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Decisione

30.2004.72

interessi di mora dovuti da una società a causa della tardiva presentazione della distinta salari e del tardivo versamento dei contributi paritetici

15 novembre 2004Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

I

contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente, i

contributi degli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa e quelli

degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di pagare

i contributi devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio

federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione (art. 14 cpv. 2 LAVS).

Se,

nonostante diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le

indicazioni necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante

tassazione d'ufficio (art. 14 cpv. 3 LAVS).

Per

l'art. 14 cpv. 4 LAVS il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di

pagamento dei contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione

d'ufficio (lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione

di quelli pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi

arretrati (lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di

interessi rimunerativi (lett. e).

Con il 1°

gennaio 2001 sono entrate in vigore alcune modifiche delle norme di esecuzione

dell'AVS, in particolare circa il calcolo degli interessi.

A norma

dell'art. 34 cpv. 1 OAVS devono pagare i contributi alla cassa di compensazione

i datori di lavoro, ogni mese, se la somma dei salari non supera i 200'000

franchi, ogni trimestre (lett. a), le persone esercitanti un'attività lucrativa

indipendente, le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati

il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare i contributi, di regola ogni

trimestre (lett. b).

In casi

motivati, per le persone tenute a pagare contributi il cui contributo annuo

versato all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e alle

indennità per perdita di guadagno non supera i 3000 franchi, la cassa di

compensazione può stabilire periodi di pagamento più lunghi ma non superiori a

un anno (art. 34 cpv. 2 OAVS).

I

contributi devono essere pagati entro dieci giorni dalla scadenza del periodo

di pagamento (art. 34 cpv. 3 OAVS).

A norma

dell'art. 36 cpv. 1 OAVS i conteggi dei datori di lavoro contengono le

indicazioni necessarie per la registrazione dei contributi e la loro iscrizione

nel conto individuale.

L'art. 36

cpv. 2 OAVS prevede che i datori di lavoro devono conteggiare i salari entro 30

giorni dal termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio comprende

l'anno civile. Qualora i contributi siano pagati conformemente all'articolo 35

capoverso 3, il periodo di conteggio corrisponde al periodo di pagamento (art.

36 cpv. 3 OAVS).

La cassa

di compensazione, basandosi sul conteggio, procede alla compensazione fra i

contributi d'acconto pagati e i contributi effettivamente dovuti. I contributi

scoperti vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione. I

contributi eccedenti vengono restituiti o compensati dalla cassa di

compensazione (art. 36 cpv. 4 OAVS).

A norma

dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

a. di

regola, le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano

entro 30 giorni dal termine del periodo di pagamento, a partire da tale

termine;

b. le

persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni

civili passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per

il quale i contributi sono dovuti;

c. i

datori di lavoro, sui contributi salariali da compensare che non pagano entro

30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire

da tale fatturazione;

d. i

datori di lavoro, sui contributi da compensare per i quali non presentano un

regolare conteggio entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a

partire dal 1° gennaio dopo tale termine;

e. le

persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non

esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono

obbligati a pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non

pagano entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di

compensazione, a partire da tale fatturazione;

f.

le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che

non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non

sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i

contributi d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi

effettivamente dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine

dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio

dopo tale termine.

Gli

interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la

presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la

fatturazione. In caso di reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano

di decorrere con la fatturazione, sempre ché i contributi siano pagati entro il

termine fissato (art. 41 bis cpv. 2 OAVS).

Per

l'art. 42 cpv. 1 OAVS i contributi sono considerati pagati con la ricezione del

pagamento da parte della cassa di compensazione.

Il tasso

per gli interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento

all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS). Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi

interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS).

Infine,

le summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi

paritetici sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in

materia di calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla

LAVS. Ciò è previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1

OAI), per l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG), per

l'assicurazione contro la disoccupazione (art. 6 LADI) e per gli assegni di

famiglia del diritto cantonale ticinese (art. 20 LAF).

2.4. L'insorgente ha contestato

l'operato della Cassa, ritenendolo sprovvisto di una base legale (cfr. doc. I).

