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Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
6 marzo 2017Italiano26 min
Source ti.ch
Incarto n.
17.2017.10+
17.2017.59
Locarno
6 marzo 2017/cv
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente,
Damiano Stefani e Giovanni Celio
segretaria:
Cristina Maggini, vicecancelliera
sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con
annuncio del 9 giugno 2016 da
AP 1
rappr. dall’avv. DI 1
contro la sentenza emanata il 1.
giugno 2016 dalla Pretura penale di Bellinzona (motivazione scritta intimata
il 12 gennaio 2017) nei suoi confronti
richiamata la dichiarazione di appello 20 gennaio 2017;
esaminati gli atti;
ritenuto:
A. AP 1 è nato il __________
e vive a __________.
Ha frequentato, dapprima, la scuola di polizia ferroviaria (dal
2000 al 2001) e, superati gli esami, la scuola di polizia cantonale (dal 2002
al 2003). Fino al 2016 è, sempre, stato attivo nell’ambito della polizia: prima
in quella ferroviaria (per circa due o tre anni), poi - per sei anni - nella
polizia comunale di __________ e - fino al luglio 2016 - nella polizia
intercomunale di __________, dove - nel gennaio 2015 - ha raggiunto il grado di
caporale.
Dopo i fatti qui in discussione, AP 1 è stato, dapprima, sospeso
per sei mesi e, poi, reintegrato - temporaneamente - nel servizio
amministrativo, dove ha lavorato per diversi uffici dell’amministrazione
cantonale e comunale. Questo fino al 31 luglio 2016, quando - a seguito dei
fatti oggetto della presente procedura - vi è stata la cessazione del rapporto
di lavoro.
Egli è, al momento, in disoccupazione e sta seguendo una
formazione presso __________ come consulente assicurativo.
AP 1 è separato e ha un figlio di 18 anni per il quale è tenuto a
versare un contributo alimentare mensile di fr. 1'000.-/1'100.-. Non ha altri
oneri di mantenimento.
B. Il procedimento
penale nei confronti di AP 1 è stato avviato a seguito della segnalazione 6
maggio 2015 del suo collega di pattuglia durante il servizio notturno del 2
maggio 2015,TE 1.
Quest’ultimo ha riferito, in estrema sintesi, che AP 1 - in
occasione del controllo di un noto tossicodipendente, __________, avvenuto la
sera del 2 maggio 2015 nei pressi della stazione FFS di Muralto e proseguito
nell’ufficio a disposizione della polizia, sito in stazione - una volta appreso
dallo stesso __________ che questi aveva con sé della cocaina, gli chiedeva,
dapprima, di lasciare sul tavolo la sostanza stupefacente in suo possesso per
poi, su sua insistenza, restituirgliene una parte. TE 1 ha, in particolare,
raccontato che l’imputato restituiva ad __________ la droga contenuta in un
biglietto del treno piegato e, anche, una pallina di cocaina che toglieva da un
minigrip che ne conteneva 5 o 6, dicendo loro che quanto stava accadendo doveva
rimanere tra loro tre. AP 1 spiegava, poi, al collega di pattuglia che questo
suo comportamento era dovuto al fatto che __________ era un informatore e che,
quindi, lui gli aveva lasciato parte dello stupefacente per “tenerselo buono”,
e che - in settimana - avrebbe fatto figurare il ritrovamento dello
stupefacente come se fosse avvenuto casualmente (VI PG 6 maggio 2015, allegato
5 all’AI 7).
