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Decisione

17.2018.108

Grave infrazione alle norme della circolazione stradale per non aver rispettato la priorità da destra ed aver, così, urtato un ciclista

29 aprile 2019Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

I fatti di cui

alla presente vertenza si sono realizzati all’incrocio tra via __________ e via

__________ a __________ alle ore 20.20 del 13 maggio 2015.

Si tratta di una

zona residenziale contraddistinta da strade bidirezionali senza la possibilità

d’incrocio.

IM 1, al volante

della sua autovettura, stava percorrendo la via __________ quando, giunto

all’incrocio con via __________, ha urtato un bambino che, in sella alla sua

bicicletta, stava immettendosi su via __________. Il ragazzo viaggiava sulla

parte sinistra della sua strada, così che una volta superato l’angolo con

l’incrocio, si è trovato davanti il veicolo dell’imputato (posizione AI 18 foto

2, 3, 4)”

(sentenza

impugnata, consid. 1., pag 2).

In un’altra parte della

sentenza, il pretore ha, poi, ancora precisato che il ciclista “proveniva in

contromano” (sentenza impugnata, consid. 4, pag. 4).

a. I fatti così come

indicati non sono contestati dal PP.

Lo sono invece dall’AP che

sostiene che, contrariamente a quanto ritenuto dal pretore, mentre si immetteva

da via __________ in via __________, egli circolava sul lato destro della carreggiata

e, quindi, non ha assolutamente né tagliato la curva, né viaggiato in

contromano:

La perizia

tecnica in atti (…) snatura i fatti quando pretende che il ciclista avrebbe

tagliato la curva, immettendosi cioè su via __________ circolando completamente

alla sua sinistra: anche le fotografie allegate alla perizia mostrano senza

ombra di dubbio che una simile traiettoria era resa impraticabile dalla già

ricordata presenza di due autovetture posteggiate sul lato sinistro di via __________

nel senso di marcia del ciclista: questi ha materialmente potuto utilizzare

solo e soltanto l’ideale carreggiata destra della via __________” (CARP XIV,

pag. 3).

Questa versione dell’AP è

contestata dall’imputato che sostiene che, mentre stava transitando “più che

lentamente” su via __________, “improvvisamente si vedeva dinnanzi il

ciclista PC 1 che transitava tutto a sinistra della sua corsia e non sulla

destra come doveva” (CARP XVIII pag. 3).

b. Per le motivazioni di

cui si dirà in seguito, questo giudizio potrebbe far astrazione

dall’accertamento della porzione di carreggiata (destra o sinistra) su cui il

ciclista viaggiava.

Le considerazioni che

seguono sono, dunque, fatte a titolo abbondanziale.

c. Va, dapprima,

osservato che la precisazione secondo cui il bambino “transitava tutto a

sinistra della sua corsia e non sulla destra come doveva” non compare né

nel primo né nel secondo interrogatorio dell’imputato. Ciò sorprende, visto

come la questione non fosse di poco conto. O, comunque, non lo fosse per lui

visto che essa è il punto focale della tesi difensiva.

La tesi fa la sua

apparizione soltanto al dibattimento di primo grado dove IM 1 ha detto di non

essere riuscito a fermarsi in tempo perché il ragazzo “è sbucato dietro una __________

posteggiata abusivamente”, vettura cui “era proprio attaccato” tanto

che “ha tagliato la curva” (verbale di interrogatorio dell’imputato,

pretura penale, pag. 2).

In queste condizioni, le

dichiarazioni dell’imputato non possono bastare a sorreggere l’accertamento

secondo cui, davvero, il ciclista ha “tagliato la curva” poiché

viaggiava spostato a sinistra.

Questo a maggior ragione

se si considera anche che l’affermazione dell’imputato secondo cui l’impatto

con il ciclista è avvenuto quando già la sua macchina era ferma (allegato ad AI

6, IM 1 13.05.2015, pag. 3; verbale di interrogatorio dell’imputato, pretura

penale, pag. 2) è categoricamente smentita dal perito (cfr. all. ad AI 20, pag.

36). Circostanza, questa, che non può non porre una pesantissima ipoteca sulla

credibilità delle sue dichiarazioni nella misura in cui, insieme alla loro

evoluzione di cui s’è appena detto, essa dimostra come IM 1 abbia dato ai fatti

una lettura troppo autobenevola.

d. Nemmeno la perizia

basta a sorreggere l’accertamento secondo cui il ragazzo viaggiava

completamente spostato sulla sinistra, quindi in contromano.

