17.2019.5
Ripetuta truffa aggravata a danno di studenti sulla validità dei loro titoli di studio. Presupposti del reato di amministrazione infedele qualificata. Correità. Contravvenzione alla LAVS
15 maggio 2019Italiano154 min
Source ti.ch
__________
Incarto n.
17.2019.3-6
Locarno
15 maggio 2019/cv
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente,
Chiarella Rei-Ferrari e Matteo Galante
segretaria:
Cristina Maggini, vicecancelliera
sedente per statuire nelle procedure d’appello avviate con
annuncio dell’8 e del 12 novembre 2018 e confermate con dichiarazioni d’appello
del 28 e del 29 gennaio 2019 da
e dal
AP 1
,
rappr. dall'avv. DI 1, 6901 Lugano
procuratore pubblico PP 1, 6901 Lugano
contro la sentenza emanata il 5 novembre 2018 dalla Corte
delle assise criminali nei confronti di:
- AP 1, dati di cui sopra
- IM 1,
rappr. dall’avv.DI 2, 6901 Lugano
esaminati gli atti;
ritenuto
che: A. Con atto d’accusa 8.8.2018 il procuratore pubblico ha
rinviato a giudizio davanti alla Corte delle assise criminali AP 1 e IM 1 ritenendoli
autori colpevoli di:
“AP 1 e IM 1 in correità
1. ripetuta amministrazione infedele qualificata
siccome commessa per procacciare a
sé o ad altri un indebito profitto
per avere,
a __________, __________ ed in
altre località della Svizzera e dell’__________,
nel periodo agosto 2013 – dicembre
2017,
agendo in correità fra loro,
nonché in parte in correità con IM
2(contro il quale si procede separatamente),
AP 1 nella sua qualità di direttore generale __________,
di amministratore unico della società __________ e successivamente in qualità
di organo di fatto della società __________,
AP 1 nella sua qualità di segretaria di __________ e
successivamente di organo di fatto della società __________,
obbligati per negozio giuridico e
per legge e gestire gli interessi patrimoniali della __________,
rispettivamente della __________,
mancando al proprio dovere,
danneggiando in tal modo il patrimonio delle due entità e procacciandosi un
indebito profitto per un importo equivalente alle operazioni indebite, ovvero
pari a complessivi CHF 1'066'588.24,
e meglio per avere,
1.1. nel
periodo agosto 2013 – agosto 2016,
AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________
e di amministratore unico della __________, con diritto di firma individuale
sulle relazioni bancarie e postali delle stesse,
IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________ con
diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie e postali della stessa,
ripetutamente ed intenzionalmente
violato i loro doveri, compiendo personalmente dalle relazioni no. __________
presso __________, no. __________ presso __________, entrambe intestate a__________,
nonché dalla relazione no. __________ intestata a __________ numerosi
prelevamenti indebiti a contanti, rispettivamente eseguendo bonifici a loro
favore o a favore di terzi per il pagamento di importi da loro personalmente
dovuti, per un importo complessivo di CHF 917'043.22,
utilizzando tale importo per scopi
personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti
personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo
stesso AP 1,
permettendo con il loro agire che
il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e
procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai
prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 917'043.22;
1.2. nel
periodo dicembre 2016 – dicembre 2017,
AP 1 e IM 1 nella loro qualità di organi di fatto e
operativi della società __________,
in parte in correità con IM 2,
nella sua qualità di socio e gerente della __________ per il periodo 10 gennaio
2017 – 29 maggio 2017,
ripetutamente ed intenzionalmente
violato i loro doveri, facendo compiere ai gerenti, in particolare a IM 2, il
quale si è disinteressato della gestione della società limitandosi ad eseguire
quanto gli veniva richiesto da AP 1 e da IM 1, numerosi prelevamenti indebiti a
contanti, rispettivamente dei bonifici indebiti a favore di relazioni intestate
ad AP 1, dalle relazioni no. __________ presso __________, no. __________
presso la __________, no. __________ e no. __________ presso __________, tutti
intestati a __________, per un importo complessivo di almeno CHF 94'574.94,
utilizzando tale importo per scopi
personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti
personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo
stesso AP 1,
permettendo con il loro agire che
il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e
procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai
prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 94'574.94;
2.
ripetuta truffa
aggravata siccome commessa per mestiere data la disponibilità
degli imputati ad agire ripetutamente per procurarsi una regolare fonte di
reddito,
e meglio per avere,
2.1. a
__________ ed in altre imprecise località ______,
nel periodo agosto 2013 – agosto
2016,
AP 1 nella sua qualità di direttore generale della __________
associazione attiva nell’ambito dello sviluppo della cultura a livello
internazionale, mediante corsi universitari, Masters e dottorati in convenzioni
o in accordi con università a livello internazionale,
IM 1 nella sua qualità di segretaria, responsabile della
parte didattica, della gestione dei rapporti con università europee e della
richiesta di accreditamento __________, nonché in sostanza organo di fatto
unitamente ad AP 1 della stessa,
per procacciare a loro stessi o ad
altri un indebito profitto, in particolare per assicurare ad __________, e di
riflesso a loro stessi, un’entrata regolare,
ripetutamente e sistematicamente
ingannato con astuzia gli studenti iscritti all’__________,
approfittando subdolamente
dell’errore in cui tali persone si venivano a trovare a seguito delle false
affermazioni o per aver loro sottaciuto cose vere, così da indurli ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio,
configurandosi l’inganno astuto:
- nel
far credere che __________ era un istituto universitario, indicando chiaramente
nel sito internet, in cui era leggibili: “__________ è un’Università di
diritto svizzero”, ben sapendo che in realtà la stessa non aveva ottenuto
il necessario accreditamento;
- nel
continuare ad utilizzare il nome “Istituto privato Universitario Svizzero”
anche dopo essere stati informati di non aver ottenuto l’accreditamento
istituzionale nell’ambito degli istituti universitari svizzeri;
- nel
far credere, contrariamente al vero, che al termine degli studi sarebbe stato
rilasciato da __________ un diploma da un istituto accreditato nella
Confederazione e sottoposto alla legislazione elvetica, quindi con garanzia di
validità in Svizzera, mentre in realtà __________ non ha mai ottenuto un
accreditamento istituzionale ai sensi della Legge universitaria cantonale;
- nel
far credere che, contrariamene al vero, in virtù di accordi che in realtà si
sono avverati essere mere lettere d’intenti o sono stati annullati in quanto
non rispettati da __________ stessa, gli studenti avrebbero ottenuto anche un
titolo di “Bachelor’s Degree o di Master’s Degree riconosciuto e abilitante
alla professione nel paese di origine”;
- nel
far credere che l’eventuale titolo di bachelor conseguito presso un’università _______
o ________ rappresentava una condizione sufficiente per l’abilitazione
all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, ciò che non
corrispondeva alla realtà, come d’altronde chiaramente indicato anche nel rapporto
AAQ (Agenzia svizzera di accreditamento e di garanzia della qualità) del 21
novembre 2014;
- nel
rassicurare gli studenti, quando hanno manifestato dubbi o perplessità, con
lettere o scritti e-mail, circa l’effettiva esistenza di un accordo con l’Università
__________ di __________ (di seguito __________), in realtà revocato a seguito
dell’inadempienza della stessa __________;
inducendo in tal modo gli studenti,
con inganno, ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio e meglio a versare a
favore di __________ la quota annuale di Euro 9'500.00 (Euro 8'500.00 senza il
rimborso delle spese di trasferta),
considerato che la maggior parte
degli stessi non è mai stata immatricolata presso un istituto estero,
segnatamente __________ a __________, rispettivamente che non hanno ottenuto
alcun titolo di studio, non avendo __________ alcun accordo in essere al
momento del fallimento,
ritenuto che dal 2013 __________ ha
incassato rette per complessivi CHF 7'315'616.07 (comprensivi dei rimborsi già
effettuati, pari a CHF 105'000.90), rispettivamente dalla revoca dell’accordo
con __________, avvenuta in data 16 settembre 2015, __________ ha incassato
rette per complessivi CHF 2'689'076.76 (comprensivi dei rimborsi già
effettuati, pari a CHF 51'529.53);
2.2. a
__________, __________ ed in altre imprecisate località,
nel periodo maggio 2017 – settembre
2017,
ingannato con astuzia i dipendenti
della __________, dando indicazioni non veritiere e presentando documentazione
annullata, segnatamente dei contratti di lavoro attestanti un salario superiore
a quello percepito,
inducendoli in tal modo ad erogare,
per infortunio, prestazioni in denaro per complessivi CHF 17'664.05 a favore di
AP 1 e CHF 10'440.90 a favore di IM 1 a titolo di indennità giornaliere,
arrecando all’ente assicurativo un
danno patrimoniale di almeno CHF 4'411.32 per quanto concerne AP 1 e di CHF
4'895.30 per quanto concerne IM 1;
e meglio per avere,
dopo essere rimasti vittime di un
incidente stradale in compagnia di PC 1 ePC
2,
annunciato l’infortunio alla __________,
affermando di essere dipendenti della __________ e di percepire, contrariamente
al vero, AP 1 uno stipendio lordo di CHF 8'500.00 e IM 1 uno stipendio lordo di
CHF 8'000.00, mentre in realtà a quel momento il loro stipendio, come da contratto,
era pari a CHF 6'000.00 lordi,
inducendoli in tal modo ad erogare,
per tale infortunio, indennità non dovute per un importo complessivo di almeno
CHF 9'306.62;
3.
bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento
per avere,
a __________ ed in altre località __________,
nel periodo agosto 2013 – agosto
2016.
AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,
IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________,
nonché di organo di fatto della stessa,
entrambi con diritto di firma
individuale sulle relazioni no. __________ presso __________ e no. __________
presso __________, intestate a __________,
ripetutamente diminuito
fittiziamente, in danno dei creditori, l’attivo dell’associazione, distraendo
valori patrimoniali di spettanza di quest’ultima,
e meglio per avere,
distratto beni provento
dell’attività e pertanto di spettanza dell’associazione stessa, per un valore
complessivo di almeno CHF 917'043.22, pari all’importo prelevato a contanti per
il quale non è stato possibile accertare il destino, rispettivamente pari
all’importo dei bonifici effettuati a proprio favore da AP 1 e/o IM 1 e non
nell’interesse dell’associazione,
diminuendone fittiziamente gli
attivi in danno dei creditori e cagionando in tal modo procedure esecutive per
un importo complessivo di CHF 187'197.40, ritenuto che l’associazione è stata
poi dichiarata fallita con decreto della Pretura del distretto di __________
del 1° settembre 2016,
considerato che, nonostante la
sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la
susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti,
successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo
complessivo di CHF 810'848.00;
ALTERNATIVAMENTE
3.
ripetuta cattiva gestione
per avere,
nel periodo dicembre 2012 – agosto
2016,
a __________ ed in altre località __________,
AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,
IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________,
nonché di organo di fatto della stessa,
a causa di cattiva gestione, in
particolare a causa di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente
di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,
cagionato o aggravato l’eccessivo
indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione
conoscendo l’insolvenza della __________ con sede a __________, poi dichiarata
fallita,
e meglio per avere,
nelle menzionate circostanze di
tempo e di luogo,
omettendo di dotare la società sin
dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni
provento dell’attività, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei
all’associazione,
cagionato, rispettivamente
aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della __________,
conoscendone la relativa situazione,
ritenuto che la società è stata
dichiarata fallita a far tempo dal 1° settembre 2016 con decreto della Pretura
del distretto di __________ del 1° settembre 2016 e che in quel momento la
stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 187'197.40,
considerato che, nonostante la
sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la
susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti,
successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo
complessivo di CHF 810'848.00;
4.
omissione della contabilità
per avere,
nel periodo 2013 – agosto 2016,
a __________ ed in altre località __________,
AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,
IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________,
nonché di organo di fatto della stessa,
associazione dichiarata fallita
dalla Pretura __________ in data 1° settembre 2016, ragione radiata d’ufficio
in data 6 ottobre 2017,
omesso di tenere regolarmente e
conservare i libri di commercio e di allestire i bilanci, violando in tal modo
il dovere imposto dalla legge ed impedendo così di rilevare la situazione
patrimoniale dell’associazione,
e meglio, per avere
omesso di allestire o far allestire
il bilancio e il conto economico dell’associazione __________ per gli anni
contabili 2013, 2014, 2015 e 2016 fino al giorno del fallimento;
AP 1, singolarmente
5. ripetuta
appropriazione indebita d’imposta alla fonte
per avere,
nel periodo gennaio 2015 – dicembre
2015,
a __________ ed in altre località __________,
nella sua qualità di direttore
generale __________ ed in quanto tale tenuto a trattenere l’imposta alla fonte
sugli stipendi dei dipendenti non domiciliati in Svizzera della società,
ripetutamente impiegato a proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta
concernente l’anno 2012,
omettendo di riversare gli importi
dedottiPC 3,
per un ammontare complessivo di CHF
66'554.90, come da diffida e accordo di dilazione di pagamento del 12 aprile
2017,
considerato che ad oggi è stato
versato unicamente un importo di CHF 4'553.90;
6. infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei
confronti delle autorità)
per avere,
il 31 gennaio 2013,
a __________,
fornendo dati falsi in merito ai
suoi precedenti penali, e meglio dichiarando, in occasione della compilazione
del formulario “Autocertificazione precedenti penali per cittadini UE-AELS e di
Stati terzi dove non vige l’obbligo della presentazione del certificato
penale”, di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti penali
in corso, nonostante la condanna da lui subita in __________ come da Sentenza
della __________ del 7 gennaio 2013 (a conferma della sentenza emessa in data 6
dicembre 2011 dal __________), divenuta irrevocabile il 12 aprile 2013,
ingannato l’autorità incaricata del
rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio del permesso di dimora
in territorio svizzero;
7. contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la
vecchiaia e i superstiti
per avere,
a far tempo dal 7 aprile 2016,
a __________,
omesso di compilare e presentare
alla PC 4presso la quale era affiliato in qualità di datore di lavoro, la
distinta salari, riferita all’anno 2015, dei dipendenti della società __________;
IM 1, singolarmente
8. infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei
confronti delle autorità)
per avere, il 31 gennaio 2013, a __________,
fornendo dati falsi in merito ai suoi precedenti penali, e meglio dichiarando,
in occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione
precedenti penali per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige
l’obbligo della presentazione del certificato penale”, di non essere mai
stata condannata e di non avere procedimenti penali in corso, nonostante la
condanna pronunciata nei suoi confronti come da Sentenza della __________ del
30 ottobre 2012 (a conferma della sentenza del 2 maggio 2011 emessa dal __________)
per il reato di truffa, divenuta irrevocabile il 26 febbraio 2013, ingannato
l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio
del permesso di dimora in territorio svizzero.”
B. Esperito il
dibattimento, con sentenza 5.11.2018 (motivazione scritta intimata l’8.1.2019),
la Corte delle assise criminali ha dichiarato:
Fatti
i. AP 1 autore
colpevole di amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________),
ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e
della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della
contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, infrazione
alla LF sugli stranieri e contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti, prosciogliendolo, invece, dai reati di ripetuta
amministrazione infedele qualificata (ai danni di ______,
punto 1.1 dell’AA, e di __________ limitatamente a fr. 15'668.96, punto 1.2
dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del
mestiere, punto 2.2 dell’AA).
Lo ha, pertanto, condannato:
- alla
pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;
- al
pagamento di una multa di fr. 500.-;
- a
versare (in solido con IM 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9
del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione
delle spese legali da essi sostenute;
- a
versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento danni;
- al
pagamento di tasse e spese in ragione di 3/6 pari a fr. 16'277.35;
- a
versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo
permetteranno, fr. 27'120.10 per le spese anticipate per la sua difesa;
Considerandi
ii. IM 1 autrice
colpevole di ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________
e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della
contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri, prosciogliendola, invece, dai
reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________
e __________, punto 1 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente
all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).
L’ha, pertanto, condannata:
- alla
pena detentiva di 20 (venti) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto,
condizionalmente sospesa per un periodo di prova di 3 (tre) anni;
- a
versare (in solido con AP 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9
del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione
delle spese legali da essi sostenute;
- al
pagamento di tasse e spese in ragione di 2/6 pari a fr. 10'851.57;
- a
versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo
permetteranno, fr. 27'729.30 per le spese anticipate per la sua difesa.
iii. La Corte di primo
grado ha, inoltre:
- rinviato
gli studenti di __________ al competente foro civile per le loro pretese non
contemplate al punto 9 del dispositivo;
- respinto
le pretese di risarcimento di PC 5(rettore di __________), PC 6, PC 1, PC 7(docente
presso __________ e PC 2 (già gerente __________);
- respinto
le istanze d’indennizzo ex art. 429 CPP presentate dagli imputati.
C. Contro la sentenza
della Corte delle assise criminali, il procuratore pubblico e AP 1 hanno
tempestivamente annunciato di voler interporre appello e, dopo avere ricevuto
la motivazione scritta della pronuncia, hanno confermato tale volontà con
dichiarazione 28, rispettivamente 29 gennaio 2019 in cui:
i. il procuratore
pubblico ha precisato di chiedere che gli imputati, vengano riconosciuti
autori colpevoli - oltre che dei reati per cui sono stati condannati in prima
istanza - anche per quello di amministrazione infedele aggravata di cui al
punto 1.1. dell’AA (ai danni di __________) con conseguente condanna, per AP 1,
alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi e, per IM 1, alla pena detentiva di 30
mesi di cui 6 da espiare e 24 sospesi condizionalmente per un periodo di prova
di 2 anni. Tasse e spese a carico degli imputati;
ii. AP 1 ha precisato
di chiedere il suo proscioglimento dalle imputazioni di amministrazione
infedele ai danni di __________, di ripetuta truffa (ai danni degli studenti di
______ e della __________), di ripetuta
cattiva gestione, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e
di contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti
con conseguente riduzione della pena (che deve essere posta interamente al
beneficio della sospensione condizionale), la reiezione di qualsiasi istanza
d’indennizzo degli AP, il riconoscimento a suo favore di un indennizzo per la
riparazione del torto morale e l’accollo di tasse e spese allo Stato.
D. Non impugnati, i
Dispositivo
dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11,
12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2, 21, 21.1, 21.2,
21.3, 22 e 23 sono passati in giudicato.
E. Il pubblico
dibattimento si è tenuto il 30 aprile 2019.
A conclusione dei loro interventi:
- il
procuratore pubblico ha chiesto l’accoglimento del suo appello, la reiezione
dell’appello dell’imputato, la condanna di AP 1 alla pena detentiva di 3 anni e
10 mesi da espiare nonché alla multa di fr. 500.- e di IM 1 alla pena detentiva
di 30 mesi, rimettendosi alla Corte per il tema della sua parziale sospensione
condizionale alla quale non si è opposto;
- il
difensore di IM 1 ha chiesto, in via principale, la reiezione dell’appello
della PP e la conferma della sentenza di primo grado e, in via subordinata, che
la pena detentiva comminata sia contenuta in 24 mesi e interamente sospesa
condizionalmente. Si è rimessa alla Corte per la durata del periodo di prova;
- il
difensore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito venga prosciolto dai reati di
ripetuta truffa aggravata ai danni degli studenti di __________, di
amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ e di __________
nonché di cattiva gestione. Si è, invece, rimesso alla Corte per quanto
concerne i reati di truffa ai danni di __________, di ripetuta appropriazione
indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF per la vecchiaia e
per i superstiti. Ha, poi, chiesto che la pena venga massicciamente ridotta e,
in ogni caso, posta al beneficio della sospensione condizionale e la reiezione
di qualsiasi pretesa degli AP. Infine, ha postulato l’accoglimento dell’istanza
d’indennizzo per il torto morale (a causa dell’ingiusta carcerazione) in
ragione di fr. 50'000.
Considerato
in fatto e in diritto:
vita degli imputati e precedenti penali
AP 1
1.1. Sulla vita dell’imputato
si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 5 (pag.
43-47) della sentenza impugnata al quale si rinvia.
Al riguardo, è necessario sottolineare che nemmeno raccontando
della sua vita l’imputato è stato credibile.
Al dibattimento d’appello, contraddicendo le sue precedenti
dichiarazioni, ha sostanzialmente preteso di avere svolto un’attività in
proprio di investigatore privato per una quindicina d’anni e di avere, poi,
lavorato, per una decina d’anni, come “volontario” per asserite
associazioni benefiche che gli avrebbero “pagato le spese” - non
limitate (come è di norma per i volontari) alle spese incorse per l’attività
prestata a favore delle (qui fantomatiche) associazioni benefiche - ma estese,
in sostanza, a tutte le sue necessità (pagamento del canone di locazione
dell’appartamento in cui abitava, del vitto, dell’abbigliamento, ecc….;
insomma, tutto quanto necessario al suo mantenimento).
Le associazioni “benefiche” per cui AP 1 avrebbe
“lavorato come volontario a tempo pieno” per circa una decina d’anni e che
gli avrebbero dato di che vivere sarebbero due: da un lato, l’associazione __________
(di cui ha, peraltro, detto di essere stato il presidente e factotum; cfr. VI
PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________) e, dall’altro, il __________.
Anche volendo dimenticare che in inchiesta aveva detto di avere
fatto volontariato con la “__________” (VI PP 25.8.2016 pag. 2, AI 41),
basta l’indicazione delle due associazioni a generare più di una perplessità:
da un lato, l’__________ - come, peraltro, ben indica il suo nome - è stata
dallo stesso AP 1 in inchiesta indicata come un’associazione che si occupa di
esoterismo (tema che ha ben poche attinenze con la beneficenza); dall’altro, la
denominazione “__________” identifica lo scopo dell’associazione in
questione che, pure, con la beneficenza nulla hanno a che fare.
Le perplessità aumentano se, poi, si considera che AP 1 ha detto
che, per entrambe queste associazioni, egli si occupava di accompagnare persone
handicappate in __________: in sostanza, per una decina d’anni egli avrebbe
girato costantemente l’__________ per portare in Vaticano frotte di
handicappati che avrebbero dovuto partecipare a udienze con il Papa
(evidentemente, pure impegnato a tempo pieno in quest’attività).
Del tutto nebuloso (e non poteva essere altrimenti) è rimasto il
tema di come (cioè, con quali soldi) queste due associazioni abbiano potuto
mantenere AP 1 (pagando i costi di tutte le sue necessità). E il fatto che di
almeno una di esse AP 1 ha detto di essere stato, in sostanza, il deus ex
machina, aggiunge spessore alla nebbia. Navigando in questo grigiore, non si
può che concludere che nebulosa è rimasta la vita di AP 1 (almeno) nella decina
d’anni che hanno preceduto il suo arrivo in Svizzera: in parole povere,
difficile è dire come egli si sia guadagnato da vivere nei 10 anni precedenti
il suo trasferimento in Svizzera (e questo, volendo abbonargli gli anni di
asserita attività da investigatore privato).
È vero che egli ha detto anche di avere lavorato come giornalista
per delle “testate giornalistiche”. Ma anche queste si sono, poi,
rivelate essere delle sostanziali bufale o, nel migliore dei casi, delle
mistificazioni. Richiesto di precisare per quali testate giornalistiche, AP 1,
infatti, si è limitato a dire di avere lavorato, da un lato, ad una specie di
bollettino destinato ai (circa 300) soci dell’__________. A questo ha, poi,
aggiunto di avere, per un periodo imprecisato, lavorato (sembrerebbe come
free-lance) per __________ (attività cui non ha mai, sin qui, fatto cenno) e di
avere gestito “la testata giornalistica” della __________ di __________
di cui sarebbe stato il presidente e da cui “non era stipendiato” ma
riceveva “un appannaggio di 700 Euro al mese”) mentre in inchiesta,
aveva detto di avere gestito la __________ di __________, senza mai nemmeno
nominare la __________.
