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30.2010.24

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

14 aprile 2011Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

I contributi AVS degli assicurati

esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto

di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.

9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è

stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per

conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è

considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario

determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede

che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito

dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere

contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro

dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la

qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:

Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,

la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato

a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi

per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente

o indipendente (STFA H 322/03 dell'11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare,

insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo

statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

3. Di

principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5

LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto

concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio

può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che

l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro,

il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non

comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita

economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è

necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza

dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di

fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente

dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il

rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni

diverse (STFA H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V

171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid.

2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali

sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA H 59/00 del 18 settembre

2000).

4. Secondo

la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284

Considerandi

consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un'attività indipendente sono ad

esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall'assicurato, utilizzo

di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI

1993.

pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,

indipendentemente dal risultato dell'attività, le spese generali incorse sono sopportate dall'assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d,

RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un'attività lucrativa

indipendente è l'esercizio, a

nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per

altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse

(RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare

dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva

di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di un'attività dipendente quando le

caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l'assicurato fornisce un lavoro entro un termine

prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l'attività svolta, è integrato nell'azienda di quest'ultimo, e non può praticamente esercitare un'altra attività

lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,

pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono

indizi in questo senso l'esistenza

di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito,

come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag.

176). Il rischio economico dell'assicurato, in questo caso, risiede nella

dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126

consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel

fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli

si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo

impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Il Tribunale federale delle

assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 13 marzo 2008, 30.2007.76; STCA del 1° febbraio 2008, 30.2008.20; Pratique VSI 1993 pag.

242.

segg.; Greber/Duc/Scartazzini,

Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants (LAVS), N. 149 ad art. 9 LAVS, pag. 313).

In una sentenza pubblicata in Pratique

VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:

" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la

qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine

importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions

économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références

citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois,

notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de

l'appréciation fiscale. (…)."

5.

La nostra Massima Istanza ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato

come dipendente o indipendente non è conseguenza del fatto, puramente formale,

della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale

dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un

assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come

tale non lo qualifica definitivamente, poiché lo scopo principale dell'affiliazione

è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di

qualificarne lo statuto professionale definitivamente.

Solo la natura di tale

attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è

determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a

priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,

eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella

causa D. SA; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Dispositivo

Per questi motivi, un

assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro

e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna

esaminare se proviene da un'attività

dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

6. Nella più recente giurisprudenza, l'Alta corte ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente

che la circostanza che un assicurato, all'avvio di una nuova attività

indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo grande cliente, è usuale, la conquista di nuovi clienti potendo per contro avvenire

a poco a poco con il passare del tempo (STF H 149/06 + H 155/06 del 24 gennaio 2008, consid. 7.3; STF H

194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché STF H 155/04 del 1° febbraio

2005, consid. 4.3).

L'Alta corte ha inoltre affermato che il

processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento

radicale e celere del modo di agire e pensare un'attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento

e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento

su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (STF H

82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

Per quanto concerne l'investimento, poco importante, in mezzi

propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività,

in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti

importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi

posto l'accento sul criterio

della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale

(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; citata STF H

194/05, consid. 5.2).

Infine, vanno

considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in

relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività

lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V

161 consid. 4a pag. 167; citata STF H 194/05, consid. 7.4). Se possibile va

infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di

lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori

di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo

dipendente ed in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag.

164; citata sentenza H 194/05, consid. 7.4, STF H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid.

3 e 4.2.3 con riferimenti).

7. L'art. 11 LPGA considera datore di lavoro chi

impiega salariati.

Giusta l'art. 12 cpv.

1 LAVS, è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone

obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2

LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che

hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica,

impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È

riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di

convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti

(cpv. 3).

Il datore di lavoro è

la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una

situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive

UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di

lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv.

1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS

qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato

o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

La LAVS presume che la

persona che paga dei salari è un datore di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12

LAVS).

8. Nel

caso di specie, vista la documentazione agli atti e la succitata

giurisprudenza, la decisione della Cassa di compensazione di ritenere il

ricorrente quale dipendente deve essere annullata, poiché essa non specifica nemmeno

di quale persona (giuridica) l'assicurato sarebbe dipendente e quindi chi,

insieme a lui, sarebbe chiamato in virtù dell'art. 14 LAVS a pagare i

contributi sociali AVS/AI/IPG sullo stipendio da esso ricevuto.

Al riguardo, questo

Tribunale evidenzia peraltro che neppure dall'istruttoria condotta è emerso un

nome certo di persona qualificabile come datore di lavoro dell'insorgente.