In effetti, __________ si

è limitato a dire che:

la bicicletta è

passata dal piccolo varco rimasto aperto tra lo sbarramento ed il bordo della

strada alla sua sinistra. Questo ha con ogni verosimiglianza influito sulla

traiettoria tenuta dal ciclista nell’immettersi nell’intersezione” (all. ad AI

20, pag. 57).

Da quest’affermazione, non

si può certamente dedurre l’accertamento secondo cui il ragazzino viaggiava

completamente sulla sua sinistra.

A ciò si aggiunge quanto

segue.

E’ vero che, come si

evince anche dalla foto no. 6 a pag. 11 della perizia __________, il giovane

ciclista è sicuramente passato, per percorrere la prima parte di via __________

in direzione di via __________, dal piccolo passaggio lasciato dallo

sbarramento posato in via __________ e, quindi, forzatamente, transitando sul

lato sinistro della carreggiata di quest’ultima via. Tuttavia, dalle foto no. 54

e 55 (pag. 39 e 40 della perizia __________) si evince anche che, a causa delle

due vetture posteggiate, uscendo dalla strettoia, il bambino ha dovuto necessariamente

spostarsi sulla sua destra. Appare, così, impossibile che lui abbia affrontato

la curva per immettersi su via __________ praticamente addossato ad una di tali

vetture come ha raccontato, al pretore, l’imputato. Del resto, questa ipotesi è

sconfessata dalla posizione di collisione accertata dal perito (cfr immagine n.

55, pag 40) da cui si deduce che, in realtà, il ragazzino ha affrontato

l’incrocio senza “tagliare la curva”: pur se non si può dire che egli

viaggiasse nella zona centrale dello slargo (ben visibile sulle diverse foto in

atti), ben si può accertare che egli era piuttosto lontano dalle vetture

posteggiate.

2. Per il resto, sui

fatti va ricordato che:

-

la via __________ è una strada ubicata in un quartiere residenziale,

bidirezionale senza possibilità di incrocio (è larga ca 3,50 metri) su cui vige

il divieto d’accesso nelle due direzioni, con l’eccezione per servizio a

domicilio, velocipedi e ciclomotori;

-

la via __________, a un certo punto, interseca con via __________ cui deve

precedenza;

-

l’imputato (che non abita in quella via) vi circolava la sera del 13 maggio

2015 per far visita a un’amica che – stando alle sue prime dichiarazioni (all.

ad AI 6, IM 1 13.05.2015, pag. 2) – abita al numero __________ di via __________

(anche se, va detto, che, al dibattimento di primo grado, ha modificato tale

sua dichiarazione affermando che stava “andando a prendere una collega”

che abita “oltre il luogo dell’incidente e sempre sulla via __________”

[verbale di interrogatorio dell’imputato, pretura penale, pag. 1]);

-

la visibilità era buona e le condizioni stradali ideali (fondo asciutto e

strada pianeggiante);

-

IM 1 viaggiava alla velocità compresa fra i 23/25 km/h “sia negli ultimi

istanti della fase di avvicinamento che al momento della collisione” (all.

ad AI 20, pag. 58);

-

l’AP, nella fase di avvicinamento al punto d’urto e fino alla collisione,

viaggiava alla velocità di 13-15 km/h (cfr. all. ad AI 20, pagg. 56 e 58);

-

prima della collisione – avvenuta alle ore 20:20 - IM 1 aveva già incrociato

dei ciclisti;

-

all’imbocco di Via __________ erano posteggiate due vetture che ostacolavano

la visuale di IM 1 (cfr. all. ad AI 6, IM 1 13.05.2015, pag. 3) impedendogli

qualsiasi visione su Via __________, in particolare impedendogli di scorgere se

un qualsiasi utente della strada (automobile, ciclista o pedone) stava per

immettersi, in provenienza da tale via, su Via __________ (come detto,

debitrice della precedenza).

3. Va ancora precisato

che il fatto che, a causa di un cantiere (che, tuttavia, IM 1 non vedeva),

parte di via __________ fosse chiusa al traffico non toglie il diritto di

priorità a chi la percorreva. Il cantiere – arretrato rispetto all’inizio di

via __________ - non impediva né l’accesso alla prima parte di tale via né

l’uscita da via __________ su Via __________ (si veda, a questo proposito,

l’immagine no. 4 a pag. 10 della perizia __________).

