Lexipedia

Decisione

30.2011.13

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

30 novembre 2011Italiano46 min

Source ti.ch

Fatti

I

ricorrenti, dopo aver ricordato di essere affiliati quali persone senza

attività lucrativa presso la Cassa di compensazione dal 1° gennaio 1998,

rilevano che, nonostante siano in possesso di un permesso di domicilio “C”, in

applicazione della Convenzione di doppia imposizione tra la Svizzera e la __________

sono sempre stati ritenuti illimitatamente imponibili in quest’ultimo Paese.

Fino al 2002 essi hanno accettato di essere considerati illimitatamente

imponibili anche in Svizzera, prendendosi a carico una doppia imposizione. Con

la tassazione 2003, avvalendosi della citata Convenzione hanno chiesto di

essere tassati in Svizzera limitatamente alla sostanza immobiliare. In seguito

a reclamo contro le tassazioni 2003 e 2004, anche il fisco ticinese ha

riconosciuto che “il centro degli interessi vitali ed economici dei coniugi RI

1 si trova in __________ e che pertanto vi sono illimitatamente imponibili alle

imposte sulla base dell’art. 4 cpv. 2 lett. a) della Convenzione __________-svizzera

per evitare la doppia imposizione.” Da allora i coniugi RI 1 sono tassati

in Svizzera unicamente per la loro sostanza immobiliare.

I

ricorrenti rilevano che nel frattempo l’amministrazione ha fissato i contributi

2003 (25 novembre 2008), 2004 (27 ottobre 2009) e 2005 (16 novembre 2010),

emanando le decisioni prima che divenissero definitive le tassazioni di

riferimento che avrebbero sancito il cambiamento dello statuto fiscale (24

novembre 2010). Da qui, oltre alla contestazione della decisione di fissazione

dei contributi del 2005, la richiesta di revisione delle decisioni di

fissazione dei contributi del 2003 e del 2004.

Gli

insorgenti, dopo aver evidenziato che la nozione di domicilio in ambito fiscale

e di prelievo di contributi AVS collima perfettamente, poiché in entrambi i

casi il concetto si fonda sul criterio del domicilio civile in Svizzera in applicazione

dell’art. 23 CCS e che in DTF 106 V 3b il TF ha affermato che non sussistono

motivi per elaborare una nozione specifica di domicilio in campo assicurativo,

hanno evidenziato che il fatto di essere al beneficio del permesso di domicilio

di tipo “C” non è rilevante.

I

ricorrenti evidenziano inoltre una violazione del loro diritto di essere

sentiti poiché l’amministrazione non li ha sentiti e non ha motivato

compiutamente la propria decisione.

Infine,

la domanda di revisione è stata respinta in modo sbrigativo, limitandosi ad

affermare che non sono emersi fatti nuovi, mentre il cambiamento dello statuto

fiscale ne costituisce uno decisivo.

Gli

insorgenti, che chiedono l’edizione delle decisioni dell’UT di __________,

domandano di annullare le decisioni impugnate e di procedere con la revisione

della decisione del 2003 ed in via subordinata la restituzione dei contributi

riscossi indebitamente.

1.12. Con due

distinte risposte del 19 aprile 2011 (doc. V, inc. 30.2011.13+14),

l’amministrazione propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che,

laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione.

1.13. Tramite

osservazioni del 27 aprile 2011 i ricorrenti ribadiscono che non sono

contestate le modalità di calcolo dei contributi ed il fatto che non

sottostando al pagamento dei contributi sociali in __________ sarebbero di per

sé tenuti a pagare i contributi AVS in Svizzera qualora il loro domicilio

civilistico fosse nel nostro Paese. Essi sottolineano che oggetto del

contendere risiede esclusivamente nella questione di sapere se un soggetto con

domicilio fiscale riconosciuto all’estero debba soggiacere ai contributi AVS in

Svizzera. Gli insorgenti affermano che il rinvio degli articoli dell’OAVS alle

risultanze fiscali per il calcolo dei contributi deve valere anche per quanto

concerne la determinazione del domicilio (doc. VII, inc. 30.2011.13+14).

1.14. Il 19 luglio

2011 il TCA ha richiamato l’incarto fiscale dei ricorrenti relativo al periodo

dal 2003 al 2006 (doc. IX, inc. 30.2011.13). La documentazione è pervenuta al

TCA, dopo un sollecito (doc. X, inc. 30.2011.13), il 30 agosto 2011 (doc. XI,

inc. 30.2011.13).

1.15. In data 30

agosto 2011 il TCA ha interpellato nuovamente l’UT di __________ rilevando che

“I coniugiRI 1 affermano che l’autorità fiscale ha riconosciuto che,

perlomeno dal 2003, il loro domicilio si trova in __________. Il 29 agosto

2011, su nostra richiesta, ci ha gentilmente trasmesso copia dell’incarto

fiscale dei ricorrenti dal 2003B al 2006. Nelle tassazioni 2003 e 2004 figura

tra l’altro che “dalla documentazione presentata risulta che il centro degli

interessi vitali ed economici dei coniugi RI 1 si trova in __________ (…)”. Ai

fini del giudizio le chiediamo di voler produrre, se ancora in vostro possesso,

la citata documentazione e gli eventuali verbali.” (doc. XII, inc.

30.2011.13).

1.16. In seguito ad

un sollecito del Tribunale datato 16 settembre 2011 (doc. XIII, inc. 30.2011.13),

il 22 settembre 2011, senza alcuna lettera accompagnatoria, dall’UT di __________

sono pervenuti il reclamo dei ricorrenti contro la tassazione 2003B del 27

gennaio 2005 (doc. XIV/1, inc. 30.2011.13) e copia delle tassazioni __________

del 2004 (doc. XIV da 2 a 21, inc. 30.2011.13).

1.17. Lo stesso

giorno, ossia il 22 settembre 2011, il TCA ha interpellato i ricorrenti

chiedendo di trasmettere “la documentazione prodotta in sede fiscale

(compreso il reclamo cui accennate nel vostro ricorso) sulla base della quale

risulterebbe che il centro degli interessi vitali ed economici di RI 1 e RI 2

si trova in __________.” (doc. XV) ed ha domandato alla __________,

l’incarto completo dei ricorrenti, con l’autorizzazione a sottoporlo alle parti

(doc. XVI, inc. 30.2011.13).

1.18. Il 30

settembre 2011 è pervenuto al TCA l’incarto dei ricorrenti dalla __________

(doc. XVIII, inc. 30.2011.13), mentre il 3 ottobre 2011 i ricorrenti hanno

prodotto ulteriore documentazione, e meglio 3 lettere trasmesse all’UT di __________

a complemento delle dichiarazioni 2003B, 2004 e 2005, copia dei reclami conto

le notifiche di tassazione 2003 e 2004, fotocopia delle tassazioni __________

2003-2005 (doc. XIX, inc. 30.2011.13). Essi hanno inoltre evidenziato che “con

l’ufficio di tassazione vi sono stati ripetuti contatti e audizioni. L’ufficio,

oltre che sulla base della documentazione prodotta e degli argomenti fatti

valere in sede di audizioni, ha ovviamente esperito i propri accertamenti

presso il comune di __________ e, così ci è parso di capire, presso la __________,

che, in ultima analisi, in caso di conflitto con il fisco __________, avrebbe

dovuto sostenere le ragioni dell’Ufficio di tassazione di __________.”

