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Decisione

30.2005.43

Calcolo del contributo AD di una persona il cui datore di lavoro non è assoggettato all'obbligo contributivo in Svizzera.

6 febbraio 2006Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

I tassi di contribuzione sono uguali (cfr. art. 6 e 8 LAVS), così come le

condizioni di riduzione e condono dei contributi (art. 11 LAVS; STFA del 14

marzo 2001 nella causa A., consid. 2, H 407/00; DTF 110 V 71 consid. 2b).

Essi possono dedurre tutte

le spese generali di acquisizione del reddito (RCC 1959 pag. 93; Kieser, Rechtsprechung

des Bundesgerichts zum AHVG, 2a ed., ad art. 6 pag. 53).

Partendo da queste

similitudini il TFA ha stabilito che la procedura di fissazione dei contributi

ex art. 22 e seguenti OAVS, prevista per le persone esercitanti un'attività lucrativa

indipendente, può parimenti applicarsi ai salariati i cui datori di lavoro non

sono tenuti al pagamento dei contributi (STFA del 14 marzo 2001 nella causa A.,

consid. 2, H 407/00; RCC 1984 pag. 456, RCC 1970 pag. 378).

Il TFA ha pure stabilito

che in simili casi è preferibile che le Casse di compensazione fissino i

contributi fondandosi sulla sola tassazione fiscale, ad esclusione quindi di

un'attestazione di salario prodotta dal datore di lavoro e delle dichiarazioni

del salariato stesso (STFA del 14 marzo 2001 nella causa A., H 407/00; la

sentenza pubblicata in RCC 1984 pag. 456 precisa su questo punto la

giurisprudenza apparsa in RCC 1970 pag. 378).

2.4. I contributi

sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si

intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

I

contributi sono calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno

di contribuzione e sul capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre

(art. 22 cpv. 2 OAVS). Nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2003, l’art. 22

cpv. 2 seconda frase OAVS prevedeva inoltre che nei Cantoni con tassazione

biennale prenumerando, per i due anni di contribuzione precedenti, è

determinante il capitale proprio investito al 1° gennaio di ogni anno.

Il

reddito dell'anno di contribuzione è stabilito secondo il risultato

dell'esercizio commerciale chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in

quell'anno (art. 22 cpv. 3 OAVS).

Se in un

anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito

dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione

conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Se

l'esercizio commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è

determinante il capitale proprio investito nell'azienda alla fine

dell'esercizio commerciale (art. 22 cpv. 5 OAVS).

2.5. Le autorità

fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei

contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in

giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla

corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e

adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In

difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato,

gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta

cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata

d'imposta federale diretta (art 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi

di tassazione intermedia o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi

1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le

indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di

compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).

Se le

autorità fiscali cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di

compensazione devono valutare il reddito determinante per stabilire il

contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a

loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle

casse di compensazione e, se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23

cpv. 5 OAVS).

2.6. Nel caso di

specie la Cassa ha fissato i contributi __________ sull’importo di fr. 93'400

corrispondente al reddito professionale conseguito nel 2003 di fr. 103'200

(evinto dalla tassazione 2003), cui ha dedotto la quota esente di fr. 9'800

(ossia fr. 1'400 per 7 mesi, essendo l’insorgente in pensione da giugno 2003,

in applicazione dell’art. 6quater OAVS).

L’insorgente

contesta il calcolo effettuato dalla Cassa e sostiene che il contributo AD vada

calcolato sulla base di un importo di fr. 43'000 secondo il seguente calcolo:

103'200

: 12 (mesi) X 5 (mesi) = 43’000

Il

ricorrente fonda la sua opinione su un e-mail trasmesso dall’UFAS, e meglio da __________,

alla rappresentante dell’insorgente, in data 2 settembre 2005, da cui emerge che:

" secondo

l’art. 2 cpv. 2 lett. c LADI l’obbligo di pagare i contributi AD dura fino alla

fine del mese in cui si raggiunge l’età di pensionamento.

Nell’anno in cui una persona il cui datore di lavoro non è tenuto

al pagamento dei contributi (art. 6 cpv. 1 LAVS) raggiunge l’età di

pensionamento, i suoi contributi su uno stipendio di fr. 100'000 vanno

calcolati come segue:

AVS/AI/IPG (9,5%): 100'000.—X 9,5%

+

AD (2%) 100'000.—X 2 x n/12 (n= numero di

mesi d’obbligo AD)." (doc. A1)

Da parte sua la Cassa si

riferisce ad una risposta dell’UFAS ad una lettera del 6 settembre 2002 tramite

la quale l’amministrazione, a causa dell’entrata in vigore il 1° gennaio 2001 di

numerose modifiche dell’OAVS circa il calcolo dei contributi degli indipendenti,

ha sottoposto una serie di “casi” __________.

In data 5 novembre 2002 l’UFAS,

a firma __________ (ma il caso è stato trattato da __________ e __________,

cfr. doc. 3), a proposito di una fattispecie simile a quella che il TCA è

chiamato a giudicare ha affermato:

" Franchigia

per persone che hanno raggiunto l’età pensionabile (franchigia; 11-12 = 2):

Considerandi

2.

X fr. 1'400.-- = fr. 2'800.—

fr. 10'000.—(reddito professionale) – fr. 2'800.—(franchigia)= fr.

7'200.—

Contributi dovuti:

Contributi dovuti in applicazione dei N. 3007 e 3012 Circ.

rendite:

AVS/AI/IPG: fr. 7'200.—x 5,116% = fr. 368.40

Confronto con 10/12 CM (= fr. 325.--)

Fr. 368.40>fr. 325.—

Contributi AD:

fr. 7'200.—X 3%= fr. 216.—." (doc. 3)

In data 18 ottobre 2005 il

TCA ha interpellato l’UFAS e meglio __________, chiedendo:

"

Dagli atti in nostro possesso emerge che il 2

settembre 2005 Lei ha risposto ad una domanda posta da __________ a proposito

del citato calcolo (cfr. doc. A1, qui allegato).

La risposta da Lei fornita, apparentemente, non

corrisponde a quella del 5 novembre 2002 data dal __________ __________ (ma

trattato da __________, cfr. doc. 3, qui allegato), in risposta ad una domanda

della Cassa CO 1 (cfr. pag. 4 del doc. 3, caso 10).

Ai fini del giudizio le chiediamo di voler

precisare quanto segue:

1.

Per quale motivo sembra esserci una divergenza

tra le due risposte?

2.

Sono state emesse direttive dall’UFAS sulla

fattispecie sopra indicata (in caso di risposta affermativa le chiediamo di

trasmettercene copia)?

3.

Eventuali osservazioni." (doc. VIII)

__________ ha

affermato:

" 1.

In effetti le due risposte non sono identiche. Nell’e-mail del 2 settembre

scorso non abbiamo tenuto conto del fatto che, di regola, i contributi delle

persone il cui datore di lavoro non è soggetto al pagamento dei contributi

vengono riscossi con la medesima procedura utilizzata per gli indipendenti e

non con il prelevamento diretto da parte del datore di lavoro.

Pertanto riteniamo che solo il modo di calcolo descritto nella

lettera del 5 novembre 2002 indirizzata alla Cassa CO 1 è conforme alla prassi

fini qui adottata.

2.

L’UFAS non ha emesso delle direttive sulla fattispecie.

3.

Ci scusiamo vivamente per l’increscioso errore e teniamo ad

informarvi che la signora __________ riceverà, per conoscenza, una copia del

presente scritto." (doc. IX)

Le parti hanno potuto esprimersi

in merito. Mentre la Cassa si è riconfermata nella sua decisione, il ricorrente

ritiene che la soluzione proposta dall’UFAS e adottata dall’amministrazione non

abbia sufficiente base legale, poiché l’art. 2 cpv. 2 lett. c LADI prevede che

il lavoratore, dalla fine del mese in cui ha raggiunto l’età AVS, sia esonerato

dal pagamento dei contributi.

2.7

Come visto, per l’art. 2 cpv.

2.

lett. c LADI i lavoratori, dalla fine del mese in cui hanno raggiunto l’età

determinante per il diritto ad una rendita semplice di vecchiaia secondo la

legislazione AVS, sono esonerati dall’obbligo di pagare i contributi. A norma

dell’art. 6 LADI, salvo disposizione contraria della legge in materia di

contributi, è applicabile per analogia la legislazione AVS tenuto conto delle

rispettive deroghe della LPGA.

Il

significato di una norma deve essere inteso anzitutto nella sua accezione

letterale. Se il testo è chiaro, l'autorità può scostarsene solo ove esistano

motivi seri per ritenere che esso non corrisponda al vero senso del disposto in

esame. Tali motivi possono risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e

dallo scopo della norma litigiosa, così come dalla relazione con altre

disposizioni (RAMI 2001, pag. 134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V

105.

consid. 3 con rinvii, DTF 126 III 101, consid. 2c, pag. 104).

D'altra

parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso

letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni

manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono

cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori

preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica

della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il

vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa

G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122

III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224

consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61,

DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid.

5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid.

5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI

1993.

pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5;

DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/

Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137

seg., Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati

manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che

contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag.

228.

consid. 2b).

Quando

una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse

contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un

valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così

interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta

chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In

particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la

volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però

questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva

per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è

stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di

quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale

interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF

123.

V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla

dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247

consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b

e 527 f consid. 2b).

In concreto il significato

dell’art. 6 LADI è chiaro.

Se la LADI o la LPGA non

prevedono nulla, si applicano, per analogia, le norme dell’AVS anche per il

calcolo dei contributi derivanti dalla LADI.

Per quanto concerne l’esonero

dal pagamento dei contributi AD, la LADI ha una norma specifica (art. 2 cpv. 2

lett. c) che prevede l’esenzione dal pagamento dei contributi per quegli

assicurati che hanno già raggiunto l’età di pensionamento AVS.

