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Decisione

30.2004.57

contributi AVS che deve versare un datore di lavoro a favore di un suo lavoratore qualificato come dipendente. Ripresa di spese rimborsate forfetariamente al lavoratore poiché non comprovate.

21 marzo 2005Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

del controllo dei conteggi dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativi al periodo

1° gennaio 2000-31 dicembre 2002 eseguito il 13 aprile 2004, la Cassa CO 1 di __________

ha effettuato nei confronti della società RI 1 di __________, affiliata come

datrice di lavoro, delle riprese per complessivi Fr. 97'448.- (doc. I).

B. Ritenendo

tale importo come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente da __________

sul quale non sono stati prelevati i contributi AVS/AI/IPG/AD e AF (doc. I),

mediante decisione di tassazione d'ufficio del 23 aprile 2004 (doc. M) la Cassa

CO 1 ha fissato in Fr. 15'801,30 i contributi paritetici dovuti dalla società

per gli anni 2000-2002.

C. Il

19 maggio 2004 (doc. B) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione su

opposizione con cui ha rigettato l’opposizione dell'assicurata e confermato lo

statuto di __________ come suo dipendente, affermando che egli non fattura

direttamente al cliente finale, ma inoltra i suoi onorari direttamente

all’appaltante. Quindi l’assicurato non si assume nessun rischio economico,

agendo inoltre in nome e per conto del datore di lavoro.

D. Il

18 giugno 2004 (doc. I) RI 1, per il tramite dell’avv. RA 1, , ha formulato

ricorso contro detta decisione su opposizione, chiedendo l'annullamento della

stessa. Essa ha rilevato che l’interessato, nello svolgimento dell’attività di pulizia

dei terreni da edificare, sistemazione di terreni, taglio piante e spostamenti

di terra, ”andava e veniva nei vari cantieri secondo il suo proprio

desiderio” non avendo alcun obbligo di presenza e non doveva rendere conto

all’insorgente dei lavori svolti in giornata. Egli era libero negli orari di

lavoro, non riceveva istruzioni dalla ditta e non le era subordinato. Il

collaboratore si assumeva direttamente il rischio d’incasso, nel senso che se i

committenti non avessero pagato la società, quest’ultima, a cui il lavoratore

fatturava le proprie prestazioni, non avrebbe a sua volta versato

all’assicurato l’onorario pattuito. A dire della ricorrente, comunque, le

fatturazioni dei lavori effettuati da __________ avvenivano tramite la stessa

unicamente per comodità. L’interessato, inoltre, si assumeva tutte le spese

generali, utilizzava i propri attrezzi ed il proprio furgone, assumendosi quindi

il rischio economico. Infine, se l’interessato sarà considerato dipendente, il

salario determinante sarà pari a Fr. 23.-/ora e non a Fr. 32.-/ora come fissato

dalla Cassa, in funzione dei salari promossi dalla Commissione Paritetica

Cantonale __________. La ricorrente propugna quindi l’affiliazione dell’assicurato

come indipendente.

La

ricorrente lamenta che la decisione impugnata si scontra con il vigente statuto

professionale di __________, il quale aveva ottenuto dalla stessa Cassa che ha

proceduto alla revisione, un certificato d'affiliazione come indipendente dal

1° gennaio 2000. L’insorgente rileva che in tal modo l'Amministrazione

violerebbe la sua buona fede. Inoltre, quest’ultima dovrebbe pure tenere conto

che il collaboratore in discussione realizzava e organizzava liberamente i suoi

lavori, non era subordinato con gli orari, utilizzava i propri utensili e la

propria vettura, sopportando così un rischio economico. Va pure considerato il

rischio d’incasso dovuto dall’incertezza che l’assicurato non fosse

settimanalmente pagato per le opere ad essa prestate.

Pertanto,

essa non può essere considerata come sua datrice di lavoro.

E. Con

risposta del 25 giugno 2004 (doc. III) l'Amministrazione ha proposto il rigetto

del ricorso, affermando che __________ non si assume direttamente e

personalmente né un rischio economico per l’attività svolta a favore della

società, poiché essa gli versa degli importi regolari, né un rischio economico.

Gli importi fatturati dal collaboratore nei confronti della società

rappresentano la quasi totalità delle sue entrate e ciò configura una

situazione di dipendenza economica tipica del rapporto di dipendenza. Infine,

l’intero importo di Fr. 32.- lordi/ora percepiti deve essere considerato

salario determinante sul quale calcolare i contributi sociali.

