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Decisione

17.2019.46

Confermata la condanna per infrazione aggravata e ripetuta infrazione alla LStup, ripetute tentate lesioni gravi per aver avuto rapporti sessuali non protetti con la vittima sapendo di essere sieropos

12 aprile 2019Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

i legami con il territorio elvetico

1. Sulla vita di AP 1,

sui suoi precedenti penali, sulla situazione in carcere, sulle sue prospettive

di vita e sul proprio legame con la Svizzera si richiamano, in applicazione

dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i consid. 2-10 della sentenza impugnata:

“2. AP

1 è nato il __________ a __________. In punto alla sua vita egli ha

riferito quanto segue:

(…)

sono arrivato in Svizzera all’età di __________ anni, dove ho frequentato tutte

le scuole dell’obbligo, in seguito ho intrapreso l’apprendistato quale meccanico

d’auto. Ho lavorato qualche anno alla __________. Ho anche lavorato __________

anni in banca al centro elettronico, dal __________ al __________. Poi ho fatto

il cameriere in un bar di __________ dai __________ ai __________ anni, poi ho

fatto l’aiuto casaro dal __________ al __________, anno in cui sono stato

arrestato per spaccio di eroina. Sono stato condannato nel __________ ed in

quell’anno sono stato collocato grazie all’Assistenza nuovamente su un alpe.

Sempre nel __________ ho però ricevuto l’espulsione e sono rientrato in __________

dove ho svolto lavoretti saltuari e sono stato in comunità per un anno e mezzo.

Nel 2015 sono rientrato in Svizzera dove ho vissuto sempre grazie a lavoretti

saltuari ed un anno fa ho acquistato un vecchio furgone ora adibito allo __________.

(…) le mie entrate mensili da questa attività ammontano a circa CHF 2000.-. La

mia convivente __________ percepisce l’assistenza, non so quanto riceve

mensilmente. Preciso che ho il domicilio presso mia madre, dove ho una camera,

ma sono quasi sempre dalla mia compagna. Con __________ ho una figlia di __________

anni ed ho un’altra figlia di __________ anni nata da una precedente relazione

e vive a __________” (VI PG 04.07.2018, allegato 1 ad AI 8, p. 11).

AP 1 ha

precisato in occasione del verbale del 5 settembre 2018 che:

(…) al

termine dell’apprendistato ho conseguito il diploma di meccanico d’auto, non ho

il domicilio ma la residenza presso mia madre, preciso che al momento

dell’arresto non disponevo di alcun permesso di soggiorno, ero in attesa che lo

stesso mi venisse rilasciato. Per quanto riguarda mia figlia di __________ anni

vorrei precisare che lei e la madre si sono trasferite in Svizzera, entrambe

sono cittadine svizzere, vivono a __________. Mia figlia lunedì ha iniziato______

anno di __________” (VI PP 05.09.2018, AI 53, p. 2).

3. In sede dibattimentale l’imputato ha così riferito in

punto alla sua situazione famigliare:

“Ho due

figlie svizzere da due compagne diverse. La grande prima era in __________,

mentre ora vivono entrambe in Svizzera, una a __________ e l’altra a __________.

La piccola ha __________ anni e la grande __________. Vivono entrambe con la

rispettiva madre” (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p.

1).

4. Con specifico riferimento alla sua situazione

finanziaria AP 1 ha dichiarato:

“Mi

sono creato un furgone per fare __________ e mi sono associato all’associazione

di __________. L’ho fatto perché non riuscivo a trovare lavoro. Voglio dire che

questa attività funzionava, non era un super guadagno, ma ci stavo dentro e mi

dava soddisfazione per essere riuscito a creare qualcosa.

(…) il

mio reddito da questa attività era di circa CHF 500.00 ad avvenimento. Facevo

circa 7/8 avvenimenti a stagione. Avrei fatto anche mercatini di Natale,

carnevali, ecc. Non posso fare un calcolo preciso, siccome non sono riuscito a

finire la stagione. (…) riuscivo comunque a vivere, siccome non ho pretese,

vivo con poco. (…) la mia compagna non lavorava, è in assistenza. Non so dire

quanto percepiva, non me ne sono mai interessato. So che i soldi le bastavano

giusto per mantenere la bambina e per lei. (…) Ho debiti per cose che avrei

voluto mettere a posto, debiti passati per tasse, ecc.” (VI DIB 11.01.2019,

allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 2).

5. Dal profilo delle sue condizioni di salute, gli esami

esperiti nel novembre 2017 attestano la positività di AP 1 all’HIV e

all’epatite C (cfr. AI 43).

6. In merito ai suoi consumi di stupefacenti, l’imputato

ha dichiarato di non più assumere sostanze stupefacenti da 5 anni (VI PG

04.07.2018, allegato 1 ad AI 8, p. 3), circostanza confermata dalle analisi sui

suoi campioni biologici (AI 46).