C. Dopo aver sentito __________
(che, a causa del suo stato alterato al momento dei fatti, non è stato in grado
di ricordare nulla) e l’imputato (sulle cui dichiarazioni di sostanziale
ammissione si dirà in seguito), con decreto d’accusa DA 2778/2015 del 7 luglio
2015, il procuratore pubblico ha ritenuto AP 1 autore colpevole di
1. tentato
favoreggiamento
per
avere il 2 maggio 2015 a Muralto, tentato di sottrarre __________ ad atti di un
procedimento penale, e meglio, dopo un controllo eseguito da AP 1 nella sua
veste di agente di Polizia, e trovatolo in possesso di sostanza stupefacente,
per non averlo denunciato per contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e
avere avuto l’intenzione di segnalare lo stupefacente sequestrato in
quell’occasione, come ritrovamento occasionale a carico di ignoto, tentando
quindi di fare in modo che contro __________ non venisse aperta alcuna
procedura penale, a fronte delle informazioni che lo stesso __________ avrebbe
potuto fornire su un più ampio traffico di sostanze illecite;
2. infrazione
alla LF sugli stupefacenti
per avere
nelle medesime circostanze di cui al punto 1, senza autorizzazione, procurato in
altro modo ad __________ un modesto quantitativo di cocaina, e meglio per
avere, durante il controllo di Polizia lasciato in possesso ad __________ una
dose di cocaina che questi aveva con sé, rispettivamente per avere riconsegnato
allo stesso una pallina di 0.8 grammi lordi circa della medesima sostanza che
appena prima gli era stata sequestrata;
e ne ha proposto la condanna alla pena pecuniaria di 10 aliquote
giornaliere da fr. 150.- cadauna (corrispondenti a complessivi fr. 1'500.-)
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e al pagamento della
tassa di giustizia e delle spese giudiziarie di complessivi fr. 200.-.
D. A seguito
dell’opposizione interposta dall’imputato e dopo il pubblico dibattimento
tenutosi i giorni 31 maggio e 1 giugno 2016, il giudice della Pretura penale ha
ritenuto AP 1 autore colpevole di tentato favoreggiamento e di infrazione alla
LFStup in relazione ai fatti descritti nel DA n. 2778/2015 del 7 luglio 2015 e
lo ha condannato alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da fr. 110.-
cadauna (per complessivi fr. 1'100.-) sospesa condizionalmente per un periodo
di prova di 2 anni, nonché al pagamento delle tasse e delle spese per
complessivi fr. 1'150.-.
E. AP 1 ha presentato
tempestivo annuncio d’appello che ha confermato con dichiarazione 20 gennaio
2017 in cui ha indicato di contestare l’intera sentenza, postulando il
proscioglimento da entrambi i reati imputatigli e protestando tasse, spese e
ripetibili.
F. Con scritto 10
febbraio 2017, l’imputato ha chiesto il risarcimento delle spese di patrocinio
ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP in ragione di complessivi fr. 12'363.85 (per la
procedura di primo grado e per quella d’appello).
G. In occasione del
pubblico dibattimento di appello, esperito il 14 febbraio 2017, l’imputato ha chiesto,
in via principale, il proscioglimento dai reati di tentato favoreggiamento e
infrazione alla LFStup (perché gli elementi costitutivi non sono realizzati) e,
in via subordinata, l’applicazione dell’art. 14 CP. In via ancor più
subordinata, ha chiesto l’applicazione dell’art. 54 CP. Egli ha, altresì,
confermato la richiesta di risarcimento delle spese di patrocinio ex art. 429
cpv. 1 lett. a CPP in ragione di complessivi fr. 12'363.85 (per la procedura di
primo grado e per quella d’appello).
Il procuratore pubblico
ha, invece, postulato la conferma del giudizio impugnato.
Il diritto
1.1. Giusta l’art. 305 CP –
che protegge l’amministrazione della giustizia penale – chiunque sottrae una
persona ad atti di procedimento penale o all’esecuzione di una pena o di una
delle misure previste negli art. 59–61, 63 e 64 CP, è punito con una pena
detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria (cpv. 1).
La nozione di
“sottrazione ad atti di procedimento penale” presuppone che l’autore abbia
impedito almeno per un certo periodo di tempo un’azione dell’autorità nel corso
di un procedimento penale: l’art. 305 CP é un reato di evento e non di sola
messa in pericolo (Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die
Allgemeinheit, 4a ed., p. 461; DTF 106 IV 189 consid. 2.c; 117 IV
467 consid. 3; STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009, consid. 2.1; Cassani,
Commentaire du droit pénal suisse, Code pénal suisse, Partie spéciale, Vol. 9:
Crimes ou délits contre l'administration de la justice, Berna 1996, n. 10
ad art. 305 CP; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht BT II, Straftaten
gegen Gemeininteressen, § 55 n. 9).
