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Decisione

17.2013.106

Legge sulla circolazione stradale. Violazione del dovere di prudenza (26 cpv. 1 LCStr), perdita della padronanza del veicolo (31 cpv. 1 LCStr), inosservanza dei doveri in caso di infortunio (92 cpv. 1

13 febbraio 2014Italiano43 min

Source ti.ch

Fatti

I cpv. 1 e 3 dell’art. 51 LCStr prevedono che, in

caso d’infortunio nel quale hanno parte veicoli a motore, tutte le persone

coinvolte devono fermarsi subito e provvedere, per quanto possibile, alla

sicurezza della circolazione. Se vi sono soltanto danni materiali, il loro

autore deve avvisare immediatamente il danneggiato indicando il nome e

l’indirizzo. Se ciò è impossibile, deve avvertire senza indugio la polizia.

L’art. 51 LCStr sanziona dunque:

- la violazione del

dovere generale di fermarsi in seguito all’incidente (Jeanneret, op. cit., ad

art. 92, n. 27-28, pag. 157) e di garantire la sicurezza della circolazione

(cpv. 1), che s’impone a tutti i conducenti coinvolti in una collisione

(Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 23-24, pag. 156) a prescindere dai danni

verificatisi;

- la violazione del

dovere di avviso immediato al danneggiato, che s’impone all’autore di soli

danni materiali (e non corporali) e si concretizza tramite la comunicazione di

nome e indirizzo al danneggiato (Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n 111, pag.

178). E’ autore del danno materiale ogni persona all’origine di una delle cause

dell’incidente, indipendentemente dalla colpa e dal fatto che abbia subito

personalmente un danno (Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 101-102, pagg.

175-176; Bussy&Rusconi, op. cit., ad art. 51 LCR, n. 3.1, pag. 488). Se la

comunicazione immediata e diretta al danneggiato non è possibile, ad esempio

per l’assenza dello stesso sul luogo dell’incidente, allora l’autore del danno

deve avvisare la polizia (Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 113, pag. 179).

Dal profilo soggettivo, l’inosservanza dei doveri

in caso di infortunio può essere commessa sia intenzionalmente, e il dolo

eventuale è sufficiente, che per negligenza (art. 100 cpv. 1 LCStr). Infrange

intenzionalmente l’art. 92 LCStr, il conducente che, sa di trovarsi coinvolto

in un incidente, e decide liberamente di non ossequiare i doveri che la legge

gli impone (Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 132, pag. 182) in virtù di una

morale collettiva e di un buon senso che chiunque, oltre ad averli appresi

poiché titolare di un permesso di condurre, è in ogni caso tenuto ad avere

(Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 150, pag. 187). L’intenzione è, invece,

realizzata per dolo eventuale quando l’autore accetta l’ipotesi secondo cui un

incidente si sia potuto verificare e, nonostante ciò, non ossequia ai doveri

che la legge gli impone (Jeanneret, op. cit., ad art. 92, n. 150, pag. 133).

10.3. In concreto, questa Corte ha accertato che si è verificato un

incidente che ha coinvolto le vetture di AP 1 e __________ (cfr. consid. 8.2). AP

1 non solo non si è fermato in seguito all’incidente violando, dunque, il

dovere generale imposto dall’art. 51 cpv. 1 LCStr, ma ha anche chiaramente

violato il dovere di avviso sancito dall’art. 51 cpv. 3 LCStr. Se in un primo

momento, come da egli preteso, poteva anche non essersi accorto dell’avvenuta

collisione, dopo essere stato rincorso, fermato e informato dell’accaduto dalla

__________, avrebbe perlomeno dovuto, quale conducente all’origine della

collisione e dunque autore dei danni materiali causati alla sua stessa vettura

e a quella di __________ (cfr. sempre consid. 8.2), immediatamente comunicare a

quest’ultima, presente sul luogo dell’incidente, il proprio nome e il proprio

indirizzo. Egli non era certamente autorizzato ad allontanarsi senza fornire

informazione alcuna e, così facendo, ha pertanto realizzato gli elementi

costitutivi oggettivi del reato di cui all’art. 92 cpv. 1 LCStr. Le

argomentazioni da egli sollevate al riguardo sono inconsistenti e pretestuose,

ritenuto che dei danni – come visto – ci sono stati e che poco importa che

egli, dopo l’incidente, si sia recato all’interno del bar __________ e non più

lontano poiché, così facendo, egli ha in ogni caso abbandonato il luogo

dell’incidente senza lasciare nome e indirizzo alla danneggiata, ciò che

rappresenta -a non averne dubbi - un’inosservanza dei doveri in caso di

infortunio.

