Lexipedia

Decisione

17.2015.205

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

18 aprile 2016Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

I primi giudici hanno condannato AP 1 alla pena detentiva di 3

anni e 6 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

Nei suoi confronti è, inoltre, stata revocata la misura

dell’obbligo di firma presso la gendarmeria di Lugano.

La

Corte di prime cure, dedotte tassa di giustizia e spese processuali, ha,

infine, ordinato la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione di un

computer e di alcuni telefoni portatili indicati al pto. 6 del dispositivo che

sono stati dissequestrati previa cancellazione dei dati.

preso atto che contro la sentenza della Corte

delle assise criminali AP 1 ha annunciato l’8 settembre 2015 di voler

interporre appello.

Dopo avere ricevuto la

motivazione scritta della pronuncia, con dichiarazione di appello 16 dicembre

2015, l’imputato ha postulato il proscioglimento dall’imputazione di

riciclaggio di denaro (cfr. disp. 1.2.) ed ha chiesto che la pena detentiva

(cfr. disp. 5.1.) fosse diminuita a 3 anni di cui 6 mesi da espiare e per il

resto sospesa condizionalmente per un periodo di prova a discrezione di questa

Corte.

L’insorgente non ha presentato istanze probatorie, limitandosi a

richiamare l’incarto 72.2015.68 dal Tribunale penale cantonale

(inc. CARP 17.2015.205

doc. I e VII).

La procuratrice pubblica, dal canto suo, ha annunciato il 14

settembre 2015 di volere presentare appello. L’annuncio è, poi, stato

confermato con dichiarazione 14 dicembre 2015 in cui ha domandato che la

condanna di AP 1 per infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti venga estesa

anche al periodo aprile 2013 / ottobre 2013 (cfr. disp. 3).

La Pubblica accusa ha, nel contempo, chiesto che la pena (cfr.

disp. 5.1.) venga aumentata a 4 anni di detenzione, da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

Nemmeno la procuratrice pubblica ha presentato istanze probatorie (inc.

CARP 17.2015.206 doc. I e II).

esperito il pubblico dibattimento

l’8 aprile 2016, durante il quale:

- la

PP PP 1 ha postulato che AP 1 sia condannato per infrazione aggravata alla

LStup anche per il periodo aprile 2013/ottobre 2013 e che la pena a suo carico

sia stabilita in 4 anni di detenzione. A titolo subordinato, ha chiesto che, in

caso di concessione della sospensione parziale della pena, la parte da espiare

sia di almeno di 18 mesi;

- il

patrocinatore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito sia assolto dal reato di

riciclaggio di denaro per l’intero importo di fr. 11'052.73 e che la pena a suo

carico sia ridotta a 3 anni di detenzione di cui 6 mesi da espiare e, per la

parte residuale, sospesa condizionalmente per un periodo di prova lasciato al

prudente apprezzamento di questa Corte.

considerato

III. L’imputato: vita e

precedenti penali

1. Al dibattimento di

primo grado, interrogato sulla sua vita, AP 1 (cittadino venezuelano, nato il

28 settembre 1985 a Caracas) ha dichiarato quanto segue:

“ (…) sono arrivato a __________

all’età di 7 anni. Ho iniziato a seguire le scuole elementari in Svizzera, per

poi fare le scuole medie a __________ e la scuola di commercio a __________. Ho

effettuato i corsi serali fino a diventare contabile cantonale. Ho iniziato a

lavorare nel 2009 quale contabile presso la __________, fino al 30 aprile 2015,

dopodiché sono stato licenziato. Attualmente sono disoccupato e percepisco la

rendita disoccupazione. Presso la __________ guadagnavo come stipendio iniziale

fr. 2'700.-, in seguito sono arrivato a guadagnare fr. 3'800.- netti.

Attualmente dalla disoccupazione percepisco fr. 3'500.- netti.

ADR che sto proseguendo i corsi per diventare contabile

federale. È prevista la fine dei corsi l’anno prossimo, a marzo del 2016 avrò

l’esame.

ADR che dal punto

di vista famigliare in Svizzera ho mia madre, un fratello di 24 anni, e mia

figlia di 5 anni. Ho inoltre un bambino appena nato di 7 mesi, avuto con la mia

attuale compagna. I miei figli hanno due madri diverse, la prima è affidata

alla madre.

AD

della PP preciso che ad oggi non ricevo un assegno di prima infanzia. ________

è in maternità, avendo origini straniere stiamo raccogliendo i documenti per

fare le dovute richieste, non abbiamo ancora iniziato la procedura anche se

sarà nostra intenzione farlo. Attualmente siamo riusciti unicamente a fare il

riconoscimento del bambino. __________ ha il permesso B, io invece ho il

permesso C.” (all. 1 al

verbale del dibattimento di primo grado, pag. 2).

Nel corso dell’inchiesta, l’imputato ha dichiarato di avere

vissuto con la prima compagna (__________) e con la loro bambina (__________)

in via __________ a __________ fino a febbraio 2013, quando si è interrotta la

relazione sentimentale. L’imputato ha fatto risalire a fine 2012/inizio 2013 i

primi problemi economici della coppia dovuti a spese eccessive (cfr. biglietti

aerei e mantenimento della famiglia a Santo Domingo, costi sanitari della

figlia ammalatasi). Separatosi dalla compagna, egli ha soggiornato per un anno

dalla madre, per poi ritornare, sempre a suo dire, a febbraio 2014

nell’appartamento nel frattempo lasciato libero dall’amica (AI 92, pag. 2; AI

533, pag. 2 e 4; AI 556, pag. 2).

Secondo le sue dichiarazioni, l’imputato ha stipulato con l’ex

compagna una convenzione di mantenimento che prevede “un contributo di CHF

400.- mensili (n.d.r. per la figlia), di cui io verso CHF 200.- del mio salario

e gli altri CHF 200.- sono di assegno familiare” (AI 31 all. 1, pag. 11, AI 93

all. 2, pag. 11; AI 533, pag. 5).

Sulla sua attuale situazione debitoria, AP 1 ha precisato al

dibattimento d’appello quanto segue:

“ La mia situazione debitoria si è

praticamente azzerata. È stata infatti mia premura saldare tutti i debiti che

avevo attingendo al bonus di circa 25'000.- che avevo ricevuto all’uscita da __________.

(…) Parlando di fr. 25'000.- io avevo aggiunto a tale bonus gli stipendi che

avevo ricevuto tutti assieme all’uscita.” (verbale dib. appello, pag. 3).

Tale dichiarazione è confermata dall’estratto 29.03.2016

dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona da cui non risultano esecuzioni o

attestati di carenza beni a carico dell’imputato (doc. dib. appello 5).

L’imputato ha dichiarato di non avere mai consumato sostanze

stupefacenti (AI 31 all. 1, pag. 10; AI 93 all. 2, pag. 10; AI 556, pag. 9,

doc. dib. appello 3).

AP 1 è incensurato (AI 24).

IV. Inchiesta

Considerandi

2.

Dalle risultanze

istruttorie dell’inchiesta denominata “Kamien” avviata dal Ministero pubblico

ed, in particolare, dalla sorveglianza dell’utenza telefonica in uso a __________,

emergeva l’attività di AP 1 nella vendita di stupefacenti.

Recatasi il 6 giugno 2014 al suo domicilio in via __________ a __________

per arrestarlo, la polizia lo fermava nei pressi della sua abitazione

unitamente alla compagna __________ ed a un cittadino dominicano IM 1, questi

ultimi presenti presso il suo appartamento.