(doc. XIX, inc. 30.2011.13).

1.19. Il 5 ottobre

2011 il TCA ha scritto ai ricorrenti una lettera del seguente tenore:

"

con riferimento al vostro scritto del 3 ottobre

2011 ed all’obbligo di collaborare delle parti (cfr. ad esempio l’art. 28

LPGA), vi assegniamo un termine di 10 giorni per:

- chiedere presso il competente ufficio di tassazione la

documentazione che dimostra dove si trova il luogo di domicilio dei coniugi RI

1 ed RI 2 e trasmetterlo a questo Tribunale.

Vi informiamo infatti che l’ufficio circondariale

di tassazione di __________ ci ha trasmesso della documentazione relativa agli

anni dal 2003 al 2006, ma, salvo errore, non sono stati prodotti né i verbali

di audizione né gli accertamenti esperiti presso il Comune di __________ o

presso la __________, cui accennate nello scritto del 3 ottobre 2011.

Vi comunichiamo inoltre che nel frattempo la __________

ci ha trasmesso l’intero incarto riguardante i coniugi RI 1 e relativo

all’ottenimento ed al prolungamento del permesso “C”.” (doc. XX, inc.

30.2011.13)

1.20. In data 17

ottobre 2011 i ricorrenti hanno affermato che:

"

l’ufficio di tassazione cui abbiamo rivolto la

sua richiesta del 5 c.m. per il tramite del capo ufficio signor __________ ci

segnala che “da quanto mi consta il tribunale delle assicurazioni dovrebbe

essere già in possesso della copie dell’intero dossier fiscale e quindi da

parte nostra non è possibile fornire ulteriore documenti a dimostrazione del

domicilio dei coniugi RI 1.” (doc. XXI, inc. 30.2011.13)

ed hanno

ribadito il concetto di domicilio ai sensi della Convenzione tra la Svizzera e

la __________ contro la doppia imposizione in ambito fiscale e meglio:

"

In via di principio la questione del domicilio è

risolta in base alla legislazione di ogni Stato contraente. Allorquando una

persona viene considerata domiciliata da entrambi gli stati contraenti – doppia

residenza, all’art. 4 cpv. 2 la convenzione stabilisce una sequenza di criteri

a cascata per individuare lo stato del domicilio fiscale: - nell’ordine –

abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale e

nazionalità. Individuato lo stato del domicilio fiscale preminente sulla base

di un criterio, gli ulteriori criteri non entrano più in linea di conto

(sentenza Tribunale Federale 2P 340/2005 del 21 settembre 2006 cons. 5).

Assodato che i signori RI 1 disponevano di

un’abitazione permanente nei due stati contraenti, se del caso, prevale lo

stato con il quale i vincoli personali ed economici sono i più stretti (centro

degli interessi vitali). E’ incontestabile però la circostanza che la __________

abbia rappresentato negli anni in rassegna il centro degli interessi familiari

ed economici dei signori RI 1: colà vivevano i figli ed operava la ditta di cui

il marito era socio e dalla quale ritraeva un reddito annuo consistente

(mediamente superiore ai __________ di“ Euro ”) come

risulta dalle tassazioni __________ agli atti. Non per nulla il fisco __________

ha assoggettato i signori RI 1 in modo illimitato in base alla loro

appartenenza personale.” (doc. XXI, inc. 30.2011.13)

1.21. Il 19 ottobre

2011 le parti sono state convocate per un’udienza che ha avuto luogo il 9

novembre 2011 (doc.XXIII, inc. 30.2011.13) e da cui è emerso:

"

L'ing. RI 1 precisa che è stato attivo come

socio-gerente di due __________ ossia società in nome collettivo con sede nella

sua Città natale posizione che ha abbandonato nel corso del 1994 da ultimo

ritirandosi sostanzialmente dall'attività. Quello che egli consegue a oggi è

sostanzialmente il frutto del capitale e quindi il guadagno normale di un

investimento di famiglia.

La società svizzera del Canton __________ è stata

chiusa nel 1997.

Dal ritiro dell'attività lavorativa l'ing. RI 1

non svolge più alcuna attività e soprattutto non la svolge da __________ dove

dopo avere posseduto un appartamento al n__________ lo ha venduto per

acquistare un immobile al __________ della medesima strada. Si tratta di un

appartamento di m2 250 che dispone di un collegamento di telefono

fisso dove mediamente i sig.ri RI 1 trascorrono dai 120 ai 150 e qualche volta

anche di più giorni all'anno.

I coniugi RI 1 dispongono di un appartamento

anche a __________ dove trascorrono alcuni periodi durante la stagione

invernale, la durata di questi periodi è imprecisata ma non è da computare nei

120/150 giornate citate pocanzi.

Il sig. RI 1 indica che comunque il centro dei

suoi interessi personali diventa sempre di più la Svizzera, ciò era così anche

nel 2004/2005.

Il Giudice chiede ai sig.ri RI 1 quale sia il

luogo che sentano come il loro. Essi rispondono che si tratta della Svizzera,

ancorché il domicilio fiscale ed il luogo da cui provengono sostanzialmente

tutti i redditi a cui essi fanno capo sia la __________.

Il dott. __________ sottolinea che il tema

giuridico da risolvere sia sostanzialmente quello di un concorso se così si può

dire tra questi due domicili ossia tra questi luoghi quello determinato cioè

dalla convenzione tra Svizzera e __________ in materia fiscale per impedire la

doppia imposizione e quello che va interpretato secondo il 23 CCS.

I figli della coppia sono adulti uno dei figli è

coniugato ed ha 2 figli di 8 e 2 anni, l'altro figlio non è coniugato. Entrambi

non si occupano della gestione delle aziende di famiglia. Sono entrambi

residenti in __________.

I sig.ri RI 1 indicano di essere stati costretti

ad assicurarsi contro le malattie per l'obbligatoria presso __________.

Anche in __________ sussiste una copertura assicurativa

contro le malattie da loro sottoscritta.

L'appartamento di __________ è dotato di un

collegamento telefonico fisso.

Alle assemblee condominiali partecipa la sig.ra RI

2__________.

I coniugi RI 1 non sono membri del Golf __________.”

(doc. XXIII, inc. 30.2011.13)

in

diritto

in

ordine

2.1. In concreto

si pone innanzitutto la questione della congiunzione dei ricorsi. Gli

insorgenti hanno infatti inoltrato due ricorsi con contenuto analogo contro due

decisioni su opposizione distinte, tramite le quali l’amministrazione ha

fissato i contributi da loro dovuti nel 2004 e nel 2005 e si è espressa sulla

domanda di revisione delle altre decisioni.

Per

l’art. 31 Lptca, “per quanto non stabilito dalla

presente legge, valgono le norme della legge federale sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali, delle leggi federali che regolano le

singole materie e, sussidiariamente, la legge cantonale di procedura per le

cause amministrative”.

L’art. 51

LPamm, a proposito della congiunzione dei ricorsi, prevede che quando siano

proposti davanti alla stessa Autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto

sia il medesimo, l’Autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie,

decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in

attesa della istruzione o della decisione delle altre.

