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Decisione

30.2009.32

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

2 aprile 2010Italiano39 min

Source ti.ch

Fatti

I. Il

24 marzo 2010 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza da cui è

emerso quanto segue:

“La sig.ra PI 1

precisa di non avere una formazione specifica accademica nell'ambito dell'arte

e della consulenza in questo settore, ma di essersi formata sul

"campo" nel senso che con il marito prima del divorzio era riuscita a

costituire una collezione d'arte piuttosto significativa, forse la più

importante a livello ticinese ed in quest'ambito si è formata da autodidatta

approfondendo le sue conoscenze con letture specifiche.

Questo l'ha condotta a

fornire le sue consulenze in particolare al sig. RI 1 e ciò dopo il divorzio

che aveva imposto un riassestamento della sua esistenza e la vendita di diversi

oggetti d'arte di sua proprietà.

La sig.ra precisa di

avere fornito anche consulenze a terzi senza fatturare queste sue prestazioni e

rendendole sostanzialmente a titolo grazioso nell'ottica di potere acquisire

clientela da portare poi alla casa d'aste del sig. RI 1. Tranne che in un'occasione

dove le sono state rimborsate le sole spese non ha quindi fornito una

consulenza specifica a clienti che le chiedevano un intervento ma si recava

presso gli stessi per una valutazione e se la circostanza era data ossia se

gli oggetti valevano ed avevano un potenziale mercato, portava la circostanza a

conoscenza al sig. RI 1.

Di recente ciò è

avvenuto con una nobildonna __________ anche se in quell'occasione non si è

sviluppato poi la preconizzata vendita.

Sostanzialmente il

sig. RI 1 specifica che quando gli viene richiesto di procedere ad una vendita

all'asta di beni aventi valore artistico ed oggetti d'arte egli fa una

valutazione di quei beni per i quali è esperto (quadri, mobili, di argenti)

mentre che per le porcellane conferisce mandato alla sig.ra PI 1 per una

valutazione (porcellane, maioliche ed affini).

In sostanza la sig.ra PI

1 riceve l'incarico di occuparsi dell'elencazione, della valutazione, della

preparazione dei contratti, fotografie, visite accompagnanti i clienti ed

allestimento di piccoli cataloghi allestiti con computer mediante stampa di

fotografie.

Per fare questo

autonomamente si reca sui luoghi nel senso che si reca con i suoi mezzi ed

opera una valutazione dei beni cifrando pezzo per pezzo ciò che il cliente

vuole vendere all'asta.

Nella sua valutazione

la sig.ra è autonoma è capitato che ci fossero dei contrasti tra le valutazioni

della sig.ra PI 1 e quelle del sig. RI 1 ma in rarissimi casi.

Questi pezzi laddove

il contratto veniva effettivamente concretizzato con il cliente da parte del

sig. RI 1, aveva il suo seguito, quindi i pezzi venivano venduti.

Per la determinazione

dell'onorario fissato nelle sue fatture dalla sig.ra PI 1 venivano considerati

da un lato le spese effettive d'altra parte il numero di ore messe a

disposizione, l'esito dell'asta ed in una certa misura anche il fatto che per __________

la sig.ra PI 1 ha portato il cliente. Questa circostanza che il sig. RI 1

valuta di procacciatrice d'affari è stata considerata nella fatturazione,

fatturazione che veniva anche discussa prima di essere formalizzata.

La sig.ra PI 1 osserva

che il rapporto con il sig. RI 1 è un rapporto di amicizia da anni, il rapporto

di collaborazione non è nato quindi mediante una ricerca del sig. RI 1 di

un'esperta del settore ma proprio a seguito di questo rapporto pluriennale.

Vengono prodotte le

fatture relative agli anni 2005-2006-2007 mentre quelle del 2004 sono già

consegnate agli atti.

La sig.ra PI 1 precisa

che gli importi del reddito aziendale sempre dichiarato e per il quale è stata

tassata nel 2004-2005-2006-2007 sono tutte esclusivamente derivanti dal lavoro

svolto su incarico del sig. RI 1, non ci sono fatturazioni a terzi.

Dal 1997 la sig.ra RI

1 è divorziata e dal 1998 paga quindi i suoi contributi quale persona senza

attività lavorativa.

