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Decisione

17.2012.139

Condanna per infrazione alle norme della circolazione per avere circolato alla velocità di 70 km/h nonostante la limitazione generale di 50 km/h

10 gennaio 2013Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

B. Dopo il dibattimento, con sentenza del 20 settembre 2012, il

presidente della Pretura penale ha confermato l’imputazione e la multa contenute

nel decreto d’accusa, caricando al condannato gli oneri processuali di

complessivi fr. 730.-.

C. In data 28 settembre 2012 AP 1 ha presentato annuncio di appello

contro la sentenza pretorile che ha confermato, il 29 ottobre 2012, con

dichiarazione scritta d’appello in cui ha postulato il suo integrale

proscioglimento e ha protestato spese e ripetibili.

D. In applicazione dell’art. 406 cpv. 1 lett. c CPP, visto, in

particolare, che la sentenza di primo grado concerne unicamente

contravvenzioni, con decreto 30 ottobre 2012, la presidente di questa Corte ha

informato le parti che l’appello sarebbe stato trattato in procedura scritta ed

ha impartito ad AP 1 un termine di 20 giorni per la presentazione di una

motivazione scritta (art. 406 cpv. 3 CPP).

Il relativo allegato è stato inoltrato dall’appellante il 19 novembre 2012.

E. Con scritto 22 novembre 2012, la Pretura penale ha comunicato di

non avere “particolari osservazioni in merito alle motivazioni d’appello,

salvo rilevare che la descrizione del percorso contenuta nelle stesse non

corrisponde a quella fatta dall’imputato al dibattimento”.

Anche la CO 1, con scritto 26 novembre 2012, ha comunicato di non avere osservazioni da formulare.

Considerandi

in diritto: 1. Giusta l’art. 398 cpv. 4 CPP se - come nel caso in esame - la

procedura dibattimentale di primo grado concerneva esclusivamente

contravvenzioni, mediante l’appello si può far valere unicamente che la

sentenza è giuridicamente viziata o che l’accertamento dei fatti è

manifestamente inesatto o si fonda su una violazione del diritto. Non possono

essere addotte nuove allegazioni o nuove prove.

Nei suddetti casi, dunque, questa Corte dispone di piena cognizione soltanto

per quanto attiene alle questioni di diritto, estendendosi il suo esame al diritto

federale, al diritto convenzionale e al diritto cantonale (Mini,

in Codice svizzero di procedura penale, Commentario, Zurigo 2010, ad art. 398,

n. 20, pag. 742; Kistler Vianin, in Commentaire romand,

Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 27, pag.

1777; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung,

Praxiskommentar, Zurigo 2009, ad art. 398, n. 12, pag. 767 e seg.).

L’esame dei fatti è, per contro, limitato ai casi in cui un accertamento

fattuale è “manifestamente inesatto” o si fonda su una violazione del diritto.

La formulazione “manifestamente inesatto” richiama la nozione d’arbitrio

elaborata dalla giurisprudenza federale sulla scorta dell’art. 9 Cost. (Mini, in op. cit., ad art. 398, n. 22, pag. 743; Kistler

Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 28, pag. 1777; Schmid,

Praxiskommentar, op. cit., ad art. 398 n. 13, pag. 768) secondo cui un

accertamento dei fatti può dirsi arbitrario se il primo giudice misconosce

manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza

valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile

di modificare l’esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto

ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo

insostenibile (DTF 137 I 1 consid. 2.4 pag. 5; 136 III 552 consid. 4.2 pag.

560; 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4/5; 134 I 140 consid. 5.4 pag. 148; 133 I 149

consid. 3.1 pag. 153 e sentenze ivi citate; STF dell’8 agosto 2011, inc.

6B_312/2011). Il giudice non incorre, invece, in arbitrio quando le sue

conclusioni, pur essendo discutibili, sono comunque sostenibili nel risultato

(DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153; 132 III 209 consid. 2.1 pag. 211, 131 I 57

consid. 2 pag. 61, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 e

sentenze citate).

Sempre secondo l’art. 398 cpv. 4 CPP, l’accertamento dei fatti è censurabile

anche se fondato su una violazione del diritto.

