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Decisione

17.2019.19

Incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali (art. 116 LStrI), assenza di una posizione di garante in capo al proprietario dell’immobile. Usura (art. 157 CP), rapporto fra vantaggi pecuniari ottenuti dall'autore e prestazione da lui offerta

11 febbraio 2020Italiano44 min

ottobre 2018, confermando parzialmente le imputazioni di cui ai DA n. __________

Source ti.ch

Incarto n.

17.2019.19+20+40

Locarno

11 febbraio 2020/sm

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Corte di appello e di revisione penale

composta dai giudici:

Giovanna Roggero-Will, presidente,

Rosa Item e Angelo Olgiati

segretario:

Damiano Salvini, vicecancelliere

sedente per statuire nella procedura d’appello avviata a

seguito degli annunci

5 ottobre 2018 confermato con dichiarazione di appello

5 febbraio 2019 da

AP 1,

rappr. da DI 1, _________

2 ottobre 2018 confermato con dichiarazione di appello

24 gennaio 2019 da

AP 2,

rappr. DI 2, ________

contro la sentenza emanata nei

loro confronti il 2 ottobre 2018 dalla Pretura penale di Bellinzona

(motivazione scritta intimata il 22 gennaio 2019)

esaminati gli atti;

ritenuto

in fatto:

Fatti

A. Con sentenza 8

ottobre 2018, confermando parzialmente le imputazioni di cui ai DA n. __________

e n. __________ del 22 febbraio 2017, il pretore ha dichiarato:

1. AP 1 autore

colpevole di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali,

aggravata, ex art. 116 cpv. 1 lett. b e cpv. 3 lett. a LStrI, per

avere:

“a __________ presso l’EP __________, nel periodo 01.03.2010 –

21.05.2012, in qualità di proprietario del fondo RFD __________ di __________,

all’interno del quale erano ubicati l’affittacamere __________ e l’EP __________,

agendo in correità con __________, AP 2 e __________, ripetutamente procurato

un'attività lucrativa ad un numero imprecisato di straniere dedite

all’esercizio della prostituzione ma almeno 155 (così come risulta

dall’allegato 34 dell’AI 79.1), tutte sprovviste del necessario permesso,

lasciando che venisse messo loro a disposizione l’EP __________ al fine di

potervi adescare i clienti i quali, successivamente, venivano portati nelle

stanze prese in locazione dalle meretrici all’interno dell’adiacente

affittacamere __________.” (dispositivo

n. 1.1 della sentenza impugnata).

Lo ha quindi condannato alla pena pecuniaria di 40 aliquote

giornaliere da fr. 1’580.- cadauna, la cui esecuzione è stata sospesa per un

periodo di prova di 2 anni, nonché alla multa di fr. 12'500.-, oltre al

pagamento della tassa di giustizia e delle spese processuali.

2. AP 2 autore

colpevole di:

2.1. usura (art. 157 CP), per

avere:

“a __________, nel periodo 26.03.2012 – 22.05.2012, in qualità di

amministratore unico della __________, titolare dell’affittacamere __________

dell’EP __________, sfruttato lo stato di bisogno e di dipendenza nonché

l’inesperienza di __________ e __________, cittadine rumene dedite

all’esercizio della prostituzione, locando loro una camera matrimoniale presso

l’affittacamere __________ (adiacente al locale __________) di cui egli era

gestore de facto e gerente sin dal mese di dicembre 2010, a CHF 120.- a testa,

per complessivi CHF 240.-, ottenendo così vantaggi pecuniari in manifesta

sproporzione economica con la propria prestazione.” (dispositivo n. 2.1 della sentenza impugnata);

2.2. incitazione all'entrata, alla

partenza o al soggiorno illegali aggravata, (art. 116 cpv. 1 lett. a e

b e cpv. 3 lett. a),

“per avere, a __________, nel periodo 28.12.2010 –

21.05.2012, nella sua qualità di amministratore unico della __________,

titolare dell’affittacamere __________ e dell’EP __________, nonché gestore e

gerente de facto del citato affittacamere, ripetutamente facilitato il

soggiorno illegale in Svizzera di almeno 104 donne dedite all’esercizio della

prostituzione locando loro camere presso l’affittacamere __________, sapendo o

dovendo presumere che le stesse erano prive dei necessari permessi.” (dispositivo n. 2.2 della sentenza impugnata); e

“per avere, __________, nel periodo

28.12.2010 – 21.05.2012, nella sua qualità di amministratore unico della __________,

titolare dell’affittacamere __________ e dell’EP __________, nonché gestore e

gerente de facto del citato EP, agendo in correità con AP 1, ripetutamente procurato

un'attività lucrativa ad un numero imprecisato di straniere dedite

all’esercizio della prostituzione ma almeno 104, tutte sprovviste del

necessario permesso, mettendo e/o lasciando che venisse messo loro a

disposizione l’EP __________ al fine di potervi adescare i clienti i quali,

successivamente, venivano portati nelle stanze prese in locazione dalle

meretrici all’interno dell’adiacente affittacamere __________.” (dispositivo n. 2.3 della sentenza impugnata).

Lo ha quindi condannato, per questi reati, alla pena pecuniaria di

90 aliquote giornaliere da fr. 210.- cadauna, la cui esecuzione è stata sospesa

per un periodo di prova di 2 anni, nonché alla multa di fr. 3'700.- e al

pagamento della tassa e delle spese processuali.

3. Per contro, le

imputazioni di cui ai punti 1 e 2 del DA emesso a carico di AP 1, e parte di

quella contenuta al punto 1 del DA relativo a AP 2, non sono state confermate,

con conseguente proscioglimento parziale degli imputati (dispositivi n. 3 e 4

della sentenza impugnata).

B. L’iniziale

formulazione delle accuse ex art 116 LStrl per ambedue gli imputati non

prevedeva alcuna aggravante, ma unicamente la commissione ripetuta (DA n.

1122/2016 e n. 1124/2016, punti 2 e 3). In data 27 aprile 2018, dopo

l’indizione del dibattimento (AI 4 e 20), ma prima della sua celebrazione,

svoltasi in data 18 settembre, rispettivamente 2 ottobre 2018 (AI 28), il

pretore ha emanato un decreto in cui, dopo aver auspicato che venisse

prospettata agli imputati anche l’aggravante di cui all’art. 116 cpv. 3 LStrl

(AI 12, consid. 3 e 4), ha dato la possibilità al procuratore generale di

modificare in tal senso l’accusa (AI 12, disp. 1).

Il MP ha, così, modificato nei termini surriferiti le accuse

rivolte ai due imputati (AI 13 e 18).

C. Concluso il procedimento

di primo grado, la sentenza di condanna è stata tempestivamente impugnata dagli

imputati.

Stando alle dichiarazioni d’appello presentate dagli imputati e

all’assenza di appello da parte della pubblica accusa, sono divenuti oggetto di

impugnazione solamente i numeri 1, 2, 5, 10 e 11 del dispositivo della sentenza

di primo grado, con la conseguenza che i restanti punti sono passati in

giudicato.

D. Al termine del

dibattimento d’appello, tenutosi il 14 gennaio 2020:

- il difensore di AP

2 ha chiesto il proscioglimento del suo assistito, l’accollo allo Stato degli

oneri processuali di primo e di secondo grado, rinunciando a postulare il

riconoscimento di qualsiasi indennità.