Sia il sig. RI 1 che

la sig.ra invocano la loro buona fede.

Il sig. RI 1 attesta

di avere conferito procura all'avv. RA 1 ciò che conferma con la sottoscrizione

del presente verbale.” (doc. VIII)

in

diritto

in

ordine

1.La presente vertenza non pone questioni

giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la

difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque

decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.

Considerandi

2.

della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06

del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18

febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio

2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190

seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

nel

merito

2.

Oggetto

del contendere è la questione di sapere se PI 1 va considerata dipendente del

ricorrente.

3.

Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che

hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli

assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano

un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1

LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono

calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa

dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.

2.

LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a

dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

I contributi AVS degli assicurati

esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto

di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.

9.

cpv. 1 LAVS).

Il reddito proveniente da un'attività

lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese

generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a

LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è

considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario

determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede

che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito

dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere

contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro

dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la

qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:

Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,

la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato

a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi

per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente

o indipendente (STFA H 322/03 dell'11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare,

insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo

statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

4.

Di

principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,

quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne

l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere

dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato

non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige

la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non

comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita

economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è

necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza

dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di

fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente

dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il

rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni

diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF

122.

V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161

consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere

quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18

settembre 2000).

5.

Secondo

la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V

169.

e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri

caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di

una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego

di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal

risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate

dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).

Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome

proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante

società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982

pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori

di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni

singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di

un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono

adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine

prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante

l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può

praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder,

Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,

pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono

indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di

stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture

sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato,

in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro

personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in

caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di

questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di

un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.

226.

consid. 3b).

Il Tribunale federale delle

assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione

(Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini,

Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

6.

Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la

qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto

puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta

personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un

assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come

tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale

dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività

lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale

attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è

determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a

priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come

indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag.

226.

consid. 3c = DTF 119 V 165).

Dispositivo

Per questi motivi, un

assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro

e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna

esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag.

145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

7. Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare

che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio

della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente,

è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché

sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e come il processo, in

atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento

radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa

indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia

sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi

preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30

gennaio 2007, consid. 4.3).

Per

quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale

federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel

settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,

ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio

della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale

(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H

194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

Infine

vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere

conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse

attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro

(DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007,

consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo

mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per

diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,

in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161

consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza

H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

8. A

proposito dei consulenti va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF

110 V 72, in particolare pag. 79, consid. 4b, l’allora TFA ha stabilito che gli

elementi a favore di un'attività indipendente, in quel caso, erano predominanti

ed ha affermato:

"

4(….)

Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische

Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die

erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird. Anderseits

liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter

Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im

vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden

Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei

Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des

Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen

Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das

Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter

Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate,

Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen

lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu

betrachten."

In un'altra sentenza del 18 settembre 2000 (inc. H 59/00), l’allora

TFA ha stabilito che il conferimento ad un fiduciario commercialista esterno

dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona giuridica

configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato e quindi di una

retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente.

In

quel caso l'assicurato, dipendente a tempo pieno presso una Casa medicalizzata

per persone anziane in qualità di contabile, nel tempo libero, in accordo con

il proprio datore di lavoro, si occupava della contabilità di alcuni clienti

che si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Non

era in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'associazione, non

possedeva alcun ufficio presso la medesima, aveva sempre svolto il mandato

affidatogli nei locali della propria abitazione, sopportava personalmente

l'affitto di tali locali e assumeva sia le spese per le infrastrutture che

quelle generali d'ufficio. Non esisteva alcun tipo di rapporto di

subordinazione con la sua mandante, non riceveva alcuna istruzione e sceglieva

liberamente tanto gli orari durante i quali svolgere il mandato quanto gli

strumenti necessari per fornire il risultato promesso. Egli sopportava inoltre

il rischio imprenditoriale nella misura in cui finanziava sia gli investimenti

effettuati per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione

responsabilità civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio

della sua professione di fiduciario.

In

un'altra sentenza dell'8 luglio 2003 (inc. H 156/01), l’Alta Corte ha

confermato la qualifica di indipendente di un collaboratore libero e

indipendente che svolgeva lavori amministrativi e mandati di consulenza per

diverse società, tra le quali la ricorrente.