2.5. Al riguardo, va innanzitutto

rilevato che la base legale per la promulgazione degli articoli relativi al

prelievo degli interessi di mora e compensativi, si trova all'art. 14 cpv. 4

lett. e LAVS il quale, come visto (cfr. consid. 2.3) prevede che il Consiglio

federale (di seguito: CF) emana prescrizioni sulla riscossione di interessi

di mora e il pagamento di interessi rimunerativi.

In virtù di tale delega il

CF ha emanato le norme disciplinanti la riscossione di interessi di mora in

caso di tardivo pagamento dei contributi sociali.

L'esecutivo federale non

ha oltrepassato le proprie competenze laddove, con l'art. 41bis OAVS, ha

stabilito il momento a partire dal quale decorrono gli interessi in caso di

pagamento tardivo del debito assicurativo nei confronti dell'AVS. Infatti, come

ha ricordato il TFA in una sentenza del 16 marzo 1987 (RCC 1987 pag. 388, in

particolare pag. 389, consid. 2a), "L'article 14, 4e alinéa, lettre e,

LAVS, entré en vigueur le 1er janvier 1979, donne au Conseil fédéral, entre

autres, la compétence de promulguer des prescriptions sur la perception

d'intérêts moratoires dans l'encaissement des cotisations" (cfr. anche

DTF 115 V 27, in particolare pag. 36 consid. 8b).

Il TFA, in una sentenza del 28 novembre 2002

nella causa P. SA, H 93/02, pubblicata in Pratique VSI 2/2003, pag. 143, ha

confermato la validità delle disposizioni di legge disciplinanti gli interessi

di mora, rilevando:

"

(...)

3.1 Selon l'art. 41bis al. 1 let. c

RAVS, des intérêts moratoires doivent être prélevés sur les cotisations paritaires

qui n'ont pas été payées dans les 30 jours à compter de la facturation. Ils commencent

à courir au moment de la facturation par la caisse de compensation et cessent

de courir lorsque les cotisations sont intégralement payées (art. 41bis al.

2 RAVS). Les cotisations sont réputées payées lorsqu'elles parviennent à la caisse

de compensation (art. 42 al. 1 RAVS). Les art. 41bis al. 1 let. c et

42 RAVS se fondent sur l'art. 14 al.4 let. e LAVS par lequel le législateur a

chargé le Conseil fédéral d'édicter des prescriptions sur la perception d'intérêts

moratoires. Il s'agit d'examiner la conformité de ces normes

réglementaires à la loi et à la constitution.

3.2 Selon la jurisprudence, le TFA peut en

principe, sous réserve d'exceptions n'entrant pas en ligne de compte en l'espèce,

vérifier la légalité des ordonnances du Conseil fédéral. Lorsqu'il s'agit d'ordonnances

(dépendantes) qui se basent sur une délégation législative, il examine si elles

se situent dans les limites des pouvoirs attribués au Conseil fédéral dans la loi.

Lorsque la délégation législative accorde au Conseil fédéral une très grande marge

d'appréciation pour la réglementation à adopter au niveau de l'ordonnance d' exécution,

le tribunal doit alors se borner à examiner si les prescriptions litigieuses de

l'ordonannce sortent manifestement du cadre des compétences déléguées au Conseil

fédéral dans la loi ou si elles sont contraires à la constitution ou à la loi

pour d'autres motifs. Il ne saurait toutefois substituer sa propre appréciation

à celle du Conseil fédéral et n'a pas à se prononcer sur l'opportunité des dispositions

litigieuses. La réglementation ordonnée par le Conseil fédéral viole toutefois

l'art. 8 al. 1 Cst. lorsqu'il n'est pas possibile de la fonder sur des motifs serieux,

Considerandi

lorsqu'elle est dénuée de sens ou inutile ou lorsqu'elle crée des distinctions juridiques

qui n'ont pas de raison d'être. Il en va de même lorsque l'ordonnance omet de prévoir

des distinctions qui auraient dû, normalement, être prises en considération

(ATF 128 II 40 consid. 3b; 128 IV 180 consid. 2.1; 127

V 7 consid. 5a, chacun avec les références citées).

3.3

Les dettes d'argent sont en principe des dettes portables. Le débiteur doit fournir sa prestation au domicile

ou au siège du créancier. Cela signifie que le débiteur

qui paie par monnaie scripturale supporte les risques de retard et de perte

dans l'espace de temps allant de l'ordre de paiement à l'exécution (art. 74 al.