Secondo Mini, con questa formulazione (diversa da quella dell’avamprogetto) il

legislatore ha voluto riferirsi alle violazioni delle norme procedurali e

andrebbe interpretata nel senso dell’art. 288 lett. b CPP-Ti che indicava come

motivo di ricorso i vizi essenziali di procedura (Mini, in op. cit. ad art.

398, n. 23, pag. 743). Altri autori hanno, al proposito, evidenziato come

l’appellante possa, in particolare, far valere che il tribunale di primo grado,

durante l’accertamento dei fatti, ha violato norme di procedura quali il

diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), le regole inerenti

all’amministrazione delle prove o, ancora, le regole sulla ripartizione

dell’onere probatorio (Kistler Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 29,

pag. 1777 e seg. con riferimento anche a Schott, in Basler Kommentar,

Bundesgerichtgesetz, Basilea 2008 ad art. 97, n. 18, pag. 955). Schmid ha,

infine, precisato che questo motivo d’appello contempla anche i casi in cui i

fatti posti alla base del giudizio di primo grado sono stati accertati in modo

incompleto ed in violazione della massima inquisitoria e del principio della

verità materiale giusta l’art. 6 CPP (Schmid, Praxiskommentar,

op. cit., ad art. 398, n. 13, pag. 768).

2.

Si osserva

preliminarmente che l’istanza probatoria dell’appellante che chiede lo

svolgimento di un sopralluogo (cfr. dichiarazione d’appello, pag. 2) deve

essere respinta, concernendo la presente procedura esclusivamente una

contravvenzione e non potendo, dunque, in questa sede, essere addotte nuove

prove (art. 398 cpv. 4 CPP).

Per lo stesso motivo non possono essere considerate, per il presente giudizio,

le fotografie prodotte da AP 1 con la dichiarazione d’appello.

3.

a. Giusta l’art. 27 cpv. 1 LCStr l’utente della strada deve

osservare i segnali e le demarcazioni stradali, come anche le istruzioni della

polizia. I segnali e le demarcazioni hanno la priorità sulle norme generali; le

istruzioni della polizia hanno la priorità sulle norme generali, i segnali e le

demarcazioni.

Giusta l’art. 32 cpv. 2 LCStr il Consiglio federale limita la velocità dei

veicoli a motore su tutte le strade. Al riguardo l’art. 4a cpv. 1 lett. a ONC

sancisce che, nelle località, se le condizioni della strada, della circolazione

e della visibilità sono favorevoli, la velocità massima generale dei veicoli

può raggiungere i 50 km/h. Il cpv. 2 della medesima norma stabilisce che la limitazione

generale della velocità a 50 km/h si applica in tutta la zona molto fabbricata,

all’interno della località; questa limitazione incomincia al segnale “Velocità

massima 50, limite generale” (2.30.1) e termina al segnale “Fine della velocità

massima 50, limite generale” (2.53.1).

b. Giusta l’art. 90

cifra 1 LCStr chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute

nella stessa legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è

punito con la multa.

4.

Nel suo gravame AP 1 sostiene, innanzitutto, che la situazione della

segnaletica su __________ è “alquanto anomala” in quanto la stessa

strada “non si trova in una zona abitata”. Egli rileva, inoltre, che il

segnale indicante la limitazione generale di 50 km/h era posizionato su __________ “dopo la postazione radar” (motivazione d’appello, pag.

2-3).

Così argomentando l’appellante sembra contestare che, nel punto in cui era

posizionato il radar, la velocità massima consentita fosse di 50 km/h.

4.1

Il presidente della Pretura penale - che pure si è determinato

sull’obiezione dell’appellante secondo cui __________ non si troverebbe in zona

abitata e non sarebbe pertanto sottoposta al limite di velocità di 50 km/h - ha rilevato che, non essendoci sulla stessa cartelli indicanti la fine del limite generale,

“permane in vigore (…) la limitazione generale di 50 km/h che chi proviene da __________ incontra quando entra nell’abitato di __________”. A detta

del pretore una tale conclusione non è sconfessata dalla circostanza secondo cui

lungo __________ c’è, in concomitanza con l’indicazione di località “__________”,

un cartello indicante il limite generale di 50 km/h, ritenuto che la presenza dello stesso “non significa che nel tratto precedente la

velocità consentita sia superiore”. D’altronde, continua, sul verso del

medesimo cartello, per chi proviene da __________, vi è l’indicazione di

località “__________” e pure la limitazione di velocità “50 - Limite generale”.

