Lexipedia

Decisione

17.2018.22

Infrazione alla Legge sulla coltivazione della canapa e sulla vendita al dettaglio dei suoi prodotti per aver venduto merce senza disporre della necessaria autorizzazione

26 settembre 2018Italiano18 min

Source ti.ch

Fatti

B. Statuendo, dopo aver

tenuto il dibattimento, con sentenza 22 novembre 2017 (motivazione scritta

intimata il 24 gennaio 2018), il presidente della Pretura penale ha confermato

l’imputazione e la condanna contenute nel DA, fatta eccezione per quanto

attiene ai fr. 1'584.60 di spese che ha posto a carico dello Stato. Ha, infine,

posto a carico di AP 1 tassa e spese di giustizia per complessivi fr. 1'200.-.

C. AP 1 ha annunciato la

propria volontà di impugnare la sentenza di prima grado già al termine della

lettura del dispositivo ed ha tempestivamente confermato tale volontà con dichiarazione

d’appello 12 febbraio 2018, in cui ha precisato di impugnare i punti 1., 2.1. e

2.2 della pronuncia pretorile, postulando, oltre al proprio proscioglimento e

al conseguente accollo allo Stato di tasse e spese di giustizia di primo e

secondo grado, anche la condanna dello Stato, ex art. 429 CPP; a rifondergli fr.

6'624.47 (fr 5'624.47 per spese di patrocinio e fr. 1'000.- per torto morale; III).

Nella motivazione scritta del suo appello (VII), egli ha esteso le

proprie richieste di giudizio aumentando l’importo dell’indennizzo richiesto ex

art. 429 CPP a fr. 21'122.42. Importo composto da:

- fr. 5'624.47 per

spese di patrocinio;

- fr. 1'000.- per

torto morale;

- fr.

14'497.95 corrispondenti al valore dei prodotti sequestrati e non più vendibili

poiché non più utilizzabili.

Delle argomentazioni sviluppate dall’appellante si dirà, per

quanto necessario, in seguito.

D. Altrettanto si farà

del contenuto delle osservazioni 30 aprile 2018 con cui la polizia cantonale ha

chiesto la reiezione integrale dell’appello (XII), del contenuto della replica

22 maggio 2018 di AP 1 (XV) e, infine, del contenuto della duplica presentata

il 12 giugno 2018 dalla polizia cantonale (XVIII).

Considerandi

in diritto: 1. Giusta l’art. 398 cpv. 4

CPP se - come nel caso in esame - la procedura dibattimentale di primo grado

concerneva esclusivamente contravvenzioni, mediante l’appello si può far valere

unicamente che la sentenza è giuridicamente viziata o che l’accertamento dei

fatti è manifestamente inesatto o si fonda su una violazione del diritto. Non

possono essere addotte nuove allegazioni o nuove prove.

In questi casi, dunque, la Corte d’appello dispone di piena

cognizione soltanto per quanto attiene alle questioni di diritto (Schmid,

Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo 2013, ad art. 398,

n. 12, pag. 778 e seg Kistler Vianin, in Commentaire romand, Code de procédure

pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 27, pag. 1777). L’esame dei fatti

è, per contro, limitato all’arbitrio (Schmid, Praxiskommentar, op. cit., ad

art. 398 n. 13, pag. 779Kistler Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 28, pag.

1777) che si verifica quando, nel suo accertamento dei fatti, il primo giudice

ha misconosciuto manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, ha

omesso senza valido motivo di tener conto di un elemento di prova importante,

suscettibile di modificare l’esito della vertenza, oppure ha ammesso o ha

negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o

interpretandoli in modo insostenibile (DTF 138 III 378 consid. 6.1; 137 I 1

consid. 2.4 pag. 5; 136 III 552 consid. 4.2 pag. 560; 135 V 2 consid. 1.3 pag.

4/5; 134 I 140 consid. 5.4 pag. 148; 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153 e sentenze

ivi citate; STF 6B_216/2014 del 5 giugno 2014;6B_527/2011 del 22 dicembre

2011;6B_312/2011 dell’8 agosto 2011).

Il giudice - che deve sempre apprezzare le prove in modo globale e

non puntuale - non incorre, invece, in arbitrio né quando accerta i fatti

deducendoli, in modo sostenibile, da elementi e indizi convergenti che, se

presi singolarmente, risultano tutti o in parte insufficienti, né quando li

accerta fondandosi su argomenti che, pur essendo in parte fragili, giustificano

in modo sostenibile la convinzione a cui è giunto (STF del 22.06.2016, inc.