F. Con

osservazioni del 7 luglio 2004 (doc. V) la ricorrente ha ribadito la tesi a

sostegno dell’indipendenza del collaboratore in esame ed ha sottolineato di

aver agito in buona fede, fidandosi della dichiarazione del 2000 della Cassa di

compensazione che ha affiliato __________ come indipendente per l’attività

accessoria, mentre come salariato dipendente quando lavora per altra società (doc.

H). La Cassa si è riconfermata nella propria risposta (doc. VII).

G. Pendente

causa il TCA ha esperito

ulteriori accertamenti (docc. VIII e X), dando la possibilità alle parti

d’esprimersi in merito (docc. XI e XII).

Considerandi

In ordine

1.

La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi

degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2

cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle

assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del

18.

febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa

B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del

10.

ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190

seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre

1999.

nella causa C., I 623/98).

2.

Con

l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,

sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

Da un punto di vista

temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali

(materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica

degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2;

DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF

121.

V 366 consid. 1b; STFA dell’11 gennaio 2005 nella

causa G.T. SA, H 257/03 consid. 2.1 pag. 3; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa

A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4). Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai

fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si

sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa

contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02;

DTF 121 V 366 consid. 1b).

Il giudice delle assicurazioni

sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi

dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in

lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno

2003.

nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G.,

H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3,

pag. 3).

Dal profilo del

diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle

modifiche apportate dalla LPGA.

Per contro, le norme procedurali

(formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata

applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr.

25.

pag. 76 consid. 1.2).

In concreto, la

decisione impugnata si riferisce alla fissazione dei contributi sociali

AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dall'assicurata per un periodo antecedente il 31

dicembre 2002 (per gli anni 2000-2002), mentre le decisioni (formale e su

opposizione) sono state entrambe emanate nel corso del 2004. Per cui, mentre

per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme

della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la

fissazione dei contributi dovuti dall'insorgente vanno applicate le norme

materiali in vigore fino al 31 dicembre 2002.

Nel merito

3.

Il

TCA è chiamato a decidere se

gli importi versati da RI 1 all'assicurato __________ nell’anno 2001 (Fr. 37'355.-)

e nel 2002 (Fr. 60'093.-) debbano essere considerati come salario derivante

dall'attività esercitata in modo dipendente oppure se gli stessi vadano

ritenuti quale provento della medesima attività, ma guadagnati nelle vesti di

persona indipendente.

Da ciò dipende infatti

la classificazione della società quale datrice di lavoro del summenzionato

assicurato.

Se la ditta in

questione verrà considerata datrice di lavoro bisognerà riprendere a titolo di

salario gli importi versati a __________, rientrando essi nel suo salario

determinante (art. 5 cpv. 2 LAVS); su tale ammontare la ricorrente dovrà poi

pagare i contributi paritetici (art. 14 LAVS).

4.

A

norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di

un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.

2.

LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a

dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1

LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende

qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.

Per quanto concerne la

qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale

delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,

la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato

a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi

per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente

o indipendente.

In particolare,

insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo

statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).

5.

Di

principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5

LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto

concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio

può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che

l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro,

il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non

comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita

economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è

necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza

dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di

fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente

dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il

rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni

diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162

consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a;

DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si

dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del

18.

settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).

6.

Secondo

la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284

consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una

attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa

importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di

personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il

rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal

risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate

dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).

Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome

proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante

società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag.

176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di

diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo

mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di

un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di

lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro

un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e,

durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può

praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches

Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR

VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c).

Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la

necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle

infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico

dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal

risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347

consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di

una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione

simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =

Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Il Tribunale federale delle

assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA

del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER,

DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur

l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

In una recente sentenza, pubblicata in

Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:

" (…) Il

est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne

constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être

apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 =

VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de

l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de

ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (…).".

7.

Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato

come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della

sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato

in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente

confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica

definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di

assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne

lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale

attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è

determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori

che un assicurato qualifi-cato dalla Cassa di compensazione come indipendente,

eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella

causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag.

226.

consid. 3c = DTF 119 V 165).

Dispositivo

Per questi motivi un

assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro

e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna

esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag.

