30.2007.15
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21 novembre 2007Italiano54 min
Source ti.ch
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Numero d'incarto:
30.2007.15
Data decisione, Autorità:
21.11.2007, TCA
Titolo:
Qualifica degli importi versati ad un consigliere d'amministrazione a titolo di premio di fedeltà e a titolo di retrocessioni, ossia compensi riconosciuti ad apportatori di clientela e gestori e calcolati sui volumi e le movimentazioni degli averi conferiti
CONTRIBUTI
CONTRIBUTI DEI DATORI DI LAVORO
LAVORATORE DIPENDENTE
LAVORATORE INDIPENDENTE
art. 5 cpv. 2 LAVS
art. 9 cpv. 1 LAVS
art. 10 LPGA
art. 7 let. c OAVS
art. 7 let. g OAVS
Raccomandata
Incarto n.
30.2007.15
cs
Lugano
21 novembre
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 1° marzo 2007 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 9
febbraio 2007 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
1.1. In seguito
ad una segnalazione della Cassa __________ (doc. 1), la Cassa CO 1 ha proceduto
ad una ripresa dei salari versati all’ __________, nato nel __________, per la
sua attività a favore della RI 1 di __________ dal 2001 al 2006.
In
particolare la Cassa ha fissato i contributi paritetici su un importo di fr.
270’000 per il 2001, di fr. 113'800 (fr. 125'000 – la franchigia di fr. 11'200
per 8 mesi) per il 2002, nonché, fr. 40'000, sempre per il 2002 e fr. 23'200
annui (fr. 40'000 – 16'800 di franchigia) dal 2003 al 2006. La Cassa ha inoltre
chiesto un importo di fr. 10'564.70 a titolo di interessi.
Per
quanto concerne i primi due importi (fr. 270'000 e fr. 113'800), l’amministrazione
ha effettuato la ripresa, sulla base dell’art. 7 lett. c OAVS, giusta il quale
il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare,
per quanto non costituiscano rimborso di spese: le gratificazioni, i premi di
fedeltà e di produzione.
Gli
importi annui di fr. 40'000 (complessivamente fr. 200'000) sono stati soggetti
a contribuzione sulla base di una convenzione sottoscritta tra l’ __________ e
la RI 1 di __________ il 17 aprile 2002. La Cassa ha interpretato questo versamento
quale premio fedeltà. Anche in questo caso è stato applicato l’art. 7 lett. c
OAVS.
Le
decisioni sono state intimate sia alla RI 1 di __________, che all’ __________.
1.2. Con
decisione su opposizione del 9 febbraio 2007 la Cassa ha respinto le censure
sollevate RI 1 ed ha integralmente confermato la ripresa (doc. 1).
1.3. Contro la
predetta decisione la RI 1 di __________ è tempestivamente insorta, contestando
le riprese, nonché il calcolo degli interessi di mora.
Per
quanto concerne la ripresa degli importi di fr. 270'000 e fr. 113'800, la
ricorrente ne contesta innanzitutto l’entità, rilevando di aver versato all’ __________,
fr. 272'272 nel 2001 e fr. 87'562.19 nel 2002.
In
secondo luogo l’insorgente ritiene che gli importi contestati non siano
derivati dal rapporto di lavoro esistente tra le parti, e meglio dall’attività
dell’ __________ dapprima quale consigliere d’amministrazione della RI 1 e
successivamente anche di presidente del Consiglio d’amministrazione, bensì da
un compenso che l’istituto riconosce ad apportatori di clientela e a gestori,
di regola calcolato sui volumi e sulle movimentazioni degli averi conferiti
(“retrocessioni”). Del resto fr. 297.090.44 versati nel 2003 quali
retrocessioni non sono stati ripresi dalla Cassa (doc. A14).
Analogamente
a quanto appena affermato, anche l’importo annuo di fr. 40'000 sfuggirebbe al
prelievo di contributi, trattandosi di redditi versati in seguito ad una
relazione di mandato e non di contratto di lavoro.
Infine
l’insorgente, considerato come nessun contributo deve essere versato, ritiene
che anche gli interessi debbano di conseguenza essere stralciati (doc. I).
1.4. Con risposta
del 21 marzo 2007 la Cassa propone di respingere il ricorso con argomentazioni
che, se necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. VI).
1.5. Pendente
causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti sui quali le parti hanno
potuto esprimersi in merito (doc. da VIII a XXXIII).
2.1. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della
LAVS.
Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24
gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 160
consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V
166 consid. 4b).
Per contro,
per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA (dal 1° gennaio
2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica
che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità
di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte
disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007 consid.
6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In
concreto le decisioni si riferiscono a riprese per il periodo dal 2001 al 2006 e
sono state emanate nel 2006 e nel 2007.
Per cui,
mentre per l’aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della
LPGA, per quanto concerne la fissazione dei contributi vanno applicate le norme
sostanziali in vigore fino al 31 dicembre 2002 per i contributi dovuti nel
biennio 2001-2002 e quelle in vigore dal 1.1.2003 per i contributi dovuti negli
anni seguenti.
2.2. Oggetto del
contendere è la qualifica e, subordinatamente, la quantificazione, degli
importi versati dalla ricorrente all’ __________ dal 2001 al 2006.
2.3. A norma
dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità
di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le
gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni
festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono
un elemento importante della retribuzione del lavoro.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega
salariati
(art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente
(cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.4. Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una
delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego
del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;
STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un
rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti
il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua
impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04,
STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA,
H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid.
3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi
citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18
settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
2.5. Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120
consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando
le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in:
Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso
l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul
lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro
(RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso,
risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC
1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività
regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto
di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che
perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993
pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.6. Nella più
recente giurisprudenza il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha avuto modo di
rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato,
all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per
un solo committente, è usuale (cfr. da ultimo STF del 19 marzo 2007, H 194/05,
consid. 7.1, nonché STFA del 1° febbraio 2005, H 155/04, consid. 4.3) e come il
processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un
cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa
indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia
sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi
preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (STF del 30 gennaio 2007,
consid. 4.3, H 82/05).
Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; STF del 19 marzo
2007, H 194/05, consid. 5.2).
Infine vanno considerate anche le esigenze di
coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad assicurati che
esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il
medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; STF
del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che
diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente
che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano
qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a
titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; STF del 19 marzo 2007,
H 194/05, consid. 7.4, STFA del 17 febbraio 2005, H 12/04, consid. 3 e 4.2.3
con riferimenti).
2.7. Per l’art. 7
OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in
particolare, per quanto non costituiscano rimborsi spese:
a. il salario a tempo, il salario a fattura (a cottimo) e a premi,
comprese le indennità per le ore di lavoro supplementare, per il lavoro
notturno e per le supplenze;
b. le indennità di residenza e di rincaro;
c. le gratificazioni, i premi di fedeltà e di produzione, come pure il
valore di azione dei salariati, nella misura in cui esso superi il prezzo
d’acquisto ed il lavoratore ne possa disporre; per quanto riguarda le azioni
vincolate dei salariati, il valore e il momento della realizzazione del reddito
sono stabiliti secondo le disposizioni dell’imposta federale diretta.
d. I redditi degli accomodanti derivanti da un rapporto di servizio con
la società in accomandita; le partecipazioni dei salariati agli utili, nella
misura in cui tali proventi eccedono l’interesse di un capitale eventualmente
investito;
e. le mance, qualora esse costituiscano un elemento importante della
retribuzione del lavoro;
f.
le prestazioni in natura regolari;
g. le provvigioni e le commissioni;
h. i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri
dell’amministrazione e degli organi direttivi delle persone giuridiche;
Fatti
i.
il reddito dei membri delle autorità federali,
cantonali e comunali;
k.
le sportule e le indennità fisse ricevute da
assicurati la cui attività è disciplinata dal diritto pubblico; sono riservate
le disposizioni cantonali contrarie;
l.
le rimunerazioni dei liberi docenti e degli
altri insegnanti retribuiti in modo analogo;
m. le prestazioni dei datori di lavoro per la perdita di salario subita
a causa d’infortunio o di malattia;
n.
le prestazioni eseguite dai datori di lavoro per
compensare la perdita di salario subita a causa di servizio militare;
o.
le indennità di vacanza o per i giorni festivi;
p.
le prestazioni del datore di lavoro risultanti
dall’assunzione del pagamento del contributo dovuto dal salariato
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità,
all’ordinamento dell’indennità di perdita di guadagno e all’assicurazione
contro la disoccupazione come pure del pagamento delle imposte. Sono eccettuati
i contributi dovuti dal salariato sulle prestazioni speciali uniche che non
superano un salario mensile lordo per anno civile, nonché quelli dovuti sui
redditi in natura e sui salari globali;
q.
le prestazioni del datore di lavoro al termine
del rapporto di lavoro, per quanto non siano escluse dal salario determinante
conformemente all’articolo 8ter. Le rendite sono convertite in capitale.