Ci si trova, dunque,

sempre alla presenza di un incrocio, con precedenza da destra: la via __________

rimaneva creditrice della precedenza per rapporto alla via __________.

4. Va, poi, ricordata

la dinamica del sinistro così come ricostruita dal perito:

Considerando che

negli ultimi 1-2 secondi prima della collisione i protagonisti viaggiassero a

velocità costante (23-25 km/h per l’automobile, rispettivamente 13/15 km/h per

la bicicletta), circa 1,5 secondi prima dell’urto la vettura si trovava a 9-10

metri dal punto d’urto mentre la bicicletta distava circa 5-6 metri dallo

stesso luogo.

A detta del

protagonista IM 1, egli stava circolando particolarmente spostato sulla propria

destra – e a velocità ridotta – in quanto aveva appena incrociato un altro

ciclista.

Il reciproco avvistamento in tale frangente era impedito dalla presenza dei

veicoli posteggiati. Tale turbativa permane anche quando manca un secondo alla

collisione.

La visuale

reciprca tra i due protagonisti si manifesta indicativamente 0.7/0.8 secondi

prima dell’urto. (…)

Quando mancano 3

secondi alla collisione, la bicicletta ha da poco superato la strettoia dovuta

alla chiusura di via __________ e si sta avvicinando alla __________

posteggiata alla sua sinistra, accingendosi a girarle attorno. La sua distanza

dal punto d’urto è di circa 11-12 metri ed avanza a circa 13-15 km/h.

__________ si

trova nel frattempo ad una ventina di metri dal punto d’urto con un’andatura di

circa 23-25 km/h.

Un secondo più

tardi il ciclista si trova appaiato al fianco della __________ posteggiata e

prosegue a 13-15 km/h, indicativamente a 7-8 metri dal punto d’urto.

L’automobilista

nello stesso frangente si trova a 13-14 m dal punto d’urto ed avanza ancora a

23-25 km/h.

Tra i due

protagonisti non sussiste visuale reciproca.

Quando manca un

secondo alla collisione, la bicicletta è a 3-4 m dal punto d’urto, e si trova

tra la __________ e la __________ posteggiate.

__________, nel

medesimo momento, è a 6-7 m dal punto d’urto: tra i due protagnisti non c’è possibilità

di reciproco avvistamento.

La possibilità di

reciproco avvistamento tra i protagonisti si manifesta quando mancano 0.7-0.8

secondi alla collisione.

Il protagonista IM

1 riconosce la situazione di pericolo e reagisce. Il breve intervallo non permette

all’automobilista di attivare i freni prima della collisione.

L’urto ha quindi

luogo con la vettura che circola ancora a 23-25 km/h mentre la bicicletta avanza

a 13-15 km/h.

L’automobilista

attiva concretamente i freni solo qualche decimo di secondo dopo l’impatto,

fermandosi poco più avanti (…)

Considerando un

tempo di un secondo per riconoscere il pericolo e reagire, il protagonista IM 1

avrebbe potuto arrestare completamente la sua vettura prima del punto di

collisione unicamente se la sua velocità non fosse stata superiore a 13-14 km/h

(…) “(all. ad AI 20 pagg. 46, 48, 50, 51, 53, 55; cfr. anche, le conclusioni

peritali a pag. 58).

5. a. Giusta l’art.

31 cpv. 1 LCStr il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in

modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza.

Per

l’art. 32 cpv. 1 LCStr la velocità deve sempre essere adattata alle

circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come

anche alle condizioni della strada, della circolazione e della visibilità. Nei

punti in cui il veicolo potrebbe intralciare la circolazione, il conducente

deve circolare lentamente e, se necessario, fermarsi, in particolare dove la

visibilità non è buona, alle intersezioni con scarsa visuale e ai passaggi a

livello. In questo contesto, l’art. 4 cpv. 1 dell’Ordinanza sulle norme della

circolazione stradale (ONC) precisa che il conducente deve circolare alla

velocità che gli permetta di fermarsi nello spazio visibile; se l’incrocio con

altri veicoli è difficile, egli deve poter fermarsi nella metà dello spazio

visibile.

