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Decisione

17.2016.91

Concorso di elementi che impongono la posa di una prognosi negativa ed escludono la possibilità di concedere all'imputato condannato il beneficio della sospensione condizionale della pena

23 giugno 2016Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

i giorni a partire dal mese di agosto” (all. 1 a verb. dib. di primo grado,

pag. 2).

Al dibattimento di primo grado, AP 1 ha detto di essere

giunto alla fine della cura metadonica.

d. AP 1 ha i seguenti

precedenti penali (AI 5):

- 3

ottobre 2000: condanna a 3 anni di detenzione per infrazione aggravata e

contravvenzione alla LFStup;

- 19

novembre 2007: condanna alla pena detentiva di 4 anni sempre per infrazione

aggravata e contravvenzione alla LFStup;

- 2

novembre 2015: sentenza CARP che lo dichiarava autore colpevole di entrata e

soggiorno illegale (ripetuti) ma lo mandava esente da pena.

e. Nell’ultimo

capoverso del consid. 7, il giudice di primo grado ha elencato le condanne

subite da AP 1 nel passato e che non figurano più a casellario giudiziale

(sentenza impugnata, pag.10, doc. TPC 4).

L’esercizio è vano nella misura in cui, secondo la giurisprudenza

federale, a fronte del nuovo effetto attribuito dall’art. 369 CP alla

cancellazione di iscrizioni dal casellario giudiziale, il TF ha modificato la

propria giurisprudenza stabilendo che iscrizioni cancellate non devono più

venire considerate né al momento della

commisurazione della pena né a quello della valutazione della prognosi (DTF 135

IV 87 consid. 2; 136 IV 1 consid. 2.6.3; STF 6B_49/2012 del 5.7.2012 consid.

1.2).

Considerandi

2.

Oggetto del presente

giudizio, è unicamente la questione a sapere se a AP 1 - che, ancora una volta,

risponde, oltre che di guida in stato di inattitudine, di infrazione aggravata

(in relazione a 335 grammi di eroina) e contravvenzione ripetuta alla LFStup -

può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena

detentiva di 18 mesi che gli è stata inflitta (e che non è contestata nel suo

ammontare).

Secondo la Difesa, ciò è il caso poiché egli ha delinquito

unicamente per finanziare il proprio consumo di stupefacenti in cui era

ricaduto, dopo alcuni anni di astinenza, perché viveva un periodo

particolarmente difficile a causa della precaria salute della madre e della

perdita del diritto di soggiornare stabilmente nel nostro paese. Nemmeno i

precedenti ostano, a mente della Difesa, alla concessione della sospensione

condizionale poiché si tratta di condanne lontane nel tempo.

3.

Giusta

l’art. 42 cpv. 1 CP, di principio, il giudice sospende l’esecuzione di una pena

privativa della libertà della durata compresa tra 6 mesi e due anni se una pena

senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere

nuovi crimini o nuovi delitti.

Così come la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare, la

concessione della sospensione condizionale rappresenta ormai la regola da cui

ci si può dipartire unicamente in presenza di una prognosi negativa, ritenuto

che, in caso di dubbio, deve prevalere il differimento dell’esecuzione della

sanzione (STF 6B_103/2007 del 12.11.2007, consid. 4.2.2.)

Per decidere se la sospensione condizionale della pena sia idonea

a dissuadere il condannato dal commettere nuovi reati, il giudice deve

procedere ad una valutazione globale degli elementi già sviluppati dalla

giurisprudenza del Tribunale federale sotto l’egida dell’art. 41 vCP (DTF 134

IV 53; 134 IV 1; STF 6B_664/2007 del 18.1.2008; FF 1999 1730): vanno, quindi,

considerate le circostanze in cui è stato commesso l’atto punibile, gli

antecedenti, la situazione personale del condannato, la sua reputazione al

momento del giudizio (DTF 128 IV 193; 118 IV 97), il suo atteggiamento e la sua

mentalità (STF 6S.477/2002 del 12.3.2003 non pubblicata) così come eventuali

condanne precedenti (per reati della stessa natura e non) con la precisazione

che questi ultimi costituiscono soltanto indizi sfavorevoli che, di per sé e da

soli, non escludono la concessione della sospensione condizionale (DTF 118 IV

97; 116 IV 279; 115 IV 81, 85). La sospensione può, infatti, essere negata solo

se gli elementi considerati, valutati nel loro insieme, escludono una prognosi

favorevole (DTF 134 IV 5 consid.

