17.2018.106
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18 giugno 2019Italiano27 min
Source ti.ch
Incarto n.
17.2018.106
Locarno
18 giugno 2019/cv
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente,
Rosa Item e Francesca Lepori Colombo
segretaria:
Christiana Lepori, vicecancelliera
sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con
annuncio del 23 febbraio 2018 da:
AP 1,
__________
rappr. dall’avv. DI 1, 6900
Lugano
contro la sentenza emanata nei
suoi confronti il 22 febbraio 2018 dalla Corte delle assise correzionali di
Lugano (motivazione scritta intimata il 23 maggio 2018)
richiamata la dichiarazione di appello 11 giugno 2018;
esaminati gli atti;
ritenuto
che:
A. Con decreto d’accusa
n. __________ del 3 marzo 2017, il PP ha ritenuto AP 1 colpevole di:
abuso di
autorità,
per
avere
a Lugano in data 8 maggio 2016, in
veste di agente della Polizia Comunale della Città di Lugano, abusato della
propria posizione al fine di recar danno ad altri e meglio per avere:
1.1. dapprima, colpito __________ al collo,
scaraventandolo al suolo prima di ammanettarlo (così come risulta dal filmato
di videosorveglianza denominato __________, nel periodo orario __________);
1.2. in
seguito, sferrato due calci al petto di __________, mentre questi si trovava
seduto per terra, ammanettato, con le braccia dietro la schiena (così come
risulta dal filmato di videosorveglianza denominato __________, nel periodo
orario __________);
1.3. infine,
sferrato a __________ un calcio con la gamba destra ad altezza cosce/glutei,
due calci con la gamba sinistra sempre ad altezza glutei, un colpo al volto con
la mano sinistra ed almeno un colpo al volto con il piede sinistro, mentre
questi si trovava sdraiato a terra, ammanettato, con le braccia dietro la schiena
(così come risulta dal filmato di videosorveglianza denominato __________, nel
periodo orario __________),
e ne ha proposto
la condanna alla pena pecuniaria di 150 (centocinquanta) aliquote giornaliere
da fr. 160.- (centosessanta) l’una, per complessivi fr. 24'000.-
(ventiquattromila), da porsi al beneficio della sospensione condizionale con un
periodo di prova di 2 (due) anni, alla multa di fr. 2'000.- (duemila) - da
sostituirsi, in caso di mancato pagamento, con una pena detentiva di 20 (venti)
giorni - ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie per
complessivi fr. 400.- (quattrocento).
B. Con sentenza del 22
febbraio 2018 (intimata il 23 maggio 2018), la Corte delle assise correzionali
ha dichiarato AP 1 autore colpevole di abuso di autorità (disp. 1) per i fatti
contestatigli nell’appena citato DA al quale, in occasione del primo
dibattimento, è stata apportata la seguente modifica:
“(…) in
seguito alla frase “al fine di recar danno ad altri e meglio per avere” la
seguente aggiunta:
“, dopo aver proceduto al fermo e all’accompagnamento coatto di __________
da __________, __________, fino __________,” (verbale dibattimentale di primo
grado, pag. 2).
La prima Corte lo ha
condannato:
-
alla pena detentiva di 9 (nove) mesi, sospesa per un periodo di prova di 3
(tre) anni (disp. 2 e 3);
-
alla multa di fr. 5’000.-, da sostituirsi, in caso di mancato pagamento, con
la pena detentiva di 45 (quarantacinque) giorni (disp. 2);
-
al pagamento della tassa di giustizia di fr. 2'000.- e delle spese
procedurali (disp. 4).
C. La
citata sentenza è stata tempestivamente impugnata da AP 1 con annuncio 23
febbraio 2018 (doc. CARP I) e dichiarazione di appello 11 giugno 2018, con cui
ha precisato di impugnare esclusivamente i dispositivi 2, 3 e 4 relativi alla
commisurazione della pena, alla durata della sospensione condizionale, alla
tassa di giustizia ed alle spese procedurali, chiedendo che:
-
la pena detentiva venga sostituita con la pena pecuniaria non superiore alle
30 aliquote giornaliere;
-
che detta pena pecuniaria venga sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di due anni;
-
che la multa venga ridotta a fr. 500.-.
Ha,
infine, protestato le tasse e spese di giustizia di primo grado (doc. CARP
III).
