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Decisione

17.2016.237

L'accertamento di un improvviso e imprevebile colpo di sonno del conducente al momento dei fatti, causato dalla sindrome da apnea notturna, comporta il proscioglimento dall'infrazione di perdita di pa

14 aprile 2017Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

I. AP 1 ha appellato

anche questa nuova sentenza chiedendo il proprio integrale proscioglimento

Rinunciando all’inoltro di

istanze probatorie, egli ha chiesto la trattazione dell’appello in procedura

orale, allorché il procuratore pubblico vi aveva rinunciato in favore di quella

scritta.

L. Il pubblico

dibattimento è stato esperito il 12 aprile 2017.

Assente il procuratore

pubblico, l’appellante ha ribadito la richiesta di assoluzione e chiesto un

indennizzo per costi di patrocinio (art 429 cpv. 1 lett. a CPP).

M. a) Giusta l’art. 90 cpv. 1

LCStr è punito con la multa chiunque contravviene alle norme della

circolazione. La norma è concepita come delitto formale (“Tätigkeitsdelikt”,

“délit formel”): la violazione di una regola della circolazione è punibile

indipendentemente dalle conseguenze effettive o possibili dell’infrazione.

Pertanto, l’autore è punibile anche se il suo comportamento non ha causato un

pericolo concreto (Janneret, Les dispositions pénales de la Loi sur la

circulation routière, Berna 2007, n. 17 ad art. 90 LCStr;

Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller, Code suisse de la circulation

routière commenté, 4a ed., Basilea 2015, n. 3.4 ad art. 90 LCStr).

Sul piano soggettivo, sono

puniti, non solo l’intenzione (compreso il dolo eventuale), ma anche la

negligenza che, spesso, si concretizza in una distrazione.

b) Secondo l’art. 31

cpv. 1 LCStr, il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in

modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza.

Questa regola è precisata

dall’art. 3 cpv. 1 prima frase ONC secondo cui il conducente deve rivolgere la

sua attenzione alla strada e alla circolazione. L’attenzione richiesta al

conducente implica che egli sia in grado di reagire immediatamente ai pericoli

che mettono a repentaglio la vita, l’integrità fisica o i beni materiali

altrui, mentre la padronanza del veicolo esige che egli, in presenza di un

pericolo, azioni immediatamente i comandi dello stesso in modo appropriato alle

circostanze. Secondo la giurisprudenza, anche una disattenzione involontaria di

circa un secondo costituisce una colpa (DTF 100 IV 279). A dipendenza delle

circostanze, può essere richiesta un’accresciuta attenzione e padronanza di

guida da un conducente inesperto, in particolare durante le ore di punta, in

prossimità di una fermata di un bus, quando vi sono dei lavori sulla

carreggiata, quando le condizioni della circolazione non sono chiare o sono complicate

oppure quando la velocità è elevata (Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller,

op. cit., ad art. 31 LCStr, n. 2.4).

Il conducente deve

abbracciare con il suo sguardo tutta la carreggiata e non soltanto quello che

accade davanti a lui nello spazio di strada corrispondente alla larghezza del

suo veicolo (Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller, op. cit., ad art. 31

LCStr, n. 2.4.1).

Secondo dottrina e

giurisprudenza, il conducente deve tener conto degli ostacoli che potrebbero

improvvisamente comparire nel suo spazio visibile soltanto quando la

possibilità che un tale evento si verifichi s’imponga seriamente alla luce

delle circostanze concrete. E’ imprevedibile l’ostacolo che si presenta al

conducente in maniera inopinata ed inattesa (Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller,

op. cit., ad art. 32 LCStr, n. 1.26 e 1.27).