- il difensore di AP

1 ha chiesto il proscioglimento del suo assistito, l’accollo allo Stato degli

oneri processuali di primo e di secondo grado e il riconoscimento di indennità

ex artt. 429 e segg. CPP per le spese legali

complessivamente sostenute e per la riparazione del torto morale, a fronte

dell’ingiusta detenzione patita e dell’eco mediatica che ha avuto l’intera

vicenda.

considerando

Considerandi

in fatto e in

diritto

1.

Il 22 maggio 2012,

nell’ambito di una verifica di polizia negli spazi (di proprietà di AP 1 e

locati a __________) in cui veniva gestito il bar __________ e l’affittacamere __________,

sono state controllate diverse donne straniere dedite all’esercizio della

prostituzione, di cui la maggior parte - è emerso in seguito - sprovviste del

necessario permesso (AI 1; 5 e 79.1).

2.

Il prosieguo delle

indagini ha condotto gli inquirenti a concentrarsi, in particolare, sulle

responsabilità penali di AP 1, proprietario e locatore del fondo n. __________

RFD del Comune di __________, sezione __________, e degli stabili ivi ubicati

utilizzati per l’affittacamere __________ e per il __________, nonché di AP 2,

amministratore unico di __________, ossia della società conduttrice a cui,

sulla scorta del contratto di locazione all’epoca in essere con AP 1, era

riconducibile la gestione delle due citate attività.

3.

Nel corso

dell’inchiesta AP 1 ha subito una carcerazione preventiva dal 31 maggio al 4

luglio 2012 (per un totale di 35 giorni), mentre AP 2 è stato in carcerazione

preventiva per 10 giorni, dal 23 maggio al 1° giugno 2012 (AI 79.1).

AP 1

4.

AP 1 (nato a __________

il __________) di professione è __________ e, quantomeno fino a maggio 2012 e

certamente all’epoca dei fatti qui in discussione, oltre a esercitare tale

attività, percepiva delle entrate grazie alla locazione di alcune sue proprietà

immobiliari site in varie località del Canton Ticino (AI 79.1, allegato 16,

pag. 1). Fra i diversi beni immobili di cui era proprietario, c’era, sin dal

1997.

ca (AI 79.1, allegato 16, pag. 1), il fondo n. __________ RFD del __________

di __________ (__________) su cui è ubicato il bar __________ con l’attigua __________

__________ (AI 79.1, allegato 16, pag. 2).

5.

Con la piena

consapevolezza di AP 1, il bar e l’affittacamere ivi ubicati sono stati

impiegati quale “postribolo”, quantomeno, già a partire dall’inizio degli anni

2000.

(doc. dib. di primo grado n. 13, allegato 37, pag. 2). Egli sapeva anche

che, all’epoca, presso il “__________” erano attive anche delle prostitute

straniere sprovviste del necessario permesso (doc. dib. di primo grado n. 13,

allegato 36, pag. 4).

In tempi più recenti, il “__________” è stato dato in locazione da

AP 1 a due società: dapprima a __________, a partire dal 1° gennaio 2009, e in

seguito a __________, a partire dal 1° novembre 2010 (AI 79.1, allegato 16, pag.

2, nonché AI 19 con relativi allegati). Il 28 dicembre 2010, AP 2 è divenuto

amministratore unico di __________, succedendo a __________ (AI 79.1, allegato

1, pag. 2). AP 2, nella conduzione del bar e dell’affittacamere, si è avvalso

dalla collaborazione di __________, dipendente di __________ e titolare

dell’attestato di capacità di esercente (AI 79.1, allegato 13). Per contro, AP

1.

non ha ricoperto alcun ruolo, né di fatto, né di diritto, tanto in seno alla

società, quanto presso il “__________”. Egli era semplicemente il proprietario

delle mura e il locatore.

6.

Dall’estratto del

casellario giudiziale si evince che AP 1, con riferimento all’accusa odierna,

non ha precedenti specifici. Tuttavia, l’8 dicembre 2014 è stato condannato a

una multa di fr. 40'000.- per sottrazione intenzionale d’imposte preventive

(doc. dib. di primo grado n. 3).

7.

Secondo il giudizio

pretorile, AP 1 è coautore del reato di cui all’art. 116 cpv. 1 lett. b

LStrl, per avere lasciato che venissero messi a disposizione di un numero

imprecisato di straniere dedite all’esercizio della prostituzione senza il

necessario permesso, da un lato, il bar __________ (quale luogo di adescamento

dei clienti) e, dall’altro, le camere dell’annessa __________ (per la

consumazione del rapporto sessuale mercenario). A AP 1 è, dunque, rimproverato

di aver commesso il reato per omissione (art. 11 CP in rel. con artt. 333 CP e

116.

LStrl).

8.

AP 1 chiede la sua

assoluzione affermando, in estrema sintesi, che a lui - semplice proprietario

delle mura locate a società terze da lui né controllate né gestite - non può

essere addebitata alcuna responsabilità penale nella misura in cui egli non

aveva alcun ruolo di garante.

9.

Un reato d’evento

(come quello imputato a AP 1), che generalmente presuppone un'azione, può

essere commesso anche per omissione, qualora l'autore sia rimasto passivo in

violazione di un obbligo giuridico particolare che gli imponeva di agire,

alfine di evitare il verificarsi dell’evento in questione (art. 11 CP). L’autore

deve, quindi, ricoprire una posizione di garante (Garantenstellung/position de

garant), ossia trovarsi in una situazione che gli impone di salvaguardare e

difendere i beni giuridici contro pericoli sconosciuti che possono minacciare

tali beni (obbligo di protezione) oppure di impedire la realizzazione di rischi

conosciuti ai quali i beni protetti sono esposti (obbligo di controllo; DTF 134 IV 255,

consid. 4.2.1).

10.

In concreto, così come

peraltro stabilito dal TF sotto la vigenza dell’abrogata LDDS (STF 6S.281/2005

del 30 settembre 2005, consid. 1.4; DTF 79 IV 145), un tale obbligo giuridico

di agire non è ravvisabile in capo all’imputato, semplice proprietario delle

mura. La motivazione del pretore secondo cui

“AP 1, in quanto proprietario degli immobili, era tenuto ad adottare tutti i

provvedimenti necessari per assicurare che gli stessi venissero utilizzati in conformità

alle licenze edilizie accordate (TRAM 6.3.2009, inc. 52.2009.409, consid.

3.4.5; CARP 17.2.2012, inc. 17.2011.64 consid. 4)”, avendo quindi “un ruolo di

garante almeno in merito alla questione dell’uso conforme alla destinazione dei

suoi stabili e, in quanto tale, doveva dunque adoperarsi perché non si

esercitasse la prostituzione, attività che lì non era consentita” (sentenza impugnata, pag. 18, consid. 14.6),

poggia su un’errata interpretazione della giurisprudenza di questa

Corte. Infatti, la sentenza citata dal pretore era stata resa nell’ambito di

una fattispecie completamente diversa: si trattava di valutare la realizzazione

del reato di cui all’art 292 CP in capo al proprietario dello stabile cui l’autorità amministrativa aveva ordinato (con la

comminatoria della norma appena citata) di far sospendere immediatamente

l’esercizio della prostituzione e di ripristinare la destinazione originaria

dell’immobile. In altri termini, in quella diversa fattispecie, la CARP non

aveva stabilito una posizione di garante del proprietario dell’immobile in cui

viene esercitata la prostituzione, bensì - e molto più semplicemente - aveva

valutato se vi era stata o meno disobbedienza da parte dei soggetti a cui

l’ordine era stato impartito (in quel caso: proprietario, gestore e gerente; CARP

17.

febbraio 2012, inc. 17.2011.64, consid. B).