Quindi, molto fumo ma poco arrosto.
Così come molto fumo è stato quello buttato sulla sua formazione
professionale: AP 1 ha dichiarato di avere frequentato dei corsi in tecniche
investigative in una scuola di __________ che gli avrebbe rilasciato un
certificato di capacità (verb. dib. d’appello, pag. 3); durante l’inchiesta, ha
detto di avere studiato giornalismo a __________ (VI PP 25.8.2016, pag. 2, AI
41), poi ha ridimensionato i suoi studi negli Stati Uniti ad una formazione
seguita per corrispondenza (qualche riga dopo), formazione che non ha fatto,
però, più alcuna apparizione al dibattimento d’appello.
AP 1 è, quindi, apparso alla Corte come un affabulatore, capace,
in altri contesti, di vendere lucciole per lanterne, abile nello stravolgere il
senso delle cose e delle parole attribuendovi significati tutti suoi e mutevoli
a seconda delle circostanze e necessità.
1.2. In Svizzera AP
1 è incensurato (doc. TPC 11).
1.3. In __________
l’imputato è stato oggetto di tre condanne (doc. TPC 23):
- per
il reato di omessa tenuta delle scritture contabili alla pena di 2 mesi e 20
giorni di reclusione sospesa condizionalmente (sentenza 5.3.1993 della Pretura
di __________);
- per
il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare continuata (fatti
avvenuti dal 1.6.2001 al 30.4.2002 a __________) alla pena di 1 mese di
reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro 150. –
(sentenza 15.6.2005 del Tribunale di __________);
- per
il reato di falsità in scrittura privata continuata (fatti avvenuti a __________
dal 4.4.2007) alla pena di 1 anno di reclusione (sentenza 7.1.2013 della Corte
di appello __________), reato depenalizzato/abrogato.
IM 1
2.1. Sulla vita
dell’imputata si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il
considerando 6 (pag. 47-50) della sentenza impugnata al quale si rinvia.
2.2. In Svizzera IM 1 è
incensurata (doc. TPC 11).
2.3. In __________ l’imputata è stata oggetto di:
- una condanna per il reato di truffa continuata (fatti commessi a __________
nel periodo marzo 2004/luglio 2008) a 2 anni e 2 mesi di reclusione e al
pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 30.10.2012 della Corte di
appello di __________): pena condonata l’11.11.2015 in virtù dell’indulto (doc.
TPC 22);
- una condanna per il reato di appropriazione indebita alla pena di un
anno di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza
24.10.2014 del Tribunale di __________, AI 93 allegato doc. 1 inc. MP __________)
che è stata annullata per intervenuta prescrizione (sentenza 29.6.2018 della
Corte di appello di __________).
avvio dell’inchiesta e circostanze dell’arresto
3. L’inchiesta ha preso
inizio a seguito della denuncia presentata nei confronti degli imputati da
parte di diversi studenti e di alcuni dipendenti di __________. Gli studenti
lamentavano, in sostanza, di essere stati ingannati sulla possibilità di
ottenere una laurea valida sia in Svizzera che in Europa. I dipendenti si
lagnavano, più in generale, di una malagestione in seno all’istituto. La
denuncia di ex soci e partner in affari di __________ (società con sede nel
canton __________ dove gli imputati hanno, in sostanza, continuato l’attività
in precedenza attuata con __________ e interrotta dall’intervento delle
autorità) ha, poi, dato avvio a una seconda inchiesta.
In applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si rinvia, per la
descrizione delle circostanze dell’arresto degli imputati, ai consid. 7 e 8 (pag.
50-52) della sentenza di primo grado. Per quanto qui d’interesse, va rilevato
che AP 1 e IM 1 sono stati arrestati dopo l’apertura del procedimento penale
aperto a loro carico concernente la società __________ cioè quando nei loro
confronti era già pendente da oltre un anno e mezzo il procedimento riguardante
la __________
__________, __________, __________ e i ruoli degli imputati
4. Dai due rapporti di
ricostruzione finanziaria della polizia giudiziaria sezione reati
economico-finanziari (AI 183 inc. MP __________ e AI 260 inc. MP __________)
emerge quanto segue.
a. L’associazione __________
- __________ -
è nata dal cambio di nome, sede e scopo sociale del __________ avvenuto il
21.12.2012, data dalla quale AP 1 è stato iscritto a RC quale direttore
generale con firma individuale, __________ quale presidente con firma
individuale e __________ quale segretario generale con firma individuale.
L’istituto aveva quale scopo quello di “svolgere corsi
universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con Università a
livello internazionale” ma, in un primo tempo, veniva indicato che non
poteva rilasciare “direttamente diplomi di lauree” (cfr. scopo sociale a
RC in AI 183, pag. 5, inc. MP __________); salvo poi - sei mesi più tardi -
proporsi come un istituto universitario a tutti gli effetti (cfr. modifica
1.8.2013 a RC secondo cui “L’istituto potrà rilasciare direttamente diplomi
di lauree”, AI 183, pag. 6, inc. MP ____________________).
Va, qui, annotato che al dibattimento d’appello l’imputato, dopo
aver definito “uno sbaglio” l’indicazione sul sito secondo cui ______ era un’università e rilasciava titoli
universitari, riguardo alla suddetta modifica a RC ha reso, nello spazio di
qualche minuto, due versioni diverse. Prima ha sostenuto che la modifica era
stata fatta su consiglio del rettore __________ e dell’allora avvocato di __________
Poi, poco dopo, ha detto che la modifica era avvenuta su pressione di __________
(con cui __________ aveva concluso un accordo) che, per ottemperare alle leggi
vigenti in __________, ha, in sostanza, preteso che __________ dichiarasse il
falso spacciandosi per un’università (verb. dib. d’appello, pag. 3-4). AP 1 ha,
poi, aggiunto a questa seconda versione che, in fondo, si era trattato soltanto
di anticipare quel che il signor __________ del DECS aveva loro promesso (e
meglio, l’accreditamento di __________ e il suo riconoscimento di istituto
universitario).
a.1. È opportuno, a questo
punto, riferire delle vicissitudini di __________ nell’ambito della procedura
di accreditamento (accreditamento che, val la pena ricordarlo già sin d’ora,
l’istituto non ha mai ottenuto).
i. Dalla cronologia
prodotta dalla Divisione cultura e studi universitari (cfr. AI 3.1 inc. MP __________)
risulta che il 6.9.2013 __________, per il tramite del suo rappresentante
legale, avv. __________, ha chiesto l’autorizzazione alla denominazione
universitaria. Gli atti attestano, poi, un incontro tra le parti avvenuto il
5.12.2013 (al quale, per __________, hanno partecipato AP 1, __________ __________
e l’avv. __________), durante il quale:
-
i rappresentanti di __________ hanno spiegato, da un lato che i 78
studenti in infermieristica e fisioterapia non erano immatricolati presso
l’istituto ma presso università in __________ e __________, d’altro lato che, a
quel momento, l’istituto (non avendo propri studenti immatricolati) non
rilasciava alcun titolo agli studenti i quali ne avrebbero ricevuto uno solo
dalle rispettive università presso cui erano immatricolati. I rappresentanti di
__________ hanno, però, manifestato l’intenzione, per il futuro, di
immatricolare studenti e rilasciare titoli universitari (cfr. email 6.12.2013
da __________ della __________ a __________ e all’avv. __________, AI 3.1 inc.
MP __________);
- i
funzionari della __________, sulla base di queste informazioni, hanno spiegato
ai rappresentanti di ______ che, poiché
l’istituto non rilasciava titoli accademici, non necessitava
dell’autorizzazione per l’utilizzo della denominazione universitaria
precisando, tuttavia, che, se fosse entrata in vigore la modifica della legge
vigente in materia che, a quel momento, era in discussione in parlamento,
sarebbe stato necessario avviare una procedura di accreditamento federale per
poter utilizzare tale denominazione. E questo anche nel caso in cui l’istituto
non avesse rilasciato direttamente dei titoli accademici (cfr. email citata).
ii. Con scritto
30.5.2014 (in AI 3.1 inc. MP __________) il DECS ha informato __________ che la
modifica di legge prospettata dalla DCSU nell’incontro del 5.12.2013 era,
effettivamente, entrata in vigore il 1° marzo 2014 e che, alle procedure
pendenti, si applicava il nuovo diritto, con il che, la precedente richiesta di
__________ per l’autorizzazione alla denominazione universitaria, doveva essere
adeguata alla nuova normativa (entro il 31.7.2014). Ha, inoltre, segnalato la
possibilità di richiedere un’autorizzazione provvisoria alla denominazione
universitaria per una durata massima di 2 anni, condizionata
all’ottenimento di un attestato che certificasse: da un lato, che la domanda di
accreditamento avesse superato l’esame preliminare da parte dell’OAQ (cioè
dell’organo federale per l’accreditamento e la qualità delle istituzioni
universitarie svizzere) e, d’altro lato, che la procedura ordinaria di accreditamento
fosse stata avviata.
iii. A ricezione della
domanda di autorizzazione provvisoria di __________, il DECS ha ribadito a
quest’ultimo che, per poter entrare nel merito della medesima, necessitava
della conferma dell’OAQ in merito al superamento dell’esame preliminare e
all’avvio della procedura ordinaria di accreditamento (cfr. scritto 8.8.2014
del DECS a __________ in AI 3.1 inc__________).
iv. Dagli atti emerge
che __________ non ha, mai, superato lo scoglio dell’esame preliminare.
L’OAQ, con rapporto 21.11.2014, ha, infatti, giudicato __________:
“non conforme all’insieme delle
condizioni enumerate all’art. 16 cpv. 3 delle Direttive per l’accreditamento
per il superamento dell’esame preliminare”
(cfr. rapporto citato, pag. 12, in
AI 3.1 inc. MP __________).
Il rapporto ha messo in luce:
- la
mancata regolamentazione dei requisiti per l’ammissione degli studenti,
- la
mancanza di qualsiasi evidenza, per gli studenti iscritti, dei titoli di studio
in loro possesso,
- l’insufficiente
offerta formativa effettivamente attivata (che non ottemperava al requisito di
interdisciplinarietà),
- l’insufficiente
dotazione di personale sia amministrativo che docente per poter proporre una
propria attività di insegnamento e ricerca,
- la
mancanza di un’offerta regolare dei cicli di studi, posto che l’unico dato “solido”
era costituito dagli studenti iscritti al bachelor in fisioterapia,
- il
mancato conferimento di dottorati,
- il
fatto che __________ non rispettava le direttive di Bologna e le
raccomandazioni della Conferenza dei rettori delle università svizzere (già
solo perché non rilasciava titoli di studio).
Il rapporto ha, poi, evidenziato problemi legati alle risorse di
personale, ai locali e ai mezzi finanziari per garantire l’esercizio
dell’attività:
“L’incertezza sull’assunzione di
proprio staff permanente, sui locali a disposizione per un’attività in crescita
continua, così come i dati finanziari ancora da consolidare, pongono dubbi
sulla sostenibilità dell’attività dell’istituzione richiedente, se l’attività
prevede effettivamente insegnamento e ricerca universitari ai sensi delle
Direttive per l’accreditamento” (rapporto citato, pag. 11, in AI 3.1 MP __________).
L’OAQ ha, quindi, concluso che __________, così come strutturata,
non era, in realtà, un’università perché si limitava a mettere a disposizione
degli studenti “locali, gestione, amministrazione […] ed una rete di docenti
e strutture del settore socio-sanitario dislocati sul territorio _____,
fungendo da campus distaccato di università europee”, tanto che a
rilasciare i titoli di studio erano, solo, le università estere convenzionate.
E quello che offriva era, semplicemente, “la possibilità di una formazione
parzialmente a distanza, con l’obbligo di frequenza dei moduli tecnici nella
sede di __________, concentrata in certi periodi dell’anno, consentendo, ad
esempio, di conciliare studio e lavoro o di minimizzare le spese di vitto e
alloggio a __________” (rapporto citato, pag. 11).
v. A seguito della
richiesta di rinnovo della domanda di accreditamento da parte di __________ il
15.7.2015, l’agenzia svizzera di accreditamento e garanzia della qualità (AAQ)
ha, nella sostanza evidenziato le medesime criticità di cui al rapporto
21.11.2014 dell’OAQ, giungendo alla conclusione che
“l’esito dell’esame preliminare
quale prima tappa verso un accreditamento istituzionale nel settore
universitario risulta complessivamente negativo” (rapporto citato, pag. 14, in
AI 3.1 inc. MP __________).
vi. In questo contesto
va ricordato che, con sentenza 2.11.2017 della pretura penale (nel frattempo
passata in giudicato), AP 1 è stato condannato al pagamento della multa di fr.
10'000. - per violazione della LF sulla promozione e sul coordinamento del
settore universitario svizzero e della legge sull’università della Svizzera
italiana e sugli istituti di ricerca (cfr. doc. 76 e 81 TPC).
a.2. La successiva modifica
4.12.2015 a RC dello scopo e della ragione sociale, a seguito della quale è
sparito il termine “università” e l’istituto, oltre a denominarsi semplicemente
__________, ha modificato la dicitura del titolo rilasciato (non più “diplomi
di lauree” bensì “diplomi di studio”), è la conseguenza
dell’intervento del DECS. Il dipartimento, dopo aver appreso che il Consiglio
svizzero di accreditamento aveva deciso in via definitiva di respingere la
(seconda) domanda di __________ per l’ottenimento dell’accreditamento quale
istituzione universitaria, aveva, infatti, ripetutamente sollecitato
l’associazione “in maniera categorica e ultimativa” ad adeguare “la
denominazione” in “tutte le comunicazioni visibili o destinate al
pubblico a quanto prescritto dalla Legge sull’Università della Svizzera
italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e
sugli istituti di ricerca” (cfr. email 12.10.2015 ore 15:39, 12.10.2015 ore
17:11 e 13.10.2015 ore 15:40 del DECS a __________, allegate a AI 3.1).
a.3. Di fatto, a gestire
l’istituto, erano AP 1 e IM 1. La circostanza emerge chiaramente dagli atti ed
è, peraltro, stata ammessa dagli imputati (cfr. VI PP AP 1 25.8.2016, pag. 4
righe 7-8, AI 41 inc. MP __________; VI PP IM 1 25.8.2016, pag. 8, righe 39-40,
AI 40, inc. MP __________).
b. __________, con sede
a __________:
- è
stata costituita da __________ e __________ il 15.10.2010;
- il
29.11.2016 la sede è stata trasferita nel canton __________ e, a quel momento, IM
2 e IM 3 sono diventati soci gerenti con 10 quote ciascuno, il primo con firma
individuale e il secondo collettiva a due. Entrambi detenevano le quote a
titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________ (cfr. allegato doc. 1 a VI PP
14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. __________);
- il
13.1.2017 IM 3 è uscito dalla società cedendo le sue 10 quote IM 2 (il quale, a
quel punto, deteneva le 20 quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________,
cfr. allegato doc. 2 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. MP __________);
- il
19.5.2017 anche IM 2 è uscito dalla società cedendo le sue quote alla __________
con sede __________ (detenuta al 51% da AP 1 e al 49% da __________, cfr. VI PP
11.12.2017 AP 1, pag. 5, AI 30 inc. MP __________). Contestualmente, PC 2 è
diventato gerente con firma individuale, per poi dimettersi il 2.10.2017,
quando la sua funzione è stata assunta da IM 1.
In concreto, nonostante il susseguirsi di persone con diritto di
firma per la società, la sua gestione di fatto è avvenuta, in massima parte, ad
opera degli imputati (che, formalmente, figuravano quali dipendenti).
La società si voleva attiva nell’ambito della formazione
superiore, universitaria e postuniversitaria (cfr., scopo sociale a RC, AI 260,
pag. 6 inc. MP __________). Per quanto qui d’interesse, va detto che, in
pratica, gli imputati hanno continuato la precedente attività svolta con ______ presso la __________ (cfr. ordine di
perquisizione e sequestro 6.12.2017 in cui si legge che “presso tale
società/istituto risultano iscritti prevalentemente studenti _________, i quali
seguono i corsi (prevalentemente di fisioterapia) per via elettronica e, un
mese all’anno circa, si recano nel canton __________ per sostenere degli esami”,
allegato a AI 34 inc. MP __________).
c. La __________ è nata
il 17.1.2013 dal cambio di nome, scopo sociale, organi e sede della __________.
Organo formale della società era __________, iscritto a RC quale AU con firma
individuale. AP 1, oltre a esserne azionista (cfr. VI PP 25.8.2016 AP 1, pag.
4, AI 41 inc. MP ______), figurava (dal 1.2.2013) quale procuratore con
firma individuale, anche se, in concreto, egli ha, sempre, agito quale organo
di fatto (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1: “__________ […] in pratica non ha
svolto alcuna attività come amministratore, essendomi occupato io di firmare
sia i contratti di locazione, sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato
che avevo una procura individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________) per diventarne, poi, AU dopo le dimissioni di __________
(intervenute a inizio 2016).
__________ si occupava, esclusivamente, della gestione
amministrativa di __________ (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________ VI SG
25.8.2016 IM 1, pag. 8, AI 40 inc. MP ______)
e aveva, quale unica dipendente, IM 1 (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________).
In sostanza, __________ aveva, quale unico cliente, ______
da cui dipendeva - completamente - dal profilo economico, tanto che tutte le
entrate sul conto intestato a __________ aperto presso __________ provenivano
da__________ (e questo per il periodo dal 4.4.2013 al 3.8.2016, cfr. estratti
conto in classificatore “Esito __________ 1/4”, separazione 6, scatola 9/10).
la truffa ai danni degli studenti di __________
5. I primi giudici
hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa aggravata (poiché
commessa per mestiere) ai danni degli studenti di __________ (cfr. punto 2.1
dell’AA).
In sostanza, agli imputati è stato rimproverato di avere ottenuto
l’iscrizione degli studenti (e il conseguente pagamento della retta) con
l’inganno, e meglio facendo credere loro, contrariamente al vero, che:
- l’__________ era un istituto universitario svizzero;
- al termine degli studi, sarebbe stato loro rilasciato:
- dall’__________,
un diploma “con garanzia di validità in Svizzera”;
- da un’università
__________ o __________ un “Bachelor’s Degree” o “Master’s Degree”
che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in
_______;
e, poi, più in là nel tempo, fugando le perplessità degli studenti
circa l’effettiva esistenza dell’accordo con l’Università __________.
AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.
6.a. Ricordato che __________
non era un’università svizzera (cfr. consid. 4.a1), va detto che l’istituto nemmeno
aveva un accordo con università estere (né __________ né altre) che permettesse
ai suoi studenti di ottenere un bachelor o un master.
L’unico accordo esistente - cioè quello sottoscritto con__________
- costituiva, infatti, per dirla con le
parole del patrocinatore degli AP, una
“mera lettera d’intenti che poneva
esclusivamente le basi per la futura collaborazione […] e che quindi non
garantiva a priori l’iscrizione degli Studenti presso l’__________ e di
conseguenza neppure il conseguimento di un diploma europeo” (AI 2, pag. 5, inc.
MP __________).
In effetti, dalla lettura di tale accordo (cfr. doc. E allegato a
AI 2 inc. MP __________) la sola cosa che emerge è un intento di cooperazione molto generico da cui nulla
di concreto può essere dedotto:
“I firmatari coopereranno nelle
seguenti aeree:
· organizzazione e
realizzazione di corsi di istruzione e di laurea e lo scambio di esperienze e
di informazioni sui programmi di studio, i metodi e le procedure didattiche
appositamente concordate in relazione ai piani di studio e discipline
scientifiche;
·
docenti e scambi di studenti;
·
organizzazione e realizzazione di
progetti di ricerca congiunti e di scambio reciproco di infomlazioni sui
risultati della ricerca;
·
insegnamento e sviluppo di Facoltà
di ricerca;
·
scambio reciproco di informazioni
sulle attività accademiche e sullo sviluppo universitario programmati;
·
scambio a tutte le pubblicazioni
edite da Università e importanti per lo sviluppo delle attività scientifiche e
didattiche;
·
cooperazione bibliotecaria
reciproca e per lo scambio di libri, periodici o altro materiale informativo;
·
collaborazione dl studenti e
organizzazioni studentesche nel campo delle attività accademiche, culturali e
sportive;
·
altre aree in cui è stabilito un
interesse reciproco nella cooperazione”
(articolo 2 accordo 14.9.2013 tra __________ e __________,
allegato E a AI 2 inc. MP __________
b. Agli atti non ci sono
cifre esatte sul numero di studenti iscritti a __________. C’è, però,
l’ammontare delle rette versate nel periodo da agosto 2013 a agosto 2016 (cioè
per tutta la durata dell’attività dell’istituto) che, senza tener conto degli
importi, poi, rimborsati, ammontano a fr. 7'420'616.97 (cfr. punto 2.1
dell’AA). Ritenuto che la retta variava tra gli Euro 8'500. - e gli Euro 9'500.
- e l’iscrizione, per alcuni, è avvenuta per più anni di studio, è ragionevole
ritenere che il numero di studenti iscritti ammontasse a alcune centinaia.
7. È, dunque, chiaro
che, non essendo un istituto universitario di diritto svizzero, l’__________
non avrebbe potuto rilasciare alcun diploma (bachelor o master che sia) di
livello universitario.
È altrettanto chiaro che, l’__________ non avendo nessun accordo
con nessuna università europea (in particolare, con quella menzionata nell’AA),
gli studenti iscritti non avrebbero ricevuto da nessuna università estera (__________/_______/…)
nessun titolo di bachelor o di master.
Dando loro queste indicazioni, dunque, gli imputati hanno
ingannato coloro ai quali chiedevano/offrivano di iscriversi.
8. Occorre, ora,
determinare se l’innegabile inganno messo in atto dagli imputati fosse astuto.
Infatti, perché vi sia truffa ex art. 146 CP, non basta che la vittima sia
stata ingannata. È necessario che la vittima sia stata ingannata con astuzia.
Secondo la giurisprudenza, vi è astuzia non solo quando l'autore
si avvale di un edificio di menzogne, di maneggi fraudolenti o di una messa in
scena, ma anche laddove si limiti a fornire delle false informazioni la cui
verifica non è possibile, è difficile o non è ragionevolmente esigibile, oppure
se il truffatore dissuade la vittima dall'effettuare una verifica o prevede,
date le circostanze, che essa rinuncerà a farlo in virtù segnatamente di un
particolare rapporto di fiducia (DTF 133 IV 256 consid.
4.4.3, STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1). Il carattere astuto non
dipende dal buon esito dell'inganno. È invece determinante sapere se l'inganno
non era, o solo difficilmente, rilevabile dalla vittima, tenuto conto dei mezzi
di verifica di cui questa disponeva e della sua situazione concreta, così come
l'autore la conosce e la sfrutta (DTF 135 IV 76 consid.