N. Secondo il primo

giudice, i certificati medici prodotti dall’imputato non bastano a concludere

che la perdita di padronanza del veicolo era da collegare all’apnea notturna poiché

essi formulerebbero delle semplici ipotesi. Inoltre, sempre secondo il pretore,

non si può credere, poiché circostanza inverosimile, che “l’unico momento in

cui le conseguenze della sindrome si sarebbero manifestate coinciderebbe

proprio e solo con l’infortunio in quel tratto autostradale ove vigeva una

segnaletica complessa e particolare”. Quindi, conclude il pretore - tenuto

conto anche che le tutto sommato limitate conseguenze dell’incidente fanno

credere che AP 1 “sia in qualche modo riuscito a dominare in un secondo

tempo l’autovettura” - appare ben più probabile, rispetto alla tesi di un

improvviso colpo di sonno dovuto alla malattia, quella di una disattenzione.

O. L’appellante censura

di arbitrio tale conclusione. Sostenendo che gli atti medici provano che egli

era/è affetto da una patologia che può provocare, fra l’altro, improvvisi colpi

di sonno e che il suo comportamento dopo l’incidente supporta, rendendola

Considerandi

verosimile, la tesi che fu proprio il manifestarsi improvviso di un sintomo di

tale patologia (a lui allora sconosciuta) ad avere causato la perdita di

padronanza del veicolo, afferma che il pretore è incorso in arbitrio accertando

che, invece, si trattò di disattenzione. Da un lato, perché egli ha dato ai

certificati medici in atti un’interpretazione insostenibile. Dall’altro perché

ha incomprensibilmente trascurato gli indizi costituiti dal suo comportamento

dopo il fatto. Infine, perché ha dedotto l’esistenza di una disattenzione da

luoghi comuni e fatti non accertati.

P. Sui criteri per

l’accertamento dei fatti, sul divieto d’arbitrio e sul principio in dubio pro

reo si rinvia ai considerandi di diritto contenuti, in particolare, nelle sentenze

17.2016.162

del 30 gennaio 2017, consid. 1, 17.2016.177 del 18 gennaio 2017

consid. 3-5, 17.2016.47-49+168+17.2017.2 dell’11 gennaio 2017 consid. 1-3 di

questa Corte.

Q. La tesi difensiva è

condivisibile.

Che AP 1 soffrisse, al

momento dell’incidente, di apnea notturna è un fatto incontrovertibilmente

accertato sulla scorta, in particolare, del primo certificato del dott. __________.

Che uno dei sintomi della

sindrome da apnea notturna sia la sopravvenienza di improvvise sonnolenze è,

parimenti, un fatto incontrovertibilmente accertato, non solo sulla scorta del

certificato del dott. __________, ma anche della lettura scientifica facilmente

reperibile, anche in internet (cfr., sul tema, anche, R. Schaffhauser, Jahrbuch

zum Strassenverkehrsrecht, Stämpfli Verlag 2016, pag. 318 e segg.). Va, qui,

precisato che il termine “sonnolenza” viene utilizzato per rappresentare

stati di “torpore, di sopore e di abbiocco” che si identificano in

quelli di “colpi di sonno, stanchezza improvvisa, sonnolenza” (vedi, per

esempio, dizionario dei Sinonimi e contrari, ed. Zanichelli 2006; pag. 13 per “abbiocco”

e pag. 899 per “sonnolenza” ).

La tesi secondo cui fu

proprio un improvviso colpo di sonno/sonnolenza causato dalla sindrome da apnea

notturna (affezione sin lì mai diagnosticata) a far perdere a AP 1 il controllo

della vettura è, invece, circostanza sufficientemente supportata da una serie

di indizi, e meglio da tutto quanto da lui intrapreso immediatamente dopo i

fatti “del dosso di Taverne”: e, segnatamente, gli approfonditi esami medici

cui s’è sottoposto, l’astensione volontaria dalla guida per un periodo

prolungato, la terapia cui egli si è sottoposto in modo diligente e costante

(vedi secondo certificato medico del dott. __________) e il conseguente

diradarsi dei sintomi (in particolare, del numero di episodi di apnee notturne

registrate dall’apparecchio C-PAP).

