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Decisione

30.2004.68

interessi di mora dovuti da una società a causa del tardivo versamento dei contributi paritetici

7 ottobre 2004Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

I

contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente, i

contributi degli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa e quelli

degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di pagare

i contributi devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio

federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione (art. 14 cpv. 2 LAVS).

Di regola

i contributi che devono essere versati dai datori di lavoro sono richiesti con

procedura semplificata secondo l'art. 51 LPGA. Questo vale anche per contributi

di notevole entità, in deroga all'art. 49 cpv. 1 LPGA (art. 14 cpv. 3 LAVS).

Per

l'art. 14 cpv. 4 LAVS il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di

pagamento dei contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione

d'ufficio (lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione

di quelli pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi

arretrati, anche in deroga all'art. 24 LPGA (lett. d).

In tema di interessi di mora e interessi

compensativi l'art. 26 LPGA prevede che i crediti di contributi dovuti o di

contributi indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di

mora o remunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi

esigui e termini di breve durata (art. 26 cpv. 1 LPGA).

Con il 1°

gennaio 2001 sono entrate in vigore alcune modifiche delle norme di esecuzione

dell'AVS, in particolare circa il calcolo degli interessi.

A norma

dell'art. 34 cpv. 1 OAVS devono pagare i contributi alla cassa di compensazione

i datori di lavoro, ogni mese, se la somma dei salari non supera i 200'000

franchi, ogni trimestre (lett. a), le persone esercitanti un'attività lucrativa

indipendente, le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati

il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare i contributi, di regola ogni

trimestre (lett. b).

In casi

motivati, per le persone tenute a pagare contributi il cui contributo annuo

versato all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e alle

indennità per perdita di guadagno non supera i 3000 franchi, la cassa di

compensazione può stabilire periodi di pagamento più lunghi ma non superiori a

un anno (art. 34 cpv. 2 OAVS).

I

contributi devono essere pagati entro dieci giorni dalla scadenza del periodo

di pagamento (art. 34 cpv. 3 OAVS).

A norma

dell'art. 36 cpv. 1 OAVS i conteggi dei datori di lavoro contengono le

indicazioni necessarie per la registrazione dei contributi e la loro iscrizione

nel conto individuale.

L'art. 36

cpv. 2 OAVS prevede che i datori di lavoro devono conteggiare i salari entro 30

giorni dal termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio comprende

l'anno civile. Qualora i contributi siano pagati conformemente all'articolo 35

capoverso 3, il periodo di conteggio corrisponde al periodo di pagamento (art.

36 cpv. 3 OAVS).

La cassa

di compensazione, basandosi sul conteggio, procede alla compensazione fra i

contributi d'acconto pagati e i contributi effettivamente dovuti. I contributi

scoperti vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione. I

contributi eccedenti vengono restituiti o compensati dalla cassa di

compensazione (art. 36 cpv. 4 OAVS).

A norma

dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

a. di

regola, le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano

entro 30 giorni dal termine del periodo di pagamento, a partire da tale

termine;

b. le

persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili

passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale

i contributi sono dovuti;

c. i

datori di lavoro, sui contributi salariali da compensare che non pagano entro

30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire

da tale fatturazione;

d. i

datori di lavoro, sui contributi da compensare per i quali non presentano un

regolare conteggio entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a

partire dal 1° gennaio dopo tale termine;

e. le

persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non

esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono

obbligati a pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non

pagano entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di

compensazione, a partire da tale fatturazione;

f.

le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che

non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non

sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i

contributi d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi

effettivamente dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine

dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio

dopo tale termine.

Gli

interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la

presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la

fatturazione. In caso di reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano

di decorrere con la fatturazione, sempreché i contributi siano pagati entro il

termine fissato (art. 41 bis cpv. 2 OAVS).

