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Decisione

30.2004.96

accertamento del luogo dell'attività lucrativa di un architetto (abuso di diritto).

10 ottobre 2005Italiano46 min

Source ti.ch

Fatti

I pagamenti effettuati all'__________ __________

nel corso del 2000 e 2001 per un ammontare complessivo di Fr.

1'278'500.--, non corrispondevano pertanto ad un salario, sottoposto al

prelievo dei contributi paritetici, ma ad un onorario versato a un architetto

indipendente che aveva svolto la sua attività all'estero .

Prove: doc C: copia apposizione del 12.10.04.

4. La Cassa,

senza peraltro fornire alcuna motivazione, ha respinto le argomentazioni

fornite da RI 1 e si è limitata, apoditticamente, a ritenere che gli importi

versati all'__________ __________, per complessivi Fr. 1'278'500.--, fossero

assimilabili ad un salario determinante in virtù dell'art. 5 cpv. 2 LAVS.

Prove: doc A: copia decisione 25.10.04 della Cassa, consid.

2. 3.

5. Orbene: la

decisione impugnata appare, già a prima vista, carente di motivazione, nella

misura in cui la Cassa si è limitata a respingere le argomentazioni sollevate

da RI 1 senza fornire alcuna spiegazione.

La carenza di motivazione rappresenta

una violazione del diritto di essere sentiti, nella misura in cui non permette

alla ricorrente di rendersi conto con sufficiente certezza dei motivi alla base

della decisione negativa, pregiudicando l'esercizio della sua facoltà ricorsuale.

6. Nella

denegata ipotesi che la decisione impugnata sia ritenuta sufficientemente

motivata o nell'eventualità che in sede ricorsuale tale vizio procedurale possa

essere integralmente sanato, la ricorrente osserva che la Cassa, nel

considerando 2.2, afferma, in modo errato e fuorviante, che RI 1 non avrebbe

documentato il versamento di USD 390'000.-- e USD 380'000.- ­in favore dell'__________

__________, per le prestazioni effettuate all'estero quale indipendente

Considerandi

residente all'estero, pur ammettendo di aver ricevuto copia delle note

d'onorario dell'8.11.2000 e del 18.12.2001.

Prove: doc A e doc B.

7.

La ricorrente

ribadisce che il salario di Fr. 15'400 per 13 mensilità, regolarmente corrisposto

all'__________ __________ e notificato alla Cassa, deriva dal

salario "storico" proposto e accettato dall'__________ quando venne

concesso il permesso di dimora B in data 22.04.1998.

Dal 2.08.2000 l'__________ __________

ha trasformato il suo permesso B in un permesso L (120 giorni) senza

tuttavia diminuire proporzionalmente il salario pattuito con l'__________.

A prescindere dall'effettiva

permanenza in __________ (comunque non superiore ai 120 giorni autorizzati),

nell'interesse delle buone relazioni con l'__________ e del __________, RI 1 ha

mantenuto intatto il salario "storico" senza pretendere una riduzione

del corrispettivo, proporzionalmente alla durata limitata del permesso di

lavoro temporaneo. Tuttavia è inammissibile che le ulteriori prestazioni

fornite dall'__________ __________ fornite in outsourcing in esecuzione

di un mandato professionale, siano arbitrariamente assimilate ad una

retribuzione salariale soggetta ai contributi paritetici.

D'altra parte ipotizzare che la

retribuzione salariata per l'anno 2000 sia di Fr. 904'294.-- e per l'anno 2001

di Fr. 865'980.-- per i 120 giorni di attività lavorativa in __________

appare a prima vista azzardato, quando i diretti interessati negano che ciò sia

avvenuto ed in modo trasparente dimostrano che i pagamenti eccezionali del 2000

e 2001 corrispondono a due note d'onorario emesse per prestazioni fornite

dall'estero.

8.

Gli organi

responsabili di RI 1 e lo stesso __________ __________ sono disponibili

in ogni momento a partecipare all'istruttoria in modo attivo. Il Tribunale

delle assicurazioni può chiedere tutta la documentazione che riterrà utile per

chiarire la fattispecie litigiosa.

In particolare dovrebbe essere

richiamato l'intero incarto amministrativo di RI 1 e dell'__________ __________,

relativo alla concessione del permesso di dimora B e della sua

trasformazione in permesso L, nonché in particolare le trattative con l'__________.

Dispositivo

Per questi motivi si chiede che, richiamate le norme di legge

applicabili alla fattispecie e previa istruttoria sia

GIUDICATO

1. Il ricorso è integralmente accolto

§ La

decisione 25 ottobre 2004 della Cassa CO 1, con cui ha respinto

l'opposizione interposta in data 12 ottobre 2004 contro la decisione di

tassazione d'ufficio del 15 settembre 2004, è annullata.

§§ Di

conseguenza la decisione di tassazione d'ufficio del 15 settembre 2004 è

annullata.

2. Protestate spese e ripetibili." (Doc. I)

1.3. Con risposta

del 3 gennaio 2005 la Cassa propone la reiezione del ricorso e afferma:

" La

Cassa tiene dapprima a contestare l'affermazione della ricorrente secondo cui

la decisione su opposizione "(...) appare, già a prima vista, carente di

motivazione, nella misura in cui la Cassa si è limitata a respingere le

argomentazioni sollevate da RI 1 senza fornire alcuna spiegazione" (cfr. consid.

5, ricorso 24 novembre 2004).

Infatti, nella sua decisione su opposizione 25 ottobre 2004 (già

in possesso del TCA), la Cassa, ritenuto che l'opponente non aveva prodotto dei

giustificativi comprovanti che l'attività esercitata dal signor __________

fosse stata svolta all'estero, ha ripreso gli importi versati all'__________ __________

per complessivi Fr. 1'278'500 sulla base dell'art. 5 cpv. 2 LAVS.

Ad. 7-8 Contestati

La Cassa tiene a ricordare che il signor __________ ha ottenuto un

permesso B a partire dal 22 luglio 1998 (valido fino al 21 luglio 2000).

In data 19 giugno 2000 egli è però partito da __________ direzione

__________, per poi ritornare a __________ il 2 agosto 2000, trasformando il

suo permesso B in un permesso L di 120 giorni.

La Cassa tiene pure a sottolineare che il contratto 13 dicembre

1999 tra __________ e RI 1 concernente l'area denominata __________ (allegato

1) per un onorario complessivo pari a USD 1'000'000.-- ha avuto inizio il 1

gennaio 2000, quando il signor __________ risiedeva a __________ con un

permesso B, il quale è poi stato trasformato in uno di durata di 120 giorni ma

soltanto a decorrere dal 2 agosto 2000.

