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Decisione

17.2010.27

Lex mitior tra l'art 127 LD e l'art. 104 vLD. Assoluzione del ricorrente dall'accusa di inosservanza di prescrizioni d'ordine a seguito dell'assenza di una base legale per la sua condanna giusta l'art

12 gennaio 2011Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

B. In data 1. novembre 2007, la PI 1 ha emanato un decreto penale con il quale ha ritenuto RI 1 colpevole d’inosservanza di prescrizioni

d’ordine giusta l’art. 104 della previgente Legge sulle dogane (vDL, in vigore

fino al 30 aprile 2007) in combinazione con gli art. 4-11 dell’Ordinanza sulla

statistica del commercio esterno (OStat, RS 632.14) per avere, durante il

periodo tra il 3 settembre 2004 e il mese di novembre 2006, esportato in Italia

480 invii per un totale di 511'483 litri di olio da riscaldamento senza dichiararli all’esportazione.

In applicazione della pena, il prevenuto è stato condannato al pagamento di 480

multe (250 multe di fr. 200.- e 230 multe di fr. 10.-) per un totale di fr.

52'300.-.

C. Determinandosi sull’opposizione dell’accusato, con decisione

penale 17 dicembre 2008, la PI 1 ha confermato l’imputazione figurante nel

decreto penale, riducendo tuttavia l’importo complessivo delle multe a fr.

40’890.- a motivo dell’intervenuta prescrizione di 57 inosservanze sanzionate

con una multa da fr. 200.- e di un’inosservanza sanzionata con una multa da fr.

10.-.

Con scritto 8 aprile 2008, RI 1 ha chiesto di essere giudicato da un tribunale

e gli atti sono stati, di conseguenza, trasmessi alla Pretura penale.

D. Dopo il dibattimento, con sentenza 19 maggio 2010, anche il pretore

ha dichiarato RI 1 autore colpevole di inosservanza di prescrizioni d’ordine

giusta l’art. 104 vLD in combinazione con gli art. 4-11 OStat e, in applicazione

della pena, lo ha condannato alla multa di fr. 40'890.- nonché al pagamento

delle tasse e spese di giustizia di complessivi fr. 4’930.-.

E. Avverso la predetta sentenza è insorto il condannato con

dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale di data 25

maggio 2010.

RI 1, nella sua motivazione scritta presentata il 21 giugno 2010, postula, in

via principale, l’annullamento della sentenza impugnata ed il suo

proscioglimento da ogni accusa e, in subordine, una riduzione della multa

inflittagli a complessivi fr. 1'520.-.

F. Il Ministero pubblico della Confederazione, con scritto 2 luglio 2010, ha comunicato di rinunciare a formulare osservazioni.

Con scritto 9 luglio 2010 il procuratore pubblico, senza formulare particolari

osservazioni, si è rimesso al giudizio di questa Corte.

Con osservazioni 26 luglio 2010 - di cui si dirà nei considerandi di diritto - la

PI 1 postula la reiezione del gravame.

Considerandi

in diritto: 1. RI

1.

sostiene, innanzitutto, che il giudice della Pretura penale ha erroneamente

deciso di applicare alla fattispecie il previgente art. 104 vLD invece del

corrispondente nuovo art. 127 LD - secondo cui egli non è più punibile - e che,

pertanto, rappresenta lex mitior per rapporto alla vecchia normativa.

In particolare, il ricorrente rileva che l’applicazione del nuovo art. 127 LD,

contrariamente al previgente art. 104 vLD, presuppone espressamente che un atto

legislativo dichiari punibile l’inosservanza commessa dall’accusato. Ritenuto

che l’OStat - continua il ricorrente - non prevede la punibilità per

inosservanza a prescrizioni d’ordine, nessuna sanzione gli può essere inflitta

per evidente assenza di una base legale (ricorso, pto. 2.1 pag. 5-6).

1.1

a) L’art. 104 cpv. 1 della Legge federale sulle dogane del 1° ottobre

1925.

(vLD) - sotto il titolo marginale “Inosservanza di prescrizioni d’ordine” -

prevedeva che “chiunque, intenzionalmente o per negligenza, disattende una

norma della legislazione doganale, di un accordo internazionale bilaterale o multilaterale

in materia doganale o un’istruzione di carattere generale emanata in base a

norme siffatte o una singola decisione notificatagli sotto comminatoria della

pena contemplata nel presente articolo, è punito, in quanto la sua azione non

costituisca un’infrazione doganale, con la multa fino a 2'000 franchi”.

Il 1° maggio 2007 è entrata in vigore la nuova Legge sulle dogane (RS 631.0).