In

una sentenza del 9 agosto 2004 (inc. H 117/03), l’allora TFA ha confermato che

un chimico industriale, che fungeva da consulente della ricorrente, andava

qualificato quale dipendente della società. L'Alta Corte ha inoltre rammentato

che:

" si

può poi ancora ricordare - come già fatto dai giudici cantonali - che l'esistenza

di un'attività dipendente è possibile anche laddove, ad esempio, un

rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni, si assume

le spese generali, non è vincolato da una regione geografica, non è obbligato a

rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più ditte. Né va

dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra attività dipendente

e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di applicazione automatica

quasi si trattasse di una scienza esatta. (…)"

Con

sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, il TF ha affermato:

„3.

Das

Sozialversicherungsgericht hat die Entschädigungen, welche die Gesellschaft

J.________ in den Jahren 2003 bis 2005 für seine Beratungstätigkeit bezahlt

hat, als massgebenden Lohn qualifiziert. Ausgehend davon, dass das

Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als Unterscheidungsmerkmal in den

Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf die Frage nach der

betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit. Dabei zog es

namentlich den Beratervertrag vom 13. Dezember

2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als gewichtige Indizien

für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische Abhängigkeit sprächen.

Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie Akquisition, Projekt- und

Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und Vorfinanzierung von

Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der Beschwerdeführerin entsprechen,

stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit dem Verwaltungsratsmandat. Dies

erlaube den Schluss, dass J.________ diese Tätigkeit nicht ausführen würde,

wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft wäre. Auch deshalb sei er mit

Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete Arbeit als

Unselbstständigerwerbender zu betrachten.

(…)

4.3 Die Tatsache

sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder

organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss

regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.),

führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________

ist nicht nur oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat

auch zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene

Beratung, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und

Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“ (sottolineatura del redattore)

Va

ancora evidenziato che con sentenza del 26 aprile 2007 (H 102/06, H 108/06),

l’Alta Corte, a proposito della qualifica dell’attività svolta da autori di

libri, ha affermato:

„6.4 Das kantonale

Gericht hat zunächst erwogen, zwar liege kein - für die Annahme einer

selbstständigen Erwerbstätigkeit sprechendes - spezifisches

Unternehmerrisiko der Autoren vor. Da die Tätigkeit eines Autors jedoch in

der Regel keine bedeutenden Investitionen erfordere, komme bei der Prüfung

des Beitragsstatuts dem Kriterium des Unternehmerrisikos eine deutlich

geringere Bedeutung zu als demjenigen der arbeitsorganisatorischen

(Un-)Abhängigkeit.

Das Eidgenössische

Versicherungsgericht hat in der Tat mehrfach entschieden, dass bei Tätigkeiten,

für deren Ausübung weder besondere Investitionen zu tätigen noch

Angestelltenlöhne zu bezahlen sind, das Unternehmerrisiko als Unterscheidungsmerkmal

zwar nicht gleich jede Bedeutung verliert (Urteil H 134/05 vom 4. April 2006,

E. 2), aber doch gegenüber dem Kriterium der

betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit in den Hintergrund

tritt. Es betraf dies Tätigkeiten im Dienstleistungsbereich, wie etwa

diejenige der Berater, welche einmalig oder

wiederholt zur Lösung von bereichsspezifischen oder organisatorischen Problemen

hinzugezogen werden, ohne eindeutig in einem Arbeitsverhältnis zum Auftraggeber

zu stehen (BGE 110 V 72 E. 4b S. 80; SVR 2005 AHV Nr. 3 S. 7, E. 3.1 mit

Hinweisen, H 7/03 und H 10/03; Urteil H 77/04 vom 19. Mai 2005, E. 3.2).

Wer als Autor ein Werk

verfasst, um es im Rahmen eines Verlagsvertrages dem Verlag zur Herausgabe zu

überlassen, erbringt in erster Linie eine mit Zeitaufwand verbundene

intellektuelle Leistung. Materielle Investitionen hat der Autor höchstens

in bescheidenem Rahmen, etwa für einen Arbeitsraum und einen Computer, zu

tätigen. Diese Infrastruktur wird zudem in der Regel auch privat, ausserhalb

der Autorentätigkeit für den Verlag, genutzt. Insofern besteht kein

Anlass, die Tätigkeit des Autors bei der Gewichtung der für die Beitragspflicht

massgeblichen Kriterien anders zu behandeln als etwa die des Beraters.