Nel caso di specie il

ricorrente ha compiuto i 65 anni nel corso del mese di maggio 2003. Egli ha

diritto alla rendita di vecchiaia dal 1° giugno 2003. Infatti per l’art. 21

cpv. 1 lett. a LAVS hanno diritto a una rendita di vecchiaia gli uomini che

hanno compiuto i 65 anni. A norma dell’art. 21 cpv. 2 LAVS il diritto alla

rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui

è stata compiuta l’età stabilita nel capoverso 1.

Dal giugno 2003

l’insorgente è quindi esonerato dal pagamento del contributo AD.

Per gli assicurati il cui datore

di lavoro non è assoggettato al pagamento dei contributi in Svizzera, i

contributi AVS/AI/IPG e AF vengono calcolati in applicazione analogica delle

norme sugli indipendenti. Per cui, nel caso di specie, dal reddito aziendale

annuo, va dedotta, pro rata temporis, la quota esente per i beneficiari di una

rendita AVS, calcolata su sette mesi (da giugno a dicembre 2003).

A mente del TCA, questa

soluzione non è invece possibile per il calcolo dei contributi AD. Infatti,

mentre i contributi AVS/AI/IPG e AF, vanno pagati anche oltre il compimento dei

65.

anni, dedotta la franchigia dell’art. 6 quater OAVS, i contributi AD, con il

mese seguente al compimento dei 65 anni, non vanno più pagati.

Le due situazioni sono

pertanto differenti. Da una parte si continua a pagare, ma su un reddito

inferiore, grazie alla deduzione prevista dall’art. 6 quater OAVS, secondo il

calcolo correttamente effettuato dalla Cassa, dall’altra invece, il contributo

non è più dovuto.

Se si calcolasse il

contributo AD sulla base dello stesso importo utilizzato per la fissazione dell’ammontare

dei contributi AVS/AI/IPG e AF, non si terrebbe conto dell’esonero previsto dalla

LADI. Si procederebbe infatti unicamente alla riduzione del reddito soggetto a

contribuzione, prelevando comunque il contributo per tutto l’anno, in

violazione di quanto prevede l’art. 2 cpv. 2 lett. c LADI.

Secondo questo Tribunale,

nel caso concreto, si deve pertanto applicare per analogia il vecchio art. 3

cpv. 2 LADI (ora corrispondente all’art. 3 cpv. 4 LADI), secondo il quale

qualora la durata dell’occupazione sia inferiore a un anno, l’importo annuo

massimo è calcolato proporzionalmente. Il Consiglio federale disciplina i

particolari.

Per l’art. 1a OADI qualora

la durata dell’occupazione sia inferiore ad un anno, il limite massimo del

salario soggetto a contribuzione è calcolato moltiplicando la 360a parte

dell’importo annuo massimo per il numero di giorni di durata dell’occupazione.

A questo proposito la Circolare

sui contributi all’assicurazione contro la disoccupazione prevede, al marg.

2016, che i contributi per l’AD sono calcolati per ciascun lavoratore sulla

base della durata dell’attività lavorativa nel corso dell’anno civile. Il

numero dei giorni si calcola sulla base delle date di entrata e d’uscita,

compresi i sabati e le domeniche. Per il marg. 2017 se la data d’entrata o

d’uscita è il 31 di un mese, si calcola come data d’entrata o d’uscita il

giorno 30. Lo stesso vale per il 28 o 29 febbraio. I mesi interi vengono

calcolati di 30 giorni.

Il marg. 2018 prevede che

il numero dei giorni da calcolare si ottiene con la seguente formula:

(MU-ME) x 30 + (GU-GE + 1)

MU= mese di uscita; ME =

mese di entrata; GU = giorno d’uscita; GE = giorno d’entrata.

Il marg. 2019

prevede il seguente esempio:

Un lavoratore ausiliario

inizia il 15 aprile e smette il 28 dicembre. Secondo il N. 2018, il numero dei

giorni da calcolare si ottiene come segue:

(12 – 4) x 30 + (28 – 15 +

1) = totale dei giorni da computare 254.

In concreto l’insorgente

avrebbe dovuto pagare i contributi fino al 31 maggio 2003. Secondo il calcolo

sopra esposto il contributo va fissato sulla base di 150 giorni: (5 – 1) X 30 +

(30 – 1 + 1).

Ciò significa che il

contributo dovuto dal ricorrente deve essere pagato su un importo di fr. 43'000

(103'200, ossia il reddito evinto dalla tassazione determinante [cfr. STFA del

14.

marzo 2001 nella causa A., H 407/00] : 360 X 150).

In queste condizioni il

ricorso va accolto, mentre la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato

alla Cassa per un nuovo calcolo dell’importo del contributo AD.

Al ricorrente,

rappresentato da una fiduciaria, vanno assegnate le ripetibili (cfr. art. 61

LPGA).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto.

La

decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per una nuova

decisione ai sensi dei considerandi.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa verserà fr. 1'000 (IVA inclusa) al ricorrente a titolo di ripetibili.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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