D. In assenza di
impugnazione, il dispositivo n. 1 (relativo alla dichiarazione di colpevolezza)
è, dunque, passato in giudicato.
E. Con la dichiarazione
di appello, AP 1 ha anche presentato un’istanza probatoria in cui postulava una
nuova audizione di __________. L’istanza è stata respinta con decisione 12
dicembre 2018 dalla presidente di questa Corte che ha, contestualmente,
assegnato alle parti un termine per comunicare il loro eventuale consenso allo
svolgimento dell’appello in procedura scritta (doc. CARP V).
Con
scritto del 13 dicembre 2018 (doc. CARP VI), il PG ha consentito. L’appellante
ha, per contro, lasciato scadere infruttuoso il termine assegnato. Da qui la
procedura orale.
Ritenuto che il pubblico dibattimento si è
tenuto l’11 giugno 2019 e a conclusione dei loro interventi:
il PP ha chiesto la
conferma della condanna pronunciata dalla prima Corte nei confronti di AP 1 senza
opporsi alla riduzione a due anni del periodo di prova;
DI 1 ha chiesto una massiccia
riduzione della pena rispetto a quanto deciso dalla prima Corte.
in fatto e in diritto
l’imputato
1. Sulla vita di AP 1
si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il consid. 1 della
sentenza impugnata (pag. 6 e segg.):
“(…) A domanda di voler illustrare la sua situazione
personale, con riferimento alla vita passata, l’imputato risponde che prima di essere poliziotto ero elettrauto diplomato.
La scuola reclute l’ho eseguita a Bière nel corpo della fanteria. Terminata la
scuola reclute, ho ricevuto l’assunzione dalla Scuola cantonale di Polizia __________,
per poi essere stato assunto dalla città di Lugano, sempre nel __________. Ho
effettuato un anno di formazione, composto da 9 mesi teorici e da 3 mesi di
stage pratico. Attualmente sono assegnato alla __________, mi occupo di __________.
Prima ero sostituto __________, con, al momento dei fatti, il grado di __________.
A domanda preciso che in passato ho ricevuto un ammonimento per una
questione interna, nulla di rilevanza penale. Si è trattato di una corsa di
emergenza nella quale ho superato il limite di velocità, se non ricordo male
questo accadeva nel __________. Non sono sposato, non ho figli, vivo con la mia
compagna. Il mio stipendio è aumentato in quanto la scala degli stipendi per
gli agenti __________ si è adeguata alla scala cantonale, guadagno ca. CHF
7'000.- lordi al mese. Attualmente nei miei confronti è aperta una procedura
amministrativa. Pago CHF 1'100.- di affitto mensile, la mia compagna lavora in
qualità di dietista presso l’Ospedale, abbiamo come progetto futuro di avere
una famiglia, sposarci e avere dei figli.
Nell’ambito della sua funzione di __________, le sono
stati affidati anche dei colleghi di rango inferiore, per es. delle persone in
formazione?
Sì, si è trattato anche di __________. A domanda
preciso che al momento dei fatti erano con me solo agenti formati, salvo uno
che se non erro stava comunque già effettuando il periodo di prova. Io ero la
persona con il grado superiore.
Ha seguito delle formazioni particolari, oltre alla
scuola di Polizia?
Sì, ho seguito un corso di __________ che consiste in
diversi seminari della durata di due settimane e mezzo. È un misto tra corso
teorico e casi pratici, che verte su __________. Ad esempio, quali sono le
misure da mettere in atto in caso di __________. Come agire dipende dunque da
ogni situazione, nel caso in cui il ladro non si lasciasse fermare, a
domanda del Presidente, affermo che possiamo fare uso di alcuni mezzi
coercitivi, si parte dal dialogo fino all’ultima ratio, in caso di pericolo
serio nostro o di terzi, l’uso dell’arma. Se dovesse solo scappare, ovviamente,
non possiamo sparargli alla schiena.” (verbale d’interrogatorio
dibattimentale).” (sentenza impugnata, consid. 1. pagg. 6-7).
fatti accertati e non contestati
2. Non sono contestati
né i fatti accertati dalla prima Corte, né la loro sussunzione giuridica. Di
seguito ci si limita, quindi, a riportare gli elementi di fatto essenziali (e
necessari per la commisurazione della pena) con riferimento al reato di abuso
di autorità, per il quale AP 1 è stato dichiarato autore colpevole.