11.

A titolo

abbondanziale, si osserva che, dopo l’entrata in vigore il 1° aprile 2011 della (nuova) Lear, l’unico soggetto responsabile dell’esercizio pubblico è

divenuto il gerente, con la conseguenza che non va più riconosciuto, dal

profilo giuridico, un ruolo alle figure del gestore dell’esercizio pubblico e

del proprietario dell’immobile previste dal previgente ordinamento

(sentenza CARP del 9 luglio 2014, inc. 17.2013.29, consid. 9c). È infatti il gerente di un esercizio pubblico, in virtù

dell’obbligo legale derivatogli dall’art. 21 Lear in combinazione con l’art. 83

cpv. 1 RLear, a essere tenuto a segnalare alla polizia la presenza di donne

straniere che esercitano un’attività lucrativa, non potendosi limitare a

notificarle ex

art. 26 Lear (sentenza CARP del 9 luglio 2014,

inc. 17.2013.29, consid. 9e).

12.

Per tutte queste

ragioni, AP 1 - cui non incombeva alcun

particolare obbligo giuridico di agire - va prosciolto dall’imputazione

di cui all’art. 116 cpv. 1 lett. b e cpv. 3 lett. a LStrl

AP 2

13.

AP 2 è nato in __________,

a __________, il __________. Durante l’adolescenza è venuto in Svizzera, dove

ha svolto l’apprendistato di idraulico. Dopo essere rientrato in Italia per

alcuni anni, nel 2007 è nuovamente tornato su suolo elvetico, lavorando quale

agente di sicurezza. Nell’ambito di questa attività, l’imputato ha conosciuto __________,

all’epoca amministratore unico di __________, che gestiva l’EP __________ e l’affittacamere

__________.

14.

Nel dicembre del 2010 AP

2.

è subentrato a __________ quale amministratore unico della citata persona

giuridica (AI 79.1, allegato 1, pag. 2).

15.

AP 2 ha un solo

precedente penale. Si tratta del

DA 11 maggio 2010 della Staatsanwaltschaft

del Canton Uri che lo ha dichiarato autore colpevole di infrazione grave alle

norme della circolazione e lo ha condannato alla pena pecuniaria di 20 aliquote

giornaliere, sospesa condizionalmente per un periodo di prova due anni, e alla multa

di fr. 600.-.

Infrazione alla LStr

16.

Secondo il giudizio

pretorile, AP 2 è autore di due forme distinte di incitazione all'entrata, alla

partenza o al soggiorno illegali: quella di cui alla lett a dell’art 116

cpv. 1 LStrI e quella di cui alla lett b di tale disposto. Entrambe con

l’aggravante dell’intento di indebito arricchimento (art. 116 cpv. 3 lett. a

LStrl).

AP 2 ha contestato entrambe le imputazioni.

Il suo difensore, in sintesi, ha argomentato che la lista

allestita dalla polizia giudiziaria (l’AI 79.1, allegato 34) non ha alcuna

valenza probatoria, poiché, oltre a concernere la __________ e non la __________,

nulla dice dello statuto in Svizzera delle cittadine straniere ivi indicate,

nonché del motivo per il quale le stesse abbiano alloggiato presso il discusso

affittacamere. La conclusione secondo cui alcune donne straniere, alloggiate

presso il “__________”, erano dedite alla prostituzione senza essere titolari

del necessario permesso, poggia sulle sole dichiarazioni rese a verbale da

poche interessate: sette in totale, contro un’accusa che ne annovera almeno

centoquattro. Non essendo mai stata esperita alcuna verifica presso l’Ufficio

della migrazione, ha proseguito la difesa, non vi è la prova che presso il “__________”

abbiano mai esercitato la prostituzione donne straniere effettivamente prive

del necessario permesso.

17.

AP 2, a partire dal 28

dicembre 2010, è divenuto amministratore unico di __________ (AI 79.1, allegato

1, pag. 6, pag. 4) e titolare delle due attività commerciali svolte nell’EP __________

e l’affittacamere __________, come pure, de facto, il solo “responsabile”

del bar, delle camere e della struttura nel suo complesso (AI 79.1, allegato 1,

pag. 6).

18.

__________, benché

titolare dell’attestato di capacità di esercente (tipo 1) e, dunque, gerente di

professione, era un semplice dipendente di __________ senza alcun potere

decisionale, che veniva invece detenuto ed esercitato interamente da AP 2 (AI 79.1,

allegato 13). Pure con riferimento all’attività di affittacamere, il

responsabile, de facto, dell’accettazione e delle notifiche delle ospiti era,

infatti, AP 2 (AI 79.1, allegato 13; AI 79.1, allegato 1; verbale

d’interrogatorio dibattimentale di primo grado di AP 2, pag. 3).

19.

Dagli interrogatori

effettuati dagli inquirenti a fronte della perquisizione del 22 maggio 2012

presso il “__________” è emerso che, nel 2012, 18 donne straniere sono giunte

in Ticino, stabilendosi presso il “postribolo” di __________, per esercitare la

prostituzione in dispregio al diritto della migrazione (AI 5, pag. 9 e relativi

allegati 19-33 [15 donne]; AI 79.1, pag. 6 e relativi allegati 46-63 [altre 3

donne, oltre alle 15 di cui all’AI 5]). Molte donne interrogate hanno

pacificamente ammesso di essere venute in Svizzera appositamente per esercitare

illegalmente la prostituzione e di essersi stabilite presso il “__________” a

tale scopo. Alcune di loro, per contro, lo hanno negato, in manifesto contrasto

con l’evidenza, risultando le loro dichiarazioni - di riflesso - non credibili.

19.1

Come rettamente

evidenziato dalla difesa di AP 2, l’elenco allestito dalla polizia giudiziaria,

sezione TESEU (ossia: l’AI 79.1, allegato 34), non è di per sé idoneo ad

accertare, al di là di oltre ragionevole dubbio, se le persone ivi indicate avessero

il diritto di lavorare in Svizzera, poiché l’incarto non contiene alcuna

indicazione su come esso è stato redatto e, in particolare, se e quali

controlli gli inquirenti hanno svolto, su ciascuno dei nominativi ivi indicati,

interpellando ad esempio le autorità federali e/o cantonali della migrazione.

Ciò ha come conseguenza che il numero di prostitute straniere giunte al “__________”

dall’estero appositamente per prostituirsi illegalmente non può essere

calcolato prendendo in considerazione l’AI 79.1, allegato 34, potendosi quindi

attestare, sulla base dei soli atti citati in precedenza (AI 5, pag. 9 e

relativi allegati 19-33; AI 79.1, pag. 6 e relativi allegati 46-63), a non

oltre 18.

20.

L’art. 116 LStrl

reprime forme di complicità all’infrazione di cui all’art. 115 LStrl, sotto

forma di reato autonomo; l’art. 25 CP in questo contesto risulta dunque

inapplicabile, compreso il motivo di riduzione della pena ivi contenuto

(Caroni/Gächter/Thurnherr, Bundesgesetzt über die Ausländerinnen und Ausländer

(AuG), Berna 2010, pag. 1185, par. 4; Nguyen/Amarelle, Code annoté de droit des

migrations, Volume II: Loi sur les étrangers (LEtr), Berna 2017, pag. 1314,

par. 10). La nozione di complicità ai sensi

dell’art. 116 cpv. 1 lett. b) LStrl va tuttavia intesa “au sens de l'art. 25 CP et de la jurisprudence y relative” (DTF 137 IV 153, consid. 1.8).