Vero è che

l'assicurato ha rivelato il nome della società __________ soltanto nelle sue

osservazioni del 21 ottobre 2010 (doc. V), ovvero dopo avere prodotto, contestualmente

al ricorso, due fatture senza intestazione da esso rilasciate nei mesi di

maggio e giugno 2010 per "servizi effettuati per vostro conto nel mese di

aprile" rispettivamente di "maggio" (docc. G1 e G2).

Il ricorrente ha poi prodotto

pendente causa una decina di altre fatture simili emesse per i mesi da aprile 2010 a febbraio 2011 (doc. J), tutte con la medesima descrizione delle prestazioni e tutte senza il

nome del destinatario. Tuttavia, con l'aiuto dell'estratto del conto bancario dell'interessato

(doc. K), si può concludere con certezza che gli accrediti mensili in euro a

favore dell'assicurato corrispondono agli importi delle predette fatture.

Pertanto, risulta che questi bonifici sono stati effettuati da una società __________

con sede in __________ (la __________) che, quindi, non può certo essere

definita come datrice di lavoro dell'assicurato per le sue attività svolte su

territorio svizzero e non può quindi essere chiamata a versare i contributi

sociali AVS/AI/IPG.

9. Non

va poi dimenticato che vista la particolarità del lavoro stesso effettuato dal

ricorrente (autista), egli non ha, di massima, nessun piano di lavoro, visto

che i committenti lo contattano telefonicamente (doc. XX risposte n. 4 e 5) – anche

con breve preavviso - per portarli da un luogo ad un altro. L'interessato non

ha nemmeno una dipendenza da un datore di lavoro, proprio perché l'attività di

autista lo porta ad avere quali clienti "numerosi enti pubblici e

privati" (doc. XX risposta n. 2), ai quali non chiede l'indirizzo per

motivi di riservatezza (doc. XX risposta n. 3). Le direttive che riceve dai

clienti si limitano all'indicazione dell'orario in cui andarli a prendere ed al

luogo di partenza e di arrivo della trasferta richiesta (doc. XX risposta n. 6).

L'assicurato viene poi

remunerato per la sua prestazione al termine del tragitto per il quale è stato

chiesto il suo servizio oppure, come è il caso con la ditta __________, riceve

i pagamenti delle sue prestazioni direttamente sul conto bancario (doc. XX risposta

n. 7).

Al fine di soddisfare

ogni esigenza dei suoi clienti, in particolare di quelli facoltosi che

richiedono trasporti con autovetture prestigiose e di lusso, l'assicurato si

rivolge alla citata società __________, che dispone di un vasto parco veicoli

(doc. XX risposta n. 8).

L'insorgente ha infine

osservato di avere "effettuato alcuni investimenti, ma non come avrebbe

voluto per organizzare la propria impresa e ciò è dovuto all'incertezza

riguardante questa problematica." (doc. XX risposta n. 10).

Stanti così le cose, oltre

al motivo principale suesposto (cfr. consid. 8) che non permette qui di

qualificare il ricorrente come dipendente in assenza della persona designata

come suo datore di lavoro, d'avviso del Tribunale non vi sono nemmeno sufficienti

elementi per ammettere una sua subordinazione per quanto riguarda l'organizzazione

del lavoro.

Va invece rilevato che

l'autista in questione sembra assumersi comunque un certo rischio economico

nell'attività espletata ed agire

verso l'esterno nei confronti dei suoi numerosi clienti con una propria ragione

sociale.

Anche se, fino al

momento della resa della decisione impugnata, l'assicurato non disponeva ancora

della propria vettura per lavorare ma si doveva rivolgere a terzi ed in

particolare alla ditta __________, non è possibile ritenere un rapporto di dipendenza,

ciò neppure in virtù del principio della verosimiglianza preponderante valido

nella assicurazioni sociali (DTF 129 V 56 consid. 2.4). Infatti, il noleggio da terzi di uno o più veicoli per effettuare

i trasporti dei suoi clienti, se regolarmente pagato dall'assicurato, non

significa ancora che egli non possa essere qualificato come indipendente. Il

noleggio di auto per la prestazione di servizi a terzi costituisce un palese e

concreto rischio aziendale per il ricorrente.

10. Alla

luce di quanto è qui emerso, la decisione impugnata deve essere annullata e gli

atti rinviati alla Cassa di compensazione affinché, dopo eventuali accertamenti

che essa riterrà necessari, emani una nuova decisione sulla scorta, anche,

degli elementi emersi durante la presente procedura.

Il ricorso deve essere

accolto e pertanto, siccome è rappresentato, l'assicurato ha diritto a ripetibili

(art. 61 lett. g LPGA).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto.

§ La decisione impugnata è

annullata e gli atti sono rinviati alla Cassa di compensazione affinché riveda

la fattispecie e, alla luce dei nuovi elementi emersi pendente causa, si

ripronunci sulla domanda del ricorrente di affiliazione come indipendente.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa di

compensazione verserà al ricorrente Fr. 1'000.- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni

dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione

impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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