5.2 pag. 79; STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1).
a. In concreto, si
trattava, con evidenza, di un inganno astuto ai sensi dell’art 146 CP, poiché:
- __________
si presentava, espressamente, come un’università di diritto svizzero;
- si
presentava, anche, come “campus universitario di alcune importanti
università europeee in linea con i dettami del trattato di Bologna”;
- offriva
due titoli di studio di valore universitario;
- offriva
sia corsi di laurea di bachelor’s degree che di master’s degree;
- metteva
in evidenza, come punto di forza, il riconoscimento di titoli di studio di
valore universitario a livello europeo;
- menzionava,
quale punto di forza, l’eccellenza didattica, spiegando che “il corpo
docente è composto da professori ed esperti di elevata competenza ed
esperienza, per assicurare elevati standard di qualità della formazione” e
precisando che “la qualità e l’eccellenza dell’insegnamento rappresentano il
fattore distintivo e di garanzia __________”;
- citava,
quale ulteriore punto di forza, “l’orientamento internazionale”,
spiegando che “le facoltà prevedono programmi di studio con contenuto ad
indirizzo internazionale, aprendo opportunità professionali a giovani che
intendono affermarsi con successo in qualsiasi parte del mondo”;
- faceva
leva sul fatto che la sede era in Svizzera, cioè in un territorio “privilegiato”,
spiegando che “la scelta del cantone Ticino __________ – Switzerland – come
sede del Campus è stata determinata dal fatto che il territorio svizzero si
colloca in un contesto economico e politico molto favorevole: da sempre la
Svizzera garantisce elevati standard di istruzione, sicurezza sociale e
qualità di vita e dunque tutto il percorso formativo sarà erogato seguendo i
dettami che vengono imposti dalle norme della Confederazione elvetica”
(sott. del red.);
- si
presentava in modo serio, facendo riferimento a un calendario delle lezioni,
insistendo sull’impegno richiesto nello studio e prevedendo, persino,
un’autorizzazione da parte degli studenti al trattamento dei dati personali
forniti in conformità alla LF sulla protezione dei dati
(cfr. estratti dal sito di __________ e modulo d’iscrizione,
allegati doc. C, D e F a AI 2 inc. MP __________).
Ricordato che l'astuzia va negata solo qualora la vittima avrebbe
potuto difendersi dando prova di un minimo di attenzione o evitare l'errore con
un minimo di prudenza, cioè quando la vittima è corresponsabile del danno per
non aver osservato le misure elementari che si imponevano (ciò che fa decadere
la tutela penale poiché la leggerezza della vittima è tale da relegare in
secondo piano il comportamento truffaldino dell'autore, cfr. Corboz, Les infractions
en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 24;
Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 234), nel caso di
specie l’inganno era astuto perché le indicazioni e le promesse false erano
fatte con modalità e inserite in un contesto che le rendeva assolutamente
credibili ed escludeva, all’inizio, la necessità di verifiche. ______, infatti, faceva credere agli studenti, in
modo molto convincente, di essere, esattamente, quel che prometteva (e che,
tuttavia, in realtà non era): un’università svizzera che operava secondo gli
standard svizzeri e che aveva concluso accordi di collaborazione con università
europee rispettose dei dettami del trattato di Bologna.
9. Il
28 settembre 2015, l’università __________ ha scritto agli studenti di __________
un’email, spiegando, in sostanza, che:
-
presso __________ erano iscritti, per l’anno accademico 2014/2015, 81
studenti __________ e di questi soltanto 7 avevano adempiuto i loro obblighi,
mentre gli altri 74 studenti non avevano sostenuto i necessari esami, da qui
l’impossibilità, per loro, di accedere all’anno accademico successivo presso __________;
- nell’anno
accademico 2014/2015 __________ non aveva adempiuto ai propri obblighi
contrattuali nei confronti di __________ (ma anche in quelli degli studenti),
ciò che rendeva impossibile per __________ portare avanti le proprie attività
in campo formativo con ______
(cfr. AI 39, doc. 3 e allegato G a AI2 inc. MP __________
Quel che traspariva dall’email era, quindi, che:
-
solo per pochissimi studenti ______
aveva provveduto alla loro iscrizione presso l’università __________;
- comunque,
__________ aveva, poi, mancato ai propri impegni con __________, cioè non aveva
pagato le rette degli studenti, ciò che, del tutto logicamente, __________
pretendeva visto che non vi era nessun accordo se non quello di una
cooperazione futura da cui, come visto, nulla di concreto poteva essere dedotto
(cfr., al riguardo, denuncia AI 2, pag. 5, consid. 4).
Per dirla con le parole di __________ (docente presso l’______ e coordinatore del corso “di laurea”
in fisioterapia):
“all’esito di tale comunicazione
[ndr. l’email 28 settembre 2015] di __________ [ndr. __________] tutti gli
altri studenti venivano ad apprendere di non essere mai stati immatricolati
presso l’Università __________” (allegato a AI 11 inc. MP ______, pag. 2),
tanto che
“diversi studenti e loro legali si
sono rivolti al __________ DIVISIONE DELLA CULTURA E DEGLI STUDI UNIVERSITARI
DEL CANTON TICINO dott. __________ il quale ha evidenziato ai medesimi la
situazione di palese illegalità dell’__________ […] Considerata tutta la
gravissima situazione venutasi a creare il sottoscritto così come gli altri
docenti accreditati presso __________ rassegnavano le proprie dimissioni”
(allegato a AI 11 inc. MP __________, pag. 3).
Del resto, sono il rettore e la segretaria di __________ a
raccontare che, in quel periodo, gli studenti si sono presentati in massa
presso l’ateneo di __________ chiedendo se erano iscritti e, avendo saputo di
non esserlo, molti di loro dicevano che:
“__________ li aveva ingannati
dicendo loro che erano iscritti in __________ e che avevano compilato il modulo
di richiesta per studiare in __________. Noi abbiamo constatato che __________
non aveva mai consegnato i moduli di richiesta, bensì aveva consegnato i moduli
di richiesta soltanto per 84 studenti per i quali aveva ritirato anche i moduli
di iscrizione. Presto era diventato evidente che __________ non intendeva
pagare le quote di iscrizione né le rette per parecchi studenti; anche per gli
84 studenti aveva pagato solo l’iscrizione, per questo non aveva mai portato
gli studenti in __________ né aveva consegnato la loro documentazione. Gli
studenti __________ e i loro genitori hanno iniziato a venire in massa, molto
preoccupati, ad __________ […] Venivano sempre più studenti con i
genitori e ci chiedevano di risolvere in qualche modo la situazione. Presto
hanno cominciato a venire anche i professori ingannati dicendo che i loro
studenti erano stati truffati” (interrogatorio in via rogatoriale __________,
AI 158 inc. MP ______, pag. 5; sott. del red; cfr., anche, interrogatorio
in via rogatoriale __________. AI 158 inc. MP __________, pag. 8).
A partire da questo momento, le informazioni che li avevano
determinati ad iscriversi alla ______
dovevano, per tutti gli studenti, rivelarsi per quel che erano: un castello di
bugie.
È ben vero che AP 1 ha, ancora, provato a dare una spiegazione
agli studenti riguardo all’email di cui sopra, sostenendo che il rettore
dell’università _________ (__________) aveva “subìto una frattura all’anca” ciò
che lo aveva portato a dimettersi lasciando il “posto alla figlia __________,
la quale avrebbe deciso di aumentare la retta che l’__________ avrebbe dovuto
versare __________ per noi studenti” (VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4,
AI 8 a inc. MP __________). La spiegazione non era, però, minimamente
credibile. Non solo perché, comunque, l’email in questione era firmata dal
rettore e non dalla figlia, ma anche perché l’imputato pretendeva che “tutto
ciò non era vero, che i rapporti con __________ erano anche buoni e che il
contratto era tuttora valido e in essere” millantando di avere dei
documenti a comprova di quanto diceva, salvo, poi, nonostante le loro
richieste, rifiutare di mostrare agli studenti questi documenti (cfr. VI SG
13.5.2016 __________, pag. 4, AI 6 inc. __________
Per tacere del fatto che dell’infondatezza delle spiegazioni di AP
1 hanno avuto conferma alcuni studenti recatisi in __________. Essi, in
quell’occasione, hanno, infatti, avuto modo di parlare direttamente con il
rettore __________ il quale, non solo ha smentito di aver subìto un qualsiasi
infortunio, ma si è espresso in termini non “propriamente positivi” su ______ (cfr. VI 13.5.2016PC 8, pag. 4, AI 5 inc. MP __________).
10. Solo con l’email 28
settembre 2015 di __________, quel che prima poteva essere ritenuto
un’incongruenza senza particolare significato (ad esempio l’episodio della
professoressa d’inglese che aveva invitato gli studenti ad andarsene ma che era
stata immediatamente allontanata da __________, alcune anomalie riguardo
all’immatricolazione presso __________ per alcuni studenti, il richiamo da __________
a qualche studente per sollecitare il pagamento della retta, l’organizzazione
non propriamente ottimale delle lezioni) doveva
assumere una rilevanza maggiore e far nascere l’esigenza improrogabile di
rivolgersi al DECS (tant’è vero che alcuni studenti, come riferito da __________,
hanno, effettivamente, agito in questo modo).
11.a. È, quindi, accertato
che AP 1 e IM 1 hanno, per il periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015,
astutamente ingannato gli studenti facendo loro credere, contrariamente al
vero, che __________ era un’università svizzera e che al termine dei loro studi
avrebbero ottenuto due titoli di valore universitario, uno valido in Svizzera e
uno valido a livello europeo, inducendoli, così in errore. Sulla base di tale
errore, gli studenti hanno pagato la retta, compiendo, così, un atto
pregiudizievole al loro patrimonio (cfr. Corboz, Les infractions en droit
suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 33; Donatsch,
Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 239-240; DTF 122 IV 279 consid.
2a e 121 IV 107 consid. 2c riferite al reato di amministrazione infedele).
Benché IM 1 non abbia presentato appello, in virtù dell’art. 392
cpv. 1 CPP il periodo delle malversazioni deve essere ridotto anche per lei.
b. I
primi giudici hanno sostenuto che, in concreto, non sarebbe possibile
quantificare, “anche solo sommariamente”, il danno, poiché non è
possibile “determinare quanti e quali studenti […] abbiano comunque potuto
continuare il loro percorso di studi presso un altro istituto scolastico,
rispettivamente se e quanti dei loro pregressi crediti sono stati riconosciuti
da altri atenei” (cfr. consid. 13.1.2.2 sentenza impugnata, pag. 97).
L’argomentazione non può essere condivisa.
Accertato che __________ non era un’università e che non aveva
sottoscritto alcun valido accordo con università europee è, di principio,
escluso che gli studenti possano aver beneficiato di “crediti pregressi” presso
altri atenei.
Detto questo, le rette pagate dagli studenti da agosto 2013 al
28.9.2015, ammontano a fr. 5'009'299.69 (cfr. CARP XXIII), importo che
corrisponde al danno da loro patito.
Tuttavia, ritenuto che i primi giudici hanno condannato gli
imputati per aver causato agli studenti un danno, rispettivamente per aver
procurato a sé o a altri un indebito profitto non meglio precisati, in assenza
dell’appello del PP riguardo a tale dispositivo, questa Corte ritiene che
cifrare (in fr. 5'009'299.69) il danno causato e l’indebito profitto percepito
costituirebbe (in particolare, per le sue conseguenze) una materiale violazione
del divieto della reformatio in peius (art 391 cpv. 2 CPP).
c. Dagli atti emerge
chiaramente che, con la loro attività truffaldina, gli imputati si sono
garantiti un reddito regolare: sia percependo da __________ uno stipendio
mensile sia attingendo, direttamente, dal patrimonio dell’istituto per scopi
personali (e meglio come si dirà in seguito). Del resto, non risulta che
durante il periodo in questione AP 1 e IM 1 abbiano svolto altre attività per
garantirsi il sostentamento. Essi hanno, quindi, agito per mestiere.
d Gli imputati vanno,
quindi, riconosciuti autori colpevoli di truffa aggravata ai danni degli
studenti di __________ L’appello di AP 1, su questo punto, è accolto
limitatamente al periodo dal 28.9.2015 a agosto 2016 e, come detto, in virtù
dell’art. 392 CPP, gli effetti del suo appello vengono estesi anche a IM 1.
l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________
12. Al punto 1.1. dell’AA,
agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________
per complessivi fr. 917'043.22 destinando tale importo a scopi personali, comunque
estranei all’associazione.
I primi giudici hanno prosciolto AP 1 e IM 1 da tale imputazione.
La PP ha impugnato tale proscioglimento e ha chiesto che AP 1 e IM
1 siano riconosciuti autori colpevoli di amministrazione infedele ai danni di ______ così come indicato al punto 1.1 dell’AA.
13. I
primi giudici hanno decretato il proscioglimento di AP 1 e IM 1 da tale
imputazione argomentando, primariamente, che non c’è concorso ideale tra questo
reato e quello di truffa di cui al punto 2.1 dell’AA.
L’argomentazione non è condivisa da questa Corte.
Tra il reato di truffa ai danni degli studenti di __________ e
quello di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________,
sussiste, infatti, un concorso reale.
Il comportamento che viene rimproverato con i due reati è diverso:
costitutivo della truffa è l’aver ingannato astutamente gli studenti, mentre
costitutivo dell’amministrazione infedele è l’aver usato i fondi di ______ per scopi diversi da quelli
dell’associazione.
Oltre a ciò, i danneggiati sono diversi: il patrimonio danneggiato
dal reato ex punto 2.1 dell’AA è, infatti, quello degli studenti, mentre quello
danneggiato dal reato di cui al punto 1.1 dell’AA è il patrimonio di __________.
14. Dagli atti emerge
quanto segue.
14.1. __________ era
un’associazione senza scopo di lucro iscritta a RC. Il suo patrimonio era
costituito, in sostanza, dalle rette versate dagli studenti (cfr. rapporto di
ricostruzione finanziaria AI 183 inc. MP __________, pag. 11).
A gestire l’istituto erano AP 1 (che, sin dall’inizio
dell’attività dell’associazione, ha ricoperto la carica di direttore generale
con firma individuale, cfr. estratto RC __________ in AI 3.1) e IM 1:
l’imputato, riguardo al suo ruolo, ha tenuto a precisare che si occupava “di
tutto quanto” riguardava l’associazione (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI
41 inc. MP __________), mentre l’imputata ha spiegato che “in definitiva, a
gestire l’istituto siamo io, per quel che concerne la parte amministrativa, e AP
1 per le decisioni importanti” (VI PP 25.8.2016, pag. 8, AI 40 inc. MP __________).
Perfettamente in linea con quelle degli imputati sono, fra le
altre, le dichiarazioni di __________ (assunta come aiuto di IM 1 in ambito
amministrativo):
“AP 1 e IM 1 erano le persone che
dirigevano la struttura. Tutto il personale rispondeva a AP 1 e IM 1. AP 1
ricopre il ruolo di direttore, so che era lui unitamente alla signora IM 1 che
avevano potere decisionale. […]
Voglio precisare che la struttura
era molto gerarchica. AP 1 e IM 1 erano al vertice e non c’era la possibilità
di discutere delle loro decisioni” (VI SG 16.8.2016, pag. 2-3, AI 20 inc. __________).
Così come quelle di __________ (docente e coordinatore didattico):
“presso __________ vi è un sistema
piramidale. In cima alla piramide si possono mettere IM 1 e AP 1” (VI PP 16
agosto 2016, pag. 2, AI 21 inc. MP __________).
Oppure ancora da quelle di __________, della fiduciaria __________
- società che avrebbe dovuto occuparsi dell’allestimento della contabilità di __________,
ma che non ha mai, nonostante i vari solleciti, ottenuto la necessaria
documentazione - il quale ha affermato che:
“Preciso che in pratica era IM 1
che si occupava completamente delle questioni amministrative […]. Come già
accennato io discutevo di queste cose unicamente con IM 1” (VI PP 30.5.2018,
pag. 3 e 7, AI 251 inc. MP __________).
Che AP 1 fosse il motore di __________ e il principale referente
per studenti, docenti e autorità, risulta evidente dagli atti:
- era
lui a intrattenere i rapporti verso l’esterno, ad esempio la corrispondenza con
il DECS nell’ambito della procedura di accreditamento (cfr. corrispondenza in
AI 3.1 inc. MP __________),
- a
interfacciarsi con gli studenti per iscritto (cfr. email di cui ai doc. I e J
allegati a AI 2) e verbalmente (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3 AI 6
inc. MP __________),
- a
contattare le persone da assumere (cfr. VI PP 17.5.2016 __________, pag. 2, AI
9 inc. MP __________),
- a
intrattenere i rapporti con le università, __________ in primis (cfr., ad
esempio, accordo doc. E a AI 2 da lui sottoscritto).
Quanto a IM 1, gli atti indicano che, nonostante la sua funzione
“ufficiale” di segretaria, ella rivestiva un ruolo di primo piano in seno a ______:
- gestiva
da sola colloqui di assunzione (cfr. VI PP 16.8.2016 __________, docente, pag.
2, AI 19 inc. MP __________),
- vi
partecipava, alla pari, con AP 1 (VI PP 18.8.2016 PC 5, rettore, pag. 2, AI 24
inc. MP __________),
- gestiva
i colloqui con gli studenti (da sola, cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 2, AI 5
inc. MP __________, oppure con AP 1, cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3,
AI 6 inc. MP __________),
- si
interfacciava con i docenti che si lamentavano del mancato pagamento dello
stipendio (cfr. VI PG 25.8.2016 __________, pag. 2, allegato 1 a AI 181) e con
gli studenti che chiedevano informazioni (cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 3, AI
5 inc. MP __________),
- si
occupava “della parte amministrativa, come pure di quella di coordinamento
didattico” e meglio “si occupava di amministrazione in merito ai
pagamenti e alle quote d’iscrizione” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4,
allegato 2 a AI 181),
- collaborava
“nella programmazione del programma scolastico” (VI PG 25.8.2016 __________,
pag. 4, allegato 2 a AI 181),
- seguiva
i rapporti con __________ (cfr. AI 158 inc. MP __________, interrogatorio __________
in via rogatoriale, pag. 3-4).
Anche dal profilo finanziario, la gestione di ______ (il cui patrimonio, era costituito dalle
rette versate dagli studenti sui conti bancari intestati all’associazione
aperti presso __________ e __________, cfr. VI PP 25.8.2016 IM 1 secondo cui le
rette erano l’unica entrata su cui ______
poteva contare, pag. 5, AI 40 inc. MP __________; cfr., anche, ricostruzione
finanziaria AI 183, allegato 1, inc. MP ______)
era in mano agli imputati.
Essi avevano, del resto, diritto di firma individuale sui conti: AP
1 su tutti e tre i conti (n. __________ e n. __________ presso __________
rispettivamente n. __________ presso __________, IM 1 su quello in __________ e
sul primo dei due citati conti in __________ (cfr. documenti di apertura in
classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1 e documenti di apertura in
classificatore “Esiti __________”, seconda separazione, AI 110 e 18, scatola
9/10). Sul conto n. __________ presso __________ l’imputata aveva, comunque, possibilità
di disporre sia mediante la carta __________ che si era fatta rilasciare sia
mediante il sistema __________ della __________ (cfr. documenti di apertura in
classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1, scatola 9/10). Al
riguardo va rilevato, da un lato, che le transazioni a debito di questo conto
sono avvenute tutte mediante prelevamenti con la carta oppure mediante sistema __________
(cfr. estratti conto in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 2,
scatola 9/10), d’altro lato che su questo conto non sono state accreditate
rette degli studenti (cfr. allegato 1 a AI 183 inc. MP __________) e le entrate
provengono, praticamente tutte con pochissime eccezioni, dall’altro conto
aperto in __________.
A occuparsi dei pagamenti, concretamente, era IM 1, tanto che la
sua assistente, __________, ha riferito che:
“per quanto concerne i conti
bancari e i pagamenti in genere io so solo che si interfacciavano tutti quanti
con la signora IM 1. Non so dire con esattezza se fosse lei a disporre del
diritto di firma sui conti o avere accesso ai conti in altro modo. Era comunque
lei la persona di riferimento per qualsiasi tipo di pagamento” (VI SG
16.8.2016, pag. 3, AI 20 inc. MP __________).
14.2. L’analisi dei conti
riconducibili a ______ aperti presso __________
e __________, ha evidenziato:
- da
un lato prelevamenti a contanti in ragione di fr. 1'454'989.98,
- d’altro
lato, pagamenti estranei agli interessi dell’associazione.
Si tratta, in particolare, dei seguenti pagamenti:
- a
favore della __________, in ragione di fr. 53'116.40, nel senso che sono state
pagate fatture emesse da terzi a carico __________ (cfr. allegati 7 e 19 a
ricostruzione finanziaria AI 183, inc. MP __________);
- a
favore dell’__________, in ragione di fr. 5'464. -, nel senso che sono state
pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata associazione (cfr.
allegato 5 a AI 183, inc. MP __________);
- a
favore della __________, in ragione di fr. 1'132.41, nel senso che sono state
pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata società (cfr.
allegato 6 a AI 183, inc. MP __________);
- a
favore di __________, in ragione di fr. 51.01, nel senso che è stato pagato
tale importo che era dovuto dalla citata società all’Ufficio esazione e condoni
(cfr. allegato 8 a AI 183, inc. MP __________);
- a
favore di __________, in ragione di fr. 15'954.48 (cfr. allegato 17 a AI 183,
inc. MP __________);
- a
saldo di fatture private degli imputati, in ragione di fr. 129'709.03 (cfr.
allegato 4 a AI 183, inc. MP __________).
Dall’analisi è, anche, risultato un uso per scopi privati, da
parte degli imputati, delle carte di credito appoggiate sul conto intestato a ______ e aperto presso __________, e meglio in
ragione di fr. 36'579.82 (cfr. allegato 20 a AI 183, inc. MP __________).
14.3. Detto che entrambi gli
imputati hanno sostenuto che gli importi prelevati a contanti erano stati
usati, in massima parte, per le spese di ______
e ricordata l’assenza di qualsiasi contabilità in seno all’istituto (tanto che IM
1 e AP 1 rispondono per il relativo reato ex art. 166 CP), per ricostruire la
destinazione data a tali fondi agli imputati è stata messa a disposizione tutta
la documentazione contabile sequestrata (giustificativi, scontrini, fatture,
ecc.).
La ricostruzione è opera esclusiva di IM 1 e AP 1 (cfr. VI PP
5.1.2017 AP 1, pag. 4-5, AI 128 inc. MP __________; VI PP 5.1.2017 IM 1, pag.
2-3, AI 127 inc. MP __________).
Una prima versione è stata trasmessa dal difensore di IM 1 al PP
in data 13.11.2017 (cfr. AI 175), posto che l’imputata ha tenuto a precisare
che, prima della consegna all’avv. DI 2, aveva “rivisto il tutto” con
l’imputato (cfr. VI PP IM 1 31.1.2018, pag. 3, AI 113 inc. __________). Essa
giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 1'192'915. - e
lasciava senza destinazione l’importo di fr. 256'040.63 (cfr. VI PP 11.12.2017 AP
1, pag. 15, AI 30 inc. MP __________).
Va detto che alla ricostruzione non era stata allegata
(fisicamente) buona parte dei giustificativi in essa menzionati (cfr. VI PP
31.1.2018 IM 1, AI 113 inc. __________; VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30
inc. __________): in sostanza, erano stati giustificati numerosi prelevamenti a
contanti sulla base d’indicazioni date dagli imputati per le quali, tuttavia,
non c’era alcun riscontro cartaceo. Inoltre, la medesima non teneva debitamente
in conto spese comprovatamente personali degli imputati quali, ad esempio, il
contributo alimentare a favore della figlia di AP 1 pagato con soldi di __________
(cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP ______).