Affinché vi sia complicità, quindi, “[o]bjectivement, le complice doit apporter à

l'auteur principal une contribution causale à la réalisation de l'infraction,

de telle sorte que les événements ne se seraient pas déroulés de la même

manière sans cet acte de favorisation” e “[s]ubjectivement, il faut

qu'il sache ou se rende compte qu'il apporte son concours à un acte délictueux

déterminé et qu'il le veuille ou l'accepte; à cet égard, il suffit qu'il

connaisse les principaux traits de l'activité délictueuse qu'aura l'auteur.

Pour agir de manière intentionnelle, le complice doit connaître l'intention de

l'auteur principal, qui doit donc déjà avoir pris la décision de l'acte […] Le

dol éventuel suffit pour la complicité […]” (DTF 132 IV 49, consid. 1.1).

20.1

Da

un punto di vista oggettivo, il fatto di mettere a disposizione le

infrastrutture necessarie all’esercizio della prostituzione, sapendo, o dovendo

sapere, che le donne coinvolte in tale attività sono sprovviste del relativo

permesso di lavorare in Svizzera, costituisce reato ai sensi dell’art. 116 cpv.

1.

lett. b LStrl (DTF 137 IV 159, consid. 1.5; DTF

137.

IV 153, consid. 1.9; sentenza CARP del 17 dicembre 2015, inc.

17.2015.112, consid. 1).

21.

Con

riferimento all’art. 116 cpv. 1 lett. a LStrl, invece, il Tribunale federale ha

già avuto modo di precisare che il comportamento dell’autore deve contribuire a

sottrarre lo straniero in situazione irregolare dal potere d’intervento delle

autorità (DTF 130 IV 77 consid. 2.3.3). Ciò accade, ad esempio, qualora

l’autore, in particolare un albergatore, locatore o datore di lavoro, alloggia

uno straniero in situazione irregolare all’insaputa delle autorità (sentenza

CARP del 9 luglio 2014, inc. n. 17.2013.29, consid. 9a). Di fronte

all’esercizio di un’attività lucrativa senza permesso, il soggiorno

dello straniero va considerato illegale a motivo dell’esercizio di tale

attività (STF 6B_841/2010 del 18 luglio 2011, consid. 4.3).

22.

Dal profilo oggettivo,

i reati previsti dall’art. 116 cpv. 1 lett a e b LStrl sono stati

manifestamente commessi dall’imputato. È, infatti, dimostrato che, in qualità

di dominus del bar e dell’affittacamere, AP 2 ha messo a disposizione di

diverse prostitute straniere sprovviste del permesso di lavoro le

infrastrutture necessarie all’esercizio del meretricio: egli ha, così,

procurato loro un’attività ai sensi del citato disposto. Parimenti, ha

procurato loro un alloggio favorendo, così, il loro soggiorno reso illegale

dall’esercizio, previsto sin da prima del loro arrivo, dell’attività lucrativa

senza il necessario permesso.

23.

I reati sono consumati

anche dal profilo soggettivo.

23.1

In mancanza di

confessioni, di regola il giudice può dedurre la volontà dell'interessato

fondandosi su indizi esteriori e regole d'esperienza. Può desumere la volontà

dell'autore da ciò che questi sapeva, laddove la possibilità che l'evento si

produca era tale da imporsi all'autore, di modo che si possa ragionevolmente

ammettere che lo abbia accettato. Tra gli elementi esteriori, da cui è possibile

dedurre che l'agente ha accettato l'evento illecito nel caso che si produca,

figurano in particolare la gravità della violazione del dovere di diligenza e

la probabilità, nota all'autore, della realizzazione del rischio. Quanto più

grave è tale violazione e quanto più alta è la probabilità che tale rischio si

realizzi, tanto più fondata risulterà la conclusione che l'agente, malgrado i

suoi dinieghi, aveva accettato l'ipotesi che l'evento considerato si

realizzasse (STF 6B_373/2016 del 12 settembre 2016,

consid. 3.2.2). Inoltre il movente dell'autore (die Beweggründe des

Täters) e il modo attraverso il quale egli ha agito (die Art der Tathandlung)

costituiscono altresì elementi esteriori rivelatori di una componente

intenzionale della condotta dell’interessato (DTF 130 IV 58, consid.

8.4).

23.2

È accertato che AP 2

non chiedeva alle donne straniere che si recavano presso le strutture in

locazione a __________ se erano titolari di un regolare permesso, pur sapendo

perfettamente, però, che non erano nel nostro Cantone per visitarlo come

turiste ma che vi erano approdate, tutte, per esercitarvi la prostituzione (verbale

d’interrogatorio dibattimentale di primo grado di AP 2, pag. 3; verbale del

dibattimento di secondo grado, pag. 2); attività peraltro ampiamente

pubblicizzata da AP 2 medesimo (AI 79.1, allegato 1, pag. 4). È oltremodo

evidente che questo modo di procedere (segnatamente: la sola richiesta di un

documento d’identità all’atto dell’accettazione), sapendo inequivocabilmente di

concedere alloggio e spazi di lavoro a prostitute straniere provenienti tanto

da Stati UE/AELS, quanto da Stati terzi, costituisce un approccio gestionale

estremamente rischioso, dal profilo del diritto della migrazione. Pertanto, è

accertato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’imputato ha quantomeno

accettato il rischio - notoriamente altissimo nel settore considerato - di

procurare alloggio e attività lucrativa a cittadine straniere sprovviste di

permesso. Rischio che si è, in concreto, realizzato. Egli ha quindi agito, di

riflesso, almeno con dolo eventuale.

24.

In simili circostanze,

AP 2 si è reso autore colpevole - almeno con dolo eventuale (ed è un giudizio

più che generoso) -dei reati di cui agli art. 116 cpv. 1 lett. a e b LStrl.

25.

Secondo l’art. 116

cpv. 3 lett. a LStrl, l’autore è punito con una pena detentiva sino a

cinque anni o una pena pecuniaria, e con la pena detentiva è cumulata una pena

pecuniaria, se l’autore ha agito nell’intento di procurare a sé o ad altri un

indebito arricchimento. Nel caso concreto, poiché l’imputato si è limitato a

percepire, quale controprestazione per gli spazi locati, pigioni che - in base

gli atti del procedimento - non possono essere considerate irragionevoli (cfr.

anche consid. 30), un indebito arricchimento ai sensi di questa disposizione

non entra in linea di conto (Nguyen/Amarelle, Code annoté de droit des

migrations, Volume II: Loi sur les étrangers (LEtr), Berna 2017, pag. 1319,

par. 32) e dunque il riconoscimento dell’aggravante specifica ipotizzata dalla

pubblica accusa non può essere considerata.

Usura

26.

