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Decisione

30.2009.35

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10 marzo 2010Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i contributi dovuti per l'anno

di contribuzione 2005, il ricorrente contesta che essi siano stati calcolati

sulla sua sostanza anziché solo sul suo reddito da attività indipendente.

Infatti, come per gli

anni 2003 e 2004, anche per il 2005 egli si ritiene lavoratore indipendente e

ciò fino al momento del suo pensionamento avvenuto il 30 settembre 2009. Per l'anno 2005 (ma anche, come visto, per i

contributi dovuti nel 2003 e nel 2004), invece, la Cassa di compensazione l'ha considerato persona senza attività

lucrativa. L'insorgente contesta

dunque lo statuto contributivo deciso d'ufficio e pertanto la categoria di affiliazione.

La lamentela sorge dal

fatto che nei quattro anni di contribuzione precedenti, dal 2001 al 2004, i

contributi AVS/AI/IPG dovuti erano compresi tra i Fr. 5'000.- ed i Fr. 6'000.-.

Nel 2005, invece, la Cassa li ha calcolati in Fr. 9'220,30 e questo importo, più elevato, ha attirato l'attenzione dell'interessato.

Giova in proposito

evidenziare che, come esposto dall'assicurato nel suo ricorso, i contributi per gli anni 2001 e 2002

sono stati calcolati sulla base di un reddito aziendale di Fr. 60'000.-, essendo egli affiliato nella

categoria degli indipendenti.

Per contro, per il

2003 ed il 2004, vista la mutazione di categoria di affiliazione nelle persone

senza attività lucrativa, i contributi dovuti sono stati determinati sulla sua sostanza,

ammontante a circa Fr. 2'400'000.-.

Il TCA osserva, in proposito, che malgrado i metodi e, soprattutto, le basi di calcolo dei

contributi, fossero completamente differenti a dipendenza della categoria di

affiliazione dell'assicurato, casualmente

i contributi dovuti dall'assicurato

per gli anni 2001 e 2002 equivalgono a quelli fissati per il secondo biennio.

La differenza con l'anno 2005, e da qui anche l'impugnazione della decisione, deriva dal

fatto che la sostanza su cui la Cassa di compensazione

si è basata per la determinazione dei contributi AVS/AI/IPG è stata fissata in

Fr. 3'648'892.-, quindi pari ad una volta e mezza in più di quella ritenuta per

il 2003 ed il 2004.

4. Dalla

notifica di tassazione IC 2005 agli atti (doc. G), emessa il 21 febbraio 2007 e

cresciuta incontestata in giudicato, emerge un reddito da attività indipendente

principale del contribuente accertato in Fr. 15'000.- dall'autorità

fiscale.

Tuttavia, sulla scorta

dell'art. 28bis OAVS, la Cassa

di compensazione ha considerato il ricorrente come persona senza attività

lucrativa ed in quanto tale ha fissato i contributi dovuti (doc. III).

Secondo l'art. 10 cpv.

1 LAVS, le persone che non esercitano un'attività lucrativa pagano, secondo le loro condizioni sociali, un

contributo da Fr. 324.- (nel 2005: Fr. 353.-) a Fr. 8'400.-. Gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa e che, durante un anno civile, pagano, incluso il

contributo di un eventuale datore di lavoro, contributi inferiori a Fr. 324.-

(Fr. 353.-), sono considerati non esercitanti un'attività lucrativa.

Giusta l'art. 10 cpv. 3 LAVS, il Consiglio federale

emana prescrizioni particolareggiate sulla cerchia delle persone non considerate

esercitanti un'attività lucrativa e sul calcolo dei contributi. Esso può prevedere

che, a richiesta degli assicurati, i contributi pagati sul reddito di

un'attività lucrativa siano imputati sui contributi da questi dovuti a titolo

di persone non esercitanti un'attività lucrativa.

L'art. 28bis OAVS prevede che

"

1 Le persone la cui attività lucrativa non è

esercitata durevolmente a tempo pieno pagano i contributi come se fossero senza

attività lucrativa se, nel corso di un anno civile, i contributi pagati a

titolo di un'attività lucrativa, aggiunti a quelli del datore di lavoro, non raggiungono

almeno la metà del contributo dovuto giusta l'articolo 28. I loro contributi

pagati sul reddito di una attività lucrativa devono in tutti i casi raggiungere

il contributo minimo secondo l'articolo 28.

Considerandi

2.

Se l'assicurato è assoggettato come persona

senza attività lucrativa, è applicabile l'articolo 30."

5.

