30.2007.18
Attività di segretariato e servizi. A ragione la cassa ha rifiutato la richiesta di affiliazione quale indipendente. Nonostante sia svolta a casa per le sue caratteristiche l'attività é tipicamente di
16 luglio 2007Italiano22 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
30.2007.18
Data decisione, Autorità:
16.07.2007, TCA
Titolo:
Attività di segretariato e servizi. A ragione la cassa ha rifiutato la richiesta di affiliazione quale indipendente. Nonostante sia svolta a casa per le sue caratteristiche l'attività é tipicamente dipendente.
CONTRIBUTI
art. 4 LAVS
art. 5 LAVS
art. 9 LAVS
art. 12 LAVS
art. 10 LPGA
art. 12 LPGA
art. 49 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
30.2007.18
CI/td
Lugano
16 luglio
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Carlo Iazeolla, giurista
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 5 marzo 2007 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 2
febbraio 2007 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
A. Il
14 giugno 2006 RI 1, , ha inoltrato alla Cassa CO 1 (di seguito indicata come
Cassa) una richiesta di affiliazione quale indipendente (doc. 26).
Con
decisione formale del 20 ottobre 2006 (doc. 3) la Cassa ha respinto la domanda
di affiliazione, facendo valere che RI 1 attesta di lavorare per l'__________
di __________ quale unico committente, con il quale ha lavorato come salariata
fino al 31 luglio 2005 (doc. A2).
B. L'opposizione
a tale decisione formale inoltrata da RI 1 il 21 novembre 2006 (doc. 2), in cui
l'opponente sostiene di avere altri committenti oltre all'__________, non ha
avuto miglior fortuna. Infatti con decisione su opposizione del 2 febbraio 2007
(doc. A1) la Cassa si è confermata nella propria posizione.
C. Con
ricorso del 5 marzo 2007 (doc. I) RI 1 si è aggravata al Tribunale cantonale
delle assicurazioni (TCA), contestando le conclusioni a cui era giunta la
Cassa e facendo valere che attualmente avrebbe 6 clienti - destinati ad
incrementare - per i quali svolge la propria attività indipendente di
contabilità e/o di amministrazione riferita agli immobili di vacanza di
proprietà dei clienti. Inoltre l'attività attualmente svolta a favore dell'__________
non avrebbe nulla a che vedere con la precedente attività di salariata.
Con
risposta di causa del 3 aprile 2007 (doc. V) la Cassa ha postulato l'integrale
reiezione del gravame, rilevando che non sarebbero soddisfatti i requisiti
legali necessari all'affiliazione come indipendente, e più in particolare che
la ricorrente svolgerebbe attività a carattere dipendente, non dovrebbe
sostenere il rischio economico tipico dell'imprenditore e riceverebbe una
regolare provvigione. Inoltre, per l'attività amministrativa svolta ai clienti
stranieri dell'avv. __________, la ricorrente non fatturerebbe direttamente a
detti clienti, bensì alla committente.
D. Al
fine di ulteriori accertamenti, il Giudice delegato ha citato le parti a
comparire in udienza (doc. VII), svoltasi il 23 aprile 2007. La ricorrente, alla
luce delle emergenze dell'udienza, ha contattato l'Ufficio cantonale di
sorveglianza dell'attività fiduciaria, comunicando al TCA che il responsabile
dell'Ufficio cantonale non riterrebbe la sua attività assimilabile a quella di
fiduciario (doc. X).
Invitata
a presentare ulteriori osservazioni in merito allo scritto della ricorrente
(doc. XI), con lettera del 4 luglio 2007 (doc. XII) la Cassa ha ribadito quanto
espresso nella risposta di causa.
in
diritto
in
ordine
1. Il
ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intimazione della
decisione emessa su reclamo, è ricevibile siccome sufficientemente motivato e
le conclusioni appaiono chiaramente desumibili.
2. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi dell'articolo 49 cpv. 2
della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
3. In
materia di affiliazione ad una Cassa AVS il Tribunale Federale, in una
sentenza 3 maggio 2006 (DTF 132 V 257), ha modificato la sua giurisprudenza.
