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Decisione

17.2019.5

Ripetuta truffa aggravata a danno di studenti sulla validità dei loro titoli di studio. Presupposti del reato di amministrazione infedele qualificata. Correità. Contravvenzione alla LAVS

15 maggio 2019Italiano154 min

Source ti.ch

Fatti

i. AP 1 autore

colpevole di amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________),

ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e

della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della

contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, infrazione

alla LF sugli stranieri e contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la

vecchiaia e per i superstiti, prosciogliendolo, invece, dai reati di ripetuta

amministrazione infedele qualificata (ai danni di ______,

punto 1.1 dell’AA, e di __________ limitatamente a fr. 15'668.96, punto 1.2

dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del

mestiere, punto 2.2 dell’AA).

Lo ha, pertanto, condannato:

- alla

pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

- al

pagamento di una multa di fr. 500.-;

- a

versare (in solido con IM 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9

del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione

delle spese legali da essi sostenute;

- a

versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento danni;

- al

pagamento di tasse e spese in ragione di 3/6 pari a fr. 16'277.35;

- a

versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo

permetteranno, fr. 27'120.10 per le spese anticipate per la sua difesa;

Considerandi

ii. IM 1 autrice

colpevole di ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________

e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della

contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri, prosciogliendola, invece, dai

reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________

e __________, punto 1 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente

all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).

L’ha, pertanto, condannata:

- alla

pena detentiva di 20 (venti) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto,

condizionalmente sospesa per un periodo di prova di 3 (tre) anni;

- a

versare (in solido con AP 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9

del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione

delle spese legali da essi sostenute;

- al

pagamento di tasse e spese in ragione di 2/6 pari a fr. 10'851.57;

- a

versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo

permetteranno, fr. 27'729.30 per le spese anticipate per la sua difesa.

iii. La Corte di primo

grado ha, inoltre:

- rinviato

gli studenti di __________ al competente foro civile per le loro pretese non

contemplate al punto 9 del dispositivo;

- respinto

le pretese di risarcimento di PC 5(rettore di __________), PC 6, PC 1, PC 7(docente

presso __________ e PC 2 (già gerente __________);

- respinto

le istanze d’indennizzo ex art. 429 CPP presentate dagli imputati.

C. Contro la sentenza

della Corte delle assise criminali, il procuratore pubblico e AP 1 hanno

tempestivamente annunciato di voler interporre appello e, dopo avere ricevuto

la motivazione scritta della pronuncia, hanno confermato tale volontà con

dichiarazione 28, rispettivamente 29 gennaio 2019 in cui:

i. il procuratore

pubblico ha precisato di chiedere che gli imputati, vengano riconosciuti

autori colpevoli - oltre che dei reati per cui sono stati condannati in prima

istanza - anche per quello di amministrazione infedele aggravata di cui al

punto 1.1. dell’AA (ai danni di __________) con conseguente condanna, per AP 1,

alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi e, per IM 1, alla pena detentiva di 30

mesi di cui 6 da espiare e 24 sospesi condizionalmente per un periodo di prova

di 2 anni. Tasse e spese a carico degli imputati;

ii. AP 1 ha precisato

di chiedere il suo proscioglimento dalle imputazioni di amministrazione

infedele ai danni di __________, di ripetuta truffa (ai danni degli studenti di

______ e della __________), di ripetuta

cattiva gestione, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e

di contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti

con conseguente riduzione della pena (che deve essere posta interamente al

beneficio della sospensione condizionale), la reiezione di qualsiasi istanza

d’indennizzo degli AP, il riconoscimento a suo favore di un indennizzo per la

riparazione del torto morale e l’accollo di tasse e spese allo Stato.

D. Non impugnati, i

Dispositivo

dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11,

12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2, 21, 21.1, 21.2,

21.3, 22 e 23 sono passati in giudicato.

E. Il pubblico

dibattimento si è tenuto il 30 aprile 2019.

A conclusione dei loro interventi:

- il

procuratore pubblico ha chiesto l’accoglimento del suo appello, la reiezione

dell’appello dell’imputato, la condanna di AP 1 alla pena detentiva di 3 anni e

10 mesi da espiare nonché alla multa di fr. 500.- e di IM 1 alla pena detentiva

di 30 mesi, rimettendosi alla Corte per il tema della sua parziale sospensione

condizionale alla quale non si è opposto;

- il

difensore di IM 1 ha chiesto, in via principale, la reiezione dell’appello

della PP e la conferma della sentenza di primo grado e, in via subordinata, che

la pena detentiva comminata sia contenuta in 24 mesi e interamente sospesa

condizionalmente. Si è rimessa alla Corte per la durata del periodo di prova;

- il

difensore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito venga prosciolto dai reati di

ripetuta truffa aggravata ai danni degli studenti di __________, di

amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ e di __________

nonché di cattiva gestione. Si è, invece, rimesso alla Corte per quanto

concerne i reati di truffa ai danni di __________, di ripetuta appropriazione

indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF per la vecchiaia e

per i superstiti. Ha, poi, chiesto che la pena venga massicciamente ridotta e,

in ogni caso, posta al beneficio della sospensione condizionale e la reiezione

di qualsiasi pretesa degli AP. Infine, ha postulato l’accoglimento dell’istanza

d’indennizzo per il torto morale (a causa dell’ingiusta carcerazione) in

ragione di fr. 50'000.

Considerato

in fatto e in diritto:

vita degli imputati e precedenti penali

AP 1

1.1. Sulla vita dell’imputato

si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 5 (pag.

43-47) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

Al riguardo, è necessario sottolineare che nemmeno raccontando

della sua vita l’imputato è stato credibile.

Al dibattimento d’appello, contraddicendo le sue precedenti

dichiarazioni, ha sostanzialmente preteso di avere svolto un’attività in

proprio di investigatore privato per una quindicina d’anni e di avere, poi,

lavorato, per una decina d’anni, come “volontario” per asserite

associazioni benefiche che gli avrebbero “pagato le spese” - non

limitate (come è di norma per i volontari) alle spese incorse per l’attività

prestata a favore delle (qui fantomatiche) associazioni benefiche - ma estese,

in sostanza, a tutte le sue necessità (pagamento del canone di locazione

dell’appartamento in cui abitava, del vitto, dell’abbigliamento, ecc….;

insomma, tutto quanto necessario al suo mantenimento).

Le associazioni “benefiche” per cui AP 1 avrebbe

“lavorato come volontario a tempo pieno” per circa una decina d’anni e che

gli avrebbero dato di che vivere sarebbero due: da un lato, l’associazione __________

(di cui ha, peraltro, detto di essere stato il presidente e factotum; cfr. VI

PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________) e, dall’altro, il __________.

Anche volendo dimenticare che in inchiesta aveva detto di avere

fatto volontariato con la “__________” (VI PP 25.8.2016 pag. 2, AI 41),

basta l’indicazione delle due associazioni a generare più di una perplessità:

da un lato, l’__________ - come, peraltro, ben indica il suo nome - è stata

dallo stesso AP 1 in inchiesta indicata come un’associazione che si occupa di

esoterismo (tema che ha ben poche attinenze con la beneficenza); dall’altro, la

denominazione “__________” identifica lo scopo dell’associazione in

questione che, pure, con la beneficenza nulla hanno a che fare.

Le perplessità aumentano se, poi, si considera che AP 1 ha detto

che, per entrambe queste associazioni, egli si occupava di accompagnare persone

handicappate in __________: in sostanza, per una decina d’anni egli avrebbe

girato costantemente l’__________ per portare in Vaticano frotte di

handicappati che avrebbero dovuto partecipare a udienze con il Papa

(evidentemente, pure impegnato a tempo pieno in quest’attività).

Del tutto nebuloso (e non poteva essere altrimenti) è rimasto il

tema di come (cioè, con quali soldi) queste due associazioni abbiano potuto

mantenere AP 1 (pagando i costi di tutte le sue necessità). E il fatto che di

almeno una di esse AP 1 ha detto di essere stato, in sostanza, il deus ex

machina, aggiunge spessore alla nebbia. Navigando in questo grigiore, non si

può che concludere che nebulosa è rimasta la vita di AP 1 (almeno) nella decina

d’anni che hanno preceduto il suo arrivo in Svizzera: in parole povere,

difficile è dire come egli si sia guadagnato da vivere nei 10 anni precedenti

il suo trasferimento in Svizzera (e questo, volendo abbonargli gli anni di

asserita attività da investigatore privato).

È vero che egli ha detto anche di avere lavorato come giornalista

per delle “testate giornalistiche”. Ma anche queste si sono, poi,

rivelate essere delle sostanziali bufale o, nel migliore dei casi, delle

mistificazioni. Richiesto di precisare per quali testate giornalistiche, AP 1,

infatti, si è limitato a dire di avere lavorato, da un lato, ad una specie di

bollettino destinato ai (circa 300) soci dell’__________. A questo ha, poi,

aggiunto di avere, per un periodo imprecisato, lavorato (sembrerebbe come

free-lance) per __________ (attività cui non ha mai, sin qui, fatto cenno) e di

avere gestito “la testata giornalistica” della __________ di __________

di cui sarebbe stato il presidente e da cui “non era stipendiato” ma

riceveva “un appannaggio di 700 Euro al mese”) mentre in inchiesta,

aveva detto di avere gestito la __________ di __________, senza mai nemmeno

nominare la __________.

Quindi, molto fumo ma poco arrosto.

Così come molto fumo è stato quello buttato sulla sua formazione

professionale: AP 1 ha dichiarato di avere frequentato dei corsi in tecniche

investigative in una scuola di __________ che gli avrebbe rilasciato un

certificato di capacità (verb. dib. d’appello, pag. 3); durante l’inchiesta, ha

detto di avere studiato giornalismo a __________ (VI PP 25.8.2016, pag. 2, AI

41), poi ha ridimensionato i suoi studi negli Stati Uniti ad una formazione

seguita per corrispondenza (qualche riga dopo), formazione che non ha fatto,

però, più alcuna apparizione al dibattimento d’appello.

AP 1 è, quindi, apparso alla Corte come un affabulatore, capace,

in altri contesti, di vendere lucciole per lanterne, abile nello stravolgere il

senso delle cose e delle parole attribuendovi significati tutti suoi e mutevoli

a seconda delle circostanze e necessità.

1.2. In Svizzera AP

1 è incensurato (doc. TPC 11).

1.3. In __________

l’imputato è stato oggetto di tre condanne (doc. TPC 23):

- per

il reato di omessa tenuta delle scritture contabili alla pena di 2 mesi e 20

giorni di reclusione sospesa condizionalmente (sentenza 5.3.1993 della Pretura

di __________);

- per

il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare continuata (fatti

avvenuti dal 1.6.2001 al 30.4.2002 a __________) alla pena di 1 mese di

reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro 150. –

(sentenza 15.6.2005 del Tribunale di __________);

- per

il reato di falsità in scrittura privata continuata (fatti avvenuti a __________

dal 4.4.2007) alla pena di 1 anno di reclusione (sentenza 7.1.2013 della Corte

di appello __________), reato depenalizzato/abrogato.

IM 1

2.1. Sulla vita

dell’imputata si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il

considerando 6 (pag. 47-50) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

2.2. In Svizzera IM 1 è

incensurata (doc. TPC 11).

2.3. In __________ l’imputata è stata oggetto di:

- una condanna per il reato di truffa continuata (fatti commessi a __________

nel periodo marzo 2004/luglio 2008) a 2 anni e 2 mesi di reclusione e al

pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 30.10.2012 della Corte di

appello di __________): pena condonata l’11.11.2015 in virtù dell’indulto (doc.

TPC 22);

- una condanna per il reato di appropriazione indebita alla pena di un

anno di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza

24.10.2014 del Tribunale di __________, AI 93 allegato doc. 1 inc. MP __________)

che è stata annullata per intervenuta prescrizione (sentenza 29.6.2018 della

Corte di appello di __________).

avvio dell’inchiesta e circostanze dell’arresto

3. L’inchiesta ha preso

inizio a seguito della denuncia presentata nei confronti degli imputati da

parte di diversi studenti e di alcuni dipendenti di __________. Gli studenti

lamentavano, in sostanza, di essere stati ingannati sulla possibilità di

ottenere una laurea valida sia in Svizzera che in Europa. I dipendenti si

lagnavano, più in generale, di una malagestione in seno all’istituto. La

denuncia di ex soci e partner in affari di __________ (società con sede nel

canton __________ dove gli imputati hanno, in sostanza, continuato l’attività

in precedenza attuata con __________ e interrotta dall’intervento delle

autorità) ha, poi, dato avvio a una seconda inchiesta.

In applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si rinvia, per la

descrizione delle circostanze dell’arresto degli imputati, ai consid. 7 e 8 (pag.

50-52) della sentenza di primo grado. Per quanto qui d’interesse, va rilevato

che AP 1 e IM 1 sono stati arrestati dopo l’apertura del procedimento penale

aperto a loro carico concernente la società __________ cioè quando nei loro

confronti era già pendente da oltre un anno e mezzo il procedimento riguardante

la __________

__________, __________, __________ e i ruoli degli imputati

4. Dai due rapporti di

ricostruzione finanziaria della polizia giudiziaria sezione reati

economico-finanziari (AI 183 inc. MP __________ e AI 260 inc. MP __________)

emerge quanto segue.

a. L’associazione __________

- __________ -

è nata dal cambio di nome, sede e scopo sociale del __________ avvenuto il

21.12.2012, data dalla quale AP 1 è stato iscritto a RC quale direttore

generale con firma individuale, __________ quale presidente con firma

individuale e __________ quale segretario generale con firma individuale.

L’istituto aveva quale scopo quello di “svolgere corsi

universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con Università a

livello internazionale” ma, in un primo tempo, veniva indicato che non

poteva rilasciare “direttamente diplomi di lauree” (cfr. scopo sociale a

RC in AI 183, pag. 5, inc. MP __________); salvo poi - sei mesi più tardi -

proporsi come un istituto universitario a tutti gli effetti (cfr. modifica

1.8.2013 a RC secondo cui “L’istituto potrà rilasciare direttamente diplomi

di lauree”, AI 183, pag. 6, inc. MP ____________________).

Va, qui, annotato che al dibattimento d’appello l’imputato, dopo

aver definito “uno sbaglio” l’indicazione sul sito secondo cui ______ era un’università e rilasciava titoli

universitari, riguardo alla suddetta modifica a RC ha reso, nello spazio di

qualche minuto, due versioni diverse. Prima ha sostenuto che la modifica era

stata fatta su consiglio del rettore __________ e dell’allora avvocato di __________

Poi, poco dopo, ha detto che la modifica era avvenuta su pressione di __________

(con cui __________ aveva concluso un accordo) che, per ottemperare alle leggi

vigenti in __________, ha, in sostanza, preteso che __________ dichiarasse il

falso spacciandosi per un’università (verb. dib. d’appello, pag. 3-4). AP 1 ha,

poi, aggiunto a questa seconda versione che, in fondo, si era trattato soltanto

di anticipare quel che il signor __________ del DECS aveva loro promesso (e

meglio, l’accreditamento di __________ e il suo riconoscimento di istituto

universitario).

a.1. È opportuno, a questo

punto, riferire delle vicissitudini di __________ nell’ambito della procedura

di accreditamento (accreditamento che, val la pena ricordarlo già sin d’ora,

l’istituto non ha mai ottenuto).

i. Dalla cronologia

prodotta dalla Divisione cultura e studi universitari (cfr. AI 3.1 inc. MP __________)

risulta che il 6.9.2013 __________, per il tramite del suo rappresentante

legale, avv. __________, ha chiesto l’autorizzazione alla denominazione

universitaria. Gli atti attestano, poi, un incontro tra le parti avvenuto il

5.12.2013 (al quale, per __________, hanno partecipato AP 1, __________ __________

e l’avv. __________), durante il quale:

-

i rappresentanti di __________ hanno spiegato, da un lato che i 78

studenti in infermieristica e fisioterapia non erano immatricolati presso

l’istituto ma presso università in __________ e __________, d’altro lato che, a

quel momento, l’istituto (non avendo propri studenti immatricolati) non

rilasciava alcun titolo agli studenti i quali ne avrebbero ricevuto uno solo

dalle rispettive università presso cui erano immatricolati. I rappresentanti di

__________ hanno, però, manifestato l’intenzione, per il futuro, di

immatricolare studenti e rilasciare titoli universitari (cfr. email 6.12.2013

da __________ della __________ a __________ e all’avv. __________, AI 3.1 inc.

MP __________);

- i

funzionari della __________, sulla base di queste informazioni, hanno spiegato

ai rappresentanti di ______ che, poiché

l’istituto non rilasciava titoli accademici, non necessitava

dell’autorizzazione per l’utilizzo della denominazione universitaria

precisando, tuttavia, che, se fosse entrata in vigore la modifica della legge

vigente in materia che, a quel momento, era in discussione in parlamento,

sarebbe stato necessario avviare una procedura di accreditamento federale per

poter utilizzare tale denominazione. E questo anche nel caso in cui l’istituto

non avesse rilasciato direttamente dei titoli accademici (cfr. email citata).

ii. Con scritto

30.5.2014 (in AI 3.1 inc. MP __________) il DECS ha informato __________ che la

modifica di legge prospettata dalla DCSU nell’incontro del 5.12.2013 era,

effettivamente, entrata in vigore il 1° marzo 2014 e che, alle procedure

pendenti, si applicava il nuovo diritto, con il che, la precedente richiesta di

__________ per l’autorizzazione alla denominazione universitaria, doveva essere

adeguata alla nuova normativa (entro il 31.7.2014). Ha, inoltre, segnalato la

possibilità di richiedere un’autorizzazione provvisoria alla denominazione

universitaria per una durata massima di 2 anni, condizionata

all’ottenimento di un attestato che certificasse: da un lato, che la domanda di

accreditamento avesse superato l’esame preliminare da parte dell’OAQ (cioè

dell’organo federale per l’accreditamento e la qualità delle istituzioni

universitarie svizzere) e, d’altro lato, che la procedura ordinaria di accreditamento

fosse stata avviata.

iii. A ricezione della

domanda di autorizzazione provvisoria di __________, il DECS ha ribadito a

quest’ultimo che, per poter entrare nel merito della medesima, necessitava

della conferma dell’OAQ in merito al superamento dell’esame preliminare e

all’avvio della procedura ordinaria di accreditamento (cfr. scritto 8.8.2014

del DECS a __________ in AI 3.1 inc__________).

iv. Dagli atti emerge

che __________ non ha, mai, superato lo scoglio dell’esame preliminare.

L’OAQ, con rapporto 21.11.2014, ha, infatti, giudicato __________:

“non conforme all’insieme delle

condizioni enumerate all’art. 16 cpv. 3 delle Direttive per l’accreditamento

per il superamento dell’esame preliminare”

(cfr. rapporto citato, pag. 12, in

AI 3.1 inc. MP __________).

Il rapporto ha messo in luce:

- la

mancata regolamentazione dei requisiti per l’ammissione degli studenti,

- la

mancanza di qualsiasi evidenza, per gli studenti iscritti, dei titoli di studio

in loro possesso,

- l’insufficiente

offerta formativa effettivamente attivata (che non ottemperava al requisito di

interdisciplinarietà),

- l’insufficiente

dotazione di personale sia amministrativo che docente per poter proporre una

propria attività di insegnamento e ricerca,

- la

mancanza di un’offerta regolare dei cicli di studi, posto che l’unico dato “solido”

era costituito dagli studenti iscritti al bachelor in fisioterapia,

- il

mancato conferimento di dottorati,

- il

fatto che __________ non rispettava le direttive di Bologna e le

raccomandazioni della Conferenza dei rettori delle università svizzere (già

solo perché non rilasciava titoli di studio).

Il rapporto ha, poi, evidenziato problemi legati alle risorse di

personale, ai locali e ai mezzi finanziari per garantire l’esercizio

dell’attività:

“L’incertezza sull’assunzione di

proprio staff permanente, sui locali a disposizione per un’attività in crescita

continua, così come i dati finanziari ancora da consolidare, pongono dubbi

sulla sostenibilità dell’attività dell’istituzione richiedente, se l’attività

prevede effettivamente insegnamento e ricerca universitari ai sensi delle

Direttive per l’accreditamento” (rapporto citato, pag. 11, in AI 3.1 MP __________).

L’OAQ ha, quindi, concluso che __________, così come strutturata,

non era, in realtà, un’università perché si limitava a mettere a disposizione

degli studenti “locali, gestione, amministrazione […] ed una rete di docenti

e strutture del settore socio-sanitario dislocati sul territorio _____,

fungendo da campus distaccato di università europee”, tanto che a

rilasciare i titoli di studio erano, solo, le università estere convenzionate.

E quello che offriva era, semplicemente, “la possibilità di una formazione

parzialmente a distanza, con l’obbligo di frequenza dei moduli tecnici nella

sede di __________, concentrata in certi periodi dell’anno, consentendo, ad

esempio, di conciliare studio e lavoro o di minimizzare le spese di vitto e

alloggio a __________” (rapporto citato, pag. 11).

v. A seguito della

richiesta di rinnovo della domanda di accreditamento da parte di __________ il

15.7.2015, l’agenzia svizzera di accreditamento e garanzia della qualità (AAQ)

ha, nella sostanza evidenziato le medesime criticità di cui al rapporto

21.11.2014 dell’OAQ, giungendo alla conclusione che

“l’esito dell’esame preliminare

quale prima tappa verso un accreditamento istituzionale nel settore

universitario risulta complessivamente negativo” (rapporto citato, pag. 14, in

AI 3.1 inc. MP __________).

vi. In questo contesto

va ricordato che, con sentenza 2.11.2017 della pretura penale (nel frattempo

passata in giudicato), AP 1 è stato condannato al pagamento della multa di fr.