Tale impedimento si
realizza, ad esempio, quando una misura coercitiva del diritto processuale
quale l’arresto è ritardata per colpa dell’azione dell’autore (DTF 106 IV 189
consid. 2c; 104 IV 186 consid. 1b; 103 IV 98 consid. 1). Entrano, poi, in
considerazione, fra gli altri, la dissimulazione di mezzi di prova, la modifica
della situazione di fatto o una descrizione inveritiera di tale situazione, il
nascondere o il trasportare in altro luogo o il sostenere finanziariamente la
persona ricercata e latitante o, anche, l’espiare una pena al posto di un altro
(STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009, consid. 2.1;6B_334/2007 dell’11 ottobre
2007, consid. 8.1.; Stratenwerth, op. cit., § 55 n. 10; Donatsch/Wohlers, op.
cit., pag. 461 e seg.; Cassani, op. cit., n. 15 ad art. 305 CP;
Trechsel/Affolter-Eijsten, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar,
Zurigo/S.Gallo 2013, n. 7-9 ad art. 305 CP; Corboz, Les infractions en droit
suisse, vol. II, Berna 2010, n. 28 ad art. 305 CP).
Perché l’art. 305 CP
possa trovare applicazione, deve essere dimostrato che l’autore del reato (o il
sospetto autore) è stato sottratto per un certo lasso di tempo all’azione della
polizia a seguito del comportamento dell’autore (DTF 129 IV 138 consid. 2.1;
117 IV 467 consid. 3; 106 IV 189 consid. 2.c; Corboz, op. cit., n. 26 ad art.
305 CP; Cassani, op. cit., n. 13-14 ad art. 305 CP; Donatsch/Wohlers, op. cit.,
pag. 461; Delnon/Rüdy, Basler Kommentar, Stafrecht II, 3a ed., n. 22 ad art.
305 CP). E’, infatti, necessario che l’autore con il suo comportamento causi –
anche solo temporaneamente – un aggravio delle indagini o del perseguimento della
persona sospettata (Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 461). Un semplice atto di
assistenza, che turba il procedimento solo in modo passeggero o in maniera
insignificante non è dunque sufficiente (STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009,
consid. 2.1).
Non importa, infine, se
al momento del favoreggiamento non sia ancora stata avviata una procedura
penale o che nessun procedimento venga mai aperto (Corboz, op. cit., n. 16 ad
art. 305 CP e rinvii; Cassani, op. cit., n. 10 ad art. 305 CP; Delnon/Rüdy, op.
cit., n. 18 ad art. 305 CP; CCRP del 15 dicembre 2005, inc. 17.2003.49, consid.
5a). L’atto illecito consiste, infatti, nel rendere difficoltosa o nel
rallentare l’attività delle autorità inquirenti (Delnon/Rüdy, op. cit., n. 5 ad
art. 305 CP). Affinché il reato di favoreggiamento sia adempiuto non è, invero,
nemmeno necessario che il reato a monte sia stato effettivamente commesso:
siccome il bene tutelato dalla norma è la ricerca della verità, secondo
giurisprudenza e dottrina maggioritaria, la colpevolezza del favoreggiato è
irrilevante (DTF 69 IV 118, p. 120; 99 IV 266, consid. II.2; 101 IV 314,
consid. 2; 104 IV 238, consid. 1.e; Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 460, con
riferimenti; Cassani, op. cit., n. 6 ad art. 305 CP; Trechsel/Affolter-Eijsten,
op. cit., n. 2 ad art. 305 CP; Delnon/Rüdy, op. cit., n. 26 ad art. 305 CP;
Corboz, op. cit., n. 12 ad art. 305 CP; contra Stratenwerth, op. cit., § 55 n.
6).
Dal profilo soggettivo
il reato di favoreggiamento è realizzato se l’autore ha agito intenzionalmente,
essendo sufficiente il dolo eventuale (DTF 99 IV 266, consid. II.4).
Un’intenzione particolare non è richiesta: è sufficiente che l’autore sapesse
che il suo comportamento era adeguato ad evitare oppure ritardare la cattura o
il perseguimento da parte delle autorità della persona favoreggiata
(Donatsch/Wohlers, op. cit., pag. 385). Inoltre l’autore doveva sapere che il
favoreggiato rischiava seriamente di essere perseguito penalmente (Delnon/Rüdy,
op. cit., n. 7), senza dover conoscere precisamente quali reati gli fossero
contestati (Delnon/Rüdy, op. cit., n. 29).