L’Ufficio federale allestisce a tal fine tavole vincolanti.
A norma
dell’art. 8 OAVS non sono compresi nel salario determinante:
a.
i contributi regolamentari versati dal datore di
lavoro a istituti di previdenza che adempiono le condizioni per l’esenzione
fiscale conformemente alla LIFD;
b.
i contributi versati dal datore di lavoro agli
assicuratori malattia e infortuni dei loro salariati e alle casse di
compensazione per la gestione degli assegni familiari, nella misura in cui
tutti i salariati fruiscano dello stesso trattamento;
c.
le sovvenzioni del datore di lavoro in caso di
morte di parenti dei salariati, quelle per i superstiti di questi ultimi, i
regali per giubilei dell’azienda, fidanzamento, matrimonio e superamento di
esami professionali;
d.
le prestazioni del datore di lavoro per le spese
mediche, farmaceutiche, di ospedale e di cura, nella misura in cui non siano
coperte dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 25-31
della LF del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie, LAMal) e tutti i
salariati fruiscano dello stesso trattamento.
Infine,
per l’art. 8ter cpv. 1 OAVS per quanto non superino otto salari mensili, non
sono compresi nel salario determinante:
a. le indennità di partenza per rapporti di lavoro di lunga durata
conformemente all’articolo 339b del Codice delle obbligazioni (CO), previa
deduzione delle prestazioni sostitutive conformemente all’articolo 339d CO;
b. i versamenti del datore di lavoro ai lavoratori che non erano
assicurati nella previdenza professionale obbligatoria;
c. le prestazioni nell’ambito di un piano di pensionamento anticipato
previsto dal datore di lavoro;
d. le indennità versate in caso di scioglimento del rapporto di
servizio in seguito alla chiusura o alla fusione dell’azienda.
2.8. Le
direttive sul salario determinante (DSD) prevedono al marg. 2006 che i salari
mensili supplementari (p. es. la tredicesima), le gratifiche, i premi di
fedeltà, le partecipazioni agli utili, i regali per anzianità di servizio, i
premi per miglioramenti proposti dal salariato fanno integralmente parte del
salario determinante qualunque sia il loro importo e indipendentemente dal
fatto che il salariato possa legalmente pretenderli o no.
Per il marg. 2007 DSD i
premi di fedeltà e i regali per anzianità di servizio sono compensi concessi
dal datore di lavoro dopo un certo numero di anni di servizio. La designazione
usata dal datore di lavoro è irrilevante.
Hanspeter Käser, in:
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.a ed., Berna
1996, pag. 105, n. 3.111, nel commento all'art. 6 OAVS, prima
della modifica in vigore dal 1.1.2001, affermava:
"
Unter Vorsorgeleistungen sind Zuwendungen an
Arbeitnehmer zu verstehen, welche bei Beendigung des Arbeitsverhältnisses oder
bei Eintritt eines anderen Vorsorgefalles (Erreichen der Altersgrenze,
Invalidität oder Tod des Arbeitsnehmers) von einer selbständigen
Vorsorgeeinrichtung (z. B. einer Pensionskasse) oder vom Arbeitgeber einmalig
oder wiederkehrend (Renten) gewährt werden.
(…)
Begrifflich sind die Vorsorgeleistungen nach Art.
6 Abs. 2 AHVV nicht mit solchen nach BVG zu verwechseln. Es besteht keine
Begriffsidentität. Dieser Umstand liegt in der Tatsache begründet, dass die
AHV-mässigen Bezeichnungen aus der Zeit vor dem Inkrafttreten des BVG stammen.
Vorsorgeleistungen stellen typische
Ersatzeinkommen dar und zählen nicht zum Erwebseinkommen. Sie werden gewöhnlich
in Abhängigkeit des Lebens- und des Dienstalters sowie des zuletzt erzielten
Einkommens berechnet.
Während anwartschaftliche Zuwendungen i.d.R.
bereits paritätisch finanziert sind und daher zumindest im Ausmass der
Finanzierungsbeteiligung des Arbeitsnehmers der Beitragserhebung unterliegendes
Erwerbseinkommen dargestellt haben, liegen die Umstände bei den freiwillig
gewährten Vorsorgeleistungen des Arbeitsgebers meist anders:
Freiwillig gewährte Vorsorgeleistungen werden
durch den Arbeitgeber allein finanziert und erfolgen - wie der Begriff erkennen
lässt - freiwillig, d. h. ohne dass darauf ein anwartschftlicher Anspruch
besteht. Gerade deshalb kann es unter dieser Bezeichnung auch Zuwendungen des
Arbeitsgebers geben welche Lohncharakter haben. Weil die wahren Gründe für
derartige Zuwendungen für Dritte selten ohne weiteres erkennbar sind, war es
notwendig, eine Grenze zu bestimmen, ausserhalb welcher Vorsorgeleistungen als
Erwerbseinkommen betrachtet werden müssen. Diese Grenze ist in Art. 6bis AHVV
in Abhängigkeit des Lebens- und des Dienstalters sowie des zuletzt erzielten
Erwerbseinkommens definiert."
Nel commento alla modifica dell'art. 6 cpv. 2 OAVS e dell’art. 7
let. q OAVS, in vigore dal 1° gennaio 2001, l'UFAS, in Pratique VSI 2000 pag.
257 e seguenti, ha affermato:
"
L'art. 5, al. 4, LAVS donne au Conseil fédéral
la compétence d'excepter du salaire déterminant les prestations sociales. Il en
fait usage à l'art. 6, let. h, i e k ainsi qu'à l'art. 6bis RAVS. Aux termes de
l'art. 6, let. i et k, les indemnités de départ et les prestations de
prévoyance allouées volontairement ne font pas partie, jusqu'à un certain
montant, du salaire déterminant. Selon la jurisprudence, ces prestations ne
sont cependant franches de cotisation que si elles ont un caractère de
prévoyance, c'est-à-dire si elles sont destinées à couvrir les risques de
vieillesse, de décès et d'invalidité (VSI 1994 p. 274). Pour le TFA, l'âge
avancé et les années d'ancienneté dans l'entreprise constituent des indices en
faveur du versement d'une prestation de prévoyance. Il ne ressort pas de
manière suffisamment explicite du RAVS que les indemnités de départ ne font
l'objet d'une exonération partielle ou totale des cotisations que si le
bénéficiaire a un certain âge ou si l'appartenance à l'entreprise est relativement
ancienne. Ce manque de clarté constitue le premier défaut de la réglementation
actuelle. Il faut actualiser les dispositions relatives aux prestations alloués
lors de la cessation des rapports de service pour qu'il n'y ait plus
d'incertitude sur leur application.
A l'origine, le Conseil fédéral voulait encourager
dans l'AVS la prévoyance professionnelle en faveur des salariés (RCC 1981 p.