4.2.1

; 128 IV 193 consid. 3a; 123 IV 107 consid. 4; 118 IV 97 consid. 2c; 117

IV 3 consid. 2b; 116 IV 279 consid. 2a; 115 IV 85 consid. 3c; 105 IV 291

consid. 2a; 102 IV 62 consid. 3b; STF 13.5.2008 in 6B_541/2007 consid. 2; STF

18.1.2008

in 6B_664/2007, consid. 3.1.1.; STF 12.11.2007 in 6B_103/2007,

consid. 4.2.1.).

4.

Non deve essere

argomentato a lungo per spiegare come i seguenti elementi, valutati nel loro

insieme, impongano, per AP 1, la posa di una prognosi negativa.

a. i suoi precedenti

È vero che, come ricordato dalla diligente Difesa, le due condanne

per droga sono piuttosto lontane nel tempo (2000 e 2007). Tuttavia, esse

diventano rilevanti nella formulazione della prognosi nella misura in cui si

tratta di precedenti specifici e di condanne a pene pesanti (e meglio, una

condanna a 3 anni ed una a 4 anni per infrazione aggravata alla LStup). Pur

volendo chiudere un occhio sulla condanna del 2015 (entrata e soggiorno

illegale ripetuti) a causa della storia personale particolare di AP 1, il fatto

che egli sia ricaduto nello stesso genere di reati per cui gli sono stati

inflitti (complessivamente) ben 7 anni di pena detentiva pone un’ipoteca

estremamente pesante sulla sua prognosi (DTF 100 IV 133, consid.

1d, p. 137; 98 IV 76 consid. 2, p.

82; v. parimente Roland Schneider/Roy Garré, Basler Kommentar, Strafrecht I, 2a

ed., art. 42 n. 59).

b. la

tossicodipendenza

Questa Corte condivide l’opinione della Difesa secondo cui AP 1 ha

delinquito anche, se non soprattutto, per potersi procurare la droga necessaria

al suo consumo. Tuttavia, è proprio questo a rendere più fosco il quadro della

sua prognosi. Infatti, pur volendo credere a AP 1 quando dice che, in questo

momento, egli non assume medicamenti sostitutivi dell’eroina e che, dunque,

egli è almeno fisicamente disintossicato, è anche vero che egli ha alle spalle

una vita in cui i momenti di astinenza si sono alternati a quelli in cui egli

ha consumato ed abusato di stupefacenti. Pertanto, nonostante il suo ottimismo

e la manifestata volontà di cambiare vita (e nonostante la Corte gli auguri di

riuscire in questo progetto), forza è concludere che AP 1 non dà alcuna

garanzia di riuscire a rimanere lontano dal mondo della droga. Si tratta,

questa, di una conclusione obbligata: è, infatti, proprio la storia di AP 1 che

dimostra come, nei momenti di difficoltà, egli ricaschi nel consumo di

stupefacenti e, di conseguenza, per potersi assicurare i mezzi necessari, egli

riprenda a delinquere.

Al riguardo, non può non essere segnalato che è stato lo stesso AP

1.

a riferire agli inquirenti che un suo tentativo di smettere i comportamenti

per cui oggi è giudicato è fallito miseramente dopo pochi giorni perché “non

ce l’ho fatta a star lontano perché era troppo dura, volevo consumare e non

avendo soldi era l’unica possibilità di procurarmi l’eroina” (AI 7 pag. 8).

c. la difficile

situazione personale

Completa il quadro a tinte fosche l’assenza di una benché minima

formazione professionale e l’assenza di qualsivoglia esperienza lavorativa che,

unita al suo curriculum delinquenziale e alla sua difficile situazione dal

profilo della LStr, portano ad escludere che egli - che ha già 47 anni - possa

reperire un’occupazione con cui far fronte alle proprie esigenze e avviare,

così, quella che lui chiama una nuova vita. E, dunque, porta a

concludere che AP 1 dovrà ancora affrontare quei momenti di difficoltà

esistenziale cui, sinora, ha dimostrato di non saper far fronte in modo

equilibrato e costruttivo.

Riassumendo, l’appellante, non soltanto è stato

condannato a due riprese per reati analoghi a quelli di cui oggi risponde, ma

ha anche scontato in tutto o in parte (sospensioni e liberazioni condizionali)

pene privative della libertà senza che ciò l’abbia dissuaso dal commettere

nuovi reati: occorre, così, concludere che, non soltanto le pene eseguite non

hanno avuto lo sperato effetto dissuasore, ma che anche le liberazioni

condizionali e persino la fiducia accordatagli dalle autorità penali (da

ultimo, con la sentenza CARP 2.11.2015) si sono risolte in un fallimento (cfr.

STF 17.12.2009 in 6B_852/2009).

