30.2007.5
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27 agosto 2007Italiano27 min
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Numero d'incarto:
30.2007.5
Data decisione, Autorità:
27.08.2007, TCA
Titolo:
Qualifica dello statuto contributivo dell'assicurata. Impugnabilità delle decisioni della Cassa di non affiliazione come indipendente. Se attività uguale alla precedente svolta quale dipendente, non è possibile qualificarla come indipendente. Violazione di essere sentito.
AFFILIAZIONE
DECISIONE
DIRITTO DI ESSERE SENTITO
LAVORATORE DIPENDENTE
LAVORATORE INDIPENDENTE
QUALIFICA DELLO STATUTO PROFESSIONALE DI UN LAVORATORE
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
art. 4 LAVS
art. 5 cpv. 2 LAVS
art. 14 LAVS
art. 10 LPGA
art. 61 let. g LPGA
Raccomandata
Incarto n.
30.2007.5
TB
Lugano
27 agosto
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 15 gennaio 2007
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 14 dicembre
2006 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto in
fatto
1.1. Il 27 aprile
2006 RI 1 ha consegnato all'Agenzia
AVS di __________ il "Questionario per l'affiliazione degli indipendenti", annunciando che dal 1°
gennaio 2006 si occupava di consulenze, marketing e comunicazione (doc. 22).
1.2. Esperiti
alcuni accertamenti (docc. 8-21), con decisione del 26 ottobre 2006 (doc. 7) la
Cassa CO 1 ha comunicato all'assicurata
che non era stato possibile affiliarla come indipendente, poiché lavorava per l'Associazione __________ e per diversi
motivi doveva essere considerata come una salariata di questa Associazione.
A seguito dell'opposizione del 27 novembre 2006 (doc. 3), la Cassa ha convocato in
udienza il patrocinatore dell'assicurata,
avv. RA 1 ed in quell'occasione
ha fissato per il seguente 19 dicembre l'incontro per l'audizione
di un teste (doc. 2).
1.3. Con decisione
su opposizione del 14 dicembre 2006 (doc. B) la Cassa ha ribadito lo statuto
professionale di dipendente di RI 1, evidenziando il grado di subordinazione
con la summenzionata Associazione. Contrariamente a quanto inizialmente
previsto, non ha ritenuto necessario sentire i testi. Inoltre, ha modificato il
luogo in cui l'assicurata deve
essere assoggettata al pagamento degli oneri sociali (in Svizzera e non in __________)
per quanto concerne l'altra
attività esercitata a __________.
1.4. Il 15
gennaio 2007 (doc. I) l'assicurata,
patrocinata dallo stesso legale, ha impugnato questa decisione al TCA, esponendo in sostanza le medesime
argomentazioni già proposte con l'opposizione. Ha in primo luogo contestato la circostanza che la
Cassa non abbia sentito il teste come già programmato in sede d'udienza. Inoltre, dopo aver esposto gli
antecedenti, ha precisato il suo ruolo quale consulente del presidente del __________
e del nuovo responsabile comunicazione e marketing, quest'ultimo principiante in tale attività. La
ricorrente doveva prestare consulenza telefonica da __________, dove si era
trasferita in funzione dell'altro
lavoro. Peraltro, non risultava più nell'organico del __________, il quale non le metteva quindi più a
disposizione né un ufficio né un computer né altro. Dato che la consulenza
veniva prestata dall'estero, l'insorgente beneficiava di un rimborso
forfetario delle spese telefoniche e di viaggio per rientrare a __________,
dove la sua presenza era richiesta per quattro giorni al mese. Il compenso
pattuito era di Fr. 55'000.-.
1.5. Nella
propria risposta di causa del 22 gennaio 2007 (doc. III), la Cassa ha confermato
sia lo statuto di dipendente della ricorrente sia l'assoggettamento al pagamento dei contributi paritetici in Svizzera
anche del salario conseguito in __________. Ha respinto la censura di
violazione del diritto d'essere
sentito per non aver ascoltato i testi richiesti, avendo potuto decidere sulla
scorta della documentazione già acquisita in virtù di un apprezzamento anticipato
delle prove ed avendo comunque proceduto all'audizione della ricorrente stessa.