10'000. - per violazione della LF sulla promozione e sul coordinamento del

settore universitario svizzero e della legge sull’università della Svizzera

italiana e sugli istituti di ricerca (cfr. doc. 76 e 81 TPC).

a.2. La successiva modifica

4.12.2015 a RC dello scopo e della ragione sociale, a seguito della quale è

sparito il termine “università” e l’istituto, oltre a denominarsi semplicemente

__________, ha modificato la dicitura del titolo rilasciato (non più “diplomi

di lauree” bensì “diplomi di studio”), è la conseguenza

dell’intervento del DECS. Il dipartimento, dopo aver appreso che il Consiglio

svizzero di accreditamento aveva deciso in via definitiva di respingere la

(seconda) domanda di __________ per l’ottenimento dell’accreditamento quale

istituzione universitaria, aveva, infatti, ripetutamente sollecitato

l’associazione “in maniera categorica e ultimativa” ad adeguare “la

denominazione” in “tutte le comunicazioni visibili o destinate al

pubblico a quanto prescritto dalla Legge sull’Università della Svizzera

italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e

sugli istituti di ricerca” (cfr. email 12.10.2015 ore 15:39, 12.10.2015 ore

17:11 e 13.10.2015 ore 15:40 del DECS a __________, allegate a AI 3.1).

a.3. Di fatto, a gestire

l’istituto, erano AP 1 e IM 1. La circostanza emerge chiaramente dagli atti ed

è, peraltro, stata ammessa dagli imputati (cfr. VI PP AP 1 25.8.2016, pag. 4

righe 7-8, AI 41 inc. MP __________; VI PP IM 1 25.8.2016, pag. 8, righe 39-40,

AI 40, inc. MP __________).

b. __________, con sede

a __________:

- è

stata costituita da __________ e __________ il 15.10.2010;

- il

29.11.2016 la sede è stata trasferita nel canton __________ e, a quel momento, IM

2 e IM 3 sono diventati soci gerenti con 10 quote ciascuno, il primo con firma

individuale e il secondo collettiva a due. Entrambi detenevano le quote a

titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________ (cfr. allegato doc. 1 a VI PP

14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. __________);

- il

13.1.2017 IM 3 è uscito dalla società cedendo le sue 10 quote IM 2 (il quale, a

quel punto, deteneva le 20 quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________,

cfr. allegato doc. 2 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. MP __________);

- il

19.5.2017 anche IM 2 è uscito dalla società cedendo le sue quote alla __________

con sede __________ (detenuta al 51% da AP 1 e al 49% da __________, cfr. VI PP

11.12.2017 AP 1, pag. 5, AI 30 inc. MP __________). Contestualmente, PC 2 è

diventato gerente con firma individuale, per poi dimettersi il 2.10.2017,

quando la sua funzione è stata assunta da IM 1.

In concreto, nonostante il susseguirsi di persone con diritto di

firma per la società, la sua gestione di fatto è avvenuta, in massima parte, ad

opera degli imputati (che, formalmente, figuravano quali dipendenti).

La società si voleva attiva nell’ambito della formazione

superiore, universitaria e postuniversitaria (cfr., scopo sociale a RC, AI 260,

pag. 6 inc. MP __________). Per quanto qui d’interesse, va detto che, in

pratica, gli imputati hanno continuato la precedente attività svolta con ______ presso la __________ (cfr. ordine di

perquisizione e sequestro 6.12.2017 in cui si legge che “presso tale

società/istituto risultano iscritti prevalentemente studenti _________, i quali

seguono i corsi (prevalentemente di fisioterapia) per via elettronica e, un

mese all’anno circa, si recano nel canton __________ per sostenere degli esami”,

allegato a AI 34 inc. MP __________).

c. La __________ è nata

il 17.1.2013 dal cambio di nome, scopo sociale, organi e sede della __________.

Organo formale della società era __________, iscritto a RC quale AU con firma

individuale. AP 1, oltre a esserne azionista (cfr. VI PP 25.8.2016 AP 1, pag.

4, AI 41 inc. MP ______), figurava (dal 1.2.2013) quale procuratore con

firma individuale, anche se, in concreto, egli ha, sempre, agito quale organo

di fatto (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1: “__________ […] in pratica non ha

svolto alcuna attività come amministratore, essendomi occupato io di firmare

sia i contratti di locazione, sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato

che avevo una procura individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________) per diventarne, poi, AU dopo le dimissioni di __________

(intervenute a inizio 2016).

__________ si occupava, esclusivamente, della gestione

amministrativa di __________ (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________ VI SG

25.8.2016 IM 1, pag. 8, AI 40 inc. MP ______)

e aveva, quale unica dipendente, IM 1 (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________).

In sostanza, __________ aveva, quale unico cliente, ______

da cui dipendeva - completamente - dal profilo economico, tanto che tutte le

entrate sul conto intestato a __________ aperto presso __________ provenivano

da__________ (e questo per il periodo dal 4.4.2013 al 3.8.2016, cfr. estratti

conto in classificatore “Esito __________ 1/4”, separazione 6, scatola 9/10).

la truffa ai danni degli studenti di __________

5. I primi giudici

hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa aggravata (poiché

commessa per mestiere) ai danni degli studenti di __________ (cfr. punto 2.1

dell’AA).

In sostanza, agli imputati è stato rimproverato di avere ottenuto

l’iscrizione degli studenti (e il conseguente pagamento della retta) con

l’inganno, e meglio facendo credere loro, contrariamente al vero, che:

- l’__________ era un istituto universitario svizzero;

- al termine degli studi, sarebbe stato loro rilasciato:

- dall’__________,

un diploma “con garanzia di validità in Svizzera”;

- da un’università

__________ o __________ un “Bachelor’s Degree” o “Master’s Degree”

che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in

_______;

e, poi, più in là nel tempo, fugando le perplessità degli studenti

circa l’effettiva esistenza dell’accordo con l’Università __________.

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

6.a. Ricordato che __________

non era un’università svizzera (cfr. consid. 4.a1), va detto che l’istituto nemmeno

aveva un accordo con università estere (né __________ né altre) che permettesse

ai suoi studenti di ottenere un bachelor o un master.

L’unico accordo esistente - cioè quello sottoscritto con__________

- costituiva, infatti, per dirla con le

parole del patrocinatore degli AP, una

“mera lettera d’intenti che poneva

esclusivamente le basi per la futura collaborazione […] e che quindi non

garantiva a priori l’iscrizione degli Studenti presso l’__________ e di

conseguenza neppure il conseguimento di un diploma europeo” (AI 2, pag. 5, inc.

MP __________).

In effetti, dalla lettura di tale accordo (cfr. doc. E allegato a

AI 2 inc. MP __________) la sola cosa che emerge è un intento di cooperazione molto generico da cui nulla

di concreto può essere dedotto:

“I firmatari coopereranno nelle

seguenti aeree:

· organizzazione e

realizzazione di corsi di istruzione e di laurea e lo scambio di esperienze e

di informazioni sui programmi di studio, i metodi e le procedure didattiche

appositamente concordate in relazione ai piani di studio e discipline

scientifiche;

·

docenti e scambi di studenti;

·

organizzazione e realizzazione di

progetti di ricerca congiunti e di scambio reciproco di infomlazioni sui

risultati della ricerca;

·

insegnamento e sviluppo di Facoltà

di ricerca;

·

scambio reciproco di informazioni

sulle attività accademiche e sullo sviluppo universitario programmati;

·

scambio a tutte le pubblicazioni

edite da Università e importanti per lo sviluppo delle attività scientifiche e

didattiche;

·

cooperazione bibliotecaria

reciproca e per lo scambio di libri, periodici o altro materiale informativo;

·

collaborazione dl studenti e

organizzazioni studentesche nel campo delle attività accademiche, culturali e

sportive;

·

altre aree in cui è stabilito un

interesse reciproco nella cooperazione”

(articolo 2 accordo 14.9.2013 tra __________ e __________,

allegato E a AI 2 inc. MP __________

b. Agli atti non ci sono

cifre esatte sul numero di studenti iscritti a __________. C’è, però,

l’ammontare delle rette versate nel periodo da agosto 2013 a agosto 2016 (cioè

per tutta la durata dell’attività dell’istituto) che, senza tener conto degli

importi, poi, rimborsati, ammontano a fr. 7'420'616.97 (cfr. punto 2.1

dell’AA). Ritenuto che la retta variava tra gli Euro 8'500. - e gli Euro 9'500.

- e l’iscrizione, per alcuni, è avvenuta per più anni di studio, è ragionevole

ritenere che il numero di studenti iscritti ammontasse a alcune centinaia.

7. È, dunque, chiaro

che, non essendo un istituto universitario di diritto svizzero, l’__________

non avrebbe potuto rilasciare alcun diploma (bachelor o master che sia) di

livello universitario.

È altrettanto chiaro che, l’__________ non avendo nessun accordo

con nessuna università europea (in particolare, con quella menzionata nell’AA),

gli studenti iscritti non avrebbero ricevuto da nessuna università estera (__________/_______/…)

nessun titolo di bachelor o di master.

Dando loro queste indicazioni, dunque, gli imputati hanno

ingannato coloro ai quali chiedevano/offrivano di iscriversi.

8. Occorre, ora,

determinare se l’innegabile inganno messo in atto dagli imputati fosse astuto.

Infatti, perché vi sia truffa ex art. 146 CP, non basta che la vittima sia

stata ingannata. È necessario che la vittima sia stata ingannata con astuzia.

Secondo la giurisprudenza, vi è astuzia non solo quando l'autore

si avvale di un edificio di menzogne, di maneggi fraudolenti o di una messa in

scena, ma anche laddove si limiti a fornire delle false informazioni la cui

verifica non è possibile, è difficile o non è ragionevolmente esigibile, oppure

se il truffatore dissuade la vittima dall'effettuare una verifica o prevede,

date le circostanze, che essa rinuncerà a farlo in virtù segnatamente di un

particolare rapporto di fiducia (DTF 133 IV 256 consid.

4.4.3, STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1). Il carattere astuto non

dipende dal buon esito dell'inganno. È invece determinante sapere se l'inganno

non era, o solo difficilmente, rilevabile dalla vittima, tenuto conto dei mezzi

di verifica di cui questa disponeva e della sua situazione concreta, così come

l'autore la conosce e la sfrutta (DTF 135 IV 76 consid.

5.2 pag. 79; STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1).

a. In concreto, si

trattava, con evidenza, di un inganno astuto ai sensi dell’art 146 CP, poiché:

- __________

si presentava, espressamente, come un’università di diritto svizzero;

- si

presentava, anche, come “campus universitario di alcune importanti

università europeee in linea con i dettami del trattato di Bologna”;

- offriva

due titoli di studio di valore universitario;

- offriva

sia corsi di laurea di bachelor’s degree che di master’s degree;

- metteva

in evidenza, come punto di forza, il riconoscimento di titoli di studio di

valore universitario a livello europeo;

- menzionava,

quale punto di forza, l’eccellenza didattica, spiegando che “il corpo

docente è composto da professori ed esperti di elevata competenza ed

esperienza, per assicurare elevati standard di qualità della formazione” e

precisando che “la qualità e l’eccellenza dell’insegnamento rappresentano il

fattore distintivo e di garanzia __________”;

- citava,

quale ulteriore punto di forza, “l’orientamento internazionale”,

spiegando che “le facoltà prevedono programmi di studio con contenuto ad

indirizzo internazionale, aprendo opportunità professionali a giovani che

intendono affermarsi con successo in qualsiasi parte del mondo”;

- faceva

leva sul fatto che la sede era in Svizzera, cioè in un territorio “privilegiato”,

spiegando che “la scelta del cantone Ticino __________ – Switzerland – come

sede del Campus è stata determinata dal fatto che il territorio svizzero si

colloca in un contesto economico e politico molto favorevole: da sempre la

Svizzera garantisce elevati standard di istruzione, sicurezza sociale e

qualità di vita e dunque tutto il percorso formativo sarà erogato seguendo i

dettami che vengono imposti dalle norme della Confederazione elvetica”

(sott. del red.);

- si

presentava in modo serio, facendo riferimento a un calendario delle lezioni,

insistendo sull’impegno richiesto nello studio e prevedendo, persino,

un’autorizzazione da parte degli studenti al trattamento dei dati personali

forniti in conformità alla LF sulla protezione dei dati

(cfr. estratti dal sito di __________ e modulo d’iscrizione,

allegati doc. C, D e F a AI 2 inc. MP __________).

Ricordato che l'astuzia va negata solo qualora la vittima avrebbe

potuto difendersi dando prova di un minimo di attenzione o evitare l'errore con

un minimo di prudenza, cioè quando la vittima è corresponsabile del danno per

non aver osservato le misure elementari che si imponevano (ciò che fa decadere

la tutela penale poiché la leggerezza della vittima è tale da relegare in

secondo piano il comportamento truffaldino dell'autore, cfr. Corboz, Les infractions

en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 24;

Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 234), nel caso di

specie l’inganno era astuto perché le indicazioni e le promesse false erano

fatte con modalità e inserite in un contesto che le rendeva assolutamente

credibili ed escludeva, all’inizio, la necessità di verifiche. ______, infatti, faceva credere agli studenti, in

modo molto convincente, di essere, esattamente, quel che prometteva (e che,

tuttavia, in realtà non era): un’università svizzera che operava secondo gli

standard svizzeri e che aveva concluso accordi di collaborazione con università

europee rispettose dei dettami del trattato di Bologna.

9. Il

28 settembre 2015, l’università __________ ha scritto agli studenti di __________

un’email, spiegando, in sostanza, che:

-

presso __________ erano iscritti, per l’anno accademico 2014/2015, 81

studenti __________ e di questi soltanto 7 avevano adempiuto i loro obblighi,

mentre gli altri 74 studenti non avevano sostenuto i necessari esami, da qui

l’impossibilità, per loro, di accedere all’anno accademico successivo presso __________;

- nell’anno

accademico 2014/2015 __________ non aveva adempiuto ai propri obblighi

contrattuali nei confronti di __________ (ma anche in quelli degli studenti),

ciò che rendeva impossibile per __________ portare avanti le proprie attività

in campo formativo con ______

(cfr. AI 39, doc. 3 e allegato G a AI2 inc. MP __________

Quel che traspariva dall’email era, quindi, che:

-

solo per pochissimi studenti ______

aveva provveduto alla loro iscrizione presso l’università __________;

- comunque,

__________ aveva, poi, mancato ai propri impegni con __________, cioè non aveva

pagato le rette degli studenti, ciò che, del tutto logicamente, __________

pretendeva visto che non vi era nessun accordo se non quello di una

cooperazione futura da cui, come visto, nulla di concreto poteva essere dedotto

(cfr., al riguardo, denuncia AI 2, pag. 5, consid. 4).

Per dirla con le parole di __________ (docente presso l’______ e coordinatore del corso “di laurea”

in fisioterapia):

“all’esito di tale comunicazione

[ndr. l’email 28 settembre 2015] di __________ [ndr. __________] tutti gli

altri studenti venivano ad apprendere di non essere mai stati immatricolati

presso l’Università __________” (allegato a AI 11 inc. MP ______, pag. 2),

tanto che

“diversi studenti e loro legali si

sono rivolti al __________ DIVISIONE DELLA CULTURA E DEGLI STUDI UNIVERSITARI

DEL CANTON TICINO dott. __________ il quale ha evidenziato ai medesimi la

situazione di palese illegalità dell’__________ […] Considerata tutta la

gravissima situazione venutasi a creare il sottoscritto così come gli altri

docenti accreditati presso __________ rassegnavano le proprie dimissioni”

(allegato a AI 11 inc. MP __________, pag. 3).

Del resto, sono il rettore e la segretaria di __________ a

raccontare che, in quel periodo, gli studenti si sono presentati in massa

presso l’ateneo di __________ chiedendo se erano iscritti e, avendo saputo di

non esserlo, molti di loro dicevano che:

“__________ li aveva ingannati

dicendo loro che erano iscritti in __________ e che avevano compilato il modulo

di richiesta per studiare in __________. Noi abbiamo constatato che __________

non aveva mai consegnato i moduli di richiesta, bensì aveva consegnato i moduli

di richiesta soltanto per 84 studenti per i quali aveva ritirato anche i moduli

di iscrizione. Presto era diventato evidente che __________ non intendeva

pagare le quote di iscrizione né le rette per parecchi studenti; anche per gli

84 studenti aveva pagato solo l’iscrizione, per questo non aveva mai portato

gli studenti in __________ né aveva consegnato la loro documentazione. Gli

studenti __________ e i loro genitori hanno iniziato a venire in massa, molto

preoccupati, ad __________ […] Venivano sempre più studenti con i

genitori e ci chiedevano di risolvere in qualche modo la situazione. Presto

hanno cominciato a venire anche i professori ingannati dicendo che i loro

studenti erano stati truffati” (interrogatorio in via rogatoriale __________,

AI 158 inc. MP ______, pag. 5; sott. del red; cfr., anche, interrogatorio

in via rogatoriale __________. AI 158 inc. MP __________, pag. 8).

A partire da questo momento, le informazioni che li avevano

determinati ad iscriversi alla ______

dovevano, per tutti gli studenti, rivelarsi per quel che erano: un castello di

bugie.

È ben vero che AP 1 ha, ancora, provato a dare una spiegazione

agli studenti riguardo all’email di cui sopra, sostenendo che il rettore

dell’università _________ (__________) aveva “subìto una frattura all’anca” ciò

che lo aveva portato a dimettersi lasciando il “posto alla figlia __________,

la quale avrebbe deciso di aumentare la retta che l’__________ avrebbe dovuto

versare __________ per noi studenti” (VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4,

AI 8 a inc. MP __________). La spiegazione non era, però, minimamente

credibile. Non solo perché, comunque, l’email in questione era firmata dal

rettore e non dalla figlia, ma anche perché l’imputato pretendeva che “tutto

ciò non era vero, che i rapporti con __________ erano anche buoni e che il

contratto era tuttora valido e in essere” millantando di avere dei

documenti a comprova di quanto diceva, salvo, poi, nonostante le loro

richieste, rifiutare di mostrare agli studenti questi documenti (cfr. VI SG

13.5.2016 __________, pag. 4, AI 6 inc. __________

Per tacere del fatto che dell’infondatezza delle spiegazioni di AP

1 hanno avuto conferma alcuni studenti recatisi in __________. Essi, in

quell’occasione, hanno, infatti, avuto modo di parlare direttamente con il

rettore __________ il quale, non solo ha smentito di aver subìto un qualsiasi

infortunio, ma si è espresso in termini non “propriamente positivi” su ______ (cfr. VI 13.5.2016PC 8, pag. 4, AI 5 inc. MP __________).

10. Solo con l’email 28

settembre 2015 di __________, quel che prima poteva essere ritenuto

un’incongruenza senza particolare significato (ad esempio l’episodio della

professoressa d’inglese che aveva invitato gli studenti ad andarsene ma che era

stata immediatamente allontanata da __________, alcune anomalie riguardo

all’immatricolazione presso __________ per alcuni studenti, il richiamo da __________

a qualche studente per sollecitare il pagamento della retta, l’organizzazione

non propriamente ottimale delle lezioni) doveva

assumere una rilevanza maggiore e far nascere l’esigenza improrogabile di

rivolgersi al DECS (tant’è vero che alcuni studenti, come riferito da __________,

hanno, effettivamente, agito in questo modo).

11.a. È, quindi, accertato

che AP 1 e IM 1 hanno, per il periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015,

astutamente ingannato gli studenti facendo loro credere, contrariamente al

vero, che __________ era un’università svizzera e che al termine dei loro studi

avrebbero ottenuto due titoli di valore universitario, uno valido in Svizzera e

uno valido a livello europeo, inducendoli, così in errore. Sulla base di tale

errore, gli studenti hanno pagato la retta, compiendo, così, un atto

pregiudizievole al loro patrimonio (cfr. Corboz, Les infractions en droit

suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 33; Donatsch,

Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 239-240; DTF 122 IV 279 consid.

2a e 121 IV 107 consid. 2c riferite al reato di amministrazione infedele).

Benché IM 1 non abbia presentato appello, in virtù dell’art. 392

cpv. 1 CPP il periodo delle malversazioni deve essere ridotto anche per lei.

b. I

primi giudici hanno sostenuto che, in concreto, non sarebbe possibile

quantificare, “anche solo sommariamente”, il danno, poiché non è

possibile “determinare quanti e quali studenti […] abbiano comunque potuto

continuare il loro percorso di studi presso un altro istituto scolastico,

rispettivamente se e quanti dei loro pregressi crediti sono stati riconosciuti

da altri atenei” (cfr. consid. 13.1.2.2 sentenza impugnata, pag. 97).

L’argomentazione non può essere condivisa.

Accertato che __________ non era un’università e che non aveva

sottoscritto alcun valido accordo con università europee è, di principio,

escluso che gli studenti possano aver beneficiato di “crediti pregressi” presso

altri atenei.

Detto questo, le rette pagate dagli studenti da agosto 2013 al

28.9.2015, ammontano a fr. 5'009'299.69 (cfr. CARP XXIII), importo che

corrisponde al danno da loro patito.