7. Dall’estratto del casellario giudiziale risultano a

suo carico le seguenti condanne:

- 14

mesi di detenzione comminati dalla Corte delle Assise correzionali di Lugano il

__________ per infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e guida

senza licenza di condurre o nonostante revoca (veicolo a motore);

- 120

giorni di detenzione, e una multa di CHF 700.00, comminati dal Ministero

pubblico del Cantone Ticino per guida senza licenza di condurre o nonostante

revoca (veicolo a motore) il __________ (doc. TPC 12).

A

seguito di tali condanne, AP 1 ha dichiarato di avere passato in carcere

complessivamente 14/15 mesi (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale

dibattimentale, p. 2).

L’imputato

ha confermato di essere stato espulso dalla Svizzera con decisione

amministrativa in ragione della condanna del __________ e di esservi poi

rientrato nel __________, precisando che:

(…)

durante quei 5 anni ho fatto la scuola di __________ in __________, mi sono

rifatto la patente, volevo aprire una trattoria, ma alla fine non l’ho fatto.

Ho avuto una ricaduta e sono andato in comunità. Nel 2015 sono tornato in Svizzera.

Non consumo stupefacenti da quasi 5 anni. Per rifare la patente avevo i

controlli mensili del capello e in occasione di un controllo sono risultato

positivo al THC, anche se non so come sia possibile” (VI DIB 11.01.2019, p. 2

allegato 1 al verbale dibattimentale).

In

Italia l’imputato è stato condannato a 4 mesi di reclusione per violazione del

T.U. sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione,

cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza il __________ (doc. TPC 13).

In

corso d’inchiesta, così come pure in aula, l’imputato ha riferito di vivere una

situazione molto difficile in carcere, e meglio:

(…) in

carcere sto vivendo una pessima situazione a seguito della notizia riportata

dalla stampa in dicembre circa la mia positività all’HIV. I codetenuti mi

trattano come se avessi la peste. In cucina verificano tutto quanto tocco, in

palestra mi invitano a non utilizzare determinati attrezzi e so che alcuni di

loro stanno raccogliendo delle firme affinché mi trasferiscano in un’altra

sezione. Sono d’accordo che per i miei sbagli devo pagare ma ritengo vada fatta

un po’ di sensibilizzazione in carcere sulla mia malattia, non sono contagioso

come se avessi il tifo. Per dirla tutta sono anche disposto a esser trasferito nella

sezione dei pedofili pur di non dover passare ogni giorni quanto sto ora

passando. (…)

Da

quando sono in carcere sto assumendo la terapia e ora i valori sono a “0” nel

senso che non sono infettivo. Su questo argomento in carcere purtroppo c’è

molta ignoranza” (VI PP 04.01.2019, doc. TPC 19, p. 2).

8. In occasione del pubblico dibattimento, rivolgendosi

in particolare agli organi di __________, si è così espresso:

Voglio

dire, soprattutto alla __________, che quando è venuta fuori l’informazione

della mia malattia alla TV, io sto vivendo un periodo negativo alla __________,

non posso giocare a calcio, non posso toccare niente, devo mangiare da solo,

ecc. Sto vivendo una situazione davvero brutta, e quindi chiedo alla __________

se possono essere un po’ discreti. Io sto facendo veramente fatica, mi sento

proprio in pericolo, perché io sono orgoglioso. Il problema della __________ è

anche quello che i giornalisti non hanno dato un’informazione giusta, perché si

tratta di HIV e non AIDS, prima di tutto, e poi bisogna anche dire che io ora,

con la terapia che faccio, non sono più infettivo. La sto proprio vivendo male.

Poi io pago quello che devo pagare, ma questa cosa mi sta proprio spaccando, è

una continua umiliazione da parte di gente ignorante, uno che ha accoltellato

la moglie mi dice che devo andare via dalla sezione e mi chiedo come sia

possibile. Un coglione che tocca le donne mi dice che stanno tirando su le

firme per mandarmi via dalla sezione. Ci vuole informazione in carcere, perché

non siamo negli anni ’90 di Freddie Mercury quando era un disastro. Io non sono

un pericolo, non è come se avessi la lebbra. Per me è un disastro” (VI DIB

11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 5).

9. Quanto alle sue prospettive di vita, AP 1 nel corso del

pubblico dibattimento ha riferito di voler tornare il prima possibile in Italia

e continuare con l’attività “__________” avviata nel nostro Paese e trovare

casa a __________ o __________, di modo da poter stare vicino alle figlie (cfr.

VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale).