2.

ch. 1 CO; ATF 124 III 117 consid. 2a; 119 III 234 consid.

2; voir également GauchISchluep/Schmid/Rey, Schweizerisches

Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, volume III, 7e édition, n°s 2360 ss).

Sous l'empire de l'ancien art. 41bis al. 3 RAVS

en vigueur jusqu'au 31 décembre 2000, qui réglait divers cas d'expiration du cours

des intérêts moratoires, le TFA avait jugé que le moment du paiement était réputé

intervenir non pas à la date du versement par le débiteur des cotisations mais

à la date où les cotisations parvenaient à l'administration (arrêt non publié

Sch. du 3 avril 1997, H 347/96). Cette jurisprudence a été introduite dans le droit

formel avec le nouvel art. 42 al. 1 RAVS en vigueur depuis le 1er janvier 2001

(VSI 2000 p. 134). Cette réglementation se situe ainsi

dans le cadre de la large marge d'appréciation dont dispose le Conseil fédéral

sur la base de l'art. 14 al. 4 let. e LAVS (ATF 110 V 257 = RCC 1984 p. 577 ss

consid. 4b; RCC 1990 p. 301 consid. 4b/dd, chacun avec les références citées),

n'est ni dénuée de sens ni inutile et ne crée pas de distinctions juridiques

qui n'ont pas de raison d'être. La réglementation sur les intérêts moratoires adoptée

par le Conseil fédéral est par conséquent conforme à la loi et à la constitution.

4.

L'opinion de la recourante consistant à dire que

la créance d'intérêts moratoires serait injustifiée dans la mesure où elle aurait payé les cotisations à temps

et qu'elle serait ainsi pénalisée par les intérêts moratoires n'est donc pas valable.

Le paiement de la facture du 23 février 2001 n'est parvenu à la caisse de compensation

que le 28 mars 2001, soit après l'expiration du délai de 30 jours suivant la facturation.

Comme les intérêts moratoires sont dus indépendamment d'une faute, la recourante

doit en l'espèce les payer, quel que soit le motif du retard. Il est également

sans importance de savoir si elle a effectivement ou non tiré de la contre-valeur

de sa dette de cotisations un profit correspondant au taux légal des intérêts moratoires pendant

la durée de sa demeure. (H 93/02) "

Il TFA ha poi avuto modo di confermare questo

principio in una sentenza del 21 agosto 2003 nella causa X. SA, H 268/02 e in

una sentenza del 30 gennaio 2004 nella causa X., H 328/02.

2.6

Nel caso di

specie, la Cassa di compensazione ha chiesto all'interessata la rifusione degli

interessi di mora sia per il tardivo pagamento dei contributi che per la

tardiva presentazione della distinta dei salari, per un ammontare complessivo

di fr. 301.75 (cfr. doc. E).

2.6.1

Interessi

per pagamento tardivo

Dagli

atti di causa emerge che la Cassa in data 15 febbraio 2002 ha inviato alla

società ricorrente una fattura relativa ai contributi dovuti dal 1.1.2001 al

31.12.2001

per un importo di fr. 30'598.10 (doc. C).

L'ammontare

richiesto doveva essere pagato entro 30 giorni dalla fatturazione, ossia dal 15

febbraio 2002.

Va a

questo proposito rilevato che, circa il momento determinante per stabilire se

il pagamento è avvenuto entro i termini stabiliti, l'art. 42 cpv. 1 OAVS è

chiaro e non permette interpretazione alcuna. Infatti, secondo questo disposto,

i contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte

della cassa di compensazione.

A

proposito di questa norma, l'UFAS ha rilevato (Pratique VSI 2000 pag. 134):

"

Al. 1: Selon le Tribunal fédéral des assurances,

les cotisations sont réputées payées dès réception du paiement par la caisse. Cette jurisprudence est reprise dans le règlement (ATF non publié du

3.

avril 1997 en la cause S., H 347/96, consid. 2a)."

Nella

citata sentenza il TFA ha stabilito:

"

2.