Di conseguenza appare perlomeno azzardato affermare, in relazione

al suesposto contratto, che "(...) RI 1 non poteva fornire tutte le

prestazioni richieste, avvalendosi unicamente delle prestazioni personali

offerte dall'__________, nell'ambito dei 120 giorni autorizzati. Di conseguenza

RI 1 ha dovuto conferire un mandato aggiuntivo all'__________, architetto

indipendente e residente a __________ (..) affinché fornisse in outsourcing le

prestazioni richieste". (consid. 3 ricorso 24 novembre 2004).

Appare inoltre fuorviante sostenere che "(. ..) D'altra

ipotizzare che la retribuzione salariata per l'anno 2000 sia di Fr. 904'294.--

e per l'anno 2001 di Fr. 865'980.-- per i 120 giorni di attività lavorativa in __________

appare a prima vista azzardato, quando i diretti interessati negano che ciò sia

avvenuto ed in modo trasparente dimostrano che i pagamenti eccezionali del 2000

e 2001 corrispondono a due note d'onorario emesse per prestazioni fornite

all'estero" (cfr. consid. 7, pag. 5, ricorso 24 novembre 2004).

Al proposito, la Cassa ribadisce che il signor __________ era

domiciliato a __________ con un permesso B al momento della stipulazione del

contratto tra la ricorrente e la __________ e che la durata del permesso è

stata modificata soltanto in una fase successiva. A mente della Cassa questo

modo di agire appare a prima vista perlomeno ambiguo.

Per contro, la ricorrente continua a sostenere che l'__________ ha

ricevuto oltre al salario (fr. 15400 al mese) due versamenti (USD 390'000,

8.11.2000 e USD 380'000, 18.12.2001, vedi nota d'onorario, allegato 2),

inerenti il contratto sopraccitato, per prestazioni di un indipendente

residente all'estero che ha svolto l'attività all'estero, senza però aver

fornito dei giustificativi comprovanti tale affermazione, né al momento della

revisione, né in sede di opposizione che di ricorso.

Conseguentemente la Cassa deve considerare gli importi versati

all'__________ per un importo complessivo di fr. 1'278'500.-- quale salario

determinante per attività svolta in __________, ritenuto che la controparte non

abbia finora dimostrato che tale attività sia stata effettuata all'estero."

(Doc. III)

1.4. Il 14

gennaio 2005 la ricorrente ha trasmesso la seguente documentazione:

" Ÿ

copia permesso di dimora temporaneo L (__________)

rilasciato all'__________,

valido dal 2.08.2003 al 31.07.2005, limitatamente a 120

giorni all'anno per l'esercizio di un'attività lucrativa dipendente, con la

precisazione che l'assunzione di un'attività lucrativa indipendente necessita

di un permesso;

• fotocopia del team di

progettazione dell'area "__________" - __________;

• copia del contratto di

sublocazione di locali e di concessione onerosa di utilizzo di strutture di

studio tra __________ e __________, dal 1.10.1999 al 28.02.2001, con

fatture relative;

da cui risulta che, per il tramite della società __________,

l'__________ ha potuto utilizzare - dal 1 ottobre 1999 al 28 febbraio

2001 - le strutture logistiche, tecniche e i supporti informatici

all'interno dello __________, per poter svolgere l'attività di progettazione

per la quale ha emesso a carico di RI 1 le note d'onorario 2000 e 2001 per un

ammontare complessivo di Fr. 1'278'500.--." (Doc. VII)

1.5. Pendente

causa il TCA ha richiamato dal __________, l’incarto relativo all’__________ e

dall’__________ il dossier relativo alla società ricorrente (doc. da VIII a

XI).

1.6. Il 3

febbraio 2005 l’__________ è stato sentito dal giudice delegato. Dall’udienza è

emerso quanto segue:

"

Preliminarmente il giudice comunica alle parti

di avere acquisito gli atti in fotocopia dell'__________ relativi alla RI 1 (__________qui

di seguito) oltre ai doc. della __________. Questi ultimi doc. saranno elencati

in dettaglio e solo parte del dossier sarà acquisita agli atti. L'elenco ed i

doc. fotocopiati saranno trasmessi alle parti. __________ non ha obiezioni da

sollevare a questa modalità di procedura. Il Giudice informa inoltre che l'avv.

RA 1 ha fatto pervenire al Tribunale un plico denominato doc. VII che sarà

consegnato in copia alla Cassa nel corso dell'udienza.

e si procede all'esame del teste:

- __________;

(…)

Sono giunto nel corso del __________ in __________

con un permesso L che mi permetteva di svolgere attività lavorativa per 120

giorni. Ero già allora attivo presso la RI 1. Non sono in grado di dire quando

la Società fosse stata fondata. Non ricordo di avere partecipato alla

fondazione della Società. Io sono azionista della RI 1 nella misura del 100%

sin dalla mia acquisizione al momento della fondazione e quindi da sempre.

Tengo a precisare che ho una residenza a __________, dove posseggo una casa

vera e propria che si trova in __________.

A __________ presso il condominio __________

dispongo di un appartamento di 2 locali di proprietà della RI 1 sono stati

acquistati appositamente per me . Prendo atto che vi sono 2 contratti di

locazione agli atti della __________ ma che sono relativi al medesimo oggetto e

ad un solo contratto.

Nel corso degli anni il mio primo permesso L è

stato tramutato in un permesso B e nel corso del giugno del 2000 ho chiesto

nuovamente che si passasse ad un permesso L, l'istanza è stata accolta dalla

competente autorità amministrativa.

Specifico subito per evitare confusioni preciso

subito che la __________ è stata successivamente fusa con altra Società e ha

assunto la denominazione di __________. La fusione è avvenuta nel corso del

2003.

Preciso che non sono socio e non lo sono stato

della __________, non sono socio neppure della società __________ che so essere

proprietaria di questa __________ non ho interessi e interessenze economica

nella __________ e non le ho avute.

L'avv. RA 1 con il doc. VII ha prodotto agli

atti (D3) il contratto concluso tra __________ e lo __________ qui di seguito).

Questo contratto data del 1.10.1999 e vede la __________

rappr. dal __________.

La __________ era proprietaria di una grossa area

molto grande alle __________.

Vi è stato un incarico dato da __________ alla RI

1 per la progettazione dell'area delle __________. Il contratto data del

13.12.1999.

__________ avendo l'intenzione di edificare le __________

ha avviato le necessarie procedure trovando degli ostacoli di natura

amministrativa per la progettazione stessa. Ne è conseguito un iter procedurale

sfociato nella sentenza del __________, che ha autorizzato l'edificazione

attraverso la nomina di un __________ nella persona di un __________. La

sentenza di giugno è stata pubblicata solo nel settembre 1999 e da lì era

possibile organizzare il lavoro.

In tutte queste varie fasi procedurali io ho

sempre rappr. la Soc. in qualità di procuratore. Questa mia veste derivava dal

fatto che la precedente proprietaria prima di __________ era Società nella

quale io avevo un interesse economico ed ero io quindi la persona più indicata

per portar avanti quelle trattative.

