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Decisione

17.2015.207

Reclamo conto la decisione del PP di non commutare la pena pecuniaria in un lavoro di pubblica utilità

17 marzo 2016Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti per convertire le pene pecuniarie in lavoro di pubblica utilità.

Il magistrato inquirente ha, però, ritenuto comunque giustificato ridurre

l’ammontare dell’aliquota inflitta a IS 1 con il DAC 125/2015 da fr. 60.- a fr.

30.- (per complessivi fr. 4'500.-) e concedere la proroga del termine di

pagamento per 24 mesi (DIS.2015.42);

- con

scritto 4 novembre 2015, IS 1 ha chiesto di rivedere l’ammontare delle aliquote

a suo carico o di sospendere momentaneamente il pagamento delle rate poiché,

essendo nel frattempo diventato padre (il figlio è nato il 2 settembre 2015) e

dovendo versare alla madre un contributo di mantenimento, non è in grado di far

fronte a tutte le spese (I);

- con

scritto 16 febbraio 2016 questa Corte ha chiesto a IS 1 di produrre la documentazione

attestante il reddito da egli percepito (sia attualmente che al momento

dell’emanazione dei decreti d’accusa a suo carico) e la convenzione per

l’obbligo di mantenimento del figlio sottoscritta e approvata dall’Autorità di

protezione;

- il 18 febbraio 2016 il

reclamante ha inviato a questa Corte la seguente documentazione:

·

riconoscimento di debito del 7 ottobre 2015 nei confronti di __________

per l’importo di fr. 10'000.-, rimborsabili in rate mensili di fr, 200.-;

·

estratti conto UBS per i periodi 01.02 – 14.02.2016 / 01.01. –

31.01.2016 / 01.01. – 31.01.2015 e 01.04. – 30.04.2015;

·

convenzione per l’obbligo di mantenimento sottoscritta dalle

parti il 25.01.2016 e approvata dall’ARP il 28.01.2016;

·

dichiarazione d’imposta delle persone fisiche 2014.

Egli ha, inoltre, precisato che le entrate provenienti dalla sua

attività indipendente e deducibili dai documenti bancari sono entrate lorde e “vanno

quindi dedotte ancora le spese quali acquisto materiale, nafta, veicoli,

collaboratori, ecc.” (IV).

Considerandi

in diritto che: - nei casi in cui il

procedimento penale si conclude con un DA, competente per emanare le decisioni

indipendenti successive è il ministero pubblico (art. 363 cpv. 2 CPP);

- contro la decisione del

procuratore pubblico l'interessato può presentare opposizione ex art. 354 CPP

(Messaggio del 21 dicembre 2005 concernente l'unificazione del diritto

processuale penale, pag. 1201; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung,

Praxiskommentar, 2a edizione, Zurigo/San Gallo 2013, n. 4 ad art. 363, pag. 714

e n. 5 ad art. 365, pag. 718; Schmid, Handbuch des Schweizerischen

Strafprozessrechts, Zurigo/San Gallo 2009, § 86, n. 1395, pag. 638; Perrin in:

Kuhn/Jeanneret (curatori), Commentaire Romand, Code de procédure penale suisse,

Basilea 2011, n. 20 ad art. 363, pag. 1627; Schwarzenegger in:

Donatsch/Hansjakob/Lieber (curatori), Kommentar zur Schweizerischen

Strafprozessordnung, 2a edizione, Zurigo/Basilea/Ginevra 2014, n. 6 ad art.

363, pag. 2131);

- avverso la decisione su

opposizione del Ministero pubblico è dato direttamente reclamo ex art. 393

segg. CPP (Schmid, Praxiskommentar, op. cit., n. 5 ad art. 365, pag. 718; Heer

in: Niggli/Heer/Wiprächtiger (curatori), Basler Kommentar, Schweizerische

Strafprozessordnung, 2a edizione, Basilea 2014, n. 9 segg. ad art. 365, pag.

