17.2019.173
Non vi è appropriazione indebita, per assenza di valori patrimoniali affidati, quando il denaro viene dato come pagamento in una compravendita
26 ottobre 2020Italiano18 min
consid. da 2 a 9 della sentenza impugnata (pag. 3-7). In estrema sintesi, _______
Source ti.ch
Incarto n.
17.2019.173+
17.2020.212
Locarno
26 ottobre 2020/cv
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente,
Rosa Item e Angelo Olgiati
segretario:
Gabriele Monopoli, vicecancelliere
sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con
annuncio del 21 febbraio 2019 da
AP1
rappr. dall'avv. DI 1
contro la sentenza emanata nei
suoi confronti il 20 febbraio 2019 dalla Pretura penale di Bellinzona
(motivazione scritta intimata il 1. luglio 2019)
richiamata la dichiarazione di appello 4 luglio 2019;
esaminati gli atti;
ritenuto che A. Con DA n. ________ dell’_______,
il PG ha messo in stato d’accusa AP1 siccome lo ha ritenuto colpevole di appropriazione indebita (art. 138 cifr. 1 cpv.
2 CP) per avere,
“
a _________ e in altre
imprecisate località _________ in poi, intenzionalmente indebitamente impiegato
a profitto ________ (di cui era socio e gerente con diritto di firma
individuale) la somma di CHF 40'000.00 che aveva bonificato il 31 gennaio 2014
sul conto intestato alla prefata società presso la ________ affinché venisse
riscattato il contratto di leasing della vettura _________ (matricola: ______
), oggetto del “contratto di compravendita a rate” sottoscritto il _____________;”
e ne ha proposto la condanna alla pena pecuniaria di 90 aliquote
giornaliere da fr. 110.- cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 2 anni, alla multa di fr. 3’000.- (da sostituirsi, in caso di mancato
pagamento, con la pena detentiva di 30 giorni) e al pagamento di tasse e spese
di giustizia per complessivi fr. 800.-, rinviando l’AP PC1 al foro civile.
B. A seguito
dell’opposizione interposta dall’imputato e dopo il pubblico dibattimento tenutosi
il 20 febbraio 2019, il giudice supplente della Pretura penale, con
sentenza del medesimo giorno, ha confermato l’imputazione del DA, condannando AP1:
- alla pena pecuniaria
(sospesa per 2 anni) di 60 aliquote giornaliere da fr. 90.- cadauna;
- alla multa di fr. 1'000.-
(con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, sarebbe stata sostituita
con 12 giorni di pena detentiva);
-
a versare all’AP fr. 5'307.- a titolo di indennizzo ex art. 433 cpv. 1 lett.
a CPP;
-
al pagamento di tasse e spese di giustizia in ragione di fr. 1'375.-, mentre
in ragione di fr. 250.- sono state addossate all’AP, che è stato rinviato al
foro civile per le ulteriori pretese.
C. Contro detto
giudizio, AP1 ha tempestivamente annunciato di voler interporre appello
e, dopo avere ricevuto la motivazione scritta, ha confermato tale volontà con
dichiarazione 4 luglio 2019, precisando di impugnare l’intera sentenza e
chiedendo:
-
in via principale, l’annullamento della sentenza impugnata e il suo
proscioglimento;
-
in via subordinata, di prescindere dalla punizione ex art. 53 CP;
-
l’esenzione da tutte le spese giudiziarie, l’annullamento di qualsiasi
indennizzo all’AP e la rifusione delle spese legali di prima e seconda sede.
D. Con il consenso delle
parti, l’appello è stato svolto in procedura scritta. Pervenuta a
questa Corte, la motivazione scritta dell’imputato è stata trasmessa alle parti
e alla prima Corte per le osservazioni. Il PG ha chiesto la conferma del primo
giudizio, così come - oltre al rimborso delle spese legali - l’AP PC1. Delle diverse argomentazioni si dirà, per quanto necessario, in
seguito.
Considerando,
in fatto:
Fatti
1. AP1, nato nel ____
ed incensurato, è socio e gerente di ______ Sagl, società che si occupa della
compravendita di veicoli e della gestione di un’officina.
a. Sui fatti si richiamano, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i
consid. da 2 a 9 della sentenza impugnata (pag. 3-7). In estrema sintesi, _______
Sagl (e per essa, AP1) ha stipulato con l’AP PC1 un “contratto di
compravendita a rate” il 26 agosto 2013, con il quale l’AP acquistava
“in data odierna” una _______. Il pagamento è stato previsto con la
cessione della “vecchia” _______ di PC1 (valutata in fr. 75'000.-), il
versamento di fr 35'000.- subito, e poi, entro il 31 gennaio 2014, di ulteriori
fr. 40'000.- a saldo.
