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Decisione

17.2003.72

infrazione alla legge federale sugli stupefacenti- responsabilità penale deli organi della società anonima - potere cognitvo della Corte di cassazione di revisione poenale nel vagliare l'aspetto sogge

22 dicembre 2004Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i doveri imposti dall'art. 717 CO agli amministratori che curano la gestione di

società anonime, con particolare riferimento alla giurisprudenza del Tribunale

federale, il Procuratore pubblico sostiene che, contrariamente all'opinione del

primo giudice, in qualità di amministratore unico (organo della __________ AG),

l'imputato aveva una posizione di garante. Tant'è che aveva un ruolo

predominante nella società: aveva sottoscritto due contratti, l'uno di fitto agricolo

per la serra di __________ ove si piantava la canapa e l'altro di compravendita

con la __________ AG, i cui rappresentati sono pure stati coinvolti nell'inchiesta.

Tali comportamenti attivi e consapevoli erano tesi al raggiungimento delle

finalità perseguite dalla società, che l'imputato sapeva operare nel campo

della coltivazione e della vendita di canapa in quantità e modalità tali da non

lasciare dubbi sulla reale destinazione del prodotto. L'imputato avrebbe perciò

intenzionalmente e attivamente contribuito al commercio della marijuana per mezzo

della società, assumendo per lo meno il rischio che la canapa fosse usata per

fini illeciti.

3. Il

primo giudice ha accertato che l'imputato non ha direttamente perpetrato alcuna

delle infrazioni previste dall'art. 19 n. 1 LStup. A giusta ragione egli si è domandato

quindi se, ciò nonostante, all'accusato potessero addebitarsi le azioni

commesse dalla società per il fatto che, nella sua funzione di amministratore

unico, egli avrebbe dovuto conoscere le attività dell'azienda (DTF 97 IV 203).

In altri termini, il giudice di merito ha correttamente esaminato se l'imputato

potesse essere considerato alla stregua di

agente (art. 18 cpv. 1 CP) per reati commessi all'interno della

persona giuridica di cui egli era organo.

a) Chiamato

a giudicare una violazione dell'art. 3 cpv. 2 LDDS da parte dell'impiegato di

una società anonima, in DTF 100 IV 38 il Tribunale federale ha precisato che,

salvo eccezioni (segnatamente nel diritto amministrativo e fiscale), una persona

giuridica non è punibile. Per gli atti di essa rispondono penalmente, nell'ambito

dell'esercizio dei loro poteri, le persone che rivestono le funzioni di organo.

Parimenti il Tribunale federale ha specificato che la nozione penale di “organo”

non coincide con quella del diritto civile, ma si applica a tutte le persone

che hanno facoltà decisionali proprie nell'ambito dell'attività sociale. Membro

di un consiglio d'amministrazione non è tanto, sotto questo profilo, la persona

designata formalmente come tale negli statuti, ma quella che esercita materialmente

la mansione (DTF 100 IV 42 con riferimenti; Trechsel,

Kurzkommentar zum StGB, 2ª

edizione, n. 2 ad art. 172 CP). Alla stessa stregua agisce come organo e risponde

penalmente dell'inosservanza degli obblighi verso l'ente pubblico in virtù

dell'art. 3 cpv. 3 LDDS il funzionario intermedio di un'amministrazione pubblica

abilitato a reclutare e assumere personale straniero (DTF 99 IV 116).

b) In

DTF 105 IV 172, a conferma della propria giurisprudenza, il Tribunale federale

ha ritenuto che il membro di un consiglio di amministrazione non assume responsabilità

penali per il solo fatto della funzione che esercita in virtù dello statuto; determinante

è la posizione che egli occupa effettivamente nell'impresa. Il responsabile di

una società è punibile per un reato intenzionale allorquando sia consapevole

delle circostanze costitutive del reato o preveda il reato come possibile e non

faccia ciò che è in suo potere per eliminarne o attenuarne le conseguenze; in

tal caso egli vuole il risultato o, quanto meno, lo accetta. Nel caso in cui la

responsabilità penale si fondi su un delitto di omissione improprio dell'organo

societario (unechtes Unterlassungsdelikt), il quale non ha impedito un

illecito, la punibilità richiede anzitutto la posizione di garante dell'autore

dell'omissione riferita al reato in discussione. E garante è chi, per obbligo

legale o contrattuale, deve impedire il compiersi di una fattispecie penale o

sopprimerne gli effetti. La responsabilità penale richiede inoltre la

consapevole lesione di doveri derivanti dalla posizione di garante, ciò che è

dato, nel caso di reato intenzionale, quando il garante riconosce o prevede la

commissione di un reato da parte di terzi, e ciò nonostante rimane passivo (DTF

105 IV 173 consid. 4a e 4b pag. 175).

c) Statuendo su una fattispecie relativa all'applicazione dell'art.