La RI 1 ha uffici propri in __________ ma non ha

adeguate strutture per la progettazione come quelle delle __________ ed era

quindi necessario trovare strutture adeguate. Vista la vittoria della causa __________

la progettazione in divenire e la mia intenzione di far lavorare la RI 1 la

Società qui ricorrente è stata incaricata da __________ di eseguire la

progettazione che però materialmente non poteva avvenire presso i suoi uffici e

per tale motivo già nell'ottobre 1999 è stato concluso un contratto con lo

studio __________. Questo studio metteva a disposizione spazi fisici e

personale. È giusto rilevare che contraente è stata la __________ e non la

ricorrente. Devo premettere che l'idea iniziale era quella di operare in __________

con incarico della RI 1 trovando spazi fisici qui adeguati e uno studio di

architettura su cui appoggiarsi. Non si è trovato la struttura adeguata per cui

l'opzione è andata su __________. Devo dire che l'idea iniziale di fare in __________

la progettazione mi ha condotto a tramutare da L in B il mio permesso. Visto

questa situazione c'è stato un ritorno al permesso L. Salvo errore da parte mia

il permesso B è stato da me tenuto due anni, luglio 1998, luglio 2000.

È giusto dire che __________ avendo concluso il

contratto il 13.12.1999 con la RI 1 ha poi demandato a me l'esecuzione di

questo lavoro con un contratto che però si situa al di fuori del contratto

d'impiego per personale commerciale (doc. V) del dossier __________.

Il Giudice mi chiede come mai l'incarico di

progettare l'area delle __________ conferitomi da RI 1 che lo aveva ricevuto

dalla __________ di cui io ero tra l'altro procuratore mi sia stato dato al di

fuori del contratto di lavoro e di collaborazione che avevo con la RI 1. Io devo

dire francamente che non conosco le motivazioni che hanno spinto i miei

consulenti a procedere in questo modo. Io sono un tecnico mi occupo di

progettazione. È vero che ho vinto delle cause in __________ ma esclusivamente

sulla base di questioni tecniche.

Ribadisco di essere proprietario attraverso un __________

di una casa a __________ da molti anni. La mia residenza __________ risale al

1992 prima avevo un'altra casa e da ultimo ho acquistato questa. Io risiedo

abitualmente a __________, nella mia casa vi è anche un ufficio che io uso per

questioni personali ma non è adeguato ad una progettazione come le __________,

mia moglie risiede con me a __________.

Agli atti sono consegnati le fatturazioni per le

mie prestazioni svolte in favore della RI 1 per i lavori da questa ricevuti da __________,

ho indicato sulla fatturazione il mio indirizzo __________ perché io risiedo li

ed era giusto agire in questo modo.

Il Giudice mi chiede se gli importi di cui si

tratta sono stati sottoposti alla percezione di imposte del __________ o

rispettivamente se sono stati percepiti su queste somme contributi analoghi a

quelli percepiti dell'AVS. Rispondo che non ne sono a conoscenza, mi avvalgo di

un consulente __________, mi impegno ad interpellarlo ed a fornire al Tribunale

una informazione in merito. So solo che pago imposte a __________.

Io viaggio molto e faccio comunque sempre ritorno

a __________. A __________ l'appartamento lo uso saltuariamente.

Devo dire che quando era necessaria la mia

presenza intensa a __________ capitava che alloggiassi sia a __________ presso

la __________ della __________, a __________ ma anche capitava di rientrare a __________

per le mie necessità personale e professionali. A __________ ho attività

professionale indipendente per cui ogni settimana io sono comunque a __________.

Il GD mi chiede se sull'importo di 1'278'500

siano state da me pagate delle spese connesse alla mia progettazione quali

consulenze. Sinceramente non lo so specificare è possibile che già sia

avvenuto. La fatturazione mia è avvenuta da __________ alla Società __________

quindi mi sento di escludere che siano state percepite imposte dallo Stato __________

o contributi sociali dallo Stato __________.

Preciso che la RI 1 ha conseguito un guadagno perché

ha rifatturato le mie prestazioni alla __________ per un milione di dollari

mentre a me ne ha versati 770'000. Su questi soldi sono stati debitamente

solute le imposte in __________.

A domanda della Cassa preciso che gli importi dei

miei onorari sono stati da me incassati presso un Istituto bancario di __________.

Il teste produce fotocopia della sua CI scaduta

del 1998 da cui si desume l'indirizzo __________ e la residenza __________, la

relazione tecnico descrittiva del progetto __________, un documento della __________

relativo al parere tecnico per la progettazione come pure la delega a __________

progetti per prestazioni d'ingegneria il tutto per dimostrare il periodo di

attività. Il giudice comunica che verranno estratte fotocopie dei doc. tranne

che della relazione che rimarrà agli atti e verrà resa all'avv. RA 1 con il mio

consenso.

A domanda della Cassa preciso che io in __________

ho chiuso tutte le mie posizioni. Per il mio lavoro svolto non sono stato

assoggettato e nemmeno considerato residente, non ho avuto uno statuto

contributivo per la mia attività svolta lì in quel periodo." (Doc. XII)

1.7. In data 18

febbraio 2005 questo Tribunale ha chiesto ulteriore documentazione all’__________.

In particolare ha assegnato un termine di 10 giorni per produrre la

documentazione attestante che sulla somma versata dalla ricorrente, in __________

(o eventualmente in __________) sono state prelevate le imposte e/o contributi

analoghi a quelli percepiti dall’AVS in __________, nonché la documentazione

ufficiale della società __________, ossia le __________ (doc. XIII).

1.8. L’interessato

ha trasmesso al TCA la documentazione richiesta per quanto concerne la __________,

nonché uno scritto della “__________” di __________, del seguente tenore:

"

Certificate of Fiscal Residence

The __________ tax authorities certify that,

To the best of their knowledge, between 1 January 2000 and 31 December 2001,

Mr. __________

was resident in the __________ for tax purposes,

within the meaning of the __________ tax convention."

(doc. E)

1.9. Le parti hanno potuto

esprimersi in merito. Mentre la cassa si è limitata a riconfermarsi nella sua

risposta, la ricorrente ha affermato:

1. Si

ribadisce che RI 1 ha corrisposto all'__________, residente nel __________, la

somma litigiosa a titolo di mercede e non quale salario.

Tale mercede era dovuta per le

prestazioni fornite dall'__________ quale libero professionista

indipendente.

RI 1 non detiene evidentemente

alcuna documentazione attestante che su tale somma siano stati pagati

all'estero contributi analoghi a quelli percepiti in __________ dall'AVS,

poiché tale questione le era estranea e non la concerneva in alcun modo.

2. RI 1 prende

atto che l'__________ ha prodotto al TCA il doc. XV, da cui risulta la

sua posizione fiscale nel __________, dove egli aveva la propria residenza dal 1.01.2000

al 31.12.2001.

