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Decisione

30.2009.20

Restituzione della rendita vedovile percepita dopo essere passata a nuove nozze. Esame dei presupposti per chiedere la restituzione e del termine di prescrizione

31 agosto 2009Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

I termini di perenzione

non possono essere né interrotti né sospesi e devono essere applicati d'ufficio (DTF 111 V 135 consid. 3b; cfr. pure Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Ed. Stämpfli, Berna

1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).

Per giurisprudenza costante, i termini

sono salvaguardati se prima del loro scadere è stata emessa una decisione

formale e se la medesima è stata correttamente notificata alla persona che deve

restituire le prestazioni (DTF 119 V 434, Kieser,

op. cit., n. 30 ad art. 25, pag. 286).

In una sentenza

pubblicata in DTF 124 V 380, al considerando 1 il Tribunale federale delle

assicurazioni ha stabilito che il termine relativo di perenzione di un anno

giusta l'art. 95 cpv. 4 LADI, che si richiama ai princìpi fissati dall'art. 47

cpv. 2 vLAVS, comincia a decorrere nel momento in cui l'amministrazione, usando

l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile avuto riguardo alle circostanze,

avrebbe dovuto rendersi conto dei fatti giustificanti la restituzione (DTF 119

V 433; DTF 112 V 180; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

Il TFA ha precisato

ancora che qualora tale restituzione sia addebitabile ad un errore

dell'amministrazione, l'anno di perenzione decorre non dal momento in cui esso

è stato commesso, bensì da quello in cui l'amministrazione avrebbe dovuto in un

secondo tempo - per esempio a seguito di un errore di calcolo di una prestazione

o nel caso in cui venga a conoscenza di fatti atti a far nascere dei dubbi

sulla fondatezza della pretesa -, rendersi conto di tale errore commesso

prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF 124 V 380 consid. 1 e 2c;

DTF 110 V 304 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 V 270 consid. 5; STFA C 317/01 del

29 aprile 2003).

Per poter esaminare i

presupposti della restituzione, l'amministrazione deve poter disporre di tutti

i fatti rilevanti, da cui emerga sia il principio che la misura del diritto

alla medesima. Per determinare la pretesa non è quindi sufficiente che la Cassa

venga a conoscenza di circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla

oppure che permettono di stabilirne il principio ma non la misura (DTF 112 V

180 consid. 4a; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003; STFA C 11/00 del 10 ottobre

2001, consid. 2).

Circa l'inizio del

termine annuale di perenzione quando l'amministrazione deve, con ulteriori

accertamenti, completare le conoscenze necessarie per fondare la pretesa di

restituzione, al considerando 4b del DTF 112 V 180 il TFA ha sottolineato che:

" (…)

b) Die mit BGE 110 V 304 begründete Praxis, wonach der Beginn der einjährigen

Verwirkungsfrist unter dem Gesichtspunkt der von der Verwaltung geforderten

Aufmerksamkeit zu bestimmen ist, hat nicht nur bei der Beantwortung der Frage

zu gelten, ob die von einem Dritten erstattete Meldung die erforderliche

Kenntnis der Verwaltung auszulösen vermag. Sie ist sinngemäss auch auf die von

der Verwaltung in der Folge zu treffenden Abklärungen auszudehnen. Die

Verwaltung hat die ihr zumutbare Aufmerksamkeit insbesondere auch bei den sich

allenfalls aufdrängenden Erhebungen anzuwenden, damit ihre noch ungenügende

Kenntnis so vervollständig wird, dass die Rückforderungsanspruch die nötige

Bestimmtheit erhält. Wenn die Verwaltung nicht die erforderlichen Anstrengungen

unternimmt, um über ihre noch ungenügend bestimmte Forderung innert absehbarer

Zeit ein klares Bild zu erhalten, so darf sich ihre Säumnis nicht zu ihre

Gunsten und zuungunsten des Versicherten auswirken. In einem solchen Fall ist

der Beginn der Verwirkungsfrist vielmehr auf den Zeitpunkt festzusetzen, in

welchem die Verwaltung ihre unvollständige Kenntnis mit dem erforderlichen und

zumutbaren Einsatz so hätte ergänzen können, dass der Rückforderungs-anspruch

die nötige Bestimmtheit erhält und der Erlass einer Verfügung möglich wird.