Secondo

la giurisprudenza, un'attività lucrativa non è esercitata durevolmente a

tempo pieno se l'assicurato

(1) esercita un'attività

durevole ma non a tempo pieno oppure se (2) l'attività è esercitata a tempo pieno ma non in maniera durevole (STFA

H 388/99 del 20 novembre 2001; DTF 115 V 161; Greber/Duc/Scartazzini,

Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance viellesse et survivants, ad art.

10.

LAVS pag. 344 seg.; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna

1996, pag. 216).

Ai fini

dell'applicazione dell'art. 28bis OAVS, l'attività lucrativa deve essere

inferiore alla metà del tempo di lavoro usuale (citata STFA H 388/99, consid.

2). Questo presupposto è determinato anche tenendo conto del fatto che

l'evoluzione del guadagno imponibile può, nel corso degli anni, regolarmente

evolvere in funzione dell'avanzamento delle pratiche (citata STFA H

388/99, consid. 2; DTF 115 V 175 consid. 10d; STCA del 21 marzo 2002, 30.2001.206; Käser,

op. cit., pag. 218, n. 10.4 in fine).

Non è considerata

un'attività durevole quando è stata esercitata solo durante un periodo

dell'anno civile inferiore a nove mesi (Greber/Duc/Scartazzini,

op. cit., ad art. 10 LAVS, N. 16 e 17 pag. 345; Käser, op. cit., N. 10.1 pag.

216, cfr. anche N. 2027 seg. delle Direttive sui contributi dei lavoratori

indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN), edite dall'UFAS).

La disposizione di cui

all'art. 28bis OAVS implica,

quindi, un calcolo comparativo. L'assicurato non occupato durevolmente è da

considerare come persona senza attività se i contributi che deve versare sul

reddito da attività lucrativa, unitamente a quelli del datore di lavoro, non

corrispondono, per un anno civile, almeno alla metà dei contributi dovuti da

persona non attiva, rispettivamente al contributo minimo (N. 2030 DIN; Greber/Duc/ Scartazzini, op.

cit., ad art. 10 LAVS, N. 20 pag. 345).

6.

Nella

DTF 115 V 161, l'allora TFA (dal

1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha precisato quanto segue:

" (…)

9.

-

a) Selbständige Erwerbstätigkeit liegt im Regelfall vor, wenn der Beitragspflichtige

durch Einsatz von Arbeit und Kapital in frei bestimmter Selbstorganisation und

nach aussen sichtbar am wirtschaftlichen Verkehr teilnimmt mit dem Ziel,

Dienstleistungen zu erbringen oder Produkte zu schaffen, deren Inanspruchnahme

oder Erwerb durch finanzielle oder geldwerte Gegenleistungen abgegolten wird

(für die Umschreibungen im Steuerrecht siehe CAGIANUT/HÖHN, Unternehmenssteuerrecht,

S. 54 ff.; HÖHN, Steuerrecht, S. 225 ff.; REIMANN/ZUPPINGER/SCHÄRRER, Kommentar

zum Zürcher Steuergesetz, 2. Band, 1963, § 19 lit. b N. 1 bis 3;

ZUPPINGER/SCHÄRRER/FESSLER/REICH, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Ergänzungsband,

1983, § 19 lit. b N. 1 bis 3; WAIBEL, Die Ermessenseinschätzung bei

Selbständigerwerbenden, Diss. St.

Gallen 1983, S. 3 ff.).

b) Nicht als selbständige Erwerbstätigkeit kann anerkannt werden, wenn eine

solche nur zum Schein besteht oder sonstwie keinen erwerblichen Charakter

aufweist, wie das für die blosse Liebhaberei zutrifft, die von rein persönlichen

Neigungen beherrscht wird (ZAK 1987 S. 418 Erw. 3b; CAGIANUT/HÖHN, a.a.O., S.

59; WAIBEL, a.a.O., S. 9; GRUBER, Handkommentar zum bernischen Gesetz über die

direkten Staats- und Gemeindesteuern, N. 7 zu Art. 27). Für die Abgrenzung

solcher Tätigkeitsformen von selbständiger Erwerbstätigkeit kommt der

Erwerbsabsicht im Sinne der oben genannten Zielsetzung entscheidende Bedeutung

zu (siehe das in diesem Punkt zu präzisierende Urteil in ZAK 1987 S. 418 Erw.

3b; HÖHN, a.a.O., S. 188 mit Hinweisen). In Sonderfällen kann subjektiv eine

Erwerbsabsicht fehlen oder einem Erwerb keine persönliche Gewinnabsicht zugrunde

liegen, wie das etwa bei religiösen, ideellen oder gemeinnützigen Zielsetzungen

vorkommen kann (vgl. EVGE 1953 S. 32 und 1950 S. 32; siehe auch EVGE 1949 S.

172). Anderseits genügt es für sich allein noch nicht, dass der

Beitragspflichtige subjektiv eine Erwerbsabsicht für sich in Anspruch nimmt.