Secondo la prassi precedente questo giudizio le decisioni di rifiuto di
affiliazione di una persona a titolo di lavoratore indipendente consistevano in
una semplice comunicazione all'assicurato cui non era riconosciuto, salvo eccezioni,
valore di decisione formale impugnabile. Il rifiuto di affiliazione quale
indipendente poteva quindi essere contestato solo in occasione della prima
decisione di tassazione con una serie di difficoltà che la sentenza 3 maggio
2006 citata pone in evidenza. Con la nuova prassi instaurata dal Tribunale
Federale delle Assicurazioni la decisione d'iscrizione è ritenuta, salvo
eccezioni, di natura formatrice. La competente cassa di compensazione deve
emanare un provvedimento contro cui l’assicurato possa aggravarsi sia mediante
opposizione che, se del caso, mediante ricorso all’autorità giudiziaria. In
particolare l’Alta Corte federale ha ritenuto (cons. 1, 2.4. e 2.5):
" Gemäss Art. 49 ATSG hat der
Versicherungsträger über Leistungen, Forderungen und Anordnungen, die erheblich
sind oder mit denen die betroffene Person nicht einverstanden ist, schriftlich
Verfügungen zu erlassen (Abs. 1). Dem Begehren um Erlass einer
Feststellungsverfügung ist zu entsprechen, wenn die Gesuchstellende Person ein
schützenswertes Interesse glaubhaft macht (Abs. 2). Erforderlich ist ein
rechtliches oder tatsächliches und aktuelles Interesse an der sofortigen
Feststellung des Bestehens oder Nichtbestehens eines Rechtsverhältnisses, dem
keine erheblichen öffentlichen oder privaten Interessen entgegenstehen, und
welches nicht durch eine Rechtsgestaltende Verfügung gewahrt werden kann …
Bei Verfügungen über das AHV-Beitragsstatut bejaht die Gerichtspraxis
ein Feststellungsinteresse bei komplizierten Verhältnissen, wo der mit der
Abrechnung über paritätische Beiträge verbundene Arbeitsaufwand oft nur dann
zumutbar ist, wenn bereits feststeht, dass eine unselbstständige
Erwerbstätigkeit ausgeübt wird und die Abrechnungs- und Beitragszahlungspflicht
der als Arbeitgeber oder Arbeitgeberin angesprochenen Person erstellt ist. Für
die Bejahung eines schutzwürdigen resp. schützenswerten Interesses im
dargelegten Sinne sprechen u.a. die grosse Zahl von betroffenen Versicherten
und der Umstand, dass die Rechtsfrage nach dem Beitragsstatut wegen besonderer
Verhältnisse neuartig ist …
Diese Rechtsprechung hat grundsätzlich auch unter der Herrschaft von Art. 49 Abs. 2 ATSG
Gültigkeit …
Eine Gerichtspraxis ist u.a. zu ändern, wenn sie als unrichtig erkannt
und die neue Lösung besserer Erkenntnis der ratio legis entspricht oder den
veränderten äusseren Verhältnissen oder gewandelten Rechtsanschauungen besser
Rechnung trägt …
Versicherte haben keinen Anspruch darauf, dass eine Ausgleichskasse
ihr Beitragsstatut in Bezug auf die Tätigkeit für eine ihr als
Selbstständigerwerbender angeschlossene natürliche oder juristische Person
verbindlich festlegt, allenfalls durch eine Verfügung über paritätische
Beiträge auf den bezogenen Entgelten. Daran ändert nichts, dass ein solcher
Verwaltungsakt grundsätzlich auch dem oder den davon betroffenen Arbeitnehmern
zu eröffnen ist und diese ein selbstständiges Einsprache- und Beschwerderecht
haben Entscheidend ist, dass Arbeitnehmer weder abrechnungs- noch
beitragszahlungspflichtig sind und somit in keinem oder zumindest nicht in
einem direkten Rechtsverhältnis zur Ausgleichskasse des Arbeitgebers stehen.
Dies spricht umgekehrt für ein schützenswertes Interesse an einer
einsprachefähigen Verfügung und allenfalls an einem beschwerdefähigen
Einspracheentscheid, wenn die zuständige Ausgleichskasse das Gesuch einer
versicherten Person um Anschluss als Selbstständigerwerbender und Eintrag im
Register gänzlich oder in Bezug auf eine oder mehrere bestimmte Tätigkeiten
ablehnen will. Ebenfalls kann in der Regel nur so dem berechtigten Interesse
des Gesuchstellers an der rechtskräftigen Entscheidung über sein Beitragsstatut
innert nützlicher Frist genügend Rechnung getragen werden. Diesem berechtigten
Anliegen widerspricht, warten zu müssen, bis in einem unter Umständen ein Jahr
oder noch länger dauernden Verfahren über paritätische Beiträge (auch) darüber
entschieden wird.