3. Nelle prime ore
dell’8 maggio 2016, due volanti della Polizia comunale di Lugano sono state
chiamate ad intervenire in __________, nei pressi __________ a causa dei
problemi causati all’interno del locale da un avventore.
Giunti sul posto, a AP 1 (__________),
__________ (__________), __________ (__________) e __________ (__________) è
stato segnalato un uomo (__________) che, in preda ai fumi dell’alcool, dopo
avere urinato sul distributore di sigarette che si trovava sulle scale, era
rientrato dando in escandescenze e recando disagio agli altri avventori.
__________, che prima
dell’arrivo degli agenti aveva avuto uno scontro con gli addetti alla sicurezza
dell’__________, ha rifiutato, in malo modo, di presentare a AP 1 e colleghi i
propri documenti d’identità e, poi, di seguirli. Per questo motivo ed anche
perché sospettato di avere con sé stupefacenti, i quattro poliziotti hanno
deciso di portarlo in Centrale per una perquisizione più approfondita. __________
è, dunque, stato messo al suolo e ammanettato e, poi, scortato verso la prima
delle due vetture di servizio giunte sul posto.
4. Dal video che ritrae
quegli istanti si vede __________ opporsi a __________ che cerca di farlo
salire sul veicolo. Probabilmente a seguito del tentativo di __________ di
mordere __________ alla mano (circostanza comunque non ripresa dalle
videocamere), si vede l’agente in questione che lo spinge in avanti, facendolo
cadere faccia a terra e mettendosi, poi, sopra di lui. __________ viene, poi,
sollevato da __________ e AP 1, dai quali viene fatto energicamente salire in
auto, per essere poi portato in Centrale, dove arriva, sempre ammanettato, alle
5:35.
5. Alle 05:40 lo si
vede entrare, preceduto da AP 1, seguito da __________ e senza manette, nella
sala di interrogatorio 2, dove si sono, poi, svolti i fatti riportati nel
decreto d’accusa.
Nei minuti successivi
all’arrivo di __________ nel locale, le immagini mostrano AP 1 che lavora al
PC, intimando più volte a __________, seduto su una sedia di fronte alla
scrivania, di allontanarsi e __________ che - arrivato in un secondo momento -
tenta più volte, ma senza esito, di sottoporre __________ al test
dell’etilometro.
Alle
05:55 AP 1 esce dal locale e si dirige verso la sala di interrogatorio 1, dove
rimane qualche minuto con __________ e __________.
Alle
05:58 AP 1 torna nella sala d’interrogatorio 2, verosimilmente richiamato dai
toni della discussione in corso tra __________ e __________ dopo che il primo
aveva preso il proprio cellulare dalla scrivania e ve lo aveva poi rilanciato.
AP
1 riprende quindi la propria posizione dietro al PC della sala 2 e, insieme al
collega __________, intima a __________ di indietreggiare verso il fondo del
locale. __________ indietreggia, rimanendo sempre seduto sulla sedia, ma si
allunga nuovamente verso la scrivania e tenta di prendere il proprio cellulare,
desistendo dal suo intento nel momento in cui AP 1 balza in piedi e __________
allontana l’apparecchio.
A
questo punto, il video mostra __________ che reagisce alzando le braccia al
cielo, sorridendo e parlando.
E’
in questo momento che avviene il primo episodio di cui riferisce il DA.
6. Dal filmato agli
atti si vede AP 1 che, alle 06:03, dopo essersi alzato in piedi, si sposta
dall’altro lato della scrivania, si avvicina a __________ e, con la mano
sinistra, gli afferra la parte posteriore del collo, lo scaraventa pancia al
suolo e, con l’aiuto di __________, lo immobilizza. __________, nel frattempo
giunto nella sala di interrogatorio 2, ammanetta __________.
Alle 06:04 __________ si
trova, quindi, sdraiato a terra, prono, con le braccia ammanettate dietro la
schiena.
AP 1 ha sostenuto che sia
l’immobilizzazione che l’ammanettamento erano necessarie e proporzionate poiché
__________ avrebbe avuto un comportamento minaccioso (di cui i video non danno,
però, atto), avrebbe proferito insulti e minacce (anche) nei suoi confronti e
non avrebbe dato seguito all’ordine di allontanarsi dalla scrivania. Opinione,
questa, evidentemente e giustamente non condivisa né dalla pubblica accusa né
dal giudice di primo grado.