1.2. Giusta l’art. 19 cpv.
1 lett. c LStup, é punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena
pecuniaria chiunque, senza essere autorizzato, coltiva, fabbrica o produce in
altro modo stupefacenti (lett. a); senza essere autorizzato, deposita,
spedisce, trasporta, importa, esporta o fa transitare stupefacenti (lett. b);
senza essere autorizzato, aliena, prescrive, procura in altro modo ad altri o
mette in commercio stupefacenti (lett. c); senza essere autorizzato, possiede,
detiene, acquista o si procura in altro modo stupefacenti (lett. d); finanzia
il traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo
finanziamento (lett. e); incita pubblicamente al consumo di stupefacenti o
rende pubblicamente nota una possibilità di acquistare o consumare stupefacenti
(lett. f); fa preparativi per commettere una delle infrazioni di cui alle
lettere a-f (lett. g).
Punibili ai sensi dell’art. 19
LStup sono tutte le forme di partecipazione ad un commercio di droga non
autorizzato. Il risultato è un’estesa comprensione di quanto vietato dalla
legge (“flächendeckende Erfassung der Verbotsmaterie”) che mira
all’assenza di lacune [Schubart, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes
(Art. 19-28 BetmG, Berna 2007, ad art. 19, n. 4, pag. 46)]. Anche quantitativi
irrisori sono sufficienti (ad esempio un tiro di eroina, una pastiglia di LSD).
Deve comunque trattarsi di un quantitativo utilizzabile (Schubarth, op. cit.,
n. 37, pag. 55).
Fatti
I fatti
2. L’imputato ha -
nella sostanza - subito ammesso i fatti così come raccontati da TE 1,
assumendosi, peraltro, la responsabilità di quanto accaduto e scagionando,
quindi, completamente, il giovane collega di pattuglia.
a. Egli ha, in particolare
riconosciuto di avere “ritornato a __________ la dose già aperta che si
trovava nel biglietto ferroviario e una pallina già aperta che si trovava nel
minigrip” (VI PG 7 maggio 2015, pag. 3) spiegando così la ragione del suo
comportamento:
“Al fine di riuscire ad avere informazioni sulla
provenienza della cocaina, gli (ndr. a __________) ho detto che gliela
sequestravo, ma che però avrei fatto figurare un ritrovamento casuale per non
metterlo nei guai. (…) Ho quindi trattenuto le palline di cocaina e ho detto a __________
che poteva andare. La droga l’ho depositata nel mio armadietto che ho in
ufficio a Muralto e che è chiuso a chiave (…) ho ritornato a __________ la dose
già aperta che si trovava nel biglietto ferroviario e una pallina già aperta che
si trovava nel minigrip (…) perché la mia idea era quella di aiutarlo e
arrivare a farmi dire da dove arrivava la droga e a chi lui avrebbe dovuto
portarla”
(VI
PG 7 maggio 2015, pag. 2 e 3, cfr. anche VI PP 19 giugno 2015, pag. 2).
In occasione del
dibattimento di primo grado e di quello d’appello, AP 1 ha, parzialmente,
modificato la propria versione, tentando di ridimensionare la quantità di
stupefacente riconsegnato ad __________, sostenendo che quello contenuto nella
pallina estratta dal minigrip era un “rimasuglio di quello che c’era nella
bolas” (cfr. dibattimento di primo grado, verbale 31 maggio 2016, pag. 3),
rispettivamente precisando che “quando ho preso lo stupefacente ad __________
(…), ho preso la pallina aperta che c’era nel biglietto del treno e l’ho messa
nel minigrip” e che, quindi, quanto consegnato di fatto ad __________
corrispondeva a quanto contenuto nel biglietto del treno (cfr. dibattimento
d’appello, verbale 14 febbraio 2017, pag. 7).