10. Con specifico riferimento al suo legame con la

Svizzera, rispettivamente con l’Italia, invitato a prendere posizione in punto

a un’eventuale espulsione dal nostro territorio, l’imputato ha in fine

affermato:

Accetto

chiaramente l’espulsione, ma vorrei essere agevolato a venire a trovare le mie

figlie, per le quali sono sempre presente. (…) Ho due figlie qui. Io con la

Svizzera ho un legame forte, perché sono qua da quando ho __________ anni, ho

fatto qui il diploma di __________ e ho lavorato parecchi anni in Svizzera. Ho

fatto anche l’alpigiano in __________ per quasi __________ anni e sono

affezionato alla Svizzera, ma sarà quel che sarà. Sono __________, ma mi sento

più __________. Ho sempre vissuto qui, dove ho fatto le scuole. (…) In __________

non ho nessuno, tranne qualche parente lontano in __________”(VI DIB

11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 6)”

(sentenza

impugnata, pag. 8 e segg.).

fatti accertati in prima sede e non contestati

Considerandi

2.

Non sono contestati

né i fatti accertati dalla prima Corte né la loro sussunzione giuridica. Di

seguito ci si limita, quindi, a riportare gli elementi di fatto essenziali (e

necessari per la commisurazione della pena) con riferimento ai reati di cui AP

1.

è stato dichiarato autore colpevole.

infrazione aggravata alla LStup (consumata e tentata) e

infrazione ripetuta alla LStup

3.

In relazione ai

traffici ed alla detenzione di sostanze stupefacenti per cui AP 1 è stato

ritenuto autore colpevole, vengono richiamati, in applicazione dell’art. 82

cpv. 4 CPP, i consid. 52-53 della sentenza impugnata:

52.

Per quanto attiene ai fatti, relativamente ai punti

1.

e 2 la Corte ha ritenuto corretti i quantitativi indicati nell’atto d’accusa,

con la sola precisazione che nei confronti di __________ sono stati ritenuti 4

grammi in luogo di 5 e ciò in applicazione del principio in dubio pro

reo.

Di fatto

già in sede d’inchiesta l’imputato aveva ammesso tutti i quantitativi

menzionati nella promozione dell’accusa, con l’unica (parziale) riserva

costituita dall’eroina alienata ad __________.

In merito a

quest’ultimo aspetto, come già rilevato, in sede dibattimentale l’imputato si

è, in fine, allineato anche alle dichiarazioni fornite dall’acquirente.

Si dirà

comunque, a titolo abbondanziale, che soppesando la credibilità delle parti, la

Corte avrebbe comunque confermato i 560 grammi riferiti da __________. Questi,

contrariamente ad AP 1, è stato infatti costante e lineare nelle proprie

dichiarazioni, confermandole altresì anche a confronto con l’imputato. __________

non aveva peraltro alcun motivo per mentire, ritenuto che egli è stato

condannato precisamente per tale quantitativo di sostanza. Già solo per questo

motivo si sarebbe imposto di confermare tale chiamata di correo.

Ne consegue

che la Corte ha ritenuto in capo ad AP 1 un’alienazione di 576 grammi di

eroina.

Analogamente,

l’imputato ha pure confermato di aver acquistato 150 grammi di una sostanza che

riteneva essere eroina e che avrebbe poi venduto, scoprendo dopo averne dato un

campione ad un consumatore che non si trattava di stupefacente.

53.

Per quanto attiene al diritto, il reato di

infrazione aggravata alla LStup risulta essere pacificamente dato e ciò pure

tenendo conto del consueto grado di riduzione della sostanza pura al 10%. Nello

specifico, ricordando che il caso aggravato è dato, per l’eroina, in presenza

di 12 grammi di sostanza pura, l’imputato è chiamato a rispondere di 57,6

grammi di eroina.

A questo

occorre aggiungere i 0,71 grammi di cocaina che l’imputato avrebbe alienato.

Per quanto

attiene ai 150 grammi di sostanza acquistata credendola (erroneamente) eroina,

il reato è dato nella forma del tentativo.

Analogamente

realizzato è il reato di cui all’art. 19 cpv. 1 LStup per quanto attiene all’alienazione

di marijuana e hashish, nonché al possesso di dette sostanze presso

l’abitazione della compagna.

Ne discende

la conferma dei punti 1 e 2 dell’atto d’accusa.”

(sentenza

impugnata, pag. 31-32).

ripetute tentate lesioni gravi

4.

Sull’accertamento

dei fatti relativi all’imputazione di ripetute tentate lesioni gravi, si

richiamano, sempre in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i consid. 54-56

della sentenza impugnata:

“54.

Relativamente ai punti 3 e 4, AP 1 in sede dibattimentale ha ammesso di aver

intrattenuto alcuni rapporti sessuali non protetti con __________ dopo aver

preso consapevolezza di essere sieropositivo, sostenendo tuttavia che la donna

avrebbe, a quel momento, già avuto contezza della di lui condizione.

Tale

versione dei fatti non può tuttavia essere ritenuta credibile.

