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Decisione

30.2008.218

Incenerimento illecito di legname usato

28 aprile 2010Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

i loro biotopi nonché il suolo da inquinamenti dell’aria dannosi o molesti (art.

1 OIAt).

L’art. 26a OIAt specifica che i rifiuti possono essere bruciati o sottoposti a

decomposizione termica soltanto in impianti secondo l’allegato 2 cifra 7; è

fatta eccezione per l’incenerimento di rifiuti secondo l’allegato 2 cifra 11.

Chiunque intenzionalmente

incenerisce abusivamente rifiuti fuori degli impianti è punito con la multa (art.

61 cpv. 1 lett. f LPAmb). Anche la negligenza è punibile con la multa (cpv. 2).

Per

la cifra 31 cpv. 1 dell’allegato 5 dell’OIAt, sono considerati legna da ardere:

la legna allo stato naturale, in pezzi, compresa la corteccia che vi aderisce,

in particolare ciocchi, mattonelle, rami secchi e pigne (lett. a), la legna

allo stato naturale, non in pezzi, in particolare pellets, pezzetti minuti,

trucioli, segatura, polvere di levigatrice o corteccia (lett. b), gli scarti di

legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello industriale e

artigianale, purché non siano stati né impregnati con un procedimento a getto

né ricoperti con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (lett.

c).

Secondo

la cifra 31 cpv. 2 lett. a dell’allegato 5 dell’OIAt, invece, non sono

considerati legna da ardere il legname di scarto proveniente dalla demolizione,

dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello

costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come

pure quello frammisto a legna da ardere secondo il capoverso 1. Non sono

inoltre considerati legna da ardere, secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. b

dell’allegato 5 dell’OIAt, tutti gli altri materiali in legno, come: il legname

di scarto o i rifiuti di legname impregnato con prodotti per la protezione del

legno mediante un procedimento a getto o ricoperto con un rivestimento contenente

composti organo-alogenati (cifra 1), i rifiuti di legname o il legname di

scarto trattati in modo intensivo con prodotti per la protezione del legno come

il pentaclorofenolo (cifra 2), i miscugli di tali rifiuti con la legna da

ardere secondo il capoverso 1 o il legname di scarto secondo la lettera a

(cifra 3).

3. Nel

presente caso, la SPAAS – in applicazione delle predette disposizioni – ha

rimproverato al multato di aver incenerito illecitamente almeno 4'000 kg di rifiuti (legname usato) provenienti dallo stabile __________. Il protocollo d’analisi

delle ceneri 25 luglio 2008, dal quale risulta, tra l’altro, la presenza di

chiodi, viti, aghi di cenere da compensato ecc., conferma l’incenerimento di

materiali non conformi all’OIAt.

4. Il ricorrente ammette di

aver acceso il falò preparato con materiale proveniente dalla demolizione del __________,

e meglio alcune suppellettili e assi di legno. Contesta nondimeno l’ammontare

della multa, facendo valere innanzitutto di aver provveduto a separare

(incaricando l’impresa che si è occupata della demolizione dell’__________) e

depositare in un apposita benna, il materiale ritenuto inquinante, incendiando

unicamente quanto egli riteneva non inquinare l’ambiente. Egli osserva inoltre

che nella benna non erano stati gettati residui metallici di materiale

incenerito, bensì vi era depositato del materiale incenerito proveniente dal __________

che subì un incendio nel __________. Il materiale ritenuto inquinante è stato

portato per il necessario smaltimento al centro raccolta rifiuti di __________.

L’insorgente afferma

dunque di aver agito in tutta buona fede, bruciando unicamente il legname

considerato non trattato e quindi non inquinante. Egli contesta il quantitativo

di legna bruciato insistendo sul fatto che esso sia notevolmente inferiore

rispetto a quello indicato dalla __________. Per tutte queste ragioni chiede

che la multa venga sensibilmente ridotta e non superi fr. 200.-.

5. La legge prevede

espressamente che il legname di scarto proveniente

Considerandi

dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché

da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di

legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo l’art. 31

capoverso 1 dell’allegato 5 dell’OIAt non è considerato legna da ardere.

La legna proveniente dalla

demolizione del __________ deve dunque essere considerata legna che non si

poteva bruciare. Il fatto che la stessa fosse stata minuziosamente separata dal

resto degli scarti non è perciò di alcuna pertinenza, sennonché per quanto

concerne la commisurazione della pena; giovi comunque rilevare che in sede di osservazioni

al rapporto di contravvenzione, in contrasto con l’asserita minuzia invocata

nel gravame, egli lasciava invece trapelare un’evidente leggerezza nella

cernita del materiale, ammettendo finanche un certo potenziale inquinante del

combustibile (“abbiamo dato fuoco a ciò che ritenevamo non inquinasse più di

quel tanto”).