7. Venendo al secondo
momento in cui la condotta di AP 1 ha realizzato il reato di abuso di autorità,
Fatti
i filmati mostrano che alle ore 06:21, nella sala di interrogatorio 2, sono
presenti __________, AP 1 e __________. __________, sempre con le mani
ammanettate, è seduto per terra, con la schiena appoggiata al muro in fondo alla
stanza, vicino alla porta.
Mentre
__________ prende posto davanti al PC, AP 1 si avvicina a __________, brandendo
l’etilometro. I due parlano mentre AP 1, appoggiato allo stipite della porta,
gesticola con l’apparecchio davanti al viso di __________. Quest’ultimo sputa
sullo scarpone sinistro dell’appellante che reagisce sferrandogli un primo
calcio al petto, subito seguito da un secondo, sempre nella stessa zona.
Prendendo posizione, al
primo dibattimento AP 1 ha dichiarato di avere semplicemente reagito allo sputo
aggiungendo che i colpi inferti a __________ non erano vere pedate: lo fossero
state – ha aggiunto – lui “si sarebbe piegato in due dal dolore.”
(allegato 1 al verbale dibattimentale di primo grado, pag. 6).
8. Il terzo episodio
incriminato trae - verosimilmente - origine dal fatto che __________, alle ore
06:26, sempre seduto a terra, con la schiena appoggiata al muro e ammanettato,
sputa in direzione di AP 1. Lo sputo raggiunge la scrivania dietro la quale
l’appellante e __________ sono seduti. AP 1 si alza e si dirige verso __________,
che si piega sul fianco sinistro, come a proteggersi.
Non
senza motivo, poiché AP 1 lo colpisce con tre calci all’altezza dei glutei, cui
segue un pugno in direzione del volto. AP 1 colpisce, poi, __________ al volto
col piede e, quindi, sempre tenendo il piede sul suo viso, gli spinge il capo
verso il suolo, mantenendolo per qualche secondo in questa posizione.
AP 1 ha detto di averlo
fatto poiché __________ – che aveva detto loro, quando ancora erano in __________,
di essere affetto dall’AIDS, minacciando di infettarli - ha sputato nella sua
direzione e lui aveva percepito l’arrivo di gocce di saliva sul suo viso.
Avrebbe, quindi, agito per paura.
Gli avrebbe, poi,
mantenuto il piede non sulla faccia, bensì davanti alla bocca, perché __________
“non smetteva di sputare” (AI 12, pag. 2, rr. 36-38).
Il
suo intento – ha aggiunto - non era di fare del male a __________, ma
unicamente di farlo smettere di sputare.
9. Sulle
circostanze che hanno, in seguito, portato alla posa della mascherina sulla
persona di __________ e al successivo intervento della __________ si rinvia, ex
art. 82 cpv. 4 CPP, dei consid. 3.5-3.6 della sentenza impugnata (pagg. 40-49).
In
questa sede ci si limita ad evidenziare che __________ è stato trasportato con
la __________, dalla centrale di polizia all’Ospedale__________, dove è stato
visitato dal personale medico.
Dalla
lettera di dimissione del nosocomio risulta che __________ presentava una lieve
escoriazione allo zigomo destro ed una lieve contusione ed escoriazione
parietale sinistra. Gli esami supplementari cui è stato sottoposto hanno
rilevato un tasso di alcolemia pari all’1.98 g/L (cfr. AI 15).
10. Dopo
essersi costituito accusatore privato ed essere stato sentito dal PG il 23
maggio 2016 (cfr, AI 9), __________, con scritto del 13 giugno 2016, si è
disinteressato del procedimento revocando la sua costituzione di accusatore
privato (cfr. allegato ad AI 16). Interrogato al dibattimento di primo grado, AP
1 ha specificato che a __________ aveva nel frattempo versato fr. 5'000.-:
“(…) suddivisi con __________ a metà, che
comprendono le spese legali che ha dovuto supportare (recte: sopportare), le
spese dell’ambulanza da noi chiamata e il costo della giacca, che ho poi saputo
gli era stata rotta dalla sicurezza privata. (…) come torto morale non gli ho
dato niente.” (all. 1 a verb. dib. primo grado, pag. 5).