- a) Wie das kantonale Gericht ausführlich

darlegte, steht die angefochtene Verzugszinsverfügung mit der in Art. 41bis

AHVV enthaltenen Regelung in Einklang. Dies wird vom Beschwerdeführer denn auch

nicht ausdrücklich in Abrede gestellt. Zwar weist er darauf hin, die Vorinstanz

lege "den Grundsatz von Zinsvorteilen bzw. Zinsnachteilen" nach für

ihn "nicht nachvollziehbaren Kriterien" aus. Soweit er damit seine

Argumentation im kantonalen Verfahren, wonach bei der Bestimmung des Endes des

Zinsenlaufs auf das Datum der Einzahlung durch den Beitragspflichtigen und

nicht des Zahlungseinganges beim Empfänger abzustellen sei, neu aufgreifen

will, kann ihm darin jedoch nicht beigepflichtet werden. Die Verzugszinsordnung

in Art. 41bis AHVV bezweckt einen vereinfachten Schadens- und Vorteilsausgleich

(ZAK 1992 S. 167 Erw. 4b mit Hinweisen), weshalb es als durchaus sachgerecht

erscheint, wenn die Vorinstanz erst den Zahlungseingang bei der Verwaltung als

massgebenden Zeitpunkt für die nach Art. 41bis Abs. 3 AHVV vorzunehmende

Festsetzung der Dauer des Zinslaufs betrachtet. Zumindest kann darin keine

Verletzung von Bundesrecht erblickt werden. Im übrigen sind der angefochtenen

Verwaltungsverfügung anhaftende Mängel weder bezüglich der Dauer des Zinslaufs

noch der Verzugszinsberechnung ersichtlich und werden in der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde auch gar nicht geltend gemacht."

Dalla sentenza appena citata emerge che la fattura non è considerata

pagata quando è stato impartito l'ordine di pagamento bensì quando l'importo è

accreditato sul conto della cassa di compensazione. Ciò è confermato pure dalla

circolare sugli interessi di mora e compensativi il cui marg. 4012 prevede che

i contributi sono considerati pagati se giungono alla cassa di compensazione o

le vengono accreditati. Non è sufficiente effettuare un versamento postale o

bancario né impartire un ordine di pagamento.

Nella

presente fattispecie dagli atti emerge che l'importo è stato accreditato sul

conto della Cassa il 20 marzo 2002 (cfr. doc. 4).

L'accredito

sul conto della convenuta è quindi avvenuto oltre il termine impartito che

scadeva il 17 marzo 2002.

Infatti, avendo febbraio 28 giorni, i trenta giorni dalla fatturazione del 15

febbraio 2002 vengono a cadere il 17 marzo 2002 (13 giorni di febbraio + 17 di

marzo = 30 giorni).

In tal

senso cfr. anche la circolare sugli interessi di mora e compensativi edita

dall'UFAS (CIM) che prevede al marg. 4002 che se la fatturazione è del 1°

febbraio, negli anni normali il termine per la riscossione dei contributi scade

2.

marzo (30 giorni).

In queste

circostanze, non essendo stato rispettato il termine di 30 giorni dalla

fatturazione (art. 36 cpv. 4 OAVS), rettamente l'amministrazione, in

applicazione dell'art. 41 bis cpv. 1 lett. c OAVS ha calcolato gli interessi a

partire dal giorno successivo la fatturazione fino a quello della ricezione del

pagamento.

Ai fini del

calcolo degli interessi di mora, i mesi interi sono calcolati come 30

giorni (cfr. anche art. 42 cpv. 3 OAVS), mentre negli anni normali il 28

febbraio è da considerare come l'ultimo, rispettivamente il trentesimo giorno

del mese. Negli anni bisestili, invece, il 28 febbraio è considerato come

giorno normale (cfr. marg. 4014 CIM).

In

concreto, per il periodo dal 16 febbraio 2002 al 20 marzo 2002, la Cassa ha

giustamente calcolato 35 giorni (15 di febbraio e 20 di marzo) che al tasso del

5% all'anno corrispondono a fr. 148.75 di interessi di mora (30'598.10 X 35

giorni X 5 : (360 X 100); cfr. la Circolare sugli interessi edita dall'UFAS),

come indicato nel conteggio della Cassa (cfr. doc. A).

Su questo

punto la decisione della Cassa merita conferma.