AP 1 è

infatti apparso oltremodo ondivago, avendo egli inizialmente sostenuto di aver

intrattenuto complessivamente 2-3 rapporti sessuali e di non aver più

intrattenuto rapporti dopo aver appreso della propria sieropositività e ciò “neppure utilizzando le dovute precauzioni, questo

perché nel frattempo avevo sistemato le cose con __________” (cfr. VI PP 05.09.2018, AI 53, p. 6-7), dichiarando

in seguito, prendendo atto delle affermazioni di __________, che vi era stato

un rapporto successivo, ma soltanto poiché voluto dalla donna, concludendo, in

sede dibattimentale, a 2-3 rapporti consumati dopo la consapevolezza della

propria condizione di salute, ma tutti comunque voluti da __________.

Da

parte sua, la donna è stata costante nelle proprie dichiarazioni. Eccettuata

una piccola incongruenza in merito alle circostanze in cui avrebbe appreso

della sieropositività di AP 1, la stessa è infatti rimasta costante nel dire

che si è trattato di più rapporti consumati all’insaputa della sieropositività

e uno successivamente all’averne preso atto.

Analogamente,

le sue reazioni di stupore e paura

appaiono genuine. __________ neppure è parsa volersi accanire particolarmente

nei confronti dell’imputato, tanto che inizialmente ha esitato nel raccontare

la vicenda. Oltremodo significativo è il fatto che la donna è pure giunta ad

ammettere di aver intrattenuto un rapporto anche dopo aver saputo della

sieropositività, circostanza che, in ultima analisi, avrebbe potuto gettarle

discredito.

In

fine, il messaggio agli atti è pure oltremodo indicativo del fatto che la

stessa ha intrattenuto rapporti sessuali anche prima di sapere che AP 1 fosse

portatore di HIV.

55.

In tale contesto, la Corte ha ritenuto che AP 1 ha

indubbiamente intrattenuto rapporti sessuali con __________, dopo aver saputo

della propria sieropositività e all’insaputa della donna. Tra queste, uno si è

consumato dopo che la donna ha avuto notizia della condizione di salute del

partner.

Unicamente,

si impone di rilevare che la Corte non può seguire l’indicazione figurante

nell’atto d’accusa secondo cui ciò sarebbe avvenuto in una decina di occasioni.

Se è

vero che __________ ha indicato di aver avuto rapporti sessuali con l’imputato,

complessivamente, “più di 10 volte”, non si può non rilevare che la

relazione tra le parti è iniziata nei primi mesi del 2017, è terminata nella

primavera del 2018 e che AP 1 ha appreso di essere portatore dell’HIV soltanto

dal mese di novembre 2017. Ciò implica che buona parte dei rapporti sono

verosimilmente stati consumati prima che l’imputato sapesse di essere

sieropositivo.

D’altra

parte, __________ ha unicamente indicato che tra i mesi di __________ e __________

“siamo ancora andati a letto insieme più volte" (AI 57, p. 2),

senza tuttavia saper indicare il numero preciso.

Dal

computo totale va poi dedotto l’episodio che ha visto la donna consapevole

della sieropositività che, sulla scorta della giurisprudenza sopra riportata,

non è costitutivo di reato.

Ne

consegue che la Corte non ha potuto confermare il numero di rapporti in “una

decina” come indicato nell’atto d’accusa ai punti 3 e 4, dovendosi limitare

a ritenerne un numero imprecisato che, per quanto ne è della commisurazione

della pena, in applicazione del principio in dubio pro reo, è stato

ritenuto essere di 2 volte.

56.

In diritto, per quanto attiene al punto 3, ricordando

le menzionate sentenze del Tribunale federale, la Corte ha ritenuto il

comportamento posto in essere da AP 1 costitutivo del reato di cui all’art. 122

CP e ciò nella forma del dolo eventuale. Di fatto, l’imputato, intrattenendo

rapporti sessuali non protetti pur sapendo di essere portatore dell’HIV non può

non aver preso in considerazione che __________ potesse contrarre l’infezione,

ciò che non è avvenuto per mera fortuna (cfr. DTF 125 IV 253).

Si

ricorderà inoltre che l’art. 122 CP non è applicabile quando una persona è

consapevole di intrattenere rapporti non protetti con un partner sieropositivo.

Ciò impone di non considerare l’episodio in cui __________ si è congiunta

carnalmente con l’imputato dopo aver appreso della di lui sieropositività.

Il

punto 3 dell’atto d’accusa è quindi stato confermato con la precisazione di cui

si è detto.”

(sentenza

impugnata, pagg. 32-34).

5.

ripetuta

guida senza autorizzazione

Sui fatti ritenuti costitutivi del reato di guida senza

autorizzazione, si pone in evidenza il fatto che l’appellante ha, in buona

sostanza, ammesso quanto contestatogli, dichiarando che il permesso di condurre

italiano gli era stato ritirato il __________ poiché egli era risultato

positivo al THC in occasione di un’analisi del capello. Egli ha, poi, precisato

che si sarebbe limitato a guidare a più riprese senza l’autorizzazione

solamente nel Luganese (cfr. doc. TPC 19, pag. 2, rr. 9-10 e 13-14). Per

gli spostamenti relativi alla sua attività di __________, AP 1 sarebbe infatti,

a suo dire, stato accompagnato da conoscenti che guidavano il ______ (cfr. doc.