Tuttavia, ritenuto che i primi giudici hanno condannato gli

imputati per aver causato agli studenti un danno, rispettivamente per aver

procurato a sé o a altri un indebito profitto non meglio precisati, in assenza

dell’appello del PP riguardo a tale dispositivo, questa Corte ritiene che

cifrare (in fr. 5'009'299.69) il danno causato e l’indebito profitto percepito

costituirebbe (in particolare, per le sue conseguenze) una materiale violazione

del divieto della reformatio in peius (art 391 cpv. 2 CPP).

c. Dagli atti emerge

chiaramente che, con la loro attività truffaldina, gli imputati si sono

garantiti un reddito regolare: sia percependo da __________ uno stipendio

mensile sia attingendo, direttamente, dal patrimonio dell’istituto per scopi

personali (e meglio come si dirà in seguito). Del resto, non risulta che

durante il periodo in questione AP 1 e IM 1 abbiano svolto altre attività per

garantirsi il sostentamento. Essi hanno, quindi, agito per mestiere.

d Gli imputati vanno,

quindi, riconosciuti autori colpevoli di truffa aggravata ai danni degli

studenti di __________ L’appello di AP 1, su questo punto, è accolto

limitatamente al periodo dal 28.9.2015 a agosto 2016 e, come detto, in virtù

dell’art. 392 CPP, gli effetti del suo appello vengono estesi anche a IM 1.

l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

12. Al punto 1.1. dell’AA,

agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________

per complessivi fr. 917'043.22 destinando tale importo a scopi personali, comunque

estranei all’associazione.

I primi giudici hanno prosciolto AP 1 e IM 1 da tale imputazione.

La PP ha impugnato tale proscioglimento e ha chiesto che AP 1 e IM

1 siano riconosciuti autori colpevoli di amministrazione infedele ai danni di ______ così come indicato al punto 1.1 dell’AA.

13. I

primi giudici hanno decretato il proscioglimento di AP 1 e IM 1 da tale

imputazione argomentando, primariamente, che non c’è concorso ideale tra questo

reato e quello di truffa di cui al punto 2.1 dell’AA.

L’argomentazione non è condivisa da questa Corte.

Tra il reato di truffa ai danni degli studenti di __________ e

quello di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________,

sussiste, infatti, un concorso reale.

Il comportamento che viene rimproverato con i due reati è diverso:

costitutivo della truffa è l’aver ingannato astutamente gli studenti, mentre

costitutivo dell’amministrazione infedele è l’aver usato i fondi di ______ per scopi diversi da quelli

dell’associazione.

Oltre a ciò, i danneggiati sono diversi: il patrimonio danneggiato

dal reato ex punto 2.1 dell’AA è, infatti, quello degli studenti, mentre quello

danneggiato dal reato di cui al punto 1.1 dell’AA è il patrimonio di __________.

14. Dagli atti emerge

quanto segue.

14.1. __________ era

un’associazione senza scopo di lucro iscritta a RC. Il suo patrimonio era

costituito, in sostanza, dalle rette versate dagli studenti (cfr. rapporto di

ricostruzione finanziaria AI 183 inc. MP __________, pag. 11).

A gestire l’istituto erano AP 1 (che, sin dall’inizio

dell’attività dell’associazione, ha ricoperto la carica di direttore generale

con firma individuale, cfr. estratto RC __________ in AI 3.1) e IM 1:

l’imputato, riguardo al suo ruolo, ha tenuto a precisare che si occupava “di

tutto quanto” riguardava l’associazione (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI

41 inc. MP __________), mentre l’imputata ha spiegato che “in definitiva, a

gestire l’istituto siamo io, per quel che concerne la parte amministrativa, e AP

1 per le decisioni importanti” (VI PP 25.8.2016, pag. 8, AI 40 inc. MP __________).

Perfettamente in linea con quelle degli imputati sono, fra le

altre, le dichiarazioni di __________ (assunta come aiuto di IM 1 in ambito

amministrativo):

“AP 1 e IM 1 erano le persone che

dirigevano la struttura. Tutto il personale rispondeva a AP 1 e IM 1. AP 1

ricopre il ruolo di direttore, so che era lui unitamente alla signora IM 1 che

avevano potere decisionale. […]

Voglio precisare che la struttura

era molto gerarchica. AP 1 e IM 1 erano al vertice e non c’era la possibilità

di discutere delle loro decisioni” (VI SG 16.8.2016, pag. 2-3, AI 20 inc. __________).

Così come quelle di __________ (docente e coordinatore didattico):

“presso __________ vi è un sistema

piramidale. In cima alla piramide si possono mettere IM 1 e AP 1” (VI PP 16

agosto 2016, pag. 2, AI 21 inc. MP __________).

Oppure ancora da quelle di __________, della fiduciaria __________

- società che avrebbe dovuto occuparsi dell’allestimento della contabilità di __________,

ma che non ha mai, nonostante i vari solleciti, ottenuto la necessaria

documentazione - il quale ha affermato che:

“Preciso che in pratica era IM 1

che si occupava completamente delle questioni amministrative […]. Come già

accennato io discutevo di queste cose unicamente con IM 1” (VI PP 30.5.2018,

pag. 3 e 7, AI 251 inc. MP __________).

Che AP 1 fosse il motore di __________ e il principale referente

per studenti, docenti e autorità, risulta evidente dagli atti:

- era

lui a intrattenere i rapporti verso l’esterno, ad esempio la corrispondenza con

il DECS nell’ambito della procedura di accreditamento (cfr. corrispondenza in

AI 3.1 inc. MP __________),

- a

interfacciarsi con gli studenti per iscritto (cfr. email di cui ai doc. I e J

allegati a AI 2) e verbalmente (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3 AI 6

inc. MP __________),

- a

contattare le persone da assumere (cfr. VI PP 17.5.2016 __________, pag. 2, AI

9 inc. MP __________),

- a

intrattenere i rapporti con le università, __________ in primis (cfr., ad

esempio, accordo doc. E a AI 2 da lui sottoscritto).

Quanto a IM 1, gli atti indicano che, nonostante la sua funzione

“ufficiale” di segretaria, ella rivestiva un ruolo di primo piano in seno a ______:

- gestiva

da sola colloqui di assunzione (cfr. VI PP 16.8.2016 __________, docente, pag.

2, AI 19 inc. MP __________),

- vi

partecipava, alla pari, con AP 1 (VI PP 18.8.2016 PC 5, rettore, pag. 2, AI 24

inc. MP __________),

- gestiva

i colloqui con gli studenti (da sola, cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 2, AI 5

inc. MP __________, oppure con AP 1, cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3,

AI 6 inc. MP __________),

- si

interfacciava con i docenti che si lamentavano del mancato pagamento dello

stipendio (cfr. VI PG 25.8.2016 __________, pag. 2, allegato 1 a AI 181) e con

gli studenti che chiedevano informazioni (cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 3, AI

5 inc. MP __________),

- si

occupava “della parte amministrativa, come pure di quella di coordinamento

didattico” e meglio “si occupava di amministrazione in merito ai

pagamenti e alle quote d’iscrizione” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4,

allegato 2 a AI 181),

- collaborava

“nella programmazione del programma scolastico” (VI PG 25.8.2016 __________,

pag. 4, allegato 2 a AI 181),

- seguiva

i rapporti con __________ (cfr. AI 158 inc. MP __________, interrogatorio __________

in via rogatoriale, pag. 3-4).

Anche dal profilo finanziario, la gestione di ______ (il cui patrimonio, era costituito dalle

rette versate dagli studenti sui conti bancari intestati all’associazione

aperti presso __________ e __________, cfr. VI PP 25.8.2016 IM 1 secondo cui le

rette erano l’unica entrata su cui ______

poteva contare, pag. 5, AI 40 inc. MP __________; cfr., anche, ricostruzione

finanziaria AI 183, allegato 1, inc. MP ______)

era in mano agli imputati.

Essi avevano, del resto, diritto di firma individuale sui conti: AP

1 su tutti e tre i conti (n. __________ e n. __________ presso __________

rispettivamente n. __________ presso __________, IM 1 su quello in __________ e

sul primo dei due citati conti in __________ (cfr. documenti di apertura in

classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1 e documenti di apertura in

classificatore “Esiti __________”, seconda separazione, AI 110 e 18, scatola

9/10). Sul conto n. __________ presso __________ l’imputata aveva, comunque, possibilità

di disporre sia mediante la carta __________ che si era fatta rilasciare sia

mediante il sistema __________ della __________ (cfr. documenti di apertura in

classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1, scatola 9/10). Al

riguardo va rilevato, da un lato, che le transazioni a debito di questo conto

sono avvenute tutte mediante prelevamenti con la carta oppure mediante sistema __________

(cfr. estratti conto in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 2,

scatola 9/10), d’altro lato che su questo conto non sono state accreditate

rette degli studenti (cfr. allegato 1 a AI 183 inc. MP __________) e le entrate

provengono, praticamente tutte con pochissime eccezioni, dall’altro conto

aperto in __________.

A occuparsi dei pagamenti, concretamente, era IM 1, tanto che la

sua assistente, __________, ha riferito che:

“per quanto concerne i conti

bancari e i pagamenti in genere io so solo che si interfacciavano tutti quanti

con la signora IM 1. Non so dire con esattezza se fosse lei a disporre del

diritto di firma sui conti o avere accesso ai conti in altro modo. Era comunque

lei la persona di riferimento per qualsiasi tipo di pagamento” (VI SG

16.8.2016, pag. 3, AI 20 inc. MP __________).

14.2. L’analisi dei conti

riconducibili a ______ aperti presso __________

e __________, ha evidenziato:

- da

un lato prelevamenti a contanti in ragione di fr. 1'454'989.98,

- d’altro

lato, pagamenti estranei agli interessi dell’associazione.

Si tratta, in particolare, dei seguenti pagamenti:

- a

favore della __________, in ragione di fr. 53'116.40, nel senso che sono state

pagate fatture emesse da terzi a carico __________ (cfr. allegati 7 e 19 a

ricostruzione finanziaria AI 183, inc. MP __________);

- a

favore dell’__________, in ragione di fr. 5'464. -, nel senso che sono state

pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata associazione (cfr.

allegato 5 a AI 183, inc. MP __________);

- a

favore della __________, in ragione di fr. 1'132.41, nel senso che sono state

pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata società (cfr.

allegato 6 a AI 183, inc. MP __________);

- a

favore di __________, in ragione di fr. 51.01, nel senso che è stato pagato

tale importo che era dovuto dalla citata società all’Ufficio esazione e condoni

(cfr. allegato 8 a AI 183, inc. MP __________);

- a

favore di __________, in ragione di fr. 15'954.48 (cfr. allegato 17 a AI 183,

inc. MP __________);

- a

saldo di fatture private degli imputati, in ragione di fr. 129'709.03 (cfr.

allegato 4 a AI 183, inc. MP __________).

Dall’analisi è, anche, risultato un uso per scopi privati, da

parte degli imputati, delle carte di credito appoggiate sul conto intestato a ______ e aperto presso __________, e meglio in

ragione di fr. 36'579.82 (cfr. allegato 20 a AI 183, inc. MP __________).

14.3. Detto che entrambi gli

imputati hanno sostenuto che gli importi prelevati a contanti erano stati

usati, in massima parte, per le spese di ______

e ricordata l’assenza di qualsiasi contabilità in seno all’istituto (tanto che IM

1 e AP 1 rispondono per il relativo reato ex art. 166 CP), per ricostruire la

destinazione data a tali fondi agli imputati è stata messa a disposizione tutta

la documentazione contabile sequestrata (giustificativi, scontrini, fatture,

ecc.).

La ricostruzione è opera esclusiva di IM 1 e AP 1 (cfr. VI PP

5.1.2017 AP 1, pag. 4-5, AI 128 inc. MP __________; VI PP 5.1.2017 IM 1, pag.

2-3, AI 127 inc. MP __________).

Una prima versione è stata trasmessa dal difensore di IM 1 al PP

in data 13.11.2017 (cfr. AI 175), posto che l’imputata ha tenuto a precisare

che, prima della consegna all’avv. DI 2, aveva “rivisto il tutto” con

l’imputato (cfr. VI PP IM 1 31.1.2018, pag. 3, AI 113 inc. __________). Essa

giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 1'192'915. - e

lasciava senza destinazione l’importo di fr. 256'040.63 (cfr. VI PP 11.12.2017 AP

1, pag. 15, AI 30 inc. MP __________).

Va detto che alla ricostruzione non era stata allegata

(fisicamente) buona parte dei giustificativi in essa menzionati (cfr. VI PP

31.1.2018 IM 1, AI 113 inc. __________; VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30

inc. __________): in sostanza, erano stati giustificati numerosi prelevamenti a

contanti sulla base d’indicazioni date dagli imputati per le quali, tuttavia,

non c’era alcun riscontro cartaceo. Inoltre, la medesima non teneva debitamente

in conto spese comprovatamente personali degli imputati quali, ad esempio, il

contributo alimentare a favore della figlia di AP 1 pagato con soldi di __________

(cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP ______).

Gli stessi imputati hanno, quindi, autonomamente proceduto alla

sua completazione e ad un suo aggiornamento. IM 1 ha, quindi, consegnato al PP

una seconda versione, il 16.2.2018 (cfr. VI PP 5.3.2018 IM 1, pag. 2, AI 155

inc. __________). A tale ricostruzione (che giustificava i prelevamenti in

contanti in ragione di fr. 256'727.41 e Euro 356'862.57 e lasciava il resto

senza una destinazione, cfr. VI PP 15.3.2018 AP 1, pag. 4, AI 177 inc. MP __________)

sono, poi, stati apportati dei correttivi da parte della polizia giudiziaria

sezione reati economico-finanziari, e ciò a seguito di diverse incongruenze:

alcuni dei giustificativi prodotti si riferivano a pagamenti effettuati per

bonifico o mediante carta di credito, altri erano stati usati due volte nella

ricostruzione, alcuni non erano, manifestamente, attinenti all’attività di ______; inoltre, alcuni importi erano stati

considerati come giustificati, benché costituissero, palesemente, dei prestiti

o delle donazioni per scopi privati (cfr. allegati 23 e 24 a AI 183 inc. MP __________).

Quel che emerge dagli atti è che:

- la

ricostruzione è stata allestita in modo autonomo e libero dai due imputati;

- una

prima ricostruzione è stata consegnata al PP il 13.11.2017 ed è, quindi, stata

allestita prima del loro arresto (avvenuto l’11.12.2017). Con il che AP 1 e IM

1 avevano la possibilità di attingere, oltre che alla documentazione messa loro

a disposizione dagli inquirenti (e cioè a tutta la documentazione sequestrata

presso __________) a eventuale altra documentazione di cui, solo in un secondo

momento, hanno millantato non potersi escludere l’esistenza;

- essi

hanno pienamente condiviso i criteri della ricostruzione, prima di tutto per

esserne stati, in sostanza, gli artefici, secondariamente perché, nel corso di numerosi

interrogatori, sono stati regolarmente informati sugli sviluppi della medesima,

in particolare sui correttivi che si imponevano a fronte di alcune manifeste e

palesi incongruenze;

- durante

tali interrogatori, né IM 1 né AP 1 hanno, mai, messo in discussione il metodo

in sé della ricostruzione;

- nell’ambito

della ricostruzione, essi hanno goduto di piena autonomia e hanno, anche, avuto

modo di avanzare delle richieste sul materiale da mettere loro a disposizione

(ad esempio quaderni d’appunti, agende).

Indicative dell’autonomia di cui si diceva, ma anche del fatto che

sono stati, proprio, gli imputati, ad allestire la ricostruzione incrociando il

materiale a loro disposizione rispettivamente chiedendo altri supporti agli

inquirenti, appaiono, del resto le dichiarazioni di IM 1:

“Inizio col precisare che ho avuto

a disposizione la documentazione che era stata sequestrata presso __________,

direttamente presso gli Uffici della Polizia. In pratica ho verificato faldone

per faldone quanto contenuto a livello di documentazione, sia per data che per

fornitore. Ho poi chiesto la stampata di tutti i movimenti concernenti le

relazioni __________ e ho poi provveduto a incrociare i dati, aggiungendo anche

le spese varie per cui vi erano degli scontrini di cassa ritrovati nella

documentazione. ADR sia la prima parte di verifica faldone per faldone,

sia la ricostruzione di fondo sono state da me allestite. Successivamente ho

rivisto il tutto con AP 1 prima di consegnarlo al mio avvocato […] Dichiaro che

è mia intenzione completare questa ricostruzione, nel senso che, come mi viene

chiesto dalla PP, per ogni voce indicata nella stessa verrà fotocopiato il

giustificativo, che si tratti di fattura e/o annotazione sull’agenda dei motivi

per cui un determinato importo è stato consegnato. Chiedo a tal fine di poter

avere anche, per poter svolgere questo lavoro, i quaderni su cui ho annotato i

miei appunti e che sono stati sequestrati in occasione del mio arresto. Inoltre

dovrò avere a disposizione anche le agende, anch’esse sequestrate in occasione

del mio arresto, per poter fotocopiare le annotazioni” (cfr. VI PP 31.1.2018 IM

1, pag. 2-3 e 5, AI 113 inc. MP __________).

Se IM 1, della ricostruzione, è stata l’esecutrice materiale, AP 1

ha, non di meno, “rivisto” il lavoro dell’imputata e lo ha avallato, non

senza apportarvi il suo (discutibile, ma questa è un’altra storia) contributo:

ad esempio, per giustificare con documentazione creata ad arte consegne di

denaro __________ (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 2-3, AI 252 inc. MP __________)

oppure per giustificare talune consegne in contanti a terzi con la restituzione

di prestiti a suo tempo fatti a __________ (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 4,

AI 113 inc. MP __________).

14.4.a. Riguardo ai prelevamenti

in contanti, AP 1 ha dichiarato che essi servivano, in massima parte, per

pagare spese di ______ e, “in piccola

parte”, per pagare fatture personali (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41

inc. MP __________).

Poiché egli, così come l’imputata, non era in grado di spiegare la

destinazione data ai fondi prelevati (tanto che di fronte a una prima cifra

intermedia contestatagli dagli inquirenti, di molto inferiore rispetto

all’importo definitivo, egli ha affermato “che l’importo in contanti mi

sembra eccessivo, non so dare una spiegazione”, VI PP 25.8.2016, pag. 5, AI

41 a inc. MP __________), si è, come detto, reso necessario procedere alla

ricostruzione di cui al considerando che precede.

Riguardo ai pagamenti a favore di terzi, l’imputato si è, così,

espresso:

- per

i pagamenti a favore della __________ (di cui AP 1 era presidente), dell’__________,

di __________ (di cui AP 1 era gerente) e di __________, si trattava di “fatture

pagate da __________ per mio conto” che, quindi, “dovranno andare a

scalare quanto a me dovuto quale stipendio”, ammettendo, quindi, che erano

società che non avevano alcun legame con l’associazione (VI PP 5.1.2017, pag.

4, AI 128 inc. MP __________);

- per

i pagamenti a favore di __________, si trattava dei contributi alimentari

versati per la figlia che, anche in questo caso, “andranno dedotti dal mio

stipendio” (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).

Per quanto concerne le spese personali sostenute attingendo dai

fondi dell’associazione, egli ha affermato che:

“si tratta di importi che andranno

compensati con il mio stipendio, considerato che io non ho ricevuto

regolarmente lo stipendio dalla __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128

inc. MP __________)

limitandosi a dire che “riteneva” di aver ricevuto da ______ meno di quanto gli era dovuto, senza,

tuttavia, essere in grado di quantificare né a quanto ammontavano gli stipendi

arretrati né a quanto ammontavano le spese personali sostenute con i fondi di ______ (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________).

b. Analogamente

all’imputato, IM 1, avuto riguardo ai prelevamenti a contanti, in sede

d’inchiesta ha dichiarato:

“per la maggior parte questi

importi venivano utilizzati per effettuare pagamenti di pertinenza di __________,

ma in parte anche per effettuare dei pagamenti personali miei e di AP 1.

Preciso che noi non prendevamo lo stipendio e quindi procedevamo ad effettuare

questi pagamenti quale compensazione. […] Non sono in grado di quantificare per

quale cifra sono state fatte” (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________).

Anche l’imputata ha, quindi, ammesso che i fondi di ______ erano stati, in parte, usati per scopi

personali estranei all’associazione precisando che si trattava d’importi che

andavano, poi, dedotti dagli stipendi arretrati.

E con riferimento allo stipendio, IM 1 ha dichiarato:

“Io lo stipendio dovrei riceverlo

da __________. Per il pagamento del mio stipendio _____ emette delle fatture a __________.

Sapendo che __________ aveva necessità di liquidità non ho mai ritenuto

di dover procedere al prelevamento del mio salario. Ho solo proceduto al

pagamento di mie fatture personali. Ritengo tuttavia di non aver mai superato

l’importo di fr. 6'000.00 mensili previsti dal contratto di lavoro con __________

(VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________; sott. del red.).

c. Dagli atti emerge,

con evidenza, che né IM 1 né AP 1 hanno tenuto un conteggio degli stipendi

arretrati (che del resto non sono mai riusciti a quantificare, nemmeno

sommariamente) e, neppure, delle spese personali effettuate con i fondi di

pertinenza di __________.

Una circostanza, questa, che rende del tutto inattendibile la tesi

della compensazione che presuppone, inevitabilmente, di avere contezza circa

l’ammontare delle relative obbligazioni che si pretende porre in compensazione

l’una dell’altra.

Non solo. La circostanza è, chiaramente, indicativa della loro volontà

di usare il patrimonio di ______ per scopi

personali e, comunque, estranei all’associazione, senza minimamente

preoccuparsi dei rapporti di dare e avere con essa. Diversamente, se, come

preteso, la loro preoccupazione fosse stata, realmente, quella di adoperarsi

affinché gli interessi economici dell’associazione venissero preservati (cfr.

verb. dib. di primo grado, pag. 18), avrebbero tenuto un conteggio di quanto

speso e degli stipendi a cui, ancora, avevano diritto. Condizione, questa,

imprescindibile - come detto - per procedere a una compensazione delle due

poste.