In

concreto, ritenuto come gli insorgenti abbiano inoltrato due ricorsi simili,

che sollevano quesiti giuridici analoghi, contro due decisioni su opposizione

di fissazione di contributi che contengono motivazioni analoghe e relative alle

medesime persone, il TCA decide di congiungere le procedure.

2.2. I ricorrenti

sostengono che vi sia stata una violazione del loro diritto di essere sentiti

sia perché non sono stati convocati prima dell’emissione delle decisioni

negative, sia perché le medesime non sarebbero state sufficientemente motivate

poiché l’amministrazione si è focalizzata sul calcolo del contributo e non

sulla nozione di domicilio.

Ai sensi

dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante

giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere

dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una

decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti

suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione

dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza

e di determinarsi al riguardo (sentenza del 29 giugno 2006, H 97/04; DTF 129 II

504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid.

2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si

applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid.

1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto di essere sentito

comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale

obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle

condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del giudizio e di poterlo

impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di

ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa

che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su

tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze

rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza del 24

gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

Secondo

l’art. 42 LPGA le parti hanno diritto di essere sentite. Non devono

obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante

opposizione.

In ogni

caso al più tardi durante la procedura di opposizione l'amministrazione deve

dare la possibilità alla parte interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla

procedura in forma sufficiente (DTF 132 V 368 consid.

6 pag. 374). L'audizione delle parti, che costituisce un aspetto del diritto di

essere sentito, non è necessaria nella procedura d'istruzione che precede

l'emanazione di decisioni impugnabili mediante opposizione. La LPGA contiene a

questo proposito una regolamentazione esaustiva (cfr. DTF 132 V 368 consid.

6 pag. 374)

Con

sentenza 9C_694/2008 del 7 ottobre 2009, al consid. 3.2 e seguenti, il

Tribunale federale ha stabilito che:

" 3.2

Ora, è pacifico che il ricorrente ha avuto modo di fare valere la sua posizione

e pertanto di esprimersi quantomeno nell’ambito della procedura di opposizione.

In questo modo, il diritto di essere sentito è stato salvaguardato. Resta

tutt’al più da esaminare se il ricorrente poteva pretendere di essere sentito

oralmente in sede amministrativa.

3.3 Sennonché, l’art. 29 cpv. 2 Cost. non conferisce il diritto di

essere sentito oralmente, bensì limita la garanzia alla possibilità di prendere

posizione per iscritto, a meno che una norma non preveda espressamente il

diritto a un’audizione orale (sentenza del Tribunale federale delle

assicurazioni C 128/04 de 20 settembre 2005, in: SVR 2006 AIV no. 5 pag. 15,

consid. 1.2 con riferimenti). Ora, né l’art. 42 LPGA, né la PA, né tanto meno

la LAVS prescrivono espressamente un simile diritto (cfr. del resto sentenza

citata C 128/04, ibidem). Insieme alla Corte cantonale si può pertanto

concludere che l’assicurato ha già avuto modo di esprimersi sufficientemente

sulla vertenza in sede amministrativa. E comunque, anche a prescindere da

queste considerazioni, il primo giudice ha giustamente ricordato che il

ricorrente ha in ogni caso avuto la possibilità di (ri)proporre le sue argomentazioni

dinanzi a un’autorità giudiziaria, quale il Tribunale cantonale delle

assicurazioni, dotata di pieno potere cognitivo. In tali condizioni, non vi è

spazio per ammettere una violazione del diritto di essere sentito.”

2.3. Alla luce

della citata giurisprudenza, la censura sollevata dai ricorrenti va respinta.

Gli

insorgenti hanno infatti potuto far valere la loro posizione per iscritto in sede

di opposizione, nel corso della quale hanno potuto produrre tutte le prove

necessarie per far valere i loro diritti (cfr. sentenza 9C_694/2008 del 7

ottobre 2009).

Inoltre,

sebbene le decisioni su opposizione non abbiano esaminato in dettaglio

ogni singola censura, le ragioni alla base della soluzione adottata

dall’amministrazione sono chiare.

Inoltre, la

Cassa, seppur succintamente ha accennato alla questione del domicilio,

rilevando in particolare che l’apprezzamento dell’autorità fiscale non sarebbe

influente ai sensi della LAVS.

I ricorrenti hanno potuto

comprendere la portata delle decisioni, inoltrare opposizione e,

successivamente, impugnare le decisioni su opposizione ad un’istanza che

dispone di pieno potere cognitivo, confrontarsi con il suo contenuto e

riproporre le medesime censure (cfr. DTF 133 I 201 consid.

Considerandi

2.

).

Inoltre i

ricorrenti sono stati sentiti nel corso di un’udienza innanzi al TCA.

Per cui,

un’eventuale violazione del diritto di essere sentiti è comunque stata sanata

in questa sede (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201

consid. 2.2; DTF 127 V 431).

Il TCA deve

pertanto entrare nel merito del ricorso.

Nel

merito

2.4

Nel caso di

specie si pone innanzitutto la questione di sapere se i ricorrenti sono

domiciliati in Svizzera.

L’art. 1a

cpv. 1 lett. a LAVS prevede infatti che sono assicurate alla LAVS le persone

fisiche domiciliate in Svizzera.

Ai sensi

dell’art. 1 cpv. 1 LAVS le disposizioni della legge federale del 6

ottobre 2000 sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili all’assicurazione

per la vecchiaia e per i superstiti sempre che la legge non preveda

espressamente una deroga alla LPGA.

L’art. 13

LPGA prevede che il domicilio di una persona è determinato secondo le

disposizioni degli articoli 23–26 del Codice civile. Una persona ha la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata

del soggiorno è fin dall’inizio limitata.

Per l’art.

23.

CC:

" 1 Il domicilio di una persona è nel luogo dove

essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente.

2.

Nessuno può avere

contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi.

3.

Questa disposizione non si

applica al domicilio d’affari.”

A norma dell’art. 24 CC:

" 1 Il domicilio di una persona, stabilito che

sia, continua a sussistere

fino a che essa non ne abbia acquistato un altro.

2.

Si considera come domicilio

di una persona il luogo dove dimora,

quando non possa essere provato un domicilio precedente o quando

essa abbia abbandonato il suo domicilio all’estero senza averne

stabilito un altro nella Svizzera.”

La nozione di domicilio

presuppone la realizzazione di due condizioni cumulative: la prima, oggettiva,

di residenza effettiva, e la seconda, soggettiva, dell'intenzione di stabilirsi

durevolmente. Quest'ultima condizione è tuttavia unicamente di rilievo nella

misura in cui risulta riconoscibile. Determinante è il luogo in cui si trova il

centro degli interessi. Quest'ultimo si trova abitualmente nel luogo di

abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre il tempo libero, dove si

trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste un allacciamento

telefonico e un recapito postale. L'intenzione, riconoscibile all'esterno, deve

essere orientata nel senso di una residenza durevole. Tuttavia, l'intenzione di

lasciare più tardi un luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il

domicilio. Valore indiziario per la risoluzione della questione rivestono

l'annuncio e il deposito dei documenti, l'esercizio dei diritti politici, il

pagamento delle imposte, eventuali autorizzazioni di polizia degli stranieri

ecc. (cfr. sentenza C 101/04 del 9 maggio 2007, pubblicata parzialmente in DTF

133.