6B_275/2015, consid. 2.1.; STF del 10.07.2015, inc.6B_563/2014, consid. 1.1).

Per essere arbitraria la decisione del primo giudice non deve

essere solo discutibile o criticabile, ma è necessario che sia insostenibile

nel risultato (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153; 132 III 209 consid. 2.1 pag.

211, 131 I 57 consid. 2 pag. 61, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 129 I 173 consid.

3.1

pag. 178 e sentenze citate).

2.

Gli

allegati alle osservazioni 30 aprile 2018 della Polizia cantonale, Servizi

Generali (XII e XIV), e dell’appellante di data 22 maggio 2018 (XV), nella

misura in cui costituiscono nuove prove, non possono che essere estromessi

dagli atti, non essendo possibile, in procedura d’appello contravvenzionale,

produrre nuove prove (art. 398 cpv. 4 CPP).

3.

Sulla vita

dell’imputato, sulla sua qualifica di amministratore unico in seno alla __________,

__________, e sui fatti antecedenti all’emissione del DA n. __________ del 26

aprile 2017, questa Corte, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, rinvia ai

considerandi da 1 a 4c della sentenza appellata.

l’appello

4.

In fatto, AP 1

contesta l’accertamento del Pretore secondo cui egli ha venduto canapa al

dettaglio.

a. Va, dapprima,

rilevato che l’allegato ricorsuale appare contraddittorio nella misura in cui,

dapprima, contesta che i 1'500 grammi circa di canapa di cui al DA siano stati

venduti al dettaglio e, poi (nella seconda censura mossa al giudizio pretorile che

non è indicata come ipotesi subordinata alla precedente), afferma che parte di

tale quantità (vale a dire 132.5 grammi) è stata, invece, alienata proprio al

dettaglio. Delle due l’una.

b. Ritenuto come

l’appello giusta l’art. 398 cpv. 4 CPP si apparenti al ricorso per cassazione

previsto da molti precedenti diritti processuali cantonali e al ricorso in

materia penale al Tribunale federale (Schmid, op. cit., n. 10 ad art. 398 CPP;

Kistler Vianin, op. cit., n. 25 ad art. 398CPP; Hug/Scheidegger, in

Donatsch/Hansjakob/Lieber, Kommentar zur schweizerischen StPO, 2a ed. 2014, n.

24.

ad art. 398 CPP; Mini, op. cit., n. 18 ad art. 398 CPP), la censura di

accertamento dei fatti manifestamente inesatto - ossia dell’arbitrio viziante

tale accertamento - va sollevata (cfr. anche il testo dell’art. 398 cpv. 4 CPP:

“[…] si può far valere che […] l’accertamento dei fatti è manifestamente

inesatto […]”) e va motivata in modo preciso (STF del 29.06.2016, inc.

6B_1271/2015, consid. 2.1.).

Per motivare l’arbitrio, non è sufficiente criticare la decisione

impugnata né è sufficiente contrapporvi una diversa versione dei fatti, per

quanto sostenibile o addirittura preferibile essa appaia. Nè è sufficiente far

valere nuovamente le proprie ragioni, contestare i fatti ammessi dal primo

giudice o ridiscutere il modo in cui sono stati accertati come se si trattasse

di motivare un appello destinato a un'autorità munita di libera cognizione (STF

del 29.06.2016, inc.6B_1271/2015, consid. 2.1.).

È, invece, necessario dimostrare, in modo dettagliato e

documentato, il motivo per cui l’accertamento dei fatti svolto dal primo

giudice è manifestamente insostenibile, si trova in chiaro contrasto con gli

atti, si fonda su una svista manifesta, contraddice in modo urtante il

sentimento di equità e di giustizia (DTF 138 V 74 consid. 7; 137 I 1 consid.

2.

; 135 V 2 consid. 1.3; 133 I 149 consid. 3.1; 132 I 217 consid. 2.1; 129 I 8

consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1 con richiami) o si basa unilateralmente su

talune prove ad esclusione di tutte le altre (DTF 118 Ia 28 consid. 2b; 112 Ia

369.

consid. 3).