Die behauptete persönliche Absicht muss aufgrund konkreter wirtschaftlicher

Tatsachen, wie sie für selbständige Erwerbstätigkeit kennzeichnend sind, auch

nachgewiesen sein (ZAK 1987 S. 418 Erw. 3c).

c) Auch unter dem Blickwinkel dieser Grundsätze beginnt selbständige Erwerbstätigkeit

nicht erst mit dem Fliessen von Einkünften; denn es ist durchaus möglich, dass

eine Betätigung, die im übrigen alle Merkmale selbständiger Erwerbstätigkeit

erfüllt, unter Umständen erst nach längerer Zeit zu Einkünften führt. Es wäre

kaum verständlich, wenn beispielsweise ein Beitragspflichtiger, der zu Beginn

seiner Geschäftstätigkeit während längerer Zeit in grossem Umfang eigene oder

fremde Arbeitskraft einsetzt und erhebliche finanzielle Mittel investiert, um

ein Produkt zur Marktreife zu entwickeln, bis zum Fliessen der ersten Einkünfte

als Nichterwerbstätiger zu gelten hätte.

Werden keine Einkünfte erzielt, kann das allerdings ein deutlicher Hinweis

dafür sein, dass Nichterwerbstätigkeit, bloss vorgegebene Erwerbstätigkeit oder

allenfalls Erwerbstätigkeit unbedeutenden Umfangs vorliegt, was von Fall zu

Fall aufgrund der tatsächlichen wirtschaftlichen Gegebenheiten zu prüfen ist

(ZAK 1987 S. 418 Erw. 3c und 4a). Wird eine üblicherweise erwerbliche Tätigkeit

auf Dauer ohne Gewinn ausgeübt, so lässt das Ausbleiben des finanziellen

Erfolges regelmässig auf das Fehlen erwerblicher Zielsetzung schliessen; denn

wer wirklich Erwerbstätigkeit ausübt, wird sich in der Regel nach längeren

beruflichen Misserfolgen von der Zwecklosigkeit seines Unterfangens überzeugen

und die betreffende Tätigkeit aufgeben. So hat das Eidg. Versicherungsgericht

in ZAK 1987 S. 418 Erw. 4a erkannt, dass nach 10 bis 15 Jahren ohne jegliche

betriebliche Einkünfte offensichtlich nicht mehr Erwerbstätigkeit angenommen werden

Dispositivo

kann. Im weiteren hat das Eidg. Versicherungsgericht entschieden, dass ein

selbständigerwerbender Architekt, der während Jahren nur geringfügige Einkommen

erzielte, nicht überzeugend behaupten kann, dauernd voll erwerbstätig gewesen

zu sein (ZAK 1986 S. 514)." (…)

7. In

concreto, nel suo ricorso l'assicurato

ha precisato che "non ha mai cessato un'attività lavorativa".

Dagli atti fiscali

emerge inoltre che l'interessato

ha iniziato a dichiarare redditi da attività indipendente nella tassazione 2001-2002

ed ha continuato a farlo negli anni successivi. Proprio la IC 2001-2002 del 15

dicembre 2003 (doc. D) è una notifica di tassazione intermedia emessa per

mutamento della professione dell'assicurato – da attività dipendente ad indipendente – e porta sul

periodo di contribuzione dal 1° aprile 2001 al 31 dicembre 2002.

Più specificatamente,

dalla documentazione agli atti risulta che nel biennio 2001-2002 l'insorgente è

stato imposto, tra l'altro, su un reddito aziendale di Fr. 46'000.- (doc. D).

Nel 2003, il reddito da

attività indipendente principale del contribuente ammontava a Fr. 944.-

(doc. E).

Nell'anno 2004, l'insorgente ha dichiarato un

reddito da attività indipendente di Fr. 9'180.-, mentre l'autorità

fiscale ha accertato una somma di Fr. 14'000.-, motivando l'aumento con l'aggiunta di prestazioni a proprio favore dell'attività professionale del contribuente,

ripresa di spese generali, di rappresentanza e d'auto, in quanto ritenute di natura privata (doc. F).

Infine, per il 2005 l'interessato ha esposto un reddito professionale

indipendente di Fr. 13'571.-, poi

corretto in Fr. 15'000.-

dalla competente autorità per gli stessi motivi di

quelli già ritenuti per l'anno

precedente.

8. Come

visto, ai fini dell'applicazione dell'art. 28bis OAVS e dell'affiliazione quale

persona senza attività lucrativa, l'attività deve essere inferiore alla metà

del tempo di lavoro usuale.