V 367; DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238; 125 V 76 consid. 2a pag. 77 con

riferimenti; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni P

21/04 dell'8 agosto 2005, consid. 4.1.1, pubblicata in SVR 2006 EL no. 7 pag.

25).

Con sentenza 9C_230/2008

del 28 luglio 2008 a proposito del domicilio l’Alta Corte ha affermato:

"

4.2

Der Wohnsitz im Sinne von Art. 1a Abs. 1

lit. a AHVG bestimmt sich, von hier nicht interessierenden Ausnahmen abgesehen,

grundsätzlich nach den Artikeln 23-26 des Zivilgesetzbuches (BGE 105 V 136;

Hanspeter Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.

Aufl., N 1.19; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des

articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, S.

53.

N 90; vgl. auch Art. 95a AHVG, in Kraft gestanden vom 1. Januar 1997 bis 31. Dezember 2002, sowie Art. 13 Abs. 1 ATSG).

Gemäss Art. 23 Abs. 1 ZGB befindet sich der Wohnsitz einer Person an dem Ort,

wo sie sich mit der Absicht dauernden Verbleibens aufhält. Für die Begründung

eines Wohnsitzes müssen somit zwei Merkmale erfüllt sein: Ein objektives

äusseres, der Aufenthalt, und ein subjektives inneres, die Absicht dauernden

Verbleibens. Dabei kommt es nicht auf den inneren Willen an. Entscheidend ist,

auf welche Absicht die erkennbaren Umstände objektiv schliessen lassen. Die betreffende

Person muss sich den Aufenthaltsort zum Mittelpunkt ihrer Lebensbeziehungen

gemacht haben. Nicht massgebend ist, ob sie eine fremdenpolizeiliche

Niederlassungs- oder Aufenthaltsbewilligung besitzt (BGE 125 V 76 E. 2a S. 77 f. mit Hinweisen, 133 V 309 E. 3.1 S. 312, Urteil I 486/00 vom 30. September 2004 E. 2.1

publiziert in: SVR 2005 IV Nr. 20 S. 79; Urteil 9C_294/2007 E. 6.2.1 publiziert

in: SVR 2008 IV Nr. 25 S. 76 und SZS 2008 S. 171). Der Wohnsitz bleibt an

diesem Ort bestehen, solange nicht anderswo ein neuer begründet wird (Art. 24

Abs. 1 ZGB).“

2.5

Nel

caso di specie i ricorrenti sono giunti in Svizzera nel corso del mese di

ottobre del 1989 (cfr. incarto della __________) e sono stati domiciliati ad __________

(Canton __________), fino al 30 settembre 1997 (doc. 1/10, inc. 30.2011.13),

quando RI 1 ha cessato la sua attività lavorativa presso la __________ __________.

Successivamente si sono trasferiti ad __________ e sono stati affiliati quali

persone senza attività lucrativa, pagando i contributi in tale qualità.

A causa del lavoro

esercitato in Svizzera, a livello fiscale non è stato loro possibile chiedere

di essere tassati secondo il dispendio e sono stati imposti illimitatamente

fino al 2002.

A partire dalla tassazione

2003B i coniugi RI 1 sono stati tassati in Svizzera limitatamente agli immobili

siti nel nostro Paese, poiché, come risulta in calce alle tassazioni, “Dalla

documentazione presentata risulta che il centro degli interessi vitali ed

economici dei coniugi RI 1 si trova in __________ e che pertanto vi sono

illimitatamente imponibili alle imposte sulla base dell’art. 4 cpv. 2 lett. a)

della Convenzione __________-svizzera per evitare la doppia imposizione.

Pertanto e malgrado essi siano in possesso di un regolare permesso di domicilio

rimangono imponibili in Svizzera sulla base delle loro proprietà fondiarie.”

Dagli atti fiscali tuttavia

non emergono particolari elementi a sostegno della tesi del domicilio in __________

(cfr. consid. 1.14-1.20), a parte le tassazioni __________ da cui si evince che

RI 1 percepisce dei redditi, tra l’altro, dalla __________ __________ __________

e dalla __________ __________ entrambe con sede a __________ (cfr. doc. XIV/3,

inc. 30.2011.13). Neppure i successivi documenti relativi alla procedura

fiscale prodotti in sede di osservazioni dagli assicurati sono risultati maggiormente

concludenti (cfr. doc. XIX).

Per cui la decisione in ambito fiscale può tutt’al più fungere da

indizio, insieme ad altri elementi, per la determinazione del domicilio dei

ricorrenti (cfr. RCC 1982 pag. 171 e marg. 1033 delle direttive

sull’assoggettamento all’AVS/AI), ma non può essere una prova concludente.

Quanto alla circostanza che la Cassa di compensazione si basa, di massima, sulle

tassazioni per calcolare i contributi dovuti dagli assicurati (cfr. art. 27

OAVS), il Tribunale federale ha comunque precisato che la

comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle

assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli

importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono

un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

Dagli ulteriori

accertamenti effettuati da questo Tribunale emerge che gli elementi e gli

indizi in favore di un domicilio in Svizzera sono nettamente predominanti.

Innanzitutto, dall’incarto

della __________, risulta che i ricorrenti beneficiano di un permesso di

domicilio “C” in quanto redditieri e risiedono nel nostro Paese dal 1989.

RI 1, interrogato nel

corso dell’udienza, ha inoltre affermato che “il centro degli interessi

personali diventa sempre di più la Svizzera, ciò era così anche nel 2004/2005”

(doc. XXIII, inc. 30.2011.13). Alla domanda a sapere “quale sia il luogo che”

sentono “come loro”, gli interessati hanno evidenziato che “si tratta

della Svizzera, ancorché il domicilio fiscale ed il luogo da cui provengono

sostanzialmente tutti i redditi a cui essi fanno capo sia la __________” (doc.

XXIII, inc. 30.2011.13).

Essi hanno poi rilevato di

essere “stati costretti ad assicurarsi contro le malattie per l’obbligatoria

presso __________” (doc. XXIII, inc. 30.2011.13).

Ora, per l’art. 3 cpv. 1

LAMal l’obbligo assicurativo, in Svizzera, per le cure medico-sanitarie,

incombe alle persone domiciliate nel nostro Paese (e per determinare il

domicilio l’art. 1 cpv. 1 OAMal prevede che occorre far capo agli art. 23-26 CC).

Non va poi dimenticato che

l’appartamento di __________ è dotato di un collegamento telefonico fisso e che

alle assemblee condominiali __________ partecipa personalmente.

Infine, va evidenziato che

i ricorrenti sono presenti ad __________ almeno 120/150 giorni all’anno, cui

vanno aggiunti i periodi trascorsi durante la stagione invernale a __________.

Il periodo di residenza

complessiva in Svizzera nel corso di un anno si aggira così sui 6 mesi.

Alla luce di quanto sopra

esposto, applicando l’abituale principio della verosimiglianza preponderante

valido nelle assicurazioni sociali, questo Tribunale deve concludere che i

ricorrenti sono domiciliati in Svizzera, che è in definitiva il Paese del

centro dei loro interessi.