appello
11. AP
1 contesta la commisurazione della pena effettuata dal primo giudice,
segnatamente il fatto che a suo favore non sono state considerate le attenuanti
specifiche di cui all’art. 48 lett. b) e d) CP e che gli è stata inflitta una
pena detentiva invece di una pena pecuniaria.
circostanze
attenuanti invocate dalla difesa
autore
seriamente indotto in tentazione dalla condotta della vittima
12. In
concreto, è evidente che il presupposto di cui all’art 48 lett. b CP non è
realizzato: non può, infatti, seriamente essere preteso che AP 1 abbia agito
poiché __________ lo ha a tal punto provocato da renderlo non completamente responsabile
della sua decisione di commettere il reato (STF 6B_97/2010 del 22 aprile 2010
consid. 3.4.2;6B_395/2009 del 20 ottobre 2009 consid. 6.6.1; STF 6S.378/2005
del 20 dicembre 2005 consid. 2.4; DTF 98 IV 67 consid. 1; Wiprächtiger, Basler
Kommentar, StGB I, Basilea 2007, ad art. 48, n. 21, pag. 892; Pellet,
Commentaire romand, CP I, Basilea 2009, ad art. 48, n. 27, pag. 484;
Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Berna 2006, § 6, n. 100, pa.
220). Ciò è il caso, infatti, soltanto quando qualsiasi altra persona
responsabile posta nella stessa situazione dell’autore avrebbe avuto difficoltà
a resistere a pesantissime provocazioni (STF 6B_31/2011 del 27 aprile 2011
consid. 3.4.3;6B_97/2010 del 22 aprile 2010 consid. 3.4.2; STF 6S.378/2005 del
20 dicembre 2005 consid. 2.4; DTF 102 IV 273 consid. 2c; 98 IV 67 consid. 1;
Wiprächtiger, Basler Kommentar, StGB I, Basilea 2007, ad art. 48, n. 21, pag.
892; Pellet, Commentaire romand, CP I, Basilea 2009, ad art. 48, n. 28, pag.
484).
Ora,
non soltanto nessuna persona ragionevole, posta nelle stesse condizioni, si
sarebbe lasciata andare ai riprovevoli comportamenti testimoniati dalle
registrazioni video. Ma, soprattutto, non lo avrebbe fatto nessun poliziotto
mediamente ragionevole e responsabile.
Tanto
è vero che quel che emerge dalle registrazioni video non è l’immagine di una
persona che reagisce perché accecata dalla paura di un contagio ma quella di un
violento, che agisce per imporre con violenza la propria superiorità fisica in
una situazione che avrebbe potuto, molto facilmente, essere gestita
diversamente (e per la cui gestione, lo si ricorda, gli agenti di polizia sono
appositamente formati, cfr, al riguardo, CARP 17.2013.127+128 del 24 febbraio
2014, consid. 20, pag. 28).
Del
resto, che non fosse la paura del contagio il carburante che muoveva AP 1 è
dimostrato dal fatto che chi ha paura di essere contagiato da alcune gocce di
saliva arrivategli sul viso corre a sciacquarsi o tenta immediatamente di
pulirsi e non si attarda a prendere a calci l’autore dello sputo, sdraiato al
suolo e fisicamente inoffensivo.
Su
questo punto, dunque, l’appello di AP 1 deve essere respinto.
sincero
pentimento
13. Nemmeno
vi è sincero pentimento ai sensi dell’art. 48 lett. d) CP: il risarcimento del
danno materiale causato, da solo, non basta ad integrare tale attenuante
specifica nella misura in cui esso non è la concretizzazione di un reale e
profondo pentimento (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc e dd; 107 IV 98 consid. 1;
STF 6B.485/2011 del 1° dicembre 2011, consid. 1.1;6B.265/2010 del 13 agosto
2010, consid. 1.1; STF 6B_822/2008 del 5 novembre 2008; STF 6B_78/2008 del 14
ottobre 2008, consid. 3.5.; consid. 2.3;6B_622/2007 dell’8 gennaio 2008,
consid. 3.2;6S.17/2003 del 3 febbraio 2003, consid. 2.1; STF non pubblicata
6S.146/1999 del 26 aprile 1999, consid. 3a;6B_827/2008 del 7 gennaio 2009,
consid. 2.2.2; CCRP del 13 febbraio 2001, inc. 17.2001.8, consid. 2;
Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht I, II ed., Basilea 2007, ad art. 48
CP, n. 30; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo
2013, ad art. 48 CP, n. 22; Pellet, Commentaire romand, Code pénal I, 2009, ad
art. 48 CP, n. 39).
