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Decisione

30.2011.8

Fissazione dei contributi di un'attività indipendente. Conferma della giurisprudenza secondo la quale l'assicurato deve difendere i suoi diritti in ambito fiscale

16 maggio 2011Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono

calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa

dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati

esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto

di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.

9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è

stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per

conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

3. Ai

sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività

lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo:

‑ le spese

generali necessarie per conseguire il reddito lordo;

‑ gli

ammortamenti e le riserve di aziende commerciali consentiti dall'uso

commerciale e corrispondenti alle svalutazioni subite;

‑ le perdite

commerciali subite e allibrate;

‑ le elargizioni

fatte dal titolare dell'azienda, durante il periodo di computo, a scopo di

beneficenza al proprio personale, sempre che sia garantito che siffatte

elargizioni non possano ulteriormente servire ad altro uso, e le elargizioni

fatte unicamente a scopo di utilità pubblica. Non sono deducibili i contributi

da versare in conformità all'articolo 8 e quelli previsti dalla legge federale

del 19 giugno 1959 su l'assicurazione per l'invalidità (LAI) e della legge

federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno in caso

di servizio militare o di protezione civile;

‑ i versamenti

personali fatti a istituzioni di previdenza, per quanto equivalgano alla quota

generalmente assunta dal datore di lavoro;

- l'interesse del

capitale proprio impegnato nell'azienda. Il Consiglio federale fissa il tasso

d'interesse d'intesa con la Commissione federale dell'assicurazione per la

vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.

Poiché in sede fiscale il reddito professionale netto è calcolato

dopo deduzione del contributo AVS, in applicazione del citato art. 9 cpv. 2

lett. d LAVS il reddito determinante è stabilito aggiungendo al reddito

aziendale esposto fiscalmente il contributo dovuto negli anni di computo.

Dal

1° gennaio 1997 tutte le deduzioni ammissibili sono previste nella legge (Messaggio

del Consiglio federale relativo alla decima revisione, p. 50).

A

norma dell’art. 9 cpv. 3 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa

indipendente e il capitale proprio impegnato nell’azienda sono accertati dalle

autorità fiscali cantonali e comunicati alle casse di compensazione.

4. I

contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di

contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono

calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione

e sul capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2

OAVS, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

Il reddito dell'anno

di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell'esercizio commerciale

chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell'anno (art. 22 cpv. 3 OAVS, nel

tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

Se in un anno di

contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito

dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione

conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Se l'esercizio

commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è determinante il

capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale

(art. 22 cpv. 5 OAVS, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

5. Le

autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo

dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata

in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla

corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e

adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una

tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi

fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul

reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta

federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di tassazione

intermedia o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi 1 e 2 sono

applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS, nel tenore in vigore fino al 31

dicembre 2006).

Le indicazioni fornite

dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23

cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali

cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono

valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale

proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli

assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e,

se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

6. Nel

caso di specie l’amministrazione ha calcolato i contributi dovuti

dall’insorgente sulla base delle comunicazioni dell’autorità fiscale __________

che ha attestato per il 2005 un reddito da attività indipendente di fr. 170'497

e contributi AVS per fr. 12'451, per complessivi fr. 182’948 (doc. 5) e per il

2006 di fr. 215'844 da reddito da attività indipendente e fr. 15'047 di

contributi AVS, per complessivi fr. 230’891 (doc. 5).

L’insorgente

contesta l’ammontare del reddito dell’attività indipendente e chiede in

sostanza di poter dedurre dal reddito indicato dall’autorità fiscale gli

importi utilizzati per coprire le perdite della società __________ SA, che sono

stati dichiarati quali rinuncia a prestiti nelle proprie dichiarazioni fiscali

relative agli anni 2005 e 2006.

A

questo proposito richiama gli atti della procedura sfociata nella sentenza,

cresciuta incontestata in giudicato, del 22 marzo 2010 del Tribunale cantonale

amministrativo di __________.

A

torto.

Infatti,

dalla citata sentenza, senza che sia necessario richiamare anche tutti gli atti

procedurali, emerge che le autorità __________ hanno respinto il ricorso, con

il quale sono state sollevate argomentazioni simili a quelle in esame,

inoltrato dall’insorgente contro le sue tassazioni personali 2005 e 2006:

" (…)

2.1

Dazu macht der

Beschwerdeführer im Wesentlichen geltend, dass er in __________ eine Arztpraxis

als Selbstständigerwerbender betreibe. Gleichzeitig habe er im Bereich

Schönheitsmedizin ein zweites Standbein aufgebaut. Dafür sei es allerdings

notwendig, dass er Werbung betreiben könne. Die Standesregeln und bis anhin auch

die gesetzli­chen Grundlagen worden es jedoch verbieten, für eine

Allgemeinpraxis entsprechende Werbung zu machen (nicht nur Hinweis auf

Praxiseröffnung). Deshalb führe er den Be­reich Schönheitsmedizin in der __________

AG, welche formell seiner Lebenspartnerin und heutigen Ehefrau, Frau __________,

materiell jedoch ihm gehöre. Der Sitz der __________ AG sei ebenfalls an der __________,

in den Räumlichkeiten, die er auch für seine Arztpraxis benütze. Zudem sei er

seit 2002 zusammen mit seiner Ehefrau im Verwaltungsrat der __________ AG. Aus

der genauen Zuteilung ab 2005 gehe hervor, dass der Bereich Schönheitsmedizin

(noch) nicht gewinnbringend gewesen sei. Dadurch seien in der __________ AG

Verluste und Net­tozahlungsabflüsse entstanden. Seine Einzelfirma (Arztpraxis)

habe diese Abflüsse je­weils (liquiditätsmässig) finanziert und deshalb am

Jahresende ein Guthaben gegenü­ber der __________ AG ausgewiesen. Diese habe

jedoch keine Substanz gehabt, wel­che dieser Forderung gegenübergestanden wäre.