Non vi sono nemmeno dubbi che, dal profilo

soggettivo, egli ha agito intenzionalmente, ritenuto che, se in un primo

momento egli poteva anche non essersi accorto di aver colliso con la vettura

della __________, dopo l’avvertimento di quest’ultima egli ha certamente

considerato e accettato una simile ipotesi e, allontanandosi dal luogo

dell’incidente senza lasciare i suoi dati, ha realizzato - almeno per dolo

eventuale - il reato di cui all’art. 92 cpv. 1 LCStr.

Ne discende pertanto che AP 1 va ritenuto autore

colpevole anche di inosservanza dei doveri in caso di infortunio.

11.1. Infine l’appellante contesta la realizzazione del reato di elusione

di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida poiché, a suo dire, “dopo

essere stato prosciolto dalla guida in stato di inattitudine, diventa assurdo

applicare una norma che serve per accertare il fatto oggetto del

proscioglimento”. In ogni caso egli osserva che un simile controllo andava

eseguito all’arrivo della Polizia e non al momento in cui egli, parecchio tempo

più tardi, è uscito dal locale dopo aver sorbito delle bevande alcoliche (III,

pag. 4).

11.2. L’art. 91a cpv. 1 LCStr punisce il conducente di un veicolo a motore

che intenzionalmente si oppone o si sottrae ad una prova del sangue che è stata

ordinata nei suoi confronti. L’opposizione ingiustificata del conducente –

manifestata espressamente o per atti concludenti - all’esecuzione di una simile

misura ordinata dall’autorità competente, è dunque sufficiente a realizzare gli

elementi costitutivi del reato (Jeanneret, op. cit., ad art. 91a LCStr, n. 18,

pag. 130; Weissenberge, op. cit., ad art. 91a LCStr, n. 15, pag. 499). L’art.

13 cpv. 2 dell’Ordinanza sul controllo della circolazione stradale (OCCS, RS

741.013) precisa che la persona interessata che si rifiuta di sottoporsi al

prelievo del sangue deve essere informata sulle conseguenze del suo rifiuto

Considerandi

sancite dagli artt. 91a cpv. 1 e 16c cpv. 1 let d e cpv. 2 LCStr (sanzione

penale e revoca della licenza di condurre). Si tratta tuttavia di una regola di

procedura e non di una condizione di punibilità (Jeanneret, op. cit., n. 18,

pag. 130; Weissenberger, Kommentar Strassenverkehrsgesetz, Zurigo/San Gallo

2011, ad art. 91a LCStr, n. 15, pag. 499).

Dal profilo soggettivo è sufficiente che l’autore

sia cosciente di essere oggetto di un ordine di sottoporsi ad un esame del

sangue e che, nonostante ciò, vi si opponga (Jeanneret, op. cit., ad art. 91a

LCStr, pag. 138; Weissenberger, op. cit., ad art. 91a LCStr, n. 15, pag. 502).

11.3

Non sussistono dubbi sul fatto che AP 1, rifiutando espressamente di

sottomettersi al prelievo del sangue ordinato dagli agenti di polizia, si sia

reso colpevole di elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità alla