A tal riguardo va menzionata

l'applicabilità dell'art. 14 della Convenzione tra la Confederazione __________

per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito __________,

in virtù del quale:

"I redditi che un residente

di uno Stato contraente trae dall'esercizio di una libera professione

o da altre attività di carattere indipendente sono imponibili

soltanto in detto Stato, a meno che detto residente non disponga

abitualmente di una base fissa per l'esercizio delle sue attività nell'altro

Stato contraente.

Se dispone di una tale base fissa,

i redditi sono imponibili nell'altro Stato contraente, ma limitatamente alla

parte attribuibile a detta base fissa.

L'espressione "libero

professionista" comprende in particolare le attività indipendenti di

carattere scientifico, letterario, artistico, educativo o pedagogico, nonché le

attività indipendenti dei medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti

e ragionieri".

Così stando le cose la posizione

fiscale dell'__________ in relazione alle mercedi versategli da RI 1 è

chiara, nella misura in cui egli era residente fiscale nel __________ dal 1.01.2000

al 31.12.2001.

3. RI 1, all'infuori

dell'esistenza della Convenzione sulle sicurezze sociali fra la __________, non

è a conoscenza della legislazione sulla sicurezza sociale vigente nel __________

e non è quindi di alcun aiuto al riguardo.

A tutela del diritto di essere

sentito, RI 1 chiede perciò di essere preventivamente informata in merito alla

legislazione straniera che la Cassa di compensazione o il TCA intendesse

eventualmente richiamare, anche solo a titolo pregiudiziale, nella misura in

cui siffatta legislazione avesse una qualsiasi influenza, anche indiretta,

nell'esame dell'oggetto del contendere." (Doc. XXII)

1.10. Pendente causa il TCA ha

assegnato alle parti un termine per esprimersi circa l’applicabilità della

Convenzione del __________ relativa alla sicurezza sociale.

in

diritto

In ordine

2.1. Va

innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge

sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha

comportato diverse modifiche della LAVS.

Da un

punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali

in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere

valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22

luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF

130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF

126 V 166 consid. 4b).

Per

contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già

avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la

questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al

principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano

immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF

130 V 4 consid. 3.2).

In concreto

le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate dal 1.1.2000 fino al

31.12.2001, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate

nel corso del 2004.

Per cui,

mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme

della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda le

riprese vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.

Ne

discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in

vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.

2.2. L’insorgente

fa innanzitutto valere una carenza di motivazione.

La

contestazione della società ricorrente si riferisce alla pretesa di

ottenere una decisione motivata che rientra nella nozione del

diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. Riguardo

all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. si applica, senza eccezione alcuna, la

giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 4 Cost. fed. (cfr. Pratique

VSI 2001 pag. 114 segg. = SVR 2001 IV Nr. 16; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr.

12 pag. 37).

La pretesa a un

provvedimento motivato impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi

sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale

obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri

decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto,

consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione

che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni atto

decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne

hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è

tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di

diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni

di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STFA del 2 novembre 2004 nella

causa M., I 458/03; STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03; DTF 126

V 80 consid. 5b/dd; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch

auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000,

pag. 368 seg. con numerosi rinvii).

Nel

caso di specie, pur essendo la motivazione della decisione su opposizione assai

stringata, l’insorgente ha potuto comunque comprenderne la portata, impugnarla

e confrontarsi con il contenuto della stessa.

Inoltre, la ricorrente ha

potuto esprimersi in merito alla risposta presentata dalla Cassa ed alle

risultanze dell’istruttoria condotta da questo TCA, di modo che, comunque,

un’eventuale carente motivazione nel caso di specie è stata sanata, avendo questo

Tribunale lo stesso potere cognitivo dell’amministrazione.

Il TCA deve pertanto

entrare nel merito del ricorso.

Nel merito

2.3. Oggetto del

contendere è la questione a sapere se l’importo di fr. 1'278'500 versato dalla

società ricorrente all’__________ va assoggettato in __________ siccome versato

per un'attività dipendente svolta in territorio elvetico.

In

particolare la ricorrente afferma che l’interessato, domiciliato in __________

e che beneficiava unicamente di un permesso di tipo L in __________, ha svolto

la propria attività lucrativa in __________. Per cui non vi sarebbero relazioni

con la __________ per quanto concerne l'attività svolta.

Da parte

sua la Cassa rileva invece alcune incongruenze nell’agire dell’__________ e

ritiene che in realtà il lavoro è stato effettivamente svolto nel nostro Paese.

2.4. E'

assicurata obbligatoriamente alla LAVS la persona che adempie uno dei criteri

d'assoggettamento previsti dall'art. 1 cpv. 1 LAVS (domicilio o attività

lucrativa in Svizzera) senza trovarsi in un caso di esenzione (art. 1 cpv. 2

lettere a e c), senza aver domandato e ottenuto l'esenzione (art. 1 cpv. 2

lettera b) e senza che il diritto internazionale designi un altro diritto

nazionale o esoneri l'interessato (Greber,

Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants (LAVS), Basilea 1997, n. 82 ad art. 1 LAVS, pag. 52). I criteri d'assoggettamento previsti dall'art. 1 LAVS sono

alternativi ed è pertanto sufficiente adempierne uno solo (il domicilio o

l'attività lucrativa in Svizzera) per essere obbligatoriamente assicurato.

Nel

diritto internazionale, allo scopo di evitare sia i conflitti di legge positivi

che negativi, esiste la regola generale dell'unicità della legislazione

applicabile. Gli strumenti di coordinazione designano di regola un diritto

nazionale (Greber, Duc, Scartazzini,

op. cit., n. 55 ad art. 1 LAVS, pag. 41) e il criterio principale utilizzato per determinare

il sistema di sicurezza sociale competente è quello del luogo di lavoro (Greber,

Duc, Scartazzini, op. cit., n. 57 ad art. 1 LAVS, pag. 42).

Tutte le

convenzioni concluse dalla Svizzera contengono regole sul diritto applicabile,

ossia la designazione del sistema di sicurezza sociale competente. Queste norme

internazionali sono direttamente applicabili e prevalgono sul diritto interno

(DTF 110 V 72).

In

concreto, trattandosi di stabilire se la ricorrente deve versare i contributi

sul reddito versato all’__________ nel 2000 e 2001, gli "Accordi

bilaterali tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri da una parte e la

Confederazione svizzera dall'altra" sulla libera circolazione delle

persone (ALC), non sono applicabili in concreto, poiché i fatti determinanti

che hanno portato l’amministrazione ad effettuare la ripresa contestata si sono

svolti prima della loro entrata in vigore il 1° giugno 2002 (cfr. DTF 128 V

315).