Es habe sich um strukturelle Defizite gehandelt. Die Zahlungen durch die

Einzelunternehmung hätten im Hinblick auf die möglichen Synergien und das

beabsichtigte Geschäftsmodell, von welchem beide-Teile profitieren worden, Sinn

gemacht. Des Weiteren bringt der Beschwerdeführer vor, dass er die __________

AG trotz den negativen Ergebnissen in den Jahren 2005 und 2006 weiter fuhren möchte,

da der Umsatz in den vergangenen Jahren stark angestiegen und die

Gesetzesgrundlage mittlerweilen geändert worden sei. Gemäss den im Jahre 2009 in Kraft getretenen Gesetzesänderungen könne die Arztpraxis nun vollständig in die __________ AG

überführt werden (Art. 30 Gesundheitsgesetz, § 9 Gesundheits Verordnung).

Dadurch werde der Diskussion um Verluste und Gewinne in den einzel­nen

Bereichen die Grundlage entzogen. Die Fusion werde demnächst vollzogen. Durch

seine angespannte Liquiditätssituation habe sich dies verzögert. All dies dürfe

ihm nun nicht zum Nachteil gereichen, da es wirtschaftlich auf das Gleiche

herauskomme. Da­mit sei aufgezeigt worden, dass nicht steuerliche Gründe für

die bisherigen Strukturen ausschlaggebend gewesen seien. Dass die

Einzelunternehmung die Verluste decke, sei eine Notwendigkeit um

Liquiditätsschwierigkeiten zu vermeiden. Aus der Jahres­rechnung der __________

AG des Jahres 2006 ergebe sich, dass diese die Forderung nicht zurückbezahlen

könne. Deshalb sei sie in der Einzelunternehmung zu korrigieren, da sonst ein

Aktivum aufgeführt werde, das nicht werthaltig sei. Ob die Forderung zum

heutigen oder zu einem späteren Zeitpunkt wieder werthaltig werden könnte,

dürfe hier nicht berücksichtigt werden. Nach Art. 960 Abs. 2 OR seien die

Aktiven höchstens nach dem Wert anzusetzen, die ihnen im Zeitpunkt der

Bilanzerrichtung für das Geschäft zukommen. Der Zeitpunkt der Bilanzerrichtung

des Geschäftsjahres 2006 dürfte zu Be­ginn des Jahres 2007 gewesen sein. Damals

sei noch nicht absehbar gewesen, ob und wann die __________ AG Gewinn abwerfen

werde. Es sei für die Guthaben gegenüber der __________ AG demnach klar, dass

diese nicht zum Nominalwert aktiviert werden könnten, da diese per 31. Dezember

2006 nicht werthaltig seien. Der Darlehensverzicht sei somit wirtschaftlich

nicht nur begründet, sondern geradezu notwendig gewesen. Zudem seien die

Darlehen ein Investment gewesen, das er auch einem Drittunterneh­men hätte

machen können. Schliesslich habe die Steuerverwaltung all diese Punkte im

Einspracheentscheid überhaupt nicht gewürdigt, was an Verweigerung des

rechtlichen Gehörs und fehlende Abnahme von Beweismitteln grenze. Die

einspracheweise vorge­tragenen Argumente seien mit lapidaren Bemerkungen

abgetan worden.

(…)

4.2

In der Hauptsache ist

sodann festzuhalten, dass der Beschwerdeführer als Selbstständigerwerbender

eine Arztpraxis (Einzelfirma) betreibt und gleichzeitig im Bereich Schönheitsmedizin

tätig ist, welcher über die __________ AG abgewickelt wird.

Wirtschaftliche

Eigentümerin der __________ AG ist Frau __________ (frühere Lebenspartnerin und

heutige Ehefrau des Steuerpflichtigen). Den vorliegenden Unterlagen kann ferner

entnommen werden, dass die __________ AG in den massgebenden Steuerjahren 2005

und 2006 negative Betriebsergebnisse erlitten hat (vgl. BB 4 und 5). Nach

Angaben des Beschwerdeführers hat die Einzelfirma diese Verluste und

Nettozahlungsabflüsse (liquiditätsmässig) finanziert, woraus am Jahresende

jeweils ein Guthaben gegenüber der Aktiengesellschaft entstanden sei; mangels

Werthaltigkeit dieser Darlehen sei jedoch auf dieses Aktiva verzichtet worden

(vgl. Art. 960 Abs. 2 OR). Das Gemeindesteueramt __________ und die Vorinstanz

haben dieses Vorgehen nicht akzeptiert und dem Beschwerdeführer beim Einkommen

aus selbstständiger Erwerbstätigkeit für das Jahr 2005 Fr. 70'667.00 und für

das Jahr 2006 Fr. 93'658.00 aufgerechnet - je