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Decisione

30.2008.32

Bruciare scarti di cantiere e di imballaggi in un impianto di combustione di fabbricazione artigianale

7 maggio 2009Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

I 135 consid. 6c/cc in fine con richiami di dottrina e giurisprudenza, DTF 124

I 211 consid. 4., DTF 122 V 162 consid. 1d);

che

la documentazione (doc. 1-14) prodotta dal ricorrente può essere acquisita agli

atti. Non si ritiene per contro necessario procedere al complemento istruttorio

da lui postulato - audizione del signor __________ - in quanto non è

suscettibile di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio oltre a

quanto già emerge dall’incarto;

che

pertanto nulla osta all’esame del ricorso nel merito;

che,

giusta l’art. 30c cpv. 2 LPAmb, i rifiuti non possono essere inceneriti fuori dagli

impianti; fa eccezione l’incenerimento di rifiuti naturali provenienti dai

boschi, dai campi e dai giardini, se non ne risultano immissioni eccessive;

che,

secondo l’art. 26a OIAt, i rifiuti possono essere bruciati o sottoposti a

decomposizione termica soltanto in impianti secondo l’allegato 2 cifra 7; è

fatta eccezione per l’incenerimento di rifiuti secondo l’allegato 2 cifra 11;

che,

ai sensi della cifra 521 dell’allegato 3 dell’OIAt, negli impianti alimentati

con legna, può essere bruciata solo legna da ardere secondo l’allegato 5

cifra 3 cpv. 1 che, per tipo, qualità e umidità, è idonea

all’incenerimento in tali impianti;

che,

ai sensi della cifra 31 cpv. 1 dell’allegato 5 dell’OIAt, sono considerati

legna da ardere: la legna allo stato naturale, in pezzi, compresa la corteccia

che vi aderisce, in particolare ciocchi, mattonelle, rami secchi e pigne (lett.

a), la legna allo stato naturale, non in pezzi, in particolare pellets,

pezzetti minuti, trucioli, segatura, polvere di levigatrice o corteccia (lett.

b), gli scarti di legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello

industriale e artigianale, purché non siano stati né impregnati con un

procedimento a getto né ricoperti con un rivestimento contenente composti

organo-alogenati (lett. c);

che,

per la cifra 31 cpv. 2 lett. a dell’allegato 5 dell’OIAt, non sono considerati

legna da ardere il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla

ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello

costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come

pure quello frammisto a legna da ardere secondo il capoverso 1;

che,

per la cifra 31 cpv. 2 lett. b dell’allegato 5 dell’OIAt, tutti gli altri

materiali in legno, come: il legname di scarto o i rifiuti di legname

impregnato con prodotti per la protezione del legno mediante un procedimento a

getto o ricoperto con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (n.

1), i rifiuti di legname o il legname di scarto trattati in modo intensivo con

prodotti per la protezione del legno come il pentaclorofenolo (n. 2), i

miscugli di tali rifiuti con la legna da ardere secondo il capoverso 1 o il

legname di scarto secondo la lettera a (n. 3);

che,

ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 lett. f LPAmb, chiunque, intenzionalmente,

incenerisce abusivamente rifiuti fuori dagli impianti, è punito con la multa.

Se l’autore ha agito per negligenza, la pena è della multa (cpv. 2). Il

tentativo e la complicità sono punibili (cpv. 3);

che,

in virtù dei combinati disposti degli art. 27 cpv. 2 LaLPAmb e 3 cpv. 3

RLaPAmb, le contravvenzioni punite dalla Legge federale (art. 61 LPAmb) sono

perseguite dalla Sezione per la protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo

(SPAAS);

che

nella presente fattispecie l’autorità di prime cure, come visto, attribuisce la

responsabilità al multato, per la sua qualità di amministratore unico della

società, dell’incenerimento di scarti di cantiere e di imballaggi;

che

in data 10 dicembre 2007 la SPASS ha esperito un sopralluogo presso lo stabile

di cui al mapp. n. __________ RFD di __________, preso in locazione dalla ditta

__________, constatando la presenza di un impianto di combustione artigianale

nel quale venivano bruciati combustibili solidi. Nel contempo l’ispezione ha

permesso di accertare che in tale macchinario venivano inceneriti legnami di

scarto e rifiuti di imballaggi;

che

l’intervento della SPASS si era reso necessario dopo la segnalazione da parte

dei responsabili del __________, situato in un immobile adiacente;

che

agli atti vi sono le inequivocabili fotografie inviate per posta elettronica

dal signor __________ in data 29 novembre 2007, che attestano la commissione

dell’atto illecito;

che

dal sopralluogo e dalla successiva analisi delle ceneri - nelle quali sono

state rinvenute grosse quantità di corpi estranei quali chiodi, viti, graffe

metalliche, blocchetti di calcestruzzo, ecc. - è stato possibile appurare che

nell’impianto, non dotato di un cinerario, sono stati bruciati almeno kg 1’200

Considerandi

di legname;

che,

con scritto 12 febbraio 2008, il signor __________, responsabile del negozio __________

di via __________ a __________, gestito dalla __________, ha ammesso di aver

utilizzato nell’impianto in questione del materiale non consentito dalla legge,

ma di averlo fatto senza intenzione e volontà di eludere le norme in vigore o

di inquinare. Egli ha asserito di aver utilizzato, sino a fine novembre 2007,

solo legna da ardere acquistata dalla __________ e che il materiale non idoneo

gli è stato consegnato nei giorni 7/10 novembre 2007 (doc. 11 allegato al

ricorso 11 febbraio 2008);

che

sussistono quindi prove inconfutabili della violazione delle disposizioni di

legge summenzionate;

che

il ricorrente ha contestato la decisione nei suoi confronti sostenendo la

mancata consapevolezza di quanto veniva effettuato dal dipendente __________ e

quindi l’assenza dell’elemento soggettivo necessario alla condanna penale;

che

il ricorrente è amministratore unico della società, mentre de facto, l’attività

del negozio __________ era gestita dal signor __________;

che,

a mente dell’art. 6 cpv. 1 DPA, se l’infrazione è commessa nella

gestione degli affari di una persona giuridica, di una società in nome

collettivo o in accomandita, di una ditta individuale o di una comunità di

persone senza personalità giuridica, o altrimenti nell’esercizio di incombenze

d’affari o di servizio per terze persone, le disposizioni penali si applicano

alle persone fisiche che l’hanno commessa;

che

il padrone d’azienda, il datore di lavoro, il mandante o la persona

rappresentata che, intenzionalmente o per negligenza, in violazione di un

obbligo giuridico, omette di impedire un’infrazione del subordinato, mandatario

o rappresentante ovvero di paralizzarne gli effetti, soggiace alle disposizioni

penali che valgono per l’autore che agisce intenzionalmente o per negligenza

(art. 6 cpv. 2 DPA);

che

l’art. 6 cpv. 3 DPA stabilisce che se il padrone d’azienda, il datore di

lavoro, il mandante o la persona rappresentata è una persona giuridica, una

società in nome collettivo o in accomandita, una ditta individuale o una

comunità di persone senza personalità giuridica, il capoverso 2 debba essere

applicato agli organi, ai membri degli organi, ai soci preposti alla gestione,

alle persone effettivamente dirigenti o ai liquidatori colpevoli;

che

nel caso in esame l’accusato, amministratore unico con diritto di firma

individuale della __________, è l’organo esecutivo della predetta società; di

conseguenza è perseguibile ai sensi dei combinati articoli 6 cpv. 2 e 3 DPA

testé citati;

che,

per dottrina e giurisprudenza, un organo è passibile di sanzione penale anche

se non è a conoscenza dell’infrazione (Hauri, Verwaltungsstrafrecht, Berna

1998, pag. 16). Ciò comporta che una persona fisica che, nella sua veste di

amministratore di una società, viene meno ai suoi obblighi di istruzione e di

controllo verso i dipendenti, è punibile per la commissione di un reato

avvenuta nell’ambito delle attività della persona giuridica in questione;