AP 2 ha contestato

integralmente l’imputazione. La sua difesa, in sintesi, ha argomentato che agli

atti non vi è la prova della realizzazione degli elementi del reato. Da un

lato, stando ai verbali delle due donne coinvolte, va forzatamente concluso che

esse non versavano affatto in uno stato di debolezza. Non vi è, poi, neppure la

prova della manifesta sproporzione fra vantaggio

economico e prestazione offerta: nelle argomentazioni che l’hanno portato al

giudizio di condanna, il pretore ha sbagliato per almeno due motivi. Da un lato__________

non può fungere da paragone, poiché, oltre a essere ubicato in una zona

diversa, offre stanze non paragonabili (per arredamento, metratura e finalità)

ai monolocali in dotazione presso l’affittacamere di __________. D’altro lato,

nell’iter di ricostruzione del prezzo usuale di stanze simili, il pretore ha

operato deduzioni non oggettivamente sostenibili, come ad esempio quella

relativa alla povertà di arredamento (doc. dib. 1A-1D), applicandola, per di

più, non solamente al prezzo della stanza tout court, bensì anche ai servizi

aggiuntivi offerti presso l’affittacamere __________ e non ha considerato che i

monolocali avevano un duplice utilizzo, quello di abitazione e di luogo di

lavoro. Inoltre - sempre secondo la tesi difensiva - il pretore ha sbagliato

non considerando come importante beneficio aggiuntivo offerto dal __________ la

possibilità offerta alle prostitute di iniziare ad esercitare l’attività sin

dal loro arrivo (senza alcuna necessità di sforzi per formarsi una clientela e,

quindi, senza tempi morti). Infine, richiamando una sentenza della Corte delle

assise criminali del 9 febbraio 2018 (inc. n. 72.2015.14), nell’ambito della

quale erano stati giudicati non usurari i prezzi applicati dal vicino l’EP __________,

noto locale a luci rosse, la difesa ha lamentato il fatto che non siano stati

presi come parametro di riferimento quei prezzi, riferiti a un immobile con

destinazione sicuramente più affine alla __________, rispetto a quella di un

normale albergo.

27.

AP 2, fra marzo e

maggio 2012, ha dato in locazione a __________ e __________, cittadine rumene

all’epoca dei fatti dedite illegalmente all’esercizio della prostituzione nel

locale a luci rosse di __________ (inc. Pretura penale, doc. 26), una camera

doppia (o meglio, un monolocale con angolo cucina e bagno/servizi separato/i)

presso l’affittacamere __________, al prezzo di 120.- fr. a testa. In questo

monolocale le due donne abitavano e esercitavano il meretricio (verbale

d’interrogatorio dibattimentale di primo grado di AP 2, pag. 3; AI 79.1,

allegati 61 e 63). Dai verbali delle due donne, emerge che entrambe hanno

deciso di venire in Svizzera liberamente, con l’intento di prostituirsi,

scegliendo autonomamente di esercitare la professione presso il “__________”,

piuttosto che altrove (AI 79.1, allegati 61 e 63).

28.

Giusta l’art. 157 cpv.

1.

CP è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena

pecuniaria chiunque sfrutta lo stato di bisogno o di dipendenza, l’inesperienza

o la carente capacità di discernimento di una persona per farle dare o

promettere a sé o ad altri, come corrispettivo di una prestazione, vantaggi

pecuniari che sono in manifesta sproporzione economica con la propria

prestazione. Il reato d’usura consiste, dunque, nell’ottenere o nel farsi

promettere una controprestazione sproporzionata, sfruttando lo stato di

debolezza della vittima.

29.

Seppure questa Corte,

con riferimento alla giurisprudenza del Tribunale federale (STF 6S.6/2007 del

19.

febbraio 2007, consid. 3.1.3 e 3.2.2), ha già avuto

modo di precisare che, di principio, le donne ospiti dei postriboli la cui

situazione non è regolare secondo il diritto della migrazione e/o la

legislazione cantonale sulla prostituzione si trovavano - a motivo della loro condizione di illegalità e del genere di attività da loro

svolto - in una situazione di debolezza ai sensi dell’art. 157 CP, disponendo

di scarsa (se non nulla) forza contrattuale (sentenza

CARP dell’11 dicembre 2014, inc. n. 17.2014.35-37, consid. 14.3), nel

caso in esame prevalgono le circostanze concrete, che mettono in luce l’assenza

di un qualsivoglia stato di debolezza in capo a __________ e __________ (AI 61

e 63). Le stesse hanno in particolare dichiarato

di aver maturato autonomamente e liberamente tanto l’idea di venire in Svizzera

a esercitare la prostituzione, quanto di farlo presso il “__________”, dopo

averlo scelto, valutando in internet diverse possibilità. Inoltre una di loro

ha espressamente dichiarato che il prezzo della stanza non sembrava esagerato, se

paragonato a quelli della concorrenza (AI 61, pag. 4). Tutto ponderato,

concludere che le due donne erano indotte dalle circostanze ad accettare

qualsiasi prezzo veniva loro offerto, pur di poter esercitare il meretricio in

Svizzera, appare una forzatura, con la conseguenza che si potrebbe dubitare

circa la presenza - in concreto - di uno stato di debolezza in capo alle

vittime. La questione può tuttavia restare indecisa, a fronte del fatto che una

condanna dell’imputato non può comunque essere pronunciata, poiché nel caso in

esame difetta certamente un altro elemento oggettivo del reato di usura, ossia

la manifesta sproporzione economica fra i vantaggi pecuniari ottenuti

dell’autore e la prestazione da lui offerta. E ciò per i motivi che seguono.

30.

Per determinare se i

vantaggi pecuniari ottenuti dall’autore sono in manifesta sproporzione

economica con la prestazione da lui offerta, occorre procedere a una

valutazione oggettiva (DTF 130 IV 106, consid. 7.2), ricercando il valore

patrimoniale effettivo della prestazione in questione, calcolato tenendo conto

di tutte le circostanze (STF 6B_395/2007, consid. 4; DTF 93 IV 85, consd. 2).

30.1

Nel caso in esame, il

valore patrimoniale effettivo della prestazione (segnatamente: la messa a

disposizione di uno spazioso e arredato monolocale a scopo abitativo e

professionale, con angolo cottura; verbale del dibattimento di secondo grado,

pag. 2; doc. dib. 1A-1D), è stato calcolato dal giudice di prima istanza

partendo dal prezzo di una (semplice) camera matrimoniale dell’albergo più

vicino, l’Hotel __________.

30.2

In base

agli atti (doc. dib. di primo grado n. 10), tale struttura alberghiera, nel

2018, offriva, al prezzo di fr. 106.- a notte, stanze matrimoniali,

manifestamente destinate al solo scopo turistico/abitativo. I monolocali

dell’affittacamere __________ avevano, invece, un doppio scopo

abitativo-lucrativo, fungendo anche da luogo di lavoro delle prostitute.

Inoltre l’affittacamere era adiacente al bar __________, ove le prostitute

potevano trovare dei clienti subito dopo il loro arrivo presso la struttura di __________,

senza la necessità di pubblicizzare la loro presenza sul territorio. A questi

aspetti dev’essere inevitabilmente attribuito un valore patrimoniale.

30.3

Inoltre

la metratura e l’arredamento della stanza doppia considerata dalla Pretura

penale divergono sensibilmente, per rapporto alla situazione presente presso i

monolocali dell’affittacamere di __________, risultati più spaziosi e meglio

arredati (doc. dib. 1A-1D). Il computo della deduzione del

20% per vetustà, povertà di arredamento e posizione infelice, adottata in primo

grado, non può quindi ritenersi fondata. La stessa è poi stata considerata non

solamente con riferimento al prezzo della stanza, bensì - in maniera inesatta -

anche per rapporto ai numerosi servizi aggiuntivi offerti dall’affittacamere di

__________ (segnatamente: colazione e cena, servizio di lavanderia e lavanderia

privata e servizio di sicurezza; verbale d’interrogatorio dibattimentale

di primo grado di AP 2, pag. 2), finendo per diminuire

eccessivamente il valore patrimoniale effettivo della prestazione

offerta dall’imputato.

30.4

Già solo per questi

motivi e vista l’assenza agli atti di altri elementi di raffronto con la

situazione esistente presso l’affittacamere di __________, suscettibili di

permettere lo svolgimento di una valutazione oggettiva, non si può concludere

che i vantaggi pecuniari ottenuti sono in manifesta sproporzione economica con

la prestazione offerta.