52 LAVS (responsabilità del datore di lavoro), il Tribunale federale ha sottolineato

infine che per stabilire se l'organo di una persona giuridica sia responsabile

non fanno stato solo criteri formali, ma bisogna anche esaminare se

l'interessato abbia preso decisioni riservate agli organi o si sia incaricato

della gestione propriamente detta, partecipando in modo determinate alla

formazione della volontà sociale (DTF 114 V 213 consid. 4 pag. 218; CCRP,

sentenza del 15 giugno 1993 in re G. e coimputati, consid. 2d/bb).

4. Dalla

sentenza impugnata risulta che l'imputato ha sì assunto la carica di amministratore

unico, ma non ha gestito l'attività del­l'azienda, diretta da __________. Tale accertamento,

che vincola la Corte di cassazione e di revisione penale, non permette di

affermare che l'imputato fosse un organo societario nel senso che fosse persona

che occupasse nella ditta una posizione di responsabilità e di garante per l'operato

di persone che hanno material­mente commesso i reati oggetto del decreto di

Considerandi

accusa. Certo, come fa notare il Procuratore pubblico, l'imputato ha firmato il

contratto di fitto agricolo per un appezzamento a __________ e un contratto di

compravendita con la __________ AG per la vendita del­l'olio essenziale che si

sarebbe prodotto con la canapa. Si trattava però – ha accertato il primo

giudice – di atti richiesti da chi dirigeva a tutti gli effetti la società e

aveva curato le trattative contrattuali, sottoponendo per finire all'accusato i

contratti già firmati dalla controparte. Anzi, l'accusato non aveva praticamente

alcun ruolo se non quello puramente formale di amministratore unico, nel senso

che non aveva alcun potere di decisione e non poteva quindi influenzare

l'andamento della ditta (sentenza, pag. 6). Ciò premesso, non si vede come il

primo giudice sia caduto in arbitrio ritenendo che l'accusato non detenesse,

all'interno della __________ AG una posizione rilevante, tale da renderlo

garante del corretto operato delle persone attive nella società medesima.

5.

Il

Procuratore pubblico insiste nell'affermare che, fosse pur stato ininfluente il

suo ruolo in seno alla __________ AG, l'imputato sarebbe ugualmente responsabile.

A sostegno di tale argomentazione egli ricorda che, ove ometta oggettivamente e

soggettivamente gli avvisi obbligatori imposti dall'art. 725 CO in caso di

insolvenza della società, un consigliere d'amministrazione di una società

anonima si rende colpevole di bancarotta semplice (art. 165 n. 1 cpv. 1 vCP)

seppure non abbia avuto influsso sulla formazione della volontà sociale

(sentenza del Tribunale federale 6P.223/ 1999 del 18 aprile 2000 citata da Weissenberger in: Basler Kommentar, StGB

II, edizione 2003, n. 7 ad art. 172). In realtà il richiamo di

giurisprudenza non è pertinente. Non soltanto, infatti, esso riguarda la

responsabilità penale di organi e dirigenti societari per reati patrimoniali contemplati

nel “titolo secondo” delle disposizioni speciali del Codice penale

(l'art. 172 cpv. 5 CP prevede la punibilità degli organi e dei dirigenti

effettivi responsabili di reati patrimoniali anche se le circostanze personali

che hanno per effetto di fondare o aggravare la pena sono realizzate solo nei

confronti della persona giuridica o della società), ma esso concerne un caso in

cui l'obbligo derivante dall'art. 725 CO in caso di insolvenza della società anonima

incombe, in base al diritto civile, al consiglio di amministrazione, senza riguardo

alle sue effettive prerogative.

6.

Il Procuratore

pubblico lamenta arbitrio anche perché il primo giudice non ha ritenuto

l'accusato colpevole nemmeno quale complice. A mente sua costui non poteva ignorare

che cosa si coltivasse a __________. Le dichiarazioni da lui rilasciate al dibattimento,

secondo cui egli si è sempre fidato delle assicurazioni di __________ sulla

liceità della coltivazione e sulla destinazione del prodotto, come pure quelle secondo

cui egli si è messo a disposizione come amministratore unico soltanto formalmente,

dimostrerebbero che egli si rendeva conto dei rischi. Egli ha agito perciò con dolo

eventuale, tant'è che al dibattimento ha ammesso di sapere che la canapa può essere

usata anche come stupefacente, mentre il dibattito sulla depenalizzazione del

consumo di canapa avrebbe dovuto suscitare in lui ulteriori dubbi.

a) Quanto

l'autore di un reato sa, vuole o accetta è un dato di fatto (DTF 128 I 177 consid.

