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17.2012.155

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

7 febbraio 2013Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

I 8 consid. 2.1.; 118 Ia 28 consid. 1b; STF del 30 marzo 2007, inc.

6P.218/2006).

Inchiesta e giudizio di primo grado

4. Nel

rapporto della polizia cantonale del 22 dicembre 2010 (“Rapporto di

costatazione”) si legge:

Considerandi

II 18.12.2010 alle ore 07:45, presso i posteggi dell'area di

servizio di __________ direzione S/N, si aveva modo di controllare il AP 1, il

quale si trovava da solo nell'abitacolo ed era seduto al posto di guida. II suo

veicolo occupava un parcheggio riservato alle persone disabili senza la

necessaria autorizzazione.

Alle ore 07:50 è stato effettuato il test

preliminare dell'alito del conducente, con esito di 0.99 g/kg. A precisa

domanda, il rubricato ha dichiarato di aver

trascorso la notte in alcuni EP del __________, consumando alcune bevande

alcoliche. Successivamente si è messo alla guida dell'autoveicolo per rientrare

al proprio domicilio a __________. Giunto in territorio di __________ ha

interrotto la guida poiché questa gli risultava difficoltosa”.

(Rapporto di

costatazione 22 dicembre 2010, in AI 1, pag. 2).

AP 1 si è

rifiutato di sottoscrivere il suddetto rapporto.

5.

Durante

il dibattimento in Pretura penale l’imputato, interrogato dal primo giudice, ha

spiegato che il 17 dicembre 2010, dopo aver cenato con un’amica al ristorante __________,

dove ha bevuto una mezza bottiglia di vino, e dopo aver trascorso in sua

compagnia alcune ore a __________, senza più bere nulla, si è recato con lei e

un’altra coppia di amici alla discoteca __________, dove ha consumato “3

o 4 amari”. AP 1 ha poi riferito che “attorno

alle 4’30 avevamo fame e abbiamo quindi deciso di recarci al __________

autostradale di __________, perché sapevo che lì si poteva mangiare caldo tutta la notte (…). Ci siamo recati

lì con due auto, la mia amica TE 3 conduceva il mio veicolo”. Continuando

nella sua esposizione dei fatti, l’imputato ha dichiarato che, dopo aver

mangiato, non sentendosi in grado di guidare fino a casa, “ho cercato

qualcuno che mi potesse portare a __________.

Ho telefonato tra le sei e le sette a due amici, dapprima a TE 1 e poi a

TE 2. II primo non ha neppure risposto al telefono e il secondo mi ha

detto che si trovava in Svizzera interna con il suo camion, ma che se aspettavo

un'ora/un'ora e mezza sarebbe stato di ritorno e dopo avere consegnato il

camion sarebbe venuto a prendermi o avrebbe fatto in modo che qualcuno lo

facesse”. AP 1 ha infine spiegato che, ad un certo punto, l’altra coppia ha

invitato TE 3 a rientrare a casa con loro per cui egli, rimasto in auto da

solo, si è addormentato (cfr. verbale d’interrogatorio

dell’imputato, allegato al verbale del dibattimento di primo grado).

6.

Nel giudizio impugnato, il presidente della Pretura penale ha

ritenuto che, in assenza di elementi contrari, gli indizi emergenti dagli atti

- in particolare la circostanza secondo cui nell’area di servizio non è

possibile procurarsi bevande alcoliche e quella secondo cui l’imputato era solo

sul veicolo, seduto al posto di guida - fanno presumere senza arbitrio che

proprio AP 1 avesse condotto la sua automobile fino a __________ (sentenza

impugnata, consid. 6 pag. 4).