2.6

In applicazione dell’art. 1a

cpv. 1 lett. a LAVS, secondo il quale sono assicurati alla LAVS le persone

fisiche domiciliate in Svizzera, i ricorrenti, di principio, vanno affiliati

nel nostro Paese e devono pagare i contributi quali persone senza attività

lucrativa (cfr. doc. XXIII, inc. 30.2011.13: “Dal ritiro dell’attività

lavorativa l’ing. RI 1 non svolge più alcuna attività e soprattutto non la

svolge da __________ […]”).

Sennonché, dagli atti

emerge che RI 1 percepisce dei redditi dalle società __________ GmbH & Co

KG e dalla __________ GmbH & Co. KG entrambe con sedi in __________ (cfr.

doc. XIV/3, inc. 30.2011.13). Nel corso dell’udienza l’insorgente ha sostenuto

che “quello che egli consegue” dalle società “è sostanzialmente il

frutto del capitale e quindi il guadagno normale di investimento di famiglia”.

Dal sito

internet della __________ (__________) si evince che la società, con sede a __________

bei __________, „wurde __________ als "__________,

Maschinenfabrik" gegründet“ e che “Hauptprodukte sind

Schnellschneider für die grafische Industrie, Peripheriegeräte für die Prozesse

rund um das Schneiden, Etikettensysteme und Stapelwender. __________ ist Weltmarktführer und Trendsetter.”.

La società è attiva in 170

Paesi e ad __________ lavorano circa 460 operai.

Il Tribunale federale ha

recentemente emesso numerose sentenze relative a persone domiciliate in

Svizzera e affiliate nel nostro Paese come indipendenti e titolari di

partecipazioni nelle “GmbH & Co KG” __________, che affermavano di

non svolgere alcuna attività lucrativa per queste società, ma di dover essere

equiparati ad azionisti di una SA.

L’Alta Corte ha in

sostanza stabilito che, laddove la qualifica del reddito percepito dalle citate

società va effettuata in base al diritto svizzero, e ciò è il caso, di massima,

quando la persona assicurata è domiciliata in Svizzera e vi svolge un’attività

lucrativa (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b regolamento [CEE] 1408/71, art. 14bis

cpv. 2 regolamento [CEE] 1407/71, art. 14quater regolamento [CEE] 1408/71), l’assicurato

deve pagare i contributi su questi proventi nella sua qualità di indipendente

in applicazione dell’art. 20 cpv. 3 OAVS a condizione che i redditi provengano

da una società senza personalità giuridica che persegua uno scopo lucrativo (cfr.

sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011, consid. 4.3: “Entscheidend

für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine

auf einen Erwerbszweck gerichtete Personengesamtheit ohne juristische

Persönlichkeit handelt”).

In

DTF 136 V 258 il TF ha stabilito che l’accomandante residente in Svizzera di

una società in accomandita del diritto __________ (“GmbH & Co”) con sede in

__________ è tenuto a versare i contributi quale persona esercitante

un’attività lucrativa indipendente sui redditi provenienti dalla società,

indipendentemente dal fatto che egli collabori nell’impresa o che eserciti

un’influenza sulla gestione di quest’ultima.

Questa giurisprudenza è stata

confermata nelle sentenze 9C_504/2010 del 1° settembre 2010,9C_342/2011 dell’8

luglio 2011 e 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 (cfr. anche sentenza 9C_853/2009

del 23 luglio 2010).

Nella

sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 il TF ha affermato:

"

3.2

Die Beitragspflicht aufgrund der Beteiligung

des in der Schweiz wohnhaften Beschwerdeführers an deutschen und

österreichischen Kommanditgesellschaften richtet sich allein nach

schweizerischem Recht (Art. 13 Abs. 2 lit. b, Art. 14a Abs. 2 und Art. 14c der

Verordnung [EWG] Nr. 1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der

Systeme der sozialen Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständige sowie deren

Familienangehörige, die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern [SR

0.831.109.268

] in Verbindung mit Art. 153a Abs. 1 lit. a AHVG und mit dem am

1.

Juni 2002 in Kraft getretenen Abkommen vom 21. Juni 1999 zwischen der

Schweizerischen Eidgenossenschaft einerseits und der Europäischen Gemeinschaft

und ihren Mitgliedstaaten andererseits über die Freizügigkeit

[Freizügigkeitsabkommen, FZA; SR 0.142.112.681]; zur Situation vor

Inkrafttreten des FZA vgl. BGE 136 V 258 E. 2.1 S. 260).“

(…)

4.

4.1

Die Vorinstanz erwog, dass der im Jahr 2004 in der Schweiz wohnhaft gewesene Beschwerdeführer für seine Einkünfte als Kommanditist aus

deutschen und österreichischen GmbH & Co. KG in der Schweiz als

Selbständigerwerbender beitragspflichtig ist. Was der Beschwerdeführer

hiergegen einwendet, hält der Prüfung nicht stand.

4.2

In BGE 136 V 258 wies

das Bundesgericht auf die bisherige konstante Rechtsprechung hin, wonach Art.

20.

Abs. 3 AHVV gesetzmässig ist (vgl. die Hinweise in: a.a.O. E. 4.1 S. 264).

Die Entstehungsgeschichte dieser Norm zeigt, dass seit 1976 eine generelle und

konstante Beitragspflicht der Kommanditäre bestanden hat. Grundgedanke dieser

Beitragspflicht ist, dass der Kommanditär - anders als ein blosser Kapitalgeber

- direkt, ähnlich dem Komplementär, am Gesellschaftsgewinn teilnimmt (a.a.O. E.

4.3

S. 264 und E. 4.4 S. 266). Aus gesetzessystematischer Sicht ergibt sich

nichts Gegenteiliges (a.a.O. E. 4.5 S. 266; vgl. auch E. 4.7). Die

Beitragspflicht der Kommanditäre ist auch mit dem Sinn und Zweck von Art. 20

Abs. 3 AHVV zu begründen. Entsprechend seiner wirtschaftlichen Stellung in der

Gesellschaft nimmt der Kommanditär als solcher direkt am wirtschaftlichen

Erfolg der Gesellschaft teil. Wer sich als Teilhaber einer

Kommanditgesellschaft anschliesst, nimmt nicht in erster Linie eine private Vermögensanlage

vor (a.a.O. E. 4.6 S. 266; vgl. oben E. 3.3.2).

4.3

Entscheidend für die Anwendbarkeit von

Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck

gerichtete Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt. Dies

trifft für die ausländische GmbH & Co. KG zu. Für die vom

Beschwerdeführer verlangte Einzelfallprüfung betreffend seine Stellung und

Funktion in den betreffenden Gesellschaften besteht demnach kein Anlass.