La valenza probatoria di

questi elementi non può, pena l’arbitrio, essere vanificata da considerazioni

soggettive e opinabili, peraltro, desunte da elementi di fatto non accertabili

sulla scorta degli atti, quali, ad esempio, la (solo pretesa) “segnaletica

che richiedeva particolare prudenza e attenzione” oppure fondate su

elementi come la telefonata al ristorante da cui nulla si può dedurre a carico

dell’imputato ritenuto come essa, non solo fosse già conclusa al momento

dell’incidente, ma fosse stata effettuata con dispositivo bluetooth . Nemmeno

qualcosa di significativo dal punto di vista dell’accertamento dei fatti può

essere dedotto dalla (più che opinabile, come risulta con evidenza dalla

semplice visione delle foto in atti) considerazione secondo cui l’incidente ha

avuto “conseguenze in fin dei conti limitate” (sentenza impugata,

consid. 11.2.5., pag. 14 e 15).

Trascurando e

misconoscendo, sulla scorta di queste soggettive e discutibili considerazioni,

il quadro probatorio che indicava chiaramente come la tesi del colpo di sonno

improvviso fosse la più probabile, il primo giudice si è posto in

aperto contrasto con gli atti di causa, interpretandoli in modo insostenibile

(DTF 138 III 378 consid. 6.1; 137 I 1 consid. 2.4 pag. 5; 136 III 552 consid.

4.2

pag. 560; 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4/5; 134 I 140 consid. 5.4 pag. 148; 133

I 149 consid. 3.1 pag. 153 e sentenze ivi citate; STF 6B_216/2014 del 5 giugno

2014;6B_527/2011 del 22 dicembre 2011;6B_312/2011 dell’8 agosto 2011).

Accertato

l’arbitrio, e considerando come l’improvviso colpo di sonno fosse per lui, a

quel momento, imprevedibile, a AP 1 non può essere addebitata negligenza alcuna

per la perdita di padronanza del veicolo. Egli va, pertanto, assolto anche

dall’imputazione di infrazione (semplice) alle norme della LCStr.

Spese e indennità

R. In

considerazione dell’integrale proscioglimento dell’imputato, le tasse e spese

di giustizia per entrambi i gradi di giudizio vanno posti a carico dello Stato.

La difesa ha chiesto

il riconoscimento di un’indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP. A sostegno ha

prodotto due note che questa Corte non è riuscita a comprendere ritenuto come

vi siano delle sovrapposizioni di fatturazione.

Ciò detto, tenuto

conto del fatto che la fattispecie non presenta particolari difficoltà né in

fatto né in diritto, avuto riguardo alla durata dei dibattimenti (trasferte

comprese) e alla necessità di preparazione degli interventi difensivi, questa

Corte ritiene adeguato remunerare per il primo e secondo grado di giudizio 16

ore di lavoro alla tariffa oraria di fr. 250.-, per un totale di fr. 4000.-. A

ciò si aggiungono fr. 400.- di spese (art. 6 Reg. sulla tariffa per i casi di

patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili) e fr. 352.- di IVA. Complessivamente, dunque, lo Stato verserà a AP

1.

fr. 4’752.- a titolo di indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli

art. visti gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1, 90

cpv. 1 LCStr;

3

cpv. 1 ONC

6, 10, 80, 84 cpv. 3, 139,

348 segg., 398 e segg., 408, 429 CPP;

32 cpv. 1 Cost., 6 par. 2 CEDU e 14 cpv. 2 patto ONU II;

nonché, sulle spese e sulle

ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG, rispettivamente il Regolamento sulla

tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la

fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1. L’appello è accolto

Di conseguenza,

1.1. AP 1 è integralmente

prosciolto dalle imputazioni rivoltegli nel DA n. 1110/2014 del 10.3.2014.

1.2. Le tasse e le spese di

giustizia di primo grado – per complessivi fr. 1’040.- – sono posti a carico

dello Stato.

2. Gli

oneri processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1'000.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'200.-

sono posti a carico

dello Stato che verserà AP 1 fr. 4’752.- a titolo di indennità ex art 429 cpv.

1 lett a CPP.

3. Intimazione

a:

-

-

-

4. Comunicazione

a:

- Pretura

penale, 6501 Bellinzona

- Comando

della Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

- Ministero

pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio

del Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

- Sezione

della circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro

decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e

contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.