Nel nuovo ordinamento le conseguenze dell’inosservanza di prescrizioni d’ordine

sono regolate all’art. 127 il cui cpv. 1 dispone quanto segue:

“sempre che non sia adempita la fattispecie legale di un’infrazione

doganale, è punito con la multa fino a 5'000 franchi chiunque viola

intenzionalmente o per negligenza grave:

a. una norma della legislazione doganale, di un trattato internazionale

oppure una delle sue disposizioni d’esecuzione, nella misura in cui un atto

legislativo dichiari punibile la violazione di tali norme; oppure

b. una

decisone notificatagli sotto comminatoria della pena contemplata dal presente

articolo”.

b) L’Ordinanza sulla statistica del commercio esterno (OStat, RS

632.

) concretizza l’art. 8 della Legge federale sulla tariffa doganale (LTD; RS 632.10) che prevede l’allestimento di una

statistica sull’importazione,

l’esportazione e il transito delle merci attraverso la linea doganale svizzera

(statistica del commercio esterno). L’ordinanza stabilisce che la statistica

del commercio esterno è fondata sulle dichiarazioni doganali (art. 3) che

devono essere firmate dalla persona soggetta all’obbligo di dichiarazione

rispettivamente, per le dichiarazioni d’esportazione, dall’esportatore (art. 4)

e che devono indicare i dati relativi al destinatario, all’importatore e

all’esportatore (art. 6), la designazione della merce (art. 7) nonché la

quantità e il valore in franchi svizzeri della stessa (art. 8 e 9). Inoltre la

dichiarazione deve indicare i paesi interessati dall’importazione,

dall’esportazione o dal transito della merce (art. 10) nonché il modo di

trasporto utilizzato all’atto del passaggio della frontiera (art. 11).

1.2

Nelle sue osservazioni la PI 1, determinandosi sul diritto applicabile alla fattispecie in virtù

del principio della lex mitior - dopo aver

riconosciuto che l’art. 127 cpv. 1 lett. a LD con la formulazione “nella misura in cui un atto legislativo dichiari punibile la

violazione di tali norme” contiene una nuova condizione di punibilità per l’inosservanza di

prescrizioni d’ordine - rileva che dal messaggio relativo alla nuova Legge

sulle dogane “non emerge tuttavia che il legislatore auspicava cambiare

qualcosa nell’applicazione dell’art. 104 vLD” se non l’aumento dell’importo

massimo della multa.

L’Amministrazione sostiene, poi, che, sino al 1° febbraio 2000, la punibilità

per l’inosservanze all’OStat era prevista dall’art. 16 della stessa ordinanza e

che il disposto è stato abrogato perché “è stato giudicato che l’art. 104

vLD costituiva una norma sufficiente per fondare il perseguimento penale delle

inosservanze all’ordinanza”. Da quanto precede, l’Amministrazione conclude

che l’art. 127 cpv. 1 lett. a LD “sembra aver creato una lacuna che il

giudice deve colmare” e che l’applicazione letterale della norma alla

fattispecie rappresenterebbe un abuso palese (osservazioni, pag. 2-3).

La PI 1 rimarca, altresì, come

il ricorrente potrebbe essere comunque perseguito anche ai sensi dell’art. 127

cpv. 1 lett. b LD (caso previsto anche dall’art. 104 vCP) ritenuto come allo

stesso, nel 2004 e dunque prima delle infrazioni sanzionate con la decisone

pretorile, era già stato notificato un decreto penale che gli infliggeva una

multa di fr. 200.- per avere esportato in due occasioni olio da riscaldamento e

come, dunque, l’Amministrazione gli aveva chiaramente comunicato le conseguenze

di una violazione delle disposizioni dell’ordinanza (osservazioni, pag. 3).

1.3

Giusta l’art.

1.

CP, una pena può essere inflitta soltanto per un fatto per cui la

legge commina espressamente una pena.

La legge s’interpreta in primo luogo secondo il suo tenore letterale. Solo

nell’ipotesi in cui il testo di legge non è chiaro e si presta a più

interpretazioni occorre determinarne la portata prendendo in considerazione

tutti gli elementi d’interpretazione e meglio i lavori preparatori, lo scopo

della legge, il suo senso, i valori sui quali la stessa poggia nonché la sua

relazione con altre disposizioni legali (DTF del 20 settembre 2002 6S.280/2002

consid. 2; DTF 120 V 95 consid. 4b; DTF 117 Ia 328 consid. 3a).

1.4

a) Contrariamente a quanto

sostenuto dalla PI 1, appare evidente che il legislatore, con il nuovo art. 127

LD, ha inteso porre un preciso limite alla punibilità delle inosservanze di

prescrizioni d’ordine previste dalla legislazione doganale.