6.5 Die Vorinstanz hat

die demnach im Vordergrund stehende Frage der betriebswirtschaftlichen bzw.

arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit der drei Autoren vom Verlag nach Massgabe

der gemäss den einzelnen Verträgen geltenden Regeln geprüft. Im Einzelnen

hat sie hauptsächlich erwogen, die Autoren hätten sich weder an Weisungen des

Verlags zu halten noch seien sie in dessen Arbeitsorganisation eingebunden.

Sie seien nicht verpflichtet, über ihre Tätigkeit oder ihre Zeit- und

Mittelverwendung Rechenschaft abzulegen, und es stehe ihnen frei, zu welchen

Zeiten sie sich ihrer schriftstellerischen Tätigkeit widmeten und auf welchen

Zeitpunkt sie ihr Werk fertigstellten. Sie benötigten überdies keine

Infrastruktur des Verlags für ihre Tätigkeit.

(…)

6.5.2 Dass bestimmte

Ablieferungs- oder Erledigungsfristen einzuhalten sind, bildet indessen

Bestandteil vieler Aufträge und Werkverträge, ohne dass die Auftragsnehmer

resp. Unternehmer deswegen als unselbstständigerwerbend betrachtet werden. Der

Einwand betreffend die Benützung von Infrastruktur des Verlages geht insofern

an der Sache vorbei, als hier massgebend ist, ob und inwieweit der Autor für

die eigentliche Erledigung seiner Tätigkeit Einrichtungen des Verlages

beanspruchen muss. Die Tätigkeit des Autors besteht nun aber in der Erstellung

des Manuskriptes. Und diese Arbeit erfolgt in der Regel mit der eigenen

Infrastruktur der Autoren ausserhalb der Räumlichkeiten des Verlages. Weiter

trifft zwar zu, dass zwei der hier zur Diskussion stehenden Werke periodisch

und unter Beachtung bestimmter Erledigungsfristen und formaler Vorgaben

(Regesten-Sammlung) zu aktualisieren sind. Die dadurch begründete Bindung an

den Verlag geht aber nicht darüber hinaus, was - mutatis mutandis - etwa für

Geschäftsbeziehungen betreffend die Instandhaltung und nötigenfalls Erneuerung

beispielsweise von Büromaschinen (sog. Serviceverträge oder - abonnements) oder

auch von Gartenanlagen gilt. Die Autoren sind überdies auch bei den Nachträgen

frei, zu welchen Zeiten sie die Bearbeitung vornehmen wollen. Die vertraglich vereinbarten

Konkurrenzverbote sodann gelten, wie vom kantonalen Gericht in nicht zu

beanstandender Weise erkannt, für ein so enges sachliches Gebiet, dass den

Autoren genügend Spielraum bleibt, in anderen Fachgebieten sowie für andere

Verlage Werke zu verfassen, und ihre betriebswirtschaftliche Unabhängigkeit nur

unwesentlich eingeschränkt ist. Schliesslich lassen auch die Bestimmungsrechte,

welche dem Verlag gemäss den vertraglichen Vereinbarungen unter anderem bei der

Festsetzung des Ladenpreises, der Auflagen und der Ausstattung der in den

Verkauf gelangenden Werke sowie bezüglich der Verwendung der nicht verkauften

Exemplare zukommen, die Autoren nicht als abhängig erscheinen. Dies gilt selbst

dann, wenn die Ausübung der Bestimmungsrechte durch den Verlag die sich nach

den Verkaufsergebnissen richtenden Honorare beeinflussen mag, zumal letztere,

wie S.________ bestätigt, ohnehin nicht annähernd eine Höhe erreichen, welche

beispielsweise zur Deckung eines Lebensunterhaltes zu genügen vermöchte.

(….)

6.5.3 Wenn das

kantonale Gericht zum Ergebnis gelangt ist, die Autoren seien

arbeitsorganisatorisch praktisch vollständig unabhängig, lässt sich dies nach

dem Gesagten nicht beanstanden.