Durante la perquisizione

del domicilio, gli agenti rinvenivano circa 60 grammi lordi di cocaina, oggetti

per il confezionamento e la pesatura di stupefacenti, apparecchi e schede

telefoniche, documenti di legittimazione intestati a terze persone nonché fr.

1'120.- ed euro 3'435.-.

AP 1 veniva in seguito

accompagnato dalla polizia presso il suo luogo di lavoro in via __________ a __________

dove si rinvenivano ulteriori 6 grammi lordi di cocaina oltre a fr. 7'820.-.

Interrogati dagli

inquirenti, AP 1 e IM 1 si incolpavano a vicenda del traffico di stupefacenti,

sminuendo ciascuno il proprio ruolo. Fin dalle prime deposizioni emergeva che

presso l’appartamento risiedevano, oltre alle tre persone summenzionate, anche

tale “__________”, cittadino dominicano (AI 31).

Faceva seguito un’istruttoria sfociata, per quanto attiene AP 1,

nel suesposto atto di accusa 50/2015 dell’8 maggio 2015, come visto, quasi

interamente confermato dalla sentenza 3 settembre 2015 della Corte delle assise

criminali.

La sentenza è stata appellata sia AP 1 sia dalla procuratrice

pubblica.

Da qui, la presente procedura.

Appello

A. Periodo temporale relativo

all’infrazione aggravata alla LStup

3.

La procuratrice

pubblica chiede che la durata dell’infrazione aggravata alla LStup di AP 1,

fissata nella sentenza di prima istanza da ottobre 2013 al 6 giugno 2014, sia

estesa anche ai mesi da aprile 2013 fino a ottobre 2013. Per la Pubblica

Accusa, l’implicazione dell’imputato nella vendita a terzi di cocaina è

iniziata, per l’appunto, ad aprile 2013, contestualmente alla sua conoscenza di

__________ (“__________”) e alla messa a disposizione di quest’ultimo del suo

appartamento di __________ per svolgere i traffici di droga.

A sostegno della sua tesi,

la Pubblica Accusa rileva che IM 1 ha dichiarato agli inquirenti che __________

ha iniziato il traffico di stupefacenti nell’appartamento di __________ a partire

dall’anno 2012. Tale circostanza unitamente al “via e vai” di persone

nell’appartamento suffragano, sempre secondo l’insorgente, la tesi secondo cui

l’imputato era attivo nella banda dedita al traffico di cocaina ben prima di

ottobre 2013 (inc. CARP 17.2015.206 doc. II e inc. CARP 17.2015.205 doc. XIX).

3.1

La Corte delle assise

criminali ha ritenuto, diversamente da quanto indicato nell’AA, meno esteso il

periodo nel quale AP 1 ha agito, limitandolo a far tempo dal mese di ottobre

2013.

e non dal mese di aprile dello stesso anno. Per i primi giudici:

“ non risultano dagli atti elementi

tali da dimostrare al di là da ogni dubbio che effettivamente l’imputato fosse

già attivo nella primavera del 2013 e non, piuttosto, a fare tempo

dall’autunno, periodo per il quale sussistono elementi oggettivi agli atti”

(sentenza impugnata, consid. 41, pag. 34).

3.2

a. Sull’inizio dell’attività

di spaccio di AP 1 vi sono le dichiarazioni da lui rilasciate nel corso

dell’inchiesta, quelle degli altri interrogati – segnatamente, i suoi

acquirenti di cocaina – nonché le risultanze delle intercettazioni telefoniche.

AP 1 ha ricondotto

l’inizio della sua attività legata agli stupefacenti, dapprima, genericamente

al “periodo natalizio 2013” (AI 92, pag. 5: 17.06.2014), poi, a “fine

gennaio 2014” (AI 312 pag. 9; AI 407, pag. 2-3, 8: PS 22.08.2014), di

seguito a “novembre/dicembre 2013” (AI 430, pag. 6-7; AI 483 pag. 4, AI

522, pag. 5, PS 17.10.2014) e “in novembre 2013” (AI 533, pag. 6), per,

infine, anticiparla “in ottobre/novembre 2013” (AI 533, pag. 7; all. 1

al verbale del dibattimento 03.09.2015, pag. 5).

Chi ha acquistato cocaina dall’imputato, si è così espresso

sull’inizio degli acquisti:

- __________

ha dichiarato agli inquirenti di avere conosciuto l’imputato a inizio luglio

2013.

durante una grigliata nel locarnese (circostanza confermata da AP 1). __________

ha aggiunto di avere parlato poco con lui in quell’occasione, tuttavia ha

precisato di essere “venuto a sapere che se avessi avuto bisogno di cocaina

potevo rivolgermi a AP 1” (AI 430, pag. 3). Sulle avvenute compravendite di

droga, __________ ha, dapprima, dichiarato di avere acquistato cocaina per uso

personale da AP 1 e di avere pure fatto da tramite fra quest’ultimo ed

acquirenti cocainomani (__________, __________, tale __________ - n.d.r. __________

- e altri di cui non ricorda il nome) da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag.

3-4). __________ ha, di seguito, nell’ambito dello stesso interrogatorio,

anticipato l’inizio dei suddetti suoi acquisti a maggio 2013 (AI 420 all. 1

pag. 6) e della mediazione (spec. quella tra __________ e AP 1) a giugno/luglio

2013.

(AI 420 all. 1 pag. 4), per poi nuovamente collocare “le vicende legate

alla cocaina con AP 1” nel periodo da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag.

8), situandole da ultimo a partire da fine settembre 2013 (AI 423, pag. 4; AI

430, pag. 3).

- __________ ha,

dapprima, fatto iniziare i suoi acquisti dall’imputato a novembre 2013 (AI 95

all. 1 pag. 8, 10) per poi posticiparli a febbraio 2014 (AI 304 pag. 5, 8; AI

358.

pag. 3; AI 402, pag. 3 e 5), data confermata dall’imputato.

- __________ ha

dichiarato di essersi rivolto, su incarico di due ragazze che lavoravano al

night club __________ di __________, per degli acquisti a AP 1 “nel periodo

aprile/maggio 2014” (AI 500 pag. 3).

- __________ ha

asserito di avere acquistato 2 grammi di stupefacente da AP 1 “nel periodo

fra ottobre/novembre 2013 e inizio febbraio 2014” (AI 532 pag. 4).

- __________,

confrontato dagli inquirenti col testo di una sua conversazione telefonica del

5.

maggio 2014 con AP 1, si è limitato a dichiarare che quel giorno l’imputato

ha portato 5 grammi di cocaina al suo amico __________ (il cui vero nome è __________)

(AI 263 pag. 6-7, AI 602 all. 2, pag. 4-5).

- __________, ha

sostenuto di avere acquistato cocaina dall’imputato, e meglio 20/25 grammi alla

settimana per complessivi 650 grammi, “tra ottobre 2013 e maggio 2014”

(AI 491 pag. 3; cfr. anche AI 372 pag. 5).

- IM 1 ha

iniziato col dichiarare agli inquirenti che la cocaina venduta e consumata in

Svizzera da aprile 2014 l’ha ricevuta da AP 1 (AI 22 pag. 7; AI 114 pag. 5).

Egli ha, poi, asserito che quando è arrivato in Svizzera (ciò che, a suo dire,

risale a febbraio 2014; AI 603 pag. 4) “il traffico di cocaina di AP 1 e di

“__________” era già avviato” (AI 599 3, 7, 9).