L'insorgente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV).
considerato in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell'attività lucrativa svolta da RI 1 nell'anno 2006 a favore dell'Associazione __________.
In caso di rapporto dipendente con tale Associazione,
l'amministrazione dovrà riprendere, a titolo di salario, gli importi versati
all'assicurata quali salario determinante (art. 5 cpv. 2 LAVS).
Conseguentemente, su tale ammontare la datrice di
lavoro dovrà versare i contributi paritetici, ma potrà pretendere dalla
salariata che ne riversi una parte (art. 14 LAVS).
2.2. In materia
di affiliazione ad una Cassa AVS, il Tribunale Federale, in una sentenza 3
maggio 2006 (DTF 132 V 257), ha modificato la sua giurisprudenza. Secondo la
prassi instaurata precedentemente a questo giudizio, le decisioni di rifiuto di
affiliazione di una persona a titolo di lavoratore indipendente consistevano in
una semplice comunicazione all'assicurato cui non era riconosciuto, salvo
eccezioni, valore di decisione formale impugnabile. Il rifiuto di affiliazione
quale indipendente poteva quindi essere contestato solo in occasione della
prima decisione di tassazione con una serie di difficoltà che la citata sentenza
pone in evidenza. Con la nuova prassi instaurata dal Tribunale Federale delle
Assicurazioni, la decisione d'iscrizione è ritenuta, salvo eccezioni, di natura
formatrice. In tal senso, la competente cassa di compensazione deve emanare un
provvedimento contro cui l’assicurato può aggravarsi sia mediante opposizione sia,
se del caso, mediante ricorso all’autorità giudiziaria. In particolare l’Alta
Corte federale ha ritenuto (cons. 1, 2.4. e 2.5):
" (…) Gemäss
Art. 49 ATSG hat der Versicherungsträger über Leistungen, Forderungen und
Anordnungen, die erheblich sind oder mit denen die betroffene Person nicht
einverstanden ist, schriftlich Verfügungen zu erlassen (Abs. 1). Dem Begehren
um Erlass einer Feststellungsverfügung ist zu entsprechen, wenn die Gesuch-stellende
Person ein schützenswertes Interesse glaubhaft macht (Abs. 2). Erforderlich ist
ein rechtliches oder tatsächliches und aktuelles Interesse an der sofortigen
Feststellung des Bestehens oder Nichtbestehens eines Rechtsverhältnisses, dem
keine erheblichen öffentlichen oder privaten Interessen entgegenstehen, und
welches nicht durch eine Rechtsgestaltende Verfügung gewahrt werden kann. (…)
Bei Verfügungen über das AHV-Beitragsstatut
bejaht die Gerichts-praxis ein Feststellungsinteresse bei komplizierten
Verhältnissen, wo der mit der Abrechnung über paritätische Beiträge verbundene
Arbeitsaufwand oft nur dann zumutbar ist, wenn bereits feststeht, dass eine
unselbstständige Erwerbstätigkeit ausgeübt wird und die Abrechnungs- und
Beitragszahlungspflicht der als Arbeitgeber oder Arbeitgeberin angesprochenen
Person erstellt ist. Für die Bejahung eines schutzwürdigen resp.
schützenswerten Interesses im dargelegten Sinne sprechen u.a. die grosse Zahl
von betroffenen Versicherten und der Umstand, dass die Rechtsfrage nach dem
Beitragsstatut wegen besonderer Verhältnisse neuartig ist (…).
Diese Rechtsprechung hat grundsätzlich auch unter
der Herrschaft von Art. 49
Abs. 2 ATSG Gültigkeit (…).
Eine Gerichtspraxis ist u.a. zu ändern, wenn sie
als unrichtig erkannt und die neue Lösung besserer Erkenntnis der ratio legis
entspricht oder den veränderten äusseren Verhältnissen oder gewandelten
Rechtsanschauungen besser Rechnung trägt (…).