Detto che, in sé, la
quantità - comunque esigua - di stupefacente riconsegnata ad __________ non
modifica la sostanza di quanto contestato all’imputato, le sue successive
dichiarazioni (peraltro rese a distanza di un anno, rispettivamente di due anni
dai fatti) non sono credibili, poiché manifestamente mirate a tentare di
minimizzare le sue responsabilità.
b. Sul motivo della
riconsegna di parte della droga ad __________, AP 1 ha, fin da subito,
dichiarato di aver agito in questo modo allo scopo di ottenere da lui
informazioni su un traffico più ampio VI PG 7 maggio 2015, pag. 3) che, poi, ha
precisato essere legato a un appartamento sito a
Solduno (VI PP 19 giugno 2015, pag. 2; verb. dib. di primo grado 31 maggio
2016, pag. 3; verb. dib. d’appello 14 febbraio 2017, pag. 3).
c. Anche la circostanza
secondo cui, la sera del 2 maggio 2015 - una volta rientrato in ufficio
unitamente al collega TE 1 - non ha provveduto all’iscrizione nel jour del
controllo effettuato su __________ e, neppure, del ritrovamento dello
stupefacente, è ammessa da AP 1 (fin dal suo primo verbale reso il 7 maggio
2015).
d. Ne discende che, in
base alle congruenti dichiarazioni rese da TE 1 e da AP 1 - supportate dal dato
oggettivo della mancata annotazione nel jour del controllo effettuato su
__________ e del ritrovamento dello stupefacente - i presupposti oggettivi del
reato di favoreggiamento (peraltro, consumato e non tentato) sembrano essere dati, nella misura in cui l’imputato ha, perlomeno
temporaneamente, sottratto __________ - trovato in possesso di stupefacente - a
una procedura penale per contravvenzione alla LFStup.
Si è detto “sembrano” poiché, come vedremo, in base
all’accertamento sull’aspetto soggettivo (vedi sotto), siamo confrontati,
tutt’al più, ad un atto che turba il procedimento solo in modo passeggero, ciò
che non è sufficiente a realizzare, nemmeno dal profilo oggettivo, i
presupposti del reato (STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009, consid. 2.1).
Le intenzioni dell’imputato
3. Sulle proprie
intenzioni, AP 1 si è così espresso:
“Una
volta che __________ mi avrebbe fornito le informazioni, avrei fatto figurare
un ritrovamento casuale e l’avrei (ndr. la droga) portata qui da voi al SAD
Locarno. Noi abbiamo un apposito formulario da allestire in caso di
ritrovamento stupefacenti. Avrei adottato questo sistema, ovviamente, per non
creare problemi a __________ visto che lui mi avrebbe fornito delle
informazioni onde risalire ad un traffico di cocaina”
(VI PG 7 maggio 2015, pag. 2).
Sempre in quel primo verbale, egli ha, anche, precisato che:
“aspettavo
di entrare in possesso delle informazioni di __________ per poi parlare con un
mio superiore. Sicuramente ne avrei parlato con qualcuno del Servizio antidroga
della Città di Locarno, mi riferisco all’aiutante __________ (…)
Nella
misura in cui __________ mi avrebbe dato le informazioni promesse, avrei
allestito il formulario per il ritrovamento casuale della droga. Nel caso in
cui __________ non mi avesse dato le informazioni promesse avrei ugualmente
consegnato la droga al SAD. Ne avrei comunque parlato con un mio
superiore in ognuna delle due ipotesi e, a seconda di quello che mi avrebbe
detto, avrei proceduto (…)
Prima
di scrivere qualsiasi cosa sul rapporto giornaliero, era comunque mia
intenzione discuterne con il mio superiore, in questo caso come responsabile
SAD per le comunali che è l’aiutante __________, al quale avrei spiegato il mio
modo di procedere e le mie intenzioni. Non so quindi dire cosa avrei scritto
sul rapporto giornaliero perché non ho ancora potuto incontrare né __________
né __________”
(VI PG 7 maggio 2015, pag. 3 e
4; sott. ed evidenziazione del red.).
a. AP 1 ha, quindi,
affermato che, nella notte del 2 maggio 2015, la sua intenzione non era ancora
consolidata, perché - comunque - condizionata al consenso del proprio superiore
alle cui indicazioni, egli, si sarebbe, in ogni caso, attenuto.
b. Su questo punto, il
collega TE 1 non ha riferito nulla - e nulla gli è stato chiesto - per cui la
sua testimonianza non sconfessa la versione dell’imputato.
L’intervento - fin troppo sollecito - degli inquirenti ha, poi,
impedito di concretamente verificare se AP 1
avrebbe, effettivamente, agito così come dichiarato.
Ne discende che, in applicazione del principio in dubio pro reo (DTF 127 I 38 consid.