6.6 Die weitere

Beurteilung der Vorinstanz, wonach bei untergeordneter Bedeutung des Kriteriums

des Unternehmerrisikos und fehlender betriebswirtschaftlicher bzw.

arbeitsorganisatorischer Abhängigkeit der Autoren vom Verlag keine

unselbstständige Erwerbstätigkeit vorliegt, ist nicht bundesrechtswidrig und

hält sich im Rahmen dessen, was das Eidgenössische Versicherungsgericht in

ähnlichen Fällen, wie etwa betreffend die Vergütung eines Historikers für

die Redaktion einer Jubiläumszeitschrift (EVGE 1951 103), die Einnahmen

eines Musikers aus dem Verkauf von Schallplatten (BGE 114 V 129) sowie die

urheberrechtlichen Vergütungen, welche ein Komponist für die Verwendung seiner

Werke von der SUISA (Schweizerische Gesellschaft für die Rechte der Urheber

musikalischer Werke) erhält (SVR 1994 AHV Nr. 10 S. 23), entschieden hat.“ (sottolineature

del redattore)

9. L’insorgente

solleva innanzitutto implicitamente la prescrizione dei contributi, laddove

chiede che la qualifica di dipendente abbia valore al più presto dal 10 luglio

2009, ossia da quando la Cassa, tramite decisione formale, ha rifiutato il

carattere indipendente dell’attività svolta da PI 1.

Va rilevato che in

virtù dell'art. 16 cpv. 1 LAVS,

i contributi, il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata

entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi

né pagati. In deroga all'art.

24 cpv. 1 LPGA, trattandosi di contributi secondo gli art. 6, 8 cpv. 1 e 10

cpv. 1, il termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale

determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d'imposta.

Il tenore di questa

seconda frase è stato reso più comprensibile il 24 settembre 2009 dalla

Commissione di redazione dell'Assemblea

federale (RU 2009 5021). Ora è il seguente:

" In deroga all'art. 24 cpv. 1 LPGA,

trattandosi di contributi secondo gli articoli 6, 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1, il

termine di prescrizione scade alla fine dell'anno

civile successivo a quello in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante

o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d’imposta."

In concreto la Cassa ha

affiliato PI 1 quale dipendente di RI 1 con decisione formale del 10 luglio

2009, confermata dalla decisione su opposizione del 28 agosto 2009, senza

tuttavia fissare l’ammontare dei contributi dovuti, ma indicando, e solo nella

decisione su opposizione rilasciata nei confronti di PI 1, l’ammontare del

reddito aziendale derivante dalle tassazioni (cfr. doc. 1 e 4). Nel confronti

di PI 1 sono state per contro rilasciate 3 distinte decisioni formali (11

novembre 2008, 9 febbraio 2009 e 11 agosto 2009) tramite le quali sono stati

fissati i contributi quale persona senza attività lucrativa nel 2004, 2005 e

2006 (doc. VI/18; VI/19 e VI/20).

Kieser, ATSG Kommentar, 2a ed., Basilea Zurigo Ginevra 2009, ad art.

24, p. 347, N. 26, rammenta che “Mit dem Erlass einer Beitragsverfügung wird

die Verwirkung ein für allemal ausgeschlossen, und zwar auch dann, wenn die

Verfügung in der Folge gerichtlich oder wiedererwägungsweise aufgehoben und

durch eine neue ersetzt wird; allerdings dürfen dann kein höheren als die

bereits verfügten Beiträge festgesetzt werden (vgl ZAK 1992 316). Dabei reicht

es für die Wahrung der Verwirkungsfrist auch aus, wenn die Beitragssumme

lediglich geschätzt wird (ZAK 1992 316 f.)” (cfr.

anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi

fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants, Basilea 1997, n. 9 segg. ad

art. 16, pag. 409 seg.).

Prima

che la perenzione diventi definitiva i contributi devono essere indicati in una

decisione notificata al debitore dei contributi (Greber, Duc, Scartazzini, op.

cit., pag. 409; cfr. tuttavia, per quanto concerne i contributi richiesti ai

datori di lavoro, l’art. 14 cpv. 3 LAVS e l’art. 51 LPGA, nonché la sentenza

del TCA del 6 agosto 2008, inc. 30.2008.12).