Nemmeno la

Convenzione sulla sicurezza sociale fra la Confederazione __________ e il __________

e d’__________ entrata in vigore il __________ (RS __________) e conosciuta

dall’insorgente (cfr. doc. XXII, consid. 1.9), per i motivi che seguono, trova

applicazione in concreto.

L’art. __________

della Convenzione prevede che, con riserva di articoli qui non pertinenti, i

cittadini di una delle Parti contraenti che esercitano un’attività

professionale sul territorio di una delle Parti soggiacciono alla legislazione

di questa Parte; ai fini del calcolo delle quote giusta la pertinente

legislazione, non è tenuto conto del reddito professionale conseguito sul

territorio dell’altra Parte.

Ora, già

solo per il motivo che l’__________ ha dichiarato di non aver svolto l’attività

litigiosa in __________, la Convenzione non può essere applicata (cfr. verbale

di audizione: “Devo premettere che l'idea iniziale era quella di operare in __________

con incarico della RI 1 trovando spazi fisici qui adeguati e uno studio di

architettura su cui appoggiarsi. Non si è trovato la struttura adeguata per

cui l''opzione è andata su __________.” e “Io risiedo abitualmente a

__________, nella mia casa vi è anche un ufficio che io uso per questioni

personali ma non è adeguato ad una progettazione come le __________”).

Inoltre,

come visto, l’art. __________ della Convenzione si applica ai cittadini di una

delle due Parti. L’art. __________ della Convenzione precisa che “cittadino”

significa, per quanto concerne la __________, una persona con cittadinanza __________

e, per quanto concerne il __________, un cittadino del __________ e __________.”

Dagli

atti emerge che l’__________ è cittadino __________ (doc. D1).

Trova invece

applicazione la Convenzione del __________ tra la __________ __________.

Ai sensi

dell'art. __________ della Convenzione, la legislazione applicabile è di regola quella

della Parte contraente sul cui territorio viene esercitata l’attività

determinante ai fini dell’assicurazione. Il criterio utilizzato per determinare

il diritto applicabile (sistema competente) è, dunque, quello del luogo di

lavoro (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63ss. ad art. 1 LAVS). Di

regola, la nozione del luogo di lavoro non è definita dalle convenzioni: sono

di conseguenza le norme relative all'AVS che trovano applicazione (DTF 124 V

100 consid. 3a, 119 V 68 consid. 3a, 117 V 270), in particolare l'art. 1 cpv. 1

lett. b LAVS che contiene la nozione d'attività lucrativa esercitata in

Svizzera (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63 ad art. 1, pag. 43). A

questo proposito il TFA ha affermato:

"

(…)

n'est pas déterminant pour considérer qu'il y a

activité en Suisse le domicile ou le lieu de séjour mais l'endroit où se trouve

le centre des circostances économiques qui donnent à cette activité son

caractère lucratif." (Pratique VSI 1994 pag. 138 segg.,

consid. 5b pag. 142)."

Per

l’art. __________ della Convenzione nei casi in cui, per le attività esercitate

nel territorio di ambedue le Parti contraenti, siano applicabili, in base alla regola

enunciata al paragrafo 1, le legislazioni delle due Parti, i contributi alle

assicurazioni di ciascuna delle due Parti sono dovuti unicamente sulla parte di

reddito realizzata sul rispettivo territorio.

L’art. __________

della Convenzione prevede che il principio stabilito all’articolo __________, è

soggetto a diverse eccezioni. In particolare per la lettera a, i lavoratori

dipendenti occupati da una impresa con sede nel territorio di una delle Parti

contraenti e distaccati per un periodo di tempo limitato nel territorio

dell’altra Parte, rimangono soggetti, durante i primi dodici mesi della loro

occupazione nel territorio di quest’ultima Parte, alla legislazione della Parte

dove ha sede l’impresa. Se l’occupazione nel territorio dell’altra Parte si

protrae oltre tale periodo, l’applicazione della legislazione della prima Parte

potrà in via eccezionale essere mantenuta per un ulteriore periodo di dodici

mesi, a condizione che vi sia un accordo in proposito tra le autorità

competenti delle due parti.

2.5. In una

sentenza del 4 giugno 1998, pubblicata in Pratique VSI 1999, pag. 18 e seguenti,

a proposito dell’applicazione della Convenzione di sicurezza sociale con il

Regno Unito di Gran Bretagna, il TFA ha stabilito che un cittadino svizzero in

possesso anche della cittadinanza greca attivo in Europa nel settore della

consulenza internazionale per acquisti e vendite d’imprese (Cross Border Mergers

and Acquisitions) domiciliato a Londra, ma renumerato da una società per azioni

con sede in Svizzera e la cui attività, in termini di tempo, non può essere

divisa per singoli Paesi se non arbitrariamente, è considerato esercitare

un’attività lucrativa in Svizzera:

"

(...)

N.R. occupait un poste de cadre supérieur auprès de

la société C. SA, dans le domaine du conseil en matière de vente et d'achat

d'entreprises et de par­ties d'entreprises au niveau international (cross

border mergers and acquisitions).

Par décision du 23 août 1995, la caisse de

compensation compétente a établi que N. R. était soumis à l'obligation

d'acquitter des cotisations AVS sur les rémunérations versées par la C. SA dans

la localité suisse de Z. Par jugement du 2 septembre 1996, l'autorité cantonale

de recours a rejeté le re­cours formé contre cette décision. N. R. interjette

un recours de droit admi­nistratif en demandant que le jugement de l'instance

précédente soit annulé et qu'on établisse que « les revenus perçus par le

recourant auprès de la C. SA ne sont pas soumis à cotisations AVS». Le TFA

rejette le recours, en particulier sur la base des considérants suivants:

2a. Sont notamment soumises à l'assurance

obligatoire selon l'art. 1 al. 1 LAVS (dans la version valable jusqu'à fin 1996

et applicable ici) les person­nes qui ont leur domicile civil en Suisse (let.

a) ou qui exercent en Suisse une activité lucrative (let. b). Dans le deuxième

cas, les assurés sont tenus de payer des cotisations tant qu'ils exercent une

activité lucrative en Suisse (cf. art. 3 al. 1 phrase 1 LAVS). Aux termes de

l'art. 5 al. 1 de la Convention de sécurité sociale entre la Suisse et le

Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d'Irlande du Nord du 21 février 1968,

lorsqu'une personne exerce une ac­tivité professionnelle sur le territoire de

l'une des parties contractantes, les dispositions légales de cette partie sont

applicables, à moins que la conven­tion n'en dispose autrement. La Convention

institue par conséquent, en ce qui concerne l'assujettissement à l'assurance et

l'obligation de cotiser qui en découle, le principe du lieu de travail. Elle ne

définit pas avec plus de préci­sion ce qu'il faut entendre par lieu de travail

au sens de cette disposition. On n'a toutefois pas d'indices permettant de

croire que la Convention ait cher­ché à instituer des règles s'écartant du

droit national. De ce fait, il y a lieu d'examiner à la lumière des

prescriptions du droit de l'AVS si le recourant exerce une occupation ou une

activité en Suisse au sens de l'art. 5 de la con­vention (ATF 119 V 68 = VSI

1993 p. 103 consid. 3a; ATF 117 V 270 = RCC 1992 p. 434; VSI 1994 p. 138 consid.