Gli stessi imputati hanno, quindi, autonomamente proceduto alla
sua completazione e ad un suo aggiornamento. IM 1 ha, quindi, consegnato al PP
una seconda versione, il 16.2.2018 (cfr. VI PP 5.3.2018 IM 1, pag. 2, AI 155
inc. __________). A tale ricostruzione (che giustificava i prelevamenti in
contanti in ragione di fr. 256'727.41 e Euro 356'862.57 e lasciava il resto
senza una destinazione, cfr. VI PP 15.3.2018 AP 1, pag. 4, AI 177 inc. MP __________)
sono, poi, stati apportati dei correttivi da parte della polizia giudiziaria
sezione reati economico-finanziari, e ciò a seguito di diverse incongruenze:
alcuni dei giustificativi prodotti si riferivano a pagamenti effettuati per
bonifico o mediante carta di credito, altri erano stati usati due volte nella
ricostruzione, alcuni non erano, manifestamente, attinenti all’attività di ______; inoltre, alcuni importi erano stati
considerati come giustificati, benché costituissero, palesemente, dei prestiti
o delle donazioni per scopi privati (cfr. allegati 23 e 24 a AI 183 inc. MP __________).
Quel che emerge dagli atti è che:
- la
ricostruzione è stata allestita in modo autonomo e libero dai due imputati;
- una
prima ricostruzione è stata consegnata al PP il 13.11.2017 ed è, quindi, stata
allestita prima del loro arresto (avvenuto l’11.12.2017). Con il che AP 1 e IM
1 avevano la possibilità di attingere, oltre che alla documentazione messa loro
a disposizione dagli inquirenti (e cioè a tutta la documentazione sequestrata
presso __________) a eventuale altra documentazione di cui, solo in un secondo
momento, hanno millantato non potersi escludere l’esistenza;
- essi
hanno pienamente condiviso i criteri della ricostruzione, prima di tutto per
esserne stati, in sostanza, gli artefici, secondariamente perché, nel corso di numerosi
interrogatori, sono stati regolarmente informati sugli sviluppi della medesima,
in particolare sui correttivi che si imponevano a fronte di alcune manifeste e
palesi incongruenze;
- durante
tali interrogatori, né IM 1 né AP 1 hanno, mai, messo in discussione il metodo
in sé della ricostruzione;
- nell’ambito
della ricostruzione, essi hanno goduto di piena autonomia e hanno, anche, avuto
modo di avanzare delle richieste sul materiale da mettere loro a disposizione
(ad esempio quaderni d’appunti, agende).
Indicative dell’autonomia di cui si diceva, ma anche del fatto che
sono stati, proprio, gli imputati, ad allestire la ricostruzione incrociando il
materiale a loro disposizione rispettivamente chiedendo altri supporti agli
inquirenti, appaiono, del resto le dichiarazioni di IM 1:
“Inizio col precisare che ho avuto
a disposizione la documentazione che era stata sequestrata presso __________,
direttamente presso gli Uffici della Polizia. In pratica ho verificato faldone
per faldone quanto contenuto a livello di documentazione, sia per data che per
fornitore. Ho poi chiesto la stampata di tutti i movimenti concernenti le
relazioni __________ e ho poi provveduto a incrociare i dati, aggiungendo anche
le spese varie per cui vi erano degli scontrini di cassa ritrovati nella
documentazione. ADR sia la prima parte di verifica faldone per faldone,
sia la ricostruzione di fondo sono state da me allestite. Successivamente ho
rivisto il tutto con AP 1 prima di consegnarlo al mio avvocato […] Dichiaro che
è mia intenzione completare questa ricostruzione, nel senso che, come mi viene
chiesto dalla PP, per ogni voce indicata nella stessa verrà fotocopiato il
giustificativo, che si tratti di fattura e/o annotazione sull’agenda dei motivi
per cui un determinato importo è stato consegnato. Chiedo a tal fine di poter
avere anche, per poter svolgere questo lavoro, i quaderni su cui ho annotato i
miei appunti e che sono stati sequestrati in occasione del mio arresto. Inoltre
dovrò avere a disposizione anche le agende, anch’esse sequestrate in occasione
del mio arresto, per poter fotocopiare le annotazioni” (cfr. VI PP 31.1.2018 IM
1, pag. 2-3 e 5, AI 113 inc. MP __________).
Se IM 1, della ricostruzione, è stata l’esecutrice materiale, AP 1
ha, non di meno, “rivisto” il lavoro dell’imputata e lo ha avallato, non
senza apportarvi il suo (discutibile, ma questa è un’altra storia) contributo:
ad esempio, per giustificare con documentazione creata ad arte consegne di
denaro __________ (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 2-3, AI 252 inc. MP __________)
oppure per giustificare talune consegne in contanti a terzi con la restituzione
di prestiti a suo tempo fatti a __________ (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 4,
AI 113 inc. MP __________).
14.4.a. Riguardo ai prelevamenti
in contanti, AP 1 ha dichiarato che essi servivano, in massima parte, per
pagare spese di ______ e, “in piccola
parte”, per pagare fatture personali (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41
inc. MP __________).
Poiché egli, così come l’imputata, non era in grado di spiegare la
destinazione data ai fondi prelevati (tanto che di fronte a una prima cifra
intermedia contestatagli dagli inquirenti, di molto inferiore rispetto
all’importo definitivo, egli ha affermato “che l’importo in contanti mi
sembra eccessivo, non so dare una spiegazione”, VI PP 25.8.2016, pag. 5, AI
41 a inc. MP __________), si è, come detto, reso necessario procedere alla
ricostruzione di cui al considerando che precede.
Riguardo ai pagamenti a favore di terzi, l’imputato si è, così,
espresso:
- per
i pagamenti a favore della __________ (di cui AP 1 era presidente), dell’__________,
di __________ (di cui AP 1 era gerente) e di __________, si trattava di “fatture
pagate da __________ per mio conto” che, quindi, “dovranno andare a
scalare quanto a me dovuto quale stipendio”, ammettendo, quindi, che erano
società che non avevano alcun legame con l’associazione (VI PP 5.1.2017, pag.
4, AI 128 inc. MP __________);
- per
i pagamenti a favore di __________, si trattava dei contributi alimentari
versati per la figlia che, anche in questo caso, “andranno dedotti dal mio
stipendio” (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).
Per quanto concerne le spese personali sostenute attingendo dai
fondi dell’associazione, egli ha affermato che:
“si tratta di importi che andranno
compensati con il mio stipendio, considerato che io non ho ricevuto
regolarmente lo stipendio dalla __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128
inc. MP __________)
limitandosi a dire che “riteneva” di aver ricevuto da ______ meno di quanto gli era dovuto, senza,
tuttavia, essere in grado di quantificare né a quanto ammontavano gli stipendi
arretrati né a quanto ammontavano le spese personali sostenute con i fondi di ______ (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________).
b. Analogamente
all’imputato, IM 1, avuto riguardo ai prelevamenti a contanti, in sede
d’inchiesta ha dichiarato:
“per la maggior parte questi
importi venivano utilizzati per effettuare pagamenti di pertinenza di __________,
ma in parte anche per effettuare dei pagamenti personali miei e di AP 1.
Preciso che noi non prendevamo lo stipendio e quindi procedevamo ad effettuare
questi pagamenti quale compensazione. […] Non sono in grado di quantificare per
quale cifra sono state fatte” (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________).
Anche l’imputata ha, quindi, ammesso che i fondi di ______ erano stati, in parte, usati per scopi
personali estranei all’associazione precisando che si trattava d’importi che
andavano, poi, dedotti dagli stipendi arretrati.
E con riferimento allo stipendio, IM 1 ha dichiarato:
“Io lo stipendio dovrei riceverlo
da __________. Per il pagamento del mio stipendio _____ emette delle fatture a __________.
Sapendo che __________ aveva necessità di liquidità non ho mai ritenuto
di dover procedere al prelevamento del mio salario. Ho solo proceduto al
pagamento di mie fatture personali. Ritengo tuttavia di non aver mai superato
l’importo di fr. 6'000.00 mensili previsti dal contratto di lavoro con __________
(VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________; sott. del red.).
c. Dagli atti emerge,
con evidenza, che né IM 1 né AP 1 hanno tenuto un conteggio degli stipendi
arretrati (che del resto non sono mai riusciti a quantificare, nemmeno
sommariamente) e, neppure, delle spese personali effettuate con i fondi di
pertinenza di __________.
Una circostanza, questa, che rende del tutto inattendibile la tesi
della compensazione che presuppone, inevitabilmente, di avere contezza circa
l’ammontare delle relative obbligazioni che si pretende porre in compensazione
l’una dell’altra.
Non solo. La circostanza è, chiaramente, indicativa della loro volontà
di usare il patrimonio di ______ per scopi
personali e, comunque, estranei all’associazione, senza minimamente
preoccuparsi dei rapporti di dare e avere con essa. Diversamente, se, come
preteso, la loro preoccupazione fosse stata, realmente, quella di adoperarsi
affinché gli interessi economici dell’associazione venissero preservati (cfr.
verb. dib. di primo grado, pag. 18), avrebbero tenuto un conteggio di quanto
speso e degli stipendi a cui, ancora, avevano diritto. Condizione, questa,
imprescindibile - come detto - per procedere a una compensazione delle due
poste.
Riguardo all’imputata, concorre a rendere (definitivamente)
inattendibile il suo racconto, il fatto che, inizialmente, ha preteso di non
aver mai percepito lo stipendio (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________),
per poi aggiustare la sua versione - di fronte all’ampiezza della voragine di
prelevamenti a contanti e in palese difficoltà nel giustificarla - aggiungendo
agli stipendi arretrati cui avrebbe avuto diritto anche le ore straordinarie
che avrebbe accumulato e le vacanze non godute (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3,
AI 212 inc. __________): ore straordinarie e vacanze di cui mai, prima, aveva
riferito e per le quali non aveva tenuto un conteggio. Quanto all’imputato, il
suo prelevare a piene mani per onorare debiti suoi nel patrimonio di ______ come se fosse suo (basta ricordare che egli
ha pagato con i fondi di ______ il contributo
alimentare per la figlia, anche in questo caso senza tenere alcun conteggio,
cfr. VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________) era tale da rendere
impossibile credere che egli, realmente, intendesse procedere a una
compensazione.
Già solo in considerazione di quanto precede gli imputati, non
sono credibili. Sennonché, dagli atti, emergono altri elementi che
contribuiscono a inficiare la loro già compromessa affidabilità.
14.5.a. Già si è detto che l’imputato
ha, da subito, pacificamente ammesso che i pagamenti a favore di terzi, tra cui
- in particolare - quelli a favore della __________, erano da considerarsi sue
spese personali, poiché tali enti rispettivamente persone non avevano un legame
con __________ (cfr. consid. 14.4.a). Poco importa che, nel momento in cui egli
si è espresso in questi termini alcuni degli importi contestatigli riguardanti,
appunto, i pagamenti a terzi erano ancora in fase di elaborazione e, quindi,
diversi da quelli finali: la sua era, manifestamente, una presa di posizione di
principio che prescindeva dalle singole cifre.
In un secondo momento, AP 1, contraddicendo queste sue precedenti
dichiarazioni, ha preteso di giustificare cospicue somme di denaro prelevate in
contanti dai conti di ______ con consegne a
favore della __________, sostenendo che:
“nella stessa gravitano persone che
a noi interessavano, quali medici o altro e poi sarebbero venuti a tenere delle
lezioni presso __________. ADR che questi professori sarebbero stati
pagati per le lezioni che tenevano, anche se probabilmente quanto venivano
pagati era di molto inferiore rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere
presso altri istituti” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).
La contraddizione di queste dichiarazioni (rese quando l’imputato
era in palese difficoltà nel giustificare la voragine di prelevamenti in
contanti) con quelle fatte in precedenza è evidente. Se i pagamenti per
bonifico a favore della __________ erano da considerarsi come spese personali
dell’imputato poiché ______ non aveva nessun legame con questo ente, non si
vede perché, invece, dovrebbero essere qualificate diversamente le somme di
denaro versate in contanti.
Per tacere del fatto che il racconto di AP 1, al riguardo, è, a
dir poco, inverosimile: si sarebbe, infatti, trattato di versamenti fatti
anticipatamente, per pagare docenti non meglio identificati che avrebbero
tenuto non meglio precisate lezioni in un futuro tutto da definire.
Del resto, è l’imputato a contraddirsi, di nuovo, laddove ha
affermato che, in realtà, le somme in questione sarebbero andate a saldare il
canone di locazione dovuto dalla __________ al locatore degli uffici che essa occupava
(VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. __________) e, quindi, non riguardavano
il pagamento di lezioni.
A destituire di qualsiasi fondamento questa fantasiosa versione
dell’imputato concorrono, poi, le dichiarazioni di IM 1 che al riguardo
(peraltro anche lei solo in un secondo momento, poiché inizialmente aveva
affermato di non essere in grado di riferire nulla in proposito, cfr. VI PP
5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________) ha preteso che il denaro dato
alla __________ era da intendersi come un’operazione di marketing affinché
quest’ultima divulgasse “l’esistenza di __________” (VI PP 31.1.2018,
pag. 4, AI 113 inc. MP __________): nulla a che vedere, quindi, con il
pagamento d’ipotetiche lezioni a ipotetici docenti. Che le due divergenti
versioni siano indicative del tentativo, da parte di entrambi gli imputati, di
giustificare i prelevamenti a contanti anche a costo di raccontare il falso,
appare evidente.
Il successivo cambio di versione di AP 1, che ha esteso le
finalità dei soldi consegnati alla __________ al finanziamento di un _____ e al
finanziamento di eventi in generale (VI PP 15.3.2018, pag. 5, AI 177 inc. MP __________)
concorre a rendere inattendibile il suo racconto. Per tacere del fatto che, in
ogni caso, né il _________ né il finanziamento di eventi della __________
possono, ragionevolmente, rientrare in spese attinenti l’attività di ______.
Per finire va rilevato che l’analisi dei conti bancari ha
evidenziato come, in realtà, ______ abbia pagato spese vive del citato ente che
nulla avevano a che vedere né col pagamento di lezioni né con una campagna
marketing (cfr., ad esempio, allegato 19 AI 183 inc. MP __________ da cui
risulta il pagamento di fatture dovute dalla __________ ad una società di
viaggi, la __________).
b. L’imputato ha, poi,
sostenuto che alcuni enti e persone avrebbero “reclutato” studenti per ______ e
che, per questo motivo, ______ li avrebbe ricambiati con importi in contanti.
Ciò sarebbe avvenuto, ad esempio, da parte di tale monsignor __________:
“i versamenti effettuati a
Monsignor __________ servivano per le opere caritatevoli da loro seguite. Si
trattava del miglior ringraziamento per avermi aiutato a reclutare studenti per
__________” (VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 inc. MP __________).
Neanche su questo tema, AP 1 è credibile.
Dapprima, perché questa non è l’unica sua versione in merito. Per
esempio, al dibattimento d’appello, fra l’altro, ha detto di essere stato lui,
percorrendo in lungo e in largo l’__________, a reclutare gli studenti (verb.
dib. d’appello, pag. 4 dove ha aggiunto che tale modalità di reclutamento gli
aveva consentito di “riferire alle persone che contattavo che l’__________
non poteva rilasciare diplomi”).
Poi, perché la tesi è in sé inverosimile per i motivi che seguono.
Per ammissione dell’appellante, non c’erano accordi scritti con
gli enti e le persone che avrebbero aiutato __________ a reclutare studenti
(cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 __________): una circostanza che, già in
sé, rende ben poco credibile il racconto dell’imputato, ritenuto che, per un
istituto che si voleva di livello universitario, simili accordi andavano,
semmai, formalizzati, anche per stabilire i reciproci impegni dei contraenti.
Che non vi sia alcun dato del numero di studenti che, in virtù dell’intervento
di questi enti e persone, sarebbero giunti a __________, costituisce, poi, un
altro elemento che compromette l’attendibilità della tesi di AP 1: non è,
seriamente, ipotizzabile che __________, senza nemmeno sapere quanti studenti
tali enti e persone avessero, effettivamente, apportato, si metta a versar loro
degli importi a caso quale “ringraziamento”. Nemmeno è verosimile che, se
realmente __________ avesse apportato “molti” studenti, l’imputato non
abbia saputo citarne almeno uno (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________).
Del resto, con riferimento a monsignor __________, è AP 1 ad ammettere (di
fronte all’evidenza dei documenti contestatigli) che con gli importi a suo
favore ______ aveva pagato l’affitto di quest’ultimo, rispettivamente un suo
debito personale nei confronti della diocesi di __________ (cfr. VI PP
15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Non occorre spendere troppe
parole per spiegare che non è, francamente, serio anche solo ipotizzare che
pagare affitti e debiti di un terzo da parte di un istituto che si pretendeva
di livello universitario possa costituire il pagamento di prestazioni da
inserirsi in un’operazione di reclutamento.
Tanto più che IM 1, per spiegare come ______ si fosse mossa,
inizialmente, per reclutare gli studenti ha parlato di “volantinaggio” senza
minimamente accennare a enti o persone in particolare (cfr. VI SG 25.8.2016,
pag. 5, AI 40 inc. MP __________). È, poi, quasi superfluo rilevare che
l’attitudine menzognera di AP 1 è manifesta già solo se si considera come egli
abbia tentato di spacciare come “opere caritatevoli” i soldi versati a
monsignor __________ (peraltro - ciliegina sulla torta - suo amico da oltre
trent’anni, cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. __________), lasciando
intendere che si trattasse di progetti di ampio respiro da parte di
quest’ultimo, salvo, poi, dover ammettere, di fronte all’evidenza delle contestazioni,
che si trattava del pagamento di suoi debiti personali.
c. Sempre in un secondo
momento e sempre in affanno per la voragine di prelevamenti in contanti, AP 1
ha, poi, preteso che i fondi prelevati sarebbero serviti, in parte, a
rimborsare dei prestiti effettuati da amici all’inizio dell’attività di ______:
“Nel momento in cui __________ è
nata la stessa non aveva denaro e quindi alcuni amici che hanno creduto in __________
hanno prestato denaro alla stessa che negli anni successivi è stato almeno in
parte rimborsato” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).
Detto che, a sostegno di tali prestiti (peraltro piuttosto
ingenti) non vi è alcun documento (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30
inc. __________), la sua (nuova, poiché non ne aveva, mai, parlato prima)
versione si scontra con le prime dichiarazioni di IM 1 (quelle più genuine
poiché non ancora condizionate dalla necessità di giustificare, a tutti i
costi, la destinazione dei numerosi prelevamenti a contanti), secondo cui:
- l’unica
entrata su cui ______ poteva contare erano le rette degli studenti,
- l’unico
prestito ricevuto per avviare l’attività di ______ era stato quello da parte di
__________, in ragione di “un importo di CHF o EUR 50/60’000”,
- non
erano mai stati fatti altri tentativi per reperire capitali,
- inizialmente,
in attesa del versamento delle prime rette da parte degli studenti, ______
aveva ricevuto un prestito unicamente da __________ e a tutti i fornitori
era stato chiaramente spiegato che le loro fatture sarebbero state onorate solo
nei mesi successivi, man mano che avremmo avuto le prime entrate”
(VI SG 25.8.2016, pag. 4, AI 40 inc. MP __________).
Del resto, che ______ non avesse una sufficiente dotazione di
capitale iniziale è ben evidente dal fatto che, non appena gli studenti (una
volta scoperto l’inganno) hanno smesso di versare le rette, l’associazione è,
sostanzialmente, collassata.
In ogni caso, se, realmente, l’attività di ______ avesse potuto
prendere avvio contando su prestiti, peraltro piuttosto importanti, di amici e
conoscenti, non è dato comprendere per quale motivo, l’imputata, non ne abbia
parlato (così come, invece, ha riferito del prestito di __________) e abbia,
addirittura, spiegato di aver dovuto chiedere ai vari fornitori di pazientare
per ottenere il pagamento di quanto loro dovuto.
A ciò va aggiunto che, dagli atti, è emerso, ad esempio, quanto
segue:
- i
soldi versati a __________ non erano, in realtà, da ricondurre alla
restituzione di un prestito fatto da quest’ultimo per finanziare l’attività di ______
(come preteso nella ricostruzione), bensì ad un impegno assunto a suo tempo da AP
1 in nome e per conto di una società, la __________ (cfr. allegati 7 e 8 a VI
PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________). Del resto l’imputato, confrontato
con l’evidenza dei documenti attestanti l’impegno a suo tempo assunto in nome e
per conto __________, ha tentato di correggere il tiro rispetto alle sue
precedenti dichiarazioni affermando, prima, che i soldi versati a __________
erano in parte da ricondurre al citato impegno in nome e per conto della citata
società e in parte alla restituzione del prestito per il finanziamento di ______,
poi riservandosi di riflettere meglio sulla questione (cfr. VI PP 15.3.2018,
pag. 8-9, AI 177 inc. MP __________), salvo mai ritornare sul tema;
- i
soldi versati a __________ non erano una restituzione di un prestito per il
finanziamento di __________, bensì il pagamento degli affitti arretrati di un
appartamento a __________ locato alla già citata associazione __________ __________
rappresentata dall’imputato e abitato da quest’ultimo (cfr. allegati doc. 12 e
13 a VI PP 15.3.2018, AI 177 inc. MP __________; cfr., anche, dichiarazioni
dell’imputato al dibattimento d’appello, verb. dib. d’appello, pag. 3). La tesi
di AP 1, secondo cui Di Maio avrebbe prestato dei soldi a ______ benché già
fosse creditore nei confronti dell’associazione __________ rappresentata
dall’imputato di una somma di ben Euro 80'000. - per la locazione di un
appartamento abitato da AP 1 medesimo, non è minimamente credibile (cfr. VI PP
15.3.2018 AP 1, pag. 11, AI 177 inc. MP __________). Tanto più che __________
aveva preteso dall’imputato un accordo scritto per la restituzione degli Euro
80'000. - ed era intenzionato a trasmettere questo documento ai carabinieri
(cfr. 12 e 13 allegati a VI PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________): ciò
che dimostra che voleva riavere quanto gli spettava e che non era più disposto
ad aspettare (tantomeno, quindi, a concedere altri prestiti).
Per tacere del fatto che le ricevute
agli atti relative alla consegna di soldi a contanti a __________ attestano un
importo di Euro 18'000. - e non 80'000. - come preteso nella ricostruzione
(cfr. VI PP AP 1 16.3.2018, pag. 2, AI 237 inc. MP __________).
d. In aggiunta a quanto
precede, va annotato che AP 1:
- ha
giustificato, nella ricostruzione, parte dei prelevamenti a contanti con la
restituzione di un prestito (di 13'900. - euro o fr.) che tale __________
avrebbe fatto a ______, salvo, poi, contraddirsi e dichiarare, interrogato al
riguardo, che __________ “non ha prestato denaro. Si trattava del pagamento
delle azioni” (VI PP 15.3.2018, pag. 10, AI 177 inc. MP __________). Per
tacere del fatto che i giustificativi agli atti di soldi consegnati a __________
attestano complessivi Euro 5'400. - e non l’importo preteso nella ricostruzione
(cfr. doc. 10 allegato a AI 177 inc. MP __________);
- ha
preteso che l’importo pagato da __________ a tale __________ per l’affitto di
una foresteria a __________ per un intero anno costituisse un “benefit extra
in quanto __________ si occupava anche di questioni legate all’informatica per __________”,
salvo, poi, affermare che __________ faceva il bidello per ______ e percepiva
un salario mensile di 2'000. - fr. (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);
- ha
preteso giustificare come una spesa di ______ il pagamento di un soggiorno di
tre giorni a __________ a favore di tali __________ e __________, poiché “potevano
tornare utili in occasione del reclutamento di nuovi studenti” (lasciando,
quindi, chiaramente intendere che il reclutamento era futuro e ipotetico),
trattandosi di un “rappresentante di una nota casa farmaceutica”, rispettivamente
di un membro della “segreteria politica di __________ “ nonché “capo
infermiere presso __________” (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________),
salvo, poi, contraddirsi e affermare che il reclutamento da parte di __________
e __________ era effettivamente già avvenuto (cfr. VI PP 25.4.2018, pag. 9, AI
214 inc. MP __________;
- ha giustificato,
nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con operazioni di sdoganamento, salvo,
poi, non essere in grado di spiegare il legame di tali operazioni con __________
(cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);
- ha
giustificato, nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con il pagamento di tredici
entrate ai musei vaticani, salvo, poi, non sapere riferire nulla al riguardo
(cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________
Tutte circostanze che contribuiscono, da un lato, a rendere inattendibile
l’imputato che, in generale, ha raccontato di tutto e di più, d’altro lato, a comprovare
che AP 1 pescava nei conti di __________ /faceva uso dei fondi di __________
come se si trattasse del proprio portamonete, a beneficio suo e di suoi amici e
conoscenti.
e. Avvalora questa
conclusione anche il fatto che l’appellante, ha dichiarato che le carte di
credito appoggiate sul conto di__________ in uso a lui e a IM 1 “venivano
utilizzate unicamente per spese legate a __________” (VI PP 15.3.2018, pag.