… Es kann offen bleiben, ob die dargelegten Gründe in jedem Fall ein
schützenswertes Interesse an einer Feststellungsverfügung im Sinne von Art. 49 Abs. 2 ATSG
zu begründen vermögen. Entscheidender Gesichtspunkt ist, dass das Gesuch um
Anschluss und Registrierung als Selbstständigerwerbender nicht auf einen reinen
Feststellungsentscheid abzielt. Vielmehr will die versicherte Person in ein
Rechtsverhältnis mit der (zuständigen) Ausgleichskasse treten im Hinblick auf
die Entrichtung persönlicher Beiträge, wozu sie gleichzeitig gesetzlich
verpflichtet und berechtigt ist.
Wird ein entsprechendes Gesuch abgelehnt, ist dieser Entscheid
Rechtsgestaltender Natur im Sinne von Art. 5 Abs. 1 lit. a oder c VwVG und
nicht bloss ein reiner Feststellungsentscheid. Zu beachten ist sodann, dass die
oder eine zuständige Ausgleichskasse (Art. 64 AHVG und Art. 117 ff. AHVV) bei gänzlicher oder
teilweiser Ablehnung eines Anschlussgesuchs, weil sie die versicherte Person
als unselbstständigerwerbend oder bestimmte ihrer Tätigkeiten als
unselbstständig erachtet, nicht die Möglichkeit hat, eine Verfügung über
paritätische Beiträge zu erlassen oder eine solche von der Ausgleichskasse des
anzusprechenden Arbeitgebers zu erwirken (vgl. ZAK 1986 S. 574 Erw. 1b). Umgekehrt
ist ein die paritätische Beitragspflicht des angesprochenen Arbeitgebers
verneinender rechtskräftiger Entscheid für die zuständige Ausgleichskasse des
mitbetroffenen "Arbeitnehmers" verbindlich. Diese Rechtslage spricht
ebenfalls für den rechtsgestaltenden Charakter des Entscheids der
Ausgleichskasse, das Anschlussgesuch abzuweisen.
In Änderung der Rechtsprechung gemäss den in Erw. 2.3 erwähnten
Urteilen A. vom 24. Februar 2003 (H 245/01), F. vom 8. Juli 1999 (H 187/99) und
Z. vom 30. August 1985 (ZAK 1986 S. 48) hat daher eine Ausgleichskasse bei
Ablehnung des Gesuchs einer versicherten Person um Anschluss als
Selbstständigerwerbender und Eintrag im Register eine einsprachefähige
Verfügung und gegebenenfalls einen beschwerdefähigen Einspracheentscheid zu
erlassen (Art. 49 Abs. 1,
Art. 52 Abs. 2 und Art. 56 Abs. 2 ATSG). Diese sind, soweit
bekannt, grundsätzlich auch dem oder den allenfalls abrechnungs- und beitragszahlungspflichtigen
Arbeitgebern zu eröffnen (vgl. EVGE 1957 S. 103 [Beiladung zum verwaltungsgerichtlichen
Beschwerdeverfahren])."
Come
indicato dal TFA le decisioni relative all’affiliazione di un
assicurato devono di principio pure essere notificate, nella misura in cui
sono noti, anche al datore di lavoro o eventualmente a chi è tenuto a occuparsi
della contabilità o del pagamento dei contributi (DTF 132 V 262 consid. 2.4.1,
2.4.2 e 2.5).
Nel
caso in specie il rifiuto di affiliazione come indipendente è stato emesso in
data 20 ottobre 2006 (doc. 3) – successivamente alla nuova giurisprudenza
federale – con decisione formale soggetta ad opposizione, conformemente alla
nuova prassi. Il gravame appare quindi ricevibile.
nel
merito
4. Oggetto
del contendere è la qualifica dell'attività svolta dalla ri-corrente per i
clienti menzionati.
5.
A norma dell'art. 4 della Legge federale del 20 dicembre 1946 su
l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) i contributi degli
assicurati che esercitano un’attività lucrativa sono calcolati in percento del
reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
L’art. 5 cpv. 2 prima frase LAVS prevede che il salario determinante comprende
qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d’altri per un tempo determinato
o indeterminato. Giusta l’art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da
un’attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede per lavoro a dipendenza d’altri. Per l’art. 10 della Legge federale del
6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)
è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario
determinante secondo la pertinente legge. È considerato datore di lavoro chi
impiega salariati (art. 11 LPGA).