L’AP era consapevole del fatto che la ________ che
acquistava era gravata da un leasing stipulato da _______ Sagl con una società
di credito, e dunque che non ne sarebbe diventato proprietario malgrado la
firma del contratto di compravendita (VI PC1, AI 3 pag. 3).
Nel contratto non è stato previsto nulla né sulle
modalità d’estinzione di questo leasing né sulla data in cui l’effettivo
passaggio di proprietà sarebbe dovuto avvenire (AI 1/B), posto che l’acquirente ha potuto disporre da subito dell’auto (VC PC1-AP1,
AI 17 pag. 9) e che, nel frattempo, _______ Sagl si faceva carico di
assicurazione e tassa di circolazione (VI PC1, AI 3 pag. 3).
L’accusa di appropriazione indebita poggia sul fatto
che AP1 (agendo per _____ Sagl), ha usato i fr. 40'000.- ricevuti, a saldo del
prezzo di compravendita, il 31 gennaio 2014, per le attività di compravendita
della sua società.
E questo mentre era ancora in essere il leasing
sulla vettura per circa fr. 105'000.-, che è stato poi estinto il 2 maggio 2014
grazie a un prestito fatto a ______ Sagl dal padre di AP1 così che, il 6 maggio
2014, la vettura è stata immatricolata a nome di PC1 (AI 3/L).
b. Dibattute, sui fatti, sono essenzialmente le questioni a sapere se vi
era un accordo:
-
per cui la _______ avrebbe dovuto essere immatricolata a nome dell’AP appena
fatto l’ultimo pagamento, ovvero al più tardi il 31 gennaio 2014;
-
per cui ______ Sagl avrebbe dovuto usare l’ultima rata di fr. 40'000.- per
estinguere il leasing.
b.1.
AP1 ha dapprima sostenuto che, siccome aveva già pagato
targhe e assicurazione fino a fine giugno 2014, era stato l’AP stesso a
chiedergli di lasciare l’auto intestata a nome della società fino a quella data
(VI AP1, all. 2 a AI 5 pag. 2 e 4). Poi, a marzo, siccome l’AP ha ricevuto
un’offerta imperdibile dal suo assicuratore se targava subito il veicolo, ne ha
chiesto l’intestazione a breve (VI AP1, AI 7 pag. 5-6). In seguito ha
dichiarato che l’accordo è stato preso quando ha prospettato all’AP la sua intenzione di pagare l’assicurazione fino a fine giugno (VC PC1-AP1,
AI 17 pag. 3). Infine, al primo dibattimento ha dichiarato che non era mai
stata stabilita una data precisa per il trapasso di proprietà, e l’accordo era
che, una volta pagato l’intero prezzo, il riscatto del leasing sarebbe avvenuto
quando voleva PC1. Quando poi ha ricevuto l’ultima rata di fr. 40'000.-, con PC1
non era stato concordato né il momento del riscatto del leasing né un utilizzo
particolare di quell’ultima rata: le discussioni sono iniziate in aprile 2014
quando, a inizio mese, PC1 gli ha detto di voler diventare proprietario della
vettura, e così lui 30 giorni dopo ha estinto il leasing e gli ha trapassato la
proprietà (VI AP1, all. a verb. dib. di primo grado pag. 1).
b.2. L’AP PC1 sostiene che lui e AP1 erano d’accordo che l’auto
sarebbe rimasta immatricolata a nome di ______ Sagl dopo la firma del contratto
ma lui avrebbe potuto subito disporne, tuttavia, si erano “accordati
verbalmente” sul fatto che, una volta effettuato l’ultimo pagamento, l’auto
doveva essere immatricolata a suo nome, mentre il fatto che “con il mio
ultimo pagamento di CHF 40'000.- lui avrebbe provveduto, per il tramite della _____
Sagl, a estinguere il leasing” era “sottinteso”. Ha, in seguito,
dichiarato che verso marzo AP1 gli aveva chiesto di poter tenere l’auto
intestata alla società fino a fine giugno 2014, visto che tanto gli aveva già
pagato assicurazione e targhe, ma lui non ha acconsentito e lì sono iniziate le
discussioni (all. 4 a AI 5 pag. 3 e AI 3). Confrontato con la versione di AP1
secondo cui sarebbe stato lui stesso a chiedere di posticipare l’intestazione
della vettura a fine giugno 2014, ha affermato che a novembre/dicembre 2013 AP1
gli aveva detto di voler pagare assicurazione e targhe per l’anno nuovo (non
ricordando se per tutto l’anno o fino a fine giugno) e lui non ha “eccepito
alcunché, anzi la sua proposta mi permetteva di utilizzare la vettura a gennaio
2014 per poi pagare l’ultima rata di CHF 40'000.00 a fine gennaio 2014”;
cionondimeno, e a prescindere da questo accordo, il trapasso doveva avvenire a
fine gennaio 2014, con il pagamento dell’ultima rata (VC PC1-AP1, AI 17 pag.