Riguardo all’imputata, concorre a rendere (definitivamente)

inattendibile il suo racconto, il fatto che, inizialmente, ha preteso di non

aver mai percepito lo stipendio (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________),

per poi aggiustare la sua versione - di fronte all’ampiezza della voragine di

prelevamenti a contanti e in palese difficoltà nel giustificarla - aggiungendo

agli stipendi arretrati cui avrebbe avuto diritto anche le ore straordinarie

che avrebbe accumulato e le vacanze non godute (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3,

AI 212 inc. __________): ore straordinarie e vacanze di cui mai, prima, aveva

riferito e per le quali non aveva tenuto un conteggio. Quanto all’imputato, il

suo prelevare a piene mani per onorare debiti suoi nel patrimonio di ______ come se fosse suo (basta ricordare che egli

ha pagato con i fondi di ______ il contributo

alimentare per la figlia, anche in questo caso senza tenere alcun conteggio,

cfr. VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________) era tale da rendere

impossibile credere che egli, realmente, intendesse procedere a una

compensazione.

Già solo in considerazione di quanto precede gli imputati, non

sono credibili. Sennonché, dagli atti, emergono altri elementi che

contribuiscono a inficiare la loro già compromessa affidabilità.

14.5.a. Già si è detto che l’imputato

ha, da subito, pacificamente ammesso che i pagamenti a favore di terzi, tra cui

- in particolare - quelli a favore della __________, erano da considerarsi sue

spese personali, poiché tali enti rispettivamente persone non avevano un legame

con __________ (cfr. consid. 14.4.a). Poco importa che, nel momento in cui egli

si è espresso in questi termini alcuni degli importi contestatigli riguardanti,

appunto, i pagamenti a terzi erano ancora in fase di elaborazione e, quindi,

diversi da quelli finali: la sua era, manifestamente, una presa di posizione di

principio che prescindeva dalle singole cifre.

In un secondo momento, AP 1, contraddicendo queste sue precedenti

dichiarazioni, ha preteso di giustificare cospicue somme di denaro prelevate in

contanti dai conti di ______ con consegne a

favore della __________, sostenendo che:

“nella stessa gravitano persone che

a noi interessavano, quali medici o altro e poi sarebbero venuti a tenere delle

lezioni presso __________. ADR che questi professori sarebbero stati

pagati per le lezioni che tenevano, anche se probabilmente quanto venivano

pagati era di molto inferiore rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere

presso altri istituti” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

La contraddizione di queste dichiarazioni (rese quando l’imputato

era in palese difficoltà nel giustificare la voragine di prelevamenti in

contanti) con quelle fatte in precedenza è evidente. Se i pagamenti per

bonifico a favore della __________ erano da considerarsi come spese personali

dell’imputato poiché ______ non aveva nessun legame con questo ente, non si

vede perché, invece, dovrebbero essere qualificate diversamente le somme di

denaro versate in contanti.

Per tacere del fatto che il racconto di AP 1, al riguardo, è, a

dir poco, inverosimile: si sarebbe, infatti, trattato di versamenti fatti

anticipatamente, per pagare docenti non meglio identificati che avrebbero

tenuto non meglio precisate lezioni in un futuro tutto da definire.

Del resto, è l’imputato a contraddirsi, di nuovo, laddove ha

affermato che, in realtà, le somme in questione sarebbero andate a saldare il

canone di locazione dovuto dalla __________ al locatore degli uffici che essa occupava

(VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. __________) e, quindi, non riguardavano

il pagamento di lezioni.

A destituire di qualsiasi fondamento questa fantasiosa versione

dell’imputato concorrono, poi, le dichiarazioni di IM 1 che al riguardo

(peraltro anche lei solo in un secondo momento, poiché inizialmente aveva

affermato di non essere in grado di riferire nulla in proposito, cfr. VI PP

5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________) ha preteso che il denaro dato

alla __________ era da intendersi come un’operazione di marketing affinché

quest’ultima divulgasse “l’esistenza di __________” (VI PP 31.1.2018,

pag. 4, AI 113 inc. MP __________): nulla a che vedere, quindi, con il

pagamento d’ipotetiche lezioni a ipotetici docenti. Che le due divergenti

versioni siano indicative del tentativo, da parte di entrambi gli imputati, di

giustificare i prelevamenti a contanti anche a costo di raccontare il falso,

appare evidente.

Il successivo cambio di versione di AP 1, che ha esteso le

finalità dei soldi consegnati alla __________ al finanziamento di un _____ e al

finanziamento di eventi in generale (VI PP 15.3.2018, pag. 5, AI 177 inc. MP __________)

concorre a rendere inattendibile il suo racconto. Per tacere del fatto che, in

ogni caso, né il _________ né il finanziamento di eventi della __________

possono, ragionevolmente, rientrare in spese attinenti l’attività di ______.

Per finire va rilevato che l’analisi dei conti bancari ha

evidenziato come, in realtà, ______ abbia pagato spese vive del citato ente che

nulla avevano a che vedere né col pagamento di lezioni né con una campagna

marketing (cfr., ad esempio, allegato 19 AI 183 inc. MP __________ da cui

risulta il pagamento di fatture dovute dalla __________ ad una società di

viaggi, la __________).

b. L’imputato ha, poi,

sostenuto che alcuni enti e persone avrebbero “reclutato” studenti per ______ e

che, per questo motivo, ______ li avrebbe ricambiati con importi in contanti.

Ciò sarebbe avvenuto, ad esempio, da parte di tale monsignor __________:

“i versamenti effettuati a

Monsignor __________ servivano per le opere caritatevoli da loro seguite. Si

trattava del miglior ringraziamento per avermi aiutato a reclutare studenti per

__________” (VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 inc. MP __________).

Neanche su questo tema, AP 1 è credibile.

Dapprima, perché questa non è l’unica sua versione in merito. Per

esempio, al dibattimento d’appello, fra l’altro, ha detto di essere stato lui,

percorrendo in lungo e in largo l’__________, a reclutare gli studenti (verb.

dib. d’appello, pag. 4 dove ha aggiunto che tale modalità di reclutamento gli

aveva consentito di “riferire alle persone che contattavo che l’__________

non poteva rilasciare diplomi”).

Poi, perché la tesi è in sé inverosimile per i motivi che seguono.

Per ammissione dell’appellante, non c’erano accordi scritti con

gli enti e le persone che avrebbero aiutato __________ a reclutare studenti

(cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 __________): una circostanza che, già in

sé, rende ben poco credibile il racconto dell’imputato, ritenuto che, per un

istituto che si voleva di livello universitario, simili accordi andavano,

semmai, formalizzati, anche per stabilire i reciproci impegni dei contraenti.

Che non vi sia alcun dato del numero di studenti che, in virtù dell’intervento

di questi enti e persone, sarebbero giunti a __________, costituisce, poi, un

altro elemento che compromette l’attendibilità della tesi di AP 1: non è,

seriamente, ipotizzabile che __________, senza nemmeno sapere quanti studenti

tali enti e persone avessero, effettivamente, apportato, si metta a versar loro

degli importi a caso quale “ringraziamento”. Nemmeno è verosimile che, se

realmente __________ avesse apportato “molti” studenti, l’imputato non

abbia saputo citarne almeno uno (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________).

Del resto, con riferimento a monsignor __________, è AP 1 ad ammettere (di

fronte all’evidenza dei documenti contestatigli) che con gli importi a suo

favore ______ aveva pagato l’affitto di quest’ultimo, rispettivamente un suo

debito personale nei confronti della diocesi di __________ (cfr. VI PP

15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Non occorre spendere troppe

parole per spiegare che non è, francamente, serio anche solo ipotizzare che

pagare affitti e debiti di un terzo da parte di un istituto che si pretendeva

di livello universitario possa costituire il pagamento di prestazioni da

inserirsi in un’operazione di reclutamento.

Tanto più che IM 1, per spiegare come ______ si fosse mossa,

inizialmente, per reclutare gli studenti ha parlato di “volantinaggio” senza

minimamente accennare a enti o persone in particolare (cfr. VI SG 25.8.2016,

pag. 5, AI 40 inc. MP __________). È, poi, quasi superfluo rilevare che

l’attitudine menzognera di AP 1 è manifesta già solo se si considera come egli

abbia tentato di spacciare come “opere caritatevoli” i soldi versati a

monsignor __________ (peraltro - ciliegina sulla torta - suo amico da oltre

trent’anni, cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. __________), lasciando

intendere che si trattasse di progetti di ampio respiro da parte di

quest’ultimo, salvo, poi, dover ammettere, di fronte all’evidenza delle contestazioni,

che si trattava del pagamento di suoi debiti personali.

c. Sempre in un secondo

momento e sempre in affanno per la voragine di prelevamenti in contanti, AP 1

ha, poi, preteso che i fondi prelevati sarebbero serviti, in parte, a

rimborsare dei prestiti effettuati da amici all’inizio dell’attività di ______:

“Nel momento in cui __________ è

nata la stessa non aveva denaro e quindi alcuni amici che hanno creduto in __________

hanno prestato denaro alla stessa che negli anni successivi è stato almeno in

parte rimborsato” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

Detto che, a sostegno di tali prestiti (peraltro piuttosto

ingenti) non vi è alcun documento (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30

inc. __________), la sua (nuova, poiché non ne aveva, mai, parlato prima)

versione si scontra con le prime dichiarazioni di IM 1 (quelle più genuine

poiché non ancora condizionate dalla necessità di giustificare, a tutti i

costi, la destinazione dei numerosi prelevamenti a contanti), secondo cui:

- l’unica

entrata su cui ______ poteva contare erano le rette degli studenti,

- l’unico

prestito ricevuto per avviare l’attività di ______ era stato quello da parte di

__________, in ragione di “un importo di CHF o EUR 50/60’000”,

- non

erano mai stati fatti altri tentativi per reperire capitali,

- inizialmente,

in attesa del versamento delle prime rette da parte degli studenti, ______

aveva ricevuto un prestito unicamente da __________ e a tutti i fornitori

era stato chiaramente spiegato che le loro fatture sarebbero state onorate solo

nei mesi successivi, man mano che avremmo avuto le prime entrate”

(VI SG 25.8.2016, pag. 4, AI 40 inc. MP __________).

Del resto, che ______ non avesse una sufficiente dotazione di

capitale iniziale è ben evidente dal fatto che, non appena gli studenti (una

volta scoperto l’inganno) hanno smesso di versare le rette, l’associazione è,

sostanzialmente, collassata.

In ogni caso, se, realmente, l’attività di ______ avesse potuto

prendere avvio contando su prestiti, peraltro piuttosto importanti, di amici e

conoscenti, non è dato comprendere per quale motivo, l’imputata, non ne abbia

parlato (così come, invece, ha riferito del prestito di __________) e abbia,

addirittura, spiegato di aver dovuto chiedere ai vari fornitori di pazientare

per ottenere il pagamento di quanto loro dovuto.

A ciò va aggiunto che, dagli atti, è emerso, ad esempio, quanto

segue:

- i

soldi versati a __________ non erano, in realtà, da ricondurre alla

restituzione di un prestito fatto da quest’ultimo per finanziare l’attività di ______

(come preteso nella ricostruzione), bensì ad un impegno assunto a suo tempo da AP

1 in nome e per conto di una società, la __________ (cfr. allegati 7 e 8 a VI

PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________). Del resto l’imputato, confrontato

con l’evidenza dei documenti attestanti l’impegno a suo tempo assunto in nome e

per conto __________, ha tentato di correggere il tiro rispetto alle sue

precedenti dichiarazioni affermando, prima, che i soldi versati a __________

erano in parte da ricondurre al citato impegno in nome e per conto della citata

società e in parte alla restituzione del prestito per il finanziamento di ______,

poi riservandosi di riflettere meglio sulla questione (cfr. VI PP 15.3.2018,

pag. 8-9, AI 177 inc. MP __________), salvo mai ritornare sul tema;

- i

soldi versati a __________ non erano una restituzione di un prestito per il

finanziamento di __________, bensì il pagamento degli affitti arretrati di un

appartamento a __________ locato alla già citata associazione __________ __________

rappresentata dall’imputato e abitato da quest’ultimo (cfr. allegati doc. 12 e

13 a VI PP 15.3.2018, AI 177 inc. MP __________; cfr., anche, dichiarazioni

dell’imputato al dibattimento d’appello, verb. dib. d’appello, pag. 3). La tesi

di AP 1, secondo cui Di Maio avrebbe prestato dei soldi a ______ benché già

fosse creditore nei confronti dell’associazione __________ rappresentata

dall’imputato di una somma di ben Euro 80'000. - per la locazione di un

appartamento abitato da AP 1 medesimo, non è minimamente credibile (cfr. VI PP

15.3.2018 AP 1, pag. 11, AI 177 inc. MP __________). Tanto più che __________

aveva preteso dall’imputato un accordo scritto per la restituzione degli Euro

80'000. - ed era intenzionato a trasmettere questo documento ai carabinieri

(cfr. 12 e 13 allegati a VI PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________): ciò

che dimostra che voleva riavere quanto gli spettava e che non era più disposto

ad aspettare (tantomeno, quindi, a concedere altri prestiti).

Per tacere del fatto che le ricevute

agli atti relative alla consegna di soldi a contanti a __________ attestano un

importo di Euro 18'000. - e non 80'000. - come preteso nella ricostruzione

(cfr. VI PP AP 1 16.3.2018, pag. 2, AI 237 inc. MP __________).

d. In aggiunta a quanto

precede, va annotato che AP 1:

- ha

giustificato, nella ricostruzione, parte dei prelevamenti a contanti con la

restituzione di un prestito (di 13'900. - euro o fr.) che tale __________

avrebbe fatto a ______, salvo, poi, contraddirsi e dichiarare, interrogato al

riguardo, che __________ “non ha prestato denaro. Si trattava del pagamento

delle azioni” (VI PP 15.3.2018, pag. 10, AI 177 inc. MP __________). Per

tacere del fatto che i giustificativi agli atti di soldi consegnati a __________

attestano complessivi Euro 5'400. - e non l’importo preteso nella ricostruzione

(cfr. doc. 10 allegato a AI 177 inc. MP __________);

- ha

preteso che l’importo pagato da __________ a tale __________ per l’affitto di

una foresteria a __________ per un intero anno costituisse un “benefit extra

in quanto __________ si occupava anche di questioni legate all’informatica per __________”,

salvo, poi, affermare che __________ faceva il bidello per ______ e percepiva

un salario mensile di 2'000. - fr. (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);

- ha

preteso giustificare come una spesa di ______ il pagamento di un soggiorno di

tre giorni a __________ a favore di tali __________ e __________, poiché “potevano

tornare utili in occasione del reclutamento di nuovi studenti” (lasciando,

quindi, chiaramente intendere che il reclutamento era futuro e ipotetico),

trattandosi di un “rappresentante di una nota casa farmaceutica”, rispettivamente

di un membro della “segreteria politica di __________ “ nonché “capo

infermiere presso __________” (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________),

salvo, poi, contraddirsi e affermare che il reclutamento da parte di __________

e __________ era effettivamente già avvenuto (cfr. VI PP 25.4.2018, pag. 9, AI

214 inc. MP __________;

- ha giustificato,

nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con operazioni di sdoganamento, salvo,

poi, non essere in grado di spiegare il legame di tali operazioni con __________

(cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);

- ha

giustificato, nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con il pagamento di tredici

entrate ai musei vaticani, salvo, poi, non sapere riferire nulla al riguardo

(cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________

Tutte circostanze che contribuiscono, da un lato, a rendere inattendibile

l’imputato che, in generale, ha raccontato di tutto e di più, d’altro lato, a comprovare

che AP 1 pescava nei conti di __________ /faceva uso dei fondi di __________

come se si trattasse del proprio portamonete, a beneficio suo e di suoi amici e

conoscenti.

e. Avvalora questa

conclusione anche il fatto che l’appellante, ha dichiarato che le carte di

credito appoggiate sul conto di__________ in uso a lui e a IM 1 “venivano

utilizzate unicamente per spese legate a __________” (VI PP 15.3.2018, pag.

5, AI 177 inc. MP __________), ciò che contrasta in modo evidente con le

risultanze degli atti da cui appare manifesto un uso, anche piuttosto smodato,

delle carte di credito per spese personali tra cui spicca un acquisto presso il

negozio __________ a __________, un soggiorno a __________ con la famiglia tra

Natale e Capodanno 2014, e un braccialetto acquistato per il compleanno

dell’imputata (cfr. VI PP 16.5.2018, pag. 3-4, AI 237 inc. MP __________ e

allegati 2, 4,6, 8, 10 e 12 al citato verbale).

f. A compromettere,

definitivamente, la generale attendibilità di AP 1 vi è, per finire, il suo

tentativo, in corso di ricostruzione, di giustificare alcuni prelevamenti a

contanti con documentazione creata ad hoc il 15.11.2017, quindi dopo la

consegna da parte del difensore di IM 1 della prima versione della

ricostruzione (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 3, AI 252 inc. MP __________).

14.6.a. Anche IM 1 si è spesso

contraddetta.

Inizialmente, avuto riguardo all’avvio dell’attività di ______ ha,

come detto, fatto riferimento a un unico prestito, quello ricevuto __________,

spiegando che, per il resto, aveva dovuto chiedere ai fornitori di pazientare

per il pagamento delle loro fatture fintanto che gli studenti non avessero

iniziato a versare le rette (cfr. consid. 14.5.c.). Di fronte alla necessità di

trovare giustificazione ai numerosi prelevamenti a contanti, l’imputata,

contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni, ha affermato di avere inserito

nella ricostruzione la restituzione di diversi prestiti di cui, pur non

essendovi al riguardo né un contratto né delle ricevute, si ricordava:

“sia io sia AP 1 ci ricordavamo di

questi prestiti” (VI PP 11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________).

Che IM 1 si sia ricordata di questi prestiti solo in un secondo

tempo e solo quando si trovava in affanno per giustificare la voragine di

prelevamenti, è circostanza che rende, già da sola, inattendibili le sue

(seconde) dichiarazioni.

Detto, poi, che è del tutto inverosimile che qualcuno conceda un

prestito ad un’impresa commerciale senza che venga allestito uno straccio di

documento, si aggiunge che è altrettanto inverosimile che, in assenza di

qualsiasi giustificativo, IM 1 potesse ricordarsi in dettaglio sia delle

persone che avevano erogato i prestiti, sia della loro entità e sia, anche,

degli importi restituiti. Indicativo, al riguardo, è - del resto - il fatto

che, così richiesta dagli interroganti, ha ammesso di non saper dire “se

abbiamo rimborsato tutti i prestiti richiesti da __________” (VI PP

11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________) e, più in generale

(contrariamente a quanto aveva precedentemente affermato), di non essere in

grado di riferire nulla con riferimento ai prestiti (cfr. VI PP 5.3.2018, pag.

3, AI 155 inc. MP __________).

b. Riguardo ai pagamenti

a favore di terzi, IM 1 ha:

- dichiarato

di non essere in grado di riferire nulla per i pagamenti a favore della __________,

di __________, __________, precisando che si trattava di pagamenti effettuati

su richiesta di AP 1;

- escluso,

per quanto a sua conoscenza, che __________ avesse “rapporti con __________”

(VI PP 5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________);

- spiegato,

riguardo agli importi a favore di __________, che “è la mamma di AP 1.

L’importo si riferisce agli alimenti che AP 1 deve pagare a favore della

figlia, che dovrebbero essere circa 600.00 Euro al mese. Questo importo

naturalmente andava a scalare da quello che era lo stipendio che AP 1 avrebbe

dovuto ricevere da __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 5, AI 127 inc. MP __________).

Sennonché, in seguito, ha preteso giustificare diversi

prelevamenti a contanti con importi consegnati alla __________ per l’attività

di reclutamento e, in generale, di pubblicità che avrebbe svolto per __________

(cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 4, AI 113 inc. MP __________; VI PP 5.3.2018, pag.

5, AI 155 inc. MP __________. La contraddizione con le sue precedenti

dichiarazioni è evidente: se i pagamenti mediante bonifico a favore della __________

erano una questione sulla quale, l’imputata, non era in grado di riferire

niente perché nulla sapeva al riguardo, non si vede per quale motivo, invece,

lei dovesse essere a conoscenza della finalità delle consegne in contanti. Né,

del resto, lei lo spiega.

c. Non giova alla credibilità

dell’imputata nemmeno il fatto che ella abbia affermato che le carte di credito

appoggiate sul conto di __________ erano sempre state usate nell’interesse

dell’associazione precisando che:

“Per quanto mi concerne non ne

facevo un uso personale […] è possibile che sia qualche volta capitato

che io non avessi denaro per fare la spesa e quindi utilizzassi la carta

di credito” (VI PP 20.4.2018, pag. 3, AI 212 inc. MP __________ sott. del

red.).

Le sue dichiarazioni sono, infatti, smentite: da un lato dalla

regolarità degli utilizzi, nel senso che non si trattava di utilizzi

occasionali bensì ripetuti (cfr. allegato 20 a AI 183 inc. MP __________; cfr.,

anche, VI PP 20.4.2018, pag. 9-10, AI 212 inc. MP __________); d’altro lato dal

tipo di pagamento, ritenuto che si trattava di pagamenti riferiti non soltanto

alla “spesa” (comunemente intesa come spesa di alimentari) bensì, ad

esempio, a negozi di abbigliamento (__________, __________, __________ di __________,

__________), saloni da parrucchiere, gioiellerie, negozi per articoli da

regalo, negozi di fiori, ecc. (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3-10, AI 212 inc. MP __________

e allegati 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11,12, 14, 17).