30.5

A titolo abbondanziale,

poi, siccome nella ricostruzione del valore patrimoniale effettivo della

prestazione, occorre considerare nel modo più preciso possibile

la realtà economica (DTF 80 IV 15, consid. 2; Corboz, Les infractions en

droit suisse, Volume I, Berna 2010, pagg. 416), non è escluso che, al posto di partire

dal prezzo di una camera matrimoniale di un semplice albergo, occorrerebbe

invece considerare la tariffa praticata, per simili prestazioni, da locali a

luci rosse nelle immediate vicinanze che non commettono usura (sentenza TPC del

9.

febbraio 2018, inc. n. 72.2015.14, ove è stato stabilito che una pigione

giornaliera compresa fr. 160.-/180.- a prostituta, per una camera ai piani

superiori dell’EP __________ di __________, non è da considerare usuraria).

Tuttavia, a fronte dell’esito già delineato dell’appello con riferimento

all’imputazione di usura, la questione può rimanere indecisa.

31.

Per tutte queste

ragioni, AP 2 va prosciolto dall’imputazione di usura di cui all’art. 157 CP.

Commisurazione della pena

32.

Richiamato

l’art. 116 cpv. 1 lett. a e b LStrl, sulla commisurazione della pena si fa

riferimento all’art. 47 CP i cui criteri sono stati efficacemente spiegati

nella DTF 136 IV 55, consid. 5.4.

33.1

In

concreto, AP 2 risponde di incitazione all'entrata, alla partenza o al

soggiorno illegali, nelle forme dell’incitazione al soggiorno illegale (art.

116.

cpv. 1 lett. a LStrl) e all’attività lucrativa senza autorizzazione (art.

116.

cpv. 1 lett. b LStrl), per cui è comminata una

pena detentiva sino a un anno o una pena pecuniaria.

33.2

La colpa

dell’imputato è solo lieve se si considera la lesione dei beni giuridici

protetti dalla norma penale (segnatamente: l’equilibrio fra la

popolazione autoctona e quella straniera e il mantenimento di un mercato del

lavoro equilibrato) visto il ridotto numero di donne straniere

(18) a cui AP 2 ha illecitamente facilitato il soggiorno e procurato l’attività

lucrativa in Svizzera. Essa, tuttavia, aumenta sino a raggiungere il grado

medio se si considera, dal profilo soggettivo, che l’autore avrebbe facilmente potuto evitare la lesione semplicemente

chiedendo alle prostitute, all’atto della loro accettazione presso il “__________”,

se potevano esercitare la prostituzione in Ticino. AP 2 ha dunque anteposto

i propri personali interessi al rispetto della legge, di cui si è

manifestamente e bellamente disinteressato. In ragione di tutto quanto precede,

alla colpa di AP 2 è adeguata la pena pecuniaria di 35 aliquote giornaliere.

33.3

A questo

punto, vanno considerate - a ponderazione in senso attenuante o aggravante

della pena così determinata - le circostanze personali legate all’autore: va,

cioè, tenuto conto della sua vita anteriore, della reputazione, della

situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione

professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto

e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà

sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6 consid. 6.1; STF

6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; anche STF

6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5). Se nessuna attenuante può

derivargli dal comportamento processuale, ritenuto che nemmeno in appello ha

preso consapevolezza dell’illiceità del suo agire, come pure da altre

circostanze, in concreto - visto che i fatti risalgono al 2012 - entra in linea

di conto un’attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 lett. e CP,

disposizione in base alla quale il giudice attenua la pena se questa ha

manifestamente perso di senso visto il tempo trascorso dal reato e se da allora

- come in concreto - l’autore ha tenuto buona condotta. Secondo giurisprudenza

ormai consolidata, è infatti data applicazione di quest’attenuante specifica

quando i 2/3 del termine di prescrizione sono trascorsi (per l’accertamento del

tempo trascorso il giudice deve riferirsi, quando il condannato ha proposto

appello, al momento in cui è reso il giudizio di secondo grado; sentenza CARP

del 27 novembre 2015, inc. n. 17.2015.35,

consid. 72).

33.4

In esito,

questa Corte ritiene adeguata alla colpa di AP 2 la pena pecuniaria di 25

aliquote giornaliere da fr. 190.- cadauna (calcolata su un attuale reddito

mensile dichiarato di fr. 8'000.-; verbale del dibattimento di secondo grado,

pag. 2), per un totale di fr. 4’750.-, da dedursi il carcere preventivo

sofferto.

33.5

Giusta l’art. 42 cpv. 1

CP, poi, il giudice sospende di regola l'esecuzione di una pena pecuniaria o di

una pena detentiva non superiore a due anni se una pena senza condizionale non

sembra necessaria per trattenere l'autore dal commettere nuovi crimini o

delitti. La sospensione condizionale della pena pecuniaria per un periodo di

prova di due anni (già decisa dal pretore) va confermata già solamente in

applicazione del divieto della reformatio in peius (art. 391 cpv. 2 CPP).

33.6

Oltre ad una pena

sospesa condizionalmente, può essere inflitta una multa ai sensi dell’art. 106

CP (art. 42 cpv. 4 CP) quando ciò appare necessario per sanzionare - in

un’ottica di prevenzione generale e speciale - adeguatamente ed in modo

tangibile la colpa del condannato (STF 6B_756/2018 del 15 novembre 2018,

consid. 2.2.; 6B_835/2018 dell’8 novembre 2018, consid. 3.2). Ciò è

segnatamente il caso qualora l’autore del reato - come in concreto - non ha

mostrato ravvedimento nel corso del processo (sentenza CARP del 12 dicembre

2012, inc. n. 17.2011.86, consid. 8.3). AP

2, ancora al dibattimento d’appello - come già

durante quello di primo grado - ha difeso “a spada tratta” il proprio rischioso

e disinteressato modo di gestire l’accettazione delle prostitute straniere

presso il “__________”, sostenendo l’inverosimile versione che,

sostanzialmente, sia stata la polizia a dirgli di comportarsi così (CARP XXI;

verbale d’interrogatorio dibattimentale di primo grado). Per questo motivo, si

ritiene di dovere confermare la pronuncia di una multa accessoria già decisa

dal primo giudice, limitandosi solamente a ridefinirne l’importo, a fronte

dell’intervenuta riduzione della pena principale. A questo proposito, la

giurisprudenza ha precisato che rivestendo tale multa un mero carattere

accessorio, in linea di principio il suo limite massimo va fissato non oltre al

20% dell’importo della pena principale (DTF 135 IV 191 consid. 3.4.4; 134 IV

60, consid. 7.3.3). Tutto ponderato, questa

Corte ritiene che la multa di fr. 950.- sia adeguata e necessaria a rendere

attento l’appellante dell’esigenza di porre, in futuro, maggiore attenzione al

suo comportamento.

Spese procedurali

34.

Visto

l’esito dell’appello di AP 1, le spese di primo grado consistenti in

complessivi fr. 800.- sono poste a carico dello Stato. Le spese per la

procedura d’appello, ammontanti a fr. 1'200.- (fr. 1'000.- di tassa di

giustizia e fr. 200.- di altri disborsi), seguono la medesima sorte.

35.

Visto

il parziale accoglimento dell’appello di AP 2, le spese di primo grado

consistenti in complessivi fr. 1’300.- sono poste per 2/3 a carico

dell’imputato e per 1/3 a carico dello Stato. Le spese per la procedura

d’appello, ammontanti a fr. 1'500.- (fr. 1'300 di tassa di giustizia e fr.