2810; DTF 141 IV 396,

consid. 3 e 4) a questa Corte;

- lo scritto 4 novembre 2015

può essere trattato (e compreso) unicamente quale reclamo ex art. 393 segg. CPP

contro la decisione indipendente successiva del procuratore pubblico di

commutare le pene pecuniarie e la multa in pena detentiva, a fronte della

richiesta del ricorrente di sostituire le stesse con un lavoro di pubblica

utilità;

- giusta l’art. 36 cpv 3 CP,

se il condannato non può pagare la pena pecuniaria perché, senza sua colpa, le

condizioni determinanti per la commisurazione dell’aliquota giornaliera si sono

notevolmente deteriorate dopo la sentenza, egli può chiedere al giudice la

sospensione dell’esecuzione della pena detentiva sostitutiva e proporre in sua

vece: la proroga del termine di pagamento per ventiquattro mesi al massimo

(lett. a), la riduzione dell’importo dell’aliquota giornaliera (lett. b) oppure

l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità (lett. c);

- con il suo reclamo IS 1

non pretende che, dopo l’emanazione dei decreti d’accusa e della decisione

indipendente successiva del PP, il suo reddito sia diminuito ma si limita a

sostenere che, a partire dal mese di settembre 2015, le sue spese mensili sono

aumentate a causa della nascita del figlio, per il quale si è impegnato a

versare alla madre fr. 200.- mensili a titolo di contributo di mantenimento

(cfr. Convenzione per l’obbligo di mantenimento prodotta il 18.02.2016);

- ciò che si tratta di

stabilire è se a causa di questa nuova spesa mensile la condizione finanziaria

di IS 1 si è deteriorata al punto di giustificare un’ulteriore riduzione

dell’ammontare delle aliquote a suo carico. Nonostante il reclamante non abbia

fornito elementi sufficienti a definire con precisione la sua attuale e passata

situazione di reddito, la convenzione approvata dall’ ARP dimostra, in modo

incontrovertibile, che gli oneri cui egli deve far fronte sono aumentati in

maniera per lui importante rispetto al momento in cui è stato determinato

l’ammontare dell’aliquota giornaliera. Pertanto, questa Corte ritiene

giustificato, in un ragionamento ex aequo et bono, ridurre l’ammontare delle

aliquote a suo carico da fr. 30.- a fr. 20.-;

- ne

deriva che l’importo complessivo da pagare da parte del reclamante ammonta a

fr. 4'800.- (1'800.- + 3'000.-) e che tale importo potrà essere pagato, così

come già disposto dal PP, in 24 mensilità;

- si

prescinde, anche in questa sede, dal prelievo di tasse e spese;

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 36 cpv. 1 e cpv. 3 CP

363

segg. e 393 segg. CPP

10

e 12 LEPEM;

dichiara e pronuncia:

1. Il reclamo è accolto

ai sensi dei considerandi.

Di conseguenza:

1.1. l’ammontare delle

aliquote giornaliere delle pene pecuniarie inflitte ad IS 1 con il DA 209/2015

del 20 gennaio 2015 e il DAC 125/2015 del 20 aprile 2015 è ridotto da fr. 30.-

a fr. 20.-.

1.2. L’importo complessivo

delle aliquote giornaliere di fr. 4'800.- (DA 209/2015 e DAC 125/2015) potrà

essere versato in 24 mensilità.

1.3. In caso di mancato

pagamento, le pene pecuniarie saranno sostituite con una pena detentiva di 240

giorni.

2. Non si prelevano

tasse di giustizia o spese.

3. Intimazione a:

4. Comunicazione a:

- Ufficio

dell’incasso e delle pene alternative, Via Naravazz 1,

6808

Torricella

- Ufficio del

Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

- Ufficio

assistenza riabilitativa, ufficio del Patronato,

Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

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Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

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Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.