14.7. In sunto, a fronte

della generale inattendibilità degli imputati, si ha che essi non possono

essere creduti:

- né quando

pretendono che i fondi di ______ prelevati in contanti sarebbero stati usati,

in massima parte, nell’interesse dell’istituto, circostanza che, peraltro, si

scontra manifestamente con l’evidenza degli atti,

- né quando

pretendono che avrebbero compensato gli importi prelevati per scopi personali

con gli stipendi arretrati pur non avendo contezza né dell’una né dell’altra

posta,

- né quando

pretendono che i prelevamenti in contanti ai quali non hanno saputo dare una

spiegazione plausibile sarebbero da ricondurre, comunque, generalmente a

spese legate a __________

14.8. In esito ai correttivi,

come visto più che giustificati a fronte delle incongruenze nella ricostruzione

presentata dagli imputati, la polizia giudiziaria sezione reati

economico-finanziari ha, quindi, proceduto:

- a

calcolare l’ammontare degli stipendi che IM 1 e AP 1 avrebbero dovuto percepire

(e ciò partendo dai rispettivi contratti di lavoro) giungendo all’importo di

fr. 424'358.40 (cfr. allegato 18 a AI 183 inc. MP __________);

- a

estrapolare dalla documentazione bancaria gli stipendi effettivamente versati

agli imputati (fr. 127'381.17, cfr. allegati 14 e 15 a AI 183 inc. MP __________;

- a

calcolare, partendo dalla documentazione bancaria e dalle dichiarazioni degli

imputati, i fondi usati per bonifici e pagamenti estranei all’istituto (cfr.

consid. 14.2, rispettivamente cfr. allegati 4, 5, 6, 7, 8, 17 e 19 a AI 183

inc. MP __________) giungendo all’importo di fr. 242'007.15;

- a

dedurre dal totale degli stipendi maturati (fr. 424'358.40) gli stipendi

versati (fr. 127'381,17) e gli importi destinati a terzi mediante bonifico (fr.

242'007.15) giungendo all’importo di fr. 54'970.08 corrispondente agli stipendi

arretrati a cui gli imputati hanno, ancora, diritto (cfr. allegato 18 a AI 183

inc. MP __________; non ci si formalizza qui sul riconoscimento, troppo

generoso, a IM 1, della compensazione per stipendi quando il suo contratto di

lavoro era con la __________);

- a

dedurre dall’ammontare dei prelevamenti a contanti (fr. 1'454'989.98) quanto ricostruito

dagli imputati e corretto a seguito delle già citate incongruenze (fr.

482'976.69 corrispondenti ai prelevamenti giustificati, cfr. allegati 23-25 a

AI 183 inc. MP __________) giungendo a un importo di prelevamenti non

giustificati pari a fr. 972'013.29;

- a

dedurre dal suddetto importo gli stipendi arretrati (pari a fr. 54'970.08)

giungendo a un totale di fr. 917'043.21 corrispondente ai fondi usati per scopi

estranei all’associazione.

Già si è detto che __________ era nata per gestire __________ dal

profilo amministrativo e che non aveva altra attività al di fuori di questa. In

sostanza si trattava di una sorta di “prolungamento” di ______, tanto che le

sue uniche entrate provengono dall’associazione. Essa, è stata, quindi,

inglobata nella ricostruzione che ha considerato anche i fr 14'623.27 di

prelevamenti a contanti effettuati a debito del conto intestato alla citata

società rispettivamente i giustificativi relativi a spese della medesima.

15. Giusta l’art. 158

cifra 1 CP, si rende colpevole di amministrazione infedele chi, obbligato per

legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio

altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o

permette che ciò avvenga.

La pena è la detenzione sino a tre anni o una pena pecuniaria

(art. 158 cifra 1 cpv. 1 CP). Per il terzo capoverso del citato disposto, il

giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole

ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.

L’adempimento della fattispecie presuppone la realizzazione di tre

condizioni oggettive ed una soggettiva: è necessario che l’autore abbia avuto

una posizione di gerente (Forum Poenale 2/2011, pag. 69 segg. ed ivi ripresa

sentenza del Bezirksgericht di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con

riferimenti dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva

nell’ambito di tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio, e che egli

abbia agito intenzionalmente o con dolo eventuale (cfr. Corboz, Les infractions

en droit suisse, Volume I, 3a ed., Berna 2010, n. 2 segg. ad art. 158; Niggli,

in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a ed., Basilea 2013, n. 11 segg. ad art.

158; Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed.,

Zurigo/San Gallo 2013, n. 2 segg. ad art. 158; DTF 123 IV 17, DTF 122 IV 279 e

DTF 120 IV 190).

L’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di

amministrazione o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di

chi ha una “Garantenstellung” nei confronti della vittima, vale a dire

ha assunto un ruolo di garante.

Perseguita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare

e di sorvegliare che derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un

negozio giuridico (Mauro Mini, La legge sull’esercizio delle professioni di

fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).

L’autore deve, così, essere tenuto a gestire gli interessi

pecuniari altrui o a sorvegliarne la gestione. È, quindi, necessario che egli

abbia un dovere di amministrazione o di tutela.

Gestore ai sensi della norma è colui che dispone di sufficiente

indipendenza nel senso di un potere di amministrazione autonomo sul patrimonio

affidatogli (DTF 129 IV 124 consid. 3.1, DTF 123 IV 17 consid. 3b,

DTF 120 IV 190 consid.

2b). E’, dunque, indispensabile, affinché vi sia gestione ai sensi dell’art.

158 CP, che il gestore goda di un’autonomia sufficiente su tutto o su parte del

patrimonio altrui, sui mezzi di produzione o sul personale di un’azienda (STF

6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 2.1; DTF 123 IV 17 consid. 3b; 120 IV

190 consid. 2b).

La norma in questione precisa che il dovere di gestione o di

salvaguardia di interessi pecuniari altrui può derivare dalla legge, da un

mandato ufficiale, da un negozio giuridico o anche da una gestione d’affari

senza mandato (FF 1991 II 1018; per esempi concreti cfr.

Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 7a ed., Berna

2010, § 19 n. 10).

Il potere di amministrazione autonomo sui beni affidati può

manifestarsi sia attraverso la stipulazione di atti giuridici, sia con

l’obbligo di difendere, sul piano interno, precisi interessi patrimoniali, sia,

infine, con il compimento di atti materiali (STF 6S.711/2000 del 18 gennaio

2003, consid. 4.3.; DTF 123 IV 17 consid. 3b).

Perché vi sia reato, il gestore deve aver trasgredito ad un dovere

che gli incombe in tale sua qualità (DTF 120 IV 190). Per stabilire se vi è

stata una trasgressione, occorre preliminarmente determinare in maniera

concreta i contenuti dell’obbligo o, detto altrimenti, stabilire quale

comportamento avrebbe dovuto adottare l’autore. Nell’effettuare questo esame

bisogna, tra le altre cose, chiarire se egli era tenuto a conservare il patrimonio

oppure se era chiamato a fare in modo che esso aumentasse.

Gli obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono

l’adempimento di atti tendenti alla tutela degli interessi patrimoniali altrui

(Mauro Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).

Non ogni inadempimento contrattuale realizza la fattispecie

dell’art. 158 CP: penalmente perseguibile è la violazione di un obbligo

principale da parte dell’autore, mentre quella di semplici doveri accessori non

realizza il reato (Mario Postizzi, Contratto di Mandato e reato per omissione,

in CFPG, Basilea 2009, n. 43, pag. 192).

Esempi di trasgressione dei doveri di gestore sono, tra gli altri,

l’utilizzo contrario alle regole di un patrimonio affidato, come l’impiego non

dichiarato di manodopera subordinata all’autore per suoi scopi privati o a

favore di un’altra ditta (DTF 81 IV 280 seg.), il mancato incasso di tasse

dovute e pagabili da parte di un segretario comunale (DTF 81 IV 232), la

trascuranza volontaria della promozione della vendita dei prodotti in un chiosco

(DTF 86 IV 15), la conclusione di contratti per proprio conto o a favore di

terzi concorrenti invece che per conto del proprietario della ditta per la

quale l’autore lavora (DTF 105 IV 313 consid. 3; DTF 80 IV 243, 248), la

deviazione da parte del gerente di una filiale di guadagni spettanti alla casa

madre sui conti di una ditta da lui controllata (DTF 109 IV 112 seg., consid.

2a), l’accettazione di tangenti in cambio di un comportamento che nuoce agli

interessi patrimoniali del committente (DTF 129 IV 124, consid. 4.1.),

l’effettuazione di una serie di investimenti speculativi contrari agli

interessi ed alle istruzioni dei clienti (DTF 120 IV 190, consid. 2b).

Il reato è consumato solo se vi è un pregiudizio economico a danno

di una terza persona (DTF 120 IV 190 consid. 2b). È il caso quando ci si trova

di fronte ad una vera lesione del patrimonio, vale a dire ad una diminuzione

dell’attivo, ad un aumento dei passivi, ad una mancata diminuzione del passivo

o ad un mancato aumento dell’attivo, oppure ancora ad una messa in pericolo

dell’attivo, tale da avere per effetto una diminuzione del suo valore dal punto

di vista economico (STF 6B_223/2011 del 13 gennaio 2011, consid. 3.3.3 e

6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 4.1).

Un pregiudizio temporaneo è sufficiente (DTF 121 IV 104 consid.

2c).

qualità di gestori

16.1. In concreto, alla luce

di quanto accertato al considerando 14.1, emerge chiaramente che AP 1 e IM 1

agivano quali organi di amministrazione di ______: erano, infatti, loro a

occuparsi della gestione effettiva dell’attività e dell’organizzazione interna,

così come della rappresentanza verso l’esterno.

Che AP 1, nella sua qualità di direttore con diritto di firma

individuale avesse un potere di disposizione autonomo sul patrimonio dell’associazione

è pacifico. Così come non ha da essere argomentato per spiegare che egli, in

virtù dell’obbligo previsto dalla legge secondo cui i membri della direzione

hanno il dovere di curare gli interessi dell’associazione (art. 69 CC), aveva

una posizione di garante nei confronti di ______ (cfr., al riguardo,

Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, ad art. 158,

n. 6; cfr., anche, DTF 122 IV 279 e 105 IV 110). Ragione per cui, l’apodittica

tesi difensiva secondo cui “l’imputato non ha violato un dovere di gestione

che peraltro non aveva” (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 20) non

regge.

Non va diversamente per IM 1. Ella ha agito, infatti, sia negli

affari interni all’associazione che nella sua rappresentanza verso terzi, come

organo di fatto di ______ e il suo diritto di disporre sui conti bancari

intestati all’associazione è indicativo dell’autonomia di cui godeva sul

patrimonio della medesima (cfr. Basler Kommentar, 3a edizione, ad art. 158, n.

19-20). Pure indicativo della sua autonomia è la libertà di cui godeva

nell’organizzazione della propria attività (cfr. BK, op. cit., ad art. 158, n.

20; DTF 102 IV 90), tanto che è stata lei a occuparsi dell’assunzione della sua

assistente __________, sottoponendole il contratto di lavoro, discutendo con

lei le condizioni durante il colloquio e spiegandole quali sarebbero stati i

suoi compiti (VI SG 16.8.2016 __________, pag. 4, AI 20 inc. MP __________).

Non è, perciò, condivisibile la tesi difensiva

(e quella sostenuta, abbondanzialmente, dai primi giudici per sostenere il

proscioglimento dell’imputata) secondo cui l’art. 158 CP non può trovare applicazione poiché IM 1 avrebbe agito -

sempre e solo - seguendo le istruzioni di AP 1, senza disporre di alcuna

autonomia.

Intanto, se è ben vero che l’imputata

ha, da un lato, sostenuto di essere subordinata a AP 1 al punto da non avere

alcuna autonomia, d’altro lato non ha esitato ad affermare che la gestione di __________

era nelle sue mani e in quelle dell’imputato, che le altre persone non erano

mai state operative in seno a __________ per cui “è corretto dire che tutto

era gestito da me e da AP 1” (VI PP 6.6.2018, pag. 6, AI 253 inc. __________;

cfr., anche, VI SG 25.8.2016, pag. 8 e 10, AI 40 a inc. MP __________). La

perentorietà di queste sue allegazioni è in urto con la pretesa subordinazione:

difficile credere che chi, realmente, riveste un ruolo subalterno, si esprima

in questi termini.

Né risultano credibili le dichiarazioni

rese, in proposito, dall’imputato: non solo o non tanto perché esse sono manifestamente

volte a minimizzare le responsabilità dell’allora compagna, ma anche perché la

sua generale credibilità risulta compromessa, posto come egli in sede

d’inchiesta e, ancora, ai dibattimenti di primo e secondo grado abbia

raccontato di tutto e di più, arrivando (persino) a sostenere che le

formulazioni “Entrambe le Università” rispettivamente

“Cooperazione interuniversitaria” nell’accordo con __________ erano

frutto di “un errore di battitura” (cfr. verb. int. al dibattimento di

primo grado, pag. 9, classificatore n. 3 dei doc. TPC). A ciò va aggiunto che AP

1 si è, pure, contraddetto, poiché se, da un lato, ha relativizzato l’autonomia

di cui IM 1 avrebbe goduto, d’altro lato ha affermato che era stata lei,

unitamente __________, a redigere in italiano, prima, e tradurre, poi,

l’accordo con __________ (cfr. VI PP 5.6.2018, pag. 10, AI 252 inc. MP __________):

un accordo che, per ammissione dell’imputato, era a dir poco, fondamentale per __________,

poiché da esso dipendeva, in sostanza, l’attività dell’associazione.

Ma, soprattutto, l’argomentazione

difensiva si scontra con le risultanze in atti e, in particolare, con le

dichiarazioni - unanimi - di studenti, docenti e dipendenti che hanno,

chiaramente, detto che la gestione di ______ era nelle mani dei due imputati,

senza descrivere un rapporto di subordinazione tra i due, bensì illustrando i

rispettivi ruoli, nella sostanza, alla pari: tanto che entrambi gli imputati,

alla medesima stregua, erano collocati “in cima alla piramide” nella gerarchia

di ______ (cfr. dichiarazioni di __________ e __________ già citate al consid.

14.1). Particolarmente rilevanti appaiono, poi, le dichiarazioni di __________,

braccio destro di IM 1, secondo cui l’imputata era, per tutti quanti, il

riferimento per quanto concerneva i pagamenti.

In conclusione, è evidente che

l’ampiezza dei poteri in capo a AP 1 e IM 1 li qualificava come amministratori

ai sensi dell’art. 158 CP.

correità

16.2.

Questa Corte condivide l’opinione del PP secondo cui i due imputati hanno

agito di concerto e con uno stesso obiettivo e che, quindi, IM 1 abbia, nei

fatti, la stessa responsabilità di AP 1. IM 1 ha avuto, dall’inizio alla fine,

un ruolo da protagonista nell’amministrazione del patrimonio di __________. Che

i due imputati agissero con una comune volontà e per un fine comune emerge

proprio dal fatto che si è trattato, dall’inizio alla fine, di un’azione

portata avanti in due in modo concorde, in sintesi secondo quello che può

essere definito un piano comune anche se non esplicitato a parole. Ne deriva

l’accertamento secondo cui i due sono correi nello stesso reato (cfr. DTF 135 IV 152 consid. 2.3.1; 130 IV 58 consid. 9.2.1;

126 IV 84 consid. 2c/aa; 125 IV 134 consid. 3a; 120 IV 17 consid. 2d; 120 IV 136 consid. 2b; 120

IV 265 consid. 2c/aa; STF 6B_587/2012 del 22.7.2013 consid. 2.2;

6B_45/2013 del 18.7.2013 consid. 1.3.5;6B_527/2011 del 22.12.2011 consid. 2.1;

6B_758/2009 del 6.11.2009 consid. 2.4;6B_890/2008 del

6.4.2009 consid. 3.1;6S.307/2003 del 9.10.2003 consid. 3.1;6S.283/2002

del 26.11.2002 consid. 4.1; sentenza CARP 17.2011.11 del 9.6.2011

consid. 3.2).

violazione dei doveri nell’amministrare il patrimonio altrui

16.3. È pacifico che AP 1 e IM

1, destinando - come hanno fatto - dei fondi di pertinenza di ______ a scopi personali, rispettivamente a scopi

estranei all’istituto, hanno disatteso i doveri che derivavano dalla loro

funzione di amministratori e che consistevano, molto semplicemente, nella

tutela degli interessi dell’associazione. Essi hanno usato i conti di __________

alla stregua di un proprio salvadanaio: ne sono la prova le causali di molti

pagamenti (dai negozi di moda di IM 1, alla vacanza con la famiglia di AP 1),

ma, soprattutto, ne è una prova - inconfutabile - il fatto che nessuno dei due

ha tenuto un conteggio, anche solo approssimativo, di quanto prelevato per

scopi personali e che nessuno dei due avesse contezza, anche solo

sommariamente, dell’ammontare degli stipendi arretrati.

danneggiamento del patrimonio amministrato

16.4. Dato è, anche, il pregiudizio

economico a danno di ______ il cui patrimonio,

a seguito dell’agire dei suoi amministratori (che lo hanno, in parte, destinato

per scopi personali, comunque per scopi estranei all’associazione), ha subìto

una diminuzione considerevole (poco meno di 1 mio di fr., cfr. consid. 14.8).

Al dibattimento d’appello il difensore di AP 1 ha, sostenuto che

non si possono considerare come destinati a scopi estranei a quelli

dell’associazione - e, quindi, come danno causato - i fondi di cui non è stato

possibile accertare l’effettiva destinazione.

L’argomentazione (che si riferisce ai soldi prelevati a contanti)

cade nel vuoto poiché, in concreto, non ci sono fondi la cui destinazione

non è stata accertata nella misura in cui è evidente che l’impossibilità

dei due imputati di indicare una destinazione ai prelevamenti da loro

effettuati a contanti (fr 1'454'989.98) è, appunto, inequivocabilmente

indicativa del loro utilizzo per interessi privati personali o di terzi

(comunque, non nell’interesse della società che dovevano gestire).

Non ha da essere spiegato che l’evidente anomalia delle modalità

di prelevamento - una corretta gestione societaria esclude, infatti, il

principio del prelevamento a contanti di cospicui importi - impone, per chi le

utilizza su conti societari (o di terzi), l’obbligo inderogabile di

giustificarne, prima, la necessità e, poi, di provare che il denaro prelevato a

contanti è stato usato nell’interesse della società (o del terzo) titolare del

conto. I due imputati non hanno saputo, per i fondi di cui trattasi, far fronte

a tale obbligo. O, per meglio dire, hanno tentato di farvi fronte (almeno in

parte) con documentazione falsa appositamente creata, con indicazioni

palesemente menzognere o con altri artifici di analoga natura (cfr. supra,

consid. 14.3). Ciò che è ulteriormente indicativo, nel senso che supporta e

blinda l’accertamento che già si deriva dall’impossibilità dei due imputati di

dare le giustificazioni che si imponevano avuto riguardo alle anomale modalità

di prelievo messe in atto sui conti intestati alla __________.

Non va, poi, dimenticato che, come già evidenziato (cfr. consid.

14.3), non solo sono stati gli stessi imputati a procedere alla ricostruzione

di cui trattasi, ma che lo hanno fatto in piena autonomia e libertà e avendo

accesso a tutta la documentazione possibile, che i due hanno potuto esprimersi

più che esaurientemente in diversi interrogatori sui correttivi apportati a

questo lavoro di ricostruzione dalla Sezione reati economici e finanziari della

polizia giudiziaria e, infine, che il metodo di ricostruzione non è mai stato

contestato. In queste circostanze - avuto, poi, riguardo, al generale contesto

in cui i due (che erano i deus ex machina della __________ e da cui tutto

dipendeva) si muovevano che era caratterizzato da un loro costante e disinvolto

uso dei soldi della società come se si trattasse di loro soldi privati - la

citata impossibilità giustificativa non può che avere, come conseguenza,

l’accertamento secondo cui tali soldi sono stati usati per scopi che con la __________

nulla avevano a che fare.

Da tutto ciò deriva, dunque, che, in concreto, tutto quanto

necessario è stato oggetto di un positivo accertamento.

intenzionalità di arrecare un danno al patrimonio amministrato

16.5. Entrambi gli appellanti

sostengono di non avere mai avuto l’intenzione di danneggiare il patrimonio di __________.

16.5.1. Dal profilo soggettivo,

l’art. 158 cifra 1 CP implica che l’autore, in modo consapevole, mancando ai

propri doveri nell’amministrare il patrimonio altrui o nel sorvegliarne la

gestione, voglia arrecare pregiudizio agli interessi pecuniari della vittima o

permettere che essi siano violati (Donatsch, Strafrecht III, Delikte gegen

Einzelnen, 10 ed., Zurigo 2013, § 30, n. 1.2). Egli deve avere intenzionalmente

cagionato il danno oppure omesso di evitarne la produzione (DTF 86 IV 12

seg./JdT 1960 IV 76 seg.). Il dolo eventuale è sufficiente nella misura in cui

l’autore prenda in seria considerazione l’avverarsi del risultato ed acconsenta

alla prospettiva che si verifichi (DTF 123 IV 23/JdT 1998 IV 150; 120 IV 193;

86 IV 11/JdT 1960 IV 66; Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht,

BT I: Straftaten gegen Individualinteressen, 7 ed., Berna 2010, § 19 N. 18;

Donatsch, op. cit., § 30, n. 1.2; Trechsel/Pieth, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2 ed., Zurigo 2013, ad art. 158 n. 14).

16.5.2. È evidente che sia IM 1

che AP 1 hanno agito consapevolmente, ben sapendo di arrecare pregiudizio a __________

e volendolo fare. Non è serio, infatti, pretendere che essi non si rendevano

conto che, utilizzando i fondi di __________ alla stregua di un loro

salvadanaio, avrebbero arrecato un danno all’associazione.

16.6. Gli imputati vanno,

quindi, riconosciuti autori colpevoli del reato di amministrazione infedele

qualificata ai danni di __________ (punto 1.1 dell’AA). L’appello del PP su

questo punto, è perciò accolto.

Cattiva gestione di __________

17. I

primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di cattiva gestione

(ripetuta). Agli imputati è stato rimproverato di avere, a causa di

un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave negligenza

nell’amministrazione dei suoi beni, cagionato, rispettivamente aggravato,

l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di __________ (il cui fallimento è

stato dichiarato l’1.9.2016).

