30.2005.321
eseguire una manovra di svolta e urtare un veicolo che faceva retromarcia e che poi si apprestava a ripartire
7 marzo 2006Italiano8 min
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Numero d'incarto:
30.2005.321
Data decisione, Autorità:
07.03.2006, PRPEN
Titolo:
eseguire una manovra di svolta e urtare un veicolo che faceva retromarcia e che poi si apprestava a ripartire
INFRAZIONE ALLE NORME DELLA CIRCOLAZIONE
art. 90 cf. 1 LCSTR
Incarto
n.
30.2005.321
25443/408
Bellinzona
7
marzo 2006
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con Thi
Thuc Trinh Tran in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 3 ottobre
2005 presentato da
RI 1
difeso da: DI
1
contro
la decisione
n. __________ del __________ emessa dalla Sezione della circolazione, Camorino,
viste le osservazioni del 12 ottobre
2005 presentate dalla Sezione della circolazione;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto in fatto
A. La Sezione della
circolazione con decisione del __________
ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 200.--, oltre alla tassa di giustizia di
fr. 40.-- e alle spese di fr. 70.--, per i seguenti motivi:
"Alla guida della
vettura __________, eseguiva una manovra di svolta a sinistra ed urtava un
autoveicolo che dopo aver effettuato una manovra di retromarcia si apprestava a
ripartire in avanti.”
Fatti accertati l’__________
in territorio di __________.
La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 31 cpv. 1, 32 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr; 3 cpv. 1, 4
cpv. 1 ONC.
B. Contro la predetta
pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l'annullamento.
C. La Sezione della
circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.
considerato in diritto
1. La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell'art. 12 LPContr.
2. Il conducente deve
costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi
doveri di prudenza (art. 31 cpv. 1 LCStr); in particolare, egli deve rivolgere
la sua attenzione alla strada e alla circolazione (art. 3 cpv. 1 prima frase
ONC). La velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in particolare
alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle condizioni della
strada, della circolazione e della visibilità. Nei punti in cui il veicolo
potrebbe intralciare la circolazione, il conducente deve circolare lentamente
e, se necessario, fermarsi, in particolare dove la visibilità non è buona, alle
intersezioni con scarsa visuale e ai passaggi a livello (art. 32 cpv. 1 LCStr).
Il conducente deve inoltre circolare a una velocità che gli permetta di
fermarsi nello spazio visibile; se l’incrocio con altri veicoli è difficile,
egli deve potersi fermare nella metà dello spazio visibile (art. 4 cpv. 1 ONC).
Chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di
esecuzione del Consiglio federale è punito con l’arresto o con la multa (art.
90 cifra 1 LCStr).
3. La Sezione della
circolazione rimprovera al multato – in applicazione delle predette
disposizioni – di non essersi conformato ai suoi doveri di prudenza e di aver
circolato a una velocità inadeguata, andando a collidere con un autoveicolo che
si apprestava a ripartire dopo aver effettuato una manovra di retromarcia.
4. L’insorgente ritiene dal
canto suo di aver eseguito una regolare manovra di svolta, ascrivendo ogni
responsabilità dell’accaduto all’altro protagonista. Egli asserisce di non aver
avuto né tempo né spazio di frenata, in quanto è stato “colto di sorpresa
dalla manovra scorretta, e del tutto inattesa, del conducente dell’altro
veicolo” (cfr. ricorso del 3 ottobre 2005, pag. 3 in alto) che, a suo dire,
“al momento dell’urto era in fase di retromarcia” (verbale di
interrogatorio 11 maggio 2005, pag. 2).__________
Inoltre il ricorrente si
prevale del principio dell’affidamento (dedotto dall’art. 26 LCStr), secondo il
quale il conducente che rispetta le normative in ambito stradale può a sua
volta confidare nel comportamento corretto degli altri utenti. A torto.
5. Nella misura in cui il
ricorrente rimprovera al coprotagonista di essere il solo responsabile
dell’incidente, giova anzitutto ricordare che in ambito penale ognuno risponde
delle proprie azioni e omissioni, sicché l’eventuale comportamento
antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una
violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa (DTF 116 IV 296 consid.
2a).
6. Accorgersi troppo tardi
della presenza di un ostacolo sulla propria corsia di marcia costituisce una
colpevole perdita di padronanza del veicolo; l’obbligo di padronanza presuppone
infatti che il conducente sia in grado in ogni momento di azionare con rapidità
Fatti
i comandi della vettura, adattando la guida alle circostanze e tenendo pure
conto di potenziali pericoli.