L’art.
12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un
reddito dall’esercizio di un’attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente
può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per
un lavoro dipendente (cpv. 2). Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1°
gennaio 2007: Tribunale federale) ha precisato che gli accordi, le
dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del
contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in
materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti
un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo
2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). In particolare, insolite costruzioni
di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di
contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650). Di principio si
deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle
parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del
tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA
del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di
dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio
economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne
assume la responsabilità. Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04; STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002, H 279/00; DTF 123 V
162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid.
2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere
si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H
59/00).
6. Secondo
la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284
consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad
esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo
di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste
quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali
incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986
pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è in
presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di
lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro
entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di
lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo,
e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches
Arbeitsrecht, 12a ed., pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle
infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico
dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal
risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag.
347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità
di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione
simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il TFA ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.;
Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
(LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS). In una sentenza pubblicata in Pratique
VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(…) Il est vrai que, selon
la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un
indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de
l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit
commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans
nécessité de l'appreciation fiscale. (…)."
7. Il
TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella
causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa B.; Pratique VSI 1993 pag. 226
consid. 3c = DTF 119 V 165). Per questi motivi un assicurato può essere
qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un
altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da
un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104
V 127).
8. Nella presente fattispecie
la ricorrente non risulta iscritta al registro di commercio con una propria
ragione sociale. Nel questionario per l'affiliazione degli indipendenti
compilato il 9 giugno 2006 (doc. 26), RI 1 ha dichiarato di essere stata dipendente
dell'__________ di dal 2000 al 2005, e di essere indipendente a partire dal 1.
gennaio 2006. Nel questionario del Servizio Affiliazioni e Contributi
compilato in dicembre 2006 (doc. 27-29) la ricorrente ha indicato come
committenti la medesima __________ di, l'Avv. __________ di e l'Avv. __________
di (doc. 27). Nell'atto ricorsuale (doc. I), la Signora RI 1 sostiene che il
numero di clienti per i quali svolge la propria attività è "destinato
evidentemente ad incrementare" ma non ha ulteriormente sostanziato questa
affermazione.
Inoltre, l'insorgente
afferma di avere 6 committenti, di cui 3 tramite l'Avv. __________ cui fattura
le proprie prestazioni.
Quanto alla natura delle
prestazioni svolte dalla ricorrente, si tratta sostanzialmente di attività di
segretariato. Infatti, come affermato dalla Signora RI 1 in sede di
udienza (doc. VIII), essa svolge per l'__________ di compiti di supporto
amministrativo: produzione di fatture ai clienti della ditta, produzione e
controllo dei bollettini di consegna. La sua attività non è dunque assimilabile
a quella di una fiduciaria autorizzata. Si tratta, a bene vedere, di attività
tipicamente subordinata. La ricorrente agisce in virtù delle istruzioni che
riceve e secondo le modalità volute dal datore di lavoro. Per quanto riguarda
lo studio legale dell'Avv. __________, la ricorrente dispone delle chiavi di
casa di 4-5 clienti dello studio legale, e per questi signori tiene i contatti
con le autorità comunali, coi tecnici per eventuali riparazioni, ecc. (doc.
VIII). In questo caso si tratta di attività mista di segretariato e servizio in
senso lato. Attività anche questa volta su istruzioni - certo con una
determinata autonomia - dei committenti, e nell'ambito da questi definiti.
Infine, la ricorrente svolge attività di segretariato anche per lo studio
legale dell'Avv. __________ (doc. I).
Per ciò che concerne il
tipo di fatturazione, sia dalle fatture emesse all'__________ da febbraio a
dicembre 2006 (doc. 4-14), sia da quelle emesse all'Avv. __________ da luglio a
dicembre 2006 (doc. 15-20), sia dalle fatture emesse all'Avv. __________ da
settembre a dicembre 2006 (doc. 21-24) si evince come la ricorrente abbia
sempre fatturato mensilmente le proprie prestazioni di contabilità ed
amministrazione con cifre tonde che indicano una fatturazione per ora di lavoro
svolto. Tutte le fatture recano la data dell'inizio del mese successivo il
periodo di contabilizzazione delle prestazioni. Questo
tipo di fatturazione è equiparabile alla regolare retribuzione di un'attività
a carattere dipendente.
In merito al criterio del
rischio economico, la ricorrente fa valere di aver destinato un locale al
pianterreno della propria casa d'abitazione esclusivamente alla propria
attività professionale, utilizzando strumenti propri già acquistati in
precedenza e meglio pc, stampanti e fotocopiatrice.
