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Decisione

17.2011.98

Appropriazione indebita per fr. 100'000.- commessa abusando di una procura con firma individuale. Principio accusatorio rispettato

8 febbraio 2012Italiano44 min

Source ti.ch

Fatti

I valori risultano affidati dal momento in cui l’autore li riceve -

e eventualmente ne acquista la proprietà - con l’obbligo di utilizzarli in una

maniera particolare (conservarli, amministrarli o consegnarli a terzi)

nell’interesse altrui, in base ad istruzioni che possono essere espresse o

tacite (DTF 120 IV 278; 118 IV 32; 106 IV 259;

86 IV 167; Niggli/Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht II, n. 36 ad art.

138 CP; Corboz, op. cit. n. 19 ad art. 138 CP; Stratenwerth/Jenny/Bommer, op.

cit., pag. 307, n. 49). L’impiego dei valori è illecito quando

colui al quale sono stati affidati ne fa un uso contrario alle istruzioni

ricevute, scostandosi dalla destinazione prefissata (DTF 129 IV 257 consid.

2.2.1 e rinvii). Elemento caratteristico di questa variante di reato è il

comportamento con cui l'agente dimostra chiaramente la sua volontà di non

rispettare i diritti di chi gli ha affidato i valori patrimoniali (DTF 121 IV

23 consid. 1c). Contrariamente all’art. 138 n. 1 cpv. 1 CP, la norma non

protegge infatti il diritto di proprietà del terzo che ha riposto la sua

fiducia nell’autore, ma il diritto di colui che ha affidato il valore

patrimoniale a che questo sia utilizzato allo scopo assegnato e conformemente

alle istruzioni date (DTF 129 IV 257 c. 2.2.1; 124 IV 9; Favre/ Pellet/

Stoudmann, Code pénal annoté, Losanna 2007, n. 1.15 ad art. 138 CP).

16. In concreto, AP 1 ha ricevuto da ACPR 1 procura con diritto di

firma individuale sul suo conto bancario presso il __________. Aveva con ciò

ricevuto in affidamento i fondi depositati sulla relazione bancaria di ACPR 1.

L'accordo con cui ha ricevuto procura non prevedeva tuttavia che

essa utilizzasse i soldi depositati sul conto bancario. ACPR 1 aveva infatti

concesso la procura solo perché era stato indotto da AP 1 (qualificatasi

falsamente come avvocato) a ritenere - erroneamente - che questo fosse un

presupposto irrinunciabile per l'apertura di un conto da parte di un cittadino

straniero. ACPR 1 aveva tuttavia indicato a AP 1 che i soldi dovevano restare

sul conto fino a che fossero dati i presupposti per la costituzione della

società che stavano progettando di costituire in partenariato con L..

Già consegnando alla banca l'ordine, datato 17 luglio 2009, di

addebitare fr. 100'000.- alla relazione intestata a ACPR 1 presso il __________

e di bonificare l'importo sul conto intestato a __________ presso il __________

- in assenza dei suddetti presupposti societari - l'imputata ha contravvenuto

agli accordi presi con l'accusatore privato, appropriandosi, così,

indebitamente dei soldi.

Quanto è successo in seguito - l'impiego dei soldi il 4 agosto 2009

per l'attività di gestione di esercizi pubblici (che esulava dagli interessi di

ACPR 1) e per il pagamento del suo stipendio, la promessa formulata il 10

agosto 2009 di restituire i soldi non mantenuta ma seguita, anzi, da un

ulteriore utilizzo, il 17 agosto 2009, in favore suo e del compagno dei soldi rimanenti nonché l'emissione di una fattura esorbitante - costituisce solo un

ulteriore concretizzazione della volontà dell’imputata di appropriarsi dei

soldi in contrasto con quanto pattuito.

17. AP 1 in sede di appello ha sostenuto che da parte sua non vi

sarebbe stato dolo, ma solo una grave negligenza.

Lo ha fatto con la dichiarazione di appello, dopo aver argomentato

che:

- non ha partecipato ai colloqui tra L. e ACPR 1; sapeva che

stavano trattando affari nel campo della chimica e di immobili siti in Italia;

non era azionista della __________ e lavorava quale segretaria; le è stato

detto che ACPR 1 le avrebbe concesso procura su un conto che egli stava per

aprire presso il __________; era inteso che una volta acquistata la __________

l'importo di fr. 100'000.- doveva essere versato sul conto della __________ per

costituire il capitale azionario così da permettere a questa società di operare

(dichiarazione di appello, pag. 5 verso il mezzo);

- ha eseguito le istruzioni di L. sapendo che tra lui e ACPR 1 vi

erano in corso affari come descritto (dichiarazione di appello, pag. 5 verso il

basso).

- si è limitata a trasmettere l'ordine di bonifico al __________

perché era convinta che questa fosse la volontà di ACPR 1.