2a e rinvii), vista l’assenza di elementi
probatori contrari, occorre ritenere che l’intenzione
dell’imputato era quella di, comunque, verificare con il proprio superiore se
quanto egli aveva in mente di fare fosse cosa lecita oppure no e, poi,
di conformarsi alle indicazioni che il superiore gli avrebbe dato.
Sussunzione
4.1. In relazione
all’imputazione di favoreggiamento, nel caso
concreto, in applicazione del principio in dubio pro reo, occorre ritenere che
era intenzione dell’imputato sottoporre, al suo rientro in servizio, la
questione relativa ad __________ al proprio superiore e che egli avrebbe, poi,
proceduto a seconda di quanto il suo superiore gli avrebbe detto. Ne discende
che il reato di favoreggiamento non può considerarsi adempiuto dal profilo
soggettivo. A titolo abbondanziale si rileva che, anche dal profilo oggettivo,
sussiste il dubbio che, nel caso concreto, il comportamento dell’imputato sia
Considerandi
stato tale da disturbare il regolare avvio dell’inchiesta a carico di __________,
nei termini che dottrina e giurisprudenza ritengono necessari per l’adempimento
del reato di favoreggiamento.
4.2
Il reato di infrazione
alla LFStup è, invece, pacificamente realizzato, nella misura in cui -
circostanza peraltro ammessa dall’imputato - AP 1 ha, effettivamente,
riconsegnato ad __________ una - seppur esigua - quantità di droga. L’art. 19
LStup sanziona, in effetti, qualsiasi forma di partecipazione ad un traffico di
droga e anche quantitativi irrisori sono sufficienti per ritenere adempiuta la
fattispecie.
Violazione del principio di
celerità
5.
La sentenza motivata
è stata intimata più di 7 mesi dopo la comunicazione del dispositivo. Occorre,
quindi, valutare se - nel caso concreto - vi sia stata una violazione del
principio di celerità.
La questione deve essere affrontata d’ufficio.
5.1
Il principio della
celerità impone alle autorità penali di procedere con la dovuta speditezza non
appena l'imputato è informato dei sospetti che pesano su di lui (art. 29 cpv. 1
Cost., 6 n. 1 CEDU e 14 n. 3 lett. c Patto ONU II; DTF 130 IV 54 e 124 I 139).
Di nessuna rilevanza per l’accertamento di una violazione del principio della
celerità è la responsabilità delle autorità e vi può essere violazione di questo
principio anche se alle autorità penali non è imputabile nessuna colpa (DTF 130
IV 54). La questione di sapere se il principio della celerità sia stato violato
va decisa soprattutto in base ad un appezzamento globale del lavoro effettuato,
in cui va tenuto conto in particolare della complessità del procedimento, del
comportamento dell’interessato e delle autorità penali. Tempi morti sono
inevitabili e se nessuno di essi ha avuto una durata scioccante è
l'apprezzamento globale ad essere decisivo, fermo restando che - affinché
sussista una violazione di questo principio - non è di per sé sufficiente che
un atto processuale potesse essere compiuto anticipatamente.
La giurisprudenza ha, ad esempio, giudicato inaccettabili e
costitutivi di una violazione del principio di celerità un'inattività di
tredici o quattordici mesi in fase d’istruttoria (STF 6S.37/2006 del 8 giugno
2006, consid. 2.1.2).
Siccome i ritardi nella procedura penale non possono più essere
sanati, il Tribunale Federale ha fatto derivare dalla violazione del principio
della celerità delle conseguenze a livello di pena. La violazione di tale
principio comporterà, nei casi più frequenti, una riduzione oppure addirittura
la rinuncia ad una pena o anche l'abbandono del procedimento (STF 6S.37/2006 dell’8
giugno 2006, DTF 130 IV 54, 124 I 139 e 117 IV 124).
5.2
Nel caso concreto, un
periodo di più di 7 mesi per l’intimazione della sentenza motivata è, non
soltanto non ossequioso dell’art. 84 cpv 4 CPP; ma manifestamente eccessivo
poiché non giustificato dalle circostanze del caso specifico, che non presenta
alcuna particolare difficoltà.
Di conseguenza, la pena pecuniaria inflitta deve imperativamente
essere ridotta anche per questo motivo.
Pena
6.