145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

8. Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro

chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta

l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i

datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella

loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente

assicurato (cpv. 2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i

contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite

dal diritto delle genti (cpv. 3).

Il datore di lavoro è

la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una

situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive

UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di

lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv.

1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS

qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato

o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

La LAVS presume che la

persona che paga dei salari è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI,

op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).

9. In

concreto, va preliminarmente rammentato che, di principio, la Cassa ha

rettamente proceduto emanando la tassazione d'ufficio del 23 aprile 2004.

Infatti, l'Amministrazione è tenuta ad emettere una tassazione d'ufficio quando

il datore di lavoro non ha versato i contributi, o se non ne ha versati

sufficientemente, vale a dire se non ha né fornito il conteggio dei contributi

né pagato i contributi (N. 5037 DRC nel tenore applicabile al caso di specie).

Essa, agendo in conformità all'art. 38 OAVS, ha dunque rispettato le norme

applicabili alla fattispecie.

Dai

documenti agli atti, in particolare dagli estratti contabili prodotti dalla

Cassa (doc. 1) e dalle fatture allestite dall’assicurato (docc. L e M) relativi

ai periodi contabili dal 1° maggio 2001 al 31 dicembre 2002, emerge chiaramente

che l'attività espletata da __________ per la società ricorrente (pulizia di

terreni, disboscamento, trasporto di materiale) configura un’attività di tipo dipendente.

9.1. In

primo luogo l’insorgente solleva la questione della sua buona fede per essersi

fidata dell’attestazione d’affiliazione come indipendente rilasciata dalla

stessa Cassa di compensazione nel 2000 a favore di __________, per cui non

dovrebbe ora essere penalizzata dovendo pagare la metà dei contributi sociali a

favore del suo collaboratore.

Tuttavia, come esposto

al considerando 7, l’affiliazione che la Cassa di compensazione esegue

d’ufficio o su richiesta dell’assicurato non lo qualifica definitivamente dal

profilo contributivo, ma unicamente ha per scopo di assicurarlo ad una cassa di

compensazione. Peraltro, la qualifica dello statuto contributivo di una persona

va effettuata unicamente sulla base della natura dei rapporti di lavoro in

essere e ciò può avvenire unicamente a mezzo di una decisione formale di

tassazione, proprio come è il caso di specie, laddove la decisione formale di

tassazione d’ufficio a cui la ricorrente si è opposta si basa sul rapporto sul

controllo della datrice di lavoro (doc. I). Non può quindi essere escluso a priori

che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,

eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella

causa D. SA; STCA del 3 ottobre

1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

In tal caso, la censura della società sulla violazione della buona fede non può

essere accolta.

9.2. La

circostanza secondo cui oltre all'attività svolta per la società ricorrente

durante gli anni 2001 e 2002 __________ avrebbe pure assunto altri mandati da

altri committenti non è decisiva, nella misura in cui, come detto, ogni

singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed

indipendentemente dagli altri.

Anche la dichiarazione dell’assicurato

(doc. L), secondo cui egli avrebbe espletato un’attività lucrativa di tipo

indipendente non può essere posta alla base del presente giudizio. Questa Corte

deve infatti basarsi sulla natura dell’attività svolta da __________ per la

società in esame, prestando particolare attenzione al contenuto del rapporto

esistente fra di essi.

9.3. Nelle

more istruttorie, al fine di determinare la cifra d’affari complessiva, il TCA ha chiesto a __________ di produrre

tutte le fatture emesse per lavori eseguiti sia a favore di terzi che

dell’insorgente (doc. VIII) ed ha richiamato dal competente Ufficio di

tassazione la sua dichiarazione fiscale 2003A portante sugli anni 2001 e 2002

(doc. X). L’assicurato ha prodotto due libretti di ricevute di fatture staccate

nel periodo maggio 2001-dicembre 2002 nei confronti della ditta ricorrente

(docc. L e M) ed ha negato di aver lavorato per terzi durante il medesimo

periodo (doc. IX, risposte nn. 2 e 5).