Versicherte haben keinen Anspruch darauf, dass
eine Ausgleichs-kasse ihr Beitragsstatut in Bezug auf die Tätigkeit für eine
ihr als Selbstständigerwerbender angeschlossene natürliche oder juristische
Person verbindlich festlegt, allenfalls durch eine Verfügung über paritätische
Beiträge auf den bezogenen Entgelten. Daran ändert nichts, dass ein solcher
Verwaltungsakt grundsätzlich auch dem oder den davon betroffenen Arbeitnehmern
zu eröffnen ist und diese ein selbstständiges Einsprache- und Beschwerderecht
haben Entscheidend ist, dass Arbeitnehmer weder abrechnungs- noch
beitragszahlungspflichtig sind und somit in keinem oder zumindest nicht in einem
direkten Rechtsverhältnis zur Ausgleichskasse des Arbeitgebers stehen. Dies
spricht umgekehrt für ein schützenswertes Interesse an einer einsprachefähigen
Verfügung und allenfalls an einem beschwerdefähigen Einspracheentscheid, wenn
die zuständige Ausgleichskasse das Gesuch einer versicherten Person um
Anschluss als Selbstständigerwerbender und Eintrag im Register gänzlich oder in
Bezug auf eine oder mehrere bestimmte Tätigkeiten ablehnen will. Ebenfalls kann
in der Regel nur so dem berechtigten Interesse des Gesuchstellers an der
rechtskräftigen Entscheidung über sein Beitragsstatut innert nützlicher Frist
genügend Rechnung getragen werden. Diesem berechtigten Anliegen widerspricht,
warten zu müssen, bis in einem unter Umständen ein Jahr oder noch länger
dauernden Verfahren über paritätische Beiträge (auch) darüber entschieden wird.
(…) Es kann offen bleiben, ob die dargelegten
Gründe in jedem Fall ein schützenswertes Interesse an einer
Feststellungsverfügung im Sinne von Art. 49 Abs. 2 ATSG zu begründen vermögen. Entscheidender
Gesichtspunkt ist, dass das Gesuch um Anschluss und Registrierung als
Selbstständigerwerbender nicht auf einen reinen Feststellungsentscheid abzielt.
Vielmehr will die versicherte Person in ein Rechtsverhältnis mit der (zuständigen)
Ausgleichskasse treten im Hinblick auf die Entrichtung persönlicher Beiträge,
wozu sie gleichzeitig gesetzlich verpflichtet und berechtigt ist.
Wird ein entsprechendes Gesuch abgelehnt, ist
dieser Entscheid Rechtsgestaltender Natur im Sinne von Art. 5 Abs. 1 lit. a
oder c VwVG und nicht bloss ein reiner Feststellungsentscheid. Zu beachten ist
sodann, dass die oder eine zuständige Ausgleichskasse (Art. 64 AHVG und Art. 117 ff. AHVV) bei gänzlicher oder
teilweiser Ablehnung eines Anschlussgesuchs, weil sie die versicherte Person
als unselbstständigerwerbend oder bestimmte ihrer Tätigkeiten als
unselbstständig erachtet, nicht die Möglichkeit hat, eine Verfügung über
paritätische Beiträge zu erlassen oder eine solche von der Ausgleichskasse des
anzusprechenden Arbeitgebers zu erwirken (vgl. ZAK 1986 S. 574 Erw. 1b).
Umgekehrt ist ein die paritätische Beitragspflicht des angesprochenen
Arbeitgebers verneinender rechtskräftiger Entscheid für die zuständige
Ausgleichskasse des mitbetroffenen "Arbeitnehmers" verbindlich. Diese
Rechtslage spricht ebenfalls für den rechtsgestaltenden Charakter des
Entscheids der Ausgleichskasse, das Anschlussgesuch abzuweisen.
In Änderung der Rechtsprechung gemäss den in Erw.
