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Decisione

17.2008.77

Commutazione di una multa in una pena detentiva, competenza decisionale della CCRP. Presupposti per l'esclusione della commutazione secondo il diritto previgente (art. 49 cifra 3 cpv. 2 vCPS)

2 ottobre 2009Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

B. Falliti tutti i tentavi di incassare la multa e non più ritenendo

l’esecuzione per debiti un provvedimento efficace, in data 14 novembre 2007, il

Procuratore pubblico ha chiesto al giudice della Pretura penale di decretare la

commutazione della multa in arresto.

C. Con scritto 22 febbraio 2008 RI 1 ha chiesto alla Pretura penale di poter saldare la multa a proprio carico tramite versamenti rateali di fr. 100.--

mensili.

Nonostante l’accoglimento di tale richiesta, il condannato, dopo aver versato i

primi fr. 200.--, ha interrotto il pagamento rateale senza nessuna spiegazione.

Ogni tentativo di incassare i fr. 300.-- ancora scoperti è risultato

infruttuoso.

D. Con decreto 7 novembre 2008, il presidente della Pretura penale ha

pertanto accolto l’istanza 14 novembre 2008 del Ministero pubblico,

pronunciando la commutazione del residuo della multa di Fr. 300.-- in 10 giorni

d’arresto.

A.

Contro la predetta decisione è insorto RI 1 con

ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale di data 19 novembre/2

dicembre 2008.

Evidenziando la sua difficile situazione finanziaria – aggravata da un

infortunio che non gli permetterebbe di lavorare e, così, di far fronte ai

propri obblighi - il ricorrente chiede di essere condannato ad una pena lieve e

di essere esonerato dalle spese processuali.

Il ricorso non ha fatto oggetto di intimazione

per osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. Per quanto attiene la competenza decisionale di questa Corte va

specificato quanto segue.

Giusta il nuovo art. 341 cpv. 1 lit. a CPP, la Corte di cassazione e revisione

penale (CCRP) è competente per i ricorsi contro le decisione del giudice

dell’istruzione e della pena (GIAP) nei casi dell’art. 339 cpv. 1 lit. a, b e k

CPP e meglio quando il GIAP:

- sospende, su istanza del condannato, l’esecuzione

della pena detentiva sostitutiva della pena pecuniaria o della

multa e decide in sua vece sulla proroga del termine di pagamento, sulla

riduzione dell’importo dell’aliquota giornaliera o della multa

o sull’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità (lit. a);

- converte il lavoro di pubblica utilità in una pena pecuniaria o in

una pena detentiva (lit. b);

- esercita tutte le altre attribuzioni che il diritto federale

riserva al giudice dopo la crescita in giudicato della sentenza

penale, esclusi i casi in cui il diritto federale assegna espressamente

la competenza al Tribunale che ha pronunciato la sentenza o che

deve giudicare la nuova infrazione (lit. k).

La commutazione di una multa in una pena detentiva sostitutiva (art. 36 su

rinvio dell’art. 106 cpv. 5 CPS) rientra tra le decisioni di competenza del

GIAP giusta l’art. 339 cpv. 1 lit. k CPP e come tale, di principio, può essere

oggetto di ricorso alla CCRP.

La stessa possibilità di ricorso alla CCRP deve esistere, per analogia, anche

qualora il Tribunale penale cantonale o il pretore penale sono chiamati a

decidere in luogo del GIAP per la commutazione delle multe passate in giudicato

prima del 1° gennaio 2007 (cfr. norma transitoria di cui al titolo XXXIII cpv.

1.

della Legge concernente l’adeguamento della legislazione cantonale alla

revisione del codice penale svizzero del 13 dicembre [2002 BU 2/2007] combinata

con l’art. 347 cpv. 1 e 3 vCPP).

D’altra parte la competenza della CCRP per i ricorsi contro le decisioni di

commutazione della multa era già stata confermata dal Tribunale federale prima

dell’entrata in vigore dei disposti del CPP concernenti la nuova figura del

GIAP (art. 339 segg. CPP). L’Alta Corte aveva allora avuto modo di osservare

che la competenza della CCRP a statuire sui ricorsi contro decisioni di

commutazione di multa si giustificava ritenuto la valenza di sentenza e gli

effetti materiali delle stesse, nonché la migliore tutela giuridica del

ricorrente confrontato con una grave restrizione della libertà personale (cfr. DTF

1P.348/2004).

In concreto, è dunque data la competenza di questa Corte a conoscere dei

ricorsi contro le commutazione delle multe (inflitte con sentenze passate in

giudicato sino a fine 2006) in pene detentive decise dai giudici della pretura

penale (cfr. CCRP 17.2004.25 consid. 3, 17.2004.66-67 consid. 1, 17.2001.24

consid. 2).

2.

Giusta l’art. 341 cpv. 2 CPP il ricorso va presentato entro 10

giorni dalla conoscenza del provvedimento impugnato.

Non si comprende, pertanto, il motivo che ha spinto il Presidente della Pretura

penale ad assegnare al ricorrente un termine di 20 giorni per la presentazione

del ricorso.