Fra queste ricevute

risulta che soltanto nell’agosto 2002 il collaboratore ha prestato le proprie

opere per tre altre persone (doc. IX/1), mentre tutte le restanti fatturazioni

sono rivolte alla ditta insorgente. Queste tre fatture, di importi irrisori

rispetto all’ammontare ripreso dalla Cassa all’interessato, confermano quanto

sostenuto dallo stesso __________, ossia che egli ha deciso di svolgere le

proprie funzioni – in modo praticamente esclusivo - per un unico committente

identificato nella __________ (doc. IX). Gli incarichi ricevuti da altra

clientela privata influiscono infatti soltanto in modo contenuto sui suoi

introiti conseguiti durante i due anni in esame.

9.4. Durante

l’anno 2001 (periodo maggio-dicembre) il collaboratore ha fatturato nei

confronti della società ricorrente Fr. 40'265.-, contro Fr. 37’355.- individuati

dalla Cassa (doc. IX/2).

Nel 2002, le ricevute

agli atti (docc. IX/2 e IX/1) attestano che le prestazioni offerte da __________

all’insorgente sono pari a Fr. 60'093.-, proprio come l’ammontare ripreso

dall’Amministrazione. L’assicurato ha invece fatturato verso tre soli terzi complessivamente

Fr. 1'750.- (Fr. 800.- + Fr. 500.- + Fr. 450.-) (doc. IX/1).

Peraltro, la

ricorrente non ha nemmeno contestato l’importo totale ripreso

dall'Amministrazione (Fr. 97'448.-).

Nella dichiarazione di

tassazione 2003A l’interessato ha indicato di aver conseguito Fr. 38'760.- nel

2001 rispettivamente Fr. 51'500.- nel 2002 (doc. XIVbis).

Di conseguenza, visto quanto precede la

scrivente Corte può quindi affermare che per tutti i due anni in esame __________

ha fornito la totalità delle proprie prestazioni alla ricorrente (STFA del 17 febbraio 2005 nella causa C. AG, H 12/04; STFA

del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op.

cit., ad art. 5 LAVS, pag. 181 n. 110). Ciò non implica comunque che eventuali suoi

rapporti con altri committenti debbano essere qualificati nel medesimo modo. Un

assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione (doc. H) come indipendente

può infatti esercitare anche un'attività di natura dipendente (STFA del 24

febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl -

Inc. n. 30.2001.00057; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V

165).

A titolo abbondanziale

questo Tribunale rileva che la qualifica a livello fiscale (come indipendente)

è irrilevante nella misura in cui il giudice non è vincolato alle decisioni

dell'autorità fiscale, se non per quanto concerne l'ammontare del reddito

soggetto a contribuzione (art. 23 OAVS per analogia). Spetta infatti al giudice

delle assicurazioni sociali, sulla base degli elementi a sua disposizione,

stabilire in tutta indipendenza la qualifica dell'attività svolta da ogni

singolo assicurato.

Le summenzionate cifre

sottolineano conseguentemente che i compensi percepiti dal collaboratore nel

periodo maggio 2001-dicembre 2002 come disboscatore e pulitore di terreni prevalgono

nettamente sugli onorari incassati per i lavori eseguiti per conto di altre

persone durante il medesimo periodo.

Pertanto, non presta

il fianco ad alcuna critica la conclusione che la collaborazione con la società

era a tal punto intensa da costituire sicuramente la primaria fonte di sostegno

di __________ e che da ciò traspare un’evidente dipendenza economica

dell'assicurato nei confronti della ditta insorgente (STFA del 17 febbraio 2005

nella causa C. AG, H 12/04).

9.5. Da

quanto precede, il Tribunale osserva che anche dal profilo dell'impiego del

tempo si concretizza quindi un rapporto di subordinazione nei confronti della

società RI 1 (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00), elemento

caratteristico di un'attività lucrativa di tipo dipendente.

Infatti, dalle fatture

per prestazioni dell'interessato risulta una media lavorativa mensile a favore

dell’insorgente molto alta, corrispondente ad almeno 40 ore lavorative per

settimana. Ciò significa che ogni mese l’assicurato prestava i propri servizi

praticamente in favore della sola ricorrente, senza quindi avere il tempo materiale

per espletare dei lavori per altre persone.

9.6. Nell'espletamento

della sua attività __________ non emetteva fatture destinate ai beneficiari

delle sue prestazioni. Egli stilava infatti espressamente le proprie fatture

unicamente e direttamente all'indirizzo della società ricorrente che gli

commissionava l'esecuzione di opere. Le note di __________, che già riportavano

l'importo corrispondente alle sue opere, non venivano pertanto girate ai suoi

clienti finali per un pagamento diretto; destinataria delle stesse era sempre e

solo la ditta RI 1 (docc. IX/1 e IX/2). Obbligata alle prestazioni nei

confronti del precitato assicurato era quindi soltanto quest’ultima e non i di

lei clienti.