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

18. In concreto, non c’è

dubbio che, violando crassamente il suo dovere di amministrazione, in

particolare attingendo al patrimonio di __________ per scopi personali

(comunque estranei all’associazione) quasi si trattasse del proprio portamonete

(senza, peraltro, tenere alcun conteggio delle spese personali sostenute), AP 1

ha commesso una grave negligenza che denota una chiara mancanza di

responsabilità nella gestione (cfr. Donatsch, Strafrecht III, 10a ed. 2013,

pag. 355; Wermeille, La diminution effective de l’actif au préjudice des

créanciers et la gestion fautive, in: RPS 117/1999 pag. 385; Corboz, Les

infractions en droit suisse, Vol. I, 3a ed. 2010, pag. 522 n. 21-22 con rif. A

DTF 115 IV 41 consid. 2).

Pure pacifico che __________ non era dotato di un capitale

minimamente sufficiente: si sa (per ammissione di IM 1) che l’unico

finanziamento su cui l’istituto ha potuto contare all’inizio della sua attività

è il prestito di fr. 50'000. -/60'000. - concessole dalla __________

(operazione che, pure, suscita perplessità nella misura in cui, come visto, __________

lavorava solo per __________), tanto che ai fornitori era stato chiesto di

pazientare per ottenere il pagamento delle loro fatture fintanto che gli

studenti non avrebbero iniziato a versare le rette. Che a fronte dei progetti,

a dir poco ambiziosi, che gli imputati avevano per ______si

trattava di un capitale insufficiente, è manifesto.

Entrambe le condotte rimproverate sono di natura tale per cui può

essere pacificamente ritenuto che esse, secondo il corso ordinario delle cose e

l'esperienza generale della vita, pur senza esserne state le uniche o la causa

diretta, hanno causato il dissesto dell’associazione o, quantomeno, lo hanno

favorito (STF 6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1; 6B 949/2014 del 6.3.2017

consid. 4).

Dal profilo soggettivo va rilevato quanto segue.

In ordine alla dotazione insufficiente di capitale, l’imputato non

poteva non sapere che gli ambiziosi progetti di __________ - che non solo si

proponeva come un istituto universitario ma offriva agli studenti un numero

impressionante di facoltà - non sarebbero potuti minimamente decollare con il

solo prestito di alcune migliaia di franchi ottenuto da __________. La

sproporzione tra il fine che l’associazione si prefiggeva e l’effettivo

capitale che aveva a disposizione era talmente crassa che la probabilità di un

sovra indebitamento, rispettivamente dell’insolvenza di __________, era

estremamente alta (per non dire certa) e, quindi, tale da imporsi all’imputato

che, agendo cionondimeno come ha agito, ha accettato che sovra indebitamento e

insolvenza potessero effettivamente realizzarsi (STF 6B_662/2011 del 19 luglio

2012 consid. 4.1;6B_806/2011 del 16 luglio 2012 consid. 2.1;6B_782/2010 del

23 giugno 2011 consid. 3.2.1;6B_621/2010 del 20 maggio 2011 che conferma la

sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.c; STF 6B_996/2009 del

15 marzo 2010 consid. 1.2; DTF 135 IV 12 consid. 2.3.3; 134 IV 26 consid. 3.2.2

e rinvii; 133 IV 1 consid. 4.1).

In ordine alla grave negligenza nell’amministrazione dei beni di __________,

l’imputato non poteva non sapere che attingere a piene mani e reiteratamente

dal patrimonio di __________ (oltretutto senza tenere un conteggio anche solo

sommario e approssimativo dei rapporti di dare e avere con l’associazione) era

un comportamento idoneo a produrre un sovra indebitamento rispettivamente

l’insolvenza (6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1;6B_949/2014 del 6.3.2017

consid. 4).

Ne consegue che AP 1 ha agito con dolo eventuale.

La difesa ha preteso che non essendoci una contabilità, l’imputato

“non poteva accorgersi della situazione debitoria dell’associazione” (verb.

dib. di primo grado, pag. 21).

L’argomento non ha pregio.

Intanto, l’omissione della contabilità è da imputare

all’appellante, il quale risponde, anche, per tale reato che, peraltro, non ha

contestato in appello. Sia come sia, anche in assenza di una contabilità, non

vi è chi non veda e capisca che assumendo un comportamento come quello che ha

tenuto l’imputato (che ha attinto a piene mani per i suoi scopi personali per

un importo di poco inferiore al milione), il rischio di un sovra indebitamento,

rispettivamente di un’insolvenza, sia estremamente elevato.

Essendo pacificamente realizzati i presupposti oggettivi e

soggettivi del reato, AP 1 è riconosciuto autore colpevole del reato di cattiva

gestione per avere, nelle modalità descritte, peggiorando la posizione

debitoria di ______ di almeno fr 917'043.21.

(cfr. consid 14.8).

Su questo punto il suo appello è, pertanto, respinto.

l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

19. Al punto 1.2. dell’AA,

agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________

per complessivi fr. 94'574.94 destinando tale importo a scopi personali,

comunque estranei alla società, agendo, in parte, in correità con IM 2 (che,

quale gerente della società, si era disinteressato della sua gestione

limitandosi a eseguire quanto da loro richiesto) al quale facevano compiere

numerosi prelevamenti a contanti, rispettivamente dei bonifici a favore di AP 1

attingendo dai conti della società.

AP 1 contesta il dispositivo 1.2. della sentenza di primo grado

con cui i primi giudici lo hanno riconosciuto autore colpevole di questo reato

(riducendo l’importo del danno a fr. 78'905.98).

Si ricorda, qui, che l’assoluzione di IM 1 da tale reato - non

impugnata dalla PP - è passata in giudicato.

20.

Dagli atti emerge quanto segue.

20.1.a. La __________ si voleva,

come detto (cfr. consid. 4c), attiva nel campo della formazione superiore,

universitaria e postuniversitaria (cfr. scopo sociale a RC). Di fatto, quando a

seguito delle vicissitudini di ______

l’attività di quest’ultimo istituto si era arenata, gli imputati hanno

continuato a fare quello che facevano con ______

nella __________.

Indicative, al riguardo, le dichiarazioni di IM 2:

“ADR che a quel momento AP 1 mi aveva detto che

quest’attività [ndr: di ______] aveva dovuto essere chiusa in quanto in Ticino vi

era stata una modifica di legge che non gli permetteva più di continuare. Per

questo voleva trasferire tutto in Vallese, costituendo una nuova società e

quindi era alla ricerca di qualcuno che abitasse in quel Cantone e che potesse

fare da gerente. Successivamente, anziché costituire una nuova società, mi è

stato detto che sarebbe stata trasferita una società già esistente, che già era

attiva nell’ambito della formazione e meglio la __________” (VI PP 14.12.2017,

pag. 2, AI 47 inc. MP __________).

È __________ a spiegare che:

“ho creato io la scuola __________

con mio figlio __________. ADR che __________, mi sembra, è poi

diventata __________ a fine 2015 […] avevamo fatto tutti i passi che ritenevamo

necessari per poter ottenere l’accreditamento, che c’è stato negato due volte.

[…] A questo punto io ho quindi deciso di non più acquisire nuovi studenti,

bensì di chiudere l’attività portando fino alla conclusione degli studi quelli

che avevano deciso di rimanere. In pratica a fine 2016 __________ avrebbe

dovuto chiudere, salvo che poi sono intervenuti AP 1 e IM 1 […] AP 1 mi aveva

spiegato che aveva ancora degli studenti che dovevano completare la formazione

[ndr. studenti di ______] e quindi mi ha chiesto se ero disposto ad avviare

un’attività didattica nell’ambito sanitario con __________. Essendo questo

anche il mio ambito, essendo io fisioterapista, gli ho detto che se ne poteva

discutere. È quindi nata la nostra collaborazione nell’ambito di __________”

(VI PP 16.1.2018, pag. 3, AI 95 inc. MP __________).

b. La società ha avuto

diverse persone che si sono avvicendate nel ruolo di gerente: prima IM 2 (con

firma individuale) e IM 3 (con firma collettiva a due), poi soltanto IM 2, a

seguire PC 2 e, per finire, IM 1 (cfr. consid. 4b).

Gli imputati figuravano quali dipendenti di _____.

c. Che, nonostante

l’avvicendamento in seno alla società, la sua gestione

fosse, in massima parte, nelle mani di AP 1 è proprio quest’ultimo a

dichiararlo, nella misura in cui, rispondendo al presidente della Corte di

prime cure, ha affermato che:

“Decidevo io cosa bisognava

pagare. Facevo mandare le fatture

all’amministratore che eseguiva i pagamenti” (allegato 1 a verb. dib. di primo

grado, pag. 6; sott. del red.).

Anche in corso d’inchiesta egli si è espresso in termini del tutto

analoghi, spiegando, ad esempio, che:

“Solitamente i pagamenti

venivano effettuati su mia richiesta.

ADR che io mi occupavo di tutto quello che erano le relazioni esterne

all’università e quindi anche quello che era il pagamento dei viaggi degli

studenti e pernottamenti. In pratica io chiedevo al gerente di pagare le

fatture dell’agenzia viaggi. ADR che tutto questo lo faccio da gennaio

2017” (VI PP 11.12.2017, pag. 4, AI 30 inc. MP __________; sott. del red.).

d. In linea con le

dichiarazioni dell’imputato ci sono, poi, quelle di __________, IM 2 e PC 2.

d.1. __________ (che ha

ricoperto la carica di gerente da novembre 2016 a gennaio 2017), si è rivolto

con parole durissime all’imputato per come quest’ultimo aveva gestito la __________

Parole dalle quali emerge, con evidenza, che AP 1 era il deus ex machina della

società:

“dormi! che il sonno ti porta

consiglio. trova i soldi e paga i creditori compreso il sottoscritto. Ti ho

consegnato una società senza debiti, lo si vede dai bilanci che hai voluto

vedere compreso il certificato rilasciato dall’ufficio fallimenti. Non giocare,

agisci. Recupera gli ammanchi e consenti di proseguire l’attività. Tutto il

resto ti serve per fare scena gettando discredito sugli altri. Continua a

fare “il capo” e dimostra che ce li hai…” (cfr. email 27.7.2017 ore 0:21 da

__________ a AP 1, allegato doc. 3 a VI PP 16.1.2018 __________, AI 95 inc. MP __________;

sott. del red.).

d.2. IM 2 (che ha ricoperto

la carica di gerente da gennaio a giugno 2017) ha riferito che era AP 1 a

dirgli cosa fare:

“ADR che per quanto concerne la mia attività mi occupavo

del pagamento delle fatture, di allestire la contabilità e di svolgere tutti

quei compiti che mi venivano richiesti da AP 1. […] ADR che

solitamente era sempre AP 1 a dirmi quanto andava fatto” (VI PP 9.1.2018,

pag. 5, AI 83 inc. MP __________; sott. del red.);

ADR che io non prendevo decisioni in __________ circa

l’attività della stessa. L’unica

volta che ho preso una decisione è stato quando nel febbraio 2017 ho mandato

una lettera di licenziamento a tutti, in quanto mi era chiaro che la società

non avrebbe potuto sopravvivere con la gestione che vi era in atto. ADR che

in effetti la società aveva salari troppo elevati e le entrate erano state

inferiori rispetto a quello che avrebbero dovuto essere” (VI PP 14.12.2017,

pag. 3, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.).

Egli ha, anche, spiegato che era stato AP 1 a imporre l’ammontare

del proprio stipendio, rispettivamente a pretendere che gli venissero versati

degli importi che, a suo dire, costituivano dei rimborsi spese:

“ADR che AP 1 e IM 1 avevano imposto per loro un

salario netto di fr. 6'000. - [ndr.: poi ridotto da IM 2 in un secondo tempo]

[…] ADR che il rimborso

spese gli [ndr. A AP 1] veniva alcune volte pagato quando presentava delle

fatture, poiché faceva pressioni per ottenere questi importi” (VI PP

14.12.2017, pag. 3-4, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.);

io venivo stressato da AP 1 il

quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi. Voglio pure precisare che spesso le fatture

venivano da lui consegnate dopo che gli erano già stati consegnati gli importi.

ADR che gli era pure stato detto che così come le aveva presentate le

fatture non andavano bene in quanto non indicavano quale attività lo stesso

avesse svolto” (VI PP 9.1.2018, pag. 5, AI 83 inc. MP __________ sott. del

red.).

d.3. PC 2 (gerente da

giugno a settembre 2017) ha, in sostanza, affermato di non aver svolto alcuna

attività per la società:

“ADR che io sono stato nominato gerente della società __________.

Il medesimo giorno rientrando dal Vallese unitamente a AP 1 IM 1 e PC 1,

abbiamo avuto un incidente stradale. Io sono rimasto ricoverato circa un mese e

fino a quel momento in pratica non ho avuto modo di verificare nulla. Una volta

ristabilitomi, ho avuto la possibilità di visionare l’estratto bancario del

conto presso __________ della __________, estratto che mi ero fatto inviare

direttamente dalla banca in quanto non riuscivo ad ottenerlo da AP 1. A quel

momento ho potuto vedere che sul conto non c’era praticamente più nulla e

questo nonostante tutto il denaro versato dai vari studenti quale retta.

[…] Una volta verificata la

documentazione bancaria, mi sono subito reso conto che qualcosa non andava. Ho

quindi deciso di rassegnare le dimissioni.

[…] ADR che io ho inviato le

mie dimissioni per iscritto, senza informare AP 1. Ho avuto però modo di

parlare con IM 3 e IM 2, i quali a quel momento mi avevano spiegato che IM 1 e AP

1 partivano da __________ per andare a prendere i soldi a __________ In pratica

loro si incontravano con IM 2 e lo portavano in banca affinché quest’ultimo

effettuasse i prelevamenti” (VI PP 25.10.2017, pag. 3-4, AI 3 inc. MP __________.

PC 2, unitamente a PC 1 (quest’ultimo gerente della __________,

società per il 51% di proprietà di AP 1 che deteneva, a sua volta, la ____________________

ha, poi, sporto denuncia nei confronti degli imputati per una serie di reati

patrimoniali ai danni di __________

d.4. In aggiunta a quanto

precede, va rilevato che AP 1 ha avuto, a partire da un certo momento, procura

con firma individuale sui conti aperti in __________ e presso __________

intestati alla __________cfr. documentazione bancaria in classificatore 1/1

“Esiti OPS 25.10.2017).

d.5. In sunto, dagli atti

emerge che era AP 1 a decidere della gestione di __________: era lui a dire a IM

2 cosa doveva fare, era lui a decidere quali fatture andavano pagate ed era,

sempre, lui a chiedergli con insistenza dei soldi. Per quanto, qui, d’interesse

va rilevato che il procedimento penale nei confronti di IM 2 (eIM 3) è stato

disgiunto dal presente procedimento con decisione 16.7.2018 (AI 283).

L’argomento difensivo secondo cui l’imputato andrebbe prosciolto

poiché non aveva diritto di firma per la società, quindi, non regge: egli,

peraltro per sua ammissione, ha, infatti, sempre agito quale amministratore di

fatto della società.

Nemmeno regge la tesi con cui si pretende che nulla avrebbe

impedito a IM 2 di dire di no: non solo per la manifesta insistenza, anzi,

pressione che AP 1 esercitava su di lui, ma anche a fronte del fatto che, come

rettamente rilevato dalla pubblica accusa, la scelta di IM 2 da parte

dell’imputato non può, certo, dirsi casualeIM 2, disoccupato, bisognoso di

guadagnare qualcosa e senza esperienza era, sicuramente, la persona ideale da

manipolare.

20.2. Dall’analisi dei conti

intestati a __________, per quanto concerne l’imputato, sono emersi:

- pagamenti

a suo favore a fronte di 7 fatture emesse da lui per complessivi fr. 52'154.25,

- consegne

a contanti per anticipi spese in ragione di fr. 12'200,

- consegne

a contanti a lui senza alcun riferimento per complessivi fr. 18'139.44,

- pagamenti

all’associazione __________ per complessivi fr. 19'512.42,

- consegne

a contanti per fondo cassa fr. 13'000. -,

- pagamenti

per costi di ______in ragione di fr. 2'668.96.

a. Per gli importi

ottenuti mediante presentazione di sue fatture personali, AP 1 ha dato, in

corso d’inchiesta, giustificazioni diverse:

-

in un primo tempo ha preteso che si trattava di importi incassati a

fronte di prestazioni precise e puntuali che lui faceva per __________ e che,

poi, provvedeva a fatturare alla società (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 8 e segg.,

AI 106 inc. MP __________;

- in

un secondo tempo, egli ha, invece, sostenuto che gli importi da lui incassati

erano da ricondurre a un accordo (verbale) tra lui e IM 3 (di cui solo loro due

erano a conoscenza) secondo cui egli doveva ricevere il 15% dell’introito

complessivo delle rette pagate dagli studenti e fr. 40'000. - per l’apporto di

materiale (che a suo dire era del valore di fr. 60'000. -), per cui “complessivamente

avrei quindi ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018.,

pag. 2, AI 114 inc. __________).

Un cambio di versione la cui tempistica, è da sola significativa:

“Inizialmente vorrei fare delle

precisazioni in merito al mio ultimo verbale, in particolar modo ai motivi per

cui la __________ mi ha versato complessivamente 135'000. - franchi nel periodo

dicembre 2016-maggio 2017. Non so per quale motivo, ma l’ultima volta sono

andato nel pallone e non ho indicato che le motivazioni sono molto semplici.

Con IM 3 avevamo stabilito, già nell’ottobre 2016, che io avrei ottenuto il 15%

dell’introito complessivo relativo alle rette che avrebbero pagato gli

studenti, nonché un importo di 40'000. - franchi per l’apporto di materiale […]

quindi avrei ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018., pag. 2,

AI 114 inc. MP __________

In altre parole: messo alle strette dalla PP che gli chiedeva di

giustificare 135'000. - fr. ricevuti da __________ sull’arco di soli cinque

mesi (dal 19.12.2016 al 23.5.2017) per una media mensile di 27'000. - fr., e,

quindi, in evidente difficoltà (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 3, AI 106 inc. MP __________),

l’imputato - nel successivo interrogatorio - ha fatto uscire dal cilindro un

accordo di cui mai, prima, aveva parlato.

Nell’apprendere quanto sostenuto dall’imputato, IM 3 si è detto “allibito”:

“Sono allibito. Io non ho mai

discusso una cosa del genere con AP 1. ADR che nemmeno avevo la facoltà

di decidere una cosa del genere, considerato che a quel momento nemmeno

detenevo le quote sociali, né direttamente né a titolo fiduciario” (VI PP

21.2.2018, pag. 4, AI 143 inc. MP __________).

Alla luce di questo cambio di versione non si può dare credito

all’imputato che, nella prima come nella seconda versione, ha, comunque,

preteso che i soldi ricevuti gli fossero dovuti in virtù della sua attività per

__________ se realmente quegli importi avessero avuto una causale seria e

reale, non si vede perché l’imputato, nello spazio di una decina di giorni,

abbia raccontato di tutto e di più per giustificarli, contraddicendosi

manifestamente. Tanto più che si trattava di somme ricevute meno di un anno

prima, per cui il ricordo doveva essere, ancora, piuttosto nitido.

Del resto, gli importi in questione erano, quasi sempre (con una

sola eccezione), delle cifre “belle tonde” (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________),

ciò che appare alquanto strano se, effettivamente, si fosse trattato del

pagamento di prestazioni concrete e puntuali fatte per la società o della

percentuale del 15% sulle rette versate dagli studenti. Inoltre, per

quanto riguarda le fatture prodotte dall’imputato a sostegno di

sue prestazioni per __________ la loro pretestuosità è evidente già solo perché

esse non indicavano, mai, l’attività effettivamente svolta (cfr. VI PP

21.2.2018 IM 3, pag. 5 e VI PP 9.1.2018 IM 2, pag. 5, AI 143 rispettivamente 83

inc. MP __________).

Non solo: AP 1, alla PP che gli chiedeva come avesse usato

l’importo complessivo ricevuto da __________, ha affermato di averlo speso

tutto per pagare sue spese e suoi debiti personali (cfr. VI PP 19.1.2018, pag.

3, AI 106 inc. MP __________). Egli aveva, quindi, bisogno di quei

soldi, tanto che faceva pressione nei confronti di IM 2 per ottenerli:

“io venivo stressato da AP 1, il

quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi” (VI PP 9.1.2018, pag. 5,

AI 83 inc. MP __________

Al punto che IM 2, alla PP che gli chiedeva il motivo per cui, in

qualità di gerente di __________, aveva dato seguito al pagamento delle fatture

presentate da AP 1, considerato che l’imputato era dipendente al 100% della

società, ha affermato:

“perché ero obbligato. ADR che

con questo intendo dire che Vincenzo AP 1i chiamava dicendomi che le fatture

andavano pagate. Se io mi rifiutavo lui mi richiamava e capitava che venisse anche

in Vallese. ADR che io mi sentivo sotto pressione” (VI PP 21.2.2018,

pag. 3, AI 145 inc. MP __________).

b. Per i contanti

ricevuti (complessivi fr. 31'139.44 per i quali egli, sul giustificativo

bancario, ha firmato in segno di ricevuta), AP 1 non ha saputo fornire nessuna

spiegazione affermando, in sostanza, di non ricordarsi di averli ricevuti

(senza, tuttavia, escluderlo) e che, comunque, “ci dovrebbero essere

tutti i giustificativi” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 6 e segg., AI 106 inc.

MP __________; sott. del red.). Detto che dalla ricostruzione della polizia

sezione reati economico-finanziari emerge che i giustificativi a sostegno di

presunte spese legate a __________ che l’imputato avrebbe pagato non ci sono

(cfr. allegato 16 a AI 260 in cui tali prelevamenti vengono classificati come

“non giustificati”), forza è concludere che AP 1 ha preso per sé questi importi

e li ha spesi, unitamente agli altri importi ricevuti da __________ per pagare

sue spese e suoi debiti personali (come del resto da lui dichiarato).

c. Sulle fatture

dell’associazione __________ (che ha ricevuto, complessivamente, 19'512.42

fr.), l’imputato ha raccontato di tutto e di più.