Secondo
Fatti
i dati rilevati dall'Ufficio Federale di Statistica ("IKT-Ausstattung der
Schweizer Haushalte, Entwicklung 1990-2004", reperibile al sito internet
dell'Ufficio Federale di Statistica, www.bfs.admin.ch), mentre nel 1990
solamente il 14,5% delle economie domestiche svizzere disponeva di almeno un personal
computer (fisso o portatile), nel 1998 tale percentuale era già del 51,1%. Nel
2004 il 70,6% delle economie domestiche elvetiche disponeva di almeno un pc.
Per quanto riguarda le stampanti per pc, il discorso è quantomeno simile: nel
2004 il 64,5% delle economie domestiche elvetiche disponeva di almeno una stampante.
Dunque,
in quasi tutte le economie domestiche in cui è presente almeno un pc, è
presente anche una stampante per pc. Ora, come noto la rapida diffusione di
internet, avvenuta a partire dal 1995 in poi, ha fatto sì che sempre più
economie domestiche si siano dotate di almeno un personal computer, con cui al
giorno d'oggi con frequenza sempre maggiore si scrivono documenti di vario
genere e si gestisce la contabilità famigliare.
La
postazione informatica casalinga, intesa come pc e stampante, è dunque
considerata oggigiorno uno strumento polivalente, utile per soddisfare varie
necessità domestiche, ma che all'occorrenza dispone della potenza di calcolo
e dei programmi necessari allo svolgimento di un'attività di segretariato e
piccole contabilità per il servizio a terzi.
Nella
fattispecie l'utilizzo di una postazione informatica propria non è dunque un
argomento d'aiuto alla ricorrente. Oltretutto, come affermato proprio dalla
Signora RI 1, il pc e la stampante non sono stati acquistati al momento di
iniziare le attività descritte dalla ricorrente, bensì già in precedenza. In
concreto non c'è un acquisto specifico di materiale particolare (un pc speciale
o programmi specifici o fatti allestire specificatamente da specialisti). In
concreto non si può ritenere dunque un vero e proprio rischio economico.
Per quanto riguarda la possibilità di scegliere liberamente come
organizzare la propria attività professionale, è vero che in concreto la
ricorrente può determinare personalmente il proprio orario di lavoro e
l'organizzazione di quest'ultimo, e può altresì decidere se delegare lavoro a
terzi, ciò però in ossequio alle esigenze del cliente. L'elemento relativo all'organizzazione
del lavoro farebbe ritenere l'attività svolta quale indipendente ma l'esame dei
rapporti in essere deve essere complessivo. La circostanza dello svolgimento
dell'attività per l'ex datore di lavoro nel sostanziale medesimo ambito, la
modalità di fatturazione, il genere di attività svolta che impone di ossequiare
le precise istruzioni dei datori di lavoro, l'esiguità del numero dei clienti,
Considerandi
sono tutti elementi che inducono a concludere per un'attività dipendente.
9.
Alla luce di quanto
precede, nel caso di fattispecie i requisiti per l'affiliazione come
indipendente non sono soddisfatti, come detto il numero di committenti cui fa
capo la ricorrente e la rilevanza del rischio economico del caso concreto non
sono sufficienti a comprovare un'attività indipendente; inoltre il tipo di
fatturazione è tipico di un'attività a carattere dipendente. Il ricorso va
pertanto respinto e la decisione su opposizione va confermata.
10.
Con il 1. gennaio 2007 è
entrata in vigore la Legge federale sul Tribunale federale del 17
giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art.
132.
cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al
Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si
applica soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua
entrata in vigore.
A proposito della materia qui in causa (cause di diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del
ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art.
83.
LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto
pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il
ricorso è ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima
istanza, sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo
federale. L’art. 95 LTF prevede che il
ricorrente può far valere la violazione del diritto federale (lett. a), del
diritto internazionale (lett. b), dei diritti costituzionali cantonali (lett.
c), delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e
di elezioni e votazioni popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett.
e). A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il
ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in
modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo
95.
e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del
procedimento.
Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto
se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili
nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia di diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF con il ricorso
in materia costituzionale può essere censurata la violazione di diritti
costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come,
affinché sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o
perché il valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un
catalogo di eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità
cantonale di ultima istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di
diritto costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, introduction
à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in
particolare pag. 351 segg.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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