In considerazione
del proscioglimento dall’imputazione di (tentato) favoreggiamento e della -
seppur lieve - violazione del principio di celerità, appare adeguata una pena
pecuniaria pari a 3 aliquote giornaliere.
L’importo dell’aliquota (fr 110.- ) definito in primo grado viene
confermato in assenza di qualsivoglia contestazione.
Tasse, spese e indennizzo dell’imputato
7.
Visto l’esito della
procedura, gli oneri processuali di primo grado pari a complessivi fr. 1'150.-
sono a carico dello Stato in ragione di 1/2 e a carico del condannato in
ragione di 1/2.
8.
Per l’art. 429 cpv.
1.
lett. a CPP l’imputato assolto, pienamente o anche solo parzialmente, ha
diritto al risarcimento delle spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio
dei suoi diritti procedurali.
a. La difesa chiede, in
primo luogo, il riconoscimento di una tariffa oraria di fr. 300.-
corrispondente a quella pattuita contrattualmente con l’imputato. Ritenuto che
il caso qui in discussione non presenta particolari difficoltà né dal profilo
fattuale né da quello giuridico, la tariffa oraria deve essere ridotta ai
canonici fr. 250.-/h.
b. Complessivamente, il
difensore ha preteso che vengano riconosciute, per la procedura di primo grado,
20.
ore di onorario (cfr. prestazioni fino al 1° giugno 2016).
Egli
ha fatturato complessivamente 2 ore e 45 minuti per i colloqui telefonici con
il cliente. Di tale dispendio orario si giustifica riconoscere un’ora, tempo più che sufficiente per discutere della fattispecie e approntare
una strategia difensiva (soprattutto alla luce del dispendio orario indicato
per il colloquio con il cliente, pari a 2 ore e 30 minuti).
Il dispendio orario fatturato per il verbale davanti
al procuratore pubblico (2 ore) va ridotto a 1 ora e 30 minuti in
considerazione dell’effettiva durata e della (breve) trasferta.
Per
il dibattimento di primo grado sono state fatturate 5 ore che vanno ridotte a 4
ore in virtù della durata effettiva e della relativa trasferta.
10.
ore e 15 minuti di lavoro sono, poi, state conteggiate per la formazione
dell’incarto (30 minuti), la corrispondenza e colloqui con il ministero
pubblico (1 ora e 15 minuti), l’esame dell’incarto e l’allestimento
dell’istanza probatoria (1 ora), il colloquio con il cliente (2 ore e 30
minuti), corrispondenza e colloqui telefonici con la pretura penale (1 ora) e
per la preparazione del dibattimento di primo grado (4 ore). Questo dispendio
orario viene integralmente riconosciuto.
c. L'onorario
riconosciuto per la procedura di primo grado è quindi di 10 ore a fr. 250.-
l'una, per totali fr. 2'500.-
d. Le spese esposte pari
a fr. 139.- vengono totalmente riconosciute.
e. Su questi importi va
calcolata e, poi, aggiunta l'IVA all'8%, cioè fr. 211.12.
f. Complessivamente,
quindi, vista la parziale assoluzione, per la procedura di primo grado, sono
riconosciuti all'avv. __________, difensore di fiducia, fr. 1'425.06 (1/2 di
fr. 2'500.- + fr. 139.- + fr. 211.12).
9.
Visto l’esito, gli
oneri processuali d’appello, consistenti in complessivi fr. 1’700.-, gravano
per 1/2 sullo Stato e per 1/2 sul condannato .
10.
Come già ricordato,
per l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l’imputato assolto, pienamente o anche solo
parzialmente, ha diritto al risarcimento delle spese sostenute ai fini di un
adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali.
a. Anche per la
procedura d’appello, l’imputato chiede, in primo luogo, il riconoscimento di
una tariffa oraria di fr. 300.- corrispondente a quella pattuita
contrattualmente con l’imputato. Ritenuto che il caso qui in discussione non
presenta particolari difficoltà né dal profilo fattuale né da quello giuridico,
la tariffa oraria deve essere ridotta ai canonici fr. 250.-/h.
b. Complessivamente, il
difensore ha preteso che vengano riconosciute, per la procedura di appello, 17
ore e 15 minuti di onorario (cfr. prestazioni a far tempo dal 2 giugno 2016).
Egli
ha fatturato complessivamente 1h e 30 minuti per i colloqui telefonici con il
cliente e per un colloquio telefonico con la CARP.