In assenza di censure e di motivazioni conformi alle esigenze

poste dalla giurisprudenza, l’appello va dichiarato inammissibile.

c. Nel suo allegato,

l’appellante non cerca minimamente di sostanziare la tesi - sostenuta per la prima

volta in questa sede - secondo cui non vi è stata vendita al dettaglio. Egli si

limita ad una mera affermazione di principio che non basta ad integrare

un’argomentazione cassatoria.

Ne deriva che, su questo punto, il gravame è inammissibile (DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1 p. 253).

5.

L’appellante ha, poi

sostenuto, in estrema sintesi, che, al momento dei fatti, e meglio tra il 1°

dicembre 2016 ed il 25 gennaio 2017, la vendita al dettaglio di canapa povera

di THC (concentrazione < 1%) non soggiaceva ad alcun obbligo di autorizzazione

giusta la Lcan.

a. Dal 2011 la LStup

precisa che - fatta eccezione per la resina di canapa - la canapa ed i suoi

prodotti sono da considerarsi stupefacenti soltanto se hanno un tasso di THC

pari almeno all’1%.

Gli articoli di canapa con una concentrazione di THC minore all’1%

non ricadono, pertanto, sotto la LStup.

Per ciò solo, tuttavia, come giustamente rilevato dal primo

giudice, la produzione o la commercializzazione di questi prodotti non può, di

principio, considerarsi libera:

“ Anche se questi prodotti non sono

soggetti alla legge sugli stupefacenti non possono essere commercializzati

liberamente. A seconda della categoria cui appartengono, al loro sfruttamento

industriale si applica la legge sugli agenti terapeutici, la legge sulle

derrate alimentari o la legge federale sulla sicurezza dei prodotti. In

crescita soprattutto vi sono i prodotti contenenti l’altro più importante

cannabinoide presente nelle piante di canapa unitamente al THC, ossia il CBD

(cannabidiolo) che, oltre a non essere uno stupefacente e quindi non soggetto

alla legge sugli stupefacenti, riduce gli effetti psicotropi del THC (cfr. sito

internet dell’Ufficio federale della sanità pubblica).” (sentenza impugnata,

consid 10a, pag 10)

b. Con una legge in

vigore dal 1° febbraio 2004, il Ticino ha regolamentato la coltivazione e la

vendita al dettaglio della canapa e dei suoi derivati, in particolare

sottoponendo la vendita al dettaglio di questi prodotti ad autorizzazione (art.

3.

cpv. 1 Lcan, cfr., per i dettagli, consid. 6 della sentenza impugnata, pag. 7

e 8).

In forza dell’art. 2 del Regolamento relativo a tale legge (Rcan),

è, tuttavia, esclusa, dalla necessità di previa autorizzazione, la vendita al

dettaglio dei prodotti e dei derivati a base di canapa conformi alla legislazione

federale sulle derrate alimentari (così come la vendita al dettaglio di tutti

quei prodotti che - per loro natura, concezione e composizione - non si

prestano per ricavarne stupefacenti).

b.1. La vLDerr - nella sua

versione in vigore dal 1° ottobre 2013 al 1° maggio 2017 - prevedeva, all’art.

3.

cpv. 1, che sono da considerarsi “derrate alimentari” gli alimenti o i

generi voluttuari. Questi ultimi, così come precisa il cpv. 3 dello stesso

disposto, sono le bevande alcoliche, gli articoli di tabacco e gli articoli per

fumatori.

L’ordinanza federale sui prodotti del tabacco e sugli articoli per

fumatori con succedanei del tabacco (OTab, in vigore dal 1.10.2012) - che si

applica “ai prodotti del tabacco e agli articoli per fumatori con succedanei

del tabacco” - precisa, al suo art. 2 lett. e, che per succedanei del

tabacco si intendono tutte le sostanze destinate ad essere fumate, escluso,

appunto, il tabacco.

Succedaneo del tabacco è, quindi, anche il prodotto di canapa

povero di THC - cioè, quello con una concentrazione di tale elemento inferiore

all’1% - destinato ad essere fumato.

L’art. 3 cpv. 1 OTab prevede, poi, che gli articoli per fumatori

succedanei al tabacco:

a. devono adempiere per

analogia le esigenze stabilite per i prodotti del tabacco destinati ad essere

fumati;

b. non devono nuocere

direttamente o in maniera inaspettata alla salute;

c. non devono avere

effetti psicotropi.

Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa, poi, che, prima

dell’immissione in commercio del prodotto, occorre trasmettere all’Ufficio

federale della Sanità pubblica (UFSP) le seguenti informazioni:

a. la composizione e

l’impiego previsto del prodotto;

b. il tenore di catrame

e monossido di carbonio del prodotto;

c. la prova che il

prodotto non contiene nicotina;

d. la prova che il

prodotto non nuoce direttamente o in maniera inaspettata alla salute e non ha

effetti psicotropi;

e. il modello del

pacchetto;

f. un campione del

prodotto.

b.2. Da quanto precede deriva

che, per quanto qui interessa, in considerazione dell’art. 2 del Regolamento

relativo alla Legge cantonale sulla canapa (Rcan), la vendita dei prodotti a

base di canapa che soggiacciono e che sono conformi alla LDerr e all’OTab -

quindi, anche quelli destinati al fumo, a condizione, naturalmente, che abbiano

una concentrazione di THC inferiore all’1% - non necessita di alcuna

autorizzazione alla vendita ai sensi della Lcan (cfr., peraltro, il rapporto

CdS sulla mozione 18 settembre 2017 presentata da __________ “per una

regolamentazione più severa e uniforme della vendita e della coltivazione della

canapa”).

b.3. Ritenuto che, così

come commerciata dall’appellante, la canapa (a basso contenuto di THC) non

poteva essere considerata altro che un succedaneo del tabacco (cfr. motivazione scritta d’appello, pag. 6,

punto 7; all. a VI PS AP 1 25.01.2017; all. 4 a Rapporto d’inchiesta di polizia

giudiziaria), affinché essa possa essere considerata conforme alla LDerr è,

dunque, necessario poter accertare che l’appellante abbia ossequiato l’art. 3

cpv. 2 OTab appena citato, e meglio che egli, prima della messa in commercio

della canapa, abbia trasmesso all’UFSP la documentazione di cui alle lett. a -

f di tale disposto.

b.4. Così non é.

Gli scritti indirizzati all’UFSP il 20 settembre, il 10 ottobre e

il 17 novembre 2016 dalla __________, __________ - oltre a non rispettare

l’esigenza temporale posta dall’art 3 cpv. 2 OTab (la commercializzazione, lo

si ricorda, ha avuto inizio il 1° dicembre 2016) - sono semplici richieste di

informazioni (cfr. scritto 9 marzo 2017 dell’UFSP) e non possono, quindi,

essere considerati una formale notifica ai sensi del citato disposto.

Forza è, dunque, concludere che, non avendo la __________

adempiuto l’obbligo previsto dall’art. 3 cpv. 2 OTab, la canapa venduta non

rispettava né tale normativa né la LDerr e, di conseguenza, non poteva

beneficiare dell’eccezione all’obbligo posto dall’art. 3 Lcan.

L’appello deve, pertanto, su questo punto, essere respinto.

6.

L’appellante ha,

poi, invocato - verosimilmente, in subordine - un errore sui fatti ai sensi

dell’art. 13 CP e, poi, un errore di diritto ai sensi dell’art. 21 CP

sostenendo, in estrema sintesi, che egli nulla sapeva della legislazione

cantonale che regola la materia.

Al di là dei distinguo giuridici sui due concetti, concretamente

questa Corte condivide, fa proprie e richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv.

4.

CPP, le argomentazioni sviluppate dal primo giudice nei considerandi da 10b a

10l (pag. 10-16 della sentenza impugnata), gli accertamenti in essi contenuti -

che sono lungi dall’essere arbitrari - e le conclusioni secondo cui, ancora in

sintesi, la tesi dell’inconsapevolezza dell’appellante (che, peraltro, non era

un neofita della canapa) non sta né in cielo né in terra.

7.

L’appellante ha, ancora,

sostenuto d’aver agito in buona fede poiché la moglie (che, all’epoca dei fatti

non ricopriva, almeno formalmente, alcun ruolo in seno alla __________),

sentita come teste, ha dichiarato di avere contattato telefonicamente l’UFSP da

cui avrebbe ricevuto l’assicurazione che “la canapa light poteva essere

liberamente commerciata in Svizzera” (VI DIB __________, pag. 1).

L’argomento non ha pregio già soltanto perché - come rilevato dal

Pretore (consid. 10d e segg. della sentenza impugnata) - l’UFSP non é

l'autorità preposta a dare informazioni sulla normativa in vigore nel Canton

Ticino, limitandosi le indicazioni fornite da quell’ufficio a quanto vigente su

base federale.