Questa disposizione obbliga il

conducente ad adeguare la sua velocità in modo da potersi arrestare prima

dell’impatto con eventuali ostacoli presenti sulla carreggiata all’interno del

suo spazio visibile (“Anhalten vor bereits vorhandenen und sichtbaren

Hindernissen”). La norma dispone anche che il conducente adegui la sua velocità

in funzione degli ostacoli che, anche se improvvisi, sono prevedibili

(“Hindernisse mit denen gerechnet werden muss”). Il conducente deve, pertanto,

tenere conto di quelle situazioni in cui degli ostacoli potrebbero apparire

improvvisamente nel suo spazio visibile (“hindernisträchtige Situationen”),

laddove la possibilità che un tale evento si verifichi s’impone seriamente in

ragione di circostanze particolari (Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller,

CS CR, 4° ed., Basilea, 2015, ad art. 32 LCStr, n. 1.26; sentenza CARP

17.2011.1 dell’8 aprile 2011 consid. 4.5; sentenza CCRP 17.2008.48 del 1.

ottobre 2009 consid. 3.3.b.).

Il

disposto qui in discussione risulta infranto ove l’automobilista rispetta i

limiti, ma non adatta la velocità alle circostanze quando queste ne impongono

un’ulteriore riduzione (Bussy/Rusconi, op. cit., ad art. 32 LCStr, n. 1.1). E’,

infatti, consentito circolare alla velocità massima autorizzata soltanto se le

condizioni della strada, del traffico e della visibilità sono favorevoli (STF

4A_76/2009 del 6 aprile 2009, consid. 3.3).

b. Giusta l’art. 36 cpv.

Considerandi

2.

LCStr, alle intersezioni, la precedenza spetta al veicolo che giunge da

destra. I veicoli che circolano sulle strade designate principali hanno la

precedenza anche se giungono da sinistra. È riservato qualsiasi altro

disciplinamento mediante segnali o ordini della polizia.

La

precedenza da destra costituisce una regola generale ed elementare della

circolazione stradale (cfr. S. Medauer, Strassenverkehrsgesetz, Basler

Kommentar ad art. 36 LCStr, nota 2, pag. 660 e DTF 102 IV 259, consid. 2). La

norma viene concretizzata dall’art. 14 cpv. 1 ONC giusta la quale chi è tenuto

a dare la precedenza non deve ostacolare la marcia di chi ne ha diritto. Egli

deve ridurre per tempo la velocità e, se è obbligato ad aspettare, fermarsi

prima dell'intersezione.

Dottrina

e giurisprudenza hanno cristallizzato alcuni principi relativi alla precedenza

da destra.

Tra questi, quello secondo

cui chi è titolare del diritto di precedenza da destra lo ha in linea di

principio sull’intersezione completa delle strade intersecanti (“Dem

Berechtigten steht das Vortrittsrecht grundsätzlich auf der ganzen

Verweigungsfläche”). In altre parole, il titolare dispone di un diritto di

precedenza che si estende su tutta la carreggiata, rispettivamente larghezza,

della strada con diritto di precedenza (“nicht nur auf seiner Fahrspur, sondern

auf der ganzen Fahrbahn bzw. Breite der vortrittsberechtigten Strasse”) (cfr. P. Weissenberger, Art. 36 Einspuren und Vortritt, Kommentar

Strassenverkehrgesetz und Ordnungsbussengesetz, Mit Änderungen nach Via Sicura,

Dike Verlag 2015, note da 32 a 35 e giurisprudenza ivi citata).

Questo

principio ha, secondo la nostra massima Corte, il sopravvento su quello

dell’affidamento (cfr. STF 6B_299/2011 del 1° settembre 2011, consid. 3.3).

Un

altro principio, sostenuto da una lunga e costante giurisprudenza della nostra

massima Corte, è quello secondo cui, negli incroci privi di visuale, chi è

debitore della precedenza deve avanzare a tentoni (langsamen Hineintasten).

Questa regola si applica sempre, anche nei casi in cui la visibilità di chi

deve concedere la priorità è ostacolata o annullata da muri, piante,

automobili, neve, ecc..: in simili casi, bisogna avanzare a tentoni, fintanto

che si possa acquisire una vista chiara e libera su tutto quanto può

sopraggiungere da destra. E’ in questi casi assolutamente proibito avanzare

alla cieca ma occorre, in sostanza, avanzare pianissimo, a spizzichi e bocconi

sino a quando si possa scorgere (e farsi scorgere da) veicoli prioritari,

anticipare quanto sta per succedere e reagire di conseguenza (cfr. P.

Weissenberger, Art. 36 Einspuren und Vortritt, Kommentar Strassenverkehrgesetz

und Ordnungsbussengesetz, Mit Änderungen nach Via Sicura, Dike Verlag 2015,

note 40 e segg. e giurisprudenza ivi citata; STF 6B_746/2007 del 29 febbraio

2008, consid. 1.1.1.;6S_457/2004 del 21 marzo 2005, consid. 2.3 e la

giurisprudenza ivi citata).