A

determinate condizioni, la decisione notificata allo scopo di evitare che un

credito contributivo sia perento può essere sufficiente anche se il suo

contenuto è lacunoso (per esempio indica l’importo globale a carico del datore

di lavoro, senza che figurino i dettagli per ogni dipendente). Tuttavia

l’ammontare richiesto successivamente non può superare quello della decisione

precedentemente notificata.

In

concreto dall’incarto completo prodotto dalla Cassa non sembra che i contributi

del 2004 siano stati fissati nei confronti del debitore dei contributi, ossia

il datore di lavoro RI 1, entro il termine dell’art. 16 LAVS (cfr. incarto

prodotto dalla Cassa).

Ci

si potrebbe pertanto chiedere se i contributi del 2004 quale dipendente siano

perenti.

La

questione non merita tuttavia ulteriore approfondimento poiché comunque, come

si vedrà in seguito, la qualifica effettuata dall’amministrazione non è

corretta.

10. Va

ancora evidenziato che l’Alta Corte ha stabilito che il

cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi

assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in

giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della

revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con

effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto

viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto

riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne

sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi,

sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per

la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato,

se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo

statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da

decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc,

Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur

l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183

seg., in particolare n. 127 pag. 185).

In

concreto la Cassa non sembra aver esaminato se la suesposta giurisprudenza si

applica anche al caso concreto, ritenuto come PI 1 fosse affiliata quale

persona senza attività lucrativa.

Anche

su questo aspetto, tuttavia, ritenuto l’esito del ricorso e la circostanza che

il medesimo è stato inoltrato dal solo presunto datore di lavoro, la questione

non va approfondita.

11. Nel

caso di specie dagli accertamenti effettuati dal TCA è emerso che PI 1,

saltuariamente (due volte all’anno), ha svolto un’attività lucrativa a favore

di RI 1 limitatamente al periodo dal 2004 al 2007.

In

quegli anni RI 1, titolare di una casa d’aste, quando veniva incaricato di

procedere ad una vendita di oggetti d’arte e di beni aventi valore artistico (ciò

che avveniva ed avviene tuttora due volte all’anno), conferiva mandato a PI 1

di valutare il valore delle porcellane, maioliche ed affini, ossia di quei beni

di cui il ricorrente non è esperto, e le chiedeva di occuparsi anche dell’elencazione,

della valutazione, della preparazione dei contratti, delle fotografie e

dell’allestimento di piccoli cataloghi tramite computer. L’interessata, a

questo scopo, si recava, autonomamente, presso i clienti con i suoi mezzi ed

operava una valutazione dei beni, cifrando pezzo per pezzo ciò che il cliente

voleva vendere all’asta.

L’onorario

veniva determinato prendendo in considerazione le spese effettive, il numero di

ore messe a disposizione, l’esito dell’asta e, in una certa misura, anche il

fatto che, ad esempio in un’occasione, PI 1 ha portato il cliente.

Parte

della remunerazione dipendeva di conseguenza dal successo della vendita all’asta

e dalla segnalazione giunta a buon fine fatta dall’assicurata.

L’attività

svolta da PI 1 era di tipo intellettuale e va catalogata nelle professioni

simili nell’ambito dei servizi (valutazione dei beni da vendere, in seguito

fotografie, preparazione ed allestimento dei cataloghi dell’asta).

Ora,

per loro natura certe attività, in particolare nel settore dei

servizi, come nel caso di specie, non necessitano di investimenti importanti.

In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto va quindi posto l’accento

sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del

rischio aziendale (Pratique VSI 2001, pag. 55 consid. 6b pag. 60 con

riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2). In caso

contrario questi collaboratori non verrebbero mai considerati indipendenti

(sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

Ciò

vale in particolare nell’ambito delle attività di consulenza dove la persona

interessata di principio non è integrata nella azienda con la quale collabora.