A titolo abbondanziale, si osserva che l’unica risposta dell’UFSP

agli scritti della __________ è del marzo 2017: quand’anche si volesse

convenire con lui e ritenere che essa gli dava un via libera (ciò che non è

scontato), non si potrebbe dimenticare che tale scritto è giunto ad oltre

quattro mesi di distanza dal momento in cui AP 1 ha iniziato a vendere i

prodotti di canapa a basso contenuto di THC (e a più di un mese dopo la fine

degli atti che gli vengono addebitati) e che, dunque, nel periodo considerato

dal DA, non vi era alcuna risposta dell’UFSP in cui l’appellante potesse

confidare.

Nemmeno giova all’appellante sostenere di avere dato pieno credito

alle informazioni fornitegli dal proprio legale di allora che mai gli avrebbe

riferito di una normativa cantonale vigente quo alla vendita dei

prodotti della canapa. Detto che l’argomentazione non regge già soltanto perché

le dichiarazioni al riguardo di AP 1 sono contraddittorie (VI DIB AP 1, pag. 1;

VI PS 25.01.2017, pag. 3, rr. 9-11) e, quindi, non credibili, si ricorda il

costante principio secondo cui l’“ignorantia legis non excusat” (DTF 113

V 81; DTF 110 V 338; STF del 2.9.2009, inc. 2060/2008).

8.

Respinta deve, pure,

essere la censura di carente motivazione fatta alla sentenza pretorile nella

misura in cui essa permette di comprendere appieno i motivi che hanno portato il

primo giudice alle sue conclusioni sulle questioni decisive per l’esito della

vertenza (DTF 137 II 266 consid. 3.2; 134 I 83 consid. 4.1; 133 III 439 consid.

3.

; STF 6B_970/2013 del 24 giugno 2014 consid. 3.1; STF 6B_970/2013 del 24

giugno 2014 consid. 3.1; STF 6B_1193 dell’11 febbraio 2014 consid. 1.2).

9.

Pena

La pena, peraltro non espressamente contestata dall’appellante nel

quantum, appare adeguata e viene confermata.

10.

Visto l’esito dell’appello,

non vi è, evidentemente, diritto ad un’indennità ex art 429 CPP.

Sempre per tale motivo, è confermata la messa a carico di AP 1

degli oneri processuali relativi al procedimento di prima sede. Del pari ne va

degli oneri d’appello.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli

art. 6, 10, 80, 81, 139, 348 e segg., 379 e segg., 398 e

segg., 406, 422, 429 CPP,

12, 13, 21, 47, 103, 106 CP,

15 cifra 1 Lcan, in relazione

con gli artt. 3 e 8 Lcan e 2 Rcan,

nonché,

sulle spese l’art. 428 CPP e la LTG,

dichiara

e pronuncia:

1. Nella misura in cui

è ammissibile, l’appello è respinto.

2. Di conseguenza,

ricordato che in assenza d’impugnazione il dispositivo n. 3. è passato in

giudicato:

2.1. AP 1 è dichiarato

autore colpevole di infrazione alla Legge sulla coltivazione della canapa e

sulla vendita al dettaglio dei suoi prodotti per avere, a __________ e in

varie altre località del Canton Ticino, nel periodo tra il 1. dicembre 2016 e

il 25 gennaio 2017, in qualità di amministratore unico della __________, __________,

senza essere in possesso della necessaria autorizzazione, venduto in confezioni

da 2.5, 5 e 10 grammi, una quantità di poco inferiore ai 1500 grammi di canapa

a singoli acquirenti non meglio identificati e a commerci vari del Cantone

Ticino, e meglio come descritto nel decreto d’accusa e precisato nei

considerandi,

2.2. AP 1 è condannato alla

multa di fr. 2'000.-, che, in caso di mancato pagamento, verrà sostituita con

la pena detentiva di giorni 20 (venti).

3. Non si assegnano

indennità ai sensi dell’art. 429 CPP.

4. Gli oneri

processuali di primo grado, pari a fr. 1'200.-, sono posti a carico di AP 1.

5. Gli oneri

processuali d’appello, consistenti in:

- tassa di giustizia fr.

500.-

- altri disborsi fr.

200.-

fr.

700.-

sono posti a carico dell’appellante.

6. Intimazione a:

-

-

-

7. Comunicazione a:

P_GLOSS_TERZI

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90

a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95

a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.

81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro

lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al

Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.