5, AI 177 inc. MP __________), ciò che contrasta in modo evidente con le
risultanze degli atti da cui appare manifesto un uso, anche piuttosto smodato,
delle carte di credito per spese personali tra cui spicca un acquisto presso il
negozio __________ a __________, un soggiorno a __________ con la famiglia tra
Natale e Capodanno 2014, e un braccialetto acquistato per il compleanno
dell’imputata (cfr. VI PP 16.5.2018, pag. 3-4, AI 237 inc. MP __________ e
allegati 2, 4,6, 8, 10 e 12 al citato verbale).
f. A compromettere,
definitivamente, la generale attendibilità di AP 1 vi è, per finire, il suo
tentativo, in corso di ricostruzione, di giustificare alcuni prelevamenti a
contanti con documentazione creata ad hoc il 15.11.2017, quindi dopo la
consegna da parte del difensore di IM 1 della prima versione della
ricostruzione (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 3, AI 252 inc. MP __________).
14.6.a. Anche IM 1 si è spesso
contraddetta.
Inizialmente, avuto riguardo all’avvio dell’attività di ______ ha,
come detto, fatto riferimento a un unico prestito, quello ricevuto __________,
spiegando che, per il resto, aveva dovuto chiedere ai fornitori di pazientare
per il pagamento delle loro fatture fintanto che gli studenti non avessero
iniziato a versare le rette (cfr. consid. 14.5.c.). Di fronte alla necessità di
trovare giustificazione ai numerosi prelevamenti a contanti, l’imputata,
contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni, ha affermato di avere inserito
nella ricostruzione la restituzione di diversi prestiti di cui, pur non
essendovi al riguardo né un contratto né delle ricevute, si ricordava:
“sia io sia AP 1 ci ricordavamo di
questi prestiti” (VI PP 11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________).
Che IM 1 si sia ricordata di questi prestiti solo in un secondo
tempo e solo quando si trovava in affanno per giustificare la voragine di
prelevamenti, è circostanza che rende, già da sola, inattendibili le sue
(seconde) dichiarazioni.
Detto, poi, che è del tutto inverosimile che qualcuno conceda un
prestito ad un’impresa commerciale senza che venga allestito uno straccio di
documento, si aggiunge che è altrettanto inverosimile che, in assenza di
qualsiasi giustificativo, IM 1 potesse ricordarsi in dettaglio sia delle
persone che avevano erogato i prestiti, sia della loro entità e sia, anche,
degli importi restituiti. Indicativo, al riguardo, è - del resto - il fatto
che, così richiesta dagli interroganti, ha ammesso di non saper dire “se
abbiamo rimborsato tutti i prestiti richiesti da __________” (VI PP
11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________) e, più in generale
(contrariamente a quanto aveva precedentemente affermato), di non essere in
grado di riferire nulla con riferimento ai prestiti (cfr. VI PP 5.3.2018, pag.
3, AI 155 inc. MP __________).
b. Riguardo ai pagamenti
a favore di terzi, IM 1 ha:
- dichiarato
di non essere in grado di riferire nulla per i pagamenti a favore della __________,
di __________, __________, precisando che si trattava di pagamenti effettuati
su richiesta di AP 1;
- escluso,
per quanto a sua conoscenza, che __________ avesse “rapporti con __________”
(VI PP 5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________);
- spiegato,
riguardo agli importi a favore di __________, che “è la mamma di AP 1.
L’importo si riferisce agli alimenti che AP 1 deve pagare a favore della
figlia, che dovrebbero essere circa 600.00 Euro al mese. Questo importo
naturalmente andava a scalare da quello che era lo stipendio che AP 1 avrebbe
dovuto ricevere da __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 5, AI 127 inc. MP __________).
Sennonché, in seguito, ha preteso giustificare diversi
prelevamenti a contanti con importi consegnati alla __________ per l’attività
di reclutamento e, in generale, di pubblicità che avrebbe svolto per __________
(cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 4, AI 113 inc. MP __________; VI PP 5.3.2018, pag.
5, AI 155 inc. MP __________. La contraddizione con le sue precedenti
dichiarazioni è evidente: se i pagamenti mediante bonifico a favore della __________
erano una questione sulla quale, l’imputata, non era in grado di riferire
niente perché nulla sapeva al riguardo, non si vede per quale motivo, invece,
lei dovesse essere a conoscenza della finalità delle consegne in contanti. Né,
del resto, lei lo spiega.
c. Non giova alla credibilità
dell’imputata nemmeno il fatto che ella abbia affermato che le carte di credito
appoggiate sul conto di __________ erano sempre state usate nell’interesse
dell’associazione precisando che:
“Per quanto mi concerne non ne
facevo un uso personale […] è possibile che sia qualche volta capitato
che io non avessi denaro per fare la spesa e quindi utilizzassi la carta
di credito” (VI PP 20.4.2018, pag. 3, AI 212 inc. MP __________ sott. del
red.).
Le sue dichiarazioni sono, infatti, smentite: da un lato dalla
regolarità degli utilizzi, nel senso che non si trattava di utilizzi
occasionali bensì ripetuti (cfr. allegato 20 a AI 183 inc. MP __________; cfr.,
anche, VI PP 20.4.2018, pag. 9-10, AI 212 inc. MP __________); d’altro lato dal
tipo di pagamento, ritenuto che si trattava di pagamenti riferiti non soltanto
alla “spesa” (comunemente intesa come spesa di alimentari) bensì, ad
esempio, a negozi di abbigliamento (__________, __________, __________ di __________,
__________), saloni da parrucchiere, gioiellerie, negozi per articoli da
regalo, negozi di fiori, ecc. (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3-10, AI 212 inc. MP __________
e allegati 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11,12, 14, 17).
14.7. In sunto, a fronte
della generale inattendibilità degli imputati, si ha che essi non possono
essere creduti:
- né quando
pretendono che i fondi di ______ prelevati in contanti sarebbero stati usati,
in massima parte, nell’interesse dell’istituto, circostanza che, peraltro, si
scontra manifestamente con l’evidenza degli atti,
- né quando
pretendono che avrebbero compensato gli importi prelevati per scopi personali
con gli stipendi arretrati pur non avendo contezza né dell’una né dell’altra
posta,
- né quando
pretendono che i prelevamenti in contanti ai quali non hanno saputo dare una
spiegazione plausibile sarebbero da ricondurre, comunque, generalmente a
spese legate a __________
14.8. In esito ai correttivi,
come visto più che giustificati a fronte delle incongruenze nella ricostruzione
presentata dagli imputati, la polizia giudiziaria sezione reati
economico-finanziari ha, quindi, proceduto:
- a
calcolare l’ammontare degli stipendi che IM 1 e AP 1 avrebbero dovuto percepire
(e ciò partendo dai rispettivi contratti di lavoro) giungendo all’importo di
fr. 424'358.40 (cfr. allegato 18 a AI 183 inc. MP __________);
- a
estrapolare dalla documentazione bancaria gli stipendi effettivamente versati
agli imputati (fr. 127'381.17, cfr. allegati 14 e 15 a AI 183 inc. MP __________;
- a
calcolare, partendo dalla documentazione bancaria e dalle dichiarazioni degli
imputati, i fondi usati per bonifici e pagamenti estranei all’istituto (cfr.
consid. 14.2, rispettivamente cfr. allegati 4, 5, 6, 7, 8, 17 e 19 a AI 183
inc. MP __________) giungendo all’importo di fr. 242'007.15;
- a
dedurre dal totale degli stipendi maturati (fr. 424'358.40) gli stipendi
versati (fr. 127'381,17) e gli importi destinati a terzi mediante bonifico (fr.
242'007.15) giungendo all’importo di fr. 54'970.08 corrispondente agli stipendi
arretrati a cui gli imputati hanno, ancora, diritto (cfr. allegato 18 a AI 183
inc. MP __________; non ci si formalizza qui sul riconoscimento, troppo
generoso, a IM 1, della compensazione per stipendi quando il suo contratto di
lavoro era con la __________);
- a
dedurre dall’ammontare dei prelevamenti a contanti (fr. 1'454'989.98) quanto ricostruito
dagli imputati e corretto a seguito delle già citate incongruenze (fr.
482'976.69 corrispondenti ai prelevamenti giustificati, cfr. allegati 23-25 a
AI 183 inc. MP __________) giungendo a un importo di prelevamenti non
giustificati pari a fr. 972'013.29;
- a
dedurre dal suddetto importo gli stipendi arretrati (pari a fr. 54'970.08)
giungendo a un totale di fr. 917'043.21 corrispondente ai fondi usati per scopi
estranei all’associazione.
Già si è detto che __________ era nata per gestire __________ dal
profilo amministrativo e che non aveva altra attività al di fuori di questa. In
sostanza si trattava di una sorta di “prolungamento” di ______, tanto che le
sue uniche entrate provengono dall’associazione. Essa, è stata, quindi,
inglobata nella ricostruzione che ha considerato anche i fr 14'623.27 di
prelevamenti a contanti effettuati a debito del conto intestato alla citata
società rispettivamente i giustificativi relativi a spese della medesima.
15. Giusta l’art. 158
cifra 1 CP, si rende colpevole di amministrazione infedele chi, obbligato per
legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio
altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o
permette che ciò avvenga.
La pena è la detenzione sino a tre anni o una pena pecuniaria
(art. 158 cifra 1 cpv. 1 CP). Per il terzo capoverso del citato disposto, il
giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole
ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.
L’adempimento della fattispecie presuppone la realizzazione di tre
condizioni oggettive ed una soggettiva: è necessario che l’autore abbia avuto
una posizione di gerente (Forum Poenale 2/2011, pag. 69 segg. ed ivi ripresa
sentenza del Bezirksgericht di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con
riferimenti dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva
nell’ambito di tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio, e che egli
abbia agito intenzionalmente o con dolo eventuale (cfr. Corboz, Les infractions
en droit suisse, Volume I, 3a ed., Berna 2010, n. 2 segg. ad art. 158; Niggli,
in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a ed., Basilea 2013, n. 11 segg. ad art.
158; Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed.,
Zurigo/San Gallo 2013, n. 2 segg. ad art. 158; DTF 123 IV 17, DTF 122 IV 279 e
DTF 120 IV 190).
L’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di
amministrazione o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di
chi ha una “Garantenstellung” nei confronti della vittima, vale a dire
ha assunto un ruolo di garante.
Perseguita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare
e di sorvegliare che derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un
negozio giuridico (Mauro Mini, La legge sull’esercizio delle professioni di
fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).
L’autore deve, così, essere tenuto a gestire gli interessi
pecuniari altrui o a sorvegliarne la gestione. È, quindi, necessario che egli
abbia un dovere di amministrazione o di tutela.
Gestore ai sensi della norma è colui che dispone di sufficiente
indipendenza nel senso di un potere di amministrazione autonomo sul patrimonio
affidatogli (DTF 129 IV 124 consid. 3.1, DTF 123 IV 17 consid. 3b,
DTF 120 IV 190 consid.
2b). E’, dunque, indispensabile, affinché vi sia gestione ai sensi dell’art.
158 CP, che il gestore goda di un’autonomia sufficiente su tutto o su parte del
patrimonio altrui, sui mezzi di produzione o sul personale di un’azienda (STF
6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 2.1; DTF 123 IV 17 consid. 3b; 120 IV
190 consid. 2b).
La norma in questione precisa che il dovere di gestione o di
salvaguardia di interessi pecuniari altrui può derivare dalla legge, da un
mandato ufficiale, da un negozio giuridico o anche da una gestione d’affari
senza mandato (FF 1991 II 1018; per esempi concreti cfr.
Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 7a ed., Berna
2010, § 19 n. 10).
Il potere di amministrazione autonomo sui beni affidati può
manifestarsi sia attraverso la stipulazione di atti giuridici, sia con
l’obbligo di difendere, sul piano interno, precisi interessi patrimoniali, sia,
infine, con il compimento di atti materiali (STF 6S.711/2000 del 18 gennaio
2003, consid. 4.3.; DTF 123 IV 17 consid. 3b).
Perché vi sia reato, il gestore deve aver trasgredito ad un dovere
che gli incombe in tale sua qualità (DTF 120 IV 190). Per stabilire se vi è
stata una trasgressione, occorre preliminarmente determinare in maniera
concreta i contenuti dell’obbligo o, detto altrimenti, stabilire quale
comportamento avrebbe dovuto adottare l’autore. Nell’effettuare questo esame
bisogna, tra le altre cose, chiarire se egli era tenuto a conservare il patrimonio
oppure se era chiamato a fare in modo che esso aumentasse.
Gli obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono
l’adempimento di atti tendenti alla tutela degli interessi patrimoniali altrui
(Mauro Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).
Non ogni inadempimento contrattuale realizza la fattispecie
dell’art. 158 CP: penalmente perseguibile è la violazione di un obbligo
principale da parte dell’autore, mentre quella di semplici doveri accessori non
realizza il reato (Mario Postizzi, Contratto di Mandato e reato per omissione,
in CFPG, Basilea 2009, n. 43, pag. 192).
Esempi di trasgressione dei doveri di gestore sono, tra gli altri,
l’utilizzo contrario alle regole di un patrimonio affidato, come l’impiego non
dichiarato di manodopera subordinata all’autore per suoi scopi privati o a
favore di un’altra ditta (DTF 81 IV 280 seg.), il mancato incasso di tasse
dovute e pagabili da parte di un segretario comunale (DTF 81 IV 232), la
trascuranza volontaria della promozione della vendita dei prodotti in un chiosco
(DTF 86 IV 15), la conclusione di contratti per proprio conto o a favore di
terzi concorrenti invece che per conto del proprietario della ditta per la
quale l’autore lavora (DTF 105 IV 313 consid. 3; DTF 80 IV 243, 248), la
deviazione da parte del gerente di una filiale di guadagni spettanti alla casa
madre sui conti di una ditta da lui controllata (DTF 109 IV 112 seg., consid.
2a), l’accettazione di tangenti in cambio di un comportamento che nuoce agli
interessi patrimoniali del committente (DTF 129 IV 124, consid. 4.1.),
l’effettuazione di una serie di investimenti speculativi contrari agli
interessi ed alle istruzioni dei clienti (DTF 120 IV 190, consid. 2b).
Il reato è consumato solo se vi è un pregiudizio economico a danno
di una terza persona (DTF 120 IV 190 consid. 2b). È il caso quando ci si trova
di fronte ad una vera lesione del patrimonio, vale a dire ad una diminuzione
dell’attivo, ad un aumento dei passivi, ad una mancata diminuzione del passivo
o ad un mancato aumento dell’attivo, oppure ancora ad una messa in pericolo
dell’attivo, tale da avere per effetto una diminuzione del suo valore dal punto
di vista economico (STF 6B_223/2011 del 13 gennaio 2011, consid. 3.3.3 e
6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 4.1).
Un pregiudizio temporaneo è sufficiente (DTF 121 IV 104 consid.
2c).
qualità di gestori
16.1. In concreto, alla luce
di quanto accertato al considerando 14.1, emerge chiaramente che AP 1 e IM 1
agivano quali organi di amministrazione di ______: erano, infatti, loro a
occuparsi della gestione effettiva dell’attività e dell’organizzazione interna,
così come della rappresentanza verso l’esterno.
Che AP 1, nella sua qualità di direttore con diritto di firma
individuale avesse un potere di disposizione autonomo sul patrimonio dell’associazione
è pacifico. Così come non ha da essere argomentato per spiegare che egli, in
virtù dell’obbligo previsto dalla legge secondo cui i membri della direzione
hanno il dovere di curare gli interessi dell’associazione (art. 69 CC), aveva
una posizione di garante nei confronti di ______ (cfr., al riguardo,
Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, ad art. 158,
n. 6; cfr., anche, DTF 122 IV 279 e 105 IV 110). Ragione per cui, l’apodittica
tesi difensiva secondo cui “l’imputato non ha violato un dovere di gestione
che peraltro non aveva” (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 20) non
regge.
Non va diversamente per IM 1. Ella ha agito, infatti, sia negli
affari interni all’associazione che nella sua rappresentanza verso terzi, come
organo di fatto di ______ e il suo diritto di disporre sui conti bancari
intestati all’associazione è indicativo dell’autonomia di cui godeva sul
patrimonio della medesima (cfr. Basler Kommentar, 3a edizione, ad art. 158, n.
19-20). Pure indicativo della sua autonomia è la libertà di cui godeva
nell’organizzazione della propria attività (cfr. BK, op. cit., ad art. 158, n.
20; DTF 102 IV 90), tanto che è stata lei a occuparsi dell’assunzione della sua
assistente __________, sottoponendole il contratto di lavoro, discutendo con
lei le condizioni durante il colloquio e spiegandole quali sarebbero stati i
suoi compiti (VI SG 16.8.2016 __________, pag. 4, AI 20 inc. MP __________).
Non è, perciò, condivisibile la tesi difensiva
(e quella sostenuta, abbondanzialmente, dai primi giudici per sostenere il
proscioglimento dell’imputata) secondo cui l’art. 158 CP non può trovare applicazione poiché IM 1 avrebbe agito -
sempre e solo - seguendo le istruzioni di AP 1, senza disporre di alcuna
autonomia.
Intanto, se è ben vero che l’imputata
ha, da un lato, sostenuto di essere subordinata a AP 1 al punto da non avere
alcuna autonomia, d’altro lato non ha esitato ad affermare che la gestione di __________
era nelle sue mani e in quelle dell’imputato, che le altre persone non erano
mai state operative in seno a __________ per cui “è corretto dire che tutto
era gestito da me e da AP 1” (VI PP 6.6.2018, pag. 6, AI 253 inc. __________;
cfr., anche, VI SG 25.8.2016, pag. 8 e 10, AI 40 a inc. MP __________). La
perentorietà di queste sue allegazioni è in urto con la pretesa subordinazione:
difficile credere che chi, realmente, riveste un ruolo subalterno, si esprima
in questi termini.
Né risultano credibili le dichiarazioni
rese, in proposito, dall’imputato: non solo o non tanto perché esse sono manifestamente
volte a minimizzare le responsabilità dell’allora compagna, ma anche perché la
sua generale credibilità risulta compromessa, posto come egli in sede
d’inchiesta e, ancora, ai dibattimenti di primo e secondo grado abbia
raccontato di tutto e di più, arrivando (persino) a sostenere che le
formulazioni “Entrambe le Università” rispettivamente
“Cooperazione interuniversitaria” nell’accordo con __________ erano
frutto di “un errore di battitura” (cfr. verb. int. al dibattimento di
primo grado, pag. 9, classificatore n. 3 dei doc. TPC). A ciò va aggiunto che AP
1 si è, pure, contraddetto, poiché se, da un lato, ha relativizzato l’autonomia
di cui IM 1 avrebbe goduto, d’altro lato ha affermato che era stata lei,
unitamente __________, a redigere in italiano, prima, e tradurre, poi,
l’accordo con __________ (cfr. VI PP 5.6.2018, pag. 10, AI 252 inc. MP __________):
un accordo che, per ammissione dell’imputato, era a dir poco, fondamentale per __________,
poiché da esso dipendeva, in sostanza, l’attività dell’associazione.
Ma, soprattutto, l’argomentazione
difensiva si scontra con le risultanze in atti e, in particolare, con le
dichiarazioni - unanimi - di studenti, docenti e dipendenti che hanno,
chiaramente, detto che la gestione di ______ era nelle mani dei due imputati,
senza descrivere un rapporto di subordinazione tra i due, bensì illustrando i
rispettivi ruoli, nella sostanza, alla pari: tanto che entrambi gli imputati,
alla medesima stregua, erano collocati “in cima alla piramide” nella gerarchia
di ______ (cfr. dichiarazioni di __________ e __________ già citate al consid.
14.1). Particolarmente rilevanti appaiono, poi, le dichiarazioni di __________,
braccio destro di IM 1, secondo cui l’imputata era, per tutti quanti, il
riferimento per quanto concerneva i pagamenti.
In conclusione, è evidente che
l’ampiezza dei poteri in capo a AP 1 e IM 1 li qualificava come amministratori
ai sensi dell’art. 158 CP.
correità
16.2.
Questa Corte condivide l’opinione del PP secondo cui i due imputati hanno
agito di concerto e con uno stesso obiettivo e che, quindi, IM 1 abbia, nei
fatti, la stessa responsabilità di AP 1. IM 1 ha avuto, dall’inizio alla fine,
un ruolo da protagonista nell’amministrazione del patrimonio di __________. Che
i due imputati agissero con una comune volontà e per un fine comune emerge
proprio dal fatto che si è trattato, dall’inizio alla fine, di un’azione
portata avanti in due in modo concorde, in sintesi secondo quello che può
essere definito un piano comune anche se non esplicitato a parole. Ne deriva
l’accertamento secondo cui i due sono correi nello stesso reato (cfr. DTF 135 IV 152 consid. 2.3.1; 130 IV 58 consid. 9.2.1;
126 IV 84 consid. 2c/aa; 125 IV 134 consid. 3a; 120 IV 17 consid. 2d; 120 IV 136 consid. 2b; 120
IV 265 consid. 2c/aa; STF 6B_587/2012 del 22.7.2013 consid. 2.2;
6B_45/2013 del 18.7.2013 consid. 1.3.5;6B_527/2011 del 22.12.2011 consid. 2.1;
6B_758/2009 del 6.11.2009 consid. 2.4;6B_890/2008 del
6.4.2009 consid. 3.1;6S.307/2003 del 9.10.2003 consid. 3.1;6S.283/2002
del 26.11.2002 consid. 4.1; sentenza CARP 17.2011.11 del 9.6.2011
consid. 3.2).
violazione dei doveri nell’amministrare il patrimonio altrui
16.3. È pacifico che AP 1 e IM
1, destinando - come hanno fatto - dei fondi di pertinenza di ______ a scopi personali, rispettivamente a scopi
estranei all’istituto, hanno disatteso i doveri che derivavano dalla loro
funzione di amministratori e che consistevano, molto semplicemente, nella
tutela degli interessi dell’associazione. Essi hanno usato i conti di __________
alla stregua di un proprio salvadanaio: ne sono la prova le causali di molti
pagamenti (dai negozi di moda di IM 1, alla vacanza con la famiglia di AP 1),
ma, soprattutto, ne è una prova - inconfutabile - il fatto che nessuno dei due
ha tenuto un conteggio, anche solo approssimativo, di quanto prelevato per
scopi personali e che nessuno dei due avesse contezza, anche solo
sommariamente, dell’ammontare degli stipendi arretrati.
danneggiamento del patrimonio amministrato
16.4. Dato è, anche, il pregiudizio
economico a danno di ______ il cui patrimonio,
a seguito dell’agire dei suoi amministratori (che lo hanno, in parte, destinato
per scopi personali, comunque per scopi estranei all’associazione), ha subìto
una diminuzione considerevole (poco meno di 1 mio di fr., cfr. consid. 14.8).