Ha aggiunto che “__________”

ha abitato presso l’appartamento di __________ dell’imputato a partire dal 2012

(AI 603 pag. 3, 11).

IM 1 ha, tuttavia, escluso che in quel periodo l’imputato

trafficasse cocaina:

“ (…) a mia conoscenza, AP 1 non era

implicato in questo traffico di cocaina messo in piedi da __________ e poi da “__________”

perché lui lavorava e ha unicamente messo loro a disposizione l’appartamento di

__________, perché loro, essendo stranieri, non potevano affittarne uno.” (AI

603.

pag. 3)

IM 1 ha, inoltre, precisato che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina

a fine 2013:

“ Voglio precisare che __________

abitava nell’appartamento di AP 1 dove ho vissuto pure io, prima del mio

arresto. Loro vivevano lì in quattro o cinque: c’era __________, il fratello di

__________, “__________” e un’altra persona di cui non conosco il nome. AP 1

non abitava lì, di questo ne sono sicuro perché a quel momento lui non vendeva

droga, mentre gli altri sì. Io non li ho visti personalmente, dato che non

ero qui, ma ne ho avuto notizia, quando mi trovavo in Spagna. (…) Io sono

comunque sicuro che “__________” è arrivato a __________ nel 2012 e vendeva

cocaina. A quel momento AP 1 non vendeva cocaina.

Il PP mi chiede

se confermo che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina quando __________ e “__________”

si sono separati.

Sì lo confermo.

Il fatto è che __________ aveva rubato la cocaina e i soldi di “__________” (…)

__________ ha ordinato ad una terza persona di sottrarre a “__________” soldi e

cocaina. Inizialmente “__________” pensava che fosse stata una terza persona a

rubargli cocaina e soldi, poi però ha capito, o meglio ha saputo, che era stato

__________ a far commettere il furto. Mi sembra che sia successo alla fine

del 2013, è stato “__________” a dirmelo.” (n.d.r. sottolineature nostre)

(AI 603 pag. 11, 12)

Fatta eccezione per un caso di cui dirà a breve, i suddetti

verbalizzati situano l’inizio dei loro acquisti di cocaina dall’imputato al più

presto a partire da ottobre 2013: cioè dalla data dalla quale l’imputato fa

decorrere l’inizio dei suoi traffici di stupefacente.

È pur vero che __________ ha dichiarato agli inquirenti di aver

saputo da terzi agli inizi di luglio del 2013 che per questioni di cocaina

poteva rivolgersi a AP 1. Tuttavia questa affermazione, che per la sua

genericità ha affievolita forza indiziante, nulla dice sull’esistenza di

concreti traffici ascrivibili all’imputato.

__________ ha, da ultimo, dichiarato di avere acquistato cocaina

dall’imputato a partire da fine settembre 2013. Tale decorrenza, oltre a

implicare un brevissimo scarto temporale rispetto a ottobre 2013 del tutto

irrilevante ai fini del giudizio, è approdo di una deposizione al quanto

ondivaga che pecca verosimilmente di imprecisione.

Né dagli stralci delle conversazioni telefoniche verbali e scritte

(sms) intercettate dagli inquirenti e documentate agli atti risulta un’attività

dell’imputato pregressa a tale data (AI 6, AI 9, AI 63 doc. B-C, AI 64 all. 9,

doc. B-C, AI 95 all. 1 doc. B, AI 97, AI 233 doc. A, C, D, AI 263 doc. B, AI

303.

doc. B-C, AI 312 doc. C-D, AI 319 doc. B, AI 372 doc. B-C, AI 386 doc. A,

AI 420 all. 1 doc. B, AI 491 doc. B; AI 570, AI 588 all. 1 doc. B-C, AI 590, AI

602.

doc. B; AI 564 all. 29 doc. B-C).

Vero è che IM 1 ha situato a fine 2013 le prime vendite di cocaina

da parte di AP 1.

E si aggiunga che la stessa Polizia giudiziaria, nel suo rapporto

d’inchiesta, è giunta alla conclusione che AP 1 è responsabile dello spaccio di

cocaina “avvenuto a __________ e nelle immediate vicinanze tra ottobre 2013

e giugno 2014” (AI 564 pag. 25).

Sulla scorta di questi elementi probatori, si può, dunque,

accertare, con la prima Corte, che AP 1 ha personalmente trafficato cocaina a

partire da ottobre 2013.

b. Tuttavia - cosa che

la prima Corte non ha considerato - l’AA imputa a AP 1 di avere infranto la

LStup anche dando in sublocazione a __________ (__________) e, poi, a __________

e alla sua compagna il suo appartamento, che è, poi, stato utilizzato anche come

base logistica per i loro traffici di stupefacente.

Secondo l’accertamento dei giudici di primo grado - accertamento

rimasto incontestato - nel periodo che qui interessa (aprile-ottobre 2013), prima

__________ detto “__________” (da aprile 2013: cfr. disp. 1.3.2.) e, poi __________

con la sua compagna (da luglio 2013: cfr. disp. 1.3.1.) hanno vissuto nell’appartamento

di Via __________, a __________ di cui era locatario l’imputato.

Per determinare se AP 1 fosse a conoscenza dei traffici dei suoi

sublocatari, occorre considerare, dapprima, che egli era perfettamente

consapevole che i suoi “inquilini” non svolgevano, nel periodo considerato,

alcuna attività onesta che potesse garantire loro un reddito sufficiente a

vivere e a pagare l’affitto dell’appartamento.

Ne è prova il fatto che __________, compagna dell’imputato dal

2013, e che abitava in modo discontinuo presso l’appartamento di __________, ha

dichiarato agli inquirenti di avere avuto dei sospetti su come __________ e IM

1.

si procurassero i mezzi per vivere, di averne parlato al compagno che, però,

le rispose che l’unica cosa che gli interessava era che i due gli pagassero

l’affitto:

“ Mi sono domandata come facessero a

vivere loro dato che, per quanto io ne sappia, non hanno un lavoro (…) Una

volta ho provato a chiedere a AP 1 cosa facessero i due dominicani nella vita e

lui mi ha risposto che non gli interessava e che a lui bastava che gli pagavano

l’affitto.” (AI 21 pag. 6)

Sin qui, si potrebbe ipotizzare un dolo eventuale di AP 1

relativamente all’attività di spaccio dei suoi “inquilini”. Tuttavia, il

castello probatorio appare, a questa Corte, troppo fragile per sostenere quella

che, perciò, rimane un’ipotesi accusatoria. È certo che il dolo dell’imputato è

diventato diretto nell’estate. Infatti, parlando del furto di fine

luglio/inizio estate, AP 1 ha ammesso di avere saputo che nell’appartamento

c’era della cocaina:

“ Tutto sommato è stato tranquillo

fino a fine luglio inizio agosto 2013, ricordo con esattezza questo periodo

perché in quei giorni vi erano stati i fuochi artificiali sul lago di Lugano.

In quel periodo un giorno mi sono recato nell’appartamento di via __________ a __________

(…) Giunto alla porta d’entrata ho subito notato che la porta principale era

divelta (forzata) (…) Il giorno seguente verso le 8.30 mi sono nuovamente

recato da loro (…). Erano presenti __________ e una ragazza. Questi mi hanno

fornito varie versioni in merito alla porta divelta. Una era quella che avevano

dimenticato la chiave e avevano rotto la porta, la seconda era che qualcuno era

entrato in casa a rubare, di fatti mancava il mio computer e delle scarpe,

terza e ultima versione è stata quella che qualcuno era entrato in casa loro,

aveva rubato il computer, dei soldi e della cocaina. Versione quest’ultima che

è risultata essere la più veritiera o meglio credibile. A precisa domanda degli

agenti interroganti preciso che nessuno mi ha detto quanti soldi e quanta

cocaina era stata rubata. Le tre versioni comunque mi erano state fornite nel

corso del mese di agosto, quando io ho fatto pressioni per incassare i soldi

dell’affitto e dei danni alla porta.” (AI 92, pag. 3-4; cfr, poi, verbale dib.

appello pag. 4 in cui AP 1 ha precisato di avere approfondito la conoscenza di __________

a partire da agosto 2013).