che

deve essere considerato perturbatore non solo chi ha cagionato il perturbamento

o il pericolo, bensì anche chi può disporre delle persone o cose che hanno dato

luogo alla situazione lesiva (DTF 91 I 302). Il ricorrente, nella sua qualità

di amministratore unico, aveva l’obbligo di sorvegliare l’attività della

società, non solo dal punto di vista commerciale, ma sotto tutti gli aspetti

connessi alla gestione del negozio. Responsabile per i pericoli derivanti da

una determinata situazione è in primo luogo, secondo l’unanime dottrina, il

proprietario della cosa dalla quale è scaturito il problema, rispettivamente colui

che ha la disponibilità fattuale sulla stessa, ad esempio l’inquilino,

l’affittuario o l’amministratore (Drews-Wacke, Allgemeines Polizeirecht, 7a

ed., pag. 235, DTF 101 Ib 410);

che

nel caso in esame l’accusato, essendo informato della presenza dell’impianto di

combustione, avrebbe dovuto e potuto perlomeno istruire i suoi dipendenti sul

tipo di legname adatto alla combustione secondo la legislazione federale

e cantonale in materia. In effetti è un dato di fatto che il legname di scarto sia

stato inserito nella caldaia da persone per il cui operato il ricorrente è

oggettivamente responsabile;

che

nulla cambia per il fatto che il reato sia stato commesso dai dipendenti e dal

ricorrente per negligenza, in quanto l’azione in questione è

punibile anche in una simile fattispecie (art. 61 cpv. 2 LPAmb; Hauri, op.

cit., pag. 18);

che

non vanno sottovalutati il grande quantitativo di materiale di scarto bruciato

(kg 1'200), così come di quello presente in occasione del sopralluogo e già

ridotto a dimensioni d’infornamento. Essi sono indice di un uso sistematico di

combustibile non consono ai dettami di legge;

che,

sulla scorta di tutto quanto precede, ben ponderate le risultanze di causa, non

sussiste dubbio alcuno circa la commissione da parte del ricorrente

dell’infrazione rimproveratagli;

che

ciononostante la pena proposta appare essere troppo severa. Essa non è

proporzionale a quella di fr. 1'000.-- comminata al signor __________, autore

materiale dell’infrazione e non tiene conto dell’incensuratezza del ricorrente.

D’altro canto non si può dimenticare che quest’ultimo è l’unico organo della

società e deve sopportare responsabilità maggiori rispetto ad un dipendente;

che,

tutto ciò considerato, si giustifica pertanto

condannare l’imputato ad una multa di fr 3'000.--;

che

la tassa di giustizia e spese della presente procedura vanno poste a carico

della parte soccombente (art. 15 LPContr). Esse devono essere fissate, tenuto

conto dell’esito del gravame, in fr. 300.--;

Dispositivo

per questi motivi, visti gli art. 30c cpv. 2 e 61

lettera f LPAmb; art. 1 e 26a, cifra 521 e segg dell’allegato 3 e cifra 3

dell’allegato 5 dell’OIAt; art. 3 cpv. 3 RLaLPAmb; art. 6 DPA, art. 1 e segg

LPContr,

pronuncia: 1. Il ricorso è parzialmente

accolto e la decisione impugnata è parzialmente riformata nel senso che a RI 1

è inflitta una multa di fr. 3’000.--, oltre agli oneri di primo grado di

complessivi fr. 160.--.

2. La tassa di giustizia di

fr. 200.-- e le spese di fr. 100.-- sono poste a carico del ricorrente.

3. Intimazione a:

.

Il giudice: Il

segretario:

Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto

ricorso in materia penale al Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg.

LTF) per i motivi previsti dagli art. 95 e 97 LTF, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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