Ad ogni buon conto, è pacifico

che le analisi delle ceneri (cfr. protocollo d’analisi ceneri fuoco all’aperto

25.

luglio 2008) sono risultate non conformi alla normativa OIAt. Per questi

motivi, procedendo all’incenerimento di suddetti rifiuti, il ricorrente ha violato le disposizioni concernenti

la protezione dell’ambiente.

Sul quantitativo di legname

incenerito contemplato nella decisione impugnata, va detto che lo stesso è

stato determinato sulla base delle affermazioni dell’insorgente medesimo di cui

alle osservazioni 22 agosto 2008 (che hanno portato a un notevole

ridimensionamento dei quantitativi inizialmente ascrittigli). Non avendo egli

fornito ulteriori elementi atti a confutare il calcolo eseguito dall’autorità,

la generica contestazione di cui al gravame è volta all’insuccesso.

6.

Per quanto attiene all’ammontare

della multa, è importante differenziare tra lo smaltimento illegale di rifiuti

commesso intenzionalmente o per negligenza. Nel presente caso, non vi sono

indizi che permettano di concludere che l’insorgente

avesse l’intenzione di smaltire in modo illecito del legname. Infatti, in tal

caso, v’è da credere che non avrebbe provveduto a separare il materiale

considerato inquinante da quello che riteneva non lo fosse (più di quel tanto),

facendo poi capo al centro raccolta rifiuti di __________ (cfr. fattura __________

sub. doc. 7). Nemmeno il pressapochismo nella separazione del materiale è tale

da mettere in discussione la buona fede da lui invocata.

La pena proposta appare quindi

essere troppo severa. Se da un lato, nulla osta a che l’importo della pena sia

“stabilito sulla base di una direttiva interna della __________ che considera

diversi fattori oggettivi, e tra questi anche le quantità di legname smaltito

illegalmente”, dall’altro lato bisogna procedere a un apprezzamento globale

di tutte le circostanze del caso concreto, fermo restando che la pena deve

essere commisurata alla colpa e alle condizioni dell’autore (art. 106 cpv. 3 CP,

applicabile su rinvio dell’art. 333 cpv. 1 CP) e non è dunque possibile

comminare sistematicamente il massimo della pena edittale ad ogni illecito

incenerimento.

Orbene, considerato che

secondo l’art. 106 cpv. 1 CP il massimo della multa è di 10'000.-, non appare

proporzionato nel caso concreto infliggere questo importo al ricorrente.

Difatti, malgrado la notevole quantità di legname incenerito e l’elevata

tossicità ad esso legata, non può essere disatteso che egli non ha precedenti.

Inoltre, come detto, in difetto di prove contrarie, occorre ritenere che egli

ha agito in buona fede, seppur con grande leggerezza e per favorire gli

interessi della fondazione, evitandole spese di trasporto (e giocoforza di smaltimento).

Tutto ben ponderato, tenuto pure conto dei costi usualmente praticati per lo

smaltimento di un siffatto genere e quantitativo di rifiuti, si giustifica di

condannare il ricorrente a una multa di

fr. 5’000.-, lasciando per il resto invariati gli oneri processuali di primo

grado. Suddetto importo appare idoneo, nell’ottica della prevenzione speciale, a

dissuadere il contravventore dal commettere ulteriori infrazioni. D’altro canto,

egli non pretende di avere particolari oneri di mantenimento che non gli

consentirebbero di far fronte al pagamento, seppur rateale, della multa, per

cui un’ulteriore riduzione non si giustifica.

7.

In conclusione il

ricorso va accolto nella misura che precede e la decisione impugnata riformata

di conseguenza. La tassa di giustizia e spese della presente procedura vanno

poste a carico della parte soccombente (art. 15 LPContr). Esse devono essere

fissate, tenuto conto dell’esito del gravame.

Per quanto attiene alle

ripetibili, la LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente

consenta all'autorità giudicante di attribuire indennità alla parte vincente,

né un simile principio scaturisce dal diritto federale (cfr. DTF 105 Ia 128

cons. 2b).

Dispositivo

per questi motivi visti gli art. 30c cpv. 2 LPAmb; 26a OIAt; 106 CP; allegato 5 cifra 3 cpv. 1 e

2 OIAt ; 1 segg. LPContr;

dichiara e

pronuncia: 1. Il ricorso è parzialmente

accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1, , è inflitta una multa di fr. 5’000.-, oltre alla tassa per le

spese amministrative di complessivi fr. 160.-.

2. La tassa di giustizia di

fr. 150.- e le spese di fr. 50.- sono a carico

ricorrente.

3. Intimazione a:

Il presidente: La

segretaria:

Avvertenza: contro

il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al

Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) per i motivi previsti dagli

art. 95 e 97 LTF, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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