Nell’evenienza concreta, il
ricorrente dichiara: “In sostanza nel momento in cui ho visto la vettura
gialla ho anche sentito un forte colpo proveniente dalla parte anteriore del
mio veicolo”. Per sua stessa ammissione, egli riconosce quindi di aver
visto il veicolo dell’altro protagonista “unicamente nel momento in cui vi è
stata la collisione”(verbale di interrogatorio 11 maggio 2005, pag. 2).
Egli, come detto,
asserisce che la sua corsia di marcia era invasa dal veicolo dell’altro
protagonista che proveniva dal lato opposto in fase di retromarcia (cfr.
ricorso del 3 ottobre 2005, pag. 4/5). La versione del ricorrente contrasta
invero con le dichiarazioni rese dall’altro protagonista dell’incidente, il
quale sostiene di essere stato urtato proprio nel momento in cui stava
ripartendo, dopo che - eseguita la sua manovra di retromarcia a velocità
ridotta dal parcheggio del Palazzo __________ alla bretella di collegamento con
__________ - si era fermato e aveva innestato la prima marcia (verbale di
interrogatorio __________ 11 maggio 2005, pag. 2). Quest’ultima versione
collima perfettamente con quella del teste __________, il quale ha dichiarato: “Ho
guardato la manovra effettuata dal veicolo della Posta che stava uscendo da un
parcheggio, sempre in retromarcia si è immesso sul pezzettino di strada che
collega __________. Si è fermato e proprio nel momento che stava ripartendo è
giunta una vettura che circolava su __________, proveniente da __________, che
dopo aver fatto preselezione si è immessa sul tratto di strada che collega __________
andando a tamponare il veicolo della Posta” (verbale di interrogatorio 14
maggio 2005, pag. 1).
Alla luce di queste
Considerandi
affermazioni è evidente che il ricorrente non ha prestato l’attenzione
impostagli dalle circostanze, non avendo egli tenuto d’occhio il tratto di
strada in cui si stava immettendo e non essendosi avveduto per tempo dell’altra
vettura, se non a seguito dell’impatto. Abbondanzialmente, si rileva che le
dichiarazioni del ricorrente presentano delle incongruenze. In effetti, mal si
comprende come egli possa asserire con certezza che l’altro protagonista
dell’incidente era in fase di retromarcia, allorquando, come da lui stesse
ammesso, si è avveduto del furgone solo a collisione avvenuta.
Inoltre, visto quanto precede
e considerato il tipo di manovra che stava effettuando l’insorgente, si può
concludere che questi ha effettivamente omesso di adeguare la velocità alle
circostanze, ciò che non gli ha permesso di frenare nella spazio a lui visibile
e, in ultima analisi, di evitare la collisione.
D’altronde, mal si comprende
come all’asserta velocità di 10 km/h proclamata dal ricorrente, lo stesso, dopo
aver intrapreso la sua manovra di svolta, non abbia potuto arrestarsi
nell’ampio spazio a sua disposizione, di circa 10 metri, ritenuto che la
visuale in quel punto era libera.
Tenuto conto del comportamento
scorretto del ricorrente medesimo, il principio dell’affidamento non torna in
ogni caso applicabile. In proposito, si rileva che anche qualora l’altro
protagonista abbia effettivamente violato norme della circolazione stradale,
questione che può rimanere irrisolta, il ricorrente, in virtù del menzionato principio,
avrebbe dovuto dar prova di maggiore prudenza.
7.
Stante
quanto precede, l'insorgente non può essere prosciolto dagli addebiti mossigli
in relazione alla violazione degli articoli della LCStr citati in precedenza.
8.
La multa inflitta
è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).
Dispositivo
per questi motivi, visti gli art. 31 cpv. 1, 32 cpv. 1 e
90 cifra 1 LCStr; 3 cpv. 1 e 4 cpv. 1 ONC; 1 segg. LPContr;
dichiara e
pronuncia: 1. Il ricorso è respinto e
la decisione impugnata è confermata.
2. La tassa di giustizia di
fr. 200.-- e le spese di fr. 50.-- sono a carico del ricorrente.
3. Intimazione a:
Il presidente: La
segretaria:
Avvertenza: contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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