(…).".

Inoltre, per costante

giurisprudenza, quando la determinazione della pretesa di restituzione

presuppone il concorso di parecchi organi amministrativi, il termine annuale

comincia già a decorrere nel momento in cui una delle autorità competenti ha

sufficiente conoscenza dei fatti (DTF 119 V 431 consid. 3a; DTF 112 V 180

consid. 4c; citata STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

Va ribadito come la

tematica della restituzione di cui all'art. 47 cpv. 2 vLAVS è stata ripresa

dall'art. 25 LPGA (DTF 130 V 319), perciò la citata giurisprudenza ha valore anche

per il periodo di restituzione in oggetto, posteriore al 2003 (Kieser,

ATSG-Kommentar, 2009, pag. 355, n. 9 ad art 25 LPGA).

9. In

concreto la Cassa di compensazione ha avuto conoscenza del matrimonio

dell’interessata nel corso del mese di aprile 2009 (doc. 37). La decisione di

restituzione del 5 maggio 2009 è pertanto stata emanata nel termine di un anno

da quando l’amministrazione ha avuto conoscenza della modifica dello stato

civile della ricorrente. Tuttavia, la restituzione può essere richiesta

unicamente per le prestazioni versate dal mese di maggio 2004, in virtù del

termine di 5 anni previsto dall’art. 25 cpv. 2 LPGA.

Per

quanto concerne l’ammontare dell’importo da restituire, peraltro non

contestato, va rilevato che la Cassa lo ha calcolato correttamente.

L’interessata deve infatti restituire fr. 8'328 per i mesi da maggio a dicembre

2004 (fr. 1’041 X 8, doc. 41), fr. 25'464 per il 2005 ed il 2006 (fr. 1'061 X

24, doc. 40), fr. 26'184 per il biennio 2007/2008 (fr. 1'091 X 24, doc. 39) e

fr. 4'500 per 4 mesi del 2009 (fr. 1'125 X 4, doc. 38), per un totale di fr.

64'476 come calcolato dall’amministrazione.

10. L’insorgente

fa valere di essere stata in buona fede, giacché non in grado di capire la

lingua italiana e tedesca e non conoscendo il diritto sociale svizzero. Essa

non sarebbe in particolare stata informata che con il matrimonio avrebbe perso

il diritto alla rendita vedovile.

Il

diritto alla protezione della buona fede, che trova il suo fondamento nell'art.

9 della nuova Costituzione federale in vigore dal 1° gennaio 2000, permette al

cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa

eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono

obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario

alla legge.

Le

condizioni per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi così dal

principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata

giurisprudenza:

1. l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei

riguardi di persone determinate;

Considerandi

2.

l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie

competenze;

3.

l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente

dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

4.

l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un

comportamento o un omissione che gli è pregiudizievole;

5.

la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è

stata data.

(DTF

121.

V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag.

120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983

pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3,

RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63;

Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag.

390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509,

pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag.

217ss).

Nell'evenienza concreta tuttavia i presupposti per la protezione della

buona fede non sono dati. Infatti non risulta dagli atti che l'amministrazione

sia intervenuta in una situazione concreta presso l'insorgente dandogli

un'informazione errata.

Affermando

di non conoscere il diritto sociale svizzero, di non parlare italiano e tedesco

e non essere stata informata che un eventuale matrimonio avrebbe messo fine al

versamento della rendita, l’insorgente invoca implicitamente la violazione

dell’art. 27 cpv. 1 LPGA entrato in vigore il 1° gennaio 2003 e secondo il

quale gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni

sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone

interessate sui loro diritti e obblighi. Questa norma non è tuttavia

applicabile al caso concreto giacché l’insorgente è convolata a nozze il __________

quando la LPGA non era ancora in vigore. Per cui va applicato il principio

secondo il quale nessuno può prevalersi dell’ignoranza della legge.

In

questo senso la buona fede della ricorrente non è data.