Ne segue che è accertato che, dopo avere preferito “non vedere”

per alcuni mesi (“non gli interessava” “a lui bastava che gli pagavano

l’affitto”), AP 1 era perfettamente consapevole del coinvolgimento dei suoi

“inquilini” in traffici di droga quantomeno da agosto 2013.

Ora, come stabilito dal Tribunale federale, chi mette la propria

abitazione a disposizione dell’autore, nella chiara consapevolezza che questi

se ne avvale per esercitarvi il suo commercio di droga, è autore colpevole di

infrazione alla LStup per complicità (STF 6B_273/2012 dell’11 settembre 2012

consid. 1; Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum

Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3.

Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 26 n. 175, pag. 1671).

Ne deriva che AP 1 si è reso colpevole di complicità nei traffici

di droga a partire da agosto 2013, mentre che ne è stato autore principale a

partire da ottobre 2013.

Su questo punto il ricorso della procuratrice pubblica è,

pertanto, parzialmente accolto.

B. Riciclaggio di denaro

4.1

AP 1, nel suo appello,

chiede l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio di denaro di cui al punto 2.

dell’AA.

Per l’insorgente, sia da

una loro corretta analisi, sia dall’applicazione dell’art. 305bis CP, si evince

che i trasferimenti di denaro indicati nell’AA non sono idonei a integrare gli

estremi del reato di riciclaggio di denaro (inc. CARP 17.2015.205: dichiarazione

di appello 16.12.2015, pto. 2, pag. 2-3).

4.2

La Corte di primo

grado - premesso che i fatti non sono contestati avendo l’imputato ammesso di

aver inviato all’estero, sia personalmente, sia per il tramite di __________,

fr. 11'052,73 che erano provento della vendita di stupefacenti - ha dichiarato AP

1.

autore colpevole di riciclaggio ex art 305bis CP di fr 11'052,73 (sentenza

impugnata, consid. 46, pag. 37-38).

4.3

a. Adempie la fattispecie

di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP chi compie un atto

suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la

confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da

un crimine. Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la sottrazione

all’autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un’infrazione di

esposizione a pericolo astratto: il comportamento è, dunque, punibile anche

laddove l’atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20

consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; STF 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010, consid.

4.

).

Secondo la giurisprudenza e la dottrina dominante, ogni

trasferimento di denaro all'estero costituisce un atto suscettibile di

vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali. Ciò vale anche

per ogni operazione di trasferimento di valori patrimoniali all’estero da un

conto ad un altro conto, ed anche in presenza della tracciabilità delle

operazioni (DTF 127 IV 20 consid. 3b; STF 6B_643/2012 dell’11 marzo 2013,

consid. 5.2; STF 6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.3;

Trechsel / Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed.,

Zurigo 2013, ad art. 305 bis, n. 18; Pieth in Basler Kommentar II, 3°ed.,

Basilea 2013, ad art. 305bis, N. 49 e rif.; Schmid/Ackermann/Arzt/Bernasconi/de

Capitani, Kommentar Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band

I, Zurigo 1998, pag. 523).

b. Il

Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che sussiste concorso reale

(echte Konkurrenz) ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 CP tra riciclaggio di denaro e

infrazioni alla LStup. Divergono infatti i beni giuridicamente protetti dalle

relative norme, tutelando l’art. 305bis CP l’amministrazione della giustizia e

l’art. 19 LStup la salute pubblica (DTF 122 IV 11 consid. 4-5; STF 6S.59/2003

del 6 giugno 2003 consid. 2; STF 6S.59/2005 del 2 ottobre 2006 consid. 6.3.1;

cfr. anche Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum

Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3.

Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 27 n. 175, pag. 1823).

c. Dal profilo

soggettivo, l’autore deve avere agito intenzionalmente o con dolo eventuale

(DTF 122 IV 211 consid. 2e; DTF 119 IV 242 consid. 2b; STF 6B_879/2013 del

18.11.2013

consid. 2).

4.4.1

Gli

inquirenti, nel corso dell’inchiesta, hanno sottoposto a AP 1 i seguenti

trasferimenti di denaro:

Nome mittente

money transmitter

Nome

beneficiario

Paese destinatario

Importo

data

AI

Western Union

Italia

fr. 51,76

08.02.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 195,96

14.08.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 60.-

10.09.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

USA

fr. 900.-

28.09.2013

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 250.-

15.10.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 80.-

21.10.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 56,41

30.10.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 190,05

10.11.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Spagna

fr. 449,53

27.11.2013

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 2'070.-

11.12.2013

390, all. A; 533 all. A

Western Union

Rep. Dominicana

fr. 186,53

28.02.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Olanda

fr. 1'980,78

03.03.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Spagna

fr. 1'914,41

04.03.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Svizzera

fr. 502.-

06.03.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 500.-

05.04.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 500.-

16.04.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Colombia

fr. 120.-

23.04.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 100.-

28.04.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

USA

fr. 100.-

30.04.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 300.-

08.05.2014

390, all. A; 533 all. A

Ria Financial Services SA

Italia

fr. 500.-

22.10.2014

390, all. A; 533 all. A

Totale inviato a nome AP 1

fr. 11'007,43

__________

Ria Financial Services SA

Olanda

fr. 1’000.-

23.12.2013

390, all. C; 533 all. B

__________

Ria Financial Services SA

Spagna

fr. 500.-

23.12.2013

390, all. C; 533 all. B

__________

Ria Financial Services SA

Rep. Dominicana

fr. 1’800.-

27.01.2014

390, all. C; 533 all. B

__________

Ria Financial Services SA

Russia

fr. 900.-

09.05.2014

390, all. C; 533 all. B

__________

Ria Financial Services SA

Svizzera

fr. 1’450.-

17.05.2014

390, all. C; 533 all. B

Totale inviato a nome __________

fr. 5'650.-

4.4.2

AP 1 ha ammesso che,

della somma di denaro pari a fr. 11'007,43 inviata a nome AP 1 all’estero

tramite agenzie money transfer, fr. 7'802,73 sono sue spedizioni personali

provento di vendite di cocaina (AI 533 pag. 16-17; AI 556 pag. 6; verbale dib.

primo grado, pag. 9; dopo una ritrosìa iniziale in AI 390 pag. 2-3 in cui

definiva fr. 4'395.19 derivanti dal traffico di cocaina ed il resto “denaro

del mio salario”).

L’imputato ha, pure,

riconosciuto che, dell’importo di fr. 5'650.- complessivamente trasmessi

all’estero a nome __________, fr. 3’300.- sono stati spediti da quest’ultima su

sua richiesta e per suo conto. Trattasi dei seguenti tre trasferimenti: quelli

del 23.12.2013 di fr. 1'000.- più fr. 500.- e quello del 27.01.2014 di fr.

1'800.- (AI 390 pag. 6; AI 533 pag. 10).