17.1. Dette

argomentazioni - confermate dal patrocinatore in sede di arringa d'appello, con

semplice rinvio ai contenuti della dichiarazione di appello - sono smentite

dagli atti.

Del resto, confermando una volta di più la sua

tendenza a cambiare versione con la stessa facilità con cui ci si cambia

d’abito, la stessa AP 1, al dibattimento di appello, ha, in sostanza, reso

dichiarazioni che sconfessano la sua tesi difensiva ritenuto che da esse

risulta in modo chiaro che l’appellante ha giocato, in tutta la vicenda, un

ruolo chiave e non subordinato. In particolare, dalle stesse sue dichiarazioni risulta

che l'appellante non era una semplice segretaria ma si stava in prima persona “occupando

di mettere in piedi l'attività desiderata dal signor ACPR 1” e meglio “l'attività

di un laboratorio di analisi mediche e la commercializzazione del prodotto

Vigorex” (cfr. verb. dib. di appello, pag. 2 verso il basso) e che fu lei a

chiedere il conferimento della procura sul conto (cfr. verb. dib. di appello,

pag. 2 verso il basso).

Inoltre, sentito al dibattimento, anche ACPR 1 ha

parlato del ruolo di primo piano giocato dalla donna affermando di avere avuto,

sin dal primo incontro, “l’impressione che dei due il cervello fosse la

signora che, peraltro, mi si presentò come avvocato, giudice di pace e

consulente della Camera di commercio di __________” (verb.dib. d’appello,

pag 4).

In ogni caso, essendo lei ad aver ottenuto il diritto di firma

sul conto bancario, era lei responsabile dell'utilizzo della procura

conformemente ai patti. L'accordo non prevedeva che essa utilizzasse i soldi

depositati sul conto bancario. Consegnando alla banca l'ordine, datato 17

luglio 2009, di addebitare fr. 100'000.- alla relazione intestata a ACPR 1

presso il __________ e di bonificare l'importo sul conto intestato a __________

presso il __________ , l'imputata ha contravvenuto intenzionalmente agli accordi

presi con l'accusatore privato. Peraltro, anche se, per denegata ipotesi, il

beneficiario indebito dei soldi fosse stato il solo L., la responsabilità di AP

1 non muterebbe. Il reato di appropriazione indebita si realizza infatti anche

nell'ipotesi in cui il profitto indebito è realizzato da un terzo (Corboz, op.

cit., n. 11 ad art. 138 CP).

Considerandi

17.2

A titolo abbondanziale si rileva comunque che le argomentazioni di AP

1.

sono palesemente smentite anche dalle altre risultanze degli atti.

17.2.1

Contrariamente

a quanto sostiene l'appellante (dichiarazione di appello, pag. 3 verso l'alto e

pag. 5 verso il mezzo), dagli atti emerge che le discussioni e gli accordi per

la costituzione della società la vedevano direttamente coinvolta quale futura partner

e non quale semplice segretaria (interrogatori: 18.9.2009 di A., pag. 2 verso

l'alto; 23.9.2009 di L. pag. 5 verso il mezzo; 18.1.2010 di AP 1, pag. 3 verso

l'alto).

17.2.2

Diversamente

da quanto afferma l'appellante (dichiarazione di appello, pag. 3 verso il

basso), dagli atti emerge che la __________ non è stata acquistata nel periodo

in cui è stato inviato al __________ l'ordine di bonifico di 100'000.- franchi -

e meglio, il 17 luglio 2009 - quanto piuttosto prima del 30 giugno 2009, giorno

in cui L. ha sottoscritto “per accettazione __________” l'offerta di

onorario dell'arch. S. per l'allestimento dell'incarto per una “domanda di

costruzione al mappale 303 Nuovo bar a champagne” in __________[cfr.

lettera dell'arch. S. alla __________, nella mappetta sospesa colore verde con

l'etichetta “Fatt. Pagate __________(da reg.)”, scatola doc.

sequestrati, allegata al rapporto di polizia/AI 7].

17.2.3

L'appellante

sostiene che la __________ non si occupava di esercizi pubblici (dichiarazione

di appello, pag. 3 verso il mezzo e pag. 5 verso il mezzo). Le risultanze degli

atti smentiscono palesemente detta affermazione. Il teste M., amministratore

unico della __________, ha, infatti, dichiarato che la società è stata

acquistata da AP 1 e L. allo scopo di “gestire” tre esercizi pubblici:

“l'Albergo __________, il __________ ed una champagneria in centro a __________”.

