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Decisione

17.2016.178

Istanza di revisione accolta. La decisione contraddice in modo intollerabile una decisione successiva. Legge federale sugli stranieri

8 novembre 2016Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato

previsto: dall’art. 115 cpv. 1 lett. b LStr”,

imputazione

poi mutata al dibattimento – su proposta del presidente e d’accordo le parti –

in contravvenzione alla Legge federale sugli stranieri ai sensi dell’art. 120

LStr.

In

esito al dibattimento, con sentenza del 28 giugno 2016 la Corte delle assise

criminali ha prosciolto __________ da ogni accusa. Anche questa decisione è

passata in giudicato.

C. Con l’istanza di

revisione del 14 settembre 2016 IS 1 postula l’annullamento del decreto

d’accusa n. 2123/2016 sulla base dell’art. 410 cpv. 1 lett. b CPP. Chiede,

inoltre, che lo Stato abbia a rifonderle fr. 1'400.–, di cui fr. 600.– a titolo

di indennità per le spese sostenute nella procedura di revisione e fr. 800.–

per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti nella

procedura “di prima istanza”.

Dal

canto suo, il procuratore pubblico si è rimesso alla decisione della Corte,

rinunciando a formulare osservazioni (CARP III).

Considerandi

in diritto: 1. Giusta l’art. 410

cpv. 1 lett. b CPP chi è aggravato da un decreto d’accusa passato in giudicato

può chiederne la revisione se la decisione contraddice in modo intollerabile

una decisione penale successiva concernente gli stessi fatti.

a)

Il motivo di revisione dell’art. 410 cpv. 1 lett. b CPP ha carattere

assoluto. L’accoglimento dell’istanza comporta l’annullamento della sentenza

impugnata, senza esame del merito da parte dell’autorità di revisione, che deve

accertare unicamente l’esistenza di un’intollerabile contraddittorietà tra le

due decisioni (Heer, in Basler Kommentar, StPO, n. 88 ad art. 410 CPP;

Fingerhut, in Kommentar der schweizerischen Strafprozessordnung, 2a ed., n. 63

ad art. 410 CPP; Schmid, Praxiskommentar, 2a ed., n. 15 ad art.

410; STF 6B_980/2015 del 13 giugno 2016 consid. 1.4; sentenze CARP inc.

17.2014.64

del 3 novembre 2014 consid. 2c; 17.2012.91 del 6 novembre 2011

consid. 3c).

b) La revisione è da

ammettere in presenza di una contraddizione

evidente e intollerabile tra la fattispecie ritenuta per la decisione di cui è

chiesta la revisione e quella alla base della decisione resa posteriormente

(Rémy, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse,

Basilea 2011, n. 11 ad art. 410 CPP; Heer, op. cit., n. 89 ad art. 410

CPP; Schmid, Praxiskommentar, n. 15 ad. art. 410 CPP;

Mini, Commentario CPP, n. 9 ad art. 410). La contraddizione deve riguardare

unicamente i fatti: una contraddizione nell’applicazione del diritto, così come

una successiva modifica della giurisprudenza, non danno luogo a revisione

(Messaggio CPP del 21 dicembre 2005, pag. 1222; Rémy, in op. cit., n. 11ad art.

410.

CPP; Heer, in op. cit., n. 92 ad art. 410 CPP; Schmid, Praxiskommentar,

n. 16 ad art. 410; Mini, in op. cit., n. 9 ad art. 410;

Moreillon/Parein-Reymond, CPP Petit comentaire, 2a ed., Basilea 2016, n. 25 ad

art. 410 CPP).

Il motivo di revisione dell’art. 410 cpv. 1 lett. b CPP trova

dunque applicazione laddove più procedure, condotte separatamente e a carico di

persone diverse, ma concernenti gli stessi fatti, si concludono, per effetto di

un diverso apprezzamento della situazione di fatto, con dei giudizi

contraddittori (Heer, in op. cit, n. 89 ad art. 410 CPP; Schmid, Handbuch des

schweizerischen Strafprozessrecht, 2a ed., Zurigo/San Gallo 2013, n. 1598,

pag. 717). La revisione della sentenza penale deve, dunque, essere ammessa

quando, per gli stessi fatti, uno dei partecipanti all’azione penale viene

giudicato colpevole e, in seguito, con giudizio separato, un altro partecipante

viene assolto poiché gli elementi costitutivi oggettivi del reato non sono

adempiuti o provati (Heer, in op. cit., n. 90 ad art. 410; Schmid, Handbuch, n.

1598, pag. 717). Lo stesso dicasi nel caso in cui, dopo la condanna di un

autore di un furto, in un successivo processo contro il ricettatore, il

tribunale giunge alla conclusione che il furto (“Vortat”) non è provato

(Schmid, Handbuch, nota 407 ad. N. 1598, pag. 717).