265). C'est pour cela que les prestations à caractère de prévoyance
professionnelle sont franches de cotisation, alors que celles qui ont pour but
de dédommager la perte d'emploi sont entièrement soumises a cotisation. Cette
distinction a perdu sa raison d'être suite au développement de la prévoyance
obligatoire. La grande majorité des travailleurs est désormais assurée au 2e
pilier. L'avoir de prévoyance n'est plus perdu en cas de changement
d'employeur. Il n'y a donc plus lieu de privilégier dans l'AVS la prévoyance
professionnele si ce n'est pour les travailleurs qui ne sont pas du tout
couverts ou insuffisamment. Par contre, les indemnités accordés pour attenuer
les inconvénients de la perte de l'emploi étaient jusqu'à présent intégralement
soumises à cotisation, alors que le chomage est une branche des assurances
sociales au même titre que la pévoyance professionnelle. La vieillesse et la
perte du travail étant assurées toutes deux dans notre régime de sécurité
sociale, la différenciation opérée à l'art. 6 selon le but visé par la
prestation alloué volontairement n'est plus de mise. D'autant plus que, en
pratique, le but n'est pas toujours aisé à établir. La différence entre la
prévoyance vielliesse et la prévoyance chomage est souvent tenue. Le critère
actuel de délimitation basé sur l'âge - 50 ans - présente l'avantage de la
simplicité mais manque de pertinence. D'entente avec les partenaires sociaux,
nous proposons d'ajouter à la liste des prestations sociales pouvant être
exceptées du salaire déterminant les indemnités versées en cas de fermeture ou
de fusion d'entreprises. Les prestations sociales alloués par l'employeur lors
de la cessation des rapports de service et qui sont en partie exonérées font
désormais l'objet d'une disposition particulière: l'art. 8ter.
Seules les prestations réglementaires d'institutions
de prévoyances professionnelle figurent encore à l'art. 6, al. 2 let. h, car
elles continueront à être intégralement exceptées du salaire déterminant. Les
lettres i et k de l'art. 6, al. 2, sont abrogées. Enfin, la part de la
prestation qui est exonérée de cotisation sera dorénavant déterminée selon une
franchise conformément au nouvel art. 8ter. L'ancienne règle de calcul, trop
compliquée et trop généreuse, de l'art. 6bis est abrogée.
(…)
Article 7 (Eléments du salaire déterminant)
L’art. 7, let. q est l’objet d’une adaptation
purement rédactionnelle. Suite à l’abrogation de l’art. 6bis, les tables de
conversion de capital en rentes et de rentes en capital apparaissent pour la
première fois dans le règlement à l’art. 7, let. q. C’est donc dans cet art.
qu’il faut régler l’établissement de ces tables.
Articles 8ter (prestations sociales allouées par
l’employeur lors de la cessation des rapports de service)
Les prestations versées par l’employeur lors de la
cessation des rapports de service font, en principe, partie du salaire
determinant. Par exemple, les arriérés de salaire, les commissions, les
vacances payées, les indemnités de résiliation anticipée, resteront
intégralement soumis à cotisastions. La loi ne permet d’exonérer que les
prestations à caractère social. Il serait contraire à la loi d’exempter de
l’AVS toutes les prestations que l’employeur verse volontairement lors de la
cessation des rapports de service. Nous considérons que le caractère social
d’une prestation accordée volontairement ne peut être admis que dans les
quatres situations suivantes: absence de prevoyance professionnelle
obligatoire, longs rapports de service au sens de l’art. 339b CO, plans de
retraite, licenciements pour cause de fusion ou de fermeture de l’entreprise.
En outré, le montant de la prestation devra rester raisonnable, raison pour
laquelle nous avons prévu une limite.
L’art. 8ter énumère précisément quelles prestations
seront à l’avenir partiellement franches de cotisations. Il y a totu d’abord
l’indemnité pour longs rapports de service de l’art. 339b CO (al. 1, let. a)
dont le caractère social est évident puisque l’employeur est tenu de la verser
lorsque les rapports de travail d’un travailleur âgé d’au moins 50 ans prennent
fin après vingt ans ou plus et que celui-ci n’est pas suffisamment assuré à la
prévoyance professionnelle (art. 339d CO a contrario). Sera également franche
de cotisation l’indemnité allouée par l’employeur à ceux de ses employés, plus
jeunes ou comptant moins d’années d’ancienneté, qui n’étaient pas du tout
assurés à la prévoyance professionnelle obligatoire pendant qu’ils exerçaient
leur activité à son service (al. 1, let. b). Il serait inéquitable de ne pas
réclamer des cotisations à ceux qui touchent une prestation d’une institution
de prévoyance alors que doivent cotiser ceux qui reçoivent une même prestation
directement de leur employeur, faute de prévoyance professionnelle adéquate.
Sont également partiellement exonérées les prestations versées en vertu d’un
plan de retraite anticipée (al. 1, let. c)."
2.9. Ai fini di stabilire la natura e l’entità dei versamenti
effettuati dalla ricorrente a favore dell’ __________ il TCA gli ha chiesto
quanto segue:
"
Dagli atti in nostro possesso emerge che la
Cassa le ha notificato, in data 5 gennaio 2007, una decisione formale tramite
la quale l’ha informata della ripresa effettuata. Contro la decisione Lei ha
interposto opposizione, respinta il 9 febbraio 2007.
Non risulta che Lei abbia inoltrato ricorso al
nostro Tribunale.
Ai fini del giudizio, le chiediamo:
1. di prendere posizione in merito alla ripresa
effettuata dalla Cassa;
Considerandi
2.
di precisare quanto segue:
con scritto del 20 ottobre 2006 alla Cassa __________,
Lei ha indicato di aver ricevuto fr. 270'000 nel 2001, rispettivamente fr.
125'000 nel 2002 dalla RI 1 di __________ “a titolo di parziale liquidazione
per la mia lunga attività nel Consiglio di Amministrazione” (2001),
rispettivamente “a titolo di cessazione dell’attività di Presidente del
Consiglio di Amministrazione della RI 1 di __________” (2002).
La RI 1 afferma invece di averle versato fr.
272'272 nel 2001 e fr. 87'562.19 nel 2002 a titolo di retrocessioni (doc. A1,
qui allegato) ed ha prodotto la convenzione sottoscritta tra le parti il 27
marzo 2002.
Le chiediamo di voler prendere posizione in
merito a questa divergenza ed in particolare di voler indicare a cosa è dovuta
la differenza per quanto concerne l’ammontare e la natura degli importi.” (doc.
VIII)
Il 4
maggio 2007 l’interessato ha così risposto:
"
La RI 1 mi ha effettivamente versato delle somme
negli anni 2001 e 2002 sul dettaglio delle quali darò precisazione in seguito.
Vorrei tuttavia dapprima precisare quanto segue:
1.
Nel
corso della seconda metà del 2001 concordai con l'azionariato della RI 1 di __________,
su richiesta di quest'ultimo, la cessazione del mio mandato come Presidente del
Consiglio di Amministrazione della RI 1.
Per motivi di
opportunità e, soprattutto, per evitare che da parte della clientela della RI 1
venissero poste domande, fu espresso il desiderio che - da un profilo ufficiale
- la cessazione del mandato fosse resa pubblica solo con l'Assemblea generale
ordinaria degli azionisti che ebbe luogo nell'aprile del 2002.
Di conseguenza - a
partire dalla seconda metà del 2001, sino __________ - la mia presenza nel
Consiglio fu solo formale, ma le mie funzioni sostanziali furono svolte da un
altro membro.
Io svolsi tuttavia
l'attività effettiva di Presidente del Consiglio di Amministrazione dal __________.
(…)
3.
In seguito al
colloquio nel 2001 che portò alle mie dimissioni, io ritenni che il lavoro da
me svolto, e soprattutto i risultati conseguiti, come emerge dagli allegati,
facessero apparire equo che mi venisse versata un'indennità per la cessione
dell'attività, indennità che mi fu, in linea di principio, riconosciuta come
tale.