TPC 19, pag. 2, rr. 10-13).

In occasione del pubblico dibattimento di primo grado, ha aggiunto

che aveva più volte guidato per andare a fare la spesa (cfr. all. 1 a verb.

dib. primo grado, pag. 5-6).

appello

6.

Con il suo appello, AP

1.

si limita a chiedere che la pena detentiva a suo carico venga contenuta in 36

mesi e che venga posta al beneficio della sospensione condizionale parziale.

7.

Per l’art. 47 cpv. 1

CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita

anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa

è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli

obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o

la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73 consid.

4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010,

consid. 2.1 e 2.2.2;6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5;6B_78/2008,

6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2;6B_370/2007 del 12

marzo 2008, consid. 2.2;6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e

riferimenti).

a. Occorre, dunque,

determinare la colpa dell’appellante in funzione delle circostanze legate ai

reati di cui risponde, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La

colpa va, infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo

oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico

offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),

elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto

designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di

esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden),

vanno considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti – che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) – e la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la

libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità,

nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a;

STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

b. Giusta l’art. 49 cpv.

1.

CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per

l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla

pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può

tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in

ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.

8.

AP 1 risponde di:

- infrazione

aggravata alla LStup, consumata e tentata (art. 19 cpv. 2 lett. a) – reato per

cui è comminata una pena detentiva non inferiore a un anno, che può essere

cumulata con una pena pecuniaria - per avere acquistato, detenuto e venduto

complessivamente 576 gr di eroina, nonché tentato di acquistarne altri 150 gr

destinati alla vendita a terzi e detenuto 0.71 gr di cocaina (grado di purezza

87.7

%), pure destinata alla vendita;

- ripetuta

infrazione alla LStup (art. 19 cpv. 1) - per cui è comminata una pena detentiva

sino a tre anni o una pena pecuniaria - per avere venduto complessivi 63 gr di

marijuana e 28 gr di hashish, nonché detenuto, in vista della loro vendita a

terzi, 4.93 gr di marijuana e 2.92 gr di hashish;

- ripetute

tentate lesioni gravi (art. 122 cpv. 3 CP) - per cui è comminata una pena

detentiva da sei mesi a dieci anni – per avere avuto due rapporti sessuali non

protetti con ________, sottacendole di essere sieropositivo;

- ripetuta

guida senza autorizzazione (art. 95 LCStr) - per cui è comminata una pena detentiva

sino a tre anni o una pena pecuniaria – per avere ripetutamente condotto

autoveicoli malgrado la necessaria licenza gli fosse stata ritirata;

a. infrazione aggravata

alla LStup, consumata e tentata

Dal profilo oggettivo, va detto che la colpa di AP 1 è da

considerarsi come almeno mediamente grave.

Determinante in tal senso è, innanzitutto, il quantitativo di eroina

da lui alienato e, quindi, messo in circolazione. Si tratta di oltre mezzo

chilogrammo di sostanza, e meglio di 576 grammi, cioè di un quantitativo che,

pur considerando l’usuale riduzione per tener conto del grado di purezza non

conosciuto (10%, pari a 57.6 grammi), risulta essere ben superiore al

discrimine dei 12 grammi di eroina posta dalla giurisprudenza per determinare

la sussistenza di un’infrazione aggravata (DTF 111 IV 101; DTF 109 IV 144; STF

del 2 ottobre 2006 inc.6P_149/2006,6S.336/2006, consid. 7.3; Albrecht, Die

Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes, Art. 19-28 BetmG).

Ai 576 grammi di eroina alienata si aggiunge la detenzione di 0.71

grammi di cocaina (grado di purezza 87.7 %), cui si assommano, per quel che ne

è del tentativo, 150 grammi di sostanza da taglio, che l’appellante ha

acquistato e detenuto convinto che si trattasse di eroina da destinare a terzi.

Va sottolineato che, nell’ambito delle infrazioni alla LStup, la

quantità di stupefacente trattato, pur non essendo, come rilevato dalla difesa

in sede di dibattimento di appello, l’unico elemento di rilievo, va comunque

considerato nella determinazione della colpa dell’autore. Se è, infatti, vero

che, secondo la giurisprudenza del TF, più la quantità di droga si allontana

dal limite a partire dal quale si è in presenza di un’infrazione aggravata alla

LStup, più tale fattore perde di importanza per la commisurazione della pena, è

altrettanto vero che essa ricopre una valenza non trascurabile nella misura in

cui maggiore è il quantitativo di stupefacente trafficato, maggiore è il numero

delle persone la cui salute viene potenzialmente messa in pericolo (DTF 121 IV

202.

consid. 2d/cc; DTF 119 IV 180, consid. 2b; DTF 118 IV 342 consid. 2b; STF

del 21 novembre 2011, inc.6B_558/2011, consid. 3.4; STF del 13 agosto 2010,

inc.6B_265/2010, consid. 2.3).