Quanto alla versione fornita dal prevenuto, il primo giudice ha spiegato che “dovendo

giustificare il fatto di trovarsi fermo in un’area autostradale con un tasso

alcolico superiore al consentito” egli ha rilasciato “affermazioni che

appaiono fatte su misura per rispondere a ogni e qualsiasi appunto gli possa

essere mosso”. A detta del primo giudice, tuttavia, la versione

dell’imputato, “differisce sostanzialmente” da quella degli agenti di

polizia, i quali, spiega, non possono di certo essersi inventato tutto, visto

il rischio di subire pesanti conseguenze disciplinari e penali. Inoltre, ha

ancora osservato il primo giudice, la versione dibattimentale differisce anche

da quanto dichiarato da AP 1 al medico, “al quale ha detto di aver dormito

dalle 4’00 alle 8’00 e di avere mangiato l’ultima volta alle 19’30 della sera

precedente e non dopo le 4’30 come asserito in aula”.

Visto quanto precede e dopo avere rilevato come l’imputato non risulta

credibile, il primo giudice è giunto al convincimento che “egli è autore

colpevole del reato che gli viene imputato” (sentenza impugnata, consid. 7

pag. 4-5).

Appello

7.

Con

il suo appello, AP 1 sostiene di non aver commesso i

fatti imputatigli nel DA, rilevando come il primo giudice lo abbia condannato

nonostante l’assenza di prove a suo carico.

7.1

Al dibattimento d’appello egli ha fornito la seguente versione

dei fatti, ribadendo essenzialmente quanto già dichiarato in Pretura penale:

Verso le 16’00-16’30 sono tornato a casa

(dall’ufficio ndr.), mi sono cambiato, ho preso la macchina e sono andato fino

a __________ a prendere quella che oggi è diventata mia moglie. In seguito

siamo andati al ristorante Il __________. Mi ricordo benissimo di aver mangiato

cinghiale e di essere rimasto lì un paio di ore, fin verso le 21’00 - 21’30. Ho

bevuto una mezza bottiglia di Merlot (3/8). Essendo ancora presto ci siamo poi

recati ai posteggi del Lido di __________, dove sapevo potevamo stare

tranquilli in macchina senza essere disturbati e senza disturbare. Verso mezzanotte

ci siamo recati alla __________, dove avevamo appuntamento con due amici della

mia attuale moglie che venivano da __________ e con i quali ci saremmo dovuti

recare alla discoteca __________. Mia moglie a quel tempo era venuta dal __________

in vacanza a __________ e risiedeva presso questi amici. Ci siamo quindi recati

alla discoteca dove siamo arrivati un po’ dopo la una. Lì ho bevuto tre o

quattro Ramazzotti. Verso le 4-4’30 la discoteca stava chiudendo. Avendo tutti

un po’ di fame, abbiamo deciso di andare all’area di servizio autostradale di __________

poiché sapevo che lì sono aperti 24 ore su 24. Essendo io già ubriaco ho fatto

guidare la mia macchina alla mia amica che non beve alcol di norma. La mia

intenzione era quella di farla venire poi a __________ con me. Sono

convintissimo di non aver guidato io. Avevo persino chiesto ai poliziotti di

controllare i filmati delle telecamere dell’area di servizio.

Al __________ ho mangiato un hamburger e ho bevuto una Coca Cola. Lì ho ancora

chiesto alla mia amica di venire a casa mia con me. Lei ha rifiutato perché

diceva che doveva rientrare con gli amici che la ospitavano. Inoltre non sapeva

nemmeno dov’era __________.

Ho cercato di vedere se c’era in giro qualcuno che poteva guidare la mia

macchina, ma non ho visto nessuno che potesse farlo, così ho chiamato il mio

amico TE 2 che guida i camion. Egli lavora anche il fine settimana perché

effettua trasporti postali e alimentari per la __________ (se non sbaglio). Gli

ho detto che ero ubriaco con l’amica in macchina e gli ho chiesto se poteva

venire a prendermi. Lui mi ha risposto che era ancora in Svizzera interna, ma

che sarebbe venuto entro un paio di ore. Dopo un po’ l’ho ancora sollecitato

perché non arrivava e mi ha risposto che stava scendendo e che sarebbe giunto a

breve. In seguito mi sono addormentato nella posizione in cui mi ha poi trovato

la polizia. In effetti sono stato svegliato da un agente e la prima cosa che ho

chiesto è stato “dov’è la mia amica?”. In seguito sono stato sottoposto all’esame

dell’alito. Confermo che l’auto era parcheggiata su un parcheggio per

andicappati e meglio su uno di quelli a destra guardando la porta d’entrata. In

seguito sono stato condotto a __________ e poi all’ospedale per gli esami del

sangue. Infine TE 2 e TE 1 sono poi venuti a recuperarmi a __________”

(verbale del

dibattimento d’appello, pag. 2-3).