Sennonché l'allora __________ espresse
il desiderio che l'indennità venisse calcolata come in uso presso le __________
con la tecnica delle "retrocessioni". Desiderio al quale io non mi
opposi, in uno spirito conciliativo, considerando soprattutto che, come
calcolato dalla Direzione, l'importo si avvicinava a quanto io mi aspettavo di
ricevere.
Io ritenevo comunque di aver diritto
ad un importo leggermente superiore: fu quindi firmata una seconda convenzione
in virtù della quale la RI 1 si obbligava a versarmi un ulteriore importo di
Fr. 200'000.00, da versare in cinque rate annue consecutive da Fr. 40'000.00
ciascuna, la prima volta nel 2002.
Ambedue gli importi furono da me
richiesti e mi furono promessi, quale indennità per la cessazione della mia
attività come membro del Consiglio di Amministrazione e suo Presidente.
4.
Sottolineo
quindi ancora una volta che dal mio punto di vista si trattava di un'indennità
per cessazione dell'attività quale Presidente del Consiglio di Amministrazione
e a tale titolo queste indennità mi sono state promesse.
Il conteggio delle retrocessioni è
stato un espediente tecnico, desiderato dalla Direzione per suoi motivi
interni.
5.
Vorrei
altresì rilevare che come Presidente avevo regolarmente delle spese minori che
anticipavo di tasca mia, per le quali concordai, per evitare dettagliati e
superflui conteggi, un rimborso spese globale di Fr. 2'000.00 annui.
6.
Le somme a me
versate sono quindi state da me dichiarate in sede di dichiarazione fiscale
come "indennità per cessazione del mandato di consigliere di
amministrazione" e, appunto per questo motivo, dichiarate in sede fiscale
da considerare "reddito straordinario".
Una retrocessione nel senso dichiarato
dalla RI 1 non sarebbe stato un reddito straordinario, ma reddito derivante
dalla normale attività di professionista.
7.
Per quanto
riguarda gli importi, confermo, per quanto risulta dalle mie scritturazioni
(non tengo una contabilità nel senso tecnico della parola) di aver ricevuto nel
2001.
Fr. 272'272.00, di cui Fr. 2'272.00 quale "rimborso spese" e Fr.
270'000.00 quale "indennità per cessazione di attività nel Consiglio di
Amministrazione".
Nel 2002, per contro, a me risulta che
la RI 1 mi ha versato:
il 17 giugno 2002 Fr. 87'562.00
il 3 luglio 2002 Fr. 40'000.00
Totale Fr. 127'562.00
che dichiarai al fisco quale
"reddito straordinario", limitatamente all'importo di Fr. 125'000.00
in virtù della precedente pattuizione circa il forfait convenuto con la
Direzione per rimborso spese.
La RI 1 deve aver commesso una svista
non menzionando i Fr. 40'000.00 da me ricevuti il 3 luglio 2002.
8.
Per quanto
concerne la ripresa effettuata dalla Cassa continuo ad essere dell'opinione che
le indennità per cessazione di attività concessemi non devono essere
assoggettate all'AVS.
Mi sono tuttavia adeguato all'opinione
della Cassa e per questo motivo non ho inoltrato ricorso al Tribunale delle
Assicurazioni.
Per maggior chiarezza di quanto detto
sopra, allego una fotocopia (parziale) di un mio esposto all'Ufficio di
Tassazione per gli anni 2001-2002, che ho l'abitudine di allegare alle mie
dichiarazioni fiscali.
Nello stesso precisai, per i motivi
sopra esposti, che gli importi versatimi dalla RI 1 di __________ erano da
considerare "reddito straordinario"." (Doc. IX)
Da parte sua la RI 1 ha affermato:
" 1.
Non conosciamo gli accordi che l'__________ __________ asserisce
d'aver concluso a suo tempo con l'azionariato della RI 1 in ordine alla sua
uscita dal Consiglio di Amministrazione. E' pacifico tuttavia che lo stesso ha
rivestito ad ogni effetto la carica di Presidente del Consiglio di
Amministrazione sino al __________. Non risulta che l'__________. __________
sia stato un Presidente "dimezzato", né tantomeno che egli sia stato
impedito di svolgere nell'ultimo anno della sua presidenza le funzioni che per
legge e statuto gli competevano.
(…)
La RI 1 ha concluso con l' __________ due specifici accordi.
La convenzione del 27 marzo 2002, che richiamava espressamente
quella in precedenza in vigore dal 29 aprile 1998, si riferiva specificamente
alla rimunerazione a titolo di retrocessioni che la RI 1 avrebbe corrisposto
all' __________ per i clienti che quest'ultimo si impegnava a mantenere presso
l'Istituto dopo la sua partenza. Il testo della convenzione, corredato da una
lista dei clienti dallo stesso __________, è oltremodo chiaro e non nasconde
alcun "espediente tecnico", così come indicato dallo stesso __________.
Del resto, la convenzione del 27 marzo 2002 è stata voluta e redatta in quei
termini proprio dall' __________.
La convenzione del 17 aprile 2002 aveva per contro quale oggetto
la "buona uscita" dell' __________ dal Consiglio di Amministrazione.
La RI 1, in segno di attestazione per il lungo e proficuo operato svolto dall' __________,
ha ritenuto doveroso riconoscergli un cosiddetto premio di fedeltà, che è stato
concordemente fissato in CHF 200'000.00 e che, assecondando precise richieste
dell' __________, è stato pagato in rate annuali di CHF 40'000.00 l'una.
Lo si ribadisce, le due convenzioni erano indipendenti l'una
dall'altra, trattando temi diversi e ben specifici.
6.
L'aspetto fiscale evocato dall' __________ non riguarda la RI 1,
alla quale nulla può essere rimproverato in punto all'adempimento delle
convenzioni.
7.
Si prende atto che l' __________ non contesta di aver ricevuto gli
importi di CHF 272'272.00 (2001) e CHF 87'562.00 (2002), importi entrambi
pagati a titolo di retrocessioni in forza degli accordi allora in vigore.
L'importo di CHF 40'000.00 che la RI 1 ha versato all' __________ il 03 luglio
2002, costituisce la prima rata della somma di CHF 200'000.00 di cui alla
convenzione del 17 aprile 2002.
La RI 1 non ha quindi commesso alcuna svista non menzionando tale
importo che, come detto, era parte integrante dei CHF 200'000.00.
8.
Anche l' __________, con piena ragione, è dell'avviso che
l'indennità versatagli a titolo di premio di fedeltà non è assoggettabile ai
contributi AVS/AI/IPG. Per il resto, si richiama quanto affermato ai punti che
precedono." (Doc. XIV)
2.10
In concreto si è in presenza di due tipi distinti di retribuzione.
Nel 2001
e nel 2002 l’ __________ ha conseguito fr. 270'000 (2001) e fr. 85’000 (2002) a
titolo di liquidazione e cessazione dell’attività svolta, secondo l’assicurato,
a titolo di retrocessioni, secondo la ricorrente.
L’interessato
ha inoltre ricevuto fr. 40'000 all’anno dal 2002 al 2006, quale premio fedeltà
per l’attività di Presidente del Consiglio di amministrazione (cfr. doc. XIV).
Va
innanzitutto rilevato che nel 2002 l’ammontare della ripresa, se corretta, va
ridotto, complessivamente, a fr. 125'000 (fr. 85'000 per il versamento del 17
giugno 2002 + fr. 40'000 per il versamento del 3 luglio 2002).
Infatti,
l’importo di fr. 125'000 calcolato dalla Cassa (cfr. doc. A18) per il 2002
comprende i fr. 40'000 corrispondenti alla prima delle 5 rate dei fr. 200'000
ripresi dall’amministrazione.