A detta del primo giudice risulta inoltre dagli atti che questa regolamentazione

è in vigore dal 2007, o meglio da quando l’Area del supporto e del

coordinamento del Dipartimento del territorio ha accolto la richiesta del

Municipio di __________ di uniformare il limite di velocità su __________ con

quello vigente tutt’intorno.

Il pretore ha, infine, osservato che, pur non essendo __________ densamente

fabbricata, vi sono su di essa delle costruzioni, una fermata dei mezzi

pubblici ed un’infrastruttura sportiva ed è inoltre possibile parcheggiare su

un lato della strada per quasi tutta la sua lunghezza. Ad ogni buon conto,

conclude, al di là di queste considerazioni, “la regolamentazione vigente,

predisposta in modo corretto, è chiara e non può qui essere rimessa in

discussione” (sentenza impugnata, pag. 2-3).

4.2

La censura ricorsuale deve essere disattesa per gli stessi motivi

evidenziati dal primo giudice.

Si osserva innanzitutto che, con decisione 9 marzo 2007, l’Area del supporto e

del coordinamento aveva stabilito che il limite generale di velocità di 50 km/h - vigente nella zona industriale comunale di __________ - veniva esteso anche sull’unico

tratto di strada, __________ appunto, ancora percorribile a 80 km/h (cfr. AI 7).

Questa decisione ha comportato l’introduzione della nuova segnaletica indicata

sulla planimetria allegata all’AI 7, dalla quale risulta, in particolare, che,

dopo l’abitato di __________, proseguendo sulla strada cantonale in direzione

di __________ lungo __________, non vi sono segnali “Fine della velocità

massima 50, limite generale”. Si osserva al riguardo che l’accertamento

pretorile secondo cui, all’entrata dell’abitato di __________, è presente il

segnale “Velocità massima 50, limite generale” - ancorché non chiaramente

deducibile dalla citata planimetria - può essere qui confermato, non essendo lo

stesso oggetto di contestazione.

Che la velocità consentita su __________ sia limitata a 50 km/h è del resto confermato dalla circostanza - accertata dal pretore - secondo cui sulla stessa

vi sono delle costruzioni, una fermata dei mezzi pubblici, un’infrastruttura

sportiva e (su un lato) dei parcheggi (cfr. al riguardo anche le foto di cui ai

doc. dib. 1-5). Inoltre, come risulta dalla foto di cui al doc. dib.1, su __________

è pure presente un centro commerciale Lidl (cfr. al riguardo anche la decisone

dell’Area del supporto e del coordinamento, AI 7 pag. 1, che, nel giustificare

l’introduzione della limitazione della velocità su __________, evocava

l’insediamento di due nuovi centri commerciali).

Nemmeno permette una diversa conclusione circa il limite di velocità in vigore

su __________, la circostanza secondo cui sulla stessa strada, in concomitanza

col cartello di località “Bedano” (posto dopo il punto in cui, secondo

l’appellante, si trovava il radar), è posizionato il segnale “Velocità massima

50, limite generale” (cfr. planimetria citata, posizione 3 e foto di cui ai

doc. dib. 8-9). Come rimarcato dal pretore, infatti, la presenza di tale

segnale non significa che nel tratto che precede sia necessariamente in vigore

una velocità superiore (cfr. al riguardo anche Bussy/Rusconi, Code suisse de la

circulation routière, Commentaire, 3a edizione, Losanna 1996, ad art. 32 LCR n.

3.6.4

che non esclude la possibilità di ripetere il segnale indicante la

velocità massima consentita).

5.

Continuando nel suo esposto, AP 1 sostiene di non essere stato nella

condizione di sapere che, su __________, fosse in vigore il limite di velocità

di 50 km/h.