200.- di altri disporsi), seguono la medesima ripartizione.

Indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP

36.

Con il proprio appello

AP 1 ha domandato il riconoscimento di indennità ai sensi degli artt. 429 e

segg. CPP per la totalità delle spese legali

sostenute (fr. 46'163.15, IVA compresa, per il periodo 24 giugno 2008 - 14

gennaio 2019), per l’ingiusta detenzione patita (quantificata in fr. 10'500.-),

nonché per la riparazione del torto morale cagionatogli dal procedimento penale

(quantificata in fr. 30'000.-), per un ammontare complessivo di fr. 85'663.15.

La difesa di AP 1 ha evidenziato che si trattava probabilmente della prima

volta in cui ad essere arrestato è stato il mero proprietario delle mura di un

“postribolo”, determinando di conseguenza un importante interesse mediatico,

inevitabilmente ripercossosi - in maniera negativa - sulla reputazione

personale e professionale dell’imputato, conosciuto architetto del Luganese, la

cui identità è stata facilmente determinata quantomeno dai propri conoscenti, a

fronte delle notizie apparse sui portali d’informazione. In

primo grado, non sono state assegnate indennità ex art. 429 CPP (sentenza

impugnata, consid. 10).

37.

Giusta l’art. 429 cpv.

1.

lett. a CPP, lo Stato assume le spese per un

patrocinatore di fiducia soltanto se il patrocinio era necessario a causa della

complessità del caso sotto il profilo materiale o giuridico e se il volume di

lavoro e, di conseguenza, l’onorario dell’avvocato erano giustificati (sentenza

CARP del 21 aprile 2017, inc. n. 17.2017.82, consid. 2). Per stabilire

l’importo dell’indennità a copertura delle spese sostenute dall’imputato ai fini di un adeguato

esercizio dei suoi diritti procedurali, viene verificata

la congruità della nota d’onorario presentata secondo il principio stabilito

dall’art. 21 cpv. 2 LAvv. Questa Corte ammette quindi

onorari corrispondenti a una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del

mandato, secondo quanto mediamente praticato, lasciando a carico del

patrocinato la parte riconducibile a una specifica scelta del patrocinatore. In

altre parole, l’onorario a tempo è stabilito prendendo quale parametro un

avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole

margine di oscillazione connesso con la particolarità del caso (sentenze CRP

del 10 novembre 2010, inc. 60.2010.119 e del 12 novembre 2010, 60.2010.189). La

remunerazione oraria viene fissata prendendo come base, per i casi che non

presentano particolari difficoltà, l’importo di fr. 280.- per l’avvocato

e di fr. 120.- per il praticante (art. 12 RtarRip).

Delle

spese si riconoscono quelle effettive e necessarie

cagionate dal procedimento penale (sentenza CARP del 26 ottobre 2017, inc. n. 17.2017.175, consid. 7B).

38.

Il

difensore di AP 1, DI 1, ha prodotto le seguenti note d’onorario, chiedendone

la rifusione:

- nota

17.

settembre 2018 dello studio legale e notarile __________, comprensiva delle

prestazioni dal 24 giugno 2008 al 18 febbraio 2012, per complessivi fr.

10'416.55, composti da fr. 8’175.- di onorario, fr. 1'492.20 di spese, fr.

518.95

di IVA al 7.6% (calcolata su fr. 6’828.-) e fr. 227.40 di IVA all’8%

(calcolata su fr. 2842.20);

- nota

17.

settembre 2018 dello studio legale e notarile __________, comprensiva delle

prestazioni dal 19 febbraio 2012 al 14 settembre 2018, per complessivi fr.

30'337.80, composti da fr. 25’960.- di onorario, fr. 2'142.60 di spese, fr.

332.80

di IVA al 7.7% (calcolata su fr. 4'322.30) e fr. 1'902.40 di IVA all’8%

(calcolata su fr. 23'780.30);

- nota

13.

gennaio 2020 dello studio legale e notarile __________, comprensiva delle

prestazioni dal 19 settembre 2018 al 13 gennaio 2020, per complessivi fr.

5'408.80, composti da fr. 4662.50.- di onorario, fr. 359.60 di spese e fr. 386.70

di IVA al 7.7% (calcolata su fr. 5’022.10).

38.1

La prima

nota d’onorario, riferita alle prestazioni effettuate dal 24 giugno 2008 al 18

febbraio 2012, non può entrare in linea di conto, poiché il primo atto

istruttorio di questo procedimento è l’ordine di perquisizione e

sequestro concernente i locali di proprietà di AP 1 in locazione a __________ e

risale al 22 maggio 2012. Ciò ha come conseguenza che le prestazioni effettuate

dalla difesa prima di questo momento non possono essere riconosciute. AP 1 è

già stato oggetto, a partire dal 2008, di un diverso procedimento penale,

sempre concernente fatti relativi al “__________” (doc. dib. di primo grado n.

12-13) e dunque eventuali indennità per le spese legali avrebbero dovuto essere

richieste in quell’ambito.

38.2

La

seconda nota d’onorario, riferita alle prestazioni effettuate dal 19 febbraio

2012.

al 14 settembre 2018, in realtà, contiene prestazioni e spese a partire

solamente dal 31 maggio 2012, ovvero dal giorno dell’arresto di AP 1, con la

conseguenza che esse possono essere integralmente riconosciute fatte salve le

modifiche seguenti:

- tutte

le prestazioni e le spese concernenti l’avv. __________ non trovano riscontro

agli atti e, pertanto, non vengono riconosciute;

- la

voce di spesa “[o]rdine di bonifico” del 15 giugno 2013 non trova

riscontro agli atti e dunque non viene riconosciuta;

- tutte

le prestazioni e le spese concernenti procedimenti di fronte alla CRP non

possono essere conteggiate nell’ambito di questo processo d’appello, poiché, se

del caso, già indennizzate o da indennizzare in quella sede.

Inoltre, la tariffa oraria indicata di fr. 300.-

degli avv. __________ e __________ dev’essere ridotta a fr. 280.-, mentre

quella dei praticanti va diminuita da fr. 150.- a fr. 120.-.

Di conseguenza, in relazione alla seconda nota

d’onorario del 17 settembre 2018, a titolo di indennità ex art. 429 cpv. 1

lett. a CPP, lo Stato dovrà rifondere a AP 1 fr. 22'802.70 di onorario, fr.

1'989.60 di spese e fr. 1'971.30 di IVA (IVA 7.7% pari a fr. 311.15 su fr.

4’040.65 e IVA 8% pari a fr. 1’660.15 su fr. 20'751.65), per un totale di fr.

26'763.60.

38.3

La terza

nota professionale, riferita alle prestazioni effettuate dal 19 settembre 2018

al 13 gennaio 2020, risulta complessivamente adeguata. Tuttavia, anche in

questo caso, la tariffa oraria indicata di fr. 300.- degli avv. __________ e __________

dev’essere ridotta a fr. 280.-, mentre quello della praticante va diminuita da

fr. 150.- a fr. 120.-. Di

conseguenza, in relazione alla terza nota d’onorario del 13 gennaio 2020, a

titolo di indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, lo Stato dovrà rifondere a AP

1.

fr. 4'316.70 di onorario, fr. 359.60 di spese e fr. 332.40 di IVA, per un

totale di fr. 5'008.70.

39.