Ricordato che egli era presidente dell’associazione e che, per sua

ammissione, la medesima si occupava di “organizzare gite in Vaticano” (cfr.

VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________, AP 1 ha affermato che:

- quanto

pagato a __________ era da ricondurre a prestazioni di reclutamento che

quest’ultima aveva fatto per ______senza mai

fatturargliele (cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________);

- __________

aveva “preso il posto” della __________ nel reclutamento degli studenti

perché “la __________ non aveva più ragione di esistere e questo perché era

stata coinvolta nella questione __________” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 4,

AI 106 inc. MP __________) lasciando, quindi, intendere che avrebbe reclutato

studenti per ______ e contraddicendo, così, le sue precedenti dichiarazioni

secondo cui avrebbe, invece, fatturato le sue prestazioni fatte per __________

a __________;

- egli

lavorava per __________ e gli importi versati a tale associazione erano da

ricondurre al suo lavoro per tentare di permettere agli studenti di ______ di proseguire gli studi presso __________

(cfr. AI 106, pag. 4, inc. MP __________;

- aveva,

in realtà, usato il conto dell’__________ “in quanto il mio conto era posto

sotto sequestro. Quando poi ho avuto occasione di aprire un nuovo conto

personale e meglio quando sono stato assunto da __________, ho allestito le

fatture a mio nome” (cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 2, AI 114 inc. MP __________).

Come se non bastasse, l’imputato ha, poi, dichiarato che:

- era

stato lui a allestire le fatture per __________ (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________;

- non

sapeva spiegare il motivo per cui il codice fiscale indicato sulle fatture

risultava inesistente (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________);

- sulle

fatture non era indicato il conto sul quale effettuare il pagamento perché era

stato lui a comunicare gli estremi del conto a IM 3 (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP

__________);

- la

sede legale indicata sulle fatture corrispondeva al suo indirizzo di residenza

in __________ (cfr. AI 30, pag. 10 inc. MP __________).

La contraddittorietà delle argomentazioni addotte per giustificare

perché __________ avrebbe dovuto ricevere soldi da __________ è evidente. Ed è,

pure, evidente che - come in realtà ammesso dall’imputato - i soldi versati all’associazione

__________ erano destinati a lui. Detto che l’imputato non è stato in grado di

documentare il suo lavoro per __________ a sostegno delle fatture emesse da __________

e ricordate, ancora una volta, da un lato la sua comprovata attitudine a confondere

il patrimonio delle società che era chiamato a gestire con il proprio

portamonete e, d’altro lato, la sua generale inattendibilità, s’impone

concludere che anche i soldi pagati all’associazione Arcana sono finiti nelle

tasche dell’imputato senza alcuna giustificazione.

d. Ritenuto che i primi

giudici hanno prosciolto AP 1 dal reato di amministrazione infedele per quanto

concerne le consegne a contanti per “fondo cassa” (in totale fr. 13'000. -)

rispettivamente i pagamenti per costi di __________ (fr. 2'668.96), poiché “nella

visione più favorevole all’imputato, potevano ancora rientrare nell’attività e

nello scopo perseguiti da __________ e, di riflesso, nell’interesse degli

studenti e del patrimonio della società” (sentenza impugnata, 13.1.1, pag.

94) e in assenza dell’appello della PP, non occorre entrare nel merito di tali

operazioni.

20.3. Dall’analisi dei conti

di __________ da parte della polizia sezione reati economico-finanziari che, in

accordo col magistrato, ha considerato del tutto inattendibili le dichiarazioni

dell’imputato sul perché egli, rispettivamente sue società, avrebbero ricevuto

soldi da __________ è, quindi, emerso che AP 1, tenuto conto degli stipendi

percepiti, ha ricevuto complessivi fr. 129'675.07 da __________ (cfr. allegato

16 a AI 260 inc. MP __________ pag. 1) per cui, deducendo da questo importo gli

stipendi arretrati che ancora gli spettavano, cioè fr. 35'100.13 (cfr. allegato

16 a AI 260 inc. MP __________, pag. 2), egli aveva ricevuto fr. 94'574.94

senza alcuna giustificazione attinente la società (cfr. allegato 16 a AI 260

inc. MP __________ pag. 1).

Da tale importo, come indicato al precedente considerando, i primi

giudici - in applicazione del principio in dubio pro reo - hanno dedotto fr.

15'668.96 (pari a quanto servito per “rimpolpare” il fondo cassa della società

e quanto pagato a copertura di costi legati a ______),

giungendo a un totale di fr. 78'905.98 (corrispondente a quanto indebitamente

percepito dall’appellante).

20.4. In concreto, alla luce

di quanto accertato, emerge chiaramente che AP 1 agiva quale organo di

amministrazione di fatto della società __________: era lui a dire ai gerenti,

in particolare a IM 2 cosa andava fatto rispettivamente cosa andava pagato. Che

egli, facendosi pagare degli importi, rispettivamente facendosi consegnare

soldi a contanti senza alcuna giustificazione attinente all’attività della

società, abbia violato il suo dovere di amministrazione è, poi, pacifico. Così

come è pacifico che, con il suo agire, egli ha causato un danno alla società

quantificato in fr. 78'905.98. Per finire, l’appellante non poteva non rendersi

conto che, usando i fondi di __________ per scopi personali, comunque estranei

agli interessi della società, le avrebbe

arrecato un danno. Con il che il reato di amministrazione infedele è

realizzato, anche, dal profilo soggettivo.

20.5. AP

1 dev’essere, quindi, riconosciuto autore colpevole di amministrazione

infedele qualificata ai danni di __________ Il suo appello, su questo punto, è

perciò respinto.

la truffa ai danni della __________

21. I primi giudici hanno

ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa, commessa in correità, ai danni

della __________. Agli imputati è stato rimproverato di avere ingannato i

dipendenti della citata assicurazione fornendo loro, nell’ambito della

procedura conseguente a un sinistro che avevano subito, un dato falso in merito

al salario percepito, in particolare facendo loro credere di percepire uno

stipendio di fr. 8'500. - lordo invece di quello effettivo di fr. 6'018. -

lordi per l’imputato e di fr. 5'787. - lordi per l’imputata, inducendoli, così,

ad atti pregiudizievoli del patrimonio dell’assicurazione in ragione di

complessivi fr. 9'306.62.

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

21.1. In data 19 maggio 2017,

quando erano alle dipendenze della __________, gli imputati hanno avuto un

incidente della circolazione con conseguente incapacità al lavoro per alcuni mesi

(o presunta tale, almeno per l’imputato, visto che, secondo PC 2, egli aveva

continuato a lavorare). Nei relativi annunci di sinistro alla __________, AP 1

e IM 1 hanno notificato uno stipendio lordo mensile di fr. 8'500. - ciascuno

(cfr. annunci di sinistro in AI 26). Dagli atti emerge che gli stipendi, a quel

momento, erano, in realtà, inferiori:

- l’imputato

percepiva uno stipendio di fr. 6’1018 lordi rispettivamente di fr. 4'000.15

netti, e meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal

certificato di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC

1 e PC 2, AI 3 inc. MP __________);

- l’imputata

percepiva uno stipendio di fr. 5'787. - lordi rispettivamente 4'000.65 netti, e

meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal certificato

di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC 1 e PC 2, AI

3 inc. __________).

La questione è emersa a seguito dell’intervento di PC 2 che, non

avendo ricevuto documentazione da __________ riguardo al sinistro, ha preso

contatto con l’assicurazione e ha, così, saputo che gli imputati avevano

notificato uno stipendio superiore a quello effettivamente percepito a quel

momento (cfr. AI 26, verbale del colloquio 6.9.2017 tra __________ della __________

e PC 2/PC 1, posto che con contratto 28.2.2017 il loro stipendio era stato

ridotto. A ciò ha fatto seguito un colloquio tra __________ gli imputati, i

quali hanno preteso di percepire, realmente, fr. 8'500. - lordi, affermando di

non aver preso in considerazione il contratto di fine febbraio 2017 (col quale

il loro stipendio lordo era fissato in fr. 6'108. - rispettivamente in fr.

5'787. -) di cui, comunque, erano evidentemente a conoscenza, poiché in più

percepivano fr. 2'000. - come rimborso spese (cfr. verbale colloquio 13.9.2017,

pag. 5-6). Detto che sul contratto del 28.2.2017 non c’era menzione di

indennità per rimborso spese (cfr. relativi contratti in AI 26), IM 2 (gerente

di __________) ha escluso qualsiasi pattuizione di rimborsi:

“Io contesto quanto dichiarato da IM

1 e AP 1 La diminuzione di salari era avvenuta a seguito della mia lettera di

licenziamento. Io avevo comunicato a tutti i dipendenti il licenziamento [ndr.

Di cui c’è evidenza in atti, cfr. AI 26] in quanto le spese erano troppo

elevate e in seguito abbiamo ridiscusso il salario di tutti i dipendenti.

Ricordo che io avevo pure detto ad AP 1 che se lui faceva delle attività

maggiori per la società avrebbe poi potuto fatturarle e dichiararle lui stesso

nella sua dichiarazione fiscale. ADR che assolutamente non si era

discusso di un importo fisso di franchi 2'000. - quale rimborso spese” (VI PP

14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).

21.2. Al dibattimento di

primo grado, la difesa di AP 1, facendo proprie le argomentazioni del

difensore di IM 1 ha sostenuto che la media dello stipendio nei quattro mesi

precedenti l’infortunio era di fr. 6'000. - netti, quindi circa fr. 8'500. -

lordi, con il che non vi era la volontà d’ingannare l’assicurazione. Inoltre,

ha preteso che il nuovo contratto 28.2.2017 voluto da IM 2 fosse una finzione

per pagare meno oneri sociali.

L’argomentazione non regge già solo perché smentita dall’imputato

medesimo che, in occasione del dibattimento di primo grado ha affermato di non

aver mai percepito fr. 8'500. - al mese (cfr. verb. dib. di primo grado, pag.

13) e, a quello d’appello, ha dichiarato che lo stipendio che la __________ gli

versava era di fr. 6'000. - (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 5). A ciò va

aggiunto che non vi sono elementi a sostegno del presunto carattere fittizio

del contratto 28.2.2017. Anzi: dagli atti emerge che IM 2 era realmente

preoccupato delle spese molto alte di __________ tanto da arrivare a licenziare

tutti i dipendenti (cfr. lettere di licenziamento in AI 26) e ridiscutere, poi,

i salari di tutti (cfr. VI PP 14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).

In appello, il difensore dell’imputato, ha invece sostenuto che,

in virtù dell’accordo concluso tra l’imputato e la __________ (che, in

sostanza, ha rinunciato a far valere le proprie pretese nei confronti degli

imputati e a segnalare la fattispecie al ministero pubblico), non vi sarebbe

più spazio per un’imputazione in sede penale. Non occorre spendere molte parole

per dire che il citato accordo è del tutto ininfluente, posto che il reato in

questione è perseguibile d’ufficio.

Ne discende che AP 1 va riconosciuto autore colpevole del reato di

truffa ai danni della __________.

l’appropriazione indebita di imposte alla fonte

22. I

primi giudici hanno riconosciuto AP 1 autore colpevole di appropriazione

indebita di imposte alla fonte. All’imputato è stato rimproverato di avere

impiegato a proprio profitto, rispettivamente a profitto di terzi, la ritenuta

d’imposta per l’anno 2015 (pari a fr. 66'553.90 successivamente corrisposta

solo per fr. 4'553.90).

22.1. L’imputato,

nella dichiarazione d’appello, ha chiesto il suo proscioglimento da tale

imputazione.

La contestazione è irricevibile, nella misura in cui al

dibattimento di primo grado, la Difesa si era rimessa al giudizio della Corte

(cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 21), rinunciando, così, a contestare questo

reato. Ciò a maggior ragione ritenuto che, anche al dibattimento d’appello, il

difensore di AP 1 si è rimesso al giudizio della Corte.

Ciò detto, a titolo abbondanziale, si rileva che, quand’anche si

volesse entrare nel merito, l’appellante andrebbe ritenuto autore colpevole del

reato.

AP 1 non può essere creduto quando afferma che gli stipendi

venivano pagati al lordo (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 6). Ciò già solo in

virtù della generale inattendibilità di cui ha dato prova sino al dibattimento

d’appello. Sul tema, egli è ancor meno credibile, poiché ha sempre sostenuto,

non solo di non essersi mai occupato di queste questioni, ma, addirittura, di

non avere mai nemmeno visto una busta paga (nemmeno la sua) così da non sapere

nulla di questioni amministrative. Venendo, ora e solo per questo tema, a

sostenere il contrario - cioè, a sostenere di sapere che ai dipendenti veniva

versato lo stipendio lordo - AP 1 ottiene il solo effetto di confermare la sua

spregiudicatezza e inattendibilità. Del resto, in primo grado, per difendersi

dall’imputazione di truffa ai danni di __________, egli, associandosi alla

Difesa di IM 1, ha preteso di avere sempre ricevuto una media di fr. 6'000. -

netti quale stipendio corrispondente a circa fr. 8'500. - lordi: dimostrando,

così, che, in concreto, gli stipendi venivano pagati al netto e non al lordo.

Del resto, prova del contrario - e cioè, prova del fatto che gli

stipendi venivano versati al netto - è il fatto che la PC 4 abbia segnalato al

ministero pubblico soltanto la mancata consegna delle distinte dei salari 2015

da parte di __________ e non, invece, il mancato versamento degli oneri sociali

ex art. 87 LAVS per l’intero periodo di attività di ______.

Ne consegue che la condanna di AP 1 per il reato di appropriazione

indebita di imposte alla fonte è confermata.

la contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia

e i superstiti

23. AP 1 è stato

dichiarato autore colpevole anche di contravvenzione alla LAVS per avere omesso

di compilare e presentare alla PC 4 di Bellinzona, presso la quale era

affiliato, la distinta dei salari riferita all’anno 2015 dei dipendenti della

società __________.

Egli contesta tale imputazione, nel senso che “riconosco i

fatti ma era compito del commercialista fare il suo mestiere” (allegato 1 a

verb. dib. di primo grado, pag. 15). Tale argomentazione è stata ripresa al

dibattimento d’appello (cfr verb. dib. d’appello, pag. 6).

23.1. È certo che AP 1 é

sempre stato organo di __________ (cfr. consid. 4c). Lo era, di fatto, nel periodo

in cui figurava quale procuratore con firma individuale mentre quale AU della

società compariva, formalmente, __________ (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1 secondo

cui “__________ […] in pratica non ha svolto alcuna attività come

amministratore, essendomi occupato io di firmare sia i contratti di locazione,

sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato che avevo una procura

individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________). E lo era, evidentemente,

quando è diventato AU della società (dal 10.5.2016).

Pacifico, quindi, che l’obbligo di compilare e presentare alla PC

4 la distinta salari spettava a lui: con il che, l’argomentazione difensiva

cade.

Del resto__________ ha dichiarato di essersi ripetutamente lamentato

con AP 1 e IM 1 perché, nonostante le sue continue richieste in tal senso,

questi ultimi non gli fornivano né la documentazione né le informazioni di cui

necessitava per svolgere il mandato assunto da __________: da qui la sua

decisione di rescinderlo (cfr. VI 30.5.2018 e allegati, AI 251).

Ne consegue che AP 1 deve essere dichiarato autore colpevole di

contravvenzione alla LF sulla vecchiaia e i superstiti.

la pena

24. Per l’art. 47 cpv. 1

CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita

anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa

è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli

obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o

la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73 consid.

4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010,

consid. 2.1 e 2.2.2;6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5;6B_78/2008,

6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2;6B_370/2007 del 12

marzo 2008, consid. 2.2;6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti).

24.1. AP 1 deve rispondere

di:

- ripetuta

truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è

prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non

inferiore a 90 aliquote giornaliere);

- truffa ex

art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o

una pena pecuniaria);

- ripetuta

amministrazione infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista

una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

- cattiva

gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a

cinque anni o una pena pecuniaria);

- ripetuta

omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena

detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

- ripetuta

appropriazione indebita di imposte alla fonte ex art. 270 LT (per cui è

prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria cui può

essere cumulata una multa fino a fr. 10'000. -);

- infrazione

alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena

detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

- contravvenzione

alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti ex art. 88 cpv.

1 LAVS (per cui è prevista una multa).

24.2. IM 1 deve rispondere

di:

- ripetuta

truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è

prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non

inferiore a 90 aliquote giornaliere);

- truffa ex

art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o

una pena pecuniaria);

- amministrazione

infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista una pena

detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

- cattiva

gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a

cinque anni o una pena pecuniaria);

- ripetuta

omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena

detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

- infrazione

alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena

detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria).

24.3. Secondo l’art. 49 cpv.

1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per

l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla

pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può

tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in

ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.

24.3.1. Nel caso in disamina, per quanto concerne AP 1, l’art. 49 cpv. 1 CP

trova applicazione per i reati di ripetuta truffa, aggravata, truffa, ripetuta

amministrazione infedele qualificata, cattiva gestione, ripetuta omissione

della contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte,

infrazione alla LF sugli stranieri, mentre esso non trova applicazione per la

contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstite: va, perciò, in aggiunta alla pena detentiva,

inflitta una multa (DTF 137 IV 57).

24.3.2. Per quanto concerne,

invece, IM 1, l’art. 49 cpv. 1 CP trova applicazione per tutti i reati di cui

risponde.

24.4. Occorre, dunque, determinare

la colpa degli imputati in funzione delle circostanze legate ai reati di cui

rispondono, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La colpa va,

infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo oggettivo, il

grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la

reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la

giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le

espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129

IV 6 consid. 6.1).

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden),

vanno considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la

libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità

nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.

2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

circostanze legate ai reati

24.4.1. reati di cui gli

imputati rispondono in correità

24.4.1.a. truffa

ai danni degli studenti

La loro colpa è, dal profilo oggettivo, dapprima, qualificata dal

grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico protetto (DTF

129 IV 6 consid. 6.1), e meglio dall’entità - non certo indifferente - del

danno al patrimonio complessivamente causato alle vittime e dalla particolare

“avvedutezza truffaldina” dimostrata scegliendo la Svizzera (dove si sono trasferiti

appositamente all’uopo) come sede per la loro “università” così da vestire il

loro inganno con la credibilità unanimemente attribuita al nostro paese e, in

particolare, alle sue istituzioni scolastiche.

Contribuisce, poi, ad aumentare la loro colpa il fatto che essi

hanno delinquito in serie sull’arco di tre anni e che non hanno avuto alcuno

scrupolo né alcun pensiero per le possibili conseguenze che tale loro agire

avrebbe avuto, a breve e medio termine, sulla formazione di molti giovani, costretti

a riprendere da zero un percorso di studi presso altri istituti.

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi del reato (Tatverschulden),

si ha, ad aggravamento della colpa di AP 1 e IM 1, il fatto che essi hanno

agito per la brama di facili guadagni, senza che nulla impedisse loro o

rendesse loro particolarmente difficile cercare di guadagnarsi da vivere con

mezzi leciti (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del

22 giugno 2010 consid 2.1).

Questa Corte non condivide l’opinione dei primi giudici secondo

cui IM 1 avrebbe avuto “un ruolo di rilevanza minore rispetto a quello del

correo” (cfr. sentenza impugnata, consid. 18.2, pag. 110). Al contrario. IM 1 ha avuto un ruolo di primo

piano: sono gli studenti e i dipendenti a metterla, esattamente, sul medesimo

piano di AP 1, e cioè, per dirla con le parole di __________, al vertice della

piramide gerarchica. Del resto, basta ricordare che ella si interfacciava sia

con gli studenti che chiedevano informazioni (confermandoli nel loro errore)

sia con i docenti che si lamentavano perché non veniva loro versato lo

stipendio (temporeggiando e accampando scuse).

b. truffa ai danni

della __________

Dal profilo oggettivo, va detto che la colpa di AP 1 e IM 1

è qualificata, non solo o non tanto dall’indebito profitto conseguito e,

quindi, dalla lesione del bene protetto (in sé, piuttosto ridotto), quanto

dalla “disinvoltura” o meglio dall’impudenza con cui hanno agito, dimostrando

di non avere alcuna remora a mentire sistematicamente: in effetti, reduci da

tre anni d’inganno ai danni di un gran numero di studenti di ______ e con il procedimento penale per questo

filone d’inchiesta già aperto, essi non hanno esitato - appena approdati in __________

- a reiterare nella loro attitudine menzognera ingannando i funzionari della __________.

Soggettivamente, ad aggravare la loro colpa, concorre - anche in questo caso -

l’aver agito solo per ottenere un indebito profitto in modo facile e veloce.

c. amministrazione

infedele qualificata ai danni di __________, cattiva gestione e omissione della

contabilità

La colpa di AP 1 e IM 1 è particolarmente grave, tenuto conto che

i due, chiamati a curare gli interessi di __________, li hanno pesantemente

danneggiati e hanno, conseguentemente, danneggiato anche gli interessi dei

creditori. Essi non si sono, infatti, trattenuti dal violare crassamente e

ripetutamente

elementari e fondamentali obblighi di correttezza e lealtà e lo

hanno fatto solo per fini di lucro.

Anche con riferimento a tale reato, questa Corte non condivide

l’opinione dei primi giudici secondo cui l’imputata avrebbe avuto “un ruolo

di rilevanza minore rispetto a quello del correo” (cfr. sentenza impugnata,

consid. 18.2, pag. 110). Il ruolo di IM 1 era senz’altro centrale, tanto che

era lei il punto di riferimento all’interno di ______

per tutti i pagamenti. Non solo: anche l’imputata ha attinto a piene mani dal

patrimonio dell’associazione per scopi personali, senza alcuno scrupolo, e non

ha mostrato minimamente di volersi, in qualche modo, distanziare dall’imputato.