5.1

In particolare l’appellante rileva che l’8 novembre 2011, egli -

dopo essere partito da __________ e dopo aver attraversato i comuni di __________

- si è dapprima recato in ufficio presso la sede della __________, dalla quale

è ripartito in direzione di __________ due ore e mezza più tardi. Pertanto,

continua, ritenuto che egli ha raggiunto __________ non arrivando da __________

(come sostenuto dal pretore), ma partendo dal suo ufficio e “percorrendo un

tratto di strada assolutamente privo di qualunque segnalazione di velocità”, egli

non poteva sapere che quel tratto di strada fosse limitato a 50 km/h (motivazione d’appello, pag. 2-3).

5.2

Va al riguardo osservato che la tesi dell’appellante non può essere

seguita già solo perché si diparte da un’ipotesi fattuale diversa da quella su

cui si basa il giudizio impugnato.

Risulta, infatti, dalle dichiarazioni rilasciate dall’appellante al

dibattimento che “il giorno dei fatti provenivo da __________ (…) e

circolavo sulla strada principale in direzione di __________, ho attraversato

questa località sulla strada principale in direzione di __________ e mi sono a

un certo momento trovato a percorrere la __________. (…) A domanda del mio

difensore posso confermare che ho svoltato da __________ (ndr. ovvero la

strada cantonale che esce dall’abitato di __________ in direzione di __________,

cfr. doc. dib. 17), su __________” (cfr. verbale d’interrogatorio

dell’imputato allegato al verbale del dibattimento).

Ritenuto come non possa pertanto essere messo in dubbio che l’appellante ha

raggiunto __________ dall’abitato di __________ e considerato che, come visto

al consid. 4.2, non c’erano sul suo percorso cartelli indicanti la fine

del limite generale di velocità di 50 km/h, l’appellante non poteva che essere perfettamente consapevole del fatto che su __________ - sulla quale vi erano

oltretutto costruzioni, infrastrutture e posteggi (cfr. consid. 4.2) - non era

consentito circolare ad una velocità superiore a 50 km/h.

6.

Da quanto precede discende che AP 1 - viaggiando alla velocità

non contestata di 70 km/h (dedotti i margini di tolleranza) su un tratto di

strada in cui egli sapeva vigente la limitazione di velocità generale a 50 km/h - si è reso colpevole del reato di cui all’art. 90 cifra 1 LCStr.

7.

Quanto alla commisurazione della pena - non oggetto di specifica

contestazione - si osserva che nessun appunto può essere mosso alla multa di

fr. 340.- inflitta all’appellante dal presidente della Pretura penale.

La stessa - oltre a situarsi ampiamente nei limiti del quadro edittale (cfr.

art. 106 cpv. 1 CP) - è infatti certamente ossequiosa degli elementi di

valutazione prescritti dagli art. 47 e 106 cpv. 3 CP.

8.

Di conseguenza, la sentenza impugnata è integralmente confermata.

Gli oneri processuali di seconda sede seguono la

soccombenza e sono posti a carico dell’appellante (art. 428 cpv. 1 CPP).

Non si assegnano ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 398 e segg. CPP,

27 cpv. 1, 32 cpv. 2, 90 cifra 1 LCStr, 4a ONC

47 e 106 CP,

nonché, sulle spese, l’art. 428 CPP e la LTG

dichiara e pronuncia:

1. Nella misura in cui è ricevibile, l’appello è respinto.

Di conseguenza:

1.1. AP 1 è autore colpevole di

infrazione alle norme della circolazione per avere, l’8 novembre 2011, alla

guida del veicolo, circolato nell’abitato di __________ a velocità superante i 50 km/h ivi prescritti (velocità accertata con apparecchio laser: 73 km/h; velocità punibile dedotta la tolleranza: 70 km/h).

1.2. AP 1 è condannato alla multa di fr. 340.- (trecentoquaranta).

1.2.1. In caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è

fissata in 4 (quattro) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

1.3. Gli oneri processuali del procedimento di primo grado, per

complessivi fr. 730.-, sono posti a carico dell’appellante.

2. Gli

oneri processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 500.-

- altri disborsi fr. 100.-

fr. 600.-

sono posti a carico dell’appellante.

3. Intimazione

a:

4. Comunicazione

a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione

penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni

parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la

ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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