Ancora
di fronte al primo giudice, infatti, AP 1 ha preteso di avere agito in modo proporzionato
e corretto: non ha da essere dimostrato che queste dichiarazioni fanno a botte
con la pretesa del riconoscimento dell’attenuante specifica indicata.
E
al dibattimento di appello non ha fatto meglio, nel senso che ha, ancora, sottilizzato
su quanto fatto e sostanzialmente preteso che, contrariamente a quanto emerge
con chiarezza dei filmati, egli ha agito a causa del comportamento provocatorio
di __________ e senza in alcun modo volergli fare del male. Basta una semplice
visione di quanto a video per rendersi conto che, se provocazione c’è stata,
essa è stata minima e che molti dei gesti imputatigli AP 1 li ha commessi
quando __________ era a terra, inerme.
Anche
su questo punto, dunque, l’appello deve essere respinto.
commisurazione
14. Per l’art. 47 cpv. 1
CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita
anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la
pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa
è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli
obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,
secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione al pericolo
o la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73
consid. 4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno
2010, consid. 2.1 e 2.2.2;6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5;
6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2;
6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2;6B_14/2007 del 17 aprile 2007,
consid. 5.2 e riferimenti).
Occorre,
dunque, determinare la colpa dell’imputato in funzione delle circostanze legate
ai reati di cui risponde, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La
colpa va, infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo
oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso
e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la
giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le
espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129
IV 6 consid. 6.1).
Passando
a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden), vanno
considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi
a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore
aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà
dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità, nonché
l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF
6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).
Vanno, poi, considerate -
a ponderazione in senso attenuante o aggravante della pena così determinata -
le circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua
vita anteriore, della reputazione, della situazione personale, del
comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6
consid. 6.1; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2;
cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).
15. AP
1 risponde di abuso di autorità (art. 312 CP) per cui è prevista una pena
detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria.
16. Dal profilo oggettivo,
va detto che la colpa di AP 1 è da considerarsi come almeno mediamente grave.
Determinante
in tal senso è la brutalità con cui egli ha ripetutamente agito a danno di una
vittima resa praticamente inerme dall’evidente ebrietà e del tutto inoffensiva
nella misura in cui non può essere ragionevolmente preteso che lo sputo
costituisse un reale pericolo. Con la sua reiterata brutalità, AP 1 ha più che
gravemente leso, oltre all'interesse generale dello Stato a disporre di
funzionari leali che utilizzano i poteri loro conferiti con coscienza e
equilibrio, l'interesse dei cittadini – e, in quel frangente, di __________ - a
non essere esposti a un impiego della forza pubblica incontrollato e arbitrario
(DTF 127 IV 209 consid. 1b). Aggrava la sua
colpa la funzione che egli ricopriva quella sera: egli era, infatti, il capo
del gruppo che è intervenuto e di cui faceva parte un agente in formazione.
Anche
dal profilo soggettivo, la colpa di AP 1 è grave, avendo egli agito per dolo
diretto, ben consapevole di quanto stava facendo e non potendosi ritrovare,
nell’atteggiamento della vittima, nulla che possa costituire anche solo
un’attenuante generica. __________ – come detto – era praticamente inoffensivo
e la situazione era di quelle che si presentano normalmente (se non
quotidianamente) alle forze dell’ordine che sono, appunto, formate in tal
senso, ritenuto come il comportamento di __________ fosse quello tipico di un
semplice ubriaco.
Nessuna
attenuante deriva, infine, a AP 1 dalle circostanze legate all’autore.