Tale limitazione è deducibile già solo dal chiaro tenore letterale del nuovo

disposto che, a differenza della vecchia normativa, prevede esplicitamente che

la violazione di una norma della legislazione doganale, di un trattato

internazionale oppure di una delle sue disposizioni d’esecuzione è sanzionabile

solo “nella misura in cui un atto legislativo dichiari punibile la violazione

di tali norme” (si confronti anche la versione tedesca e francese del

disposto : “soweit ein Erlass die Übertretung diesere Vorschrift für

strafbar erklärt”, “si la violation de ces dispositions est declarée

punissable par un acte législatif”).

La volontà del legislatore risulta, peraltro, dai protocolli dei lavori

assembleari durante i quali è stato posto in evidenza come le inosservanze di

prescrizioni d’ordine rappresentino il livello più basso delle disposizioni

penali previste dalla LD e come le stesse, per ragioni d’opportunità, non

debbano di regola essere sanzionate (cfr. BU 2004 S 431).

Conformemente al chiaro tenore letterale dell’art. 127 cpv. 1 lett. a LD,

l’inosservanza di una prescrizione d’ordine può essere dunque sanzionata

soltanto nella misura in cui la stessa è esplicitamente dichiarata punibile da

un atto legislativo.

Nella versione attualmente in vigore l’OStat non prevede più che la violazione

di sue disposizioni debba essere punita, ritenuto come il Consiglio federale,

con modifica del 19 gennaio 2000, ha proceduto ad abrogarne l’art. 16 che

prevedeva esplicitamente che chi disattende le disposizioni dell’ordinanza o

fornisce un’informazione inesatta è punito secondo l’art. 104 della (vecchia)

legge sulle dogane, sempreché non si tratti di infrazione doganale (RU 1988 p.

2051). Del tutto ininfluente è qui l’osservazione della PI 1 secondo cui l’art.

16.

OStat è stato abrogato perché è stato ritenuto che l’art. 104 vLD costituiva

una norma sufficiente per perseguire penalmente le inosservanze all’ordinanza.

Considerato, infatti, che il Consiglio federale, dopo l’entrata in vigore del

nuovo art. 127 cpv.1 lett. a LD, non ha provveduto a reinserire nell’OStat una

norma che dichiara punibile l’inosservanza alle sue disposizioni, forza è

concludere che, con il nuovo ordinamento, le omissioni delle dichiarazioni

doganali ai sensi degli art. 4-11 OStat non possono più essere sanzionate.

b) Contrariamente a quanto sostenuto

con le osservazioni dalla PI 1,

il ricorrente non può essere punito nemmeno giusta l’art. 127 cpv. 1 lett. b LD

(caso previsto anche dall’art. 104 vLD), ritenuto come non gli sia stato

imputato di avere violato una decisione notificatagli sotto comminatoria della

pena contemplata nello stesso articolo bensì di avere violato le disposizioni

di cui all’OStat (cfr. l’imputazione contenuta nel rinvio a giudizio 3 giugno

2009, pag. 2).

A titolo abbondanziale si osserva comunque che il decreto penale notificato ad RI

1.

nel corso del 2004 (cfr. decreto penale del 17 ottobre 2004 allegato all’AI

3) non rappresenta una decisione ai sensi dell’art. 127 cpv. 1 lett. b LD, ma

una semplice sanzione a carico del ricorrente emanata giusta il diritto

previgente (art. 104 vLD in combinazione con gli art. 3-11 OStat).

Da quanto precede discende che, in applicazione del principio della lex

mitior (art. 2 cpv. 2 e art. 333 cpv. 1 CP), le esportazioni in Italia di

olio combustibile effettuate da RI 1 tra il 3 settembre 2004 e il 7 novembre

2006.

devono essere giudicate secondo il nuovo ordinamento con la conseguenza

che, difettando una base legale per la sua condanna, egli deve essere assolto

dalle imputazioni.

2.

Visto l’esito della presente

procedura, gli oneri processuali sono posti a carico dello Stato (art. 15 cpv. 1 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP) che rifonderà al ricorrente fr. 800.- per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza la sentenza impugnata è

annullata e RI 1 è prosciolto dall’imputazione d’inosservanza a prescrizioni

d’ordine giusta l’art. 104 vLD in combinazione con gli art. 4-11 OStat.

2. Gli

oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di

giustizia fr. 800.-

b) spese

complessive fr. 200.-

fr. 1'000.-

sono posti a carico dello Stato che rifonderà ad RI

1

fr. 800.- per ripetibili.

3. Intimazione

a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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