6.

Avuto riguardo a

quest’ultimo principio, la soluzione del caso è evidente.

L’automobilista era

debitore della precedenza a chi giungeva da via __________. Visto che la sua

visuale su tale strada – come detto, prioritaria – era impedita, fra l’altro,

dalle due vetture posteggiate, egli avrebbe dovuto, prima dell’incrocio,

diminuire al massimo la sua velocità e procedere a tentoni sino al punto che

gli avrebbe garantito di vedere quel che succedeva su quella via.

Il

fatto che, su via __________, la velocità massima consentita era di 50 km/h è

del tutto irrilevante per i motivi indicati al punto a. del considerando

precedente: ritenuto la totale assenza di visuale sulla strada cui doveva la precedenza,

la velocità di 23-25 km/h tenuta da IM 1 era totalmente inadeguata alle

circostanze concrete.

Si

fosse comportato ossequiando l’art. 36 cpv. 2 LCStr – avesse cioè adottato un

avanzamento a tentoni (con una velocità massima indicata dal perito in 13/14

km/h [all. ad AI 20, pag. 58]) – IM 1 avrebbe potuto evitare di investire il

giovane ciclista.

Altrettanto

irrilevante è, per le ragioni indicate al punto b. del considerando precedente,

la posizione del ciclista: non soltanto perché chi è creditore del diritto di

precedenza lo è su tutta l’ampiezza della carreggiata e non soltanto perché il

TF ha già avuto modo di precisare che, in ogni caso, questo principio è

prioritario rispetto a quello dell’affidamento, ma anche perché solo chi si è

comportato secondo le regole può invocare tale principio (DTF 120 IV 252,

consid. 2d; 100 IV 186, consid. 3). E IM 1 non lo ha fatto, avendo egli violato

crassamente il suo obbligo di procedere a tentoni, adattando di conseguenza la

sua velocità.

7.

Essendo chiaro che

la norma che stabilisce, in caso di incrocio di due strade secondarie, la

priorità da destra è una norma elementare e fondamentale della LCStr (cfr. S.

Medauer, Strassenverkehrsgesetz, Basler Kommentar ad art. 36 LCStr, nota 2,

pag. 660 e DTF 102 IV 259, consid. 2) e che l’altro presupposto applicativo è

certamente dato (lo dimostra l’avvenuta collisione e le sue conseguenze), forza

è concludere che, violandola, IM 1 si è reso autore colpevole di grave

infrazione alla LCStr (art. 90 cpv. 2 LCStr) secondo cui è punito con una pena

detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque violando

gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio pericolo per la

sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo (sul tema, cfr Bussy/Rusconi/Jeanneret/

Mizel/Müller, Code suisse de la circulation routière commenté, 4° edizione,

Basilea 2015, ad art. 90 LCStr, no. 41; Jeanneret, Les dispositions pénales de

la loi sur la circulation routière, Berne 2007, ad art. 90 LCStr, n. 19; DTF

119.

V 241, consid. 3.d.aa; DTF 118 IV 188 consid. 2a; DTF 111 IV 169 consid.

2a; DTF 142 IV 93 consid. 3.1; DTF 131 IV 133, consid.

3.2

e rinvii; STF dell’8 gennaio 2008 6B_718/2007, consid. 3.3; Jeanneret, op.

cit., ad art. 90 LCStr, no. 37 segg; Bussy/Rusconi/Jeanneret/Kuhn/Mizel/Müller,

op. cit. ad art. 90 LCStr, no. 4.1 e 4.3)

8.

Non ne andrebbe

diversamente nemmeno se si volesse valutare la fattispecie facendo astrazione

dalle regole sulla precedenza nel caso di incrocio di due srade secondarie.

Il teatro dell’incidente è

una zona residenziale, nella periferia di __________. Le strade percorse dai

due protagonisti dell’incidente sono tipicamente strade di quartiere, che

servono unicamente gli abitanti di quelle vie (vedi il divieto di accesso su

via __________ di cui s’è detto e le foto in atti) e che diventano, in quel

periodo dell’anno e a quell’ora, spazi di aggregazione e di gioco. Fra i giochi

più praticati in quei momenti vi è la bicicletta.