7.2

Nel corso

del dibattimento sono poi stati sentiti i tre testimoni di cui l’appellante

aveva chiesto l’audizione.

TE 3, ovvero l’amica con cui l’appellante aveva

trascorso la serata del 17 dicembre 2010 (nonché sua attuale moglie), ha

riferito:

Quella sera lui è venuto a prendermi a __________

a fine pomeriggio, in seguito siamo venuti qui e abbiamo mangiato in un

ristorante. Dopo la cena siamo venuti in macchina fino a __________ per vedere

il lago e stare un po’ tranquilli in attesa dell’orario per andare in

discoteca. A cena mio marito ha bevuto una piccola bottiglia di vino. Qui a __________

mio marito non ha bevuto nulla. Non siamo nemmeno usciti dalla macchina. Ci

siamo trovati alla una in discoteca con i nostri amici. Mio marito lì ha

bevuto. Credo si trattasse di whiskey. Ha bevuto più di un bicchiere, ma non so

dire quanti. Non mi sembrava ubriaco, ma lo conoscevo da poco. Visto che aveva

bevuto ho tuttavia chiesto di guidare io l’auto per recarci a mangiare al __________.

Era la prima volta che guidavo la sua macchina. Rilevo che la sua macchina era

automatica e che io in __________ vendevo macchine per cui non ho avuto nessun

problema nella guida. Io seguivo la macchina del mio amico che sapeva già dove

andare perché lavora in Svizzera. Non ricordo esattamente su quale parcheggio

ho lasciato l’auto. Dopo aver mangiato io avrei dovuto rientrare con i miei

amici a __________. Mio marito ha quindi chiamato un suo conoscente che gli ha

detto che sarebbe venuto a prenderlo. Abbiamo così deciso di aspettare in

macchina e mio marito si è addormentato. Nel frattempo io ho preso il suo

telefono e ho chiamato TE 2 per chiedere quando sarebbe arrivato visto che

tardava e io dovevo andare con i miei amici a __________. Lui mi ha risposto di

pure andare che sarebbe giunto a breve, cosa che io ho fatto” (verbale del dibattimento d’appello, pag.

4-5).

TE 2 ha dal canto suo

affermato:

Ricordo che il 18 dicembre 2010, credo attorno

alle 5 di mattina, mi ha chiamato AP 1 dicendomi se potevo andare a prenderlo

perché non poteva più guidare essendo ubriaco. Io a quel momento ero per strada

nel __________ perché dovevo portare la posta alla centrale di __________. Ho

chiesto ad AP 1 dove era stato. Lui mi ha detto in una discoteca di __________.

Io gli ho chiesto se non aveva fatto stupidate nel senso di aver guidato lui

fino all’area di servizio. Lui mi ha risposto che aveva guidato una signora. A

quel momento non conoscevo ancora sua moglie per cui il nome non mi diceva

nulla.

Ho detto ad AP 1 che avrei finito il mio turno entro un paio di ore e quindi di

aspettarmi lì senza assolutamente prendere la macchina. Lui mi ha risposto che

mi avrebbe aspettato seduto in macchina o dentro. Al termine del mio turno gli

avrei organizzato il rientro a casa, suo e della macchina. In seguito ho

ricevuto la telefonata di una signora che in portoghese con l’accento

brasiliano mi ha detto che era un’amica di AP 1 e che doveva rientrare urgentemente

con i suoi colleghi, assicurandomi che AP 1 mi avrebbe aspettato lì. Io le ho

risposto che sarei arrivato in una mezz’oretta e di partire pure. Lei mi ha

anche detto che AP 1 non sarebbe stato in grado di muoversi perché era in uno

stato tale da non poterlo fare.