Al dibattimento d’appello il difensore di AP 1 ha, sostenuto che
non si possono considerare come destinati a scopi estranei a quelli
dell’associazione - e, quindi, come danno causato - i fondi di cui non è stato
possibile accertare l’effettiva destinazione.
L’argomentazione (che si riferisce ai soldi prelevati a contanti)
cade nel vuoto poiché, in concreto, non ci sono fondi la cui destinazione
non è stata accertata nella misura in cui è evidente che l’impossibilità
dei due imputati di indicare una destinazione ai prelevamenti da loro
effettuati a contanti (fr 1'454'989.98) è, appunto, inequivocabilmente
indicativa del loro utilizzo per interessi privati personali o di terzi
(comunque, non nell’interesse della società che dovevano gestire).
Non ha da essere spiegato che l’evidente anomalia delle modalità
di prelevamento - una corretta gestione societaria esclude, infatti, il
principio del prelevamento a contanti di cospicui importi - impone, per chi le
utilizza su conti societari (o di terzi), l’obbligo inderogabile di
giustificarne, prima, la necessità e, poi, di provare che il denaro prelevato a
contanti è stato usato nell’interesse della società (o del terzo) titolare del
conto. I due imputati non hanno saputo, per i fondi di cui trattasi, far fronte
a tale obbligo. O, per meglio dire, hanno tentato di farvi fronte (almeno in
parte) con documentazione falsa appositamente creata, con indicazioni
palesemente menzognere o con altri artifici di analoga natura (cfr. supra,
consid. 14.3). Ciò che è ulteriormente indicativo, nel senso che supporta e
blinda l’accertamento che già si deriva dall’impossibilità dei due imputati di
dare le giustificazioni che si imponevano avuto riguardo alle anomale modalità
di prelievo messe in atto sui conti intestati alla __________.
Non va, poi, dimenticato che, come già evidenziato (cfr. consid.
14.3), non solo sono stati gli stessi imputati a procedere alla ricostruzione
di cui trattasi, ma che lo hanno fatto in piena autonomia e libertà e avendo
accesso a tutta la documentazione possibile, che i due hanno potuto esprimersi
più che esaurientemente in diversi interrogatori sui correttivi apportati a
questo lavoro di ricostruzione dalla Sezione reati economici e finanziari della
polizia giudiziaria e, infine, che il metodo di ricostruzione non è mai stato
contestato. In queste circostanze - avuto, poi, riguardo, al generale contesto
in cui i due (che erano i deus ex machina della __________ e da cui tutto
dipendeva) si muovevano che era caratterizzato da un loro costante e disinvolto
uso dei soldi della società come se si trattasse di loro soldi privati - la
citata impossibilità giustificativa non può che avere, come conseguenza,
l’accertamento secondo cui tali soldi sono stati usati per scopi che con la __________
nulla avevano a che fare.
Da tutto ciò deriva, dunque, che, in concreto, tutto quanto
necessario è stato oggetto di un positivo accertamento.
intenzionalità di arrecare un danno al patrimonio amministrato
16.5. Entrambi gli appellanti
sostengono di non avere mai avuto l’intenzione di danneggiare il patrimonio di __________.
16.5.1. Dal profilo soggettivo,
l’art. 158 cifra 1 CP implica che l’autore, in modo consapevole, mancando ai
propri doveri nell’amministrare il patrimonio altrui o nel sorvegliarne la
gestione, voglia arrecare pregiudizio agli interessi pecuniari della vittima o
permettere che essi siano violati (Donatsch, Strafrecht III, Delikte gegen
Einzelnen, 10 ed., Zurigo 2013, § 30, n. 1.2). Egli deve avere intenzionalmente
cagionato il danno oppure omesso di evitarne la produzione (DTF 86 IV 12
seg./JdT 1960 IV 76 seg.). Il dolo eventuale è sufficiente nella misura in cui
l’autore prenda in seria considerazione l’avverarsi del risultato ed acconsenta
alla prospettiva che si verifichi (DTF 123 IV 23/JdT 1998 IV 150; 120 IV 193;
86 IV 11/JdT 1960 IV 66; Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht,
BT I: Straftaten gegen Individualinteressen, 7 ed., Berna 2010, § 19 N. 18;
Donatsch, op. cit., § 30, n. 1.2; Trechsel/Pieth, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2 ed., Zurigo 2013, ad art. 158 n. 14).
16.5.2. È evidente che sia IM 1
che AP 1 hanno agito consapevolmente, ben sapendo di arrecare pregiudizio a __________
e volendolo fare. Non è serio, infatti, pretendere che essi non si rendevano
conto che, utilizzando i fondi di __________ alla stregua di un loro
salvadanaio, avrebbero arrecato un danno all’associazione.
16.6. Gli imputati vanno,
quindi, riconosciuti autori colpevoli del reato di amministrazione infedele
qualificata ai danni di __________ (punto 1.1 dell’AA). L’appello del PP su
questo punto, è perciò accolto.
Cattiva gestione di __________
17. I
primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di cattiva gestione
(ripetuta). Agli imputati è stato rimproverato di avere, a causa di
un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave negligenza
nell’amministrazione dei suoi beni, cagionato, rispettivamente aggravato,
l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di __________ (il cui fallimento è
stato dichiarato l’1.9.2016).
AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.
18. In concreto, non c’è
dubbio che, violando crassamente il suo dovere di amministrazione, in
particolare attingendo al patrimonio di __________ per scopi personali
(comunque estranei all’associazione) quasi si trattasse del proprio portamonete
(senza, peraltro, tenere alcun conteggio delle spese personali sostenute), AP 1
ha commesso una grave negligenza che denota una chiara mancanza di
responsabilità nella gestione (cfr. Donatsch, Strafrecht III, 10a ed. 2013,
pag. 355; Wermeille, La diminution effective de l’actif au préjudice des
créanciers et la gestion fautive, in: RPS 117/1999 pag. 385; Corboz, Les
infractions en droit suisse, Vol. I, 3a ed. 2010, pag. 522 n. 21-22 con rif. A
DTF 115 IV 41 consid. 2).
Pure pacifico che __________ non era dotato di un capitale
minimamente sufficiente: si sa (per ammissione di IM 1) che l’unico
finanziamento su cui l’istituto ha potuto contare all’inizio della sua attività
è il prestito di fr. 50'000. -/60'000. - concessole dalla __________
(operazione che, pure, suscita perplessità nella misura in cui, come visto, __________
lavorava solo per __________), tanto che ai fornitori era stato chiesto di
pazientare per ottenere il pagamento delle loro fatture fintanto che gli
studenti non avrebbero iniziato a versare le rette. Che a fronte dei progetti,
a dir poco ambiziosi, che gli imputati avevano per ______si
trattava di un capitale insufficiente, è manifesto.
Entrambe le condotte rimproverate sono di natura tale per cui può
essere pacificamente ritenuto che esse, secondo il corso ordinario delle cose e
l'esperienza generale della vita, pur senza esserne state le uniche o la causa
diretta, hanno causato il dissesto dell’associazione o, quantomeno, lo hanno
favorito (STF 6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1; 6B 949/2014 del 6.3.2017
consid. 4).
Dal profilo soggettivo va rilevato quanto segue.
In ordine alla dotazione insufficiente di capitale, l’imputato non
poteva non sapere che gli ambiziosi progetti di __________ - che non solo si
proponeva come un istituto universitario ma offriva agli studenti un numero
impressionante di facoltà - non sarebbero potuti minimamente decollare con il
solo prestito di alcune migliaia di franchi ottenuto da __________. La
sproporzione tra il fine che l’associazione si prefiggeva e l’effettivo
capitale che aveva a disposizione era talmente crassa che la probabilità di un
sovra indebitamento, rispettivamente dell’insolvenza di __________, era
estremamente alta (per non dire certa) e, quindi, tale da imporsi all’imputato
che, agendo cionondimeno come ha agito, ha accettato che sovra indebitamento e
insolvenza potessero effettivamente realizzarsi (STF 6B_662/2011 del 19 luglio
2012 consid. 4.1;6B_806/2011 del 16 luglio 2012 consid. 2.1;6B_782/2010 del
23 giugno 2011 consid. 3.2.1;6B_621/2010 del 20 maggio 2011 che conferma la
sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.c; STF 6B_996/2009 del
15 marzo 2010 consid. 1.2; DTF 135 IV 12 consid. 2.3.3; 134 IV 26 consid. 3.2.2
e rinvii; 133 IV 1 consid. 4.1).
In ordine alla grave negligenza nell’amministrazione dei beni di __________,
l’imputato non poteva non sapere che attingere a piene mani e reiteratamente
dal patrimonio di __________ (oltretutto senza tenere un conteggio anche solo
sommario e approssimativo dei rapporti di dare e avere con l’associazione) era
un comportamento idoneo a produrre un sovra indebitamento rispettivamente
l’insolvenza (6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1;6B_949/2014 del 6.3.2017
consid. 4).
Ne consegue che AP 1 ha agito con dolo eventuale.
La difesa ha preteso che non essendoci una contabilità, l’imputato
“non poteva accorgersi della situazione debitoria dell’associazione” (verb.
dib. di primo grado, pag. 21).
L’argomento non ha pregio.
Intanto, l’omissione della contabilità è da imputare
all’appellante, il quale risponde, anche, per tale reato che, peraltro, non ha
contestato in appello. Sia come sia, anche in assenza di una contabilità, non
vi è chi non veda e capisca che assumendo un comportamento come quello che ha
tenuto l’imputato (che ha attinto a piene mani per i suoi scopi personali per
un importo di poco inferiore al milione), il rischio di un sovra indebitamento,
rispettivamente di un’insolvenza, sia estremamente elevato.
Essendo pacificamente realizzati i presupposti oggettivi e
soggettivi del reato, AP 1 è riconosciuto autore colpevole del reato di cattiva
gestione per avere, nelle modalità descritte, peggiorando la posizione
debitoria di ______ di almeno fr 917'043.21.
(cfr. consid 14.8).
Su questo punto il suo appello è, pertanto, respinto.
l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________
19. Al punto 1.2. dell’AA,
agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________
per complessivi fr. 94'574.94 destinando tale importo a scopi personali,
comunque estranei alla società, agendo, in parte, in correità con IM 2 (che,
quale gerente della società, si era disinteressato della sua gestione
limitandosi a eseguire quanto da loro richiesto) al quale facevano compiere
numerosi prelevamenti a contanti, rispettivamente dei bonifici a favore di AP 1
attingendo dai conti della società.
AP 1 contesta il dispositivo 1.2. della sentenza di primo grado
con cui i primi giudici lo hanno riconosciuto autore colpevole di questo reato
(riducendo l’importo del danno a fr. 78'905.98).
Si ricorda, qui, che l’assoluzione di IM 1 da tale reato - non
impugnata dalla PP - è passata in giudicato.
20.
Dagli atti emerge quanto segue.
20.1.a. La __________ si voleva,
come detto (cfr. consid. 4c), attiva nel campo della formazione superiore,
universitaria e postuniversitaria (cfr. scopo sociale a RC). Di fatto, quando a
seguito delle vicissitudini di ______
l’attività di quest’ultimo istituto si era arenata, gli imputati hanno
continuato a fare quello che facevano con ______
nella __________.
Indicative, al riguardo, le dichiarazioni di IM 2:
“ADR che a quel momento AP 1 mi aveva detto che
quest’attività [ndr: di ______] aveva dovuto essere chiusa in quanto in Ticino vi
era stata una modifica di legge che non gli permetteva più di continuare. Per
questo voleva trasferire tutto in Vallese, costituendo una nuova società e
quindi era alla ricerca di qualcuno che abitasse in quel Cantone e che potesse
fare da gerente. Successivamente, anziché costituire una nuova società, mi è
stato detto che sarebbe stata trasferita una società già esistente, che già era
attiva nell’ambito della formazione e meglio la __________” (VI PP 14.12.2017,
pag. 2, AI 47 inc. MP __________).
È __________ a spiegare che:
“ho creato io la scuola __________
con mio figlio __________. ADR che __________, mi sembra, è poi
diventata __________ a fine 2015 […] avevamo fatto tutti i passi che ritenevamo
necessari per poter ottenere l’accreditamento, che c’è stato negato due volte.
[…] A questo punto io ho quindi deciso di non più acquisire nuovi studenti,
bensì di chiudere l’attività portando fino alla conclusione degli studi quelli
che avevano deciso di rimanere. In pratica a fine 2016 __________ avrebbe
dovuto chiudere, salvo che poi sono intervenuti AP 1 e IM 1 […] AP 1 mi aveva
spiegato che aveva ancora degli studenti che dovevano completare la formazione
[ndr. studenti di ______] e quindi mi ha chiesto se ero disposto ad avviare
un’attività didattica nell’ambito sanitario con __________. Essendo questo
anche il mio ambito, essendo io fisioterapista, gli ho detto che se ne poteva
discutere. È quindi nata la nostra collaborazione nell’ambito di __________”
(VI PP 16.1.2018, pag. 3, AI 95 inc. MP __________).
b. La società ha avuto
diverse persone che si sono avvicendate nel ruolo di gerente: prima IM 2 (con
firma individuale) e IM 3 (con firma collettiva a due), poi soltanto IM 2, a
seguire PC 2 e, per finire, IM 1 (cfr. consid. 4b).
Gli imputati figuravano quali dipendenti di _____.
c. Che, nonostante
l’avvicendamento in seno alla società, la sua gestione
fosse, in massima parte, nelle mani di AP 1 è proprio quest’ultimo a
dichiararlo, nella misura in cui, rispondendo al presidente della Corte di
prime cure, ha affermato che:
“Decidevo io cosa bisognava
pagare. Facevo mandare le fatture
all’amministratore che eseguiva i pagamenti” (allegato 1 a verb. dib. di primo
grado, pag. 6; sott. del red.).
Anche in corso d’inchiesta egli si è espresso in termini del tutto
analoghi, spiegando, ad esempio, che:
“Solitamente i pagamenti
venivano effettuati su mia richiesta.
ADR che io mi occupavo di tutto quello che erano le relazioni esterne
all’università e quindi anche quello che era il pagamento dei viaggi degli
studenti e pernottamenti. In pratica io chiedevo al gerente di pagare le
fatture dell’agenzia viaggi. ADR che tutto questo lo faccio da gennaio
2017” (VI PP 11.12.2017, pag. 4, AI 30 inc. MP __________; sott. del red.).
d. In linea con le
dichiarazioni dell’imputato ci sono, poi, quelle di __________, IM 2 e PC 2.
d.1. __________ (che ha
ricoperto la carica di gerente da novembre 2016 a gennaio 2017), si è rivolto
con parole durissime all’imputato per come quest’ultimo aveva gestito la __________
Parole dalle quali emerge, con evidenza, che AP 1 era il deus ex machina della
società:
“dormi! che il sonno ti porta
consiglio. trova i soldi e paga i creditori compreso il sottoscritto. Ti ho
consegnato una società senza debiti, lo si vede dai bilanci che hai voluto
vedere compreso il certificato rilasciato dall’ufficio fallimenti. Non giocare,
agisci. Recupera gli ammanchi e consenti di proseguire l’attività. Tutto il
resto ti serve per fare scena gettando discredito sugli altri. Continua a
fare “il capo” e dimostra che ce li hai…” (cfr. email 27.7.2017 ore 0:21 da
__________ a AP 1, allegato doc. 3 a VI PP 16.1.2018 __________, AI 95 inc. MP __________;
sott. del red.).
d.2. IM 2 (che ha ricoperto
la carica di gerente da gennaio a giugno 2017) ha riferito che era AP 1 a
dirgli cosa fare:
“ADR che per quanto concerne la mia attività mi occupavo
del pagamento delle fatture, di allestire la contabilità e di svolgere tutti
quei compiti che mi venivano richiesti da AP 1. […] ADR che
solitamente era sempre AP 1 a dirmi quanto andava fatto” (VI PP 9.1.2018,
pag. 5, AI 83 inc. MP __________; sott. del red.);
ADR che io non prendevo decisioni in __________ circa
l’attività della stessa. L’unica
volta che ho preso una decisione è stato quando nel febbraio 2017 ho mandato
una lettera di licenziamento a tutti, in quanto mi era chiaro che la società
non avrebbe potuto sopravvivere con la gestione che vi era in atto. ADR che
in effetti la società aveva salari troppo elevati e le entrate erano state
inferiori rispetto a quello che avrebbero dovuto essere” (VI PP 14.12.2017,
pag. 3, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.).
Egli ha, anche, spiegato che era stato AP 1 a imporre l’ammontare
del proprio stipendio, rispettivamente a pretendere che gli venissero versati
degli importi che, a suo dire, costituivano dei rimborsi spese:
“ADR che AP 1 e IM 1 avevano imposto per loro un
salario netto di fr. 6'000. - [ndr.: poi ridotto da IM 2 in un secondo tempo]
[…] ADR che il rimborso
spese gli [ndr. A AP 1] veniva alcune volte pagato quando presentava delle
fatture, poiché faceva pressioni per ottenere questi importi” (VI PP
14.12.2017, pag. 3-4, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.);
io venivo stressato da AP 1 il
quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi. Voglio pure precisare che spesso le fatture
venivano da lui consegnate dopo che gli erano già stati consegnati gli importi.
ADR che gli era pure stato detto che così come le aveva presentate le
fatture non andavano bene in quanto non indicavano quale attività lo stesso
avesse svolto” (VI PP 9.1.2018, pag. 5, AI 83 inc. MP __________ sott. del
red.).
d.3. PC 2 (gerente da
giugno a settembre 2017) ha, in sostanza, affermato di non aver svolto alcuna
attività per la società:
“ADR che io sono stato nominato gerente della società __________.
Il medesimo giorno rientrando dal Vallese unitamente a AP 1 IM 1 e PC 1,
abbiamo avuto un incidente stradale. Io sono rimasto ricoverato circa un mese e
fino a quel momento in pratica non ho avuto modo di verificare nulla. Una volta
ristabilitomi, ho avuto la possibilità di visionare l’estratto bancario del
conto presso __________ della __________, estratto che mi ero fatto inviare
direttamente dalla banca in quanto non riuscivo ad ottenerlo da AP 1. A quel
momento ho potuto vedere che sul conto non c’era praticamente più nulla e
questo nonostante tutto il denaro versato dai vari studenti quale retta.
[…] Una volta verificata la
documentazione bancaria, mi sono subito reso conto che qualcosa non andava. Ho
quindi deciso di rassegnare le dimissioni.
[…] ADR che io ho inviato le
mie dimissioni per iscritto, senza informare AP 1. Ho avuto però modo di
parlare con IM 3 e IM 2, i quali a quel momento mi avevano spiegato che IM 1 e AP
1 partivano da __________ per andare a prendere i soldi a __________ In pratica
loro si incontravano con IM 2 e lo portavano in banca affinché quest’ultimo
effettuasse i prelevamenti” (VI PP 25.10.2017, pag. 3-4, AI 3 inc. MP __________.
PC 2, unitamente a PC 1 (quest’ultimo gerente della __________,
società per il 51% di proprietà di AP 1 che deteneva, a sua volta, la ____________________
ha, poi, sporto denuncia nei confronti degli imputati per una serie di reati
patrimoniali ai danni di __________
d.4. In aggiunta a quanto
precede, va rilevato che AP 1 ha avuto, a partire da un certo momento, procura
con firma individuale sui conti aperti in __________ e presso __________
intestati alla __________cfr. documentazione bancaria in classificatore 1/1
“Esiti OPS 25.10.2017).
d.5. In sunto, dagli atti
emerge che era AP 1 a decidere della gestione di __________: era lui a dire a IM
2 cosa doveva fare, era lui a decidere quali fatture andavano pagate ed era,
sempre, lui a chiedergli con insistenza dei soldi. Per quanto, qui, d’interesse
va rilevato che il procedimento penale nei confronti di IM 2 (eIM 3) è stato
disgiunto dal presente procedimento con decisione 16.7.2018 (AI 283).
L’argomento difensivo secondo cui l’imputato andrebbe prosciolto
poiché non aveva diritto di firma per la società, quindi, non regge: egli,
peraltro per sua ammissione, ha, infatti, sempre agito quale amministratore di
fatto della società.
Nemmeno regge la tesi con cui si pretende che nulla avrebbe
impedito a IM 2 di dire di no: non solo per la manifesta insistenza, anzi,
pressione che AP 1 esercitava su di lui, ma anche a fronte del fatto che, come
rettamente rilevato dalla pubblica accusa, la scelta di IM 2 da parte
dell’imputato non può, certo, dirsi casualeIM 2, disoccupato, bisognoso di
guadagnare qualcosa e senza esperienza era, sicuramente, la persona ideale da
manipolare.
20.2. Dall’analisi dei conti
intestati a __________, per quanto concerne l’imputato, sono emersi:
- pagamenti
a suo favore a fronte di 7 fatture emesse da lui per complessivi fr. 52'154.25,
- consegne
a contanti per anticipi spese in ragione di fr. 12'200,
- consegne
a contanti a lui senza alcun riferimento per complessivi fr. 18'139.44,
- pagamenti
all’associazione __________ per complessivi fr. 19'512.42,
- consegne
a contanti per fondo cassa fr. 13'000. -,
- pagamenti
per costi di ______in ragione di fr. 2'668.96.
a. Per gli importi
ottenuti mediante presentazione di sue fatture personali, AP 1 ha dato, in
corso d’inchiesta, giustificazioni diverse:
-
in un primo tempo ha preteso che si trattava di importi incassati a
fronte di prestazioni precise e puntuali che lui faceva per __________ e che,
poi, provvedeva a fatturare alla società (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 8 e segg.,
AI 106 inc. MP __________;
- in
un secondo tempo, egli ha, invece, sostenuto che gli importi da lui incassati
erano da ricondurre a un accordo (verbale) tra lui e IM 3 (di cui solo loro due
erano a conoscenza) secondo cui egli doveva ricevere il 15% dell’introito
complessivo delle rette pagate dagli studenti e fr. 40'000. - per l’apporto di
materiale (che a suo dire era del valore di fr. 60'000. -), per cui “complessivamente
avrei quindi ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018.,
pag. 2, AI 114 inc. __________).
Un cambio di versione la cui tempistica, è da sola significativa:
“Inizialmente vorrei fare delle
precisazioni in merito al mio ultimo verbale, in particolar modo ai motivi per
cui la __________ mi ha versato complessivamente 135'000. - franchi nel periodo
dicembre 2016-maggio 2017. Non so per quale motivo, ma l’ultima volta sono
andato nel pallone e non ho indicato che le motivazioni sono molto semplici.
Con IM 3 avevamo stabilito, già nell’ottobre 2016, che io avrei ottenuto il 15%
dell’introito complessivo relativo alle rette che avrebbero pagato gli
studenti, nonché un importo di 40'000. - franchi per l’apporto di materiale […]
quindi avrei ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018., pag. 2,
AI 114 inc. MP __________
In altre parole: messo alle strette dalla PP che gli chiedeva di
giustificare 135'000. - fr. ricevuti da __________ sull’arco di soli cinque
mesi (dal 19.12.2016 al 23.5.2017) per una media mensile di 27'000. - fr., e,
quindi, in evidente difficoltà (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 3, AI 106 inc. MP __________),
l’imputato - nel successivo interrogatorio - ha fatto uscire dal cilindro un
accordo di cui mai, prima, aveva parlato.
Nell’apprendere quanto sostenuto dall’imputato, IM 3 si è detto “allibito”:
“Sono allibito. Io non ho mai
discusso una cosa del genere con AP 1. ADR che nemmeno avevo la facoltà
di decidere una cosa del genere, considerato che a quel momento nemmeno
detenevo le quote sociali, né direttamente né a titolo fiduciario” (VI PP
21.2.2018, pag. 4, AI 143 inc. MP __________).