Ora, quand’anche si

volesse considerare (come ha fatto il pretore) che il ragazzo non ha rispettato

una o più norme della circolazione, la responsabilità della collisione

andrebbe, comunque, addebitata all’imputato che non ha adattato la velocità

alla totale assenza di visuale sulla via che stava per incrociare, ritenuto

come, nelle circostanze descritte, l’eventualità dell’uscita improvvisa di un

bambino in bicicletta (o di un pedone o di bambini che corrono) non poteva

dirsi imprevedibile e come, perciò, egli non potesse avvalersi del principio

dell’affidamento (che, notoriamente, non può, salvo casi eccezionali, essere

invocato per quanto attiene al comportamento adottato dai bambini e dalle

persone anziane; cfr DTF 115 IV 239, consid. 2.; 129 IV 282 consid. 2.2 e 3.).

Ne deriva che IM 1 deve

essere dichiarato autore colpevole del reato che gli è stato imputato.

9.

Chi

commette una grave infrazione alle norme della circolazione ai sensi dell’art.

90.

cpv. 2 LCStr è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena

pecuniaria.

La pena proposta con il DA

appare pienamente rispettosa dei criteri di cui all’art. 47 CP (DTF 136 IV 55,

consid. 5.4) ritenuto come la colpa di IM 1 appaia, sia dal profilo oggettivo

che soggettivo, come mediamente grave (cfr. STF 1C_218/2009 del 26 novembre 2009).

Essa viene, perciò, confermata.

Altrettanto confermata è

la sua sospensione condizionale.

Pure confermata – in

applicazione del divieto di reformatio in pejus – è la determinazione del

periodo di prova in due anni anche se il fatto che IM 1 ha già subito altre

condanne in materia di LCStr avrebbe potuto giustificare la determinazione di

un periodo di prova più lungo.

Tasse spese e indennità

10.

Visto

l’esito dell’appello gli oneri processuali di primo grado, per complessivi fr.

9'120.-, come pure quelli di appello per complessivi fr. 1'200.-, sono posti a

carico di IM 1.

11.

PC 1 ha chiesto un

indennizzo per spese legali per la prima e la seconda istanza pari a fr.

3'481.15. L’importo è adeguato alle difficoltà del caso e all’impegno

lavorativo profuso dal suo patrocinatore: esso viene, perciò, posto a carico

(art. 433 CPP) di IM 1.

Per questi

motivi,

visti gli

art. 31 cpv. 1, 32 cpv. 1, 36 cpv. 2, 90 cpv. 2 LCStr, 4

cpv. 1 ONC, 47 CPS, 82 cpv. 4, 398 e segg, 429, 433 CPP

nonché,

sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG

dichiara

e pronuncia:

1.

Gli

appelli sono accolti.

Di

conseguenza

1.1

IM

1.

è dichiarato autore colpevole di grave infrazione alle norme della

circolazione

per avere, in data 13 maggio 2015 a __________,

circolando su via __________ alla guida del veicolo __________, targato __________,

a una velocitâ di 23-25 km/h, omesso di prestare la dovuta attenzione

nell’avvicinarsi all’intersezione con via __________ (prioritaria), pur avendo

già incrociato dei ciclisti e nonostante la presenza di veicoli parcheggiati

che ne ostruivano la visibilità, e quindi di adattare la velocità alle

circostanze con la conseguenza che non si avvide del sopraggiungere del

ciclista PC 1 (__________), urtandolo e con la conseguenza che quest’ultimo

riportò le lesioni attestate nella cartella medica agli atti;

1.2

IM 1 è condannato alla

pena pecuniaria di 70 (settanta) aliquote giornaliere di fr. 110.- (centodieci)

cadauna, per un totale di fr. 7'700.- (settemilasettecento);

1.2.1

l’esecuzione della pena

pecuniaria è sospesa condizionalmente per un periodo di 2 (due) anni;

1.3

alla

multa di fr. 1'000.- (mille), da sostituirsi, in caso di mancato pagamento per

colpa, con la pena detentiva di giorni 10 (dieci).

2.

La

tassa e le spese di giustizia di primo grado, per complessivi fr. 9'120.-

(novemilacentoventi), sono a carico di IM 1.

3.

Gli oneri

processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1’000.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'200.-

sono posti a carico di IM

1.

4.

IM

1.

rifonderà a PC 1., quale indennizzo per le spese di patrocinio per la prima e

la seconda istanza, l’importo di

fr. 3'481.15.

5.

Intimazione

a:

6.

Comunicazione

a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla

notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il

ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi

previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art.

116.

LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall’art.115 LTF.