Nel frattempo ho provato a contattare TE 1 più volte, ma ovviamente a quell’ora

non mi ha risposto. Avendo bisogno di qualcuno per guidare la seconda auto,

sono quindi salito verso le 7’00 e ho bussato alla sua porta. Il tempo di rivestirsi

e siamo ripartiti per giungere all’area di servizio un po’ dopo le 8’00. Lì non

abbiamo più trovato né AP 1 né la macchina. Ho cercato di telefonargli ma non

mi ha risposto. In un secondo tempo ha poi risposto a TE 1 dicendogli che era

in polizia a __________. Noi siamo così andati a prenderlo lì. TE 1 ha guidato

la Jaguar fino a __________”

(verbale del dibattimento

d’appello, pag. 7).

TE 1 ha infine

dichiarato:

Mi ricordo che quella mattina verso le 7’00 mi

ha chiamato l’amico TE 2 al telefono, ma io non ho risposto perché non ho

sentito. Egli è quindi venuto a bussare alla mia porta dicendomi che doveva

andare a recuperare AP 1 all’area di servizio di __________ perché aveva bevuto

e non poteva guidare. Ci siamo così recati al __________, ma non lo abbiamo

trovato, così come non abbiamo nemmeno visto la sua auto. Ci siamo quindi

fermati ad aspettare e a bere un caffè e dopo un po’ ci ha contattati di nuovo

e dopo siamo andati a prenderlo alla centrale di polizia. Io ho poi guidato la

sua macchina fino a __________”

(verbale del dibattimento

d’appello, pag. 6).

7.3

Ora, la versione resa da AP 1 al dibattimento d’appello, oltre a corrispondere con quanto da lui

già dichiarato in Pretura penale, trova piena conferma nelle dichiarazioni dei

tre testimoni, i quali, nonostante i loro rapporti di amicizia e di affinità

con l’imputato, sono parsi assolutamente credibili.

TE 3 ha ricostruito con dovizia di particolari quanto avvenuto tra il 17 e il

18.

dicembre 2010, confermando in particolare che, in discoteca, l’appellante

aveva bevuto e che, pertanto, essa aveva deciso di guidare la sua vettura da __________

sino all’area di servizio autostradale. La teste ha

inoltre fornito una spiegazione del tutto plausibile del motivo per cui AP 1 si

era seduto al posto di guida nonostante non avesse intenzione di condurre la

sua auto, rilevando come “la macchina dei miei amici era sulla destra della

nostra e io potevo parlare con loro attraverso il finestrino” (verbale del

dibattimento d’appello, pag. 5).

Inoltre, ella è riuscita a dipanare i possibili dubbi circa la

difficoltà che avrebbe potuto trovare nel guidare un’auto mai vista prima di

allora e quelli su come ha fatto a trovare la strada per giungere all’area di

servizio, non conoscendo la zona e avendo un compagno di viaggio ebbro:

asserendo, in maniera più che credibile e senza alcuna titubanza, di aver avuto

dimestichezza con le automobili con il cambio automatico perché in __________

si occupava della vendita di veicoli, ha giustificato compiutamente i primi,

mentre i secondi sono stati sciolti con la semplice spiegazione di aver seguito

la macchina dell’amico, che lavorava in Svizzera e già conosceva il ristorante __________

in questione.

Anche TE 1 e TE 2 hanno

rilasciato delle dichiarazioni perfettamente in linea con il racconto

dell’appellante, fornendo a questa Corte una descrizione circostanziata del

loro intervento in soccorso dell’amico. L’unica

incongruenza riscontrata è quella tra la versione dell’appellante e quella di TE

2.

sul luogo in cui quest’ultimo

si trovava al momento di ricevere la telefonata dall’amico (“in Svizzera

interna” secondo AP 1, “nel __________” secondo l’amico). Questa

divergenza - verosimilmente da ricondurre ad una erronea deduzione tratta

dall’appellante dalle parole di TE 2 secondo cui egli sarebbe passato a

prenderlo solo due ore più tardi – appare tuttavia del tutto marginale e non

intacca la sostanza della versione resa dal prevenuto e confermata dai

testimoni.

