di pieno potere cognitivo anche su questioni di fatto. Egli prospetta uno

scenario diverso interpretando altrimenti le dichiarazioni rese dall'imputato

in aula e attribuendo un altro senso a determinate affermazioni contenute nella

sentenza impugnata, ma ciò non basta per fondare un ricorso ancorato al divieto

dell'arbitrio. Formulato come atto di appello, su questo punto il memoriale

sfugge a un esame di merito e a va dichiarato inammissibile.

8.

Infine

il ricorrente ricorda che dal 1°ottobre 2003 è in vigore l'art. 100quater CP sulla punibilità della

persona giuridica, secondo cui l'impresa è ritenuta responsabile nel caso in

cui il colpevole di un'infrazione non possa essere identificato oppure qualora

il reato sia frutto di una carente organizzazione interna. Se non che, a prescindere

dal fatto che la norma è successiva ai fatti oggetto del decreto di accusa, il

ricorrente nemmeno spiega perché tale richiamo gioverebbe al buon esito del

ricorso. Onde, una volta di più, l'irricevibilità dell'assunto.

9.

Se

ne conclude che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va disatteso.

Gli oneri processuali seguono la soccombenza dello Stato (art. 15 cpv. 1 CPP),

che rifonderà ad __________, il quale ha presentato osservazioni al ricorso

tramite un avvocato,

un'indennità

di fr. 1200.– per ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2. Gli

oneri processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 500.–

b)

spese fr. 100.–

fr.

600.–

sono

posti a carico dello Stato, che rifonderà ad __________ fr. 1200.– per ripetibili.

3. Intimazione

a:

– __________;

– avv.

__________;

– Procuratore

pubblico Antonio Perugini, Bellinzona;

– Pretura

penale, via dei Gaggini 1, Bellinzona;

– Ministero

pubblico della Confederazione, Berna;

– Comando

della polizia cantonale, SG/SC (Servizio centrali), Bellinzona;

– Ufficio

del giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

N.B.: l'indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la

comunicazione del dispositivo.

terzi

implicati

Per la Corte di

cassazione e di revisione penale

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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