In

concreto PI 1, che si è messa spontaneamente a disposizione del titolare della “__________”

in seguito ad un rapporto di amicizia, era chiamata a fornire le sue prestazioni

di volta in volta, in occasione della tenuta delle aste da parte di RI 1, senza

tuttavia essere integrata nella struttura della ditta del ricorrente per ciò

che concerne l’organizzazione del lavoro. Va qui rilevato che anche le

Direttive sul salario determinante [di seguito: DSD] al n. 4075 nel tenore in

vigore fino al 31 dicembre 2007 (= n. 4074 DSD dal 1° gennaio 2008) prevedono

che il reddito di un interprete sarà considerato proveniente da un’attività

lucrativa indipendente se egli è chiamato a fornire le prestazioni di volta in

volta (in occasione di conferenze, seminari, congressi ecc.) senza essere

integrato, oltre a ciò, nell’azienda del datore di lavoro per ciò che riguarda

l’organizzazione del lavoro. Per quanto concerne la qualifica di giornalisti e

dei fotoreporter, il n. 4078 DSD nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007 (=

n. 4077 DSD dal 1° gennaio 2008), prevede che le indennità versate a

collaboratori occasionali per articoli e fotografie inviati spontaneamente e

pubblicati di tanto in tanto rappresentano un reddito da attività indipendente.

L’interessata

inoltre utilizzava le strutture informatiche già presenti presso il proprio

domicilio per svolgere i lavori di allestimento della catalogazione e

preparazione dei programmi, si recava autonomamente presso i clienti per

valutare e visionare la merce ed organizzava le giornate lavorative con piena

autonomia, senza mai sottostare ad orari di lavoro o a direttive.

L’attività

di valutazione di beni aventi valore artistico, per sua stessa natura, implica

inoltre l’indipendenza di colui che la esercita nei confronti della persona dalla

quale viene incaricata.

Dalle

tavole processuali emerge inoltre che gli importi conseguiti dalla ricorrente

non sono affatto stati periodici o analoghi nel corso degli anni e che la

collaborazione, iniziata nel 2004 con un guadagno complessivo di fr. 17'750, ha

avuto il suo apice nel 2005 per poi diventare sempre meno intensa ed importante.

Nel

2004 vi è stata un’asta nel mese di maggio 2004 presso la __________ a __________,

grazie alla quale PI 1 ha percepito un importo di fr. 11'000. Questa prima

collaborazione è stata il frutto dell’intermediazione dell’interessata che ha

portato il cliente alla Casa d’aste ed è pure stata una delle prestazioni maggiormente

remunerate nel corso dei quattro anni di collaborazione (doc. VI/7). Nel mese

di novembre 2004 l’interessata ha invece partecipato alla catalogazione ed

allestimento di una seconda asta che le ha apportato fr. 6'750 (doc. VI/8).

Nel

2005 il reddito aziendale è stato tassato in fr. 13'200 (cfr. doc. VI/1; reddito

conseguito: fr. 23'850, e meglio: fr. 2’000 [doc. VIII/9], fr. 1'500 [doc.

VIII/5], fr. 1'500 [doc. VIII/4], fr. 1'650 [doc. VIII/3], fr. 15'000, doc.

VIII/2], fr. 2'200 [doc. 1/10]).

Nel

2006 (tassata per fr. 5'400, cfr. doc. VI/1) l’interessata ha fatturato un

importo di fr. 8'000 per l’asta del mese di novembre (doc. VIII/10) e fr. 2'020

per le trasferte per le valutazioni presso il domicilio di potenziali clienti

nel bienno 2005/2006 (doc. VIII/8).

Infine,

nel 2007, l’ammontare complessivo delle prestazioni ammonta a fr. 4'910 e

meglio fr. 2'910 per l’asta del mese di giugno 2007 (doc. VIII/6) e fr. 2'000

per l’asta del mese di dicembre 2007 (doc. VIII/7), tassati in fr. 5'000 (cfr.

doc. VI/1).

Certo,

per quanto concerne in particolare il 2005, alcune prestazioni, comunque

minori, come l’”aiuto nell’allestimento della mostra __________ svoltasi

presso la __________” fatturata fr. 1'650 potrebbero far pensare anche ad

un’attività diversa rispetto a quella della semplice valutazione e

catalogazione di beni da vendere all’asta. Tuttavia si tratta di voci sporadiche

che non possono influire sulla valutazione complessiva dell’attività svolta

dalla ricorrente che deve essere qualificata di indipendente. Non va infatti

dimenticato che vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui

occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano

contemporaneamente diverse attività lavorative per il medesimo mandante o datore

di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza del 19 marzo 2007, H

194/05, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per

il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima

attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in

maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo

indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; STF del 19 marzo 2007, H

194/05, consid. 7.4, STFA del 17 febbraio 2005, H 12/04, consid. 3 e 4.2.3 con

riferimenti).