Das Bundesgericht hat in der mehrfach zitierten BGE 136 V 258 festgehalten,

dass es nicht darauf ankommt, wie im Einzelfall die Einflussmöglichkeiten in

der Gesellschaft sind und ob sie international tätig ist. An gleicher

Stelle erwog das Bundesgericht, dass auch nicht geprüft werden muss, ob die

im deutschen Recht vorgesehene Gesellschaftsform der GmbH & Co. KG eine mit

der schweizerischen Kommanditgesellschaft vergleichbare Gesellschaftsform

darstellt, da Art. 20 Abs. 3 AHVV nicht nur Teilhaber von Kollektiv- und

Kommanditgesellschaften, sondern auch Teilhaber "von anderen auf einen

Erwerbszweck gerichteten Personengesamtheiten ohne juristische

Persönlichkeit" aufführt (a.a.O., E. 5 S. 267).“ (sottolineature del

redattore)

Nella

sentenza 9C_342/2011 dell’8 luglio 2011 l’Alta Corte ha affermato:

"

1.2

Beitragspflichtiges Einkommen aus

selbstständiger Erwerbstätigkeit im Sinne von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17

AHVV stellen auch die Einkommen von Kollektiv- und Kommanditgesellschaften

sowie von anderen auf einen Erwerbszweck gerichteten Personengesamtheiten ohne

juristische Persönlichkeit dar. Die Teilhaber haben die Beiträge von ihrem

Anteil zu entrichten (Art. 20 Abs. 3 AHVV sowie Überschrift zu Art. 17 ff. AHVV

[II. Beiträge vom Einkommen aus selbstständiger Erwerbstätigkeit, 1.

Allgemeines]). Unter diese Bestimmung fallen auch Beteiligungen an

Gesellschaften mit Sitz im Ausland in einem Staat, für welchen die Verordnung

(EWG) Nr. 1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der Systeme der

Sozialen Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständigerwerbende sowie deren

Familienangehörige, die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern (SR

0.831.109

; anwendbar für die Schweiz gemäss Art. 8 und Anhang II des

Abkommens vom 21. Juni 1999 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft

einerseits und der Europäischen Gemeinschaft und ihren Mitgliedstaaten

andererseits über die Freizügigkeit [FZA; SR 0.142.112.681]), gilt (SVR 2010

AHV Nr. 3,9C_33/2009, E. 3.2 und 3.3; Urteil

H 177/06 vom 28. September 2007 E. 4.2 und 4.3). Deutschland, wo die X.________

GmbH & Co. KG ihren Geschäftssitz hat, ist Vertragsstaat. Nach der

Rechtsprechung ist für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV allein

entscheidend, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck gerichtete

Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt. Dagegen ist nicht

von Belang, ob die (ausländische) Gesellschaft mit einer Kollektiv- oder

Kommanditgesellschaft nach schweizerischem Recht vergleichbar ist, wie im

Einzelfall die Einflussmöglichkeiten der Gesellschafter sind, ob die

Gesellschaftsstruktur personen- oder mehr kapitalbezogen und die Firma

international tätig ist (BGE 136 V 258 E. 4 S. 264 ff.; SVR 2011 AHV Nr. 8 E. 1.1; Urteil 9C_853/2009 vom 23. Juli 2010 E. 4).“ (sottolineature

del redattore)

Con

sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010 il TF ha ribadito:

"

1.3

Entgegen den Vorbringen in der Beschwerde

normiert Art. 20 Abs. 3 AHVV einen Tatbestand selbständiger Erwerbstätigkeit.

Daran ändert nichts, dass die Bestimmung mit "Beitragspflichtige

Personen" überschrieben ist und der Begriff des Erwerbszweckes verwendet

wird und nicht von Erwerbstätigkeit die Rede ist. In diesem Zusammenhang

stellt auch das Halten von Beteiligungen an einer Firma, welche wie hier die

Y.________ GmbH & Co. KG eine Geschäftstätigkeit (Getränkehandel und Abfüllen

von Coca Cola in Lizenz) ausübt, eine selbständige Erwerbstätigkeit im Sinne

von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17 AHVV dar. Auch wenn die

Beschwerdeführerin von der Geschäftsführung und der Vertretung der X.________

& Co. KG ausgeschlossen war, stellt ihre Beteiligung an der Gesellschaft

nicht eine beitragsbefreite bloss "kapitalmässige Nutzung ihres

Vermögens" dar. Ebenfalls liegt kein (unzulässiger) mehrstufiger

Durchgriff auf die Beschwerdeführerin vor. Die gegenteilige Auffassung der Beschwerdeführerin

übersieht, dass es sich bei der X.________ & Co. KG nicht um eine

juristische Person handelt, sondern um eine Personengesellschaft ohne

juristische Persönlichkeit (BGE 9C_627/2009 E. 2.1 in fine).

Stellen nach dem Gesagten die 2005 geflossenen

Einkünfte aus der Beteiligung an der X.________ & Co. KG Einkommen aus

selbständiger Erwerbstätigkeit im Sinne der AHV-Gesetzgebung dar, fällt der zu

beurteilende Sachverhalt in den persönlichen Geltungsbereich nach Art. 1 lit. a

und Anhang I sowie Art. 2 der Verordnung Nr. 1408/71.

2.

Nach Art. 14a Abs. 2 der Verordnung Nr. 1408/71

unterliegt eine Person, die eine selbstständige Tätigkeit gewöhnlich im Gebiet

von zwei oder mehr Mitgliedstaaten ausübt, den Rechtsvorschriften des

Mitgliedstaates, in dessen Gebiet sie wohnt, wenn sie ihre Tätigkeit zum Teil

im Gebiet dieses Mitgliedstaats ausübt (Satz 1). Übt sie keine Tätigkeit im

Gebiet des Mitgliedstaates aus, in dem sie wohnt, so unterliegt sie den

Rechtsvorschriften des Mitgliedstaats, in dessen Gebiet sie ihre Haupttätigkeit

ausübt (Satz 2).

2.1

Die Beschwerdeführerin rügt, die

vorinstanzlich bestätigte Beitragserhebung auf den Einkünften aus der

Beteiligung an der in Deutschland ansässigen X.________ & Co. KG verletze

Art. 14a Abs. 2 der Verordnung Nr. 1408/71. Satz 1 und 2 dieser Bestimmung

seien im ganzen Kontext, insbesondere unter Berücksichtigung von Art. 13 Abs. 2

lit. b, wonach eine Person, die im Gebiet eines Mitgliedstaats eine

selbstständige Tätigkeit ausübt, den Rechtsvorschriften dieses Staates

unterliegt, und zwar auch dann, wenn sie im Gebiet eines anderen Mitgliedstaats

wohnt, so zu verstehen, dass an den Wohnsitz nur dann anzuknüpfen ist, wenn die

betreffende Person im Mitgliedstaat, in dessen Gebiet sie wohnt, zugleich ihre

Haupttätigkeit ausübt.