Di
tale dispendio orario si giustifica riconoscere 1h: non va dimenticato che l'appello
giunge alla fine di tutta la procedura di primo grado, durante la quale sia il
difensore che il cliente hanno avuto modo di comprendere esattamente le accuse
e di scegliere - conseguentemente - le strategie difensive.
Per
la preparazione al dibattimento d’appello, sono state fatturate 7h e 15 minuti.
In considerazione del fatto che l’arringa difensiva ricalca, sostanzialmente,
quella per il processo di primo grado, il tempo impiegato appare eccessivo, per
cui deve essere ridotto a 4 ore.
8.
ore e 30 minuti di lavoro sono, poi, state conteggiate per l’esame della
sentenza di primo grado con relativa lettera al cliente (1h), per
l’allestimento della dichiarazione d’appello (30 minuti), per i colloqui con il
cliente (1h e 30 minuti), per l’allestimento dell’istanza di indennizzo (30
minuti) e per il dibattimento con trasferta compresa (5h). Questo dispendio
orario viene integralmente riconosciuto.
c. L'onorario
riconosciuto per la procedura d’appello è quindi di 13 ore e 30 minuti a fr.
250.
- l'una, per totali fr. 3'375.-.
d. Le spese esposte pari
a fr. 134.- vengono totalmente riconosciute.
e. Su questi importi va
calcolata e, poi, aggiunta l'IVA all'8%, cioè fr. 280.72.
f. Complessivamente,
quindi, vista la parziale soccombenza, per la procedura d’appello, sono
riconosciuti all'avv. __________, difensore di fiducia, fr. 1'894.86 (1/2 di
fr. 3'375.- + fr. 134.- + fr. 280.72).
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 6, 10, 76 segg.,
80, 81, 84, 348 segg., 379 segg., 398 segg., 429, 436 CPP;
22,
305 cpv. 1 CP;
19
cpv. 1 LF sugli stupefacenti;
nonché,
sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG, rispettivamente il
Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,
dichiara e pronuncia:
1. L’appello è parzialmente
accolto.
Di conseguenza
1.1. AP 1 è prosciolto dal
reato di tentato favoreggiamento.
1.2. AP 1 è dichiarato
autore colpevole di:
1.2.1. infrazione alla LF
sugli stupefacenti
per
avere, il 2 maggio 2015, a __________, senza essere autorizzato, procurato a __________
un modesto e imprecisato quantitativo di cocaina, e meglio per avere, durante
un controllo di polizia, restituito ad __________ una bolas di cocaina e la
cocaina contenuta in un biglietto ferroviario, posto che appena prima la droga
gli era stata requisita.
1.3. Di conseguenza, AP 1 è
condannato alla pena pecuniaria di 3 aliquote giornaliere da fr. 110.-
ciascuna, per un totale di fr. 330.-.
1.4. L’esecuzione della
pena pecuniaria è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due)
anni.
1.5. La tassa di giustizia
e le spese procedurali di prima sede consistenti in complessivi fr. 1'150.-
sono posti per 1/2 (fr. 575.-) a carico dello Stato e per 1/2 (fr. 575.-) a
carico di AP 1.
1.6. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a AP 1, a titolo di
indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l’importo di fr. 1'425.06 (IVA
inclusa) per il risarcimento delle spese di patrocinio per la procedura di
primo grado.
2. Gli oneri
processuali per la procedura d’appello consistenti in:
- tassa di giustizia fr. 1500.-
- altri disborsi fr. 200.-
fr. 1700.-
sono posti per 1/2 (fr. 850.-)
a carico dello Stato e per 1/2 (fr. 850.-) a carico di AP 1.
3. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a AP 1, a titolo di
indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l’importo di fr. 1'894.86 (IVA
inclusa) per il risarcimento delle spese di patrocinio per la procedura
d’appello.
4. Intimazione a:
5. Comunicazione a:
- Pretura
penale, 6501 Bellinzona
- Comando
della Polizia cantonale, 6500 Bellinzona
- Ministero
pubblico SERCO, 6501 Bellinzona
- Ufficio
del Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano
- Divisione
della giustizia, 6501 Bellinzona
P_GLOSS_TERZI
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente La
segretaria
Rimedi giuridici
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF),
il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i
motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.