In
secondo luogo va evidenziato come non possono sussistere dubbi circa la ripresa
effettuata dalla Cassa per quanto concerne le cinque rate annuali di fr. 40'000
in applicazione dell’art. 7 lett. c OAVS (cfr. consid. 2.7.).
Infatti, le
parti il 17 aprile 2002 hanno sottoscritto una convenzione del seguente tenore:
" A)
Da lunghi anni l’ __________ è stato membro del Consiglio di Amministrazione
della RI 1.
Dal __________ ne ha assunto la presidenza.
__________ avrà termine ogni mandato dell’ __________ nell’ambito
del Consiglio di Amministrazione della RI 1.
B) La RI 1 desidera esprimere, oltre ai dovuti ringraziamenti, in
modo fattivo l’apprezzamento per l’opera e l’impegno svolto dall’ __________
quale Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Ciò premesso si stipula e conviene quanto segue:
1.
RI 1
si obbliga a versare all’ __________ un importo di Fr. 200'000.- (duecentomila)
dovuto a partire dalla cessazione del mandato di membro del Consiglio di
Amministrazione.
2.
Tale
importo sarà versato all’ __________ in cinque rate annue consecutive,
dell’ammontare di Fr. 40'000.- ciascuna, la prima volta il 30 giugno
2002.
" (doc. 2)
A questo
proposito la stessa ricorrente rileva che, in segno di attestazione per il
lungo e proficuo operato svolto dall’ __________, ha ritenuto doveroso
riconoscergli un cosiddetto “premio di fedeltà”. (doc. XIV). Già
nell’opposizione l’insorgente aveva indicato come il compenso di fr. 200'000
ripartito in cinque annualità, fosse da intendere “quale riconoscimento per
la lunga e proficua militanza da lui svolta negli anni in favore della RI 1. Si
tratta, a non aver dubbi, di una vera e propria liberalità che va equiparata a
un “premio di fedeltà.” (doc. 6)
Ora, il
marg. 2028 delle direttive sul salario determinante (DSD) prevede che le
retribuzioni versate a un assicurato come organo di una persona giuridica, di
regola, fanno parte del salario determinante.
Fanno
parte delle retribuzioni versate agli organi in particolare onorari, tantièmes,
salari e altre indennità fisse dei membri dell'amministrazione, come pure i
gettoni di presenza (marg. 2029 DSD).
Gli
organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri
dell'amministrazione (come i membri del consiglio di amministrazione delle
società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente
la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri del
comitato di associazioni, i membri del consiglio di fondazione e i membri degli
organi di controllo (marg. 2030).
Di
regola, quando gli onorari sono versati da una società anonima ad un membro del
Consiglio di amministrazione, vi è la presunzione che gli sono versati nella
sua qualità di organo della persona morale e che devono, di conseguenza, essere
considerati come salario determinante (RCC 1983 pag. 22, P.- Y. Greber, J. - L.
Duc, G. Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants, n. 40 ad art. 5, pag. 163).
Va ancora
rilevato che per il marg. 2036 DSD un assicurato che è organo di una persona
giuridica può trovarsi anche in situazione dipendente o indipendente nei suoi
confronti (così per esempio l’impresario edile, l’avvocato, il fiduciario, il contabile
che fanno parte del consiglio d’amministrazione di una società anonima). Se
questa agisce in qualità di terzo nei confronti della società, il guadagno che
ne deriva è considerato reddito di un’attività lucrativa indipendente. Per
qualificare l’indennità si deve vedere se l’attività, per cui è versata, è
legata alla qualità di organo della società oppure se il suo esercizio è
indipendente da questa funzione.
Gli
importi fanno parte del salario determinante, indipendentemente dalla loro
denominazione, se il rapporto di lavoro costituisce il motivo determinante
dell’attribuzione (cfr. Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini, op. cit. ad
art. 5, pag. 162 e DTF 103 V 3 consid. 2b).
Nel caso
di specie gli importi sono stati versati in funzione del lavoro svolto
dall’interessato quale Presidente del Consiglio di amministrazione, ossia per
un’attività dipendente, di organo della società (cfr. convenzione del 17 aprile
2002: “La RI 1 desidera esprimere, oltre ai dovuti ringraziamenti, in
modo fattivo l’apprezzamento per l’opera e l’impegno svolto dall’ __________ quale
Presidente del Consiglio di Amministrazione.” e “RI 1 si obbliga a
versare all’ __________ un importo di Fr. 200'000.- (duecentomila) dovuto a
partire dalla cessazione del mandato di membro del Consiglio di Amministrazione”,
sottolineatura del redattore, doc. 2). Per cui il rapporto di dipendenza e
l’attività svolta dall’assicurato sono stati i motivi del versamento
dell’importo litigioso quale “premio di fedeltà” (cfr. doc. XIV, nonché l’art.
7.
lett. c OAVS, giusta il quale il salario determinante per il calcolo dei
contributi comprende in particolare, per quanto non costituiscano rimborsi di
spese, tra l’altro, i premi di fedeltà.)
La ripresa dei fr. 200'000
effettuata dalla Cassa è pertanto corretta.
Va ora esaminato se anche
gli importi di fr. 270'000, rispettivamente di fr. 85'000 versati nel 2001 e
nel 2002 sono soggetti a prelievo dei contributi sociali.
2.11
Come visto l’
__________, interpellato dal TCA, ha evidenziato che in seguito alle dimissioni
dal CdA della RI 1, visto il lavoro svolto ed i risultati conseguiti, aveva
chiesto di poter ottenere un’indennità per la cessazione dell’attività.
RI 1 avrebbe
deciso di calcolare l’indennità secondo la tecnica delle “retrocessioni”,
come in uso presso le banche. Giacché l’ __________ riteneva di aver diritto ad
un importo superiore, le parti hanno sottoscritto una seconda convenzione
secondo la quale la RI 1 si è impegnata a versare un importo ulteriore di fr.
200'000 in cinque rate di fr. 40'000, dal 2002, di cui si è detto
precedentemente.
L’interessato
ha ribadito che “ambedue gli importi furono da me richiesti e mi furono
promessi, quale indennità per la cessazione dell’attività quale membro del
Consiglio di Amministrazione e suo Presidente.” e che “dal mio punto di
vista si trattava di un’indennità per cessazione dell’attività quale Presidente
del Consiglio di Amministrazione e a tale titolo queste indennità mi sono state
promesse. Il conteggio delle retrocessioni è stato un espediente tecnico
desiderato dalla Direzione per suoi motivi interni.”
A questo
proposito va sottolineato come gli importi, in sede di tassazione, sono stati
dichiarati dal professionista il 23 settembre 2003 quale reddito straordinario
derivante da indennità per cessazione del mandato di consigliere di
amministrazione (allegati al doc. 1).
Nello
scritto all’autorità fiscale l’ __________ ha precisato che “dal __________
ho posto termine alla mia attività forense e notarile, in considerazione della
mia età (vedi verbale di audizione del __________). I miei redditi per gli anni
2001-2002 provengono quindi, prevalentemente, dalle indennità quale membro di
Consigli di Amministrazione e da attività connesse”. L’assicurato ha poi
affermato che “nel corso del primo semestre del 2001, concordai con
l’azionariato la cessazione del mio mandato come Presidente del Consiglio di
Amministrazione della RI 1 di __________. (…) A titolo di parziale liquidazione
della mia lunga attività nell’ambito del Consiglio di Amministrazione della RI
1.
di __________ (circa 20 anni come membro e una decina come Presidente), mi
venne versata una liquidazione nel 2001 dell’importo di Fr. 270'000.--. (…)
Inoltre, nel 2002, ho percepito da RI 1, sempre a titolo di liquidazione per la
mia attività di Presidente del Consiglio di Amministrazione (la percezione di
tali indennità avviene in più rate sino al 2003 compreso) l’importo di Fr.
125'000.--.”