Se è vero, come rilevato dalla difesa in appello, che AP 1 non ha

agito come membro di un gruppo organizzato e non ha trafficato stupefacenti su

scala internazionale –limitandosi a vendera lo stupefacente a consumatori

locali e per la grande maggioranza al solo __________ -, il quantativo di

eroina da lui trafficata è comunque importante.

Di qui la conferma della gravità della colpa di AP 1 dal profilo

oggettivo, mitigata unicamente dal fatto che per i 150 grammi - ch’egli ha

acquistato convinto si trattasse di eroina - il reato non si è consumato,

realizzandosi nella forma del tentativo.

Dal profilo soggettivo, va innazitutto differenziato il caso

dell’autore tossicomane che agisce per finanziare il proprio consumo da quello

di colui che traffica unicamente per motivi di lucro (DTF 122 IV 299 consid. 2b; STF 02.07.2010 inc.6B_390/2010 consid. 1.1; STF 10.05.2010 inc.

6B_10/2010 consid. 2.1; STF 17.04.2002 inc.6S.21/2002 consid. 2c).

AP 1 ha dichiarato di non far più alcun uso di sostanze

stupefacenti dal 2013. Egli, pertanto, come correttamente concluso della prima

Corte, non si è dedicato al traffico di stupefacenti per garantirsi il suo

personale consumo, ma lo ha fatto per puro spirito di lucro, per avere “un

aiutino” – che per quel che è della sola infrazione aggravata alla LStup

supera la cifra di fr. 25'000.- - e, a suo dire, finanziare così l’attività

legata allo __________.

Su questo tema, pur se le sue entrate (fr. 500.- ad ogni evento di

__________, per circa 7-8 eventi a stagione) non possono dirsi esorbitanti,

occorre considerare che esse gli bastavano per vivere (non avendo – ha detto –

particolari pretese) e, soprattutto, occorre considerare che le sue diverse

qualifiche (o esperienze) professionali (è un meccanico diplomato e vanta

esperienze lavorative che spaziano dall’elettronica, alla ristorazione [per cui

ha anche frequentato, in Italia, dei corsi di esercente]) gli offrivano più di

un’alternativa per reinserirsi nel mondo del lavoro e guadagnarsi di che vivere

nel rispetto delle regole: ciò aggrava, in relazione al movente, la sua colpa.

Ad ulteriore aggravamento della sua colpa, occorre considerare che

egli, da ex tossicodipendente, si è riavvicinato al traffico di droga in modo

volontario, soltanto per assicurarsi un facile guadagno, malgrado fosse ben

conscio, per averlo sperimentato di persona, delle conseguenze dannose per la

salute del consumo di stupefacenti.

b. ripetute tentate lesioni

gravi (art. 122 cpv. 3 CP)

In relazione al reato di ripetute tentate lesioni gravi, si ha che

la colpa di AP 1 è grave dal profilo oggettivo. Tenuto conto del grave danno

alla salute fisica, delle cure – a volte pesanti e logoranti – cui il virus

costringe la persona che ne è colpita e della sua diminuita qualità di vita

legata alle limitazioni della libera espressione della propria sessualità e

affettività, il contagio con il virus HIV si configura, infatti, come una grave

lesione del bene protetto dall’art. 122 cpv. 3 CP (DTF 141 IV 97, consid.

2.4.1

).

Ad attenuazione – dal profilo oggettivo – della colpa di AP 1 va

considerato il fatto che il reato non si è consumato ma si è realizzato

soltanto nella forma del tentativo. Tuttavia, il valore attenuante di questo

elemento è mitigato dal fatto che si è trattato di un tentativo ripetuto.

Dal profilo soggettivo, occorre considerare, ad

attenuazione della sua colpa, che l’autore non ha agito per dolo diretto ma

solo per dolo eventuale (Niggli/Maeder, Basler Kommentar, n. 49 ad art.

12.