6a).

b. Selon l'art. 5 al. 2 LAVS, le salaire

déterminant comprend toute ré­munération pour un travail dépendant, fourni pour

un temps déterminé ou indéterminé. Aux termes de l'art. 12 al. 1 LAVS, est

considéré comme em­ployeur quiconque verse à des personnes obligatoirement

assurées une ré­munération au sens de l'art. 5 al. 2 LAVS. Selon la

jurisprudence, il faut con­sidérer comme employeur, en règle générale, celui

qui paie aux salariés le salaire déterminant. Cela ne signifie toutefois pas

qu'il faille considérer comme employeur tenu de faire les décomptes et de payer

les cotisations aussi celui qui verse le salaire sur l'ordre d'un tiers. L'art.

12 al. 1 LAVS in­dique seulement qu'en cas de doute, c'est-à-dire lorsqu'on se

demande qui est le véritable employeur, il faut considérer comme tel celui qui

paie le sa­laire (RCC 1990 p. 141 consid. 5b, 1987 p. 32 consid. 2b avec des

références).

3. Le litige porte sur le point de savoir si des

cotisations AVS/AI doivent obligatoirement être perçues sur les rémunérations

versées au recourant par la C. SA. A cet égard, il est établi que le recourant

n'a pas de domicile civil en Suisse, raison pour laquelle il faut rejeter la

qualité d'assuré du point de vue de l'art. 1 al. 1 let. a LAVS. En revanche, il

s'agit de savoir s'il a exer­cé une activité professionnelle en Suisse et se

trouve de ce fait soumis à l'as­surance obligatoire (art. 1 al. 1 let. b LAVS).

4. Les premiers juges ont répondu par

l'affirmative à cette question, en s'appuyant essentiellement sur le contrat

conclu entre la C. SA et le recou­rant en date du 20 juillet 1992.

(…)

Selon la jurisprudence, en cas de doute, il faut

considérer comme em­ployeur celui qui paie le salaire (consid. 2b ci-dessus ;

RCC 1990 p. 141 con­sid. 5b, 1987 p. 32 consid. 2b avec des références). Dans

le cas présent, la pré­somption que l'employeur est la C. SA est renforcée par

la lettre du 20 juil­let 1994 mentionnée et par le contenu du contrat du 20

juillet 1992. Les allégations du recourant se limitent en revanche

principalement à objecter, sans avancer de preuve plus concrète, qu'il n'a

jamais travaillé pour la C. SA et n'a pas non plus été soumis aux instructions

de cette compagnie. Il ne peut ainsi pas renverser la présomption suscitée par

le versement de la rémunéra­tion considérée, et l'argument selon lequel le

second contrat concerne une réglementation spéciale dite «UK ex pat» ne change

rien à cela. Car il n'est pas établi par là que la C. SA, comme le prétend le

recourant, assume la fonc­tion de simple organe de décompte et de paiement. Par

ailleurs, la mention apposée à la main en marge du paragraphe 18 du contrat («never

execut­ed!») ne permet pas de tirer une conclusion favorable au recourant."

2.6. Chiamato ora a pronunciarsi il TCA ritiene che la società

deve pagare i contributi in __________.

Infatti,

nel caso di specie il centro economico dell’attività, a non averne dubbio, era

la __________ ed in particolare la società ricorrente la quale ha versato il

salario all’interessato, suo direttore, nonché azionista unico. Va qui

rammentato che secondo la giurisprudenza, in caso di dubbio, occorre

considerare come datore di lavoro colui che paga il salario (Pratique VSI 1999

pag. 21 e riferimenti). In concreto l’__________ è stato pagato dalla società

ricorrente per i lavori ricevuti dalla __________. La società ricorrente ha

conseguito un guadagno nella misura in cui ha rifatturato le prestazioni

dell’architetto alla __________ per un milione di dollari mentre ne ha versati

770'000 all’architetto.

Altro

indizio che il centro economico dell’attività è la __________ è pure la

circostanza che il regolamento per le prestazioni e gli onorari al contratto

fra la ricorrente e la __________ prevede che il diritto applicabile, oltre al

contratto e il regolamento, è il diritto __________.

La

ripresa della Cassa merita dunque conferma l'__________ avendo svolto

un'attività dipendente su incarico della ricorrente, e non invece - come

adombrato in sede di ricorso - attività autonoma quale progettista incaricato a

RI 1. Ne sono ulteriore chiara dimostrazione, oltre a quanto già evidenziato,

il mandato conferito alla ricorrente da parte della società __________, la

fatturazione da parte dell'__________ alla ricorrente e non alla società __________

e le modalità di versamento del salario.

2.7. In una

sentenza del 21 marzo 2005 pubblicata in DTF 131 V 97 il TFA ha applicato la

nozione di abuso di diritto nel seguente caso: “partecipazione di centinaia

d’investitori stranieri a una società in accomandita anche allo scopo di

ottenere future rendite dell’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS),

essendo la posizione di accomandante considerata, dal profilo del diritto delle

assicurazioni sociali, quale attività lucrativa indipendente. Poiché nel caso

concreto gli interessati intendono conseguire un rendimento individuale più

elevato possibile sfruttando i meccanismi di solidarietà tecnico-assicurativa,

l’AVS funge da mero oggetto d’investimento. L’operazione configura un abuso di

diritto. I partecipanti non possono invocare l’assoggettamento all’AVS.”

2.8. Nel caso di

specie in data 2 febbraio 1998 l’allora rappresentante dell’__________ ha

inoltrato all’__________ un’istanza di trasformazione del permesso di dimora

“L”, limitato a 120 giorni di permanenza sul territorio __________ e detenuto

dal 1991, in permesso annuale.

All’istanza

è stato allegato il contratto di locazione dal quale risulta che l’interessato,

assieme a sua moglie, ha locato a __________ un appartamento di due locali, di

complessivi m2 96.53 per una pigione mensile di fr. 1'500, oltre a fr. 500 di

spese, dal 1.1.1998. Egli ha affermato, in data 18 novembre 1997, nella

procedura tendente all’ottenimento del permesso di dimora annuale in __________

di:

"

essere fermamente intenzionato di far del __________,

ove risiederà in maniera continua e regolare, il centro dei propri

interessi;"

e di

"

aver già sottoscritto un contratto di locazione

con la proprietaria RI 1, __________."

(doc. 80).