Come rilevato dal TFA

nella sentenza pubblicata in DTF 115 V 175, questo presupposto è determinato

anche tenendo conto del fatto che l'evoluzione del guadagno imponibile può, nel

corso degli anni, regolarmente evolvere in funzione dell'avanzamento delle

pratiche.

In specie, pendente

causa il Tribunale ha interpellato la Cassa di compensazione, osservando che

essa ha giustificato l'affiliazione

del ricorrente nella categoria delle persone senza attività lucrativa sulla

base dell'art. 28bis OAVS,

sostenendo che per l'attività

esercitata come indipendente egli non ha pagato nel 2005 almeno la metà del

contributo dovuto come persona senza attività lucrativa. Sulla scorta di ciò,

il TCA ha chiesto all'amministrazione

di "suffragare questa sua conclusione, e meglio apportando la prova

documentale che nel (2003 e 2004) 2005 l'assicurato non ha esercitato durevolmente un'attività lucrativa a tempo pieno,

condizione che giustificherebbe l'applicazione del citato art. 28bis OAVS anziché dell'art. 21 OAVS." (doc. V).

Con scritto del 10

febbraio 2010 (doc. VI), l'amministrazione

ha risposto quanto segue:

" (…) la Cassa ha ricevuto dall'Autorità

fiscale, l'informazione che il signor RI 1 nella

tassazione 2003 è stato imposto per un reddito aziendale di fr. 944.-, a fronte

di una sostanza complessiva netta di fr. 3'313'326.- (doc. 1).

In

queste circostanze, la Cassa ha proceduto d'ufficio,

in virtù dell'art. 28bis OAVS, al cambiamento di prassi,

ossia modificando l'affiliazione nella categoria dei "non

attivi", informando l'assicurato mediante la conferma di affiliazione,

inviata in data 13 giugno 2007.

Successivamente,

in data 22 giugno 2007, la Cassa ha notificato all'assicurato

le decisioni di fissazione dei contributi personali 2003 e 2004, con i rimedi

giuridici (decisione condannatoria).

Il

medesimo non ha interposto opposizione alle decisioni, onde per cui, implicitamente,

a mente della Cassa, ha ritenuto conforme la presa di posizione della

resistente.

Per

l'anno 2005, l'assicurato ha pagato

i contributi d'acconto provvisori in base al reddito

presumibile, tuttavia se la Cassa avrebbe emesso la decisione sulla scorta del

reddito aziendale della tassazione 2005 (fr. 15'000.-),

i contributi fissati sarebbero stati meno della metà (fr. 766.80) del contributo

stabilito quale persona senza attività lucrativa (fr. 9'039.50)

[doc. 2 – 3]." (…)

In virtù di quanto

precede ed alla luce della giurisprudenza esposta, a mente del TCA, vanno evidenziate le difficoltà oggettive per stabilire con precisione il tempo effettivo

di lavoro dell'assicurato,

disponendo infatti unicamente della dichiarazione dell'interessato che afferma di non avere mai cessato l'attività lavorativa e delle risultanze

fiscali circa il guadagno netto conseguito dal ricorrente negli anni precedenti

quello oggetto del contendere e nel 2005 medesimo. Questi dati, tuttavia, non

sono di alcun aiuto, poiché da essi non traspare chiaramente l'impegno di tempo che l'insorgente ha dedicato all'attività indipendente. In tali circostanze,

non è possibile effettuare con la necessaria tranquillità un paragone come

richiesto dalla giurisprudenza, e meglio verificare se l'attività lucrativa sia

inferiore alla metà del tempo di lavoro usuale.

In questo senso, gli

atti vanno rinviati alla Cassa di compensazione, affinché accerti direttamente

presso l'assicurato, interpellandolo,

rispettivamente dall'esame del

suo incarto fiscale (bilancio, conto economico, fatturazioni, ecc.), l'impegno temporale che il ricorrente ha

dedicato all'attività

professionale come indipendente.

Soltanto quando sarà

in possesso di questi dati l'amministrazione

potrà paragonare i contributi dovuti come persona esercitante un'attività lucrativa con quelli dovuti come persona

senza attività lucrativa e verificare quindi l'applicabilità dell'art.

28bis OAVS. In seguito, emanerà una nuova decisione conforme alle risultanze.

9. In

queste circostanze, la decisione impugnata deve essere annullata ed il ricorso

parzialmente accolto.

Siccome è rappresentato

ed è parzialmente vincente in causa, al ricorrente vanno attribuite ripetibili

ridotte (art. 61 lett. g LPGA).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Nella

misura in cui è ricevibile, il ricorso è parzialmente accolto.

§ La decisione impugnata è

annullata e gli atti vanno rinviati alla Cassa, affinché si determini

conformemente al considerando 8.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa di

compensazione verserà al ricorrente Fr. 300.- a titolo di ripetibili ridotte

(IVA inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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