3).
c. Agli atti, vi sono degli scambi
e-mail tra AP1 e l’AP:
-
il 24 marzo l’AP chiede a AP1 una copia della carta grigia perché “la _______
mi fa un’offerta super se targo subito! Grazie in anticipo saluti.” e il 2
aprile AP1 risponde che “come discusso in data odierna
ti confermo che entro il 30 aprile 2014 provvederò ad immatricolarti la tua _______________________.
Ti aspetto domani per il caffè.”;
-
seguono scambi mail sulle gomme che AP1 si sta procurando per l’AP;
-
il 23 aprile AP1 informa l’AP sulla tempistica per la fornitura delle gomme
e poi sul fatto che “Entro il 28 aprile mi entreranno sul conto corrente
banca oltre fr. 100'000.- e immediatamente provvederò al saldo leasing”,
quindi l’AP gli chiede quando pensa di targarla perché deve vedere “se il
certificato a Camorino è ancora valido”;
-
il 30 aprile vi è un ultimo scambio in cui AP1 comunica all’AP che quel giorno
avrebbe fatto il pagamento e gli dice di avvisare l’assicuratore che lunedì o
massimo martedì targherà l’auto e di fargli controllare che l’attestato sia
ancora valido, alche l’AP gli risponde che informerà la sua assicurazione e gli
confermerà se il certificato è ancora valido (cfr. AI 1/D, 1/E e 9).
d. Quanto in atti non permette di ritenere che le parti si fossero
accordate sul fatto che il veicolo doveva essere immatricolato a nome di PC1 al
momento dell’ultimo pagamento, ovvero al più tardi il 31 gennaio 2014. Anzi, lo
scambio di mail suggerisce un discorso ancora in essere, e non una tempistica
precisa che AP1 si era precedentemente impegnato a rispettare. Se così non
fosse, non vi sarebbe una prima mail solo il 23 aprile, con cui l’AP si limita
a manifestare l’intenzione di immatricolare il veicolo a suo nome, peraltro
solo perché la ________ gli fa “un’offerta super” se procede subito. Tantomeno
vi sono elementi per ritenere che vi fosse un preciso accordo – tacito o
espresso – su un obbligo da parte di AP1 di utilizzare l’ultima rata per
estinguere il leasing. È pertanto in tal senso che i fatti vanno accertati, non
fosse altro che in ossequio al principio in dubio pro reo.
in
diritto:
Considerandi
2.
a. Giusta l’art. 138 cifr.1 cpv.2 CP si rende colpevole di
appropriazione indebita “chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di
un terzo valori patrimoniali affidatigli”. Due sono gli elementi oggettivi del
reato: l’esistenza di valori patrimoniali affidati all’autore e l’impiego dei
medesimi a profitto proprio o di un terzo. Elemento soggettivo è
l’intenzionalità che deve però essere caratterizzata dalla volontà di
procacciare a sé o a terzi un profitto indebito. Il reato è caratterizzato dal
rapporto di fiducia che sussiste tra la vittima e l’autore per cui quest’ultimo
è in possesso dei valori, in genere per una finalità specifica ad esempio per
conservarli (DTF 120 IV 278 consid. 2, 118 IV 34 consid. 2b). L’appropriazione
indebita è realizzata dalla violazione del rapporto di fiducia, al momento in
cui l’autore decide di utilizzare i valori detenuti in modo difforme dalle
istruzioni ricevute (DTF 129 IV 259 consid.2.2.1).
Una cosa o
un valore patrimoniale si ritiene affidato, se l’agente li ha ricevuti con
l’obbligo di farne un determinato uso nell’interesse altrui, in modo
particolare con l’impegno di custodirli, amministrarli o consegnarli (cfr.
Marcel Alexander Niggli/Christof Riedo, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, 3
ed., art. 138, n. 40 e ivi citata giurisprudenza). Un tale obbligo si può
fondare su un accordo esplicito o tacito (cfr. DTF 120 IV 117, 119).
