Lexipedia

Decisione

30.2008.166

Assumere ed impiegare per attività di sorveglianza persone senza la necessaria autorizzazione

17 settembre 2009Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

di per sé, l’attività svolta dal signor __________ rientra fra quelle elencate

dall’art. 8b cpv. 1 RLAPIS (servizio d’ordine non armato per manifestazioni

sportive e ricreative), per le quali è necessaria soltanto una notifica

preventiva all’Ufficio dei permessi, che nel caso specifico non risulta essere

stata effettuata;

che

l’insorgente ha dichiarato in occasione del suo interrogatorio: “Non so

quante persone sono alle dipendenze della ditta poiché il responsabile di

questo è mio marito (__________, n.d.r.)” e “Voglio dire che

praticamente ho solo la firma per quanto riguarda tutte le pratiche

burocratiche. Per tutto il resto è mio marito che se ne occupa. In sostanza io

centro (sic!) pochissimo con la ditta.” (cfr. suo verbale di

interrogatorio 21 febbraio 2008);

che,

nonostante ciò, l’insorgente, nella sua qualità di socia e gerente con firma

individuale dell’allora __________, risponde anche delle mancanze dei propri

dipendenti, ossia del signor __________ che all’interno della società aveva la

funzione di responsabile dell’ufficio contabilità e dell’ufficio delle risorse

umane (cfr. contratto di lavoro annesso al suo verbale di interrogatorio 14

febbraio 2008), rispettivamente di suo marito, il quale ai tempi era socio

senza diritto di firma della ditta in questione;

che

la signora __________ ha asserito di aver lavorato, su chiamata ed in uniforme,

per conto della __________ a contare dal 28 settembre 2007 (ovvero sin dalla

sua fondazione) all’1 marzo 2008, con l’incarico di garantire la sicurezza

degli allievi delle scuole elementari di __________ durante l’attraversamento

della strada dalle scuole alla fermate del bus, nonché, in occasione di quattro

partite del girone di andata del __________, conclusosi a metà novembre 2007, con

il compito di controllare le donne che accedevano allo __________ e di aiutare

a garantire la sicurezza all’intero dello stesso (cfr. suo verbale di interrogatorio

23 febbraio 2008);

che

dalla documentazione versata agli atti risulta inoltre che la signora __________

è stata autorizzata ad operare quale agente di sicurezza soltanto dal 12

febbraio 2008 (cfr. e-mail dell’Ufficio dei permessi allegato al rapporto di

segnalazione 19 marzo 2008);

che

anche le attività svolte dalla signora __________ sono soggette unicamente all’obbligo

della notifica preventiva ai sensi dell’art. 8b cpv. 1 RLAPIS (servizio d’ordine

non armato per manifestazioni sportive e ricreative e segnalazioni nei pressi

di passaggi pedonali), che comunque, come pacificamente riconosciuto dall’insorgente

nel suo allegato ricorsuale, non è stata fatta tempestivamente (cfr. ricorso);

che,

per i medesimi motivi di cui sopra, l’insorgente deve pertanto rispondere anche

di questa violazione;

che

il signor __________ nel corso dell’istruttoria ha prodotto il contratto di

lavoro stipulato con l’allora ditta __________ dal quale si evincono le sue

mansioni, che, a prima vista, non rientrano necessariamente tra quelle soggette

ad autorizzazione. Ciò non toglie che egli, in determinate occasioni, abbia

comunque potuto svolgere compiti che esulano da quelli contrattualmente

stabiliti e per i quali è necessario disporre del permesso dipartimentale o

attività per le quali è unicamente necessaria una notifica preventiva al

competente Ufficio dei permessi ai sensi dell’art. 8b LAPIS;

che,

contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, da un’attenta analisi della

documentazione versata agli atti, si evince chiaramente che il signor __________

ha svolto anche mansioni soggette ad autorizzazione;

che,

in primo luogo, nonostante quest’ultimo abbia decisamente negato d’aver avuto

con sé l’arma personale - sorretto in ciò pure dalle deposizioni degli altri

collaboratori dell’allora __________ (cfr. i verbali di interrogatorio allegati

al rapporto di segnalazione 19 marzo 2008) - non vi è infatti alcun motivo di

dubitare dell’attendibilità delle constatazioni degli agenti della Polizia

Considerandi

intercomunale di __________;

che,

in effetti, benché le dichiarazioni di polizia non fruiscano, di per sé, di una

presunzione di veridicità e fedefacenza, rientra nelle attribuzioni dell’autorità

decidente apprezzare liberamente la concludenza delle dichiarazioni rese dall’autore

dell’accertamento ed esaminare la pertinenza della descrizione dei fatti,

tenendo conto delle argomentazioni sollevate dagli interessati;

che,

nel caso specifico, gli agenti denuncianti, che, a differenza del signor __________

e della ricorrente, non hanno alcun interesse a dichiarare fatti e circostanze non

corrispondenti alla realtà, con il rischio di subire sanzioni penali ed

amministrative, non solo hanno notato, a più riprese, che durante le

manifestazioni carnascialesche, il signor __________ indossava il cinturone con

la pistola, ma hanno pure indicato il modello della stessa (cfr. rapporto informativo

