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Decisione

17.2018.106

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

18 giugno 2019Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

i filmati mostrano che alle ore 06:21, nella sala di interrogatorio 2, sono

presenti __________, AP 1 e __________. __________, sempre con le mani

ammanettate, è seduto per terra, con la schiena appoggiata al muro in fondo alla

stanza, vicino alla porta.

Mentre

__________ prende posto davanti al PC, AP 1 si avvicina a __________, brandendo

l’etilometro. I due parlano mentre AP 1, appoggiato allo stipite della porta,

gesticola con l’apparecchio davanti al viso di __________. Quest’ultimo sputa

sullo scarpone sinistro dell’appellante che reagisce sferrandogli un primo

calcio al petto, subito seguito da un secondo, sempre nella stessa zona.

Prendendo posizione, al

primo dibattimento AP 1 ha dichiarato di avere semplicemente reagito allo sputo

aggiungendo che i colpi inferti a __________ non erano vere pedate: lo fossero

state – ha aggiunto – lui “si sarebbe piegato in due dal dolore.”

(allegato 1 al verbale dibattimentale di primo grado, pag. 6).

8. Il terzo episodio

incriminato trae - verosimilmente - origine dal fatto che __________, alle ore

06:26, sempre seduto a terra, con la schiena appoggiata al muro e ammanettato,

sputa in direzione di AP 1. Lo sputo raggiunge la scrivania dietro la quale

l’appellante e __________ sono seduti. AP 1 si alza e si dirige verso __________,

che si piega sul fianco sinistro, come a proteggersi.

Non

senza motivo, poiché AP 1 lo colpisce con tre calci all’altezza dei glutei, cui

segue un pugno in direzione del volto. AP 1 colpisce, poi, __________ al volto

col piede e, quindi, sempre tenendo il piede sul suo viso, gli spinge il capo

verso il suolo, mantenendolo per qualche secondo in questa posizione.

AP 1 ha detto di averlo

fatto poiché __________ – che aveva detto loro, quando ancora erano in __________,

di essere affetto dall’AIDS, minacciando di infettarli - ha sputato nella sua

direzione e lui aveva percepito l’arrivo di gocce di saliva sul suo viso.

Avrebbe, quindi, agito per paura.

Gli avrebbe, poi,

mantenuto il piede non sulla faccia, bensì davanti alla bocca, perché __________

“non smetteva di sputare” (AI 12, pag. 2, rr. 36-38).

Il

suo intento – ha aggiunto - non era di fare del male a __________, ma

unicamente di farlo smettere di sputare.

9. Sulle

circostanze che hanno, in seguito, portato alla posa della mascherina sulla

persona di __________ e al successivo intervento della __________ si rinvia, ex

art. 82 cpv. 4 CPP, dei consid. 3.5-3.6 della sentenza impugnata (pagg. 40-49).

In

questa sede ci si limita ad evidenziare che __________ è stato trasportato con

la __________, dalla centrale di polizia all’Ospedale__________, dove è stato

visitato dal personale medico.

Dalla

lettera di dimissione del nosocomio risulta che __________ presentava una lieve

escoriazione allo zigomo destro ed una lieve contusione ed escoriazione

parietale sinistra. Gli esami supplementari cui è stato sottoposto hanno

rilevato un tasso di alcolemia pari all’1.98 g/L (cfr. AI 15).

10. Dopo

essersi costituito accusatore privato ed essere stato sentito dal PG il 23

maggio 2016 (cfr, AI 9), __________, con scritto del 13 giugno 2016, si è

disinteressato del procedimento revocando la sua costituzione di accusatore

privato (cfr. allegato ad AI 16). Interrogato al dibattimento di primo grado, AP

1 ha specificato che a __________ aveva nel frattempo versato fr. 5'000.-:

“(…) suddivisi con __________ a metà, che

comprendono le spese legali che ha dovuto supportare (recte: sopportare), le

spese dell’ambulanza da noi chiamata e il costo della giacca, che ho poi saputo

gli era stata rotta dalla sicurezza privata. (…) come torto morale non gli ho

dato niente.” (all. 1 a verb. dib. primo grado, pag. 5).

appello

11. AP

1 contesta la commisurazione della pena effettuata dal primo giudice,

segnatamente il fatto che a suo favore non sono state considerate le attenuanti

specifiche di cui all’art. 48 lett. b) e d) CP e che gli è stata inflitta una

pena detentiva invece di una pena pecuniaria.

circostanze

attenuanti invocate dalla difesa

autore

seriamente indotto in tentazione dalla condotta della vittima

12. In

concreto, è evidente che il presupposto di cui all’art 48 lett. b CP non è

realizzato: non può, infatti, seriamente essere preteso che AP 1 abbia agito

poiché __________ lo ha a tal punto provocato da renderlo non completamente responsabile

della sua decisione di commettere il reato (STF 6B_97/2010 del 22 aprile 2010

consid. 3.4.2;6B_395/2009 del 20 ottobre 2009 consid. 6.6.1; STF 6S.378/2005

del 20 dicembre 2005 consid. 2.4; DTF 98 IV 67 consid. 1; Wiprächtiger, Basler

Kommentar, StGB I, Basilea 2007, ad art. 48, n. 21, pag. 892; Pellet,

Commentaire romand, CP I, Basilea 2009, ad art. 48, n. 27, pag. 484;

Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Berna 2006, § 6, n. 100, pa.

220). Ciò è il caso, infatti, soltanto quando qualsiasi altra persona

responsabile posta nella stessa situazione dell’autore avrebbe avuto difficoltà

a resistere a pesantissime provocazioni (STF 6B_31/2011 del 27 aprile 2011

consid. 3.4.3;6B_97/2010 del 22 aprile 2010 consid. 3.4.2; STF 6S.378/2005 del

20 dicembre 2005 consid. 2.4; DTF 102 IV 273 consid. 2c; 98 IV 67 consid. 1;

Wiprächtiger, Basler Kommentar, StGB I, Basilea 2007, ad art. 48, n. 21, pag.

892; Pellet, Commentaire romand, CP I, Basilea 2009, ad art. 48, n. 28, pag.

484).

Ora,

non soltanto nessuna persona ragionevole, posta nelle stesse condizioni, si

sarebbe lasciata andare ai riprovevoli comportamenti testimoniati dalle

registrazioni video. Ma, soprattutto, non lo avrebbe fatto nessun poliziotto

mediamente ragionevole e responsabile.

Tanto

è vero che quel che emerge dalle registrazioni video non è l’immagine di una

persona che reagisce perché accecata dalla paura di un contagio ma quella di un

violento, che agisce per imporre con violenza la propria superiorità fisica in

una situazione che avrebbe potuto, molto facilmente, essere gestita

diversamente (e per la cui gestione, lo si ricorda, gli agenti di polizia sono

appositamente formati, cfr, al riguardo, CARP 17.2013.127+128 del 24 febbraio

2014, consid. 20, pag. 28).

Del

resto, che non fosse la paura del contagio il carburante che muoveva AP 1 è

dimostrato dal fatto che chi ha paura di essere contagiato da alcune gocce di

saliva arrivategli sul viso corre a sciacquarsi o tenta immediatamente di

pulirsi e non si attarda a prendere a calci l’autore dello sputo, sdraiato al

suolo e fisicamente inoffensivo.

Su

questo punto, dunque, l’appello di AP 1 deve essere respinto.

sincero

pentimento

13. Nemmeno

vi è sincero pentimento ai sensi dell’art. 48 lett. d) CP: il risarcimento del

danno materiale causato, da solo, non basta ad integrare tale attenuante

specifica nella misura in cui esso non è la concretizzazione di un reale e

profondo pentimento (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc e dd; 107 IV 98 consid. 1;

STF 6B.485/2011 del 1° dicembre 2011, consid. 1.1;6B.265/2010 del 13 agosto

2010, consid. 1.1; STF 6B_822/2008 del 5 novembre 2008; STF 6B_78/2008 del 14

ottobre 2008, consid. 3.5.; consid. 2.3;6B_622/2007 dell’8 gennaio 2008,

consid. 3.2;6S.17/2003 del 3 febbraio 2003, consid. 2.1; STF non pubblicata

6S.146/1999 del 26 aprile 1999, consid. 3a;6B_827/2008 del 7 gennaio 2009,

consid. 2.2.2; CCRP del 13 febbraio 2001, inc. 17.2001.8, consid. 2;

Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht I, II ed., Basilea 2007, ad art. 48

CP, n. 30; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo

2013, ad art. 48 CP, n. 22; Pellet, Commentaire romand, Code pénal I, 2009, ad

art. 48 CP, n. 39).

Ancora

di fronte al primo giudice, infatti, AP 1 ha preteso di avere agito in modo proporzionato

e corretto: non ha da essere dimostrato che queste dichiarazioni fanno a botte

con la pretesa del riconoscimento dell’attenuante specifica indicata.

E

al dibattimento di appello non ha fatto meglio, nel senso che ha, ancora, sottilizzato

su quanto fatto e sostanzialmente preteso che, contrariamente a quanto emerge

con chiarezza dei filmati, egli ha agito a causa del comportamento provocatorio

di __________ e senza in alcun modo volergli fare del male. Basta una semplice

visione di quanto a video per rendersi conto che, se provocazione c’è stata,

essa è stata minima e che molti dei gesti imputatigli AP 1 li ha commessi

quando __________ era a terra, inerme.

Anche

su questo punto, dunque, l’appello deve essere respinto.

commisurazione

14. Per l’art. 47 cpv. 1

CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita

anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa

è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli

obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione al pericolo

o la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73

consid. 4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno

2010, consid. 2.1 e 2.2.2;6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5;

6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2;

6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2;6B_14/2007 del 17 aprile 2007,

consid. 5.2 e riferimenti).

Occorre,

dunque, determinare la colpa dell’imputato in funzione delle circostanze legate

ai reati di cui risponde, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La

colpa va, infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo

oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso

e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la

giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le

espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129

IV 6 consid. 6.1).

Passando

a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden), vanno

considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi

a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore

aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà

dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità, nonché

l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF

6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

Vanno, poi, considerate -

a ponderazione in senso attenuante o aggravante della pena così determinata -

le circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua

vita anteriore, della reputazione, della situazione personale, del

comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6

consid. 6.1; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2;

cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

15. AP

1 risponde di abuso di autorità (art. 312 CP) per cui è prevista una pena

detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria.

16. Dal profilo oggettivo,

va detto che la colpa di AP 1 è da considerarsi come almeno mediamente grave.

Determinante

in tal senso è la brutalità con cui egli ha ripetutamente agito a danno di una

vittima resa praticamente inerme dall’evidente ebrietà e del tutto inoffensiva

nella misura in cui non può essere ragionevolmente preteso che lo sputo

costituisse un reale pericolo. Con la sua reiterata brutalità, AP 1 ha più che

gravemente leso, oltre all'interesse generale dello Stato a disporre di

funzionari leali che utilizzano i poteri loro conferiti con coscienza e

equilibrio, l'interesse dei cittadini – e, in quel frangente, di __________ - a

non essere esposti a un impiego della forza pubblica incontrollato e arbitrario

(DTF 127 IV 209 consid. 1b). Aggrava la sua

colpa la funzione che egli ricopriva quella sera: egli era, infatti, il capo

del gruppo che è intervenuto e di cui faceva parte un agente in formazione.

Anche

dal profilo soggettivo, la colpa di AP 1 è grave, avendo egli agito per dolo

diretto, ben consapevole di quanto stava facendo e non potendosi ritrovare,

nell’atteggiamento della vittima, nulla che possa costituire anche solo

un’attenuante generica. __________ – come detto – era praticamente inoffensivo

e la situazione era di quelle che si presentano normalmente (se non

quotidianamente) alle forze dell’ordine che sono, appunto, formate in tal

senso, ritenuto come il comportamento di __________ fosse quello tipico di un

semplice ubriaco.

Nessuna

attenuante deriva, infine, a AP 1 dalle circostanze legate all’autore.