2.3 erwähnten Urteilen A. vom 24. Februar 2003 (H 245/01), F. vom 8. Juli 1999
(H 187/99) und Z. vom 30. August 1985 (ZAK 1986 S. 48) hat daher eine
Ausgleichskasse bei Ablehnung des Gesuchs einer versicherten Person um
Anschluss als Selbstständigerwerbender und Eintrag im Register eine
einsprachefähige Verfügung und gegebenenfalls einen beschwerdefähigen
Einspracheentscheid zu erlassen (Art. 49 Abs. 1, Art. 52 Abs. 2 und Art. 56 Abs. 2 ATSG).
Diese sind, soweit bekannt, grundsätzlich auch dem oder den allenfalls
abrechnungs- und beitragszahlungspflichtigen Arbeitgebern zu eröffnen (vgl.
EVGE 1957 S. 103 [Beiladung zum verwaltungsgerichtlichen Beschwerde-verfahren]).
(…)".
Come indicato dal TFA, le decisioni relative all’affiliazione di un assicurato devono di
principio pure essere notificate, nella misura in cui sono note, anche al
datore di lavoro o eventualmente a chi è tenuto a occuparsi della contabilità o
del pagamento dei contributi (DTF 132 V 262 consid. 2.4.1, 2.4.2 e 2.5).
2.3. A norma
dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.4. Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando
una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne
l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere
dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato
non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige
la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere
forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle
Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in
ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La
decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali
il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che
militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa
D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172
consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza
ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H
59/00).
2.5. Secondo la
giurisprudenza dell’Alta Corte (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284
consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad
esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo
di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste
quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali
incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986
pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è in presenza
di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro
sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un
termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e,
durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può
praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches
Arbeitsrecht, 12a ed., pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle
infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico
dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal
risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag.
347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità
di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione
simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il TFA ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER,
DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 l’Alta
Corte ha precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale
du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui
doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF
122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une
harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les
cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale. (…)."
2.6. Il TFA (dal
1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato
come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della
sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato
in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa B.; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c =
DTF 119 V 165). Per questi motivi un assicurato può essere qualificato
simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro
lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da
un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104
V 127).
2.7. L'art. 11 LPGA considera datore di lavoro chi
impiega salariati.
Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore
di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione
giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti
Fatti
i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che,
nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio
obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È riservata l'esenzione dall'obbligo di
pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini
stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).
Il datore di lavoro è la persona per la quale il
salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per
un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei
contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che
paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera
salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un
lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive
UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei
salari è un datore di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).
2.8. Per diversi
anni, l'insorgente è stata alle
dipendenze della predetta Associazione nel settore
comunicazione e marketing. Con il cambio al vertice, l'assicurata ed altri dipendenti si sono licenziati.
Tuttavia, l'emergenza creatasi
all'interno del nuovo gruppo ha
fatto sì che alcuni ex dipendenti, come la ricorrente, sono stati richiamati a
tempo parziale e per un periodo determinato. Il compito della ricorrente era
quello di consigliare sia il presidente sia il nuovo responsabile della
comunicazione e marketing. Per questa mansione è stata concordata un'indennità complessiva forfetaria di Fr. 55'000.- dal 1° gennaio al 31 agosto 2006.
I due mandati di prestazione agli atti contemplano
l'incarico di consulente esterno
(doc. 4) e di consulente del presidente (doc. 5) della nota Associazione.
La prima funzione prevedeva consulenza nel piano
marketing, consulenza sulla definizione delle strategie sponsoring, consulenza nella
realizzazione dei progetti di presenza sponsor, consulenza nella preparazione
delle riunioni sponsor e partner principali, allestimento dei dossier di
presentazione per sponsor e partner principali e ufficiali, verifica della
redazione dei contratti sponsor e partner, consulenza per l'allestimento di stampati, rispetto del
Corporate, se richiesta, consulenza per la realizzazione degli accordi
marketing con partner pubblici e consulenza per la realizzazione logistica di
eventi nel corso dell'anno
fuori __________. Sottoscrivendo questo "mandato di prestazione", l'assicurata si è impegnata a rispettare
scrupolosamente le direttive ed il budget del suo settore ed era pure tenuta ad
osservare le direttive generali ed i regolamenti stabiliti dal __________ come
pure, nell'esercizio della sua
attività, era subordinata alle direttive del presidente, del direttore
artistico e del responsabile del settore comunicazione e marketing. Al termine
della sua collaborazione, essa doveva presentare al responsabile delle finanze
il consuntivo dell'attività
svolta. Il compenso è stato stabilito in Fr. 45'000.- omnicomprensivi ed il pagamento è stato previsto - su presentazione
di fattura - in tre tranches (la prima di Fr. 15'500.- al 31 marzo, la seconda di pari importo al 30 giugno e la
terza di Fr. 14'000.- al 31 agosto).