Ciò rilevato, nel caso di specie, il termine per la presentazione del ricorso (consegnato

alla posta il 2 dicembre 2008) può essere considerato salvaguardato in virtù

del principio dell’affidamento, nonostante lo stesso sarebbe venuto a scadenza

il 24 novembre 2008.

3.

Le contravvenzioni commesse dal ricorrente risalgono al 10 settembre

2005.

Tali reati, così come la pena e la sua commutazione, vanno pertanto

giudicati secondo il diritto allora vigente, a meno che il nuovo diritto sia

più favorevole all’imputato (lex mitior, art. 2 cpv. 2 CPS).

Tutto considerato, nel caso concreto l’art. 49 cifra 3 vCPS appare più

favorevole rispetto ai combinati disposti di cui ai nuovi art. 106 cpv. 5 e 36

CPS che non prevedono più la semplice esclusione della commutazione, ritenuto anche

che la richiesta di RI 1 di essere condannato ad una pena lieve non può che

essere interpretata proprio come domanda di esclusione della commutazione

relativa al residuo della multa di fr. 300.--.

4.

Giusta l’art. 49 cifra 3 cpv. 2 vCPS, l’esclusione della

commutazione è possibile solo qualora il condannato dimostri di trovarsi, senza

colpa propria, nell’impossibilità di pagare la multa.

Per consolidata dottrina e giurisprudenza, l’assenza di colpa è ammessa qualora

il condannato, anche con tutta la buona volontà di cui dispone, non ha la

possibilità di procurarsi i mezzi necessari per il pagamento o di saldare la

multa con il lavoro. Una colpa è, ad esempio, imputabile al condannato quando

questi non cerca un posto di lavoro meglio pagato, nonostante ne abbia la

possibilità. L’art. 49 cifra 3 cpv. 2 vCPS prevede poi l’inversione dell’onere

probatorio, nel senso che il condannato deve portare la prova di trovarsi

nell’impossibilità di pagare. I requisiti di tale dimostrazione non devono

essere comunque troppo severi (cfr. DTF 6S.236/2004, Amsler/Sollberger,

Commentario Basilese, ad art. 49 vCPS, n. 15-16).

5.

Nel caso di specie, RI 1, nel suo ricorso sostiene di essere alla ricerca

di un posto di lavoro da due anni, di percepire per sé, sua moglie e sua figlia

fr. 1'200.-- mensili dall’assistenza sociale e, infine, di essersi ferito ad

una mano e, pertanto, di non potere più svolgere i piccoli lavoretti che gli

permettevano di integrare il contributo assistenziale.

Il ricorrente, cui come visto incombe l’onere della prova, non ha però

minimamente dimostrato il suo stato d’indigenza, tantomeno ha portato la minima

prova (un certificato medico, ad esempio) a sostegno dell’asserito ferimento e

della conseguente sua inabilità lavorativa.

Non si hanno, dunque, elementi sufficienti per escludere che egli possa fare

uno sforzo per pagare, perlomeno a rate, il suo debito.

Avuto riguardo all’art. 49 cifra 3 cpv. 3 CPS prima frase, è a giusta ragione,

dunque, che il presidente della Pretura penale ha commutato il residuo scoperto

della multa in ragione di un giorno di arresto ogni fr. 30.-- di multa per un

totale di dieci giorni di arresto.

6.

L’art. 49 cifra 3 cpv. 3 ultima frase vCPS prevede che le

disposizioni sulla sospensione condizionale della pena si applicano alla

commutazione della multa in arresto. In questi casi la prognosi sul

comportamento futuro deve comprendere anche la volontà di pagamento delle

multe: una prognosi positiva può essere formulata solo se, oltre ad apparire

che il condannato si asterrà nel seguito dal commettere reati, può essere

concretamente ritenuto che egli farà tutto il possibile per saldare eventuali

nuove multe (DTF 124 IV 210 cons. 9b).

In concreto, la

prognosi è sicuramente negativa, ritenuto che il ricorrente già il 13 marzo

2006, ovvero meno di due mesi dopo i fatti che hanno portato alla multa in

esame, è stato condannato ad una nuova multa di fr. 500.-- (cfr. DA 935/2066) e

che, anche in questo caso, ogni tentativo d’incasso è risultato infruttuoso.

In difetto di prognosi favorevole, una sospensione condizionale dell’arresto

non entra in considerazione.

7.

In esito, il ricorso di RI 1, teso all’ottenimento di una pena lieve

e, pertanto, all’esclusione della commutazione in arresto del residuo di fr.

300.

-- della multa inflittagli dal procuratore pubblico con DA 23 gennaio 2006,

non merita accoglimento.

8.

Viste le particolarità del caso concreto, non si prelevano né tasse

né spese di giustizia.

Dispositivo

Per questi motivi,

visto sulle spese anche l’art. 39 lett. d LTG,

pronuncia: 1. Il ricorso di RI 1 è respinto.

2. Non

si prelevano né tasse né spese di giustizia.

3. Intimazione

a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni

parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la

ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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