In merito a tali

operazioni, AP 1 ha asserito che concernevano:

“ soldi che anche in questo caso mi

aveva consegnato __________, chiedendomi di spedirli a persone che m’indicava

sul momento”. (AI 390 pag. 6)

Sulla sua conoscenza della

provenienza illegale di questo denaro, egli ha precisato:

“ All’inizio non avevo idea della

provenienza illecita del denaro. __________ mi parlava di discoteche e donne ma

non ancora di droga. Con il senno di poi, oggi posso facilmente presumere che

anche tutto questo denaro fosse provento del traffico di droga attuato da __________

(__________)”. (AI 390 pag. 6)

Sempre sui fr. 3'300.- ha dichiarato in successivi interrogatori

che:

“ erano soldi provento della vendita di

cocaina” (…) a __________ è stato chiesto un favore nel senso di far spedire

degli importi di denaro a suo nome. __________ non sapeva che si trattava di

soldi provenienti dal traffico di cocaina (…) Io ho chiesto questo favore a __________

e lei gentilmente ha acconsentito (…) i soldi utilizzati per la spedizione

provengono sempre dal traffico di cocaina” (…) (AI 533 pag. 10, 11, 17; AI 556

pag. 6)

AP 1, nell’interrogatorio di confronto con __________, ha,

tuttavia, rettificato la sua versione sugli invii fatti a nome di quest’ultima,

dichiarando che, come da ella riferito agli inquirenti, per le due operazioni

del 23.12.2013 (fr. 1'000.- + fr. 500.-) è stato __________ a chiederle di

eseguire i trasferimenti di denaro all’estero.

In merito alle operazioni money transfer eseguite tramite __________,

l’imputato ha, quindi, riassunto la sua posizione come segue:

“ io ho sicuramente chiesto a __________

se potevo spedire i CHF 1'450.- per Zurigo a suo nome e lei ha detto di sì. Per

quanto riguarda i CHF 1'800.- spediti alla Repubblica Dominicana, io come ho

detto non mi ricordo esattamente come è andata, però mi sembra che anche in

questo caso io avessi chiesto a __________ se potevo spedirli a suo nome. In

totale dunque io ho chiesto a __________ di spedire CHF 3'250, e non CHF

3'300.- come erroneamente detto prima in quanto avevo fatto confusione

sull’ammontare dei trasferimenti, che erano simili.”(AI 580 pag. 9)

AP 1 anche al dibattimento di primo grado ha confermato di avere “inviato

direttamente fr. 7'802,73 provento della vendita di cocaina nonché inviato per

il tramite di __________ CHF 3'250.-”. Ha ribadito che una parte dei soldi

spediti gli erano stati consegnati da __________ (verbale dib. primo grado,

pag. 9).

La PP, al dibattimento d’appello, alla presidente che ha

evidenziato come al punto B.2. dell’AA non vi sia accenno agli invii di denaro

in Svizzera, ha risposto che “la cosa è voluta in quanto lei non ha

considerato come atto di riciclaggio i due trasferimenti di denaro in Svizzera”.

Per la Pubblica accusa, le spedizioni in Svizzera di fr. 502.- del 6 marzo 2014

e di fr. 1'450.- del 17 maggio 2014 “non vanno comprese nell’imputazione”

(doc. dib. appello pag. 4).

In sede d’inchiesta, come bene si evince dagli AI 533 pag. 16-17,

AI 556 pag. 6 e AI 580 pag. 8-9, gli inquirenti hanno quantificato il denaro

riciclato ascritto a __________ in complessivi fr. 11'052,73, includendo in

questo importo i suddetti due trasferimenti money transfer avvenuti nei confini

svizzeri.

Tuttavia, visto il tenore dell’AA e la chiara indicazione della PP

al dibattimento d’appello, per entrambe queste operazioni l’imputato deve

essere assolto: il contrario costituirebbe, infatti, una violazione del

principio accusatorio.

Resta da verificare se gli invii per complessivi fr. 9'100.73

siano da qualificare come riciclaggio di denaro.

Non vi è dubbio che AP 1 era consapevole della provenienza

illecita del denaro spedito tramite agenzie money transfer all’estero, non solo

per quanto attiene a quello da lui trasferito personalmente (in cui è

pacificamente ammessa l’origine illegale), ma anche per quanto riguarda quello

consegnatogli da __________ e, poi, da lui inviato a nome di __________.

Suffragano la consapevolezza dell’imputato sull’origine illecita

del denaro consegnatogli da __________, il fatto che, quando sono iniziati

questi trasferimenti, egli era, come visto, sia a conoscenza che i suoi ospiti,

fra cui __________, trafficavano droga (da agosto 2013: AI 21 pag. 6; AI 92 pag. 3-4; verbale dib. appello pag. 4),

sia dedito egli stesso ad affari di cocaina (da ottobre 2013: cfr. consid.

2.3

).

Del resto, non ha nascosto di

avere funto da depositario presso il luogo di lavoro del denaro provento dei

traffici, anche per __________ (AI 533 pag. 3 che “spendeva tantissimi soldi

e non riusciva a controllarsi”). Indiziante è, infine, la circostanza che

l’imputato si sia avvalso dell’agenzia RIA Financial Services SA di suo

fratello __________ con sede in via ____________________ a __________ (AI 390

pag. 4, 6) e che non conoscesse i destinatari dei trasferimenti di denaro (AI

390.

pag. 4-5).

Non fa venir meno gli estremi del riciclaggio di denaro il fatto

che, a dire dell’imputato, con alcuni trasferimenti per l’estero (cfr. AI 390

pag. 3, AI 483 pag. 2: 03.03.2014, fr. 1980.78 verso Olanda; 04.03.2014, fr.

1’914.41 verso Spagna) egli abbia pagato acquisti di droga.

Questi trasferimenti

restano penalmente rilevanti in quanto l’imputato sapeva, come visto, che gli

importi provenivano da traffici di cocaina e poiché sussiste concorso reale tra

i reati di cui all’art. 19 LStup e l’art. 305bis CP.

Non è condivisa, infine,

la tesi dell’appellante secondo cui esclude il riciclaggio di denaro il fatto

che l’altro denaro trasferito all’estero è stato speso in beni di consumo.

Al riguardo, basta

ricordare che, per invalsa giurisprudenza, ogni trasferimento oltre confine di

somme provento di un crimine è, quand’anche fosse preservata la tracciabilità

del denaro, di per sé suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine di

valori patrimoniali e integra gli estremi dell’art. 305bis CP,

indipendentemente dall’uso che, all’estero, si fa della liquidità.

4.4.3

Accertato, dunque, che

l’ammontare di fr. 9'100.73, inviato, personalmente o tramite __________, da AP

1.

con trasferimenti money transfer verso l’estero proveniva dalle vendite di

cocaina e che di questa origine l’imputato era perfettamente consapevole, si

conclude che questi trasferimenti configurano il reato di cui all’art. 305bis

CP.

Non avendo, di contro, la procuratrice pubblica imputato a AP 1 come

atti di riciclaggio di denaro le due spedizioni in Svizzera per complessivi fr.

1'952.-, per entrambe queste operazioni l’imputato va prosciolto.

L’appello, su questo

punto, è quindi parzialmente accolto.

Commisurazione della

pena

5.

AP 1 ha chiesto che

la pena detentiva venga diminuita dai 3 anni e 6 mesi decretati in prima sede a

3.

anni, di cui 6 mesi da espiare e il resto sospeso condizionalmente per un

periodo di prova a discrezione della Corte.