Per

quanto concerne la questione della negligenza grave, contestata con lo scritto

del 27 giugno 2009, va rilevato che la questione andrà trattata nell’ambito

dell’esame dell’opposizione contro la decisione di condono del 19 giugno 2009.

Va

infatti rammentato che per quanto riguarda i presupposti del condono, la

giurisprudenza, relativamente al concetto di buona fede, distingue la mancanza

di coscienza dell’irregolarità commessa dalla questione a sapere se, nelle

circostanze concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe

dovuto, facendo prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di

diritto commesso. Il TFA ha stabilito che la problematica relativa alla

coscienza dell'irregolarità commessa è una questione di fatto, per contro quella

concernente l'attenzione esigibile è di diritto (cfr. STFA del 15 marzo 2004

nella causa P.-B., C 292/02, consid. 2.3.; SVR 2003 IV Nr.

4.

pag. 10; SVR 2002 EL Nr. 9 pag. 21-22; Pratique VSI 1994 p. 126; DTF 122 V

221.

= Pratique VSI 1996 pag. 269).

La buona fede non è compatibile con un comportamento di grave

negligenza da parte dell'assicurato (U. Meyer-Blaser,

"Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in RSJB 1995, pag.

481).

Secondo

l'art. 3 cpv. 2 CCS, che è applicabile analogicamente,

" nessuno

può invocare la propria buona fede quando questa non sia compatibile con

l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui."

Compete

al Giudice inoltre, sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente

dalle conoscenze e dalle attitudini particolari della parte, determinare il

grado dell’attenzione richiesta (DTF 79 II 59).

La

buona fede deve essere quindi esclusa, qualora i fatti che hanno determinato

l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare)

siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato.

Viceversa,

l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano

costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di

informare

(cfr. STFA del 20 giugno 2005 nella causa C., P. 42/04,

consid. 2.2.; STFA del 15 marzo 2004 nella causa P.-B., C 292/02, consid. 2.3.;

SVR 2003 IV Nr. 4 pag. 10; Pratique VSI 1994, pag. 125ss; DTF 118 V 218, 112 V

105, 110 V 180 consid. 3 c, 102 V 245 consid. a) oppure se non ha violato tale

obbligo

(U. Meyer-Blaser, op. cit., 481/482).

Infatti,

la buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è

versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa

è stata determinata da sua negligenza (STFA non pubbl. del 31 agosto 1993 in re

I. R p. 3).

11.

Alla

luce di tutto quanto sopra esposto la decisione impugnata deve essere

confermata, giacché la Cassa ha chiesto a ragione la restituzione delle prestazioni

versate a torto e il principio della buona fede non è stato violato (cfr.

sentenza 9C-59/2007 del 30 gennaio 2008, consid. 6).

Lo scritto del 27

giugno 2009 va tuttavia trasmesso alla Cassa CO 1 affinché entri nel merito

dell’opposizione alla decisione del 19 giugno 2009 (cfr. sentenza 9C-59/2007

del 30 gennaio 2008, consid. 6).

Contro

la decisione su opposizione in ambito di condono l’interessata potrà ricorrere al

TCA nei tempi e nei modi che saranno indicati in calce al provvedimento.

12.

La

ricorrente ha chiesto “la possibilità di un’audizione per poter spiegare

personalmente le mie ragioni e la mia situazione.” (doc. VI).

Il

TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza

per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2

Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti,

secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento

pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e

inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad

esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di

testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile

obbligo (cfr. sentenza 9C_578/2008 del 29 maggio 2009; sentenza I 472/06 del 21 agosto 2007; nonché DTF 122 V 47; cfr. pure

DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

In

concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad

un’udienza pubblica (l’assicurata ha presentato una generica istanza di udienza

di discussione e quindi ha formulato unicamente una richiesta di prova), questo

TCA rinuncia ad una sua audizione poiché superflua ai fini dell’esito della

vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).

Conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

In

queste condizioni il TCA rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed a

sentire le parti.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

2. L’incarto

è trasmesso alla Cassa CO 1 per l’emanazione della decisione su opposizione in

materia di condono.

3. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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