Non è necessario perciò che, oltre agli stessi fatti debbano

applicarsi le stesse norme penali (Schmid, Handbuch, n. 1598, pag. 717), così

come poco importa che il secondo giudizio sia di condanna o di proscioglimento

(Heer, in op. cit., n. 88 ad art. 410 CPP).

c) La revisione non può,

invece, essere ammessa quando la medesima fattispecie viene giudicata

diversamente unicamente dal punto di vista soggettivo e delle caratteristiche

personali dell’autore, quali ad esempio l’intenzione, la negligenza, la

mancanza di scrupoli, l’imputabilità (Heer, in op. cit., n. 93 ad art. 410; Schmid, Praxiskommentar, n. 16 ad. art. 410; Schmid, Handbuch,

n. 1599, pag. 717; sentenze CARP inc. 17.2014.64 del 3 novembre 2014 consid.

2c; 17.2012.91 del 6 novembre 2011 consid. 3c).

d) La nozione di “decisione

penale successiva concernente gli stessi fatti” (“décision pénale rendue

postérieurement sur les mêmes faits”; “… mit einem späteren Strafentscheid, der

den gleichen Sachverhalt betrifft”) dell’art. 410 cpv. 1 lett. b CPP non è

ulteriormente specificata nella legge: in dottrina di lingua tedesca si parla

di decisione su un identico “Lebensvorgang” (Schmid, Handbuch, n. 1598,

pag. 717) o “Lebenssachverhalt” (Schmid, Praxiskommentar, n. 15 ad art.

410.

CPP, ossia di identica situazione di fatto, o ancora di “sachverhaltsmässig

konnex Urteil” (Heer, in op. cit., n. 87 ad art. 410 CPP), allorché la

terminologia in uso nella Svizzera latina non si discosta dal testo di legge: “mêmes

faits”, “stessi fatti” (Moreillon/Parein-Reymond, op. cit., n. 24 ad

art. 410 CPP; Rémy, in op. cit., n. 11 ad art. 410 CPP).

In una recente sentenza, il Tribunale federale ha parlato di

divergente apprezzamento dell’ “Anklagesachverhalt” (STF 6B_980/2015 del

13.

giugno 2016 consid. 1.5.2), ossia di un diverso apprezzamento delle

circostanze fattuali oggetto dell’imputazione.

2.

In concreto, il

Ministero pubblico (nei confronti di IS 1) e la Corte delle assise criminali

(nei confronti di __________) si sono occupati dello stesso fatto (o complesso

di fatti) nel senso di quanto appena detto: il soggiorno, o i soggiorni, dello straniero

__________ nell’appartamento di Bellinzona, ove vive la sua compagna __________

in coabitazione con la figlia IS 1 che ne è conduttrice, a partire dal 2013 e

fino al 24 settembre 2015.

a) Sul piano della

sussunzione, il Ministero pubblico ha trattato la fattispecie fattuale

nell’ottica dell’infrazione di “incitazione all’entrata, alla partenza o al

soggiorno illegale” (art. 116 cpv. 1 lett. a LStr); la Corte delle assise

criminali, invece, in quella di una contravvenzione alla LStr (art. 120 LStr).

Come visto, contrariamente

all’esigenza dell’identità fattuale, la sussunzione sotto fattispecie penali

diverse non ha rilevanza per ammettere una revisione ai sensi dell’art. 410

cpv. 1 lett. b CPP, così come non ne ha la circostanza che la decisione

posteriore ha visto concretamente l’imputato prosciolto (sopra, consid. 1b).

b) IS 1 è stata

condannata per complicità (art. 25 CP) in “incitazione all’entrata, alla

partenza o al soggiorno illegale”, infrazione per la quale è comminata la

pena detentiva sino a un anno o la pena pecuniaria (art. 116 cpv.1 lett. a

LStr). Ella è stata ritenuta complice della madre per aver consentito

tacitamente che quest’ultima facesse alloggiare nell’appartamento di cui la

figlia era conduttrice il di lei amico __________, “seppur conscia del fatto

che lui fosse sprovvisto del necessario permesso di soggiorno”.

c) __________ era

imputato (tra l’altro) di “soggiorno illegale” ai sensi dell’art. 115

cpv. 1 lett. b LStr, norma che commina la pena detentiva fino a un anno o con

una pena pecuniaria a “chiunque soggiorna illegalmente in Svizzera,

segnatamente dopo la scadenza della durata del soggiorno non sottostante a

permesso o del soggiorno autorizzato”.

All’inizio del dibattimento, la Corte delle assise criminali ha

prospettato alle parti, giusta l’art. 344 CPP, la derubricazione del delitto

dell’art. 115 cpv. 1 lett. b LStr in contravvenzione secondo l’art. 120 cpv. 1

LStr. La nuova imputazione riguarda un’infrazione minore legata, in

particolare, all’obbligo di notifica di alcune situazioni. L’imputato,

ovviamente, non si è opposto alla derubricazione.