L’insorgente giustifica tale

richiesta sostenendo che, nel giudizio impugnato, non è stata adeguatamente

commisurata la pena ai sensi dell’art. 47 CP in relazione agli aspetti

soggettivi dall’autore, alle sue condizioni personali, alla sua incensuratezza

e all’effetto che la pena avrà su di lui (inc. 17.2015.205, doc. VII, pag. 3).

La

procuratrice pubblica ha, dal canto suo, postulato, in via principale, che la

pena detentiva venga aumentata a 4 anni di detenzione (inc. 17.2015.206, doc.

II, pag. 2). In via subordinata, ha chiesto che, in caso di concessione della

sospensione parziale della pena, la parte da espiare sia di almeno 18 mesi

(verb. dib. appello pag. 5).

5.1

a. Per l’art. 47 cpv. 1

CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita

anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita.

Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata

secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,

secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti

nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la

possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la

lesione.

b. Come già l’art. 63

vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere

commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55

consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica

la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da

considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate

all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal

profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),

elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto

designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di

esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),

i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere

del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di

evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di

decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità

della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 22.06.2010

inc.6B_1092/2009,6B_67/2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà

dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della

situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni

d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare

un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre

1998.

concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale

militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag.

1745; STF 12.03.2008 inc.6B_370/2007 consid. 2.2).

c. Determinata, così,

la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden), il giudice deve

indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei

limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.

Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal

TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere

ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati

all’autore (Täterkomponenten), ovvero della sua vita anteriore

(antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale

(stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di

recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del

procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF

136.

IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 22.06.2010 inc.6B_1092/2009,

6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 19.06.2009 inc.6B_585/2008 consid.

3.

).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere

sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,

pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF del 14 ottobre 2008, inc.6B_78/2008, inc.

6B_81/2008, inc.6B_90/2008, consid. 3.2; STF del 12 marzo 2008, inc.

6B_370/2007, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza

secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il

reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3).

Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire

correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla

colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc.6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008,

consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc.6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17

aprile 2007, inc.6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti;

Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und

Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

d. Giusta

l’art. 19 cpv. 1 lett. b, c, d LStup,

è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria

chiunque, senza essere autorizzato, segnatamente acquista, importa, possiede,

detiene o aliena stupefacenti. Nei casi gravi è prevista una pena detentiva non inferiore a un anno,

cui può essere cumulata una pena pecuniaria (vigente art. 19 cpv. 2 lett. a

LStup).

L’art. 305bis CP punisce con

una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque compie un

atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o

la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono

da un crimine.

Ai sensi dell’art. 116 cpv. 1

lett. a LStr è punito con una pena detentiva sino a un anno o con una pena

pecuniaria chiunque, in Svizzera o all’estero, facilita o aiuta a preparare

l’entrata, la partenza o il soggiorno illegali di uno straniero.

Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano

adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il

giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave

aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il

massimo della pena comminata ed è in ogni modo vincolato al massimo legale del

genere di pena (Ackermann, Basler Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea

2007, ad art. 49, n. 8 e seg., pag. 908 seg.; Trechsel/Affolter-Eijsten,

Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7

e seg., pag. 282 seg.; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2. ed., Berna 2009, ad art. 49, n. 1, pag. 114;

Stoll, Commentaire romand, Code pénal I, Basilea 2009, art. 49, n. 78, pag.

506).

5.2

a. Dal profilo oggettivo

la colpa di AP 1 è qualificata, in primo luogo, dalla quantità di droga

trafficata (987 grammi netti di cocaina di cui 620 grammi venduti

personalmente). Se è vero che questo non è l’unico elemento da considerare, è

anche vero che esso non va dimenticato ritenuto come, maggiore è il

quantitativo di droga messa in circolazione, maggiore è il numero di persone la

cui salute è posta in pericolo (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc; DTF 119 IV 180;

DTF 118 IV 342 consid. 2b; STF del 21 novembre 2011, inc.6B_558/2011, consid.

3.

; STF del 13 agosto 2010, inc.6B_265/2010, consid. 2.3).

Aggrava la posizione

dell’imputato, inoltre, l’intensità del delinquere considerato che il suddetto

importante quantitativo di cocaina è stato trafficato dall’imputato in un

periodo circoscritto di soli 8 mesi. Nemmeno possono essere dimenticati i due

mesi in cui AP 1 ha agito in qualità di complice: pur se, per essi, la colpa

dell’imputato non è elevatissima, essa non va, comunque, banalizzata nella

misura in cui il supporto logistico concesso ha costituito, per l’autore

principale, un aiuto di non poco conto.

Vanno, poi, considerati, quali elementi qualificanti, dal profilo

oggettivo, la colpa di AP 1, che di formazione è contabile, i seguenti fatti:

- egli

custodiva presso il suo posto di lavoro pure il provento delle vendite di

cocaina dei correi (AI 407 pag. 2, AI 533 pag. 15, AI 599 pag. 5, 9);

-

allestiva tabelle excel per registrare costi e ricavi degli affari (AI

533.

pag. 15. cfr. come confermato IM 1 in AI 359 pag. 11 che pure lo definisce una

“persona molto precisa”);

-

metteva a disposizione la sua carta di credito per anticipare il

pagamento dei biglietti aerei di __________ verso la Spagna e verso Santo

Domingo finalizzati all’acquisto di stupefacenti (AI 407 pag. 5-7, AI 533 pag.

3-4, 8);

-

consegnava il denaro in sua custodia a chi doveva acquistare ulteriore

cocaina;

- egli

ha continuato a fornire, fino a giugno 2014, sostegno logistico agli altri

membri della banda protagonisti dello spaccio.

All’interno della banda, AP 1 è, poi, assurto a importante

spacciatore, alienando personalmente 620 grammi, ovvero ben oltre la metà dello

stupefacente trafficato.

Egli ha avuto, dunque, un ruolo

attivo di primo piano che non si limitava alla ricerca di sempre nuovi clienti,

ma si spingeva sino anche a gestire le telefonate comuni (AI 533 pag. 12: “perché

parlo italiano mentre che __________ e IM 1 parlano solo spagnolo”), a

riscuotere per conto di __________ e IM 1 i crediti

delle loro vendite di cocaina (AI 92 pag. 8) e finanche a eseguire consegne

dello stupefacente per conto dei correi (AI 533 pag. 4, 13).

Egli ha, poi, dimostrato di essere ben inserito nel mondo della droga,

non solo contribuendo a confezionare la sostanza per la vendita

(taglio/involucri: AI 359 pag. 11, AI 406 pag. 9), ma finanche espletando le

incombenze di altri, dando continuità allo spaccio di cocaina sostituendosi a __________,

quando questi era assente, accogliendo e remunerando chi dall’estero arrivava

in Svizzera con la fornitura di stupefacente (AI 407 pag. 3) e recandosi,

finanche, a Zurigo per organizzare una nuova consegna di droga (AI 390 pag.

8-10).

Egli ha, inoltre, conseguito un profitto di tutto rispetto che gli

permetteva di inviare migliaia di franchi all’estero, mantenendo per sé una

notevole liquidità (fr. 7'820.- quelli sequestratigli in ufficio, fr. 1'120

quelli nella sua abitazione e fr. 600.- più euro 100.- quelli sulla sua

persona).

Oggettivamente di media

gravità è la colpa dell’imputato per il reato di riciclaggio compiuto in

Svizzera: se l’importo di complessivamente riciclato (fr. 9’100,73) non è

altissimo, pesano sulla colpa il numero di invii eseguiti (otto), personalmente

o tramite terzi.