Alla luce di questo cambio di versione non si può dare credito
all’imputato che, nella prima come nella seconda versione, ha, comunque,
preteso che i soldi ricevuti gli fossero dovuti in virtù della sua attività per
__________ se realmente quegli importi avessero avuto una causale seria e
reale, non si vede perché l’imputato, nello spazio di una decina di giorni,
abbia raccontato di tutto e di più per giustificarli, contraddicendosi
manifestamente. Tanto più che si trattava di somme ricevute meno di un anno
prima, per cui il ricordo doveva essere, ancora, piuttosto nitido.
Del resto, gli importi in questione erano, quasi sempre (con una
sola eccezione), delle cifre “belle tonde” (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________),
ciò che appare alquanto strano se, effettivamente, si fosse trattato del
pagamento di prestazioni concrete e puntuali fatte per la società o della
percentuale del 15% sulle rette versate dagli studenti. Inoltre, per
quanto riguarda le fatture prodotte dall’imputato a sostegno di
sue prestazioni per __________ la loro pretestuosità è evidente già solo perché
esse non indicavano, mai, l’attività effettivamente svolta (cfr. VI PP
21.2.2018 IM 3, pag. 5 e VI PP 9.1.2018 IM 2, pag. 5, AI 143 rispettivamente 83
inc. MP __________).
Non solo: AP 1, alla PP che gli chiedeva come avesse usato
l’importo complessivo ricevuto da __________, ha affermato di averlo speso
tutto per pagare sue spese e suoi debiti personali (cfr. VI PP 19.1.2018, pag.
3, AI 106 inc. MP __________). Egli aveva, quindi, bisogno di quei
soldi, tanto che faceva pressione nei confronti di IM 2 per ottenerli:
“io venivo stressato da AP 1, il
quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi” (VI PP 9.1.2018, pag. 5,
AI 83 inc. MP __________
Al punto che IM 2, alla PP che gli chiedeva il motivo per cui, in
qualità di gerente di __________, aveva dato seguito al pagamento delle fatture
presentate da AP 1, considerato che l’imputato era dipendente al 100% della
società, ha affermato:
“perché ero obbligato. ADR che
con questo intendo dire che Vincenzo AP 1i chiamava dicendomi che le fatture
andavano pagate. Se io mi rifiutavo lui mi richiamava e capitava che venisse anche
in Vallese. ADR che io mi sentivo sotto pressione” (VI PP 21.2.2018,
pag. 3, AI 145 inc. MP __________).
b. Per i contanti
ricevuti (complessivi fr. 31'139.44 per i quali egli, sul giustificativo
bancario, ha firmato in segno di ricevuta), AP 1 non ha saputo fornire nessuna
spiegazione affermando, in sostanza, di non ricordarsi di averli ricevuti
(senza, tuttavia, escluderlo) e che, comunque, “ci dovrebbero essere
tutti i giustificativi” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 6 e segg., AI 106 inc.
MP __________; sott. del red.). Detto che dalla ricostruzione della polizia
sezione reati economico-finanziari emerge che i giustificativi a sostegno di
presunte spese legate a __________ che l’imputato avrebbe pagato non ci sono
(cfr. allegato 16 a AI 260 in cui tali prelevamenti vengono classificati come
“non giustificati”), forza è concludere che AP 1 ha preso per sé questi importi
e li ha spesi, unitamente agli altri importi ricevuti da __________ per pagare
sue spese e suoi debiti personali (come del resto da lui dichiarato).
c. Sulle fatture
dell’associazione __________ (che ha ricevuto, complessivamente, 19'512.42
fr.), l’imputato ha raccontato di tutto e di più.
Ricordato che egli era presidente dell’associazione e che, per sua
ammissione, la medesima si occupava di “organizzare gite in Vaticano” (cfr.
VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________, AP 1 ha affermato che:
- quanto
pagato a __________ era da ricondurre a prestazioni di reclutamento che
quest’ultima aveva fatto per ______senza mai
fatturargliele (cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________);
- __________
aveva “preso il posto” della __________ nel reclutamento degli studenti
perché “la __________ non aveva più ragione di esistere e questo perché era
stata coinvolta nella questione __________” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 4,
AI 106 inc. MP __________) lasciando, quindi, intendere che avrebbe reclutato
studenti per ______ e contraddicendo, così, le sue precedenti dichiarazioni
secondo cui avrebbe, invece, fatturato le sue prestazioni fatte per __________
a __________;
- egli
lavorava per __________ e gli importi versati a tale associazione erano da
ricondurre al suo lavoro per tentare di permettere agli studenti di ______ di proseguire gli studi presso __________
(cfr. AI 106, pag. 4, inc. MP __________;
- aveva,
in realtà, usato il conto dell’__________ “in quanto il mio conto era posto
sotto sequestro. Quando poi ho avuto occasione di aprire un nuovo conto
personale e meglio quando sono stato assunto da __________, ho allestito le
fatture a mio nome” (cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 2, AI 114 inc. MP __________).
Come se non bastasse, l’imputato ha, poi, dichiarato che:
- era
stato lui a allestire le fatture per __________ (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________;
- non
sapeva spiegare il motivo per cui il codice fiscale indicato sulle fatture
risultava inesistente (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________);
- sulle
fatture non era indicato il conto sul quale effettuare il pagamento perché era
stato lui a comunicare gli estremi del conto a IM 3 (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP
__________);
- la
sede legale indicata sulle fatture corrispondeva al suo indirizzo di residenza
in __________ (cfr. AI 30, pag. 10 inc. MP __________).
La contraddittorietà delle argomentazioni addotte per giustificare
perché __________ avrebbe dovuto ricevere soldi da __________ è evidente. Ed è,
pure, evidente che - come in realtà ammesso dall’imputato - i soldi versati all’associazione
__________ erano destinati a lui. Detto che l’imputato non è stato in grado di
documentare il suo lavoro per __________ a sostegno delle fatture emesse da __________
e ricordate, ancora una volta, da un lato la sua comprovata attitudine a confondere
il patrimonio delle società che era chiamato a gestire con il proprio
portamonete e, d’altro lato, la sua generale inattendibilità, s’impone
concludere che anche i soldi pagati all’associazione Arcana sono finiti nelle
tasche dell’imputato senza alcuna giustificazione.
d. Ritenuto che i primi
giudici hanno prosciolto AP 1 dal reato di amministrazione infedele per quanto
concerne le consegne a contanti per “fondo cassa” (in totale fr. 13'000. -)
rispettivamente i pagamenti per costi di __________ (fr. 2'668.96), poiché “nella
visione più favorevole all’imputato, potevano ancora rientrare nell’attività e
nello scopo perseguiti da __________ e, di riflesso, nell’interesse degli
studenti e del patrimonio della società” (sentenza impugnata, 13.1.1, pag.
94) e in assenza dell’appello della PP, non occorre entrare nel merito di tali
operazioni.
20.3. Dall’analisi dei conti
di __________ da parte della polizia sezione reati economico-finanziari che, in
accordo col magistrato, ha considerato del tutto inattendibili le dichiarazioni
dell’imputato sul perché egli, rispettivamente sue società, avrebbero ricevuto
soldi da __________ è, quindi, emerso che AP 1, tenuto conto degli stipendi
percepiti, ha ricevuto complessivi fr. 129'675.07 da __________ (cfr. allegato
16 a AI 260 inc. MP __________ pag. 1) per cui, deducendo da questo importo gli
stipendi arretrati che ancora gli spettavano, cioè fr. 35'100.13 (cfr. allegato
16 a AI 260 inc. MP __________, pag. 2), egli aveva ricevuto fr. 94'574.94
senza alcuna giustificazione attinente la società (cfr. allegato 16 a AI 260
inc. MP __________ pag. 1).
Da tale importo, come indicato al precedente considerando, i primi
giudici - in applicazione del principio in dubio pro reo - hanno dedotto fr.
15'668.96 (pari a quanto servito per “rimpolpare” il fondo cassa della società
e quanto pagato a copertura di costi legati a ______),
giungendo a un totale di fr. 78'905.98 (corrispondente a quanto indebitamente
percepito dall’appellante).
20.4. In concreto, alla luce
di quanto accertato, emerge chiaramente che AP 1 agiva quale organo di
amministrazione di fatto della società __________: era lui a dire ai gerenti,
in particolare a IM 2 cosa andava fatto rispettivamente cosa andava pagato. Che
egli, facendosi pagare degli importi, rispettivamente facendosi consegnare
soldi a contanti senza alcuna giustificazione attinente all’attività della
società, abbia violato il suo dovere di amministrazione è, poi, pacifico. Così
come è pacifico che, con il suo agire, egli ha causato un danno alla società
quantificato in fr. 78'905.98. Per finire, l’appellante non poteva non rendersi
conto che, usando i fondi di __________ per scopi personali, comunque estranei
agli interessi della società, le avrebbe
arrecato un danno. Con il che il reato di amministrazione infedele è
realizzato, anche, dal profilo soggettivo.
20.5. AP
1 dev’essere, quindi, riconosciuto autore colpevole di amministrazione
infedele qualificata ai danni di __________ Il suo appello, su questo punto, è
perciò respinto.
la truffa ai danni della __________
21. I primi giudici hanno
ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa, commessa in correità, ai danni
della __________. Agli imputati è stato rimproverato di avere ingannato i
dipendenti della citata assicurazione fornendo loro, nell’ambito della
procedura conseguente a un sinistro che avevano subito, un dato falso in merito
al salario percepito, in particolare facendo loro credere di percepire uno
stipendio di fr. 8'500. - lordo invece di quello effettivo di fr. 6'018. -
lordi per l’imputato e di fr. 5'787. - lordi per l’imputata, inducendoli, così,
ad atti pregiudizievoli del patrimonio dell’assicurazione in ragione di
complessivi fr. 9'306.62.
AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.
21.1. In data 19 maggio 2017,
quando erano alle dipendenze della __________, gli imputati hanno avuto un
incidente della circolazione con conseguente incapacità al lavoro per alcuni mesi
(o presunta tale, almeno per l’imputato, visto che, secondo PC 2, egli aveva
continuato a lavorare). Nei relativi annunci di sinistro alla __________, AP 1
e IM 1 hanno notificato uno stipendio lordo mensile di fr. 8'500. - ciascuno
(cfr. annunci di sinistro in AI 26). Dagli atti emerge che gli stipendi, a quel
momento, erano, in realtà, inferiori:
- l’imputato
percepiva uno stipendio di fr. 6’1018 lordi rispettivamente di fr. 4'000.15
netti, e meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal
certificato di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC
1 e PC 2, AI 3 inc. MP __________);
- l’imputata
percepiva uno stipendio di fr. 5'787. - lordi rispettivamente 4'000.65 netti, e
meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal certificato
di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC 1 e PC 2, AI
3 inc. __________).
La questione è emersa a seguito dell’intervento di PC 2 che, non
avendo ricevuto documentazione da __________ riguardo al sinistro, ha preso
contatto con l’assicurazione e ha, così, saputo che gli imputati avevano
notificato uno stipendio superiore a quello effettivamente percepito a quel
momento (cfr. AI 26, verbale del colloquio 6.9.2017 tra __________ della __________
e PC 2/PC 1, posto che con contratto 28.2.2017 il loro stipendio era stato
ridotto. A ciò ha fatto seguito un colloquio tra __________ gli imputati, i
quali hanno preteso di percepire, realmente, fr. 8'500. - lordi, affermando di
non aver preso in considerazione il contratto di fine febbraio 2017 (col quale
il loro stipendio lordo era fissato in fr. 6'108. - rispettivamente in fr.
5'787. -) di cui, comunque, erano evidentemente a conoscenza, poiché in più
percepivano fr. 2'000. - come rimborso spese (cfr. verbale colloquio 13.9.2017,
pag. 5-6). Detto che sul contratto del 28.2.2017 non c’era menzione di
indennità per rimborso spese (cfr. relativi contratti in AI 26), IM 2 (gerente
di __________) ha escluso qualsiasi pattuizione di rimborsi:
“Io contesto quanto dichiarato da IM
1 e AP 1 La diminuzione di salari era avvenuta a seguito della mia lettera di
licenziamento. Io avevo comunicato a tutti i dipendenti il licenziamento [ndr.
Di cui c’è evidenza in atti, cfr. AI 26] in quanto le spese erano troppo
elevate e in seguito abbiamo ridiscusso il salario di tutti i dipendenti.
Ricordo che io avevo pure detto ad AP 1 che se lui faceva delle attività
maggiori per la società avrebbe poi potuto fatturarle e dichiararle lui stesso
nella sua dichiarazione fiscale. ADR che assolutamente non si era
discusso di un importo fisso di franchi 2'000. - quale rimborso spese” (VI PP
14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).
21.2. Al dibattimento di
primo grado, la difesa di AP 1, facendo proprie le argomentazioni del
difensore di IM 1 ha sostenuto che la media dello stipendio nei quattro mesi
precedenti l’infortunio era di fr. 6'000. - netti, quindi circa fr. 8'500. -
lordi, con il che non vi era la volontà d’ingannare l’assicurazione. Inoltre,
ha preteso che il nuovo contratto 28.2.2017 voluto da IM 2 fosse una finzione
per pagare meno oneri sociali.
L’argomentazione non regge già solo perché smentita dall’imputato
medesimo che, in occasione del dibattimento di primo grado ha affermato di non
aver mai percepito fr. 8'500. - al mese (cfr. verb. dib. di primo grado, pag.
13) e, a quello d’appello, ha dichiarato che lo stipendio che la __________ gli
versava era di fr. 6'000. - (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 5). A ciò va
aggiunto che non vi sono elementi a sostegno del presunto carattere fittizio
del contratto 28.2.2017. Anzi: dagli atti emerge che IM 2 era realmente
preoccupato delle spese molto alte di __________ tanto da arrivare a licenziare
tutti i dipendenti (cfr. lettere di licenziamento in AI 26) e ridiscutere, poi,
i salari di tutti (cfr. VI PP 14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).
In appello, il difensore dell’imputato, ha invece sostenuto che,
in virtù dell’accordo concluso tra l’imputato e la __________ (che, in
sostanza, ha rinunciato a far valere le proprie pretese nei confronti degli
imputati e a segnalare la fattispecie al ministero pubblico), non vi sarebbe
più spazio per un’imputazione in sede penale. Non occorre spendere molte parole
per dire che il citato accordo è del tutto ininfluente, posto che il reato in
questione è perseguibile d’ufficio.
Ne discende che AP 1 va riconosciuto autore colpevole del reato di
truffa ai danni della __________.
l’appropriazione indebita di imposte alla fonte
22. I
primi giudici hanno riconosciuto AP 1 autore colpevole di appropriazione
indebita di imposte alla fonte. All’imputato è stato rimproverato di avere
impiegato a proprio profitto, rispettivamente a profitto di terzi, la ritenuta
d’imposta per l’anno 2015 (pari a fr. 66'553.90 successivamente corrisposta
solo per fr. 4'553.90).
22.1. L’imputato,
nella dichiarazione d’appello, ha chiesto il suo proscioglimento da tale
imputazione.
La contestazione è irricevibile, nella misura in cui al
dibattimento di primo grado, la Difesa si era rimessa al giudizio della Corte
(cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 21), rinunciando, così, a contestare questo
reato. Ciò a maggior ragione ritenuto che, anche al dibattimento d’appello, il
difensore di AP 1 si è rimesso al giudizio della Corte.
Ciò detto, a titolo abbondanziale, si rileva che, quand’anche si
volesse entrare nel merito, l’appellante andrebbe ritenuto autore colpevole del
reato.
AP 1 non può essere creduto quando afferma che gli stipendi
venivano pagati al lordo (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 6). Ciò già solo in
virtù della generale inattendibilità di cui ha dato prova sino al dibattimento
d’appello. Sul tema, egli è ancor meno credibile, poiché ha sempre sostenuto,
non solo di non essersi mai occupato di queste questioni, ma, addirittura, di
non avere mai nemmeno visto una busta paga (nemmeno la sua) così da non sapere
nulla di questioni amministrative. Venendo, ora e solo per questo tema, a
sostenere il contrario - cioè, a sostenere di sapere che ai dipendenti veniva
versato lo stipendio lordo - AP 1 ottiene il solo effetto di confermare la sua
spregiudicatezza e inattendibilità. Del resto, in primo grado, per difendersi
dall’imputazione di truffa ai danni di __________, egli, associandosi alla
Difesa di IM 1, ha preteso di avere sempre ricevuto una media di fr. 6'000. -
netti quale stipendio corrispondente a circa fr. 8'500. - lordi: dimostrando,
così, che, in concreto, gli stipendi venivano pagati al netto e non al lordo.
Del resto, prova del contrario - e cioè, prova del fatto che gli
stipendi venivano versati al netto - è il fatto che la PC 4 abbia segnalato al
ministero pubblico soltanto la mancata consegna delle distinte dei salari 2015
da parte di __________ e non, invece, il mancato versamento degli oneri sociali
ex art. 87 LAVS per l’intero periodo di attività di ______.
Ne consegue che la condanna di AP 1 per il reato di appropriazione
indebita di imposte alla fonte è confermata.
la contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia
e i superstiti
23. AP 1 è stato
dichiarato autore colpevole anche di contravvenzione alla LAVS per avere omesso
di compilare e presentare alla PC 4 di Bellinzona, presso la quale era
affiliato, la distinta dei salari riferita all’anno 2015 dei dipendenti della
società __________.
Egli contesta tale imputazione, nel senso che “riconosco i
fatti ma era compito del commercialista fare il suo mestiere” (allegato 1 a
verb. dib. di primo grado, pag. 15). Tale argomentazione è stata ripresa al
dibattimento d’appello (cfr verb. dib. d’appello, pag. 6).
23.1. È certo che AP 1 é
sempre stato organo di __________ (cfr. consid. 4c). Lo era, di fatto, nel periodo
in cui figurava quale procuratore con firma individuale mentre quale AU della
società compariva, formalmente, __________ (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1 secondo
cui “__________ […] in pratica non ha svolto alcuna attività come
amministratore, essendomi occupato io di firmare sia i contratti di locazione,
sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato che avevo una procura
individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________). E lo era, evidentemente,
quando è diventato AU della società (dal 10.5.2016).
Pacifico, quindi, che l’obbligo di compilare e presentare alla PC
4 la distinta salari spettava a lui: con il che, l’argomentazione difensiva
cade.
Del resto__________ ha dichiarato di essersi ripetutamente lamentato
con AP 1 e IM 1 perché, nonostante le sue continue richieste in tal senso,
questi ultimi non gli fornivano né la documentazione né le informazioni di cui
necessitava per svolgere il mandato assunto da __________: da qui la sua
decisione di rescinderlo (cfr. VI 30.5.2018 e allegati, AI 251).
Ne consegue che AP 1 deve essere dichiarato autore colpevole di
contravvenzione alla LF sulla vecchiaia e i superstiti.
la pena
24. Per l’art. 47 cpv. 1
CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita
anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la
pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa
è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli
obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,
secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o
la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73 consid.
4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010,
consid. 2.1 e 2.2.2;6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5;6B_78/2008,
6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2;6B_370/2007 del 12
marzo 2008, consid. 2.2;6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti).
24.1. AP 1 deve rispondere
di:
- ripetuta
truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è
prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non
inferiore a 90 aliquote giornaliere);
- truffa ex
art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o
una pena pecuniaria);
- ripetuta
amministrazione infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista
una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);
- cattiva
gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a
cinque anni o una pena pecuniaria);
- ripetuta
omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena
detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);
- ripetuta
appropriazione indebita di imposte alla fonte ex art. 270 LT (per cui è
prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria cui può
essere cumulata una multa fino a fr. 10'000. -);
- infrazione
alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena
detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);
- contravvenzione
alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti ex art. 88 cpv.
1 LAVS (per cui è prevista una multa).
24.2. IM 1 deve rispondere
di:
- ripetuta
truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è
prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non
inferiore a 90 aliquote giornaliere);
- truffa ex
art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o
una pena pecuniaria);
- amministrazione
infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista una pena
detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);
- cattiva
gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a
cinque anni o una pena pecuniaria);
- ripetuta
omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena
detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);
- infrazione
alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena
detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria).
24.3. Secondo l’art. 49 cpv.
1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per
l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla
pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può
tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in
ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.
24.3.1. Nel caso in disamina, per quanto concerne AP 1, l’art. 49 cpv. 1 CP
trova applicazione per i reati di ripetuta truffa, aggravata, truffa, ripetuta
amministrazione infedele qualificata, cattiva gestione, ripetuta omissione
della contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte,
infrazione alla LF sugli stranieri, mentre esso non trova applicazione per la
contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstite: va, perciò, in aggiunta alla pena detentiva,
inflitta una multa (DTF 137 IV 57).
24.3.2. Per quanto concerne,
invece, IM 1, l’art. 49 cpv. 1 CP trova applicazione per tutti i reati di cui
risponde.
24.4. Occorre, dunque, determinare
la colpa degli imputati in funzione delle circostanze legate ai reati di cui
rispondono, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La colpa va,
infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo oggettivo, il
grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la
reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la
giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le
espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129
IV 6 consid. 6.1).
Passando a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden),
vanno considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la
libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità
nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.
2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).
circostanze legate ai reati
24.4.1. reati di cui gli
imputati rispondono in correità
24.4.1.a. truffa
ai danni degli studenti
La loro colpa è, dal profilo oggettivo, dapprima, qualificata dal
grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico protetto (DTF
129 IV 6 consid. 6.1), e meglio dall’entità - non certo indifferente - del
danno al patrimonio complessivamente causato alle vittime e dalla particolare
“avvedutezza truffaldina” dimostrata scegliendo la Svizzera (dove si sono trasferiti
appositamente all’uopo) come sede per la loro “università” così da vestire il
loro inganno con la credibilità unanimemente attribuita al nostro paese e, in
particolare, alle sue istituzioni scolastiche.
Contribuisce, poi, ad aumentare la loro colpa il fatto che essi
hanno delinquito in serie sull’arco di tre anni e che non hanno avuto alcuno
scrupolo né alcun pensiero per le possibili conseguenze che tale loro agire
avrebbe avuto, a breve e medio termine, sulla formazione di molti giovani, costretti
a riprendere da zero un percorso di studi presso altri istituti.
Passando a esaminare gli aspetti soggettivi del reato (Tatverschulden),
si ha, ad aggravamento della colpa di AP 1 e IM 1, il fatto che essi hanno
agito per la brama di facili guadagni, senza che nulla impedisse loro o
rendesse loro particolarmente difficile cercare di guadagnarsi da vivere con
mezzi leciti (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del
22 giugno 2010 consid 2.1).
Questa Corte non condivide l’opinione dei primi giudici secondo
cui IM 1 avrebbe avuto “un ruolo di rilevanza minore rispetto a quello del
correo” (cfr. sentenza impugnata, consid. 18.2, pag. 110). Al contrario. IM 1 ha avuto un ruolo di primo
piano: sono gli studenti e i dipendenti a metterla, esattamente, sul medesimo
piano di AP 1, e cioè, per dirla con le parole di __________, al vertice della
piramide gerarchica. Del resto, basta ricordare che ella si interfacciava sia
con gli studenti che chiedevano informazioni (confermandoli nel loro errore)
sia con i docenti che si lamentavano perché non veniva loro versato lo
stipendio (temporeggiando e accampando scuse).
b. truffa ai danni
della __________
Dal profilo oggettivo, va detto che la colpa di AP 1 e IM 1
è qualificata, non solo o non tanto dall’indebito profitto conseguito e,
quindi, dalla lesione del bene protetto (in sé, piuttosto ridotto), quanto
dalla “disinvoltura” o meglio dall’impudenza con cui hanno agito, dimostrando
di non avere alcuna remora a mentire sistematicamente: in effetti, reduci da
tre anni d’inganno ai danni di un gran numero di studenti di ______ e con il procedimento penale per questo
filone d’inchiesta già aperto, essi non hanno esitato - appena approdati in __________
- a reiterare nella loro attitudine menzognera ingannando i funzionari della __________.