L’incensuratezza è, infatti, un elemento neutro (DTF 136 IV 1, consid. 2.6.2;

STF 6B_567/2012 del 18 dicembre 2012, consid. 3.3.) e tale è, negli effetti,

anche il suo comportamento processuale, ritenuto, in particolare, come egli

abbia continuato a pretendere di non avere nulla da rimproverarsi e come,

quindi, esso non sia particolarmente meritorio.

genere

di sanzione

17. La scelta del genere

di sanzione da infliggere al condannato dipende dalla sua adeguatezza, dai suoi

effetti sul condannato e sulla sua situazione sociale, nonché dalla sua

efficacia da un punto di vista preventivo. Il TF ha, più volte, avuto modo di

spiegare che, secondo il nuovo diritto, nell’ambito della piccola criminalità

la sanzione principale è la pena pecuniaria (art. 34 CP), mentre per la

criminalità media lo sono la pena pecuniaria e la pena detentiva: nella

concezione della nuova parte del CP, la pena pecuniaria è, pertanto, divenuta

la sanzione principale.

Di regola, quando più

generi di pena risultano essere adeguati alla colpa dell’autore, il principio

della proporzionalità impone di scegliere quello che meno limita la libertà

personale dell’autore e che lo tocca meno duramente: in questo senso, va

ricordato che, secondo la giurisprudenza, la pena pecuniaria è una sanzione più

clemente rispetto alla pena detentiva (SK.2018.8 del 7 novembre 2018; STF

6B_559/2018 del 26 ottobre 2018, consid. 1.1.1.;6B_905/2018 del 7 dicembre

2018 consid. 4.3.2.; SK 2017.75 del 3.07.2018; DTF 134 IV 97, consid. 4.2; STF

6B_611/2014 del 9.03.2015; STF 6B_546/2013 del 23.08.2013, consid. 1.1.; STF

6B_541/2008 del 13.05.2008, consid. 3.1).

18. Non vi sono agli atti

elementi che permettano di concludere che una pena pecuniaria, per AP 1 - che,

sin qui, era incensurato -, non sarebbe adeguata ai sensi di quanto sopra

ricordato, in particolare che non avrebbe nessun effetto dissuasivo.

Ciò posto, la pena

pecuniaria potrebbe, di principio, essere inflitta (art. 41 cpv. 1 CP).

La colpa - grave - del

condannato non permette, però, di rimanere nei limiti posti dall’attuale art.

34 CP (entrato in vigore il 1° gennaio 2018; RU 2016 1249; FF 2012 4181).

Tuttavia, ritenuto come i

fatti di cui AP 1 risponde siano occorsi prima dell’entrata in vigore della

revisione del diritto sanzionatorio e come il diritto precedente debba

considerarsi più favorevole al condannato nella misura in cui la maggiore

estensione edittale della pena pecuniaria (fino a 360 aliquote) permette, in

concreto, di evitargli una pena detentiva (cfr SK.2018.8 del 7 novembre 2018;

2017.75 del 3.07.2018; DTF 134 IV 97, consid. 4.2; STF 6B_559/2018 del 26

ottobre 2018, consid. 1.1.1.;6B_905/2018 del 7 dicembre 2018 consid. 4.3.2.),

a AP 1, tenuto conto delle circostanze oggettive e soggettive legate al reato

di cui risponde, viene inflitta la pena pecuniaria di 270 (duecentosettanta)

aliquote giornaliere.

19. Quanto all'ammontare

delle singole aliquote, l'art. 34 cpv. 2 CP stabilisce che un'aliquota

giornaliera ammonta al massimo a fr. 3'000.– e che il giudice ne fissa

l'importo secondo la situazione personale ed economica dell'autore al momento

della pronuncia della sentenza, tenendo segnatamente conto del suo reddito e della

sostanza, del suo tenore di vita, dei suoi obblighi familiari e assistenziali e

del minimo vitale.

Nel decreto d’accusa

l’ammontare dell’aliquota era stato fissato in di fr. 160.- sulla base di un

reddito netto mensile di fr. 6'562.85, dedotto dalla decisione di tassazione

per l’imposta cantonale 2015. Al dibattimento d'appello AP 1 ha dichiarato di

percepire un reddito mensile netto pari a fr. 6'150.-, per tredici mensilità, e

di non avere alcun onere di mantenimento (cfr. verb. dib. appello, pag. 2).