Infine, sempre dal profilo

oggettivo, contribuisce ad aggravare la colpa di AP 1 l’aver ospitato per mesi

diversi cittadini dominicani nel proprio appartamento, pur sapendo che erano

sprovvisti del necessario permesso per risiedere in Svizzera e permettendo

loro, come visto, di delinquere indisturbati.

b. Dal profilo

soggettivo, va differenziato, secondo costante giurisprudenza del Tribunale

federale (DTF 122 IV 299 consid. 2b; STF del 2 luglio 2010, inc. 6.B_390/2010,

consid. 1.1; STF del 10 maggio 2010, inc.6B_10/2010, consid. 2.1; STF del 17

aprile 2002, inc.6S.21/2002, consid. 2c), il caso dell’autore tossicomane che

agisce per finanziare il proprio consumo da quello di colui che traffica

unicamente per motivi di lucro. AP 1 non è un consumatore di stupefacenti: egli

si è, quindi, dedicato al traffico di cocaina per denaro e non per garantirsi

il fabbisogno di droga. Ha spacciato al solo scopo di migliorare la propria

situazione economica e quella dei suoi familiari e conoscenti (cfr., peraltro,

verb. dib. d’appello, pag. 3-4).

Sempre dal profilo soggettivo,

non può sfuggire l’energia profusa dall’imputato per l’espletamento delle

numerose mansioni che ha ricoperto volte a ottimizzare senza soluzione di

continuità i traffici di stupefacente della banda.

c. A fronte di simili

circostanze, la colpa dell’imputato per la violazione della LStup risulta

essere piuttosto importante mentre quella per il riciclaggio di denaro e in

relazione alla LStr tendenzialmente di media gravità.

Ciò premesso, tenendo

conto a mero titolo indicativo di precedenti giudizi di questa Corte (sentenza

CARP del 15 gennaio 2014 in inc. 17.2013.97+115: pena detentiva di 3 anni e

nove mesi per la vendita (910 gr.) di cocaina, per riciclaggio di fr. 14'365.86

e per infrazione alla LStr (soggiorno illegale in Svizzera dell’autore);

sentenza CARP del 27 giugno 2011 in inc. 17.2011.30+31: pena detentiva di 3

anni e 6 mesi per vendita (955,60 gr.) e detenzione (gr. 104,40) di cocaina

nonché per riciclaggio di fr. 2'827,18), nonché alla luce del quadro edittale e

del concorso tra i reati, appare adeguata una

pena detentiva ipotetica di 3 anni e 6 mesi.

d. La pena di 3 anni e 6

mesi corrispondente alla colpa complessiva dell’autore per i reati di cui

risponde deve, poi, essere ponderata in funzione dei fattori legati alla sua

persona.

In questo ambito, pesa sensibilmente a carico di AP 1 l’avere

delinquito malgrado avesse gli strumenti per condurre una vita onesta. Nulla

gli impediva di conformarsi alle regole del vivere civile: frequentate le

scuole in Ticino sin dalle elementari, egli è diventato contabile cantonale e

in questa veste ha lavorato presso la __________ dal 2009 ad aprile del 2015

percependo uno stipendio mensile giunto a fr. 3'800.- netti. Aveva, pertanto,

un lavoro più che dignitoso e ben remunerato, con concrete prospettive di

carriera dal momento che frequentava il corso per diventare contabile federale.

Lo stipendio percepito,

unitamente agli assegni familiari, avrebbe permesso a lui e alla sua famiglia

di vivere onestamente. Ciononostante, ha preferito inseguire facili guadagni,

non esitando, per questo, a mettere in pericolo la vita e/o la salute di

parecchie persone.

Contrariamente alla tesi difensiva, AP 1 non può appellarsi

all’incensuratezza invocandone un effetto attenuante poiché il TF ha, più

volte, ricordato che tale fattore ha, nell’ambito della commisurazione della

pena, un effetto neutro (DTF 136 IV 1 consid. 2.6).

Neppure può pretendere sconti di pena in forza del suo

comportamento processuale, poiché durante buona parte dell’inchiesta ha cercato

di sminuire il suo coinvolgimento nei fatti oggetto del procedimento (AI 31

all. 1 pag. 5, AI 92 pag. 7, AI 483 pag. 7), giungendo a parziali ammissioni –

alquanto limitate per rapporto alle sue effettive responsabilità e mai (se non

forse in un’occasione) spontanee – in quanto confrontato con risultanze istruttorie

inequivocabili. Questa Corte ha, tuttavia, considerato a suo favore che, sul

finire dell’istruttoria e dinanzi ai giudici di merito, l’imputato ha ammesso

di avere trafficato il quantitativo di cocaina ascrittogli dalla Pubblica

accusa.

In questo ambito, neppure aiuta AP 1 il fatto che, come ricordato

pure dai primi giudici, egli ha manipolato una e-mail del suo difensore che ha,

poi, consegnato al suo datore di lavoro (__________) per fargli credere,

contrariamente al vero, che il procedimento penale si era concluso con il suo

proscioglimento (doc. TPC 8).

A suo favore va, invece, considerato il fatto che, dopo avere

perso il lavoro da __________, egli è riuscito a reperirne un altro in cui

sembra avere dato buona prova di sé e in cui sembra avere rinnovate possibilità

di carriera. Altrettanto positivo é il fatto che egli ha ripreso gli studi e

che, in questo periodo, è riuscito a far fronte a tutti i debiti che aveva

contratto. Si tratta di elementi certamente positivi che vanno ad annullare

l’effetto sensibilmente aggravante della prima circostanza ricordata.

Venendo, infine, al

criterio della particolare sensibilità alla pena/effetto che la pena avrà sul

suo futuro, il Tribunale federale ha già avuto modo di affermare che essa va

riconosciuta solo in caso di circostanze straordinarie (“aussergewöhnlichen

Umständen”), ritenuto come lespiazione della pena detentiva implichi per

sua natura pregiudizi in ambito professionale e familiare a discapito del

condannato che la deve scontare (STF 6B_846/2015 del 31 marzo 2016 consid.

2.2.1

; STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6; STF 6B_605/2013 del 13

gennaio 2014 consid. 2.4.3; STF 6B_499/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 1.4.).

In concreto, tale criterio

ha un peso nullo per quanto attiene alle conseguenze sul condannato in ambito

familiare, ritenuto che la residuale espiazione avverrebbe in questo Cantone,

dove già vive sua madre, suo fratello, nonché la precedente e l’attuale

compagna con figli.

Pure trascurabili

sarebbero le conseguenze dell’esecuzione della detenzione sul percorso

formativo dell’imputato, considerato che il carcere non gli precluderebbe di

proseguire ed approfondire la sua formazione di esperto contabile.

Discorso

a sé stante merita il rischio di perdita dell’attuale posto di lavoro che

potrebbe derivare dall’espiazione della pena detentiva. Un eventuale

licenziamento può, infatti, costituire circostanza eccezionale dal profilo

della sensibilità alla pena (STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid.

2.

).

L’imputato

lavora da ottobre 2015 presso la __________, attiva nella moda e che si occupa

dell’amministrazione di vari brand, dove segue, pure, una formazione per

diventare manager della tesoreria.

Tuttavia, per giurisprudenza costante, questo criterio di

prevenzione speciale permette soltanto correzioni marginali, ritenuto come la

pena debba sempre e comunque rimanere commisurata all’entità della colpa (STF

del 14 ottobre 2008, inc.6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008, consid. 3.2.; STF

del 12 marzo 2008, inc.6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc.