A mente della scrivente Corte deve, pertanto,

essere dato per assodato che, diversamente da quanto indicato nel DA e ritenuto

dal pretore (il quale, va detto, ha fondato il suo convincimento su una

presunzione, come da lui precisato al consid. n. 6, pag. 4, della sentenza

impugnata), la vettura Jaguar targata è stata condotta fino all’area di

servizio autostradale di __________ non dall’appellante, ma da sua moglie TE 3.

Di passata si osserva poi che il rapporto di costatazione della polizia (cfr.

AI 1) è, dal profilo probatorio, del tutto inconsistente, soprattutto laddove

gli agenti hanno riportato quanto a loro dire il prevenuto avrebbe riconosciuto

di aver fatto. La giurisprudenza di questa Corte ha infatti già avuto modo di

rilevare che un rapporto scritto, a maggior ragione se contestato

dall’interessato - nella fattispecie AP 1 si è addirittura rifiutato di

sottoscriverlo dopo aver consultato il proprio legale ed aver spiegato di non

condividerne i contenuti - non può, per garanzia costituzionale e

convenzionale, essere la prova unica o determinante per fondare una condanna,

ma deve quantomeno essere corroborato dall’interrogatorio del suo estensore

(cfr. CARP, sentenza del 16 gennaio 2012, inc. 17.2011.70 consid. 3.4.d).

Nulla può essere dedotto nemmeno dal rapporto medico in atti (cfr. Rapporto

dell’esame medico relativo all’assunzione di alcol, stupefacenti o farmaci e

richiesta di analisi, allegato all’AI 1), ritenuto che non risulta che lo

stesso riporti dichiarazioni dell’appellante in contrasto con la versione

dibattimentale (si osserva al riguardo che neppure il rapporto in questione,

redatto dal medico, è stato firmato da AP 1).

Se in

prima sede, a fronte della mancata richiesta da parte del prevenuto di sentire

i testi a suo scarico (mancanza a tutt’oggi incomprensibile), i due rapporti,

abbinati agli elementi oggettivamente riscontrati ed all’assenza di qualsiasi

indizio a favore dell’appellante, potevano contribuire a costruire il castello

accusatorio, con le nuove emergenze essi hanno perso qualsiasi valenza.

In definitiva, per tutto quanto precede, il gravame di AP 1 deve essere accolto

ed egli deve essere prosciolto dall’accusa di guida in stato di inattitudine

per i fatti descritti nel DA.

8.

Visto l’esito dell’appello, gli oneri processuali di primo grado,

per complessivi fr. 1'150.-, sono posti a carico dello Stato che rifonderà

all’appellante fr. 1'000.- a titolo di ripetibili di prima sede.

Gli oneri processuali del giudizio d’appello sono

pure posti a carico dello Stato (art. 428 cpv. 1 CPP). Non si assegnano

ripetibili per la procedura d’appello, ritenuto che AP 1, in questa sede, non

era rappresentato da un legale.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 77, 80, 84,

348 e segg., 379 e segg., 398 e segg., 405 cpv. 1, 408, e 454 CPP,

91 cpv. 1 LCStr,

nonché, sulle spese, l’art. 428 CPP e la LTG e, sulle ripetibili, gli art. 428

cpv. 3, 429 e 436 CPP rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi

di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle

ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1. L’appello è accolto.

Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata e AP 1 è prosciolto

dall’accusa di guida in stato di inattitudine per i fatti descritti nel DA

830/2011 del 7 marzo 2011.

2. Gli

oneri processuali del giudizio di primo grado, di complessivi fr. 1'150.- (millecentocinquanta),

sono posti a carico dello Stato che rifonderà all’appellante fr. 1'000.-

(mille) a titolo di ripetibili di prima sede.

3. Gli

oneri processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 800.-

- testi fr. 250.-

- altri disborsi fr. 100.-

fr. 1'150.-

sono posti a carico dello Stato. Non si assegnano

ripetibili.

4. Intimazione

a:

5. Comunicazione

a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione

penale

Il presidente delegato Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni

parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la

ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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