Sul concetto di affidamento, giova richiamare per il
caso concreto quanto riportato in CARP 17.2017.31
consid. 8b:
“
Nella disamina
degli elementi costitutivi del reato, il concetto di cosa affidata, cioè
l’esistenza o meno di una situazione di affidamento, assume un’importanza
centrale. Per costante giurisprudenza, non vi è affidamento nel senso
dell’art. 138 cpv. 1 CP laddove il versamento di una somma di denaro
costituisce una “datio in solutum”, nel senso che l’autore riceve questa somma
di denaro per sé, in contropartita di una prestazione da lui effettuata o da
effettuare (sentenza del Tribunale federale 6B_785/2009 del 23 febbraio
2010.
consid. 2.3; DTF 133 IV 21 consid. 7.2; sentenza CCRP inc. 17.2009.11 del
19.
agosto 2009, consid. 4). Per citare alcuni esempi, non è stata ammessa
l’appropriazione indebita, in assenza di affidamento, nel caso di un paziente
che non ha riversato alla clinica l’importo da questa fatturato per una degenza
e a lui versato dalla sua cassa malati (DTF 117 IV 256), così come nel caso di
un albergatore che incassava, con le prestazioni alberghiere, la tassa di
soggiorno e non ne riversava l’ammontare equivalente al Comune (DTF 106 IV
355). Non affidati – poiché ricevuti per sé – sono stati ritenuti gli acconti
che il locatore riceve dal locatario per il riscaldamento (DTF 109 IV 22), la
pigione della sublocazione (DTF 73 IV 170) e ancora le deduzioni sul salario
effettuate dal datore di lavoro e non riversate agli assicuratori (DTF 117 IV
78; sentenza CCRP inc. 17.2009.11 del 19 agosto 2009, consid. 4; per una
casistica più completa: Niggli/Riedo, Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a
edizione, Basilea 2013, ad 138 n. 50 e segg.).
La casistica proposta da Niggli/Riedo annovera la già citata sentenza
6B_785/2009 del 23 febbraio 2010 consid. 2.3 (ad art. 138 CP, n. 62), ove il
Tribunale federale ha negato, per assenza valori patrimoniali affidati,
l’esistenza di un’appropriazione indebita, in un caso del tutto simile a quello
di specie. Imputato era, in quel caso, l’amministratore di una società anonima
che gestiva un’agenzia di viaggi in difficoltà finanziarie. Egli aveva proposto
ai suoi clienti una gita sul Lago di Garda con viaggio e pernottamenti. Non
aveva però fatto fronte alle prestazioni promesse, ma utilizzato i soldi dei
pagamenti anticipati dei clienti per coprire i debiti della società in
decozione.
Analoga situazione era approdata sui tavoli della CCRP, che parimenti
aveva escluso l’affidamento nel caso di un socio gerente di una Sagl, attiva
nel settore della carpenteria metallica, che aveva ricevuto un acconto per la
costruzione di una tettoia, da lui utilizzato per pagare i debiti della sua
Sagl, poi fallita (sentenza CCRP inc. 17.2009.11 del 19 agosto 2009).”.
b. Nel giudizio
impugnato è stato ritenuto che i fr. 40'000.- fossero stati affidati poiché,
siccome l’acquirente sapeva che la vettura era gravata da leasing, questi si
aspettava che, qualora al momento di quell’ultimo versamento, il leasing non
fosse ancora estinto (rispettivamente se il venditore non aveva, in quel
momento, già di suo la liquidità sufficiente per farlo), quei soldi venissero
utilizzati a tale scopo. Circostanza, questa, che non poteva essere ignorata da
AP1. Il danno, invece, consisteva nella messa in pericolo per la pretesa
dell’AP, poiché, se AP1 non avesse pagato delle rate del leasing, vi era la
possibilità che l’istituto di credito ritirasse il veicolo.
L’accusa e l’AP condividono il giudizio pretorile e ne chiedono la
conferma, con conseguente reiezione dell’appello.