Questo quadro negativo va inserito in un contesto

personale caratterizzato da una pluriennale tossicodipendenza, dall’assenza di

qualsivoglia rete di sostegno (famigliare e non) e dalla quasi certa

impossibilità di trovare un positivo sbocco lavorativo.

Insieme, questi elementi impongono la posa di una

prognosi negativa ed escludono la possibilità di concedere a AP 1 il beneficio

della sospensione condizionale della pena.

Retribuzione del difensore d’ufficio

5.

Per le sue prestazioni in sede d’appello, il difensore d’ufficio

dell’imputato - avv. DI 1 - ha prodotto la nota d’onorario 22 giugno 2016 che

espone complessivi fr. 3'638.50, di cui fr. 3'230.- di onorario (indicando,

come dispendio orario, 17 ore e 45 min. di lavoro e, come tariffa, fr.

180.

-/ora), fr. 139.- di spese e fr. 120.- di trasferte, oltre all’IVA (cfr.

doc. dib. appello 1).

Il tempo complessivo esposto

appare adeguato, fatta eccezione per quello relativo al dibattimento,

sovrastimato di 5 ore.

Esso viene tassato a fr. 180.-

l’ora (cfr. art. 4 cpv. 1 Regolamento sulla tariffa per i casi di

patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili), con conseguente approvazione dell’onorario per fr. 2’295.-.

Spese e trasferte indicate sono interamente riconosciute.

L’IVA assomma a fr. 204.30.

La nota

professionale dell’avv. DI 1 è pertanto approvata per complessivi fr. 2'758.30

e posta a carico dello Stato.

Giusta

l’art. 135 cpv. 4 CPP, non appena le sue condizioni economiche glielo

permetteranno, l’imputato sarà tenuto a rimborsare allo Stato tale importo.

Sulla tassa di

giustizia e sulle spese

6.

Gli oneri

processuali di secondo grado seguono la soccombenza (art. 428 cpv. 1 CPP) e

sono posti a carico dell’appellante. Per tener conto delle condizioni di AP 1,

gli oneri processuali vengono fissati, in applicazione dell’art 425 CPP, in

soli complessivi fr. 600.-.

Dispositivo

Per questi motivi,

previo esame del fatto e del diritto,

visti gli art. 76 e segg., 80 e segg., 84, 348

e segg., 379 e segg., 398 e segg., 425 e 426 CPP,

12, 40, 42, 47, 49, 50, 51, 69 e 70 CP,

19 cpv. 1, 19 cpv. 2 lett. a, 19a, 19b LStup,

nonché, sulle spese di giustizia e le spese di patrocinio, l’art. 428 CPP e la

LTG rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio

d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

ha pronunciato:

1. L’appello è

respinto.

Di conseguenza, ricordato che, in assenza di impugnazione, i punti

n. 1., 3.1.1. e 3.1.2. (recte 2.1.1. e 2.1.2.), 4. (recte: 3), 5.

(recte: 4), 6. (recte: 5) e 7. (recte: 6) del dispositivo

della sentenza impugnata sono passati in giudicato,

1.1. La pena inflitta a AP 1 con la sentenza 3 marzo 2016 è da

scontare.

2. La nota professionale 22 giugno 2016 dell’avvocato DI 1

è approvata per:

- onorario fr. 2'295.-

- spese fr.

139.-

- trasferta fr.

120.-

- IVA fr.

204.30

Totale fr. 2'758.30

e posta a carico dello Stato.

2.1. Contro questa

decisione è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al Tribunale

penale federale, 6501 Bellinzona.

2.2. La richiesta di

pagamento deve essere inviata, da parte del patrocinatore, all’Ufficio

dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Via

Naravazz 1, 6808 Torricella-Taverne, allegando l’originale del presente

dispositivo.

2.3. In caso di ritorno a

miglior fortuna, AP 1 sarà tenuto a rimborsare allo Stato fr. 2'758.30.

3. Gli oneri

processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 500.-

- altri disborsi fr. 100.-

fr. 600.-

sono posti a carico dell’appellante.

4. Intimazione a:

5. Comunicazione a:

- Corte

delle assise correzionali, 6901 Lugano

- Comando della

Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

- Ministero

pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio del

Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Sezione della popolazione, Ufficio della

migrazione,

6501 Bellinzona

- Dipartimento

sanità e socialità, 6501 Bellinzona

- Ministero

pubblico della Confederazione, 3003 Berna

- Ufficio

centrale svizzero di Polizia, Sezione stupefacenti,

3003 Berna

- Direzione

del carcere penale La Stampa, 6901 Lugano

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione

(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non

sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,

il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.