Il 20
ottobre 2006 l’ __________ si è rivolto anche alla Cassa __________ nell’ambito
dell’accertamento dei redditi conseguiti quale indipendente, affermando che “nel
2001.
mi fu versato dalla RI 1 di __________ un importo di Fr. 270'000.-“ a
titolo di parziale liquidazione per la mia lunga attività nel Consiglio di
Amministrazione”, attività che ebbe praticamente termine nel 2001. Non
si tratta di uno stipendio, né di un compenso per l’attività da me
effettivamente svolta, ma di un’indennità per la cessazione di un’attività da
me svolta nei circa dieci anni precedenti.” (cfr. allegato al doc. 1)
La
ricorrente da parte sua afferma che gli importi in questione sono delle
semplici retrocessioni e in quanto tali non vanno assoggettate ai contributi
sociali ed ha allegato una convenzione del 27 marzo 2002 da cui risultano i
termini dell’accordo (doc. A 13):
"
Si premette:
A) È
in essere fra le parti un contratto, datato 29 aprile 1998, con il quale la RI
1.
promette all' __________ una retrocessione sugli averi e depositi dei clienti
da quest'ultimo introdotti, dell'ammontare dello __________, calcolato
annualmente sulla somma complessiva dei depositi di tali clienti.
B) La
percentuale dello __________ era stata pattuita in considerazione del fatto che
l' __________ rivestiva la carica di Presidente del Consiglio di
Amministrazione della RI 1, per cui appariva equo, essendo egli retribuito per
questo suo mandato, applicare una percentuale relativamente modesta a confronto
di quanto le Banche usualmente versano a titolo di retrocessione a
collaboratori esterni.
C) A
partire dal __________ avrà termine ogni mandato dell' __________ nell'ambito
della RI 1. Non vi è di conseguenza più motivo per applicare una percentuale
ridotta per la rimunerazione dell'attività dell' __________ in favore della RI
1.
Le parti quindi, di
comune accordo, hanno deciso di stipulare un nuovo contratto, nel reciproco
interesse, inteso a rivedere le percentuali precedentemente pattuite.
Tutto
ciò premesso, si stipula e conviene quanto segue:
1.
Le premesse fanno parte integrante del
presente contratto
2.
Il
presente contratto annulla e sostituisce ogni precedente pattuizione avente lo
stesso oggetto.
3.
La
RI 1 si obbliga a versare all' __________ una retrocessione sugli averi e
depositi dei clienti da questi introdotti.
3.1
Le
parti si danno reciprocamente atto che la RI 1 deve conoscere il cliente
affinché possa, in modo indipendente, effettuare i suoi esami di "due
diligence", riservandosi, se del caso, di rifiutare il cliente.
La Direzione della RI
1.
stabilirà con l'amministratore delle società oppure, se il conto è
nominativo, con il cliente (in presenza dell' __________) le modalità di
investimento e altre necessità di ordine amministrativo.
3.2
Le
retrocessioni sono dovute indipendentemente se gli averi sono depositati presso
la sede centrale della RI 1 o presso le sue strutture "off-shore",
oppure ancora presso altre Banche depositarie se la RI 1, o una sua struttura,
ha il mandato di gestione.
La retrocessione sarà calcolata nel modo
seguente:
3.3
Sugli
averi e depositi dei clienti che non hanno conferito alla RI 1 mandato di
gestione patrimoniale: lo __________ sulla somma degli averi dei clienti al 31
dicembre di ogni anno.
3.4
Sugli
averi e depositi dei clienti che hanno conferito alla RI 1 mandato di gestione
patrimoniale: lo __________ sulla somma degli averi dei clienti al 31 dicembre
di ogni anno.
3.5
Qualora
taluni clienti avessero, successivamente al 30 giugno di ogni anno, ridotto i
loro averi o depositi in misura superiore al 50% dei loro averi al 1. gennaio,
la retrocessione sarà dovuta, pro-rata, per intero per il periodo sino alla
data della riduzione; per il periodo successivo, sarà calcolata sull'ammontare
ridotto.
4.
Al
31.
dicembre di ogni anno l' __________ e i membri della Direzione competenti
compileranno in comune una lista dei clienti apportati dall' __________ e le
somme da questi depositati, di loro pertinenza, a tale data, con l'indicazione
- per ogni singolo cliente - se i suoi averi sono in gestione patrimoniale o
meno.
Entro dieci giorni
dalla compilazione di tale lista, la RI 1 verserà all' __________ l'importo
spettantegli secondo la presente convenzione e calcolato come sopra indicato, a
valere quale prestazione della RI 1 per l'anno appena trascorso.
5.
La
retrocessione per l'anno 2002 sarà calcolata nel seguente modo:
Per
il periodo dal __________ la retrocessione sarà calcolata sulla base dello __________
su tutti gli averi dei clienti, indipendentemente se essi abbiano (o non)
conferito il mandato di gestione
A partire dal __________:
la retrocessione spettante all' __________ verrà calcolata secondo quanto
stabilito dai punti 3.1., 3.2. e 3.3. del presente contratto.
6.
A
titolo di futura memoria si allega al presente una lista dei clienti che RI 1 riconosce
essere stati introdotti dall' __________.
È chiaramente inteso
fra le parti che la retrocessione è dovuta anche per i depositi e averi dei
clienti introdotti dall' __________ in periodi precedenti al presente
contratto.
La lista di cui sopra
accerta i clienti attuali introdotti dall' __________ e per i quali è dovuta la
retrocessione a norma dei punti 3. - 3.1. - 3.2. e 3.3. del presente contratto.
Alla fine di ogni
anno, tal lista sarà aggiornata aggiungendo l'eventuale nuova clientela
apportata dall' __________ e stralciando quelli che hanno, di propria
iniziativa o per qualsiasi altro motivo, interrotto o annullato il proprio
rapporto d'affari con la RI 1." (Doc. A13)
Al fine
di chiarire la fattispecie il TCA, in data 7 settembre 2007, ha chiesto alla
ricorrente di precisare se gli importi derivanti dalle retrocessioni versate
all’ __________ in virtù del precedente accordo del 29 aprile 1998 erano stati
assoggettati a contributi AVS e, in caso di risposta affermativa, se il reddito
era stato qualificato da attività dipendente o da attività indipendente (doc.
XVIII). La stessa domanda è stata posta alla Cassa, alla quale è inoltre stato
domandato come vengono qualificate, di regola, le retrocessioni come quelle
descritte nel citato accordo (doc. XIX).
Il 17
settembre 2007 la RI 1 ha affermato che gli importi derivanti dalle
retrocessioni versate all’ __________ non erano stati assoggettati ai
contributi AVS (doc. XX). Da parte sua la Cassa ha elencato i salari soggetti a
contribuzione dell’ __________ dal __________ precisando di non essere in grado
di rilevare se questi redditi si riferiscono a retrocessioni o altre indennità,
ma che “le retrocessioni descritte nell’accordo sono qualificate come
salario determinante soggetto a contribuzioni conformemente all’art. 5 cpv. 2
LAVS e 7 lett. g OAVS.” (doc. XXI)
Il 21
settembre 2007 questo Tribunale ha interpellato la Cassa __________,
chiedendole di voler precisare se nel reddito aziendale dell’ __________ sia
negli anni precedenti che successivi al 2001 erano compresi gli importi
versatigli alla RI 1 a titolo di retrocessioni, ossia i compensi che di regola
le banche riconoscono ad apportatori di clientela e gestori calcolate sui
volumi e sulle movimentazioni degli averi conferiti e di voler indicare se, in
generale, queste retribuzioni sono qualificate quale reddito da attività
dipendente, indipendente o altro (doc. XXII). Lo stesso giorno ha interpellato
l’ __________ domandando se negli anni precedenti il 2001 le retrocessioni
versate in virtù di precedenti accordi erano state assoggettate ai contributi
AVS/AI/IPG nel suo reddito da attività indipendente, dipendente oppure se erano
state assoggettate in altro modo (doc. XXIII).