26.

febbraio 2008). Se effettivamente non avesse avuto con sé l’arma personale,

non si spiega come gli agenti abbiano potuto indicarne anche il modello (SIG

226), che corrisponde proprio a quello dell’arma di sua proprietà (cfr. suo

verbale di interrogatorio 14 febbraio 2008 allegato al rapporto di segnalazione

del 19 marzo 2008);

che

già solo questo aspetto esclude l’applicabilità dell’art. 8b cpv. 1 RLAPIS;

che,

comunque, anche volendo prescindere da quanto precede, dalle affermazioni dello

stesso signor __________ si evince chiaramente che la sua presenza al carnevale

di __________ non si è limitata al puro e semplice controllo degli agenti in

servizio ed al contatto con la clientela (per tale compito sarebbe bastata una

presenza sporadica e senza uniforme), ma era invece volta a svolgere (anche)

compiti di sorveglianza;

che,

in effetti, quest’ultimo ha dichiarato all’agente interrogante: “ (…) Ero

effettivamente in divisa avevo il cinturone ma non avevo la pistola. (…) Ero

sul posto come responsabile controllo del servizio che era composto da 4

uomini. Il mio compito era di gestire e controllare questi uomini. (…) Come

responsabile di regola sono presente tutto il tempo del servizio o secondo alle

esigenze di bisogno. Nella fattispecie nel periodo del carnevale di __________

il servizio iniziava alle 22.00 e terminava alle 02/03.00 a dipendenza. In quel

tempo io ero presente”. Alla puntuale contestazione dell’agente

interrogante, al quale pareva strano che girasse per il carnevale con il

cinturone ma senza l’arma, egli ha inoltre affermato: “No. Io ho il

cinturone per una eventualità di difesa e di fermo per eventuale sicurezza e

protezione mia e dei colleghi di lavoro. Ribadisco che non avevo l’arma”

(cfr. suo verbale di interrogatorio 14 febbraio 2008, allegato al rapporto

di segnalazione 19 marzo 2008);

che,

benché la legge non specifichi cosa si intenda per sorveglianza, non vi è

dubbio che sotto tale definizione ricada anche la difesa e, soprattutto, il

fermo di persone;

che,

infine, la conferma che egli era presente al citato carnevale non solo per

controllare gli agenti in servizio e per mantenere i contatti con la clientela,

ma anche per svolgere compiti a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici

discende anche dalle constatazioni degli agenti denuncianti secondo i quali il

signor __________ ha preso contatto a più riprese con la loro pattuglia,

aggiornandola sul servizio da lui svolto (cfr. rapporto informativo 26 febbraio

2008). In effetti, lo scambio di informazioni di servizio con la locale Polizia intercomunale, attività che rientra indubitabilmente fra quelle soggette ad

autorizzazione, non sono certo avvenute in qualità di privato cittadino, bensì

di agente di sicurezza;

che

il signor __________ ha dunque svolto anche attività soggette ad

autorizzazione, senza tuttavia disporre del necessario permesso (cfr. suo

verbale di interrogatorio 14 febbraio 2008 ed e-mail dell’Ufficio dei permessi allegato

al rapporto di segnalazione 19 marzo 2008);

che

in siffatte evenienze questo giudice, dopo aver vagliato tutti gli atti

istruttori, perviene al convincimento che le citate persone abbiano operato per

conto dell’allora __________ senza essere preventivamente notificate,

rispettivamente senza la necessaria autorizzazione e che di conseguenza l’interessata,

nella sua qualità di socia e gerente con firma individuale della predetta

società, abbia violato le norme legali enunciate nella decisione impugnata;

che

tuttavia, tenuto conto che per quanto concerne il signor __________ e la

signora __________ la violazione consiste unicamente nel non aver

preventivamente notificato all’Ufficio dei permessi il loro impiego ai sensi

dell’art. 8b cpv. 1 RLAPIS, si giustifica una riduzione della sanzione

pecuniaria, adeguando conseguentemente la tassa e le spese del primo giudizio e

contenendo al minimo quelle della presente sentenza;

che

tutto ben ponderato una multa di fr. 400.-- risulta essere convenientemente

proporzionata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;

Dispositivo

per questi motivi, visti gli art. 1, 3, 22 LAPIS, 1, 2,

8b RLAPIS, 1 segg. LPContr;

pronuncia: 1. Il ricorso è

parzialmente accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1

è inflitta una multa di fr. 400.-- oltre ad un tassa di giustizia di fr. 90.--

ed alle spese di fr. 30.--.

2. La tassa di giustizia di

fr. 100.-- e le spese di fr. 80.-- sono poste a carico della ricorrente.

3. Intimazione a:

Il giudice: Il

segretario:

Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto

ricorso in materia penale al Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg.

LTF) per i motivi previsti dagli art. 95 e 97 LTF, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster