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Decisione

30.2006.176

Automobilista che si ferma oltre la linea d'attesa di un dare precedenza e provoca così la caduta di un motociclista

25 giugno 2007Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. con decisione 16 giugno

2006 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 200.-, oltre alla tassa di giustizia

fr. 40.- e alle spese fr. 70.-, per i seguenti motivi:

"Alla guida della

vettura __________, si fermava oltre la linea d’attesa di un ‘dare precedenza’

ostacolando la marcia ad un motociclista sopraggiungente da sinistra il quale

evitava la collisione sterzando a sinistra ma cadeva”.

Fatti accertati il 9 aprile

2006 in territorio di __________.

La risoluzione è stata resa in

applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1, 36 cpv. 2, 90 cifra 1 LCStr; 14 cpv. 1

ONC; 36 cpv. 2, 75 cpv. 3 e 4 OSStr.

B. Contro la predetta

pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice

chiedendone l'annullamento.

C. La Sezione della

circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la

decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto

1. La competenza di questo

giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa

sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può

essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.

Considerandi

2.

Giusta l’art. 36 cpv. 2

LCStr alle intersezioni, la precedenza spetta al veicolo che giunge da destra;

tuttavia i veicoli che circolano sulle strade designate principali hanno la

precedenza anche se giungono da sinistra.

Chi è tenuto a dare la

precedenza non deve ostacolare la marcia di chi ne ha diritto; egli deve

ridurre per tempo la velocità e, se è obbligato ad aspettare, fermarsi prima

dell’intersezione (art. 14 cpv. 1 ONC). La linea di attesa, che completa di

regola il segnale «dare precedenza», indica il luogo dove i veicoli devono

eventualmente fermarsi al predetto segnale; la parte frontale del veicolo non

deve sorpassare la linea di attesa (art. 75 cpv. 3 e 4 OSStr).

Chiunque contravviene alle

norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione

del Consiglio federale è punito con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr).

3.

La Sezione della

circolazione - in applicazione delle predette disposizioni - ha sanzionato il

ricorrente per essersi fermato oltre la linea d’attesa di un dare precedenza,

ostacolando la marcia a un motociclista sopraggiungente da sinistra, il quale,

per evitare la collisione, rovinava a terra.

4.

Il ricorrente, dal canto

suo, nega l’infrazione ascrittagli dall’autorità di prime cure sostenendo, da

una parte, di essersi fermato nei limiti della linea d’arresto e, dall’altra,

che il motociclista, spaventatosi unicamente alla vista dei suoi fari, è caduto

per motivi di insicurezza o di disattenzione e non già per sua colpa.

5.

Giusta l’art. 36 cpv. 2

seconda frase LCStr, come detto, i veicoli che circolano sulle strade designate

principali hanno la precedenza anche se giungono da sinistra. Il conducente che

è tenuto a concedere la precedenza non deve continuare la sua manovra o il suo

avanzamento se ciò rischia di obbligare i conducenti di altri veicoli a

modificare in modo brusco la loro direzione o la loro velocità (DTF 105 IV

341). Al fine di conformarsi al proprio obbligo, il debitore della precedenza

deve ridurre per tempo la sua velocità, in modo da poter verificare se sulla

strada prioritaria giungano veicoli e, se del caso, arrestare la vettura prima

dell’intersezione (art. 14 cpv. 1 ONC; 75 cpv. 3 OSStr).

Dalla documentazione

fotografica agli atti e dalle dichiarazioni del ricorrente medesimo, emerge in

modo palese che i doveri del debitore della precedenza non sono stati rispettati

nella fattispecie. Nel verbale d’interrogatorio 9 aprile 2006, a pag. 1, l’insorgente

ha in effetti dichiarato quanto segue:

“Giunto al dare precedenza

che è situato su __________ arrestavo completamente il mio veicolo, infatti

come avete potuto vedere le ruote anteriori del mio veicolo si trovavano

regolarmente all’interno del segnale del dare precedenza marcato sul manto

stradale, sporgeva unicamente forse 40 cm del muso del veicolo. Appena eseguita

questa manovra notavo una motocicletta provenire dalla mia sinistra che stava

strisciando sull’asfalto”.

Dalle predette affermazioni si

deduce anzitutto che prima di arrestare il veicolo all’intersezione il

ricorrente non ha minimamente rivolto il suo sguardo e la sua attenzione alla

strada prioritaria, tant’è vero che si è avveduto del sopraggiungere del motoveicolo

solo quando gli stava scivolando davanti agli occhi, ossia troppo tardi. Se

avesse verificato il traffico sopraggiungente da sinistra prima di giungere

alla linea di attesa, avrebbe sicuramente visto il motociclista in transito su __________

- per di più con le luci anabbaglianti accese - quando il medesimo era ancora

in piedi. Egli ammette altresì che il muso del veicolo superava di 40 cm la

linea di attesa, limite entro il quale doveva invece rimanere con la parte

anteriore, non essendo sufficiente arrestarsi sulla linea con le ruote

anteriori. Un simile comportamento realizza appieno le condizioni di “messa in

pericolo” alla base della violazione del diritto di precedenza, in quanto ha

costretto il conducente del motoveicolo a effettuare una brusca manovra di

scansamento per evitare una possibile collisione. Si noti che l’obbligo di

concedere la precedenza si estende su tutta la superficie d’incontro delle

strade (DTF 102 IV 259), per cui il fatto che il co-protagonista circolasse sul

margine destro della carreggiata è ininfluente.

6.

Ciò posto, occorre

rilevare che il comportamento avuto dal ricorrente è da considerarsi,

contrariamente a quanto da lui sostenuto, la causa diretta della caduta del co-protagonista.

In effetti, qualora l’insorgente fosse sopraggiunto all’intersezione con la

necessaria prudenza, adottando un comportamento tale da non poter provocare un

sentimento di paura o di pericolo nel conducente prioritario, quest’ultimo non

avrebbe avuto motivo di reagire. Il fatto che una reazione da parte di quest’ultimo

ci sia stata, non può che essere considerata in nesso di causalità con il

comportamento pericoloso del ricorrente.

Giova infine rilevare, dal

momento che quest’ultimo ascrive la colpa esclusiva dell’accaduto al

motociclista, che in materia penale ognuno risponde

delle proprie azioni e/o omissioni e che il comportamento antigiuridico altrui

non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni

imputabile a propria colpa (Tribunale federale, sentenza 6S.297/2003 del 14

ottobre 2003, consid. 3.3).

In siffatte evenienze questo

giudice, dopo aver vagliato gli atti istruttori, non ritiene sussistere alcun

ragionevole dubbio che il ricorrente ha effettivamente commesso l’infrazione

rimproveratagli dall’autorità di prime cure.

7.

La multa inflitta - che

tiene già conto delle argomentazioni da lui addotte - è, peraltro,

confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente

commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

Il ricorso - infondato - va

pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

Dispositivo

per questi motivi, visti gli art. 3, 27 cpv. 1, 36 cpv.

2, 90 cifra 1 LCStr; 14 cpv. 1 ONC; 36 cpv. 2, 75 cpv. 3 e 4 OSStr; 1 segg.

LPContr;

dichiara e

pronuncia: 1. Il ricorso è respinto e

la decisione impugnata confermata.

2. La tassa di giustizia di

fr. 200.- e le spese di fr. 50.- sono a carico ricorrente.

3. Intimazione a:

Il presidente: La

segretaria:

Avvertenza: contro

il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al

Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Entro

lo stesso termine può essere, con medesima istanza, interposto ricorso in

materia costituzionale (art. 119 LTG).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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