Oltre a ciò, le parti hanno concordato un importo forfetario mensile di Fr.
300.- netti per ogni spesa - fatturata - necessaria all'esecuzione del compito affidatole (telefono, viaggi, ecc.). Previo
accordo scritto, la ricorrente poteva inoltre beneficiare del riconoscimento
dell'onorario per progetti e
del rimborso di eventuali altre spese di trasferta non attinenti a questo
contratto. Fra i suoi obblighi, l'assicurata doveva garantire la sua presenza in loco per almeno
quattro giorni in media al mese concordati con il presidente, il direttore
artistico ed il responsabile del settore comunicazione e marketing. Essa doveva
pure essere disponibile per altri incontri in sede e non da definire di comune
accordo. Inoltre, doveva mantenere il segreto assoluto sugli affari trattati
sia durante il periodo contrattuale sia in seguito, e restituire alla scadenza
tutta la documentazione - non fotocopiabile né per uso personale né per terzi -
ed il materiale d'ufficio
affidati alla sua custodia.
Con il secondo contratto, la ricorrente doveva
prestare al presidente consulenza su questioni di organizzazione interna e generale
del __________, attenendosi alle direttive generali ed ai regolamenti stabiliti
dall'Associazione. Per il suo
lavoro era previsto il versamento di un'indennità forfetaria omnicomprensiva di Fr. 10'000.-, suddivisa in Fr. 3'200.- al 31 marzo ed al 30 giugno, ed in
Fr. 3'600.- al 31 agosto. Come
per l'altra funzione, l'onorario per progetti ed eventuali spese
per trasferte che esulavano da questa seconda attività, se richieste dal
presidente, facevano oggetto ogni volta di un contratto separato. Inoltre,
vigeva sempre l'obbligo di
mantenere il segreto assoluto.
Da notare
che l'assicurata ha emesso (docc. 9-12) fatture mensili per Fr. 6'500.- per
"contratto di consulenza marketing & sponsoring" e per
"consulenza alla presidenza".
2.9. Per quanto
concerne l'organizzazione del
lavoro quale elemento per identificare lo statuto contributivo di un
assicurato, il TCA rileva che
quando un contratto di lavoro viene sostituito da un contratto di mandato, l'assicurato che fino a quel momento era
salariato non diventa automaticamente indipendente se non v'è alcun cambiamento effettivo nei suoi
rapporti con il datore di lavoro e se il primo continua ad essere subordinato al
secondo (RCC 1978 pag. 518 consid. 2-4; Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., pag. 181, n. 109 ad art. 5 LAVS). In altri termini, diventa importante
identificare l'esatto tipo di
attività svolta prima e dopo la modifica contrattuale.
Nella più
recente giurisprudenza il TFA (dal 1° gennaio 2007): TF) ha avuto modo di
rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato,
all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per
un solo committente, è usuale (cfr. da ultimo STF del 19 marzo 2007, H 194/05,
consid. 7.1, nonché STFA del 1° febbraio 2005, H 155/04, consid. 4.3) e come il
processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un
cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa
indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia
sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi
preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (STF del 30 gennaio 2007,
consid. 4.3, H 82/05).
Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; STF del 19 marzo
2007, H 194/05, consid. 5.2).
Infine
vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere
conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse
attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro
(DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid.
7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo
mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per
diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,
in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161
consid. 3b pag. 164; STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 7.4, STFA del 17
febbraio 2005, H 12/04, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).