Soggettivamente, ad aggravare la loro colpa, concorre - anche in questo caso -
l’aver agito solo per ottenere un indebito profitto in modo facile e veloce.
c. amministrazione
infedele qualificata ai danni di __________, cattiva gestione e omissione della
contabilità
La colpa di AP 1 e IM 1 è particolarmente grave, tenuto conto che
i due, chiamati a curare gli interessi di __________, li hanno pesantemente
danneggiati e hanno, conseguentemente, danneggiato anche gli interessi dei
creditori. Essi non si sono, infatti, trattenuti dal violare crassamente e
ripetutamente
elementari e fondamentali obblighi di correttezza e lealtà e lo
hanno fatto solo per fini di lucro.
Anche con riferimento a tale reato, questa Corte non condivide
l’opinione dei primi giudici secondo cui l’imputata avrebbe avuto “un ruolo
di rilevanza minore rispetto a quello del correo” (cfr. sentenza impugnata,
consid. 18.2, pag. 110). Il ruolo di IM 1 era senz’altro centrale, tanto che
era lei il punto di riferimento all’interno di ______
per tutti i pagamenti. Non solo: anche l’imputata ha attinto a piene mani dal
patrimonio dell’associazione per scopi personali, senza alcuno scrupolo, e non
ha mostrato minimamente di volersi, in qualche modo, distanziare dall’imputato.
24.4.2. reati di cui AP 1 risponde
singolarmente
24.4.2.a. amministrazione
infedele qualificata ai danni di __________
La colpa dell’imputato è particolarmente grave: da un lato, per i
medesimi motivi esposti in relazione all’amministrazione infedele ai danni di __________
che valgono, anche, per le malversazioni ai danni di __________; d’altro lato
perché egli, dopo avere - letteralmente - dissanguato ______
non ha esitato a reiterare agendo esattamente allo stesso modo nei confronti della
__________.
b. appropriazione
indebita di imposte alla fonte
La colpa dell’imputato non è certamente da banalizzare, non solo
perché l’importo non riversato all’Ufficio delle imposte alla fonte e
indebitamente usato per altri scopi è, comunque, piuttosto rilevante, ma anche
perché sono diversi i dipendenti toccati dal suo agire.
c. infrazione alla
LF sugli stranieri
Mediamente grave è la colpa di AP 1 per il reato d’infrazione alla
LF sugli stranieri, ritenuto che egli, ancor prima di stabilirsi durevolmente
in Svizzera, non ha esitato a mentire all’autorità incaricata per il rilascio
del permesso di dimora riguardo ai suoi precedenti penali in __________,
mostrando così una particolare spregiudicatezza.
d. contravvenzione
alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti
Pure da non banalizzare è la colpa dell’imputato per tale reato,
posto che l’omissione riguarda l’intero 2015 e,
quindi, il potenziale danno all’assicurazione sociale non è di poco conto.
24.4.3. reato di cui IM 1 risponde
singolarmente
24.4.3.a. infrazione alla LF
sugli stranieri
In relazione alla colpa dell’imputata valgono le considerazioni esposte
per l’imputato avuto riguardo al medesimo reato (cfr. 24.4.2.c.).
circostanze legate all’autore
24.4.4. A questo punto, vanno
considerate - a ponderazione in senso attenuante o aggravante della pena le
circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua vita
anteriore, della reputazione, della situazione personale, del comportamento
tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto
che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6 consid. 6.1;
STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF
6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).
24.4.4.1.
In quest’ambito, va detto che AP 1 non può certo trarre giovamento dal suo
comportamento processuale. Il men che si possa dire, al riguardo, è che egli
non ha mostrato alcuna collaborazione con gli inquirenti, mentendo, negando persino
l’evidenza, rispettivamente contraddicendosi di continuo e fornendo versioni
ben poco convincenti. Non solo. Con la sua condotta, a dir poco scorretta,
l’imputato ha, anche, ostacolato gli accertamenti degli inquirenti: come
quando, ad esempio, ha creato e fatto produrre da IM 1 giustificativi posticci
e falsi per giustificare l’impressionante voragine di prelevamenti a debito dei
conti di ______.
Ad aggravare la sua colpa
concorre, poi, il comportamento successivo all’apertura del procedimento penale
per i fatti concernenti ______: l’imputato,
nonostante fosse stato ripetutamente interrogato nel filone d’inchiesta di cui
si è appena detto, non ha esitato a riprendere, poco dopo, a malversare sia ai danni
di __________ sia ai danni di __________.
Pure quale fattore aggravante vanno, poi, considerati i suoi
precedenti in __________ in parte specifici.
Preoccupa, infine, che - approdato, come detto, in Ticino
appositamente per delinquere - l’imputato non abbia mai smesso di farlo, sino
al suo arresto.
Ne discende che, in
considerazione delle circostanze legate ai reati e di quelle legate all’autore,
questa Corte ritiene adeguata alla colpa di AP 1 la pena detentiva di 3 anni
nonché una multa di fr. 500.-.
24.4.4.2. Se
è vero che l’imputata, in sede d’inchiesta, ha negato qualsiasi addebito in
relazione alle truffe commesse ai danni degli studenti, ha perseverato nel
sostenere che - per la maggior parte - i fondi di ______
erano stati usati nell’interesse dell’associazione, rispettivamente ha buttato
su altri (__________) la responsabilità per la mancata tenuta della
contabilità, senza confrontarsi con le dichiarazioni di quest’ultimo secondo
cui erano proprio gli imputati, e in particolare IM 1 che era la sua principale
interlocutrice, a non consegnargli la documentazione per poter esplicare il
proprio mandato, il suo comportamento processuale globale è, comunque, a tinte
meno scure rispetto a quelle che contraddistinguono il comportamento di AP 1.
Da un lato per il suo impegno profuso nella ricostruzione
finanziaria, poiché è innegabile che ne è stata l’elemento trainante.
D’altro lato perché, già al dibattimento di primo grado - seppure
timidamente - e, poi, dopo la sentenza di prime cure, ella si è comunque
assunta alcune responsabilità, tanto da non presentare appello avverso una
sentenza, quella appunto di prima sede, che la condannava a diversi reati
(prosciogliendola, unicamente, dalle amministrazioni infedeli).
Tale assunzione di responsabilità, sebbene non proprio piena
(posto che IM 1 è, comunque, resistente rispetto all’appello della PP
concernente il proscioglimento dal reato di amministrazione infedele ai danni
di __________) va, comunque, tenuta in considerazione in quest’ambito. Così
come va considerato a suo favore, il fatto che ella abbia compreso la necessità
di “smarcarsi” da AP 1: non solo accettando, diversamente da lui, la maggior
parte delle condanne inflittele in primo grado, ma soprattutto distanziandosi
da lui nella vita privata.
È in virtù di queste circostanze, nonché del fatto che IM 1 si è
adoperata per trovare un lavoro, che è possibile “sfumare” sia la gravità del
suo comportamento successivo all’apertura nei suoi confronti del procedimento
penale per i fatti concernenti ______ e
riguardante la __________, sia il suo precedente specifico in __________
(risalente, comunque, ad alcuni anni fa).
Tutto ciò considerato, dunque, a IM 1 viene inflitta oggi la pena
detentiva di 30 mesi.
sospensione condizionale
24.4.5. L’art.
42 cpv. 1 CP sancisce il principio in base al quale il giudice sospende di
regola l’esecuzione di una pena detentiva non superiore ai due anni se una pena
senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere
nuovi crimini o delitti. Di principio, quindi, se l’autore non è recidivo e con
un pronostico favorevole, deve essere ordinata la sospensione condizionale
della pena, laddove un pronostico favorevole è presunto dalla legge (DTF 134 IV
1 consid. 4.2.2.). Giusta l'art. 43 cpv. 1 CP, il giudice può sospendere
parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria o di una pena detentiva di un
anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa
dell'autore. Anche se la norma non lo prevede esplicitamente, la concessione
della sospensione condizionale parziale presuppone, come nell'ambito dell'art.
42 CP per la condizionale totale, una prognosi favorevole (DTF 134 IV 60
consid. 7.4 pag. 77).
24.4.5.1. In concreto,
per quanto riguarda AP 1, già si è detto che, nonostante l’apertura nei suoi
confronti del procedimento penale per i fatti di ______,
l’imputato non ha esitato a recidivare malversando ai danni di __________ e di __________
(e agendo, nei confronti di quest’ultima società, con modalità del tutto
analoghe a quelle adottate nei confronti di ______).
Egli ha, così, dimostrato una risoluta propensione a delinquere.
Non solo. Particolarmente
preoccupante è apparso il suo comportamento processuale: AP 1 ha dimostrato di
non volersi assumere nessuna responsabilità e di non essersi, quindi,
minimamente ravveduto per quanto fatto.
Ciò considerato, e rilevata
ancora la presenza di precedenti in parte specifici e l’assenza di qualsiasi
prospettiva di lavoro, obbligata è, per lui, la posa di una prognosi negativa.
Pertanto, la pena che oggi gli
viene inflitta è interamente da espiare.
24.4.5.2. Quanto a IM 1, l’ombra
proiettata sulla sua prognosi dalla truffa perpetrata ai danni di __________
quando già era stata interrogata nel filone d’inchiesta che riguardava ______ e dal suo precedente specifico ______ è, in
parte, dissipata dalla sua collaborazione con gli inquirenti, in particolare
dall’innegabile sforzo profuso nella ricostruzione di cui s’è detto. Pur se
nell’attività di ricostruzione la donna ha, a volte, ceduto a tentazioni cui
avrebbe dovuto resistere e che ciò sembra sminuire il valore di tale
collaborazione, è anche vero che l’accettazione del giudizio di condanna non
può che essere interpretato che come un passo ulteriore - e forse, decisivo -
nella presa di coscienza degli errori commessi e nell’assunzione di
responsabilità, presupposto irrinunciabile al ravvedimento. Contribuisce a
rischiarare ulteriormente l’orizzonte di IM 1 il suo essersi attivata e
l’essere riuscita a reperire un lavoro.
In queste circostanze, nonostante alcune perplessità, occorre concludere
che, esaminati spassionatamente e nel loro complesso, gli elementi in atti non
bastano a formulare una prognosi negativa: la pena detentiva inflitta a IM 1
può, dunque, essere parzialmente - in ragione di 24 mesi - sospesa, con un
periodo di prova di 4 anni.
Per il resto, la pena è da espiare.
pretese civili degli AP
25.1. In
considerazione dell’esito dell’appello, segnatamente della condanna degli
imputati per il reato di truffa aggravata ai danni degli studenti, il
dispositivo n. 9 della sentenza impugnata con cui è stata riconosciuta, agli
AP, una partecipazione alle spese legali sostenute nel procedimento di primo
grado, deve essere confermato.
Non impugnato, il rinvio al foro civile degli AP per ogni loro
altra pretesa (dispositivo n. 11 della sentenza impugnata) è passato in
giudicato.
25.2. In considerazione
dell’esito dell’appello, in particolare della sua condanna per il reato di
ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, AP 1 è condannato a
versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento (cfr. al riguardo AI 1 e AI
11 inc. MP 2017.1590, classificatore “incarti secondari”, scatola 2/10).
tassazione della nota
d’onorario dell’avv. DI 1 per la procedura d’appello
26. Il difensore d’ufficio di AP
1, avv. DI 1, ha prodotto al dibattimento la nota d’onorario 30 aprile 2019 per
le sue prestazioni per il procedimento d’appello (doc. dib 1). Egli ha esposto
complessivi fr.8'005.75 (cui va aggiunta la partecipazione al dibattimento
d’appello) di cui fr 6'490.50 di onorario (corrispondenti a 37 ore e 6 minuti
di lavoro), fr.942.90 di spese e fr. 572.35 di IVA.
26.1.a. Delle prestazioni esposte non vengono riconosciute come necessarie:
- 3
ore e 35 minuti di colloqui/telefoni/email con __________, persona sconosciuta
alla Corte;
-
2 ore e 10 di colloqui con il cliente, ritenuto che le 7 ore e 10 minuti
esposti appaiono eccessivi.
A quanto esposto va aggiunto il dispendio
orario per la partecipazione al dibattimento d’appello in funzione della sua
effettiva durata, aumentata di una mezz’ora prima dell’inizio e un’altra
mezz’ora alla fine (per un totale di 4 ore e 45 minuti).
b. Le
spese esposte pari a fr. 942.90 sono integralmente approvate.
c. La
nota professionale dell’avv. DI 1 è pertanto approvata per complessivi fr.
7'811.90 (di cui fr. 6'310.50 di onorario, fr. 942.90 di spese e fr. 558.50 di
IVA).
26.2. Visto
l’esito dell’appello, in caso di ritorno a miglior fortuna, AP 1 dovrà
rimborsare allo Stato 9/10 di quanto da questi anticipato per i costi della sua
difesa.
tassazione della nota
d’onorario dell’avv. DI 2 per la procedura d’appello
27. Il difensore d’ufficio di IM
1, avv. DI 2, ha prodotto al dibattimento il conteggio delle sue prestazioni
per il procedimento d’appello (doc. dib 2). Ella ha esposto complessivi fr.
1'695. - di onorario (corrispondenti a 9 ore e 25 minuti di lavoro) e fr. 78.30
di spese. Non ha esposto l’IVA.
27.1. L’onorario e le spese esposte sono adeguati al lavoro svolto
e commisurati a quanto avrebbe fatto un difensore mediamente esperto. In
aggiunta, va considerato il dispendio orario per la partecipazione al
dibattimento d’appello per un totale di 4 ore e 45 minuti. La nota d’onorario
é, quindi, approvata in ragione di fr. 2'550. - di onorario e fr. 78.30 di
spese, per un totale di fr. 2'628.30.
27.2. Visto
l’esito dell’appello del PP cui ha inutilmente resistito, IM 1 dovrà, in caso
di ritorno a miglior fortuna, rimborsare allo Stato quanto da questi anticipato
per i costi della sua difesa.
spese
procedurali
28.1. Viene
confermata la ripartizione degli oneri processuali di primo grado (3/6 a carico
di AP 1, 2/6 a carico di IM 1 e 1/3 a carico dello Stato).
28.2. Per
quanto riguarda la procedura di appello, visto l’esito del procedimento (art.
428 cpv. 1 CPP):
- le
spese relative all’appello di AP 1, consistenti in fr. 1'500. -, sono poste in
ragione di 9/10 a suo carico e in ragione di 1/10 a carico dello Stato.
- quelle
relative all’appello del PP (parzialmente accolto), consistenti in fr. 1'200.
-, sono poste in ragione di 1/3 a carico di AP 1, in ragione di 1/3 a carico di
IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.
indennizzo ex art. 429 cpv.
1 lett. c CPP
29. La
richiesta d’indennizzo per torto morale di complessivi fr. 50'000. - formulata
da AP 1 al dibattimento d’appello per la carcerazione patita dev’essere
respinta in considerazione dell’esito del procedimento.
visti gli
art. 6, 10, 77, 80, 81, 84, 135, 139, 348 e segg., 379 e
segg., 398 e segg., 422, 428, 429, 433 CPP,
12, 40, 42, 43, 47, 49, 51,
103, 106, 146, 158, 165, 166, CP,
118 LStr.,270 LT, 88 LAVS,
nonché,
sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG rispettivamente il
Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,
dichiara
e pronuncia:
1.
1.1. L’appello
di AP 1, per quanto ricevibile, è parzialmente accolto.
1.2. L’appello
del procuratore pubblico è parzialmente accolto.
2. Di conseguenza,
ricordato che i
dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11,
12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2,21, 21.1, 21.2,
21.3, 21.4, 22 e 23 sono passati in giudicato,
2.1. AP
1, oltre che di omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli
stranieri,
2.1.1. è
dichiarato autore colpevole di:
2.1.1.1. ripetuta
truffa aggravata
per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre
2015, a ______ e in altre imprecisate località in __________, agendo in
correità con IM 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente
al vero, che l’______ era un istituto universitario svizzero e che al
termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’__________ un diploma
con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________
un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati
all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in
tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e
meglio come indicato nei considerandi;
2.1.1.2. truffa
per avere, nel periodo maggio 2017-31.7.2017, a __________,
__________ e in altre località, agendo in correità con IM 1, fatto credere ai
funzionari della __________, contrariamente al vero, nell’ambito della pratica
susseguente un sinistro da loro subìto, che il loro salario lordo era di fr.
8'500. - ciascuno (anziché di fr. 6'018. - per lui e di fr. 5'787. - per lei),
riuscendo così a farsi indebitamente versare complessivi fr. 9'306.62, e meglio
come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
2.1.1.3. ripetuta
amministrazione infedele qualificata
a. per avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________
e in altre località della Svizzera e dell’__________, a scopo di indebito
profitto, approfittando della sua funzione di amministratore di ______ e agendo in
correità con IM 1 (anche lei amministratrice di fatto dell’associazione),
ripetutamente bonificato a favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e
usato a favore loro e/o di terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione,
fondi di proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr.
917'043.20, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
b. per
avere, nel periodo dicembre 2016- 11.12.2017, a __________ e in altre località
della Svizzera e dell’____, a scopo di indebito profitto, approfittando della
sua funzione di amministratore di fatto di __________, ripetutamente fatto
bonificare a favore suo e/o di terzi, rispettivamente fatto prelevare e usato a
favore suo e/o di terzi per scopi, comunque, estranei alla società, fondi di
proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr. 78'905.98, e meglio
come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
2.1.1.4. cattiva
gestione
per avere, nel periodo dicembre 2012-31.8.2016, a __________
e in altre località, agendo in correità con IM 1, nella loro funzione di organi
di __________, a causa di un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave
negligenza nell’amministrazione dei beni dell’associazione, cagionato
rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di
quest’ultima peggiorandone la posizione debitoria di almeno fr 917'043.21,
posto che il 1° settembre 2016 è stato decretato il suo fallimento, e meglio
come indicato nell’AA e come precisato nei considerandi;
2.1.1.5. ripetuta
appropriazione indebita di imposte alla fonte
per avere,
nel periodo 1.1.2015-31.12.2015, a __________ e in altre località, agendo nella
sua qualità di direttore e amministratore di __________ e in quanto tale tenuto
a trattenere le imposte alla fonte sugli stipendi dei dipendenti
dell’associazione non domiciliati in Svizzera, ripetutamente impiegato a
proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta per l’anno 2015 in ragione di
fr. 66'553.90 (successivamente corrisposta solo per fr. 4'553.90), e meglio
come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
2.1.1.6. contravvenzione
alla LF per la vecchiaia e per i superstiti
per avere, a far tempo dal 7 aprile 2016, a ____,
omesso di compilare e presentare alla PC 4 presso la quale era affiliato in
qualità di datore di lavoro e amministratore unico della __________, la
distinta salari per l’anno 2015 dei dipendenti della società, e meglio come
indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
2.1.2. è
prosciolto dall’imputazione di:
2.1.2.1.
truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente al periodo dal 29.9.2015
a agosto 2016;
2.2. IM
1, oltre che di truffa ai danni di __________, cattiva gestione,
ripetuta omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri,
2.2.1. è
dichiarata autrice colpevole di:
2.2.1.1. ripetuta
truffa aggravata
per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre
2015, __________ e in altre imprecisate località in __________, agendo in
correità con AP 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente
al vero, che l’______ era un istituto universitario svizzero e che al
termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’__________ un diploma
con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________
un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati
all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in
tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e
meglio come indicato nei considerandi;
2.2.1.2. ripetuta
amministrazione infedele qualificata
per
avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________ e in altre località
della Svizzera e __________, a scopo di indebito profitto, approfittando della
sua funzione di amministratrice di fatto di __________, agendo in correità con AP
1 (anche lui amministratore dell’associazione), ripetutamente bonificato a
favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e usato a favore loro e/o di
terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione, fondi di proprietà di
quest’ultima per un importo di complessivi fr. 917'043.20, e meglio come
indicato nell’AA e precisato nei considerandi;
2.2.2. è
prosciolta dall’imputazione di truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente
al periodo dal 29.9.2015 a agosto 2016.
3.
3.1. AP
1 è condannato:
3.1.1. alla
pena detentiva di 3 (tre) anni, da dedursi il carcere preventivo e di
sicurezza sofferti;
3.1.2. alla multa di fr. 500.-
che, in caso di mancato pagamento, sarà commutata in una pena detentiva
sostitutiva di cinque (5) giorni.
3.2. IM
1
è
condannata alla pena detentiva di 30 (trenta) mesi - da dedursi
il carcere preventivo sofferto - di cui 24 (ventiquattro) mesi sospesi
condizionalmente per un periodo di prova di 4 (quattro) anni e per il resto da
espiare.
4. AP
1 e IM 1 sono condannati, in solido, a versare a favore degli AP
danneggiati dal reato di truffa aggravata, quale partecipazione delle spese
legali per la procedura di primo grado le indennità indicate al punto 9 da 9.1
a 9.85.
5. AP
1 è condannato a versare a favore PC 3 fr. 62'000.-.
6. È
confermato il rinvio al foro civile degli AP così come stabilito al punto 11
della sentenza impugnata.
7. Non
si riconosce a AP 1 alcuna indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP.
8.a. La nota professionale dell’avv. DI 1 relativa alla
procedura d’appello è approvata per:
- onorario fr.
6'310.50
- spese fr.
942.90
- IVA fr.
558.50
Totale fr.
7'811.90
e posta a carico
dello Stato.
b. La nota
professionale dell’avv. DI 2 relativa alla procedura
d’appello è approvata per:
- onorario fr.
2'550.00
- spese fr.
78.30
Totale fr.
2'628.30
e posta a carico
dello Stato.
8.1. Contro
queste decisioni è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al
Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.
8.2. La
richiesta di pagamento dev’essere inviata, da parte dei
difensori/patrocinatori, all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative
della Divisione della giustizia, Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona, allegando
l’originale del presente dispositivo.
8.3. Non
appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno AP 1 è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 7'030.71 corrispondenti
a 9/10 di quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua
difesa.
8.4. Non
appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno IM 1 è tenuta a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 2'628.30 corrispondenti
a quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua difesa.
9. Gli
oneri processuali di prima sede sono posti in ragione di 3/6 a carico di AP 1,
in ragione di 2/6 a carico di IM 1 e in ragione di 1/6 a carico dello Stato.
10.
10.1. Gli
oneri processuali relativi all’appello di AP 1, consistenti in:
- tassa di giustizia fr. 1300.-
- altri disborsi fr. 200.-
fr. 1500.-
sono posti a carico
dell’imputato/sono posti per 9/10 a carico dell’imputato e per 1/10 a carico
dello Stato.
10.2. Gli
oneri processuali relativi all’appello del procuratore pubblico, consistenti
in:
- tassa di giustizia fr. 1'000.
-
- altri disborsi fr.
200.-
fr. 1'200.
-
sono posti per 1/3 a carico di AP
1, per 1/3 a carico di IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.
11. Intimazione
a:
12. Comunicazione a:
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente La
segretaria
Rimedi giuridici
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90
a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95
a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.
81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione
a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.