Il 14

novembre 1997 l’interessato ha sottoscritto un contratto con la ricorrente dal

quale risulta che è stato assunto dal 1.1.1998 in qualità di direttore, per una

durata del lavoro di 40 ore settimanali dal lunedì al venerdì, con un diritto a

4 settimane di vacanze ed una retribuzione lorda annua di fr. 200'200 (doc. 60).

L’autorità

competente ha rilasciato il permesso richiesto con effetto dal 22 luglio 1998

(doc. 46).

Il 27

giugno 2000, ossia pochi giorni dopo aver chiesto il rinnovo del permesso annuo

(6 giugno 2000), la società e l’architetto hanno notificato all’__________ la

disdetta del rapporto di lavoro per il 30 giugno 2000 (doc. 36).

L’interessato

ha inoltre dichiarato di mantenere il contratto di locazione per l’appartamento

di __________ “in quanto vi abiterò saltuariamente” ed ha chiesto la

trasformazione del suo permesso annuale in permesso di dimora di 120 giorni

all’anno (doc. 34).

A questo

proposito va segnalato lo scritto del 26 giugno 2000 della società ricorrente

all’__________, dove viene indicato quanto segue:

"

vi chiediamo l’annullamento della richiesta di

rinnovo del permesso in oggetto, inviatavi il 6 giugno 2000.

Per ragioni nostre interne, di lavoro, non è più

necessaria la presenza continuata in __________ del nostro dipendente Signor __________;

per questo motivo alleghiamo una richiesta per il rilascio di un permesso di

dimora limitatamente a 120 giorni all’anno; infatti 120 giorni sono più che

sufficienti a coprire il periodo in cui ci necessita la sua presenza presso la

sede della società.

Vi informiamo inoltre, come potrete rilevare

dalla nuova domanda di permesso, che manterremo invariato lo stipendio mensile

ammontante a CHF 15'400.-- per 13 mensilità." (doc. 33)

Il 20

luglio 2000 l’autorità competente ha accolto l’istanza ed ha deciso che l’interessato

“può esercitare l’attività di direttore con un permesso della durata massima

di 120 giorni sull’arco di un anno.” (doc. 32)

In altre

parole la ricorrente ed il suo direttore hanno chiesto, pochi giorni prima del

versamento del primo importo dovuto per i lavori oggetto del litigio (30 giugno

2000, cfr. allegato 1, contratto tra la __________ e la ricorrente, art. 4, di

cui si dirà in seguito), la trasformazione del permesso di dimora annuale in

permesso temporaneo, mantenendo tuttavia la stessa retribuzione (fr. 15'400 per

13 mensilità). In seguito alla trasformazione del permesso di lavoro,

l’insorgente e l’__________ hanno sottoscritto, in data 17 luglio 2000, un

nuovo contratto (denominato contratto d’impiego per il personale commerciale)

dal quale emerge che il direttore è stato riassunto in qualità di consulente e

gli sono attribuiti i seguenti compiti particolari: promozione per la gestione

a livello di direttore, la progettazione sia in materia di ingegneria che in

materia di architettura, la super-visione ai progetti, le vendite, marketing,

contatto clientela, ossia ciò che, come si vedrà, ha poi fatto nell’ambito del

contratto con la __________.

Il

Direttore, malgrado la trasformazione del permesso da B a L che gli permette di

restare in __________ al massimo 120 giorni all’anno continua a percepire un

salario lordo mensile (art. 5) di fr. 15'400 all’anno, oltre alla tredicesima e

beneficia di 5 settimane di vacanze (art. 7). Egli ha beneficiato di una

riduzione del tempo di lavoro del 66% circa, riuscendo a mantenere lo stesso

stipendio.

Per

quanto concerne il lavoro svolto dall’interessato e soggetto a ripresa da parte

della Cassa, va rilevato che agli atti è stato prodotto un contratto

concernente l’area denominata “__________”, sita a __________, dalla quale

emerge che la società __________ e la ricorrente hanno concluso una convenzione

il cui scopo è “la progettazione e la collaborazione alla progettazione, lo

sviluppo dell’area oggetto del presente contratto a livello di ingegneria e

architettura per mezzo di personale qualificato fornito direttamente dalla RI 1

o da altre strutture. Ed inoltre l’assistenza qualificata per il marketing – la

ricerca di mercato – contratti con possibili acquirenti sia dell’area nuda che

dell’area con il progetto approvato – in parte lottizzato o nella sua totalità”

(allegato 1).

Per

quanto concerne l’onorario il contratto prevede che è rappresentato dal valore

commerciale stimato del progetto, in proprio, allo 0,2% dell’intero progetto,

pari a USD 1'000'000.--. I pagamenti avvengono in acconti semestrali di USD

250'000.—alle scadenze 30.6.2000, 31.12.2000, 30.06.2001 e 31.12.2001.

Il

mandato comprende le seguenti prestazioni: assistenza qualificata al progetto

di massima, progetto definito, appalti e confronto delle opere, progetto

esecutivo, direzione generale dei lavori, direzione locale dei lavori,

documentazione dell’opera, sorveglianza dei lavori di garanzia, esame finale,

contatti con possibili acquirenti, marketing, ricerche di mercato, ecc.

(allegato 1). La durata del contratto va dal 1.1.2000 al 31.12.2001.

Va ancora

rilevato che l’__________, oltre ad essere azionista unico della ricorrente (cfr.

verbale di udienza: “Io sono azionista della RI 1 nella misura del 100% sin

dalla mia acquisizione al momento della fondazione e quindi da sempre”),

nonché direttore della società ricorrente (cfr. contratto d’impiego per il

personale commerciale), è “procuratore ad negotia”, consigliere e

consigliere delegato della __________, ed è dunque titolare di cariche o

qualifiche della società con ampi poteri.

Dagli

atti risulta infine che, per portare a termine il progetto, il 1° ottobre 1999 è

stato sottoscritto un “contratto di sublocazione di locali e di concessione

onerosa di utilizzo di strutture di studio” tra la __________ e __________,

dal quale emerge che quest’ultima società “per motivi di opportunità – per

la realizzazione di propri disegni e compiti pertinenti una specifica

iniziativa in formazione – intende utilizzare (rectius: far utilizzare al

procuratore ed a persone che si riserva di indicare) per periodo limitato

strutture tecniche e supporti informatici funzionali e già collaudati

all’interno di uno Studio di architettura. Intende anche avvalersi di eventuale

apporto professionale di coadiutori qualificati già operativi nello Studio. Da

parte sua __________ mette a disposizione della società alcuni locali e le

strutture richieste.”

Questo

contratto, a mente del TCA, è tuttavia irrilevante, trattandosi di un accordo

tra la __________ e uno studio di architettura __________ per la messa a

disposizione di locali. Non emerge tuttavia dagli atti una relazione diretta con

la ricorrente.