2.10. Nel caso in
esame, non è dato a sapere con certezza se l'attività di responsabile del settore comunicazione e marketing che
la ricorrente ha svolto per l'Associazione
dal 2000 al 2005 quando era alle sue dipendenze (doc. I punto 5.1) sia la
medesima di quella che si è impegnata ad esercitare quando è stata assunta
quale consulente del presidente e del nuovo responsabile della comunicazione e
marketing dal 1° gennaio al 31 agosto 2006 (doc. I punto 5.3).
Alla luce di quanto precede, la determinazione precisa
di questa circostanza risulta fondamentale per poter qualificare il nuovo
statuto di consulente dell'insorgente.
A tale proposito, va osservato che la ricorrente
aveva chiesto all'amministrazione
- ma non ottenuto - l'audizione
del presidente del __________, del direttore artistico, dell'attuale responsabile del settore
comunicazione e marketing __________, del responsabile __________ e dei dirigenti
della committente estera di __________ - quest'ultimi per dimostrare l'incompatibilità
di una collaborazione dipendente per l'Associazione __________ con l'attività __________
(doc. I punto 6).
In merito alla lagnanza riguardo alla mancata
audizione da parte della Cassa dei testi ad essa notificati in sede di udienza,
questo Tribunale constata che, effettivamente, il comportamento adottato dall'amministrazione non è stato affatto coerente.
Risulta infatti biasimevole oltreché riprovevole fissare durante l'udienza del 5 dicembre 2006 (doc. 2) la
data per l'audizione di due testi
(19 dicembre 2006), ma emettere già prima di questa scadenza (14 dicembre 2006)
la decisione su opposizione qui impugnata.
Per questo motivo, vista la violazione del
diritto d'essere sentito della
ricorrente garantito dall'art.
29 cpv. 2 Cost. fed., gli atti vanno rinviati all'amministrazione, la quale dovrà accertare, mediante l'audizione dei testi indicati dall'assicurata, l'effettiva attività esercitata dalla medesima a favore dell'Associazione in oggetto quando era sua
dipendente, ossia fino al 2005, e poi nel 2006 in veste di consulente
"esterna". Vanno esaminati nel dettaglio il rapporto preesistente con
l'ex datrice di lavoro e quello
instaurato successivamente al 2005, prestando particolare attenzione alle
mansioni effettivamente svolte prima e dopo il suo licenziamento, alle modalità
di esecuzione delle sue prestazioni prima e dopo (se riceveva istruzioni, se
doveva rendere conto a qualcuno del suo operato, ecc.), al tempo reale dedicato
al lavoro quando era dipendente e quando fungeva da consulente e se nel 2006
continuava ad essere subordinata alla datrice di lavoro/mandante nell'esecuzione delle sue funzioni. Di rilievo è
infatti l'accertamento dell'esistenza di una situazione di continuità
delle sue prestazioni e relative modalità d'esecuzione.
2.11. Nel merito
questo Tribunale deve comunque osservare che, per quanto desumibile dagli atti
sin qui raccolti, per l'esecuzione del (nuovo) lavoro, la documentazione
agli atti evidenzia che l'assicurata era tenuta ad osservare scrupolosamente le
istruzioni e le direttive fissate dall'Associazione __________ (doc. 21 domanda
n. 7), tanto che la sua attività era specificamente subordinata alle direttive
del presidente, del direttore artistico e del responsabile del settore
comunicazione e marketing. La ricorrente, quindi, non poteva agire liberamente
nell'espletamento delle sue attività, ma doveva renderne conto al responsabile
delle finanze e seguire le indicazioni fornite da quest'ultimo (doc. 4 punto 1).
Dal profilo organizzativo, dunque, pare vi fosse una marcata dipendenza.
Non va poi dimenticato l'obbligo di presenza a __________ per almeno quattro giorni al mese
per incontri con la direzione (doc. 4 punto 4).