L’incensuratezza è, infatti, un elemento neutro (DTF 136 IV 1, consid. 2.6.2;
STF 6B_567/2012 del 18 dicembre 2012, consid. 3.3.) e tale è, negli effetti,
anche il suo comportamento processuale, ritenuto, in particolare, come egli
abbia continuato a pretendere di non avere nulla da rimproverarsi e come,
quindi, esso non sia particolarmente meritorio.
genere
di sanzione
17. La scelta del genere
di sanzione da infliggere al condannato dipende dalla sua adeguatezza, dai suoi
effetti sul condannato e sulla sua situazione sociale, nonché dalla sua
efficacia da un punto di vista preventivo. Il TF ha, più volte, avuto modo di
spiegare che, secondo il nuovo diritto, nell’ambito della piccola criminalità
la sanzione principale è la pena pecuniaria (art. 34 CP), mentre per la
criminalità media lo sono la pena pecuniaria e la pena detentiva: nella
concezione della nuova parte del CP, la pena pecuniaria è, pertanto, divenuta
la sanzione principale.
Di regola, quando più
generi di pena risultano essere adeguati alla colpa dell’autore, il principio
della proporzionalità impone di scegliere quello che meno limita la libertà
personale dell’autore e che lo tocca meno duramente: in questo senso, va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, la pena pecuniaria è una sanzione più
clemente rispetto alla pena detentiva (SK.2018.8 del 7 novembre 2018; STF
6B_559/2018 del 26 ottobre 2018, consid. 1.1.1.;6B_905/2018 del 7 dicembre
2018 consid. 4.3.2.; SK 2017.75 del 3.07.2018; DTF 134 IV 97, consid. 4.2; STF
6B_611/2014 del 9.03.2015; STF 6B_546/2013 del 23.08.2013, consid. 1.1.; STF
6B_541/2008 del 13.05.2008, consid. 3.1).
18. Non vi sono agli atti
elementi che permettano di concludere che una pena pecuniaria, per AP 1 - che,
sin qui, era incensurato -, non sarebbe adeguata ai sensi di quanto sopra
ricordato, in particolare che non avrebbe nessun effetto dissuasivo.
Ciò posto, la pena
pecuniaria potrebbe, di principio, essere inflitta (art. 41 cpv. 1 CP).
La colpa - grave - del
condannato non permette, però, di rimanere nei limiti posti dall’attuale art.
34 CP (entrato in vigore il 1° gennaio 2018; RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Tuttavia, ritenuto come i
fatti di cui AP 1 risponde siano occorsi prima dell’entrata in vigore della
revisione del diritto sanzionatorio e come il diritto precedente debba
considerarsi più favorevole al condannato nella misura in cui la maggiore
estensione edittale della pena pecuniaria (fino a 360 aliquote) permette, in
concreto, di evitargli una pena detentiva (cfr SK.2018.8 del 7 novembre 2018;
2017.75 del 3.07.2018; DTF 134 IV 97, consid. 4.2; STF 6B_559/2018 del 26
ottobre 2018, consid. 1.1.1.;6B_905/2018 del 7 dicembre 2018 consid. 4.3.2.),
a AP 1, tenuto conto delle circostanze oggettive e soggettive legate al reato
di cui risponde, viene inflitta la pena pecuniaria di 270 (duecentosettanta)
aliquote giornaliere.
19. Quanto all'ammontare
delle singole aliquote, l'art. 34 cpv. 2 CP stabilisce che un'aliquota
giornaliera ammonta al massimo a fr. 3'000.– e che il giudice ne fissa
l'importo secondo la situazione personale ed economica dell'autore al momento
della pronuncia della sentenza, tenendo segnatamente conto del suo reddito e della
sostanza, del suo tenore di vita, dei suoi obblighi familiari e assistenziali e
del minimo vitale.
Nel decreto d’accusa
l’ammontare dell’aliquota era stato fissato in di fr. 160.- sulla base di un
reddito netto mensile di fr. 6'562.85, dedotto dalla decisione di tassazione
per l’imposta cantonale 2015. Al dibattimento d'appello AP 1 ha dichiarato di
percepire un reddito mensile netto pari a fr. 6'150.-, per tredici mensilità, e
di non avere alcun onere di mantenimento (cfr. verb. dib. appello, pag. 2).