CP; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allg. Teil II, Berna 2006, §

6, n. 27). Quanto al movente, AP 1 ha detto di

avere agito spinto da una passione fisica travolgente, ciò che la difesa ha

ribadito anche in occasione del dibattimento d’appello. Detto che, per quanto

intensa, la pulsione sessuale può e deve essere tenuta a bada, anche volendo

credere alla versione di un’intensa attrazione fisica si dovrebbe concludere –

e non può essere altrimenti - per un movente egoistico ritenuto che, pur di

dare sfogo al suo desiderio, AP 1 non ha esitato a mettere seriamente in

pericolo la salute di colei che della pretesa passione era l’origine. E questo

nonostante avrebbe potuto, senza grandi sforzi, usando una semplice protezione,

evitare qualsiasi rischio per la donna.

c. ripetuta infrazione alla

LStup (art. 19 cpv. 1 LStup)

Complessivamente, per quel che è delle circostanze oggettive e

soggettive legate a questo reato, in considerazione delle quantità esigue

(67.93 gr di marijuana e 30.92 gr di hashish), la colpa di AP 1 è poco più che

lieve, pur tenendo conto del fatto che, anche qui, il suo movente – lucro – è

egoistico.

d. ripetuta guida senza

autorizzazione (art. 95 LCStr)

Non trascurabile – relativamente al tipo di infrazione – è la

colpa di AP 1 per la ripetuta guida senza autorizzazione visto che egli, dopo

la revoca, ha guidato con una certa frequenza (sono parole sue) sull’arco di un

anno. E questo per semplice comodità (“per fare la spesa”), nonostante nelle

immediate vicinanze del suo luogo di residenza (__________) vi siano sia mezzi

di trasporto pubblici che negozi: ancora una volta, il movente che lo ha spinto

a infrangere la legge è un puro egoismo, cioè un anteporre i propri comodi al

rispetto delle leggi.

e. Ne consegue che, se

l’infrazione aggravata alla LStup si fosse integralmente consumata, tenuto

conto del quadro edittale nonché della prassi delle Corti ticinesi (CARP inc.

17.2016

+17.17.09 del 18.10.2017; inc. 17.2014.109 del 29.07.2014), adeguata

alla colpa di AP 1 sarebbe stata una pena detentiva non inferiore ai 33 mesi.

Il fatto che l’infrazione si sia parzialmente realizzata solo nella forma del

tentativo – per 150 grammi - impone una riduzione della pena di 2 mesi.

A questa pena vanno aggiunti 9 mesi per il reato di lesioni gravi,

tentate e ripetute: si tratta di un periodo che, oltre al meccanismo dell’art

49.

CP, tiene conto, a favore dell’autore, del fatto che questi non ha agito per

dolo diretto e, in modo importante, del fatto che, seppur ripetuto (una volta),

il reato è solo tentato e, quindi, il bene protetto dalla norma violata non è

stato leso.

Infine, per colpire l’infrazione alla LStup e la ripetuta guida

senza autorizzazione, ai 40 mesi cosi ottenuti ne vanno aggiunti altri 2.

Dunque, in funzione delle circostanze oggettive e soggettive

legate ai reati di cui AP 1 risponde, adeguata è la pena di 42 mesi.

f. circostanze personali legate

all’autore

A questo punto, vanno considerate - a ponderazione in senso

attenuante od aggravante della pena così determinata - le circostanze personali

legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua vita anteriore, della

reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi

familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del

comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6

consid. 6.1; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2;

cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

In quest’ambito, AP 1 non può invocare particolari benefici dalla

vita anteriore.

Su di lui, in particolare, pesano – aggravandone sensibilmente la

colpa (STF 6B_49/2012 del 5.7.2012) - i precedenti penali, relativamente

prossimi ai fatti oggetto del presente giudizio e specifici. L’effetto

aggravante di questo fattore è, però, azzerato, in concreto, dalla particolare

sensibilità alla pena, in ragione delle condizioni di salute in cui versa AP 1

e delle conseguenze che queste hanno sulla sua situazione in carcere.

La collaborazione di AP 1, solo parziale, in particolare con

riferimento alle reticenze dimostrate dall’appellante per quanto attiene al

reato di ripetute lesioni gravi tentate, non può integrare un elemento di

attenuazione della sua colpa.

Considerato tutto quanto precede, la pena che oggi viene inflitta

a AP 1 è di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi.

L’appello presentato da AP 1 è, quindi, respinto.

espulsione e appello incidentale

9.

Con il proprio

appello incidentale, il PP ha impugnato il dispositivo 4. della sentenza di

primo grado, postulando l’espulsione di AP 1 dal territorio svizzero per un

periodo di 8 (otto) anni, in luogo di 5 (cinque).

10.

Giusta l’art. 66a cpv.

1.

lett. o CP, il giudice espelle dal territorio svizzero per un tempo da cinque

a quindici anni lo straniero condannato per infrazione all’art. 19 cpv. 2 della

LF sugli stupefacenti.

Ai sensi del cpv. 2 di questa norma, il giudice può rinunciare

eccezionalmente a pronunciare l’espulsione, se essa costituisce per lo

straniero un grave caso di rigore personale e l’interesse pubblico

all’espulsione non prevale sull’interesse privato dello straniero a rimanere in

Svizzera. Tiene, in ogni modo, conto della situazione particolare dello

straniero nato o cresciuto in Svizzera.

Secondo il chiaro tenore letterale della norma, in caso di

condanna per uno o più reati menzionati dall’art. 66a cpv. 1 CP l’espulsione è

le regola e la sua rinuncia un’eccezione subordinata alla realizzazione delle

due condizioni cumulative di cui all’art. 66a cpv. 2 CP (STF 6B_371/2018

consid. 2.1).