Con il proprio

appello, AP 2 ha invece espressamente rinunciato a ogni forma d’indennità,

ragione per la quale, malgrado l’accoglimento parziale della sua impugnazione,

non occorre pronunciarsi in merito.

Indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP

40.

Secondo l’art. 429

cpv. 1 lett. c CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il

procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l’imputato ha diritto a una

riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi

interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà.

40.1

Per avere diritto a

un’indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP, l'intensità della lesione

alla personalità deve essere analoga a quella richiesta dall'art. 49 CO (DTF 143 IV 339, consid. 3.1). Lo Stato non è

infatti tenuto al versamento di un’indennità per torto morale a tutti coloro

che hanno subito un pregiudizio in ragione di un procedimento penale, ma

soltanto a coloro che sono stati gravemente lesi nei loro diritti della

personalità (sentenza CARP del 7 aprile 2014, inc. n. 17.2014.54, consid. 8).

Una simile indennità è di principio assegnata se l'imputato, nel corso del

procedimento, ha subito una privazione della libertà. Oltre alla detenzione,

possono costituire grave violazione della personalità, ad esempio, un arresto o

una perquisizione effettuata in pubblico o con una forte eco mediatica, una

procedura penale durata molto a lungo o avente particolare interesse mediatico,

le conseguenze familiari, professionali o politiche derivanti dal procedimento

penale, nonché tutte quelle affermazioni, intrinsecamente lesive della

personalità, che potrebbero essere rilasciate dalle autorità penali in corso

d’inchiesta (DTF 143 IV 339, consid. 3.1).

L’ampiezza della riparazione del torto morale dipende soprattutto dalla gravità

della sofferenza fisica o mentale conseguente alla lesione subita dalla persona

interessata e dalla possibilità di alleviare sensibilmente, con il pagamento di

una somma di denaro, il dolore morale che ne risulta. La fissazione di un

importo preciso, rientra nella discrezionalità del giudice, tuttavia

l’indennità riconosciuta dev’essere equa (DTF 143

IV 339, consid. 3.1; 141 III 97, consid. 11.2). Secondo la

giurisprudenza federale, in caso di detenzione ingiustificata di breve durata,

costituisce un'adeguata compensazione un importo di fr. 200.- al giorno, nella

misura in cui non vi sono circostanze speciali atte a giustificare il pagamento

di un importo inferiore o superiore (DTF 143 IV

339, consid. 3.1; 6B_909/2015 del 22 giugno 2016, consid. 2.2.1).

40.2

AP 1 è stato in

carcerazione preventiva 35 giorni, ossia dal 31 maggio 2012 al 4 luglio 2012.

Si tratta di un fatto oggettivo e accertato. Per contro, che le vicende del “__________”

abbiano suscitato un importante interesse mediatico, che si è protratto nel

tempo e che ha leso in maniera grave i diritti della personalità di AP 1, non

emerge dagli atti, con la conseguenza che l’unica fonte di danno risulta essere

l’ingiusta detenzione patita.

40.3

Tutto ponderato, a

fronte di 35 giorni di carcerazione preventiva, indennizzati per costante

giurisprudenza a 200.- al giorno, a AP 1 è riconosciuta un’indennità per

riparazione del torto morale onnicomprensiva di fr. 7'000.-.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli artt. 116 LStrl, 157 CP in rel. con

11 e 333, 12, 42 e segg. e 47 e segg. CP;

3 e segg., 80 e segg., 84

e segg., 139 e segg., 379 e segg., 398 e segg. in rel. con 328 e segg. CPP;

nonché sulle spese e sulle indennità, 422 e segg. e 429 e segg.

CPP e la LTG,

dichiara e pronuncia:

1. L’appello di AP 1 è accolto.

2. L’appello di AP 2 è parzialmente

accolto.

3. Di conseguenza,

ricordato che i dispositivi n. 3, 4, 6, 7, 8 e 9 della sentenza impugnata sono

passati in giudicato incontestati:

3.1. AP 1 è prosciolto

dall’imputazione di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno

illegali, aggravata, nella forma dell’incitazione all’attività lucrativa

senza autorizzazione (art. 116 cpv. 1 lett. b e cpv. 3 lett. a LStrl) di

cui al DA __________ del 22 febbraio 2017.

3.2. AP 2 è:

3.2.1. dichiarato autore

colpevole di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno

illegali, ripetuta, nella forma dell’incitazione al soggiorno illegale

(art. 116 cpv. 1 lett. a LStrl),

“per avere, a __________, nel 2012, nella sua qualità

di amministratore unico della __________, titolare dell’affittacamere __________

e dell’EP __________, nonché gestore e gerente de facto del citato

affittacamere, ripetutamente facilitato il soggiorno illegale in Svizzera di 18

donne dedite all’esercizio della prostituzione locando loro camere presso

l’affittacamere __________, sapendo o dovendo presumere che le stesse erano

prive dei necessari permessi.”;

3.2.2. dichiarato autore

colpevole di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno

illegali, ripetuta, nella forma dell’incitazione all’attività lucrativa

senza autorizzazione (art. 116 cpv. 1 lett. b LStrl),

“per avere, a __________, nel 2012,

nella sua qualità di amministratore unico della __________, titolare

dell’affittacamere __________ e dell’EP __________, nonché gestore e gerente de

facto del citato EP, ripetutamente procurato un'attività lucrativa a 18 donne

straniere dedite all’esercizio della prostituzione, tutte sprovviste del

necessario permesso, mettendo loro a disposizione l’EP __________ al fine di

potervi adescare i clienti i quali, successivamente, venivano portati nelle

stanze prese in locazione dalle meretrici all’interno dell’adiacente

affittacamere __________.”;

ed è condannato:

3.2.3. alla pena pecuniaria di

25 (venticinque) aliquote giornaliere di fr. 190.- (centonavoanta) cadauna, per

un totale di fr. 4’750.- (quattromila settecentocinquanta), la cui esecuzione è

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

3.2.4. alla multa

di fr. 950.- (novecentocinquanta), da sostituirsi, in caso di mancato

pagamento per colpa, con la pena detentiva di giorni 5 (cinque).

3.2.5.

prosciolto

dall’imputazione di usura (art. 157 CP) di cui al DA n. 1124/2016 del 22

febbraio 2017.

4. La tassa di giustizia

(fr. 700.-) e le spese (fr. 100.-) per il giudizio di primo grado, riferite a AP

1, sono poste a carico dello Stato.

5. La tassa di

giustizia (fr. 1'000.-) e le spese (fr. 300.-) per il giudizio di primo grado,

riferite a AP 2, sono poste a suo carico per 2/3 e per il resto a carico dello

Stato.

6. Gli oneri

processuali dell’appello di AP 1, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1'000.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'200.-

sono posti a carico dello Stato.

7. Gli oneri

processuali dell’appello di AP 2, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1'300.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'500.-

sono posti a suo carico nella misura di 2/3 e per il resto sono a

carico dello Stato.

8. A titolo d’indennità

giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, lo Stato rifonderà a AP 1, per i

due gradi di giudizio, l’importo complessivo di fr. 31'772.30 (trentunmila

settecentosettantadue e trenta).

8.1. A titolo d’indennità

giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. c CPP, lo Stato rifonderà a AP 1

l’importo di fr. 7’000.- (settemila), quale riparazione del torto morale.

9. A AP 2, a fronte

della sua esplicita rinuncia, non è assegnata alcuna indennità ex art. 429 CPP.

10. Intimazione a:

11. Comunicazione a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90

a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95

a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.

81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro

lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al

Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.