Risulta, poi, che gli esercizi pubblici in

questione la __________ li ha anche concretamente gestiti. Sempre M. ha,

infatti, dichiarato che “il __________ è stato gestito direttamente dalla __________,

che ha sottoscritto il contratto di locazione e che ha effettivamente gestito

l'esercizio pubblico” (interrogatorio 4.3.2010 di M., pag. 2 verso il

basso). Dagli atti risulta pure che, in data 15 settembre 2009, la __________ -

dando seguito ad una richiesta rivoltale il 21 agosto 2009 dall'Ufficio

controllo abitanti della Città di __________- ha anche notificato l'apertura

del Bar “__________” presso i locali locati in __________(cfr. notifica di arrivo

15.9

, fascicolo nero __________-Dossier legale” nella scatola doc.

sequestrati, allegata al rapporto di polizia/AI 7).

17.2.4

Al

momento dell'acquisto della __________ da parte di AP 1 e L., questa società

era effettivamente senza capitale azionario. M. ha, infatti, dichiarato che:

- il capitale azionario della __________ (fr. 100'000.-) è stato

liberato al 50% a contanti al momento della costituzione della società nel

novembre 2007;

-

i restanti fr. 50'000.- sono stati liberati dall'azionista originale nel

luglio 2009;

-

dopo aver liberato il capitale, l'azionista italiano ha ritirato fr. 50'000.-,

cosicchè figurava un credito della società nei confronti del correntista;

-

le azioni sono state cedute per fr. 7'000.- ai signori AP 1 e L. e che costoro

non hanno subito provveduto a ricapitalizzare la società (interrogatorio

4.3.2010

di M., pag. 2 verso il basso).

L'intero

capitale azionario è comunque stato liberato il 17 luglio 2009 (AI 17: lettera

avv. R., pag. 2 verso il basso, in relazione con l'annesso estratto RC, pag. 1

nel mezzo).

17.2.5

Quindi,

differentemente da quanto sostiene l'appellante, dagli atti risulta che AP 1 -

unitamente a L. - era azionista della __________, società che si occupava di

esercizi pubblici, e non una semplice segretaria.

Altra

cosa, invece, era la società che si intendeva costituire con ACPR 1 per la

gestione dei suoi affari.

17.2.6

Nulla

agli atti attesta che AP 1 ha eseguito il bonifico di fr. 100'000.- in

discussione dando seguito ad istruzioni di L..

17.3

La tesi della negligenza sostenuta da AP 1 in appello va dunque

disattesa.

Gli atti dimostrano come l’appellante fosse

perfettamente consapevole sia del motivo per cui ACPR 1 le aveva conferito

procura sul conto (senza facoltà di utilizzo), sia delle finalità per le quali

il denaro era stato versato sul conto, sia della totale estraneità e del totale

disinteresse di ACPR 1 alle attività della __________, cui la somma è stata da

lei destinata.

Si noti, per finire, che, nonostante l'impiego

dei fondi di ACPR 1, l'imputata non ha in ogni caso mai messo le azioni della __________

a disposizione dell'accusatore privato (AI 17, lettera avv. Rossi, pag. 2 verso

il basso). Ciò ad ulteriore conferma dell'intenzione di AP 1 di appropriarsi

indebitamente dei fondi in questione.

18.

Da

quanto sopra discende che la richiesta d'appello di AP 1 di essere prosciolta

dall'imputazione di appropriazione indebita va respinta e la condanna per detto

titolo di reato confermata.

Non

vi è peraltro motivo di scostarsi dalla pena pecuniaria di fr. 4'500.-

(quattromilacinquecento), corrispondente a 150 (centocinquanta) aliquote

giornaliere di fr. 30.- (trenta) cadauna, sospesa condizionalmente per un

periodo di prova di due anni, irrogata dalla prima Corte. Essa rientra

ampiamente nel quadro edittale e tiene conto adeguatamente del fatto che

l'intensità delittuosa non permette di considerare grave la colpa di AP 1.

L'assenza di precedenti penali permette di formulare anche una prognosi non del

tutto negativa, per cui merita conferma anche la sospensione condizionale della

pena per un periodo di prova di due anni.

Pretese dell'AP ACPR 1 e confische

19.

E' poi certamente giustificata - e da confermare così come stabilito

in prima sede - la condanna di AP 1 a versare all'accusatore privato ACPR 1

l'importo di fr. 100'020.- oltre interessi al 5% dal 3 agosto 2009 e l'importo

di fr. 5'000.- a titolo di risarcimento danni, con rinvio dell'accusatore

privato al competente foro civile per la sua rimanente pretesa.

20.

Il

primo giudice ai dispositivi 4, 4.1, 4.2 e 4.3 della decisione impugnata ha

ordinato la confisca delle relazioni bancarie:

-

conto n. presso __________ intestato a __________,

-

conto n. presso __________ intestato a __________ e

-

conto n. presso __________ intestato a __________,

con

l'attribuzione dei rispettivi saldi all'accusatore privato, dedotto il

pagamento della tassa di giustizia e dei disborsi.