Il procuratore pubblico ha fatto altrettanto, cosicché la Corte si

è limitata all’esame della contravvenzione (art. 120 LStr), pervenendo alla

conclusione che __________ andava prosciolto per le seguenti ragioni:

“Per

quanto attiene al soggiorno illegale, rileva che __________ è un cittadino

francese a beneficio degli accordi bilaterali e non necessita di particolari

documenti, oltre al passaporto, per circolare in Svizzera. L’art. 9 OASA

(soggiorno senza autorizzazione) prevede che per un soggiorno non superiore a 3

mesi senza attività lucrativa lo straniero non necessita né di un premesso né

di notificarsi. La figlia di __________ ha riferito che __________ si recava in

Ticino in modo irregolare, avendo egli un’attività calcistica in Belgio. IS 1

stessa ha riferito che egli era residente presso di lei in maniera stabile solo

negli ultimi 2/3 mesi prima del suo arresto. La sua presenza in Ticino non era

quindi fissa e non vi è nulla che provi che __________ abbia soggiornato in

Svizzera per un periodo superiore a 2 mesi, anzi le dichiarazioni di IS 1 e __________

permettono di considerare provato proprio il contrario.

Non vi è

quindi spazio neppure per l’applicazione dell’art. 120 LStr, motivo per cui

l’imputato deve essere prosciolto anche da questa imputazione”

(sentenza

della Corte delle assise criminali inc. 72.2016.81 del 28 giugno 2010, pag. 14,

doc. B annesso all’istanza di revisione).

d) La Corte delle assise

criminali ha quindi apprezzato il contesto fattuale in modo del tutto

divergente dall’approccio del procuratore pubblico. Ha dapprima modificato

imputazione e derubricato il delitto in contravvenzione e, in seguito, ha

prosciolto __________ da ogni accusa, ritenendo provata l’insussistenza in capo

a quest’ultimo della benché minima violazione della LStr, dato che per i suoi

soggiorni a Bellinzona egli non necessitava di alcun permesso: esattamente

l’opposto di quanto ritenuto dal procuratore pubblico nei confronti di IS 1.

e) Che vi sia

contraddizione intollerabile tra i due giudizi si appalesa d’acchito e non può

ragionevolmente essere messo in discussione. La contraddizione urta in modo

inammissibile il sentimento di giustizia, se solo si pensa che ad IS 1 era

imputata una complicità con la madre per tacitamente averle consentito di

ospitare __________ “seppur conscia del fatto che lui fosse sprovvisto del

necessario permesso”, allorquando nel successivo giudizio è scaturito che

allo stesso __________ non può essere rimproverato di aver violato obblighi

legati ad un permesso, che nemmeno necessitava. La contraddizione è tanto più

intollerabile con riguardo agli effetti. __________ ne è uscito prosciolto e

indennizzato, mentre che IS 1 ne è uscita colpevole e condannata a una pena

pecuniaria, ancorché sospesa, e a una multa da pagare unitamente alle spese

giudiziarie, rimanendo macchiata da una condanna per dei fatti posteriormente

sconfessati.

Ne segue che l’istanza di revisione merita accoglimento. Il

decreto d’accusa n. 2123/2016 del 2 maggio 2015 dev’essere pertanto annullato e

IS 1 mandata prosciolta.

3.

Per l’art. 436 cpv.

4.

CPP (prima frase) l’imputato assolto o punito meno severamente a seguito di

una revisione ha diritto a una congrua indennità per le spese sostenute nella

procedura di revisione. L’art. 436 cpv. 1 CPP rinvia, per il rimanente,

all’art. 429 cpv.1 lett. a CPP.

IS

1.

chiede che le siano rifuse le spese di patrocinio sostenute nella procedura

davanti al Ministero pubblico, ove era già assistita dall’avv. PA 1 (fr.

800.

–), così come le spese derivanti dall’istanza di revisione (fr. 600.–).

La

richiesta va protetta, ritenuto che le spese indicate appaiono congruamente

commisurate alle necessità di patrocinio e all’operato effettivamente svolto

dall’avv. PA 1, intervenuta a partire dal giorno successivo al primo

interrogatorio, avvenuto il 24 settembre 2015 (senza assistenza legale e a

seguito di mandato di accompagnamento coattivo).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21 cpv. 1 lett.

b, 410 cpv. 1 lett. b segg. CPP,

nonché,

sulle spese e indennità gli art. 428 e 436 cpv.4 CPP e la LTG rispettivamente

il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza

giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1. L’istanza di

revisione è accolta.

Di conseguenza il decreto di accusa 2123/2016 del 2 maggio 2016 è

annullato e IS 1 è prosciolta dall’accusa di complicità in incitazione

all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale.

2. Gli oneri processuali,

consistenti in:

tassa di giustizia fr. 500.-

spese complessive fr. 200.-

fr. 700.-

sono posti a carico dello Stato che rifonderà a IS 1 fr. 1’400.– a

titolo di indennità (art. 436 cpv. 4 CPP).

3. Intimazione a:

4. Comunicazione a:

- Divisione

della giustizia, 6501 Bellinzona

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato,

entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione

a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il

ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso

sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi

previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.