2.6.2

Interessi

per tardiva presentazione della distinta dei salari.

Nel caso

concreto, emerge dagli atti che la Cassa in data 22 novembre 2001 ha trasmesso

all'insorgente la distinta dei salari per la dichiarazione degli importi pagati

nel 2001 (cfr. doc. B).

Come

visto, per l'art. 36 cpv. 2 OAVS i datori di lavoro devono conteggiare i salari

entro 30 giorni dal termine del periodo di conteggio. Il periodo di

conteggio comprende l'anno civile (art. 36 cpv. 3 OAVS).

Va innanzitutto rilevato che la presentazione

della distinta sarebbe stata tempestiva solo se fosse giunta

all'amministrazione il 30 gennaio 2002 e non inviata quel giorno (art. 41bis

cpv. 1 lett. d OAVS).

Anche il N. 2022 della Circolare sugli interessi

di mora e compensativi (CIM), edita dall'UFAS, riprende il senso di tale norma:

"

I datori di lavoro tenuti a versare contributi

d'acconto devono presentare un regolare conteggio entro 30 giorni dalla fine

dell'anno civile (art. 36 cpv. 2 e 3 OAVS). Il conteggio viene considerato

presentato in ritardo se non viene consegnato alla cassa di compensazione

entro il 30 gennaio seguente la fine dell'anno civile per il quale i

contributi sono dovuti o se viene consegnato per tempo ma non risponde ai

requisiti dell'art. 36 cpv. 1 OAVS (si vedano al riguardo le DRC). (…)"

(sottolineatura del redattore)

Da quanto appena citato, emerge chiaramente che

l'insorgente avrebbe dovuto presentare alla Cassa la distinta dei salari entro

il 30 gennaio 2002, così come stabilito dalla legge.

Al riguardo, non può quindi essere condiviso

quanto indicato dalla società in sede di opposizione, vale a dire che per la

società sarebbe stato impossibile eseguire un conteggio definitivo dei salari

dei propri dipendenti entro il 30 gennaio, quando i conti di fine anno non sono

ancora chiusi e di conseguenza occorre un tempo maggiore per stilare la

distinta dei salari richiesta dalla Cassa (cfr. doc. 1).

La distinta dei salari, datata fra l'altro 4

febbraio 2002, è pervenuta alla Cassa unicamente il 6 febbraio 2002, per cui,

rettamente, l'amministrazione ha chiesto il pagamento degli interessi di mora.

Gli

interessi, tuttavia, vanno calcolati dal 1° gennaio 2002 (giorno dal quale

inizia a partire il termine per la presentazione della distinta dei salari) al

6.

febbraio 2002 (giorno di ricezione da parte della Cassa della dichiarazione

dei salari) e non unicamente per i giorni di ritardo.

Infatti,

per l'art. 41bis cpv. 1 lett. d OAVS, i datori di lavoro devono pagare gli

interessi di mora sui contributi da compensare per i quali non presentano un

regolare conteggio entro 30 giorni dal periodo di contribuzione, a partire dal

1° gennaio dopo tale termine. In concreto, il periodo di contribuzione è

terminato il 31 dicembre 2001, per cui gli interessi sono da calcolare dal 1.1.2002

(cfr. anche marg. 2022 CIM).

Dato che la Cassa ha ricevuto la distinta dei

salari solo in data 6 febbraio 2002, gli interessi di mora devono essere pagati

dalla società RI 1 dal 1° gennaio 2002 al 6 febbraio 2002, per la durata

complessiva di 36 giorni (30 giorni in gennaio 2001 + 6 giorni in febbraio

2002).

Nel caso

di specie l'importo degli interessi di mora ammonta a fr. 153 (30'598.10 X 36

giorni X 5 : (360 X 100); cfr. la Circolare sugli interessi edita dall'UFAS).

Anche su

questo aspetto la decisione della Cassa si rivela dunque corretta.

2.7

In queste

circostanze, la decisione impugnata, concernente la rifusione da parte della RI

1.

degli interessi di mora sia per il tardivo pagamento dei contributi che per

la tardiva presentazione della distinta dei salari, per un ammontare

complessivo di fr. 301.75 (cfr. doc. E), merita conferma, mentre il ricorso va

respinto.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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