Questo fa sì che

nell'eseguire la propria attività l'assicurato non ha corso – contrariamente a

quanto asserito dalla ricorrente - alcun rischio particolare legato al suo

lavoro e nemmeno ha dovuto accollarsi un rischio economico nel senso di rischio

di perdita nel non riuscire ad incassare quanto fatturato (Pratique VSI 1995

pagg. 27 seg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5

LAVS).

Di conseguenza, __________

non si è assunto direttamente e personalmente alcun rischio economico, nella

misura in cui RI 1 regolava – in genere - settimanalmente le note che il suo

collaboratore le presentava (docc. IX/1 e IX/2).

La ditta insorgente si

è pertanto assunta il rischio economico, mentre l'assicurato, non agendo a proprio

nome e per proprio conto, non si è assunto alcun particolare rischio.

Tale circostanza

indica dunque l'assenza di un rischio d'incasso verso la committenza della

società.

9.7. Non

va poi dimenticato che l'eventualità che la ditta ricorrente avrebbe potuto non

versare al suo collaboratore gli ammontari da esso fatturati, avrebbe posto

quest'ultimo nella medesima posizione di un lavoratore dipendente che non

riceve quanto pattuito con il proprio datore di lavoro. Da ciò discende che il

rischio economico che l'interessato sopportava era praticamente nullo e di

conseguenza non analogo a quello di un imprenditore indipendente (Pratique VSI

1995 pagg. 27 seg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art.

5 LAVS). Non si può quindi sostenere che egli si assumeva una perdita di

guadagno tipica di un lavoratore indipendente.

9.8. Questo

TCA evidenzia ancora che per

l'esercizio della sua attività, __________ non ha saputo comprovare di aver effettuato

degli investimenti, perciò egli non ha sopportato un rischio particolare legato

all'esercizio della sua attività di pulitore di terreni e disboscatore (Pratique

VSI 1995 pag. 27 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., ad art. 5 LAVS pag.

167 n. 56).

In specie non risulta dunque un rischio

aziendale come richiesto dalla giurisprudenza tipico di un’attività lucrativa di

carattere indipendente (STFA del 29 dicembre 2003 nella causa B., H 320/01).

9.9. Gli

altri elementi, sollevati dalla ricorrente a comprova della qualifica

dell'attività del collaboratore quale indipendente, non sono decisivi per la

determinazione dei rapporti nel periodo in esame. Importanti appaiono

soprattutto la dipendenza economica e temporale esistenti nei confronti della

sola società.

Va ribadito, comunque, che un assicurato

qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente (doc. H) può

esercitare anche un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989

nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl - Inc. n.

30.2001.00057; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165),

proprio come affermato dall’Amministrazione nella propria dichiarazione del 27

aprile 2004 (doc. H).

A fronte

principalmente di una chiara dipendenza economica e temporale nei confronti

della società ricorrente, ma anche dell'assenza, come visto, di un rischio

d'incasso nei confronti della clientela nonché dell'assenza di sostanziali

investimenti, le motivazioni fornite dall'insorgente che ha affermato che il

suo collaboratore è libero nell'organizzazione dell'attività per quanto

concerne per esempio l'orario di lavoro o l'esecuzione del lavoro e che non è obbligato

a presenziare sui cantieri, hanno un'incidenza nettamente inferiore e non sono

sufficienti per qualificarlo come persona esercitante un'attività lucrativa

indipendente.

9.10. Il

TCA ribadisce ulteriormente che

l'assicurato non aveva alcun collaboratore alle sue dipendenze, tanto che __________

espletava da solo gli incarichi ricevuti dall’insorgente. Questo elemento

corrobora maggiormente la sua qualifica di dipendente della ditta per le

mansioni svolte in favore della stessa e ad essa fatturate.

10. Considerate

tutte le circostanze evidenziate, i diversi elementi del caso concreto indicano

concordemente ed in modo convincente trattarsi di un rapporto di subordinazione

sia dal profilo dell'impiego del tempo, sia sotto l'aspetto economico. Essi

permettono pure di ritenere che __________ non ha dovuto sopportare alcun

particolare rischio economico e d’incasso.