Tenuto conto della deduzione forfettaria del 25%, si ottiene così

un’aliquota giornaliera di fr. 160.–.

sull’ammontare

della multa

20. Oltre ad una pena

sospesa condizionalmente, può essere inflitta una multa ai sensi dell’art. 106 CP

(art. 42 cpv. 4 CP) quando, come in concreto, ciò appare necessario per

sanzionare - in un’ottica di prevenzione generale e speciale - adeguatamente ed

in modo tangibile la colpa del condannato (STF 6B_756/2018

del 15 novembre 2018, consid. 2.2.;6B_835/2018 dell’8 novembre 2018, consid.

3.2).

La

giurisprudenza ha precisato che, in questi casi, la multa riveste un mero

carattere accessorio e, per tale motivo, si giustifica in linea di principio di

fissare il suo limite superiore al 20% della pena di base (DTF 135 IV 191

consid. 3.4.4; 134 IV 60, consid. 7.3.3).

La

multa di fr. 5'000.- (cinquemila) inflitta dai primi giudici è, non soltanto

rispettosa di questo principio, ma anche adeguata alla colpa del condannato e

alle sue condizioni finanziarie. Pertanto, essa viene confermata.

In

caso di mancato pagamento, sarà commutata in una pena detentiva di 31

(trentuno) giorni.

sulla

durata della sospensione condizionale

21. Preso

atto della sospensione condizionale della pena principale già decisa in primo

grado (non contestata dalla pubblica accusa e, quindi, passata in giudicato),

il relativo periodo di prova va ridotto a due anni non essendovi motivi che

impongano/permettano di scostarsi dal minimo legale (art. 44 CP; DTF 95 IV 121

consid. 1; STF 6B_402/2011 dell'8 settembre 2011 E. 1.2;6B_140/2011 del 17

maggio 2011 E. 7.1 m.H,6B_16/2009 del 14 aprile 2009, consid. 2).

tassa

di giustizia, spese procedurali e indennità

22. Visto

l’esito dell’appello dell’imputato, in applicazione dell’art. 428 cpv. 3 CPP,

gli oneri processuali del procedimento di prima sede rimangono interamente a

carico del condannato.

Gli

oneri processuali dell’appello consistenti in fr. 2'000.- sono posti a carico del

prevenuto nella misura di 3/4 e per il resto sono a carico dello Stato (art.

428 cpv. 1 CPP).

Ai sensi dell’art. 436 cpv. 2 CPP l’imputato, se non

beneficia di un’assoluzione piena o parziale, né dell’abbandono del

procedimento, ma ottiene ragione su altre questioni, ha diritto a una congrua

indennità per le spese sostenute. Essendo stato l’appello di AP 1 parzialmente

accolto, si giustifica il riconoscimento di un’indennità ridotta per le spese

patrocinio, pari a fr. 300.-.

Per questi

motivi,

visti gli

art. 10, 80, 82 cpv. 4, 84, 348 e segg., 379 e segg. e 398

e segg., 436 CPP;

12,

34, 42, 44, 47 e segg., 110 cpv. 3 e 312 CP;

nonché, sulle spese e sulle

ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG

dichiara

e pronuncia:

1. L’appello

di AP 1 è parzialmente accolto.

Di

conseguenza:

ritenuto

che, in assenza di impugnazione, la condanna di AP 1 per abuso di autorità di

cui al dispositivo n. 1. della sentenza 22 febbraio 2018 della Corte delle

assise correzionali di Lugano è passato in giudicato,

1.1. AP

1 è condannato:

1.1.1. alla

pena pecuniaria di 270 (duecentosettanta) aliquote da fr. 160.- (centosessanta)

cadauna.

L’esecuzione

della pena è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;

1.1.2. alla

multa di fr. 5'000.- (cinquemila), da sostituirsi, in caso di mancato pagamento

per colpa, con la pena detentiva di giorni 31 (trentuno);

1.1.3. al

pagamento di tassa e spese di giustizia relative al procedimento di primo grado

per complessivi fr. 2'275.20.

Considerandi

2.

Gli

oneri processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1’800.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 2’000.-

sono

posti a carico di AP 1 nella misura di 3/4 e per il resto sono a carico dello

Stato, che gli verserà fr. 300.- (trecento) a titolo di indennità ridotta ex

art. 436 cpv. 2 CPP.

3.

Intimazione a:

4.

Comunicazione

a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF),

il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i

motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a

ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il

ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso

sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi

previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.