6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth,

Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna

2006, § 6, n. 72, pag. 205). Ciò non sarebbe il caso, in concreto, per

una pena detentiva di 3 anni (cioè, del massimo oltre il quale una sospensione

condizionale parziale non sarebbe più possibile).

Ciò detto, si aggiunge che l’operazione postulata dalla Difesa non

è ipotizzabile già soltanto perché l’obiettivo per cui la giurisprudenza ha

sviluppato tale criterio non sarebbe, in concreto, raggiunto nemmeno con una

simile – eccessiva – compressione della pena in quanto, vista l’entità della

colpa di AP 1, la parte da scontare non avrebbe potuto essere inferiore ai 18

mesi (DTF 134 IV 1, consid. 5.6; STF 6B_298/2015 del 17 marzo 2016, consid.

3.1

; STF 6B_716/2012 del 21 febbraio 2013, consid. 4; STF

6B_705/2010 del 2 dicembre 2010, consid. 5.1): il condannato avrebbe,

comunque, dovuto tornare in carcere con le prevedibili conseguenze sul piano

professionale.

In una ponderazione

complessiva, dunque, questa Corte conferma la condanna di AP 1 alla pena

detentiva complessiva di 3 anni e 6 mesi.

6.

Trattasi, infine, di

pena da espiare, non essendo realizzati, già solo per la sua entità, i

presupposti degli art. 42 e 43 CP.

Tassazione della nota d’onorario

7.

a. Per le

sue prestazioni in sede d’appello, il difensore d’ufficio dell’imputato - avv. DI

1.

- ha prodotto la nota d’onorario 8 aprile 2016 che espone complessivi fr.

5'791.80, di cui fr. 5'440.- di onorario e fr. 351.80.- di spese (cfr.

doc. dib. appello 1, CARP 17.2015.206).

b. Si

premette che il tempo complessivo esposto di 30 ore di lavoro a fr. 180.-/ora

corrisponde a fr. 5'400.- e non a fr. 5'440.- come erroneamente indicato nella

suddetta nota professionale.

Ciò detto, appaiono

adeguate 26 ore a fr. 180.- l’una, con conseguente approvazione dell’onorario

per fr. 4'680.-. La decurtazione è data dal fatto che sono approvate solo 4

delle 8 ore stimate relative al dibattimento d’appello ed alla trasferta A/R.

Approvate integralmente

così come esposte sono, invece, le spese di cancelleria e quelle di trasferta,

per complessivi fr. 351,80.-.

L’avv. DI 1

è esente dal pagamento dell’IVA.

La nota professionale del difensore è, pertanto, approvata per complessivi fr.

5’031.80 e anticipata dallo Stato.

Giusta l’art. 135 cpv. 4

CPP, non appena le sue condizioni economiche glielo permettono, l’imputato condannato

a pagare le spese procedurali è tenuto a rimborsare allo Stato 9/10 della

retribuzione del patrocinatore (lett. a) ed a versare al difensore la

differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale.

Sulla tassa di

giustizia e sulle spese

8.

Visto l’esito

dell’appello, si conferma l’attribuzione degli oneri processuali a carico di AP

1.

così come previsto al dispositivo 7. della sentenza impugnata.

Gli oneri processuali del

presente giudizio seguono la soccombenza e vanno posti per l’appello di AP 1 a

suo carico nella misura di 9/10 mentre per 1/10 a carico della Stato e per

l’appello della procuratrice pubblica interamente a carico dello Stato (art.

428.

cpv. 1 CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 6, 10, 77, 80, 81, 84, 139, 348

e segg., 379 e segg., 398 e segg., 425 e 426 CPP;

40, 47, 51, 305 bis CP;

19 LStup;

116 LStr;

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG,

rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio

e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1. a. L’appello di AP 1 è

parzialmente accolto.

1.

b. L’appello della procuratrice pubblica è parzialmente accolto.

Di

conseguenza, ricordato che, in assenza di impugnazione, i punti n. 1.3., 2.,

4., 5.2., 5.3., 6. e 8. del dispositivo della sentenza impugnata sono passati

in giudicato,

1.1. AP

1 è dichiarato autore colpevole, oltre che di ripetuta incitazione

all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale, di:

1.1.1. infrazione aggravata

alla LStup per avere, tra agosto 2013 e il 6 giugno 2014, a Rivera, Lugano,

Zurigo, in Spagna e in altre imprecisate località del Canton Ticino, dapprima

(da agosto 2013) quale complice di __________ e __________ e, in seguito (da

ottobre 2013) in correità con terzi (oltre ai primi due, IM 1 e terzi perseguiti

separatamente), agendo in banda, secondo accordi e con ruoli e modalità

prestabiliti, trafficando per mestiere, ripetutamente acquistato, importato,

posseduto, detenuto, preparato e alienato un quantitativo imprecisato di

cocaina, valutato in 987 grammi netti, vendendone personalmente 620 grammi

netti;

1.1.2. riciclaggio di

denaro per avere, nel corso dell’anno 2013 fino al 6 giugno 2014, a Rivera,

Lugano e in altre imprecisate località della Svizzera, in 8 occasioni, mediante

società che si occupano di trasferimento di denaro, inviato in favore di

conoscenti e di trafficanti di stupefacenti in Spagna, Olanda e Repubblica

Dominicana, sia personalmente sia per il tramite di terze persone, un importo

complessivo di CHF 9'100.73, sapendo che il denaro era stato ottenuto mediante

infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti;

1.2. AP 1 è prosciolto

dall’imputazione di riciclaggio di denaro per avere inviato, personalmente o

tramite terze persone, tramite agenzie money transfer, in due occasioni (06.03.2014

e 17.05.2014), complessivi fr. 1'952.- all’interno dei confini elvetici.

1.3. AP 1 è condannato alla

pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo

sofferto.

1.4. La tassa di giustizia

di fr. 2'000.- e i disborsi relativi al procedimento di prima sede rimangono a

carico di AP 1 così come definito nel dispositivo n. 7. della sentenza

impugnata.

2.

2.1. La nota professionale

8 aprile 2016 dell’avvocato DI 1 è approvata per:

- onorario fr. 4’680.-

- spese fr.

351,80

Totale fr.

5’013,80

ed è anticipata dallo Stato.

2.2. In

caso di ritorno a miglior fortuna AP 1 sarà chiamato a rimborsare allo Stato

9/10 dell’importo anticipato per la sua difesa

d’ufficio.

2.3. La

richiesta di pagamento deve essere inviata, da parte del patrocinatore,

all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della

giustizia, Via Naravazz 1, 6808 Torricella-Taverne, allegando l’originale del

presente dispositivo.

2.4. Contro questa

decisione di tassazione è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al

Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.

3. Gli oneri

processuali dell’appello di AP 1, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 800.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'000.-

sono posti nella misura di 9/10 a carico dell’imputato e per il

restante 1/10 a carico dello Stato.

4. Gli oneri

processuali dell'appello della procuratrice pubblica, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 800.–

- altri disborsi fr. 200.–

fr. 1'000.–

sono interamente posti a carico dello Stato.

5. Intimazione a:

6. Comunicazione a:

- Corte

delle assise criminali, 6901 Lugano

- Comando della

Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

- Ministero

pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio del

Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Sezione della popolazione, Ufficio della

migrazione,

6501 Bellinzona

- Dipartimento

sanità e socialità, 6501 Bellinzona

- Ministero

Pubblico della Confederazione, 3003 Berna

- Ufficio

centrale svizzero di Polizia, Sezione stupefacenti,

3003 Berna

- Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di

denaro

(MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.