Tenuto conto della deduzione forfettaria del 25%, si ottiene così
un’aliquota giornaliera di fr. 160.–.
sull’ammontare
della multa
20. Oltre ad una pena
sospesa condizionalmente, può essere inflitta una multa ai sensi dell’art. 106 CP
(art. 42 cpv. 4 CP) quando, come in concreto, ciò appare necessario per
sanzionare - in un’ottica di prevenzione generale e speciale - adeguatamente ed
in modo tangibile la colpa del condannato (STF 6B_756/2018
del 15 novembre 2018, consid. 2.2.;6B_835/2018 dell’8 novembre 2018, consid.
3.2).
La
giurisprudenza ha precisato che, in questi casi, la multa riveste un mero
carattere accessorio e, per tale motivo, si giustifica in linea di principio di
fissare il suo limite superiore al 20% della pena di base (DTF 135 IV 191
consid. 3.4.4; 134 IV 60, consid. 7.3.3).
La
multa di fr. 5'000.- (cinquemila) inflitta dai primi giudici è, non soltanto
rispettosa di questo principio, ma anche adeguata alla colpa del condannato e
alle sue condizioni finanziarie. Pertanto, essa viene confermata.
In
caso di mancato pagamento, sarà commutata in una pena detentiva di 31
(trentuno) giorni.
sulla
durata della sospensione condizionale
21. Preso
atto della sospensione condizionale della pena principale già decisa in primo
grado (non contestata dalla pubblica accusa e, quindi, passata in giudicato),
il relativo periodo di prova va ridotto a due anni non essendovi motivi che
impongano/permettano di scostarsi dal minimo legale (art. 44 CP; DTF 95 IV 121
consid. 1; STF 6B_402/2011 dell'8 settembre 2011 E. 1.2;6B_140/2011 del 17
maggio 2011 E. 7.1 m.H,6B_16/2009 del 14 aprile 2009, consid. 2).
tassa
di giustizia, spese procedurali e indennità
22. Visto
l’esito dell’appello dell’imputato, in applicazione dell’art. 428 cpv. 3 CPP,
gli oneri processuali del procedimento di prima sede rimangono interamente a
carico del condannato.
Gli
oneri processuali dell’appello consistenti in fr. 2'000.- sono posti a carico del
prevenuto nella misura di 3/4 e per il resto sono a carico dello Stato (art.
428 cpv. 1 CPP).
Ai sensi dell’art. 436 cpv. 2 CPP l’imputato, se non
beneficia di un’assoluzione piena o parziale, né dell’abbandono del
procedimento, ma ottiene ragione su altre questioni, ha diritto a una congrua
indennità per le spese sostenute. Essendo stato l’appello di AP 1 parzialmente
accolto, si giustifica il riconoscimento di un’indennità ridotta per le spese
patrocinio, pari a fr. 300.-.
Per questi
motivi,
visti gli
art. 10, 80, 82 cpv. 4, 84, 348 e segg., 379 e segg. e 398
e segg., 436 CPP;
12,
34, 42, 44, 47 e segg., 110 cpv. 3 e 312 CP;
nonché, sulle spese e sulle
ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG
dichiara
e pronuncia:
1. L’appello
di AP 1 è parzialmente accolto.
Di
conseguenza:
ritenuto
che, in assenza di impugnazione, la condanna di AP 1 per abuso di autorità di
cui al dispositivo n. 1. della sentenza 22 febbraio 2018 della Corte delle
assise correzionali di Lugano è passato in giudicato,
1.1. AP
1 è condannato:
1.1.1. alla
pena pecuniaria di 270 (duecentosettanta) aliquote da fr. 160.- (centosessanta)
cadauna.
L’esecuzione
della pena è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;
1.1.2. alla
multa di fr. 5'000.- (cinquemila), da sostituirsi, in caso di mancato pagamento
per colpa, con la pena detentiva di giorni 31 (trentuno);
1.1.3. al
pagamento di tassa e spese di giustizia relative al procedimento di primo grado
per complessivi fr. 2'275.20.
Considerandi
2.
Gli
oneri processuali d’appello, consistenti in:
- tassa di giustizia fr. 1’800.-
- altri disborsi fr. 200.-
fr. 2’000.-
sono
posti a carico di AP 1 nella misura di 3/4 e per il resto sono a carico dello
Stato, che gli verserà fr. 300.- (trecento) a titolo di indennità ridotta ex
art. 436 cpv. 2 CPP.
3.
Intimazione a:
4.
Comunicazione
a:
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente La
segretaria
Rimedi giuridici
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF),
il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i
motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.