Dagli atti emerge che i fondi presenti su detti conti provengono

dall'importo di fr. 100'000.- di pertinenza di ACPR 1 girato indebitamente da AP

1.

o su ordine della medesima. La confisca - di cui ai

Dispositivo

dispositivi n. 4, 4.1, 4.2 e 4.3 della sentenza impugnata - è dunque chiaramente fondata e deve essere confermata.

21. Il primo giudice ai dispositivi 6, 6.1, 6.2 e 6.3 della decisione

impugnata ha ordinato anche il sequestro conservativo - a garanzia delle

pretese dell'accusatore privato non già soddisfatte dalle confische suddette -

delle relazioni bancarie:

-

conto n presso __________intestato a __________ in liquidazione,

-

conto n. presso __________ intestato a L.

e AP 1 e

- conto n intestato

a __________.

Non v'è

motivo per non mantenere anche questo sequestro, peraltro non contestato

dall'appellante.

22. Sulla

tassa di giustizia, sulle spese e sulle ripetibili

Visto

l’esito dell’appello, l’attribuzione della tassa e delle spese giudiziarie di

prima sede resta invariata.

Gli oneri processuali del presente giudizio, consistenti in fr. 1'000.-

per tassa di giustizia e fr. 200.- a titolo di spese, seguono la soccombenza e

sono, pertanto, posti a carico dell’appellante (art. 428 cpv. 1 CPP), che

rifonderà all'AP ACPR 1 fr. 3'000.- per ripetibili di seconda sede.

Per questi motivi,

visti gli art. 6, 9, 10, 77,

80, 84, 139, 263 e segg., 325 cpv. 1, 348 e segg., 379 e segg., 398 e segg. e

454 CPP; 32 cpv. 1 Cost.; 6 par. 2 CEDU; 14 cpv. 2 Patto ONU II; 70, 71, 73, 138 CP,

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art.

428 CPP e la LTG rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di

patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1. L’appello è respinto.

Di conseguenza:

1.1. AP 1 è dichiarata autrice colpevole di appropriazione indebita,

per avere, a __________, nel periodo compreso tra il 17 luglio e il 3 agosto

2009, allo scopo di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto,

indebitamente impiegato valori patrimoniali a lei affidati mediante

conferimento di una procura con diritto di firma individuale sul conto n.

presso il __________ da parte di ACPR 1, rilasciatale il 3 luglio 2009

contestualmente all'apertura della relazione, e meglio, abusando della sua

qualità di procuratrice, predisposto, all'insaputa del titolare, l'ordine di

bonifico datato 17 luglio 2009, eseguito il 3 agosto 2009 con valuta 24 luglio

2009, per il trasferimento di fr. 100'000.- a favore del conto della __________,

società totalmente estranea a ACPR 1, danneggiando in tal modo il patrimonio di

quest'ultimo per fr. 100'020.-.

1.2. AP 1 è condannata:

1.2.1. alla pena pecuniaria di fr. 4'500.- (quattromilacinquecento)

corrispondenti a 150 (centocinquanta) aliquote giornaliere di fr. 30.- (trenta)

cadauna; l'esecuzione della condanna è sospesa condizionalmente per un periodo

di prova di 2 (due) anni;

1.2.2. a versare all'accusatore privato ACPR 1 l'importo di fr. 100'020.-

oltre interessi al 5% dal 3 agosto 2009 e l'importo di fr. 5'000.- a titolo di

risarcimento danni mentre per il rimanente della sua pretesa l'accusatore

privato è rinviato al foro civile;

1.2.3. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 500.- e dei disborsi

per il procedimento di primo grado.

2. E' ordinata la confisca delle seguenti relazioni bancarie:

2.1. conto n. presso __________ intestato a __________;

2.2. conto n. presso __________ intestato a __________;

2.3. conto n. presso __________ intestato a __________,

nonché

l'attribuzione dei rispettivi saldi all'accusatore privato ACPR 1, dedotto il

pagamento della tassa di giustizia e dei disborsi.

3. E' ordinata la confisca della documentazione cartacea annessa al

rapporto di polizia (AI 7).

4. È ordinato il sequestro

conservativo delle seguenti relazioni bancarie a garanzia delle pretese

dell’accusatore privato non già soddisfatte da quanto indicato al dispositivo

n. 2:

4.1. conto

n. presso __________intestato a __________ in liquidazione;

4.2. conto n. presso __________ intestato a L. e AP 1;

4.3. conto n intestato a __________.

5. Gli oneri processuali di appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1'000.–

- altri disborsi fr. 200.–

fr. 1'200.–

sono posti a carico dell'appellante, che

rifonderà fr. 3'000.- all'accusatore privato ACPR 1 a titolo di ripetibili di

seconda sede.

6. Intimazione

a:

7. Comunicazione

a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione

penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni

parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la

ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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