guida ai sensi dell’art. 91a cpv. 1 LCStr. L’ordine di sottomettersi ad una

simile misura gli è, infatti, stato correttamente e legittimamente impartito

dai due poliziotti intervenuti sul posto quella sera che, dopo aver costatato

un tasso alcolemico risultante dall’analisi etilometrica eccedente lo 0,8 per

mille, hanno richiesto, così come prevede l’art. 12 cpv. 1 cifra 1 OCCS,

l’esecuzione di un’analisi del sangue, avvertendo l’imputato sulle conseguenze

di un suo rifiuto di collaborare (cfr. formulario Rifiuto all’accertamento di

inattitudine alla guida, AI 1). Né la motivazione fornita dall’imputato la

notte del 19 dicembre 2010 per giustificare la sua opposizione, e cioè il fatto

che nel momento in cui è stato fermato dalla polizia egli non si trovava alla

guida della propria vettura, né quella fornita in sede di appello, e meglio che

la polizia avrebbe dovuto eseguire immediatamente il controllo contestato e non

attendere l’uscita di AP 1 dal locale avvenuta parecchio tempo dopo, mutano la

conclusione a cui è giunta questa Corte. Non va infatti dimenticato che, benché

in quel momento non si trovasse alla guida dell’autoveicolo, AP 1 era comunque

sospettato di essere rimasto coinvolto in un incidente, ciò che basta a

renderlo autore potenziale del reato di cui all’art. 91a cpv. 1 LCStr, e che,

in generale, la polizia beneficia di un ampio margine di manovra nel decidere a

quali misure è opportuno sottomettere un conducente (Jeanneret, op. cit., ad art.

91a LCStr, n. 6 e 17, pagg. 126 e 129). Inconsistente, infine, l’argomentazione

secondo cui la realizzazione del reato di elusione di provvedimenti atti ad

accertare l’incapacità alla guida, non avrebbe ragione d’essere alla luce del

proscioglimento dal reato di guida in stato di inattitudine decisa nei

confronti dell’appellante. Una simile argomentazione, oltre ad essere in

contrasto con lo scopo che la norma intende perseguire, non tiene conto del

fatto che qualsiasi conducente – quindi, anche il conducente che sa di essere

sobrio - se coinvolto in un incidente le cui circostanze possono indurre a

sospettare un suo stato di ebrietà, può essere sottoposto ad un esame del

sangue e si rende, di conseguenza, colpevole di elusione di provvedimenti per

accertare l’incapacità alla guida se si rifiuta di sottoporsi all’esecuzione di

un tale esame, necessario per poter escludere una sua guida in stato di

inattitudine.

Ne discende pertanto che AP 1 va dichiarato

autore colpevole anche di elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità

alla guida.

Commisurazione della pena

12.

a. Giusta l’art 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa

dell’autore, tenendo conto della sua vita anteriore e delle sue condizioni

personali, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. La colpa è

determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i movimenti e gli

obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o

la lesione.

L’art. 90

cifra 1 LCStr dispone che chiunque contravviene alle norme della circolazione

contenute nella legge o nelle prescrizioni d’esecuzione del Consiglio federale

è punito con la multa. L’art. 92 cpv. 1 LCStr punisce anche con la multa

chiunque, in caso di infortunio, non osserva i doveri impostigli dalla presente

legge. Infine il reato di elusione di provvedimenti per accertare

l’inattitudine alla guida è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con

una pena pecuniaria.

b. Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano

adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il

giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave

aumentandola in misura adeguata. In proposito il Tribunale federale ha

precisato che, in virtù di questa disposizione di legge, il principio

dell’aggravamento della pena (Asperationsprinzip) è applicabile

unicamente se l’autore realizza le condizioni per l’inflizione di pene dello

stesso genere. Invece, quando la legge penale non prevede, come in concreto, lo

stesso genere di pena per tutte le infrazioni realizzate, le diverse pene

devono essere inflitte cumulativamente (STF 19.07.2011, inc.6B_867/2010,

consid. 1.1.2; STF 04.02.2011, inc.6B_460/2010,

consid. 4.3.1.; Trechsel / Affolter-Eijsten, in Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2. Auflage, Zurigo/San Gallo 2013, ad

art. 49, n. 7).

c. AP 1 risponde di infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cifra

1.

LCStr), inosservanza dei doveri in caso di infortunio (art. 92 cpv. 1 LCStr)

e elusione di provvedimenti per accertare l’inattitudine alla guida (art. 91a

cpv. 1 LCStr).