Il 27
settembre 2007 la Cassa ha precisato che l’ __________ è stato affiliato quale
indipendente fino al __________ e dal __________ a tutt’oggi. L’amministrazione
ha inoltre evidenziato quanto segue:
"
Per quanto attiene la fissazione dei contributi,
possiamo dire che i redditi aziendali sospetti, ossia comprensivi di “salario
determinante”, vengono epurati in base ai salari registrati sui corrispondenti
conti individuali. Anche l’affiliazione della persona in oggetto, è codificata
come “caso dubbio” e, quindi, viene verificata; tuttavia la Cassa riceve dalle
Autorità fiscali unicamente gli importi, onde per cui, nel dubbio, è l’Ufficio
di tassazione competente, che dalla dichiarazione fiscale, può risalire al
reddito aziendale netto (doc. 1).
Teniamo a precisare che, la scrivente Cassa non è
particolarmente confrontata con le “retrocessioni delle __________”, in quanto
le medesime sono generalmente affiliate alla Cassa __________, tuttavia, a
mente della Cassa, le retrocessioni appaiono simili alle “provvigioni” e di
conseguenza, dovrebbero essere considerate salario determinante.” (doc.
XXIV)
Il 3
ottobre 2007 l’ __________ ha affermato:
"
prendo posizione circa il contenuto della vostra
lettera del 21 settembre 2007 per confermare che le retrocessioni da me
ricevute in virtù di precedenti accordi erano state assoggettate ai contributi
AVS-AI-IPG.
Infatti i precedenti accordi si riferivano alla
migliorata situazione economica e finanziaria della RI 1, per cui appariva equo
che io ricevessi delle retrocessioni sui clienti da me apportati alla RI 1 (sia
pure in misura assai ridotta rispetto a quelle usuali).
Benché il contratto menzionasse esplicitamente
delle retrocessioni (formulazione che io volli a tutela dei miei diritti)
appariva, dal lato pratico di esecuzione della convenzione, assai imbarazzante
che io, annualmente, in contraddittorio con la Direzione della RI 1 (quindi dei
miei subordinati) operassi un conteggio dettagliato di quanto mi spettava in
virtù di tale precedente accordo.
Era infatti mia abitudine cercare di evitare
situazioni di contrasto o anche solo di imbarazzo nei miei rapporti con la
Direzione nei quali io ero direttamente interessato.
Preferivo fare qualche rinuncia economica
piuttosto che turbare l’ottimo rapporto che io ho sempre avuto con la Direzione
della RI 1, rapporto fra amministrazione e direzione che è essenziale per il
buon funzionamento dell’Istituto.
Si convenne quindi con la Direzione della RI 1,
in luogo e vece di una formale “retrocessione”, un aumento forfetario dei miei
emolumenti quale Presidente del Consiglio di Amministrazione che furono
aumentati di un importo di oltre Fr. 2'000,00 mensili. Tali emolumenti sono
stati versati dalla RI 1 regolarmente con un conteggio risultante dal
certificato di salario.
Di conseguenze le retrocessioni precedenti al
2001.
erano state assoggettate ai contributi AVS.
Successivamente con la mia cessazione di attività
quale membro del Consiglio di Amministrazione e Presidente della RI 1, tali
retrocessioni mi furono versate non quale “salario”, al quale non avevo più
diritto.
Ripeto in questa sede che le retrocessioni
versatemi a partire dal 2001 mi sono state versate a titolo di indennità per
cessazione del mandato di consigliere di amministrazione, e quindi estranee ad
ogni indennità quale amministratore.
Allego alla presente le fotocopie dei certificati
di salario dai quali appare chiaramente l’aumento dell’emolumento quale
consigliere di amministrazione, maggiorato in virtù dell’accordo sul modo di
applicazione della precedente convenzione convenuta con la Direzione della RI 1.”
(doc. XXV)
Nelle sue
osservazioni la RI 1 ha invece precisato di non aver rinvenuto alcun documento
a suffragio di quanto sostenuto dall’ __________, ovvero che le retrocessioni
pagate prima del 2001 avrebbero formato parte integrante, nella misura di fr.
2'000 al mese, dell’onorario di membro e presidente del CdA, mentre gli importi
indicati nello specchietto presentato dalla Cassa __________ costituiscono
unicamente il salario determinante ai fini dei contributi sociali.
2.12
A proposito
delle provvigioni e delle commissioni figuranti nell’art. 7 lett. g OAVS, Scartazzini,
in Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), Basilea 1997, n. 56 e 57 ad art. 5
LAVS, pag. 167, rammenta che:
"
Le salaire déterminant pour le calcul des
cotisations comprend aussi, selon l’art. 7 let. g RAVS, les provisions et les
commissions. Ainsi, le Tribunal fédéral des assurances a jugé que les
commissions versées pour le placement de credits destines à l’achat de
véhicules font partie du salaire déterminant. Dans le cas d’espèces, sans qu’il
fût nécessaire d’examiner chacune des nombreuses circonstances dans lesquelles
une commission était versée, il apparaissait que, dans l’activité de procureur
de crédits, les éléments en faveur d’une activité salarié étaient prédominants.
Tel est le cas si la personne qui touche une commission ne court aucun risque
particulier attaché à l’entreprise, dans la mesure où elle ne doit ni opérer
des investissements d’une certaine importance ni supporter un risque économique
au sens de risque de perte.
De la qualification de <<provisions>> on
ne peut pas déduire sans autre que l’on a affaire, dans un cas particulier, à
une activité dépendante. En effet, les provisions sont des indemnités courantes
aussi bien dans le cadre d’une activité dépendante qu’indépendante.”
Da parte sua
Käser, in Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna,
1996, n. 4.118, pag. 152, a proposito delle provvigioni, afferma:
"
Provisionen und andere Umsatzbeteiligungen
gehören kraft ausdrücklicher gesetzlicher Ordnung zum massgebenden Lohn (Art.
Abs. 2 AHVG). Im Grunde genommen braucht deshalb gar nicht näher geprüft zu
werden, weshalb dies so ist. Mangels eines spezifischen Unternehmerrisikos hat
das EVG bisher auf massgebenden Lohn entschieden. Dies namentlich unabhängig
vom Umstand, dass solche Provisionen auch an Personen bezahlt werden können,
die in ihrem Hauptberuf eine selbständige Erwerbstätigkeit ausüben.“
Con
sentenza del 31 agosto 1994 pubblicata in Pratique VSI 1995, pag. 27, l’Alta
Corte ha stabilito che le provvigioni versate per procurare crediti destinati
all’acquisto di veicoli fanno parte del salario determinante, affermando tra
l’altro:
"
a. Les rémunérations pour lesquelles la caisse de
compensation a fixé ultérieurement les cotisations paritaires sont des sommes
versées à des personnes qui procurent des crédits pour l’achat d’automobiles. Sans
qu’il soit nécessaire d’examiner chacune des nombreuses circonstances dans lesquelles
une commission est versée, il apparaît en l’espèce que dans l’activité de
procurer des crédits, les éléments en faveur d’une activité salariée sont
clairement prédominants: les personnes qui touchent une commission ne courent
aucun risque particulier attaché à l’entreprise, car elle ne doivent ni opérer
des investissements d’une certaine importance (RCC 1986 p. 601, consid. 2b) ni
supporter un risque économique au sens de risque de perte (RCC 1988 p. 314,
pag. 316 en haut).”
Il 27
dicembre 2005 il TFA, con sentenza H 210/04, a proposito di
commissioni versate da una società il cui scopo era la gestione del patrimonio
sotto forma di operazioni sul mercato delle divise, ha confermato, anche perché
non più contestato, che le commissioni d’intermediazione, proporzionali alle
commissioni lorde realizzate con la gestione dei fondi di clienti presentati
dagli assicurati, sono da qualificare come redditi da attività indipendente.