Di conseguenza, le

caratteristiche di un'attività salariata sono predominanti rispetto alle

ragioni di affiliare il collaboratore come un imprenditore autonomo.

La decisione della

Cassa che ha qualificato l'assicurato come dipendente risulta pertanto

corretta, per cui i redditi versati al medesimo durante gli anni 2001 e 2002

come pulitore di terreni (Fr. 97'448.-) vanno considerati come suo salario

determinante, su cui la datrice di lavoro è tenuta a pagare, in virtù dell'art.

14 LAVS, i contributi paritetici fissati dalla Cassa di compensazione.

Pertanto, su questo

aspetto, le decisioni impugnate devono essere confermate.

11. Nell'eventualità

che __________ fosse qualificato come dipendente, la ricorrente ha chiesto in

via subordinata di riprendere Fr. 23.-/ora e non Fr. 32.-/ora nell’ambito del conseguimento

dei suoi redditi. Secondo la società, bisognerebbe infatti considerare l’effettivo

importo prefissato dal Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti manovali

e non l’ammontare di Fr. 32.-/ora richiesto dal collaboratore nelle vesti di imprenditore

autonomo. La tariffa oraria fissata dall’assicurato sarebbe in effetti maggiore,

poiché comprensiva anche degli oneri sociali, dell’indennità per perdita di

guadagno, dell’assicurazione infortuni, dell’utilizzo del proprio furgone, ecc.

che deve personalmente sopportare.

Invocando il

riconoscimento della cifra più bassa, l’insorgente osserva come le spese che l’assicurato

ha dovuto affrontare (ognuna espressa con una percentuale che è stata sommata

al salario minimo orario fino a giungere Fr. 32.-/ora) debbano essere identificate

come tali. La ditta non condivide quindi la decisione della Cassa __________ di

considerare come salario determinante le retribuzioni lorde versate

all'assicurato anziché dedurre dalle medesime le percentuali relative alle

spese direttamente da esso sopportate, consistendo esse in spese professionali

ed ottenendo così un reddito netto su cui prelevare i contributi di legge.

12. Per

ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le

indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste

spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal

datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel

salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7 OAVS,

il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante.

Ai sensi dell’art. 9

cpv. 1 OAVS, sono considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte:

il salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.

Non fanno parte di

queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal

luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a

domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel

salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).

Infine, l'art. 9 cpv.

3 OAVS dispone che per i salariati che sopportano loro stessi, interamente o

parzialmente, le spese generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori,

queste spese possono essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10%

del salario versato. La norma non è invece applicabile per le spese che il

datore di lavoro rimborsa separatamente dal salario versato. Queste spese

devono essere tenute in considerazione anche se sono inferiori al 10% del

salario determinante (RCC 1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b;

RCC 1979 pag. 77 consid. 2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).

La prassi

amministrativa considera spese generali rimborsabili le spese di viaggio

(viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza e quelle per la

clientela; le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese

d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo

svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal

domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno

dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare

fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro,

come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese

di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o

ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con

l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante

(DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140).

Di principio si deve

dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982

pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

13. Conformemente

alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono

fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere

siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b;

Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il

risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve

corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate

(Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a

fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente

dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34;

STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte

devono essere concrete e non generiche.

Nei casi in cui è

stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere

comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione

incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di

lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione

considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979

pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; KÄSER, Unterstellung

und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N.

4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

L'amministrazione non

può tuttavia limitarsi a costatare che il contribuente non è riuscito a provare

o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire

d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia

possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310

consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è

sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a

fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre

1981 nella causa T. & Co. N.J.).

Alla luce del

principio inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve quindi provvedere ad

entrare in possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea

difficoltà eccessive (RCC 1990 pag. 42 consid. 4; STFA dell’11 gennaio 2005 nella

causa G.T. SA, H 257/03 consid. 4.3.2).

È ammissibile derogare

a questo principio solo nel caso in cui, pur essendo l’esistenza di spese

generali dimostrata, l’importo dettagliato non può essere comprovato in modo

certo a causa di circostanze particolari (Pratique VSI 1994 pag. 170 seg.;

KÄSER, op. cit., pag. 165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l’ammontare

fissando un importo forfetario (N. 3005 e N. 3011 DSD).

Questa modalità di

calcolo viene in particolare applicata a rappresentanti di commercio,

artisti, giornalisti, fotografi per la stampa e musicisti (KÄSER, op. cit.,

pag. 166).

Se le spese generali

non vengono indicate separatamente ed il salariato deve quindi coprire

personalmente le spese generali necessariamente legate alla sua professione, il

salario determinante deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):

- si devono prendere in

considerazione le spese generali separatamente per ogni periodo di pagamento

del salario;

- non è ammessa la

deduzione di spese generali inferiori al 10% del versamento globale (art. 9

cpv. 3 OAVS).

Se le spese

effettivamente sostenute vengono indicate separatamente di caso in caso, il

salario pagato costituisce il salario determinante. La regola del 10% secondo

l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è applicabile.

Se l'indennità per le

spese generali viene versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria,

questa deve corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè

essere adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve

basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).

14. Come

ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso

sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese

che effettivamente sono risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse

devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.

34).

Nel caso concreto,

alcune fatture contemplano cifre tonde come spese (di trasferta), ciò che

dimostra che i rimborsi delle spese, corrisposti direttamente insieme agli

onorari, avvenivano forfetariamente.

Con sentenza del 10

dicembre 2004 nella causa E. SA (H 308/ 03, consid. 3.2) il Tribunale federale

delle assicurazioni, chiamato a statuire sulla legittimità della ripresa di

spese forfetarie effettuata dalla Cassa, ha tutelato la decisione

dell’amministrazione di riprendere i salari, siccome “(…) l’insorgente non

ha prodotto alcun giustificativo a dimostrazione che i dipendenti avessero

effettivamente sostenuto tali spese, non potendosi infatti ritenere tali –

contrariamente a quanto sostiene la E. SA – i soli conteggi contabili dei

singoli dipendenti prodotti in corso di causa, ma privi di qualsivoglia

riscontro oggettivo.”.

Inoltre, la nostra

Massima istanza ha sottolineato come l’onere probatorio delle pezze

giustificanti le spese forfetarie sostenute spettasse alla ricorrente (art. 8

CC), poiché un semplice rinvio alle stesse, senza produrle, non può essere

ritenuto sufficiente per stralciarle dal salario determinante (consid. 3.3).

Siccome né la società

ricorrente né l’interessato hanno dimostrato l’esistenza delle spese invocate (e

tradotte con una percentuale nel calcolo della tariffa oraria applicata dal

collaboratore alla datrice di lavoro), la censura della ditta va disattesa e

l’ammontare ripreso dalla Cassa (Fr. 97'448.-) è integralmente confermato.

Tutto ben considerato,

la decisione impugnata va pertanto confermata ed il ricorso del 18 giugno 2004

deve essere respinto.

15. L’insorgente

chiede l’assunzione di diverse prove (audizione di testi).

Il TCA rileva innanzitutto che le

audizioni richieste possono essere rifiutate senza per questo ledere il diritto

d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la giurisprudenza

federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art.

6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara ed inequivocabile di una parte;

semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale

o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo,

non bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa

H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid.

6, pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

Inoltre, conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320;

GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 28

giugno 2004 nella causa S.P., H 270/03; STFA del 3 maggio 2004 nella causa D.

SA, H 318/02; STFA del 5 giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e

269/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223

consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una

violazione del diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b;

riguardo al previgente art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF

124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e

riferimenti).

In concreto va

rilevato come le istanze d'audizione siano state formulate in via generica

senza neppure indicare i dati dei testi. Comunque, siccome la presente causa ha

potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo TCA come pure della documentazione

acquisita pendente causa, e che gli stessi appaiono chiari, illuminanti ed

ancora non contestati nel loro contenuto, il Tribunale rinuncia all'assunzione

delle ulteriori prove richieste dall’insorgente, poiché esse non potrebbero in

nulla modificare l'esito della procedura.

16. Nella

misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal

diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle

Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

Per

quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di

contributi per assegni famigliari - che attengono al diritto cantonale - non vi

è controllo giudiziario da parte del Tribunale Federale delle Assicurazioni

mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e

riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il

ricorso 18 giugno 2004 formulato da RI 1, è respinto.

2.- Non

si prelevano tasse e spese e non si accordano ripetibili.

3.- Nella

misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni

famigliari, la presente decisione è definitiva.

4.- Per

quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene

comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con

ricorso di diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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