Sebbene AP 1 debba rispondere di due

contravvenzioni (per i reati di cui all’art. 90 cifra 1 e 92 cpv. 1 LCStr) e di

un delitto (per il reato di cui all’art. 91a cpv. 1 LCStr) e non, come

erroneamente ritenuto dal primo giudice, di una contravvenzione e di due

delitti, la pena pecuniaria di 45 aliquote giornaliere di fr. 240.- ciascuna,

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni e la multa di fr.

2'000.- decise in prima sede - peraltro non oggetto di specifica contestazione

– merita conferma. Essa appare, infatti, comunque adeguata alla sua colpa già

per il solo reato di elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità alla

guida, e ciò in considerazione della gravità dell’infrazione di cui risponde e

del precedente specifico (doc. 9). Per quanto riguarda, poi, la multa di fr.

2'000.-, anche se erroneamente inflitta dal primo giudice per la sola

contravvenzione di cui all’art. 92 cpv. 1 LCStr, questa Corte non può che

confermarla, in virtù del divieto della reformatio in pejus applicabile alla

procedura d’appello (art. 391 cpv. 2 CPP).

Infine non vi sono motivi per discostarsi dalla

sospensione condizionale della pena decisa in prima sede.

Tassa di giustizia e spese

13.

Vista la sua soccombenza, la tassa di giustizia e le spese di primo

grado sono posti interamente a carico di AP 1, così come pure gli oneri

processuali del presente giudizio (art. 428 cpv. 1 CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

previo esame del fatto e del diritto,

visti gli art. 6, 10, 77, 80,

84, 139, 348 e segg., 379 e segg., 398 e segg. CPP,

34, 36, 42, 46, 47, 49 e

106 CP,

90 cifra 1, 92 cpv. 1 e 91a

cpv. 1 LCStr,

32 cpv. 1 Cost, 6 par. 2

CEDU e 14 cpv. 2 Patto ONU II,

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art.

428 CPP e la LTG

dichiara e pronuncia:

1. L’appello è respinto.

Di conseguenza ricordato che, in assenza di

impugnazione, il dispositivo n. 3 della sentenza 22 gennaio 2013 della Pretura

penale è passato in giudicato:

1.1. AP 1

è dichiarato autore colpevole di:

1.1.1. infrazione

alle norme della circolazione per avere, ad __________, il 19.12.2010,

negligentemente perso la padronanza dell’autovettura VW Golf targata sbandando

così sulla destra, cozzando conseguentemente contro la vettura Opel targata di __________,

ivi regolarmente parcheggiata;

1.1.2. elusione

di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida per essersi, a __________,

il 19.12.2010, intenzionalmente opposto alla prova del sangue per la

determinazione dell’alcolemia ordinata dall’autorità, malgrado l’avvertimento

sulle conseguenze penali del suo rifiuto;

1.1.3. inosservanza dei doveri in caso d’infortunio, per aver abbandonato il luogo dell’incidente surriferito senza

osservare i doveri impostigli dalla legge, in specie senza fornire

immediatamente le proprie generalità alla danneggiata o avvertire senza indugio

la polizia.

1.2. AP 1

è condannato:

1.2.1. alla

pena pecuniaria di 45 (quarantacinque) aliquote giornaliere di fr. 240.-

(duecentoquaranta) cadauna, per un totale di fr. 10'800.- (diecimilaottocento);

1.2.2. alla

multa di fr. 2'000.-, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la

pena detentiva sostitutiva è fissata in giorni 8 (otto);

1.2.3. al

pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 1'150.-

(millecentocinquanta) per il procedimento di primo grado.

1.3. L’esecuzione

della pena pecuniaria è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3

(tre) anni.

2. Gli oneri processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 800.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'000.-

sono posti a carico di AP 1.

3. Intimazione

a:

-

-

-

4. Comunicazione

a:

-

Pretura penale, 6501 Bellinzona

- Comando

della Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

- Ministero

pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio

del Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

- Sezione

della circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione

penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni

parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la

ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art.

100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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