Secondo la difesa, invece, i fr. 40'000.- non erano affidati allo
scopo di estinguere il leasing, bensì erano un mero pagamento del prezzo, di
cui un venditore è libero di disporre, avendo quale unico obbligo quello di fornire
la controprestazione. In proposito, rileva che non vi è stato nessun diverso
accordo tra le parti, e cita DTF 133 IV 30. Per il resto, contesta l’esistenza
di un danno, di uno scopo di indebito di profitto e ritiene la vicenda
meramente civile.
c. Il contratto
stipulato tra _______ Sagl e l’AP (AI 1/B) è a tutti gli
effetti una compravendita ex art. 184 e segg. CO (come riporta l’intestazione
stessa del contratto) in cui l’AP doveva pagare il prezzo e _____ Sagl (e per
essa, AP1) cedere la proprietà dell’auto. La somma di fr. 40'000.- oggetto
dell’imputazione costituiva parte del prezzo d’acquisto, null’altro: gli atti
non fanno stato di disposizioni per un suo diverso utilizzo, ovvero che tra i
due stipulanti sia venuto in essere un accordo che prevedesse, da parte di ______
Sagl, l’obbligo di utilizzare quel denaro per estinguere il leasing. Che l’AP
nutrisse o meno un’aspettativa in tal senso, nulla cambia: basti pensare al
caso sopracitato (consid. 2a) in cui il TF ha negato che vi fosse affidamento
per dei pagamenti anticipati per una gita, poi utilizzati dalla società per
coprire i suoi debiti. L’importo pagato dall’AP è quindi diventato di proprietà
di ______ Sagl, che poteva pertanto disporne liberamente. Un eventuale ritardo
nell’adempimento della controprestazione non poteva che costituire, se del
caso, un’inadempienza contrattuale di tipo civile.
d. Mancando l’elemento
oggettivo dell’affidamento, non occorre esaminare l’eventuale sussistenza degli
altri elementi costitutivi del reato, e AP1 deve essere prosciolto
dall’imputazione di appropriazione indebita.
3.
L’AP PC1 non avanza
pretese di dritto civile ma chiede la rifusione delle spese di patrocinio ex
art. 433 CPP. Visto l’esito del procedimento, l’istanza va respinta.
4.
a. Considerato l’esito
del procedimento, tasse e spese di primo grado consistenti in complessivi fr.
1'625.- sono poste a carico dello Stato (art. 428 cpv. 3 CPP).
b. Parimenti ne va di
tasse e spese d’appello (art. 428 cpv. 1 CPP).
5.
a. AP1 ha chiesto
un’indennità per spese di patrocinio di prima sede ex art. 429 cpv. 1 lett. a
CPP di fr. 3'750.- oltre IVA (ovvero complessivi fr. 4'038.75 inclusa l’IVA al
7.7%). Visto l’esito del procedimento e considerata, oltre alla preparazione
necessaria, la presenza a un verbale d’interrogatorio e al primo dibattimento,
la cifra appare adeguata al lavoro svolto e la richiesta viene quindi
integralmente accolta.
b. Quale indennità per i
costi di patrocinio d’appello, AP1 ha chiesto fr. 3'360.- di onorario e fr.
560.- di spese, più IVA. Considerato l’esito del procedimento, il tipo di
procedura (scritta), la natura del caso, le motivazioni già avanzate dinanzi
all’istanza precedente e il lavoro svolto per l’appello, si giustifica di
riconoscere un’indennità forfetaria per costi di patrocinio ex art. 429 cpv. 1
lett. a e 436 cpv. 1 CPP di fr. 2'500.- IVA inclusa (7.7%).
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli artt. 6, 10, 76-84, 139, 267, 348 e
segg., 379 e segg., 398 e segg., 406, 422 e segg., 429, 433 e 436 CPP,
138 CP,
e, sulle
spese di giustizia e le ripetibili, la LTG e il Regolamento sulla tariffa per i
casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione
delle ripetibili,
dichiara e pronuncia:
1. L’appello di AP1 è accolto.
Di
conseguenza,
1.1. AP1 è prosciolto
dall’imputazione di appropriazione indebita.
2. La richiesta di indennità
ex art. 433 CPP dell’AP PC1 è respinta.
3. Gli oneri processuali
del procedimento di primo grado consistenti in complessivi fr. 1'625.- sono
posti a carico dello Stato (art. 428 cpv. 3 CPP).
4. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a AP1, a titolo di
indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l’importo di fr. 4'038.75 (IVA
inclusa) per il risarcimento delle spese di patrocinio per la procedura di
primo grado.
5. Gli oneri processuali
d'appello, consistenti in:
- tassa di
giustizia fr. 1'000.00
- altri
disborsi fr. 200.00
fr.
1'200.00
sono posti a
carico dello Stato.
6. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a AP1, a titolo di
indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l’importo di fr. 2'500.- (IVA
inclusa) per il risarcimento delle spese di patrocinio per la procedura
d’appello.
7. Intimazione a:
8. Comunicazione a:
P_GLOSS_TERZI
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente Il
segretario
Rimedi giuridici
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90
a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95
a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.
81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.