2.2

Diese Auslegung widerspricht jedoch dem

klaren Verordnungswortlaut, von welchem abzuweichen kein Anlass besteht (vgl.

zur Auslegung von Staatsverträgen BGE 135 V 339 E. 5.3 S. 349, 125 V 503 E. 4b

S. 506, 119 V 98 E. 6a S. 107, je mit Hinweisen). Art. 14a Abs. 2 (Satz 1 und

2) der Verordnung Nr. 1408/71 wurde gerade nicht in dem Sinne formuliert, dass

eine Person, die eine selbstständige Tätigkeit gewöhnlich im Gebiet von zwei

oder mehr Mitgliedstaaten ausübt, den Rechtsvorschriften des Mitgliedstaates

unterliegt, in dessen Gebiet sie ihre Haupttätigkeit ausübt. Auch die

Rechtsprechung geht von einem wortlautgetreuen Verständnis aus (Urteil H 177/06

vom 28. September 2007 E. 4.3). Dieses Ergebnis ist nicht stossend. Das FZA und

die Verordnung Nr. 1408/71 wollen tendenziell Inland- und

EU-Auslandsachverhalte gleich behandeln. Von daher kann es bei einer in der

Schweiz wohnhaften und damit kraft Art. 1a Abs. 1

lit. a AHVG obligatorisch versicherten Person in Bezug auf die

Beitragspflicht keinen Unterschied machen, ob ihr Einkünfte aus der Beteiligung

an einer hier oder in einem Vertragsstaat ansässigen Kommanditgesellschaft

zufliessen.

3.

3.1

Schliesslich macht die Beschwerdeführerin

geltend, sie habe gestützt auf das Gleichbehandlungsgebot nach Art. 8 Abs. 1 BV

Anspruch darauf, so behandelt zu werden, wie wenn die X.________ & Co. KG

ihren Sitz nicht in einem EU-Staat hätte mit der Folge, dass aufgrund von Art.

6ter lit. a AHVV keine Beiträge auf den Einkünften aus der Beteiligung an

dieser Gesellschaft zu erheben seien. Laut dieser Bestimmung ist u.a im Ausland

erzieltes Erwerbseinkommen, das Personen als Inhaber oder Teilhaber von

Betrieben oder von Betriebsstätten in einem Nichtvertragsstaat zufliesst.

Nichtvertragsstaaten im Sinne dieser Bestimmung sind Staaten, für welche die

Verordnung Nr. 1408/71 nicht gilt (SVR 2010 AHV Nr. 3 S. 7,9C_33/2009, E.

3.

).

3.2

In der bis zum

Inkrafttreten der bilateralen Verträge mit der EU am 1. Juni 2002 gültig

gewesenen Fassung von Art. 6ter lit. a AHVV fehlte der Zusatz "in einem

Nichtvertragsstaat". Von der Beitragserhebung ausgenommen war somit jedes

Erwerbseinkommen, das Personen als Inhaber oder Teilhaber von Betrieben oder

von Betriebsstätten im Ausland zufloss. Das Einkommen aus Betrieben im Ausland

wurde demzufolge anders behandelt als das aus inländischen Betrieben erzielte.

Indessen haben das FZA bzw. die damit anwendbar erklärte Verordnung Nr. 1408/71

in Bezug auf die Vertragssaaten diesbezüglich eine Änderung gebracht: Zwar ist

der Beschwerdeführerin zuzustimmen, dass diese Regelung die Schweiz nicht

verpflichtet, auf Einkommen aus Personengesellschaften überhaupt Beiträge zu

erheben, da das vom FZA übernommene Gemeinschaftsrecht lediglich eine

Koordinierung, nicht aber eine Harmonisierung der Rechtsvorschriften der

Mitgliedstaaten auf dem Gebiet der sozialen Sicherheit bezweckt (BGE 131 V 209 E.

5.3

S. 213). Wohl aber schreibt Art. 14d in Verbindung mit Art. 14a Abs. 2 der

Verordnung Nr. 1408/71 zwingend vor, dass die in der Schweiz wohnhafte Beschwerdeführerin

für die Anwendung der massgebenden Rechtsvorschriften so zu behandeln ist, wie

wenn sie ihre gesamte Erwerbstätigkeit im Gebiet der Schweiz ausüben würde.

Insoweit ist im Rahmen des sachlichen und persönlichen Geltungsbereichs des FZA

bzw. der Verordnung Nr. 1408/71 ein ausländischer Sachverhalt einem

inländischen gleichgestellt. Dies entspricht der generellen Tendenz des

FZA zur Gleichbehandlung von Inländern und EU-Ausländern bzw. inländischen und

EU-ausländischen Sachverhalten. Unterliegt somit nach schweizerischem Recht

das Einkommen aus inländischen Personengesellschaften der Beitragspflicht, so

muss dies auch gelten für Einkommen aus Personengesellschaften in einem

EU-Mitgliedstaat. Diese völkerrechtliche Lage ist für das Bundesgericht verbindlich

(Art. 190 BV) und geht vorbehältlich der hier nicht einschlägigen

Schubert-Praxis dem Landesrecht vor (BGE 136 III 168 E.3.3.4, 133 III 450 E.

6,133 V 367 E.11). Die Neufassung von Art. 6ter lit. a AHVV stellt nur diese

staatsvertraglich ohnehin geltende Rechtslage klar. Dass damit EU-Ausländer

bzw. EU-ausländische Sachverhalte anders behandelt werden als

Drittstaatsangehörige bzw. drittstaats-ausländische Sachverhalte, liegt in der

Natur eines völkerrechtlichen Vertrages und stellt keine rechtswidrige

Ungleichbehandlung dar.“ (sottolineature del redattore)

2.7

Nel

caso di specie, di conseguenza, alla luce della giurisprudenza federale, RI 1, che

percepisce redditi da due GmbH & Co KG con scopo commerciale andrebbe

qualificato quale indipendente e il calcolo dei contributi effettuato

sull’importo di circa __________ di Euro percepito annualmente (Doc. XIV/3,

inc. 30.2011.13).

Sennonché, i casi

giudicati dal TF riguardano persone domiciliate in Svizzera e attive nel nostro

Paese, con la conseguenza che il reddito percepito dalle società __________ va qualificato

quale provento da attività indipendente in applicazione del diritto svizzero in

virtù del rinvio delle norme europee (art. 13 cpv. 2 lett. b regolamento [CEE] 1408/71,

art. 14bis cpv. 2 regolamento [CEE] 1408/71, art. 14quater regolamento [CEE] 1408/71).

In concreto tuttavia

l’interessato non svolge alcuna attività lucrativa in Svizzera.

Egli andrebbe pertanto

affiliato in __________ in virtù dell’art. 13 cpv. 2 lett. b del regolamento (CEE)

1408/71, per il quale la persona che esercita un’attività autonoma nel

territorio di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche

se risiede nel territorio di un altro Stato membro.

Tuttavia, ritenuto che

l’interessato percepisce i redditi dalla __________, è secondo il diritto __________

che occorre stabilire se quanto conseguito è reddito da capitale oppure da

attività lucrativa (cfr. DTF 136 V 258, consid. 2.1 e

contrario: „Im Streit liegt, ob die in betraglicher Hinsicht nicht

bestrittenen Einkünfte des Beschwerdegegners, welche er in den Jahren 2003 bis

2006.

als Kommanditist der X. GmbH & Co. KG erzielte, als selbstständige

Erwerbstätigkeit im Sinne von art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 20 Abs. 3 AHVV (SR

831.

) zu qualifizieren sind. Die Beteiligten sind sich darin einig, dass

sich die Beitragspflicht aufgrund der Beteiligung des in der Schweiz wohnhaften

und in der Schweiz zuletzt unselbstständig erwerbstätigen Beschwerdegegners an

einer deutschen Kommanditgesellschaft allein nach schweizerischem Recht richtet

(Art. 13 Abs. 2 lit. b, Art. 14a Abs. 2 und Art. 14c der Verordnung [EWG] Nr.