Per

l'art. 42 cpv. 1 OAVS i contributi sono considerati pagati con la ricezione del

pagamento da parte della cassa di compensazione.

Il tasso

per gli interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento

all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS). Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi

interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS).

Infine,

le summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi

paritetici sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in

materia di calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla

LAVS. Ciò è previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1

OAI), per l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG), per

l'assicurazione contro la disoccupazione (art. 6 LADI) e per gli assegni di

famiglia del diritto cantonale ticinese (art. 20 LAF).

2.4. Per costante

giurisprudenza federale, la legge va interpretata in primo luogo sulla base del

suo testo letterale (DTF 123 V 317, DTF 121 V 60; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF

112 V 168, DTF 108 V 240).

Se il

testo non è perfettamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni

conviene ricercare quale sia la vera portata della norma, prendendo in

considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo

della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende

fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (STFA

del 6 luglio 1998 nella causa G., P 41/96; DTF 123 V 301; DTF 119 V 429 consid.

5a; DTF 118 Ib 191 consid. 5; DTF 117 V 109; Pratique VSI 1993 pag. 3 consid. 3

e rif. ivi citati; DTF 116 II 415 consid. 5b, 527

consid. 2b e 578 consid. 2b; DTF 111 V 127 consid. 3b; DTF 110 V 122 consid.

2d; DTF 107 V 215 consid. 2b).

D'altra

parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso letterale

di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente

insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono cioè esistere

delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo

scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che

permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della

disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V 317;

DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a,

474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412

consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127

consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525

consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF

119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag.

263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V

168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/

Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137

seg., Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati

manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che

contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag.

228 consid. 2b).

Quando

una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse

contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un

valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così

interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta

chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In

particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la

volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però

questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva

per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è

stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di

quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale

interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF

Considerandi

123.

V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla

dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247

consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b

e 527 f consid. 2b).

2.5

Secondo la

giurisprudenza, il Tribunale federale delle assicurazioni esamina di principio

liberamente la legalità di disposizioni d'applicazione emanate dal Consiglio

federale, esercitando in particolare il suo controllo su quelle prese in

esecuzione di una delega legislativa. Nella misura in cui la delega è imprecisa

e, di conseguenza, attribuisce all'esecutivo un ampio potere d'apprezzamento,

il tribunale deve limitarsi ad esaminare se la normativa esecutiva oltrepassa

la delega legislativa o se per altri motivi è contraria alla legge o alla

Costituzione. A questo proposito, il TFA ha stabilito che una disposizione

regolamentare viola l'art. 8 Cost. quando non si basa su motivi seri e

oggettivi, è priva di senso o utilità, oppure opera distinzioni giuridiche che

non trovano giustificazione alcuna nella fattispecie da disciplinare. In questo

contesto il TFA ha pure precisato che il Tribunale non può sostituire il

proprio apprezzamento a quello dell'esecutivo. Deve invece limitarsi a

verificare se la norma litigiosa è atta a realizzare oggettivamente lo scopo

della legge, senza preoccuparsi, in particolare, di sapere se costituisce il

mezzo più appropriato per raggiungere questo scopo (RAMI 2002 pag. 135, Pratique

VSI 2001 pag. 69, DTF 125 V 30 consid. 6a, DTF 124 II

245.

consid. 3, DTF 124 II 583 consid. 2a, DTF 124 V 15 consid. 2a, DTF 124 V 194 consid. 5a con i riferimenti).

Le

ordinanze d'esecuzione non possono invece porre nuove regole atte a

restringere i diritti degli assicurati o ad imporre loro degli obblighi, anche

se queste regole sono conformi allo scopo della legge (cfr. RDAT I-1997 pag.

254, DTF 115 V 431-432, DTF 112 V 252 e sentenze ivi citate, DTF 111 V 314).

Come

sottolinea Knapp ("Précis de droit administratif", 4a edizione, pag.

74) "ces ordonnances supposent l'existence d'une

loi formelle dont elles dépendent quant à leur contenu. Elles ne peuvent, en

principe, rien y ajouter comme d'ailleurs rien en retrancher. On dit, dès lors,

qu'elles ne peuvent contenir que des règles secondaires (DTF 104 Ib 209)".

Il

Tribunale federale ha recentemente avuto occasione di riaffermare che "l'ordonnance

(n.d.r.: d'exécution) doit s'en tenir à l'ordre juridique défini par la loi.

Elle ne peut introduire des prescriptions qui restreignent les droits des citoyens

ou qui leur imposent de nouvelles obligations, qui ne reposent sur aucune base

légale (ATF 121 I 122, consid. 4a, p. 26 s.; 117 IV 349, consid. 3c, p. 354

s.)" (cfr. Pratique VSI 1997, pag. 280).

2.6

In una

sentenza del 21 gennaio 2000, pubblicata in DTF 126 V 48 il TF ha riassunto la

propria giurisprudenza in materia, ribadendo:

"

b) Nach der Rechtsprechung kann das Eidg.

Versicherungsgericht Verordnungen des Bundesrates grundsätzlich, von hier nicht

in Betracht fallenden Ausnahmen abgesehen, auf ihre Rechtmässigkeit hin

überprüfen. Bei (unselbständigen) Verordnungen, die sich auf eine gesetzliche

Delegation stützen, prüft es, ob sie sich in den Grenzen der dem Bundesrat im

Gesetz eingeräumten Befugnisse halten. Wird dem Bundesrat durch die gesetzliche

Delegation ein sehr weiter Spielraum des Ermessens für die Regelung auf Verordnungseben

eingeräumt, muss sich das Gericht auf die Prüfung beschränken, ob die

umstrittenen Verordnungsvorschriften offensichtlich aus dem Rahmen der dem

Bundesrat im Gesetz delegierten Kompetenzen herausfallen oder aus andern

Gründen verfassungs- oder gesetzwidrig sind. Es kann jedoch sein eigenes

Ermessen nicht an die Stelle dejenigen des Bundesrates setzen und es hat auch nicht

die Zweckmässigkeit zu untersuchen.

Nach ständiger Rechtsprechung unter der

Herrschaft der bis Ende 1999 in Kraft gestandenen Bundesverfassung (aBV)

verstiess eine vom Bundesrat verordnete regelung allerdings dann gegen deren

Art. 4, wenn sich nicht auf ernsthafte Gründe stützen liess, wenn sie sinn-oder

zwecklos war oder wenn sie rechtliche Unterscheidungen traf, für die sich ein

vernünftiger Grund nicht finden liess. Gleiches galt, wenn die Verordnung es

unterliess, Unterscheidungen zu treffen, die richtigerweise hätten

berücksichtigt werden sollen (…).

Auf den 1. Januar 2000 ist die neue

Bundesverfassung vom 18. April 1999 in Kraft getreten (….)

Das bei bundesrätlichen Verordnungen zu

beachtende allgemeine Rechtsgleichheitsgebot leitet sich nunmehr aus art. 8

Abs. 1 BV ab, wonach alle Menschen vor dem Gesetz gleich sind. Mit Blick auf

die Rechtsnatur der Ueberprüfung unselbständigen Verordnungsrechts als Form der

verfassungsrechtlichen Normenkontrolle rechtfertigt es sich, die neue

Bundesverfassung im Rahmen anhängiger Verfahren selbst dann anzuwenden, wenn -

wie im vorliegenden Fall - der angefochtene Entscheid vor dem 1. Januar 2000

ergangen ist. Da indessen das Rechtsgleichheitsgebot des Art. 8 Abs 1 BV

gegenüber der bisherigen Regelung, mit Ausnahme der Angleichung des Textes an

die Verfassungswirklichkeit (alle Menschen statt bisher nur Schweizer), keine

materielle Aenderung erfahren hat (vgl. Botschaft des Bundesrates vom 20.

November 1996 über eine neue Bundesverfassung, Separatdruck, S. 142) und die

diesbezügliche Nachführung in den Räten denn auch anbestritten war (Amtl. Bull.

BV 1998 (Separatdruck) N 152 ff und S 33 ff), gilt die bisherige Rechtsprechung

zur vorfrageweisen Prüfung unselbständigen Verordnungsrechts auch unter der

neuen Bundesverfassung."

2.7

Nel caso di specie, la Cassa di compensazione ha chiesto

all'interessata la rifusione degli interessi di mora per il tardivo pagamento

dei contributi dovuti dal 1.10.2003 al 31.12.2003, per un ammontare complessivo

di fr. 390.75 (cfr. doc. A1).

Dagli

atti di causa emerge che la Cassa in data 13 febbraio 2004 ha inviato alla

società ricorrente una fattura relativa ai contri-

buti

dovuti dal 1.10.2003 al 31.12.2003 per un importo di

fr.

78'150.80 (cfr. doc. A9).

L'ammontare

richiesto doveva essere pagato entro 30 giorni dalla fatturazione, ossia entro

30.

giorni a partire dal 14 febbraio 2004.

Occorre qui rilevare, per inciso, che le

lamentele espresse in sede ricorsuale dalla società circa i presunti errori

commessi dalla Cassa nell'emissione del conteggio dei contributi paritetici

(cfr. doc. I) - visto che la Cassa ha emesso dapprima due conteggi datati 26

gennaio 2004, in seguito sostituiti, visto lo scritto 24 dicembre 2003 inviato

alla Cassa dalla società (cfr. doc. A5), dal conteggio del 13 febbraio 2004 -

esulano dalla presente controversia.

Oggetto della presente lite è infatti unicamente

la questione a sapere se la società ricorrente ha pagato o meno quanto

richiesto dalla Cassa entro il termine di trenta giorni dalla fatturazione del

13.

febbraio 2004.

Va a

questo proposito rilevato che, circa il momento determinante per stabilire se

il pagamento è avvenuto entro i termini stabiliti, l'art. 42 cpv. 1 OAVS è

chiaro e non permette interpretazione alcuna. Infatti, secondo questo disposto,

i contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte

della cassa di compensazione.

A

proposito di questa norma, l'UFAS ha rilevato (Pratique VSI 2000 pag. 134):

"

Al. 1: Selon le Tribunal fédéral des assurances,

les cotisations sont réputées payées dès réception du paiement par la caisse. Cette jurisprudence est reprise dans le règlement (ATF non publié du

3.

avril 1997 en la cause S., H 347/96, consid. 2a)."

Nella

citata sentenza il TFA ha stabilito:

"

2.

- a) Wie das kantonale Gericht ausführlich

darlegte, steht die angefochtene Verzugszinsverfügung mit der in Art. 41bis

AHVV enthaltenen Regelung in Einklang. Dies wird vom Beschwerdeführer denn auch

nicht ausdrücklich in Abrede gestellt. Zwar weist er darauf hin, die Vorinstanz

lege "den Grundsatz von Zinsvorteilen bzw. Zinsnachteilen" nach für

ihn "nicht nachvollziehbaren Kriterien" aus. Soweit er damit seine

Argumentation im kantonalen Verfahren, wonach bei der Bestimmung des Endes des

Zinsenlaufs auf das Datum der Einzahlung durch den Beitragspflichtigen und

nicht des Zahlungseinganges beim Empfänger abzustellen sei, neu aufgreifen

will, kann ihm darin jedoch nicht beigepflichtet werden. Die Verzugszinsordnung

in Art. 41bis AHVV bezweckt einen vereinfachten Schadens- und Vorteilsausgleich

(ZAK 1992 S. 167 Erw. 4b mit Hinweisen), weshalb es als durchaus sachgerecht

erscheint, wenn die Vorinstanz erst den Zahlungseingang bei der Verwaltung als

massgebenden Zeitpunkt für die nach Art. 41bis Abs. 3 AHVV vorzunehmende

Festsetzung der Dauer des Zinslaufs betrachtet. Zumindest kann darin keine

Verletzung von Bundesrecht erblickt werden. Im übrigen sind der angefochtenen

Verwaltungsverfügung anhaftende Mängel weder bezüglich der Dauer des Zinslaufs

noch der Verzugszinsberechnung ersichtlich und werden in der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde auch gar nicht geltend gemacht."

Dalla sentenza appena citata emerge che la fattura non è considerata

pagata quando è stato impartito l'ordine di pagamento bensì quando l'importo è

accreditato sul conto della cassa di compensazione. Ciò è confermato pure dalla

circolare sugli interessi di mora e compensativi il cui marg. 4012 prevede che

i contributi sono considerati pagati se giungono alla cassa di compensazione o

le vengono accreditati. Non è sufficiente effettuare un versamento postale o

bancario né impartire un ordine di pagamento.

Con una

sentenza non pubblicata del 5 agosto 2002 nella causa G.S. SA (inc.

30.2002

), questo TCA ha confermato la validità delle disposizioni di legge

disciplinanti gli interessi di mora.

Nella

presente fattispecie dagli atti emerge che l'importo è stato accreditato sul

conto della Cassa il 19 marzo 2004 (cfr. doc. III bis).

L'accredito

sul conto della convenuta è quindi avvenuto oltre il termine impartito che

scadeva il 14 marzo 2004.

Infatti, essendo l'anno 2004 bisestile ed avendo dunque febbraio 29 giorni (29

febbraio che, come esplicitato nella circolare sugli interessi di mora e

compensativi CIM, marg. 4014, è da considerare come ultimo, rispettivamente il

trentesimo giorno del mese), i trenta giorni dalla fatturazione del 13 febbraio

2004.

vengono a cadere il 14 marzo 2004 (16 giorni di febbraio + 14 di marzo =

30.

giorni).

In tal

senso cfr. anche la circolare sugli interessi di mora e compensativi edita

dall'UFAS (CIM) che prevede al marg. 4002 che se la fatturazione è del 1°

febbraio, negli anni bisestili il termine per la riscossione dei contributi

scade 1° marzo (30 giorni).

In queste

circostanze, non essendo stato rispettato il termine di 30 giorni dalla

fatturazione (art. 36 cpv. 4 OAVS), rettamente l'amministrazione, in

applicazione dell'art. 41 bis cpv. 1 lett. c OAVS ha calcolato gli interessi a

partire dal giorno successivo la fatturazione fino a quello della ricezione del

pagamento.

Ai fini

del calcolo degli interessi di mora, i mesi interi sono calcolati come 30

giorni (cfr. anche art. 42 cpv. 3 OAVS), mentre negli anni normali il 28

febbraio è da considerare come l'ultimo, rispettivamente il trentesimo giorno

del mese. Negli anni bisestili, invece, il 28 febbraio è considerato come

giorno normale (cfr. marg. 4014 CIM).

In

concreto, per il periodo dal 14 febbraio 2004 al 19 marzo 2004, la Cassa ha,

correttamente, calcolato 36 giorni (17 giorni di febbraio e 19 di marzo) che al

tasso del 5% all'anno corrispondono a fr. 390.75 di interessi di mora

(78'150.80 X 36 giorni X 5 : (360 X 100); cfr. la Circolare sugli interessi

edita dall'UFAS), come indicato nel conteggio della Cassa (cfr. doc. A1).

In queste

circostanze, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va

respinto, senza assegnazione di ripetibili.

Da notare, per inciso, che la richiesta

ricorsuale della società di ottenere un'indennità di fr. 1'000 per i continui

scritti e per le spese sopportate per il ricorso è palesemente infondata e

sproporzionata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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