24.4.2. reati di cui AP 1 risponde

singolarmente

24.4.2.a. amministrazione

infedele qualificata ai danni di __________

La colpa dell’imputato è particolarmente grave: da un lato, per i

medesimi motivi esposti in relazione all’amministrazione infedele ai danni di __________

che valgono, anche, per le malversazioni ai danni di __________; d’altro lato

perché egli, dopo avere - letteralmente - dissanguato ______

non ha esitato a reiterare agendo esattamente allo stesso modo nei confronti della

__________.

b. appropriazione

indebita di imposte alla fonte

La colpa dell’imputato non è certamente da banalizzare, non solo

perché l’importo non riversato all’Ufficio delle imposte alla fonte e

indebitamente usato per altri scopi è, comunque, piuttosto rilevante, ma anche

perché sono diversi i dipendenti toccati dal suo agire.

c. infrazione alla

LF sugli stranieri

Mediamente grave è la colpa di AP 1 per il reato d’infrazione alla

LF sugli stranieri, ritenuto che egli, ancor prima di stabilirsi durevolmente

in Svizzera, non ha esitato a mentire all’autorità incaricata per il rilascio

del permesso di dimora riguardo ai suoi precedenti penali in __________,

mostrando così una particolare spregiudicatezza.

d. contravvenzione

alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti

Pure da non banalizzare è la colpa dell’imputato per tale reato,

posto che l’omissione riguarda l’intero 2015 e,

quindi, il potenziale danno all’assicurazione sociale non è di poco conto.

24.4.3. reato di cui IM 1 risponde

singolarmente

24.4.3.a. infrazione alla LF

sugli stranieri

In relazione alla colpa dell’imputata valgono le considerazioni esposte

per l’imputato avuto riguardo al medesimo reato (cfr. 24.4.2.c.).

circostanze legate all’autore

24.4.4. A questo punto, vanno

considerate - a ponderazione in senso attenuante o aggravante della pena le

circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua vita

anteriore, della reputazione, della situazione personale, del comportamento

tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto

che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6 consid. 6.1;

STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF

6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

24.4.4.1.

In quest’ambito, va detto che AP 1 non può certo trarre giovamento dal suo

comportamento processuale. Il men che si possa dire, al riguardo, è che egli

non ha mostrato alcuna collaborazione con gli inquirenti, mentendo, negando persino

l’evidenza, rispettivamente contraddicendosi di continuo e fornendo versioni

ben poco convincenti. Non solo. Con la sua condotta, a dir poco scorretta,

l’imputato ha, anche, ostacolato gli accertamenti degli inquirenti: come

quando, ad esempio, ha creato e fatto produrre da IM 1 giustificativi posticci

e falsi per giustificare l’impressionante voragine di prelevamenti a debito dei

conti di ______.

Ad aggravare la sua colpa

concorre, poi, il comportamento successivo all’apertura del procedimento penale

per i fatti concernenti ______: l’imputato,

nonostante fosse stato ripetutamente interrogato nel filone d’inchiesta di cui

si è appena detto, non ha esitato a riprendere, poco dopo, a malversare sia ai danni

di __________ sia ai danni di __________.

Pure quale fattore aggravante vanno, poi, considerati i suoi

precedenti in __________ in parte specifici.

Preoccupa, infine, che - approdato, come detto, in Ticino

appositamente per delinquere - l’imputato non abbia mai smesso di farlo, sino

al suo arresto.

Ne discende che, in

considerazione delle circostanze legate ai reati e di quelle legate all’autore,

questa Corte ritiene adeguata alla colpa di AP 1 la pena detentiva di 3 anni

nonché una multa di fr. 500.-.

24.4.4.2. Se

è vero che l’imputata, in sede d’inchiesta, ha negato qualsiasi addebito in

relazione alle truffe commesse ai danni degli studenti, ha perseverato nel

sostenere che - per la maggior parte - i fondi di ______

erano stati usati nell’interesse dell’associazione, rispettivamente ha buttato

su altri (__________) la responsabilità per la mancata tenuta della

contabilità, senza confrontarsi con le dichiarazioni di quest’ultimo secondo

cui erano proprio gli imputati, e in particolare IM 1 che era la sua principale

interlocutrice, a non consegnargli la documentazione per poter esplicare il

proprio mandato, il suo comportamento processuale globale è, comunque, a tinte

meno scure rispetto a quelle che contraddistinguono il comportamento di AP 1.

Da un lato per il suo impegno profuso nella ricostruzione

finanziaria, poiché è innegabile che ne è stata l’elemento trainante.

D’altro lato perché, già al dibattimento di primo grado - seppure

timidamente - e, poi, dopo la sentenza di prime cure, ella si è comunque

assunta alcune responsabilità, tanto da non presentare appello avverso una

sentenza, quella appunto di prima sede, che la condannava a diversi reati

(prosciogliendola, unicamente, dalle amministrazioni infedeli).

Tale assunzione di responsabilità, sebbene non proprio piena

(posto che IM 1 è, comunque, resistente rispetto all’appello della PP

concernente il proscioglimento dal reato di amministrazione infedele ai danni

di __________) va, comunque, tenuta in considerazione in quest’ambito. Così

come va considerato a suo favore, il fatto che ella abbia compreso la necessità

di “smarcarsi” da AP 1: non solo accettando, diversamente da lui, la maggior

parte delle condanne inflittele in primo grado, ma soprattutto distanziandosi

da lui nella vita privata.

È in virtù di queste circostanze, nonché del fatto che IM 1 si è

adoperata per trovare un lavoro, che è possibile “sfumare” sia la gravità del

suo comportamento successivo all’apertura nei suoi confronti del procedimento

penale per i fatti concernenti ______ e

riguardante la __________, sia il suo precedente specifico in __________

(risalente, comunque, ad alcuni anni fa).

Tutto ciò considerato, dunque, a IM 1 viene inflitta oggi la pena

detentiva di 30 mesi.

sospensione condizionale

24.4.5. L’art.

42 cpv. 1 CP sancisce il principio in base al quale il giudice sospende di

regola l’esecuzione di una pena detentiva non superiore ai due anni se una pena

senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere

nuovi crimini o delitti. Di principio, quindi, se l’autore non è recidivo e con

un pronostico favorevole, deve essere ordinata la sospensione condizionale

della pena, laddove un pronostico favorevole è presunto dalla legge (DTF 134 IV

1 consid. 4.2.2.). Giusta l'art. 43 cpv. 1 CP, il giudice può sospendere

parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria o di una pena detentiva di un

anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa

dell'autore. Anche se la norma non lo prevede esplicitamente, la concessione

della sospensione condizionale parziale presuppone, come nell'ambito dell'art.

42 CP per la condizionale totale, una prognosi favorevole (DTF 134 IV 60

consid. 7.4 pag. 77).

24.4.5.1. In concreto,

per quanto riguarda AP 1, già si è detto che, nonostante l’apertura nei suoi

confronti del procedimento penale per i fatti di ______,

l’imputato non ha esitato a recidivare malversando ai danni di __________ e di __________

(e agendo, nei confronti di quest’ultima società, con modalità del tutto

analoghe a quelle adottate nei confronti di ______).

Egli ha, così, dimostrato una risoluta propensione a delinquere.

Non solo. Particolarmente

preoccupante è apparso il suo comportamento processuale: AP 1 ha dimostrato di

non volersi assumere nessuna responsabilità e di non essersi, quindi,

minimamente ravveduto per quanto fatto.

Ciò considerato, e rilevata

ancora la presenza di precedenti in parte specifici e l’assenza di qualsiasi

prospettiva di lavoro, obbligata è, per lui, la posa di una prognosi negativa.

Pertanto, la pena che oggi gli

viene inflitta è interamente da espiare.

24.4.5.2. Quanto a IM 1, l’ombra

proiettata sulla sua prognosi dalla truffa perpetrata ai danni di __________

quando già era stata interrogata nel filone d’inchiesta che riguardava ______ e dal suo precedente specifico ______ è, in

parte, dissipata dalla sua collaborazione con gli inquirenti, in particolare

dall’innegabile sforzo profuso nella ricostruzione di cui s’è detto. Pur se

nell’attività di ricostruzione la donna ha, a volte, ceduto a tentazioni cui

avrebbe dovuto resistere e che ciò sembra sminuire il valore di tale

collaborazione, è anche vero che l’accettazione del giudizio di condanna non

può che essere interpretato che come un passo ulteriore - e forse, decisivo -

nella presa di coscienza degli errori commessi e nell’assunzione di

responsabilità, presupposto irrinunciabile al ravvedimento. Contribuisce a

rischiarare ulteriormente l’orizzonte di IM 1 il suo essersi attivata e

l’essere riuscita a reperire un lavoro.

In queste circostanze, nonostante alcune perplessità, occorre concludere

che, esaminati spassionatamente e nel loro complesso, gli elementi in atti non

bastano a formulare una prognosi negativa: la pena detentiva inflitta a IM 1

può, dunque, essere parzialmente - in ragione di 24 mesi - sospesa, con un

periodo di prova di 4 anni.

Per il resto, la pena è da espiare.

pretese civili degli AP

25.1. In

considerazione dell’esito dell’appello, segnatamente della condanna degli

imputati per il reato di truffa aggravata ai danni degli studenti, il

dispositivo n. 9 della sentenza impugnata con cui è stata riconosciuta, agli

AP, una partecipazione alle spese legali sostenute nel procedimento di primo

grado, deve essere confermato.

Non impugnato, il rinvio al foro civile degli AP per ogni loro

altra pretesa (dispositivo n. 11 della sentenza impugnata) è passato in

giudicato.

25.2. In considerazione

dell’esito dell’appello, in particolare della sua condanna per il reato di

ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, AP 1 è condannato a

versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento (cfr. al riguardo AI 1 e AI

11 inc. MP 2017.1590, classificatore “incarti secondari”, scatola 2/10).

tassazione della nota

d’onorario dell’avv. DI 1 per la procedura d’appello

26. Il difensore d’ufficio di AP

1, avv. DI 1, ha prodotto al dibattimento la nota d’onorario 30 aprile 2019 per

le sue prestazioni per il procedimento d’appello (doc. dib 1). Egli ha esposto

complessivi fr.8'005.75 (cui va aggiunta la partecipazione al dibattimento

d’appello) di cui fr 6'490.50 di onorario (corrispondenti a 37 ore e 6 minuti

di lavoro), fr.942.90 di spese e fr. 572.35 di IVA.

26.1.a. Delle prestazioni esposte non vengono riconosciute come necessarie:

- 3

ore e 35 minuti di colloqui/telefoni/email con __________, persona sconosciuta

alla Corte;

-

2 ore e 10 di colloqui con il cliente, ritenuto che le 7 ore e 10 minuti

esposti appaiono eccessivi.

A quanto esposto va aggiunto il dispendio

orario per la partecipazione al dibattimento d’appello in funzione della sua

effettiva durata, aumentata di una mezz’ora prima dell’inizio e un’altra

mezz’ora alla fine (per un totale di 4 ore e 45 minuti).

b. Le

spese esposte pari a fr. 942.90 sono integralmente approvate.

c. La

nota professionale dell’avv. DI 1 è pertanto approvata per complessivi fr.

7'811.90 (di cui fr. 6'310.50 di onorario, fr. 942.90 di spese e fr. 558.50 di

IVA).

26.2. Visto

l’esito dell’appello, in caso di ritorno a miglior fortuna, AP 1 dovrà

rimborsare allo Stato 9/10 di quanto da questi anticipato per i costi della sua

difesa.

tassazione della nota

d’onorario dell’avv. DI 2 per la procedura d’appello

27. Il difensore d’ufficio di IM

1, avv. DI 2, ha prodotto al dibattimento il conteggio delle sue prestazioni

per il procedimento d’appello (doc. dib 2). Ella ha esposto complessivi fr.

1'695. - di onorario (corrispondenti a 9 ore e 25 minuti di lavoro) e fr. 78.30

di spese. Non ha esposto l’IVA.

27.1. L’onorario e le spese esposte sono adeguati al lavoro svolto

e commisurati a quanto avrebbe fatto un difensore mediamente esperto. In

aggiunta, va considerato il dispendio orario per la partecipazione al

dibattimento d’appello per un totale di 4 ore e 45 minuti. La nota d’onorario

é, quindi, approvata in ragione di fr. 2'550. - di onorario e fr. 78.30 di

spese, per un totale di fr. 2'628.30.

27.2. Visto

l’esito dell’appello del PP cui ha inutilmente resistito, IM 1 dovrà, in caso

di ritorno a miglior fortuna, rimborsare allo Stato quanto da questi anticipato

per i costi della sua difesa.

spese

procedurali

28.1. Viene

confermata la ripartizione degli oneri processuali di primo grado (3/6 a carico

di AP 1, 2/6 a carico di IM 1 e 1/3 a carico dello Stato).

28.2. Per

quanto riguarda la procedura di appello, visto l’esito del procedimento (art.

428 cpv. 1 CPP):

- le

spese relative all’appello di AP 1, consistenti in fr. 1'500. -, sono poste in

ragione di 9/10 a suo carico e in ragione di 1/10 a carico dello Stato.

- quelle

relative all’appello del PP (parzialmente accolto), consistenti in fr. 1'200.

-, sono poste in ragione di 1/3 a carico di AP 1, in ragione di 1/3 a carico di

IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.

indennizzo ex art. 429 cpv.

1 lett. c CPP

29. La

richiesta d’indennizzo per torto morale di complessivi fr. 50'000. - formulata

da AP 1 al dibattimento d’appello per la carcerazione patita dev’essere

respinta in considerazione dell’esito del procedimento.

visti gli

art. 6, 10, 77, 80, 81, 84, 135, 139, 348 e segg., 379 e

segg., 398 e segg., 422, 428, 429, 433 CPP,

12, 40, 42, 43, 47, 49, 51,

103, 106, 146, 158, 165, 166, CP,

118 LStr.,270 LT, 88 LAVS,

nonché,

sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG rispettivamente il

Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza

giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara

e pronuncia:

1.

1.1. L’appello

di AP 1, per quanto ricevibile, è parzialmente accolto.

1.2. L’appello

del procuratore pubblico è parzialmente accolto.

2. Di conseguenza,

ricordato che i

dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11,

12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2,21, 21.1, 21.2,

21.3, 21.4, 22 e 23 sono passati in giudicato,

2.1. AP

1, oltre che di omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli

stranieri,

2.1.1. è

dichiarato autore colpevole di:

2.1.1.1. ripetuta

truffa aggravata

per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre

2015, a ______ e in altre imprecisate località in __________, agendo in

correità con IM 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente

al vero, che l’______ era un istituto universitario svizzero e che al

termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’__________ un diploma

con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________

un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati

all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in

tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e

meglio come indicato nei considerandi;

2.1.1.2. truffa

per avere, nel periodo maggio 2017-31.7.2017, a __________,

__________ e in altre località, agendo in correità con IM 1, fatto credere ai

funzionari della __________, contrariamente al vero, nell’ambito della pratica

susseguente un sinistro da loro subìto, che il loro salario lordo era di fr.

8'500. - ciascuno (anziché di fr. 6'018. - per lui e di fr. 5'787. - per lei),

riuscendo così a farsi indebitamente versare complessivi fr. 9'306.62, e meglio

come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.3. ripetuta

amministrazione infedele qualificata

a. per avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________

e in altre località della Svizzera e dell’__________, a scopo di indebito

profitto, approfittando della sua funzione di amministratore di ______ e agendo in

correità con IM 1 (anche lei amministratrice di fatto dell’associazione),

ripetutamente bonificato a favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e

usato a favore loro e/o di terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione,

fondi di proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr.

917'043.20, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

b. per

avere, nel periodo dicembre 2016- 11.12.2017, a __________ e in altre località

della Svizzera e dell’____, a scopo di indebito profitto, approfittando della

sua funzione di amministratore di fatto di __________, ripetutamente fatto

bonificare a favore suo e/o di terzi, rispettivamente fatto prelevare e usato a

favore suo e/o di terzi per scopi, comunque, estranei alla società, fondi di

proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr. 78'905.98, e meglio

come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.4. cattiva

gestione

per avere, nel periodo dicembre 2012-31.8.2016, a __________

e in altre località, agendo in correità con IM 1, nella loro funzione di organi

di __________, a causa di un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave

negligenza nell’amministrazione dei beni dell’associazione, cagionato

rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di

quest’ultima peggiorandone la posizione debitoria di almeno fr 917'043.21,

posto che il 1° settembre 2016 è stato decretato il suo fallimento, e meglio

come indicato nell’AA e come precisato nei considerandi;

2.1.1.5. ripetuta

appropriazione indebita di imposte alla fonte

per avere,

nel periodo 1.1.2015-31.12.2015, a __________ e in altre località, agendo nella

sua qualità di direttore e amministratore di __________ e in quanto tale tenuto

a trattenere le imposte alla fonte sugli stipendi dei dipendenti

dell’associazione non domiciliati in Svizzera, ripetutamente impiegato a

proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta per l’anno 2015 in ragione di

fr. 66'553.90 (successivamente corrisposta solo per fr. 4'553.90), e meglio

come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.6. contravvenzione

alla LF per la vecchiaia e per i superstiti

per avere, a far tempo dal 7 aprile 2016, a ____,

omesso di compilare e presentare alla PC 4 presso la quale era affiliato in

qualità di datore di lavoro e amministratore unico della __________, la

distinta salari per l’anno 2015 dei dipendenti della società, e meglio come

indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.2. è

prosciolto dall’imputazione di:

2.1.2.1.

truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente al periodo dal 29.9.2015

a agosto 2016;

2.2. IM

1, oltre che di truffa ai danni di __________, cattiva gestione,

ripetuta omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri,

2.2.1. è

dichiarata autrice colpevole di:

2.2.1.1. ripetuta

truffa aggravata

per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre

2015, __________ e in altre imprecisate località in __________, agendo in

correità con AP 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente

al vero, che l’______ era un istituto universitario svizzero e che al

termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’__________ un diploma

con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________

un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati

all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in

tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e

meglio come indicato nei considerandi;

2.2.1.2. ripetuta

amministrazione infedele qualificata

per

avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________ e in altre località

della Svizzera e __________, a scopo di indebito profitto, approfittando della

sua funzione di amministratrice di fatto di __________, agendo in correità con AP

1 (anche lui amministratore dell’associazione), ripetutamente bonificato a

favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e usato a favore loro e/o di

terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione, fondi di proprietà di

quest’ultima per un importo di complessivi fr. 917'043.20, e meglio come

indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.2.2. è

prosciolta dall’imputazione di truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente

al periodo dal 29.9.2015 a agosto 2016.

3.

3.1. AP

1 è condannato:

3.1.1. alla

pena detentiva di 3 (tre) anni, da dedursi il carcere preventivo e di

sicurezza sofferti;

3.1.2. alla multa di fr. 500.-

che, in caso di mancato pagamento, sarà commutata in una pena detentiva

sostitutiva di cinque (5) giorni.

3.2. IM

1

è

condannata alla pena detentiva di 30 (trenta) mesi - da dedursi

il carcere preventivo sofferto - di cui 24 (ventiquattro) mesi sospesi

condizionalmente per un periodo di prova di 4 (quattro) anni e per il resto da

espiare.

4. AP

1 e IM 1 sono condannati, in solido, a versare a favore degli AP

danneggiati dal reato di truffa aggravata, quale partecipazione delle spese

legali per la procedura di primo grado le indennità indicate al punto 9 da 9.1

a 9.85.

5. AP

1 è condannato a versare a favore PC 3 fr. 62'000.-.

6. È

confermato il rinvio al foro civile degli AP così come stabilito al punto 11

della sentenza impugnata.

7. Non

si riconosce a AP 1 alcuna indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP.

8.a. La nota professionale dell’avv. DI 1 relativa alla

procedura d’appello è approvata per:

- onorario fr.

6'310.50

- spese fr.

942.90

- IVA fr.

558.50

Totale fr.

7'811.90

e posta a carico

dello Stato.

b. La nota

professionale dell’avv. DI 2 relativa alla procedura

d’appello è approvata per:

- onorario fr.

2'550.00

- spese fr.

78.30

Totale fr.

2'628.30

e posta a carico

dello Stato.

8.1. Contro

queste decisioni è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al

Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.

8.2. La

richiesta di pagamento dev’essere inviata, da parte dei

difensori/patrocinatori, all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

della Divisione della giustizia, Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona, allegando

l’originale del presente dispositivo.

8.3. Non

appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno AP 1 è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 7'030.71 corrispondenti

a 9/10 di quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua

difesa.

8.4. Non

appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno IM 1 è tenuta a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 2'628.30 corrispondenti

a quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua difesa.

9. Gli

oneri processuali di prima sede sono posti in ragione di 3/6 a carico di AP 1,

in ragione di 2/6 a carico di IM 1 e in ragione di 1/6 a carico dello Stato.

10.

10.1. Gli

oneri processuali relativi all’appello di AP 1, consistenti in:

- tassa di giustizia fr. 1300.-

- altri disborsi fr. 200.-

fr. 1500.-

sono posti a carico

dell’imputato/sono posti per 9/10 a carico dell’imputato e per 1/10 a carico

dello Stato.

10.2. Gli

oneri processuali relativi all’appello del procuratore pubblico, consistenti

in:

- tassa di giustizia fr. 1'000.

-

- altri disborsi fr.

200.-

fr. 1'200.

-

sono posti per 1/3 a carico di AP

1, per 1/3 a carico di IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.

11. Intimazione

a:

12. Comunicazione a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,

contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione

e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90

a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95

a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.

81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro

lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al

Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione

a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.