In

concreto poiché complessivamente l’attività indipendente incide maggiormente

sul tipo di lavoro svolto dall’insorgente a favore di RI 1, non può essere

ritenuta anche la qualifica di dipendente.

Anche la circostanza che

l’interessata non ha svolto altre attività per altre persone va relativizzata

nel senso che la ricorrente ha comunque fornito consulenze anche a terzi, a

titolo grazioso, nell’ottica di poter comunque acquisire clientela e portarla

poi alla casa d’aste del ricorrente. Del resto il Tribunale federale nella più

recente giurisprudenza ha rammentato che non può essere ignorato che all’avvio

di una attività indipendente è abbastanza usuale che un unico grande cliente

costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti potendo per

contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (cfr. la sentenza del

Tribunale federale, H 149/06 e H 155/06 del 24 gennaio 2008, consid. 7.3;

sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1 e sentenza H 155/04 del 14

febbraio 2005, consid. 4.3 dove la Massima Corte ha

affermato che “Zu berücksichtigen ist schliesslich in dieser Hinsicht auch,

dass bei Aufnahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit zu Beginn oft nur ein

“Grosskunde” die Basis des neuen Geschäftes bildet, während neue Klienten erst

nach und nach gewonnen werden und zu einer breiteren Abstützung des

Kundenkreises führen.”).

In concreto

l’attività della ricorrente è durata solo 4 anni ed è andata nettamente

diminuendo dopo il secondo anno di esercizio. Per cui dalla sola circostanza

che l’interessata non abbia da subito diversificato la clientela non può essere

concluso che l’attività svolta sia di carattere dipendente (cfr. ad esempio la

sentenza H 149/06 e H 155/06 del 24 gennaio 2008 dove il TF non ha escluso a

priori che un’attività avviata nel 2001 e che ha portato ad una

diversificazione consistente della clientela nel 2005, dopo aver aumentato il

numero dei propri clienti nel 2004, avrebbe potuto essere qualificata di

indipendente).

In

conclusione il tipo di lavoro svolto nell’ambito dei servizi, la libertà

nell’organizzazione della propria attività, la costante riduzione dell’attività

a favore del ricorrente, concorrono al convincimento di questo Tribunale che RI

1 non sia da considerare il datore di lavoro di PI 1.

In

queste condizioni non vanno esaminate oltre le ulteriori censure (in

particolare la violazione del principio della buona fede) sollevate

dall’insorgente (e da PI 1 in sede di udienza).

Ne

segue che la decisione impugnata che qualifica PI 1 quale dipendente di RI 1 va

annullata.

Va

abbondanzialmente rilevato che questa sentenza è opponibile anche a PI 1,

chiamata in causa nel corso della procedura (cfr. DTF 125 V 94). Essa, per il

lavoro svolto a favore di RI 1, non può pertanto essere ritenuta sua

dipendente. Se l’amministrazione vorrà calcolare i contributi dovuti dall’interessata

quale indipendente dal 2004 al 2007 dovrà esaminare da una parte se, e in che

misura, i contributi in tale qualità non siano eventualmente in parte perenti

(cfr. consid. 9), e, dall’altra parte, se e a quali condizioni un cambiamento

dello statuto contributivo sia possibile (cfr. consid. 10).

12. Il

ricorrente, in sede di udienza, ha dato mandato all’avv. RA 1 di patrocinarlo

in lite (cfr. doc. VIII).

L’indennità

per ripetibili può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso

patrocinato in causa (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA; DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122;

DTF 99 Ia 580 consid. 4).

L’indennità

è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato da un avvocato, ma anche

quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata per

la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il patrocinatore

abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V 140 consid. 2=

RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC 1983

p. 329).

Nel caso in esame la rappresentante del ricorrente è un avvocato che

possiede buone conoscenze nelle assicurazioni sociali e che non si può ritenere

che abbia agito gratuitamente.

Va

tuttavia tenuto conto che il patrocinio è avvenuto solo in occasione

dell’udienza tenutasi il 24 marzo 2010.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto.

§

La decisione impugnata è annullata.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

La

Cassa verserà ad RI 1 fr. 400.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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