11.

Nel caso di specie,

questa Corte è chiamata a valutare unicamente la proporzionalità della durata

del periodo di espulsione inflitto dei primi giudici.

Considerato il principio di proporzionalità, la durata

dell’espulsione deve essere determinata, in primo luogo, in funzione della

durata della pena inflitta (STF 2C_27/2017 del 07.09.2017 consid. 4.1; STF

2C_910/2015 dell’11.04.2016 consid. 5.2).

In concreto, l’estensione della durata di espulsione a 8 anni

(chiesta dal PP) non si giustifica avuto riguardo al fatto che la pena inflitta

si colloca nella fascia bassa del quadro edittale previsto dall’art. 19 cpv. 2

LStup.

L’appello incidentale è, di conseguenza, respinto.

tassazione della nota d’onorario del difensore d’ufficio

12.

Il difensore d’ufficio

di AP 1, DI 1, ha prodotto la sua nota d’onorario __________ relativa al

procedimento d’appello che espone complessivi fr. 2'302.60, di cui fr. 2'004.-

di onorario (corrispondenti a 11 ore e 8 minuti di lavoro, a fr. 180.- l’ora),

fr. 134.- di spese, oltre all’IVA (cfr. doc. dib. appello 1).

13.

L’onorario esposto è

adeguato al lavoro svolto e commisurato a quanto avrebbe fatto un difensore

mediamente esperto ed è, quindi, interamente approvato.

La nota professionale DI 1 è pertanto approvata per complessivi

fr. 2'302.60, di cui fr. 2'004.- di onorario, fr. 134.- di spese e fr. 164.60

di IVA.

14.

Visto l’esito di

questo giudizio, AP 1 dovrà risarcire allo Stato quanto anticipato per la sua

difesa (art. 135 cpv. 4 CPP).

I costi di patrocinio riconosciuti e tassati con la sentenza di

primo grado, andranno, come stabilito al suo dispositivo n. 10, in caso di

ritorno a miglior fortuna, integralmente rimborsati.

spese

15.

Visto l’esito del

giudizio (art. 428 cpv. 1 CPP) le spese relative all’appello di AP 1 sono poste

interamente a suo carico. Quelle relative all’appello incidentale del PP, sono

poste a carico dello Stato.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli

art. 10, 76 segg., 80 segg., 84, 135, 348 segg., 379

segg., 398 e segg. CPP

40,

47, 49, 66a, 122 CP

19

cpv. 1 e 2 LStup

95

LCStr

nonché,

sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG rispettivamente il

Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza

giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1.

1.1. L’appello di

AP 1 è respinto.

1.2. L’appello incidentale

del PP è respinto.

2. Di conseguenza,

ricordato che i dispositivi n. 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 della sentenza

impugnata sono passati in giudicato,

ricordato, in particolare,

che egli è stato dichiarato autore colpevole di infrazione aggravata alla LF

sugli stupefacenti, consumata e tentata, ripetuta infrazione alla LF sugli

stupefacenti, ripetute tentate lesioni gravi, ripetuta guida senza

autorizzazione,

2.1. AP 1 è condannato:

2.1.1. alla pena detentiva di

3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo e di sicurezza

sofferti;

2.1.2. all’espulsione dal

territorio svizzero per la durata di 5 (cinque) anni.

3. Per le sue

prestazioni relative alla procedura di appello, all’avvocato DI 1, difensore

d’ufficio di AP 1, vengono riconosciuti:

- onorario fr. 2'004.-

- spese fr.

134.-

- IVA 7.7% fr.

164.60

fr. 2'302.60

3.1. La richiesta di

pagamento deve essere inviata dal difensore all’Ufficio dell’incasso e delle

pene alternative della Divisione della giustizia, Residenza governativa, 6501

Bellinzona, allegando l’originale del presente dispositivo e la nota

d’onorario.

3.2. Contro la presente

tassazione è dato reclamo, entro 10 giorni dalla notificazione, al Tribunale

penale federale, 6501 Bellinzona.

3.3. Non appena le sue

condizioni glielo permetteranno, AP 1 sarà tenuto a rimborsare allo Stato

l’integralità di quanto da questo anticipato per la sua difesa nel procedimento

di secondo grado (art. 135 cpv. 4 CPP).

4. Gli

oneri processuali dell'appello di AP 1, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1'000.-

- altri disborsi fr.

200.-

fr. 1'200.-

sono posti a carico

dell’appellante.

5. Gli

oneri processuali dell'appello del PP, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 500.-

- altri disborsi fr.

200.-

fr.

700.-

sono posti a carico dello

Stato.

6. Intimazione a:

7. Comunicazione a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi

giuridici

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla

notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il

ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi

previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall’art.115 LTF.