Per quanto concerne l'aspetto economico dei due citati contratti, dagli atti all'inserto risulta che almeno per i primi
quattro mesi del 2006 - e non ogni trimestre come concordato - la ricorrente fatturava
alla mandante, in una sola fattura, le sue prestazioni sia per le consulenze marketing
e sponsoring (Fr. 5'500.-) sia per
le consulenze alla presidenza (Fr. 1'000.-), chiedendo direttamente il totale di Fr. 6'500.- (docc. 9-12).
Questi versamenti erano dunque praticamente
regolari e riferiti ad importi di certo rilievo. La somma fatturata era sempre
la medesima, proprio perché il compenso era già stato concordato fra le parti e
rimaneva lo stesso indipendentemente dal tempo effettivamente dedicato dall'insorgente alla sua funzione di consulente
e dal risultato conseguito dalla datrice di lavoro grazie alla sua consulenza.
Per la funzione più remunerativa, ossia quale consulente marketing
e sponsoring del __________, l'assicurata
beneficiava inoltre del rimborso forfetario mensile di Fr. 300.- per le spese
generali dovute all'utilizzo del
telefono (telefonate internazionali da __________), ai viaggi di lavoro (da __________
a __________) e per ogni altra spesa necessaria all'espletamento della sua attività per conto della mandante.
Oltre a questo rimborso standard per spese di
rappresentanza, l'insorgente
poteva beneficiare di rimborsi effettivi per onorari per progetti e per spese
di trasferta esulanti dai contratti sottoscritti (doc. 21 domanda n. 6:
trasferte in altre nazioni) e dal regolare svolgimento delle attività assegnatele, previo consenso
scritto del presidente.
L'affermazione della ricorrente secondo cui essa si assumeva le spese
generali allo stesso modo in cui un imprenditore si assume questo rischio, non pare
trovare qui conferma (doc. 21 domanda n. 9) e dovrà essere accertata a mano
della necessaria documentazione da parte dell'amministrazione.
Apparentemente l'assicurata non si è assunta alcun rischio d'incasso (doc. 21 domanda
n. 9) nel senso di rischio di perdita nel non riuscire ad incassare quanto
fatturato avendo garantito, alla fine di ogni mese, il versamento di un importo
concordato in anticipo; proprio come un normale collaboratore dipendente subordinato
al suo datore di lavoro, che riceve sempre lo stesso stipendio alla fine di
ogni mese. I versamenti effettuati erano sostanzialmente fissi, regolari
(Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS).
Questo TCA evidenzia ancora che per l'esercizio della sua attività, la
ricorrente non ha sostanzialmente effettuato particolari investimenti, poiché utilizzava
un semplice computer, due telefoni mobili (uno per la Svizzera ed uno per __________),
un palmare ed il classico materiale d'ufficio (doc. 21 domanda n. 3).
Da ultimo, rilevante appare l'obbligo fatto alla ricorrente di mantenere
il segreto assoluto sugli affari trattati anche al termine della sua
collaborazione, di restituire la documentazione ed il materiale d'ufficio, di
proprietà dell'Associazione affidati alla sua custodia e di non accettare doni o
altri profitti (docc. 4 e 5 punto 5) elementi che l'amministrazione dovrà
ulteriormente valutare per il nuovo giudizio che è chiamata a rendere dopo gli
accertamenti indicati al punto precedente.
2.12. In
conclusione, il ricorso va dunque accolto, la decisione impugnata annullata e l'incarto rinviato alla Cassa di compensazione
per i suoi incombenti.
Vincente in causa, alla ricorrente, patrocinata
da un legale, sono attribuite delle ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).
Per questi
motivi
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei
considerandi.
§ Di
conseguenza, la decisione su opposizione impugnata va annullata e l'incarto rinviato alla Cassa CO 1 affinché
proceda all'audizione dei testi
indicati dall'assicurata (cfr.
consid. 2.9) e, sulla scorta delle risultanze ottenute, si pronunci nuovamente
mediante decisione formale sullo statuto contributivo di RI 1 nei confronti
dell'attività prestata a favore
della Associazione __________.
Considerandi
2.
Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa CO 1 verserà alla ricorrente la somma di
Fr. 800.- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).
3.
Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione,
e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione
impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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