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Decisione

30.2005.42

qualifica dell'attività svolta da un architetto per più committenti

10 ottobre 2005Italiano18 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con

decisione del 23 maggio 2005 la CO 1 ha fissato provvisoriamente i contributi 2004

quale indipendente di RI 1, architetto, sulla base di CHF 5'000 in virtù della

dichiarazione della stessa assicurata. Il 22 giugno 2005 l’interessata,

rappresentata dall’avv. RA 1, si è opposta alla decisione rilevando di essere

per il 50% dipendente dello __________ e per l’altro 50% di svolgere

un’attività __________. La ricorrente ha chiesto un aumento del reddito

soggetto a contribuzione quale indipendente.

B. Con

decisione su opposizione del 5 luglio 2005 l’amministrazione ha confermato la

sua presa di posizione affermando che RI 1, quando esercita la sua attività a

favore della __________, va considerata dipendente delle due società. Contro la

predetta decisione l’assicurata, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, è

tempestivamente insorta, contestando la qualifica dell’attività svolta (doc.

I). Con risposta del 17 agosto 2005 la Cassa propone di respingere il ricorso

(doc. III).

C. Pendente

causa il TCA ha proceduto ad alcuni accertamenti delle cui risultanze si dirà

in seguito.

in

diritto

in

ordine

1.

La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un

Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica

giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le

cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003

nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;

STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002

nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U

347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella

causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

nel

merito

Considerandi

2.

Oggetto

del contendere è la questione a sapere se l’insorgente, quando lavora per la __________

va qualificata quale dipendente oppure quale indipendente.

3.

A norma dell'art. 4 LAVS i contributi degli assicurati che esercitano

un’attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da

qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente. L’art. 5 cpv. 2 prima

frase LAVS prevede che il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione

del lavoro a dipendenza d’altri per un tempo determinato o indeterminato. Giusta

l’art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa

indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a

dipendenza d’altri. Per l’art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un

lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge. E’

considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).

L’art.

12.

LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un

reddito dall’esercizio di un’attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente

può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un

lavoro dipendente (cpv. 2). Per quanto concerne la qualifica dell'attività

esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha

precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo

del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro

non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una

persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA

dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). In particolare,

insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo

statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650). Di

principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,

quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne

l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H

322/03, STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da

un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non

sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la

sua impresa e ne assume la responsabilità. Questi principi non comportano

comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica

infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario

lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici

il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad

attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla

priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio

sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA

del 21 marzo 2005, H 31/04; STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16

dicembre 2002, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a,

pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la

giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli

elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;

STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).

4.

Secondo

la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284

consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad

esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo

di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI

1993.

pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste

quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali

incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986

pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è

l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse

attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza

con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica

di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la

situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è in

presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di

lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro

un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e,

durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può

praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches

Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR

VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono

indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di

stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle

infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico

dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal

risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347

consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di

una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione

simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =

Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il Tribunale federale delle

assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA

del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER,

DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS). In una sentenza

pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:

"

(…) Il est vrai que, selon la jurisprudence,

la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance

certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques

(ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application

du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter

sans nécessité de l'appreciation fiscale. (…)."

5.

Il

TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o

indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione

avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o

nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente

confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica

definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di

assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne

lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale

attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è

determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori

che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,

eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella

causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa B.; Pratique VSI 1993 pag. 226

consid. 3c = DTF 119 V 165). Per questi motivi un assicurato può essere

qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un

altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da

un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V

127).

6.

In

concreto l’assicurata, di formazione architetto, lavora quale dipendente, al

50%, per lo __________. Per il restante 50% l’insorgente è stata affiliata come

indipendente dalla Cassa, la quale tuttavia ritiene che per i lavori svolti a

favore della __________ e dello __________ la ricorrente deve essere

considerata dipendente. Pendente causa il TCA ha interpellato sia lo __________

che la __________. La prima società ha rilevato che l’interessata “svolgeva

prevalentemente perizie di stima, allestimento incanti D.C. e piani esecutivi.”

(doc. IX) L’interessata “non sottostava a direttive da parte mie; riceveva

unicamente l’incarico per la tempistica onde poter rispettare i termini di

consegna.” L’insorgente “emetteva delle fatture che computavano un costo

orario per la prestazione richiesta comprensivo di tutte le spese (cancelleria,

trasferte, affitti e costi secondari) da Lei sostenute.” e “svolgeva i

lavori commissionati presso la sede del suo Studio.”, “non era una

dipendente dello __________. La struttura del mio Studio non richiedeva un

collaboratore fisso in quanto si trattava di lavori a termine e saltuari, per

cui far capo ad un indipendente era la soluzione ottimale per il mio Studio.”,

il quale “non ha ricevuto nessuno statuto da parte della Cassa di

Compensazione ma unicamente una copia, trasmessami da RI 1, della lettera

datata 27.04.2005, dove si riportava la conferma di affiliazione alla Cassa.”