2.9. Alla luce

della descrizione dei fatti emerge che la società insorgente, il cui direttore e

azionista unico è l’__________, è stata incaricata dalla società __________, il

cui amministratore delegato è l’__________, della progettazione dell’area delle

__________ (che a pagina 24 della relazione tecnico-descrittiva un giornalista

chiama “area di proprietà __________”) ed ha affidato l’attuazione del

progetto all’__________.

La stessa

società ricorrente pochi giorni dopo aver chiesto il rinnovo del permesso

annuale, ha domandato alla stessa autorità __________ la trasformazione in

permesso temporaneo alcuni giorni prima di incassare il primo importo

dell’onorario derivante dal contratto in esame.

Nel

caso di specie, a non averne dubbio, vi è un abuso di diritto.

Infatti

appare singolare che nel ricorso l’insorgente afferma che “non poteva

fornire tutte le prestazioni personali richieste, avvalendosi unicamente delle

prestazioni personali offerte dall’__________, nell’ambito dei 120 giorni

autorizzati”” e di essere pertanto stata costretta a conferire all’__________

un mandato “aggiuntivo” allorché è stata la stessa società a chiedere la

trasformazione del permesso di dimora annuale in permesso di dimora temporaneo

di soli 120 giorni, affermando, nello scritto all’autorità __________ del

giugno 2000 (ossia 6 mesi dopo l’inizio del lavoro) che “Per ragioni nostre

interne, di lavoro, non è più necessaria la presenza continuata in __________

del nostro dipendente Signor __________; per questo motivo alleghiamo una

richiesta per il rilascio di un permesso di dimora limitatamente a 120 giorni

all’anno; infatti 120 giorni sono più che sufficienti a coprire il periodo in

cui ci necessita la sua presenza presso la sede della società.” e che viene

chiesto l’annullamento della richiesta del rinnovo del permesso annuale

(inoltrata pochi giorni prima, ossia il 6 giugno 2000), 4 giorni prima della

data prevista dal contratto per il versamento del primo importo di USD 250'000

(allegato 1), allorché nessuna autorità aveva chiesto una modifica in tal senso

agli interessati e allorché questo lavoro richiedeva un impegno continuo da

parte dell’architetto (cfr. ricorso doc. I).

Non va

poi dimenticato che l’__________, dopo la trasformazione del permesso per

stranieri, continuava a beneficiare del medesimo salario (di tutto rilievo),

malgrado una riduzione del tempo di lavoro del 66%. Inoltre anche

all’interessato sfugge il motivo per il quale egli non abbia ottenuto un

incarico diretto, nell’ambito della sua attività dipendente, dalla ricorrente

(“Il Giudice mi chiede come mai l'incarico di progettare l'area delle __________

conferitomi da RI 1 che lo aveva ricevuto dalla __________ di cui io ero tra

l'altro procuratore mi sia stato dato al di fuori del contratto di lavoro e di

collaborazione che avevo con la RI 1 Io devo dire francamente che non conosco

le motivazioni che hanno spinto i miei consulenti a procedere in questo modo”).

Infine va

sottolineato come dalle stesse affermazioni dell’__________ risulta che in __________

non sono stati pagati né contributi sociali, né tasse su quell’importo (“A

domanda della Cassa preciso che io in __________ ho chiuso tutte le mie

posizioni. Per il mio lavoro svolto non sono stato assoggettato e nemmeno

considerato residente, non ho avuto uno statuto contributivo per la mia

attività svolta lì in quel periodo”), mentre in __________ l’interessato

risulta assoggettato unicamente in ambito fiscale sulla base della Convenzione

tra __________ e __________ sulla doppia imposizione fiscale (cfr. doc. E, consid.

1.8) ma non risulta che l’importo litigioso sia stato oggetto di prelievo di contributi

sociali.

Per cui,

viste le evidenti manovre poste in atto per eludere il pagamento dei contributi

sociali in __________, __________ ed __________, nel caso concreto,

analogamente a quanto recentemente giudicato dal TFA con sentenza del 21 marzo

2005 (H 199/03), pubblicata in DTF 131 V 97, questo TCA deve concludere che vi

è, in concreto, un abuso di diritto (art. 2 cpv. 2 CC).

Certo, in

quel caso si trattava di residenti germanici che con il pagamento del

contributo minimo, tramite una società in accomandita, hanno cercato di

ottenere il versamento di rendite dell’AVS violando, con il loro comportamento,

il principio della solidarietà insito nelle assicurazioni sociali. Anche in

concreto, tuttavia, tramite costruzioni ad arte, si è cercato di non pagare i

contributi che invece erano dovuti.

Anche per

questo motivo la ripresa operata dalla Cassa va comunque confermata.

2.10. L’insorgente

afferma di essere a disposizione per ogni ulteriore accertamento e, in

particolare, richiama il suo incarto amministrativo e quello dell’__________

relativo alla concessione del permesso B.

Alla luce

delle risultanze degli accertamenti effettuati da questo TCA (richiamo

dell’incarto della ricorrente dall’__________, dell’incarto dell’arch. __________,

audizione dello stesso __________, richiamo dalla __________ e della

possibilità accordata alle parti di esprimersi in merito, questo Tribunale

rinuncia ad assumere ulteriori prove.

Infatti

gli atti dell’incarto permettono a questo TCA di decidere in merito, senza che

ulteriori accertamenti siano necessari.

Va qui

ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria

da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un

apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di

determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri

provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad

assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren

in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.

320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA

dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122

III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere

sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.;

DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e

riferimenti).

In

concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita

dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all’assunzione di ulteriori

prove.

2.11. Va ancora

infine, rilevato che l’insorgente nella sua opposizione rammenta che l’__________

“ha gestito in passato e gestisce attualmente (ndr: ossia 2004) anche

altri progetti non per nostro esclusivo conto” (cfr. doc. C), questo TCA,

in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) in vigore

dal 1° giugno 2002, indipendentemente dall’esito del presente ricorso, invita

la Cassa a mettere in atto le procedure internazionali previste dall’ALC ed in

particolare di notificare e/o chiedere agli Stati esteri (in concreto __________

ed __________) le necessarie informazioni atte ad accertare la posizione

assicurativa dell’interessato, applicando la procedura prevista a livello

europeo tramite il formulario E 001. La ricorrente e l’__________ saranno

naturalmente tenuti a collaborare.

2.12. Nella misura

in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto

federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle

Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

Per

quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di

contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi

è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni

mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e

riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

Copia

della presente va intimata anche all’__________, quale cointeressato (cfr. STFA

del 2 maggio 2005 nella causa S., H 14/04, consid. 2.5; DTF 113 V 1), anche se

domiciliato all’estero.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Nella

misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni

familiari, la presente decisione è definitiva.

4.- Per quanto

attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene

comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con

ricorso di diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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