2.2

pag. 183, 128 IV 53 consid. 3 pag. 63, 125 IV 242 consid.

2c pag. 252, 119 IV 1 consid. 5 pag. 3, 110 IV 20 consid.

2.

pag. 22). Sapere se una persona ha agito con volontà o consapevolezza oppure

ha consentito all'evento delittuoso vincola quindi la Corte di cassazione e di

revisione penale (per analogia, sul piano federale: Wipräch­tiger in: Geiser/Münch, Prozessieren vor Bundesgericht,

vol. I, 2ª edizione,

pag. 226 n. 6.99 con richiami alla nota 182; Corboz,

Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation du Tribunal fédéral, in: SJ

113/1991 pag. 94 con la nota n. 246). In altri termini, le constatazioni

relative al foro interno di un soggetto – ciò che la persona sapeva, si

proponeva, aveva l'intenzione di fare o immaginava, lo stato psichico nel quale

essa ha agito, la sua cognizione piena o ridotta di commettere un illecito –

possono essere criticate davanti alla Corte di cassazione o di revisione penale

solo per arbitrio (cfr. sempre sul piano federale: Schweri, Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation pénale du

Tribunal fédéral, in: FJS 748C pag. 67 in basso).

b) Nel

caso in esame il primo giudice ha escluso una complicità, ossia una consapevole

attività che ha favorito la commissione di reati da parte di terzi. Pur dando atto

che la firma del fitto agricolo per la serra ha favorito la coltivazione della

canapa, egli ha nondimeno accertato che l'imputato non era per nulla al

corrente delle reali intenzioni degli autori né disponeva di chiari segni che gli

permettessero di ravvisare l'illiceità dell'operazione. Nelle circostanze

descritte incombeva al Procuratore pubblico spiegare perché, giungendo a tale

convincimento dopo avere valutato gli indizi a carico e a favore dell'accusato nel

loro insieme, il presidente della Pretura penale abbia manifestamente ecceduto

o abusato nel proprio potere di apprezzamento, al punto da sospingersi in

arbitrio. Egli si limita invece a contrapporre il proprio punto di vista e il

proprio apprezzamento delle prove, come se argomentasse davanti a una Corte di

appello munita di pieno potere cognitivo anche su questioni di fatto. Egli

prospetta uno scenario diverso interpretando altrimenti le dichiarazioni rese dall'imputato

in aula e attribuendo un altro senso a determinate affermazioni contenute nella

sentenza impugnata, ma ciò non basta per fondare un ricorso ancorato al divieto

dell'arbitrio. Formulato come atto di appello, su questo punto il memoriale

sfugge a un esame di merito e va dichiarato inammissibile.

7.

Infine

il ricorrente ricorda che dal 1°ottobre 2003 è in vigore l'art. 100quater CP sulla punibilità della

persona giuridica, secondo cui l'impresa è ritenuta responsabile nel caso in

cui il colpevole di un'infrazione non possa essere identificato oppure qualora

il reato sia frutto di una carente organizzazione interna. Se non che, a

prescindere dal fatto che la norma è successiva ai fatti oggetto del decreto di

accusa, il ricorrente nemmeno spiega perché tale richiamo gioverebbe al buon

esito del ricorso. Onde, una volta di più, l'irricevibilità dell'assunto.

8.

Se

ne conclude che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va disatteso.

Gli oneri processuali seguono la soccombenza dello Stato (art. 15 cpv. 1 CPP),

che rifonderà a __________, il quale ha presentato osservazioni al ricorso

tramite un avvocato, un'indennità di fr. 900.– per ripetibili (art. 9 cpv. 6

CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2. Gli

oneri processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 500.–

b)

spese fr. 100.–

fr.

600.–

sono

posti a carico dello Stato, che rifonderà a __________ fr. 900.– per ripetibili.

3. Intimazione

a:

– __________;

– avv.

__________;

– Procuratore

pubblico Antonio Perugini, Bellinzona;

– Pretura

penale, via dei Gaggini 1, Bellinzona;

– Ministero

Pubblico della Confederazione, Berna;

– Comando

della polizia cantonale, SG/SC (Servizio centrali), Bellinzona;

– Ufficio

del giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

N.B.: l’indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la

comunicazione del dispositivo.

terzi

implicati

Per la Corte di

cassazione e di revisione penale

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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