Per
contro, per quanto concerne i redditi conseguiti dal cofondatore della società,
l’Alta Corte ha affermato:
"
6.2
Les premiers juges ont constaté que I.________
était cofondateur de la société X.________ SA et que son contrat avec la
société lui ouvrait droit, dans le cadre de l'apport de clientèle, de la
représentation et des relations publiques qu'il effectuait, à une commission de
10.
% sur les commissions réalisées par la société X.________ SA pour l'ensemble
des fonds qui lui étaient confiés. I.________ ne supportait donc qu'un risque
d'entreprise particulièrement faible, puisqu'il était assuré de toucher une
rémuneration même si ses propres recherches de clientèle restaient vaines, la
recourante n'ayant par ailleurs jamais établi qu'il assumait lui-même certaines
charges fixes (location de locaux ou engagement de personnel, par exemple). Les
relations publiques dont il était chargé, son rôle de cofondateur et sa
participation aux bénéfices indiquent qu'il était lié à cette société par un
lien étroit, plus proche de celui d'un organe de fait que d'un simple courtier
ou agent indépendant, contrairement à ce que soutient la recourante.
Dans ce contexte, les premiers juges étaient fondés
à considérer que les indices d'une activité dépendante l'emportaient sur ceux
d'une activité indépendante. Par ailleurs, vu la nature de cette activité et le
fait que la société X.________ SA avait son siège et ses bureaux à Z.________,
ils sont partis à juste titre du principe qu'elle était exercée sur le
territoire suisse malgré le domicile de I.________ en France voisine, la
recourante n'ayant au demeurant jamais allégué le contraire en procédure
cantonale. Le recours est donc mal fondé, en tant qu'il porte sur les
cotisations mises à la charge de la société X.________ SA en raison de la
rémunération versée à I.________.”
2.13
In concreto dagli atti emerge che l’ __________, membro del CdA della RI 1
ricorrente da diversi anni, è stato presidente del medesimo CdA dal __________ fino
al __________ (cfr. __________).
Il 27
marzo 2002 le parti hanno sottoscritto un accordo, in sostituzione del
precedente contratto sottoscritto il 29 aprile 1998 (doc. A13).
La
ricorrente, in seguito alla cessazione dell’attività presso la RI 1, si è
impegnata a versare all’ __________ una retrocessione sugli averi e i depositi
dei clienti da quest’ultimo introdotti, il cui ammontare, calcolato sulla somma
complessiva dei depositi dei clienti, è stato aumentato rispetto a quanto
previsto dalla precedente convenzione.
Le parti
hanno inoltre stabilito che la RI 1 è libera di rifiutare il cliente dopo aver
effettuato i suoi esami di “due diligence” e stabilisce con
l’amministratore delle società oppure con il cliente stesso le modalità
d’investimento e altre necessità di ordine amministrativo.
Sulla
base del citato accordo e delle due sentenze indicate al considerando precedente,
la qualifica degli importi di fr. 270'000, rispettivamente fr. 85'000, di
redditi derivanti da attività dipendente deve essere confermata.
Infatti,
analogamente a quanto giudicato dalla nostra Massima Istanza nella sentenza
pubblicata in Pratique VSI 1995 pag. 27 e nella sentenza del 27 dicembre 2005
(H 210/04), l’ __________ nel caso concreto non ha dovuto operare investimenti
di una grande importanza né ha dovuto correre un rischio economico nel senso di
rischio di una perdita.
Va inoltre
considerato che gli importi litigiosi sono stati versati nel 2001 (fr. 270'000)
e nel 2002 (fr. 85'000) quando l’ __________ era ancora, formalmente,
presidente del CdA, rispettivamente aveva appena cessato l’attività.
L’ __________
ha infatti terminato l’attività presso la RI 1 nel mese di __________ (cfr. doc.
A13: “A partire dal __________ avrà termine ogni mandato dell’ __________).
La cancellazione è stata pubblicata nel __________ e risale al __________ (cfr.
doc. II). Il versamento di fr. 85'000 è avvenuto il 17 giugno 2002.
Per cui entrambe
le “retrocessioni” litigiose sono state pagate in seguito agli stretti legami
che ancora esistevano tra RI 1 e l’ __________, il quale ha svolto l’attività
di Presidente del CdA dal __________, di cui era membro da numerosi anni.
Grazie alla
presenza nelle alte sfere della RI 1 l’ __________ ha potuto stabilire importanti
contatti di alto livello che gli hanno permesso di trovare la clientela
apportata alla RI 1.
I
versamenti effettuati RI 1 sono pertanto il frutto del lavoro svolto dal
professionista in questi lunghi anni di attività a favore della ricorrente.
Il
rapporto dell’ __________ con la RI 1 era pertanto molto più stretto di quello
che avrebbe potuto avere un agente indipendente apportatore di clientela o un
semplice mediatore.
Indipendentemente dalle
modalità di calcolo concordate e dalla denominazione (“retrocessioni”)
scelta dalle parti, l’importo complessivo di fr. 355'000 assurge a retribuzione
per il lavoro svolto (cfr. anche la DTF 122 V 178 consid. 3a:
“Font partie de ce salaire déterminant, par définition, toutes les sommes
touchées par le salarié, si leur versement est économiquement lié au contrat de
travail ; peu importe, à ce propos, que les rapports de service soient
maintenus ou aient résiliés, que les prestations soient versées en vertu d’une
obligation ou à titre bénévole. On considère donc comme revenu d’une activité
salariée, soumis à cotisations, non seulement les rétributions versées pour un
travail effectué, mais en principe toute indemnité ou prestation ayant une
relation quelconque avec les rapports de service, dans la mesure où ces
prestations ne sont pas franches de cotisations en vertu de prescriptions
légales expressément formulées (ATF 116 V 179 consid. 2, 115 V
419.
consid. 5a et la jurisprudence citée.“).
Va abbondanzialmente rilevato,
anche se non determinante per la qualifica dell’importo, che l’
__________ ha poi sottolineato a più riprese come “ambedue gli importi
furono da me richiesti e mi furono promessi, quale indennità per la cessazione
della mia attività come membro del Consiglio di Amministrazione e suo
Presidente.” e che “dal mio punto di vista si trattava di un’indennità
per cessazione dell’attività quale Presidente del Consiglio di Amministrazione
e a tale titolo queste indennità mi sono state promesse. Il conteggio delle
retrocessioni è stato un espediente tecnico, desiderato dalla Direzione per
suoi motivi interni.” (doc. IX, sottolineatura del redattore). Ciò è
stato detto anche prima che la Cassa procedesse con la ripresa qui contestata
(cfr. lettere del 2003 all’Ufficio di tassazione e del 2006 alla Cassa __________).
Alla luce
delle considerazioni sopra esposte, nel particolare caso dell’ __________, la
qualifica di reddito da attività dipendente effettuata dalla Cassa per i
compensi versati nel 2001 e nel 2002 va tutelata.
In queste
condizioni anche questa seconda ripresa va confermata nel suo principio.
L’ammontare
della ripresa del 2002 va tuttavia ridotta da fr. 125'000 a fr. 85'000, poiché
fr. 40'000 fanno già parte della prima ripresa di fr. 200’000 (cfr. consid. 2.10.).
Infine, la ricorrente
contesta di dovere gli interessi, poiché ritiene di non essere debitrice di
contributi in arretrato.
Alla luce di quanto sopra
esposto, gli interessi sono dovuti, ma su un importo inferiore rispetto a
quanto calcolato dall’amministrazione (art. 41 bis cpv. 1 lett. a OAVS). Anche
su questo punto il ricorso va parzialmente accolto e l’incarto rinviato
all’amministrazione per un nuovo calcolo degli interessi.
Non si assegnano ripetibili in quanto la RI 1 è
stata rappresentata da suoi dipendenti.
Copia della presente sentenza va notificata anche
all’ __________ e alla Cassa __________ quali parti cointeressate.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
é parzialmente accolto.
La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per un nuovo
calcolo dei contributi e degli interessi.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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