Da

parte sua lo studio d’ingegneria ha rilevato che “le prestazioni lavorative

eseguite dall’architetto (…omissis …) per il nostro studio consistono in una

collaborazione per: l’allestimento di preventivi, modulo d’offerta, tabelle

comparative, rapporti, proposte di delibere.” Inoltre “l’orario di

lavoro, il luogo di lavoro, la pianificazione e l’esecuzione del lavoro non

sottostanno a direttive da parte nostra. Per contro da noi vengono stabilite le

date di consegna.” Lo studio rammenta che “la remunerazione avviene

sulla base di un contratto stipulato tra il nostro studio da una parte e lo

studio d’architettura (… omissis … ) dall’altra. Lo studio d’architettura emana

al termine di ogni lavoro una fattura calcolata sulla base delle ore effettive

impiegate e di un costo orario che considera anche le spese necessarie allo

svolgimento dell’attività lavorativa.” L’interpellato rammenta che “l’attività

viene svolta interamente nello studio” della ricorrente e che “il tipo

di lavoro richiesto da parte nostra non giustifica l’assunzione di un

dipendente. Si tratta infatti di lavori specialistici e non continui per i

quali far capo a uno studio indipendente riteniamo è la miglior soluzione.”

Infine alla questione a sapere se ha ricevuto una decisione da parte

dell’amministrazione, ha risposto affermativamente, “ma unicamente di

conferma di affiliazione parziale quale indipendente alla Cassa” (doc.

VIII)

A

proposito di quest’ultima affermazione va rammentato che recentemente il TFA, con

sentenza del 2 maggio 2005 (H 14/04) ha ricordato, a proposito dei “salariati”,

che il loro diritto di essere sentiti laddove si è in presenza di una decisione

concernente i contributi paritetici e, di conseguenza, quello di ottenere una

notifica di tale decisione deve, salvo eccezioni (ammesse per ragioni di

praticità: ad es. quando il numero dei salariati è elevato, quando il loro

domicilio si trova all’estero o non è noto, o ancora quando l’ammontare dei

contributi è ridotto), essere rispettato sia quando vi è disputa sulla

qualifica dell’attività dei lavoratori, sia quando è litigiosa la natura di

determinati versamenti. Questa procedura deve in generale essere attuata

ogniqualvolta si è in presenza di una ripresa di salari determinanti. Quando si

ritiene che il “salariato” debba avere la possibilità di ricorrere

contro una decisione concernente i contributi paritetici, spetta alla cassa

notificargli la decisione. L’autorità di ricorso che si avvede dell’omissione

può – ma non deve – personalmente provi rimedio invitando i salariati

interessati ad intervenire nella procedura di ricorso. Se non lo fa

personalmente, rinvia la causa all’amminsitrazione per fare rispettare il loro

diritto di essere sentiti (DTF 113 V 1; RCC 1979 pag. 116 consid. 1b, 1978 pag.

62.

consid. 3a).

Ciò, a

mente del TCA, deve valere anche per i datori di lavoro.

In

concreto questo tribunale ha sanato la violazione della Cassa interpellando

direttamente i presunti datori di lavoro a cui la presente sentenza andrà di

conseguenza notificata. Ritornando al merito della questione, dalle risposte

fornite dagli studi d’ingegneria e d’architettura, emerge chiaramente che il

lavoro svolto a loro favore è di carattere indipendente non essendoci in

concreto alcun vincolo di subordinazione né per quanto concerne gli orari, né

per quanto concerne le direttive di lavoro (non sottostava a direttive da

parte mie; riceveva unicamente l’incarico per la tempistica onde poter

rispettare i termini di consegna” e “l’orario di lavoro, il luogo di lavoro, la

pianificazione e l’esecuzione del lavoro non sottostanno a direttive da parte

nostra. Per contro da noi vengono stabilite le date di consegna”), né dal

punto di vista economico, ed essendo assodato che l’interessata lavora per più

committenti.

L’assicurata,

che ha iniziato l’attività indipendente nel gennaio 2004, dopo aver

inizialmente svolto il suo lavoro nella propria abitazione, ha sottoscritto un

contratto di locazione con effetto dal 1.1.2005, di durata indeterminata, con

una pigione di fr. 900.— al mese. Quale destinazione dell’oggetto locato è

stato indicato: “Studio d’architettura” (doc. F).

Pur

essendo l’inizio del contratto di locazione posteriore al periodo per il quale

sono stati chiesti i contributi, il TCA ne deve tenere conto nella misura in

cui l’Alta Corte ha rammentato che inizialmente vi possono essere delle

difficoltà nell’esercizio dell’attività, la quale deve tuttavia essere

considerata tale anche se inizialmente vi sono delle perdite. Determinante è

che appaia tale nel contesto economico (cfr., in un altro contesto, DTF 115 V

161).

Ancora

recentemente il TFA ha rammentato che il fatto di prendere in locazione un

ufficio e versare un canone mensile di fr. 1'000 è un indizio, tra gli altri, a

favore dell’attività indipendente, così come la circostanza di lavorare per più

committenti (STFA del 17 agosto 2005, H 117/04). Inoltre, con STFA del 21 marzo

2005.

(H 31/04), l’Alta Corte ha considerato indipendente un ingegnere,

rimunerato su base forfetaria (come in concreto: cfr. i due contratti doc. C e

D) oppure secondo tariffa SIA, caratterizzata da usuale fatturazione (come in

concreto, cfr. doc. C e D) e versamento sul suo conto bancario, che, tra le

altre cose, non aveva alcun vincolo con il presunto datore di lavoro se non

quello di rispetto delle scadenze per la consegna degli elaborati, ed ha

ricordato tra l’altro che il rischio aziendale di un libero professionista

consiste principalmente nel fatto che questi è tenuto a rispondere

dell’esecuzione lege artis del mandato conferitogli e in caso di errore è

chiamato a rifondere i danni.

Inoltre

la ricorrente, che si assume interamente le spese della sua professione, ha

rilevato di utilizzare per la sua attività PC, stampanti e mobili d’ufficio

propri, nonché telefoni, fax, macchine fotografiche ed altri materiali di sua

proprietà (cfr. doc. I). Nelle sopra citate sentenze l’Alta Corte ha ritenuto

che le nuove realtà lavorative – che consentono sempre più di operare anche se delocalizzati

(a casa propria, lontani dalla sede del committente o del mandante) e con

l’ausilio dei mezzi informatici interattivi – e i mutamenti economici in atto

permettono di svolgere un’attività lavorativa indipendente ad elevato tenore

intellettuale senza necessità di dover inizialmente investire mezzi finanziari

elevati per dotarsi di attrezzature, locali commerciali e personale.

Non

va poi dimenticato come le parti non hanno stabilito alcun divieto di

concorrenza (cfr. doc. 2), non vi è alcun obbligo da parte della ricorrente di

accettare il lavoro e non vi è alcuna regolarità nel lavoro effettuato. Inoltre

non ha diritto a vacanze pagate, a salario in caso di malattia o ad un

indennizzo separato per le spese (doc. 2).

Oltre

agli elementi sopra menzionati vi è pure l’accertamento effettuato dalla __________,

la quale, in data 15 marzo 2005, ha affermato che “sulla base delle

informazioni raccolte proponiamo di dichiarare la signora RI 1 per l’attività

parziale di architetto persona con attività indipendente. Nella misura del 50%

continuerà la sua attività come dipendente dello __________” (doc. M). Ciò

significa che quando lavora per i due studi sopra menzionati la ricorrente va

considerata indipendente.

Alla

luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorso va accolto, la decisione

impugnata annullata e l’incarto rinviato alla Cassa affinché calcoli i

contributi dovuti dall’insorgente nel 2004 prendendo in considerazione quale

reddito da attività indipendente anche quello conseguito svolgendo l’attività

per i due studi sopra indicati.

Visto

l’esito del ricorso e le risultanze degli accertamenti effettuati da questo

TCA, non contestate nel loro contenuto, illuminanti e da cui non vi è motivo

alcuno per scostarsi, l’assunzione delle prove richieste dall’insorgente (in

particolare l’audizione di numerosi testi, cfr. doc. VII), si rivela superflua,

per cui questo Tribunale vi rinuncia.

Va

qui ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si

rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;

Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner,

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39

no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag.

274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II

469.

consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344

consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una

violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.

(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.

1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Nella

misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal

diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle

assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

Per

quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di

contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi

è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni

mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e

riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

A

__________ e allo __________, quali parti interessate, va trasmessa copia della

presente sentenza (cfr. anche STFA del 2 maggio 2005, H 14/04).

All’assicurata,

rappresentata da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili (art. 61 LPGA).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il

ricorso é accolto.

La

decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa affinché

proceda come ai considerandi.

2.- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. La Cassa verserà ad RI 1 fr. 1'500 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

3.- Nella

misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni

familiari, la presente decisione è definitiva.

4.- Per

quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene

comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con

ricorso di diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi

implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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