1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der Systeme der sozialen

Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständige sowie deren Familienangehörige,

die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern [SR 0.831.109.268.1] in

Verbindung mit Art. 153a Abs. 1 lit. a AHVG und mit dem am 1. Juni 2002 in Kraft getretenen Abkommen vom 21. Juni 1999 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft

einerseits und der Europäischen Gemeinschaft und ihren Mitgliedstaaten

andererseits über die Freizügigkeit [Freizügigkeitsabkommen, FZA; SR

0.142.112

]). Vor Inkrafttreten des FZA galt das Abkommen vom 25. Februar

1964.

zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Bundesrepublik

Deutschland über Soziale Sicherheit (SR 0.831.109.136.1), welches in Art. 5

eine Kollisionsregel enthalten hatte, wonach der Arbeitsort bzw. das

Erwerbsortsprinzip massgeblich gewesen waren und somit in der vorliegenden

Konstellation das deutsche Recht anwendbar gewesen war, soweit es um die einzig

strittige sozialversicherungsrechtliche Qualifikation der aus der Beteiligung

an der deutschen Kommanditgesellschaft erzielten Einkünfte ging (Urteile des

Eidg. Versicherungsgerichts H 60/80 vom 27. November 1980 E. 1, in: ZAK 1981 S.

517, und H 280/92 vom 4. August 1993, in: AHI 1994 S. 134). Schliesslich

stimmen die Beteiligten auch darin überein, dass es sich bei der

Kommanditgesellschaft X. GmbH & Co. KG nicht um eine juristische Person,

sondern um eine Personengesellschaft handelt (vgl. BAUMBACH/HOPT/MERKT,

Handelsgesetzbuch [HGB], 34. Aufl. 2010, N. 1 zu § 124 HGB, N. 2

und 10 zu § 161 HGB).”).

In

concreto, interpellati in merito dalla Cassa circa la qualifica dell’attività

svolta in __________ ed invitati a compilare il formulario E101 dell’UE

relativo al diritto applicabile in caso di applicazione del regolamento (CEE)

1408/71, i ricorrenti hanno affermato che, essendo indipendenti in __________,

non sono tenuti a versare i contributi sociali ed hanno ritenuto inutile

riempire il citato formulario (cfr. scritto del 4 febbraio 2011, doc. 2, inc.

30.2011

: “(…) Come tali non sono stati assoggettati ad un contributo __________

pari al nostro contributo AVS. Da quanto ci risulta gli indipendenti non pagano

l”AVS __________” ”).

A questo proposito va

rilevato che nella sentenza 9C_853/2009 del 23 luglio 2010 il TF ha riassunto,

nei considerandi di diritto, la motivazione del Tribunale cantonale che aveva

esonerato la persona assicurata dal pagamento dei contributi sul reddito proveniente

dalla GmbH & Co. KG

Dalla medesima si

evince al consid. 3.1 che:

"

(…)

Die Kompetenzen des Kommanditisten seien

vorliegend auf einige wenige Grundsatzentscheidungen im Rahmen der jährlichen

Gesellschafterversammlungen reduziert, vergleichbar mit der Stellung der nicht

geschäftsführenden Gesellschafter in der GmbH oder der Aktionäre bei der

Aktiengesellschaft. Die gesamte Geschäftsführung sei ausschliesslich an die

jeweiligen Komplementär-GmbH's delegiert. Eine solche vollständige Delegierung

der Geschäftsführung an eine juristische Person als Komplementärin sei im

schweizerischen Recht der Kommanditgesellschaft nicht möglich. Ebenso wenig

lasse das schweizerische Recht der Kommanditgesellschaft eine juristische

Person als Komplementärin zu. Dies sehe hingegen das Bundesgesetz über die

kollektiven Kapitalanlagen vor, wo bei der Kommanditgesellschaft für kollektive

Kapitalanlagen (KGK) der unbeschränkt haftende Gesellschafter eine juristische

Person (Aktiengesellschaft) sei, deren Aufgabe es sei, das in der KGK angelegte

Vermögen der Kommanditäre professionell zu verwalten. Sowohl bei der

deutschen GmbH & Co. KG als auch bei der KGK seien die Funktion der

Geschäftsführung klar von der blossen Kapitalgeberfunktion getrennt, indem

die Kapitalgeber (Kommanditisten bzw. Kommanditäre) keine unternehmerische

Tätigkeit mehr ausüben und blosse Investoren seien. Unter diesen Umständen

erscheine die Annahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit des Beschwerdegegners

bezogen auf die Erträge aus den Reedereien nicht gerechtfertigt.“

(sottolineatura del redattore)

Al

considerando 5 della medesima sentenza il TF ha inoltre rilevato che:

"

(…)

Zu keinem andern Ergebnis führt ferner die

Argumentation des Beschwerdegegners, als in der Schweiz wohnhafter

Unselbständigerwerbender müsse er einzig wegen seines schweizerischen

Wohnsitzes Sozialversicherungsbeiträge auf den in Deutschland erzielten

Einkünften aus den Beteiligungen an den Reedereien entrichten, was gegenüber

einer in Deutschland wohnhaften Person stossend, rechtsungleich und nicht in

Einklang mit dem internationalen Recht sei. Die Beitragspflicht

widerspricht entgegen der Ansicht des Beschwerdegegners nicht dem

internationalen Recht, sondern ergibt sich im Gegenteil gerade daraus (E. 2.1

hievor). Daran ist das Bundesgericht gebunden (Art. 190 BV).” (sottolineatura

del redattore)

Va poi evidenziato che dalle citate sentenze federali non emerge che

gli assicurati si lamentavano di un’eventuale doppia imposizione contributiva e

meglio del fatto che in __________ sarebbero stati tenuti a pagare i contributi

sociali.

Alla luce

di quanto sopra questo Tribunale deve concludere che in __________ di

regola non vengono pagati contributi sociali su questi redditi.

Ne segue che, accertato

come RI 1 e sua moglie in __________ non pagano alcun

contributo sui redditi percepiti dalle società __________ e non sono affiliati

né come indipendenti né tanto meno come persone senza attività lucrativa e come

non va applicato il diritto svizzero alla qualifica contributiva di questi

proventi, il TCA ritiene che i ricorrenti devono essere affiliati in Svizzera

in virtù del loro domicilio (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS) e devono pagare i

contributi come persone senza attività lucrativa.

Questa soluzione è

conforme al principio dell’unicità dell’affiliazione prevista dal regolamento

(CEE) 1408/71 (cfr. in particolare art. 13 cpv. 1) e permette agli insorgenti,

che, occorre ribadirlo, in __________, nel periodo litigioso, non hanno pagato

contributi sociali, di non avere alcuna lacuna contributiva.

In queste condizioni,

stabilita la correttezza dell’affiliazione come persone senza attività

lucrativa, non vi sono motivi per procedere all’esame delle condizioni di

un’eventuale revisione o riesame della decisione di fissazione dei contributi

del 2003.

Per il resto, considerato

che i ricorrenti non contestano l’ammontare della sostanza posta a fondamento

del calcolo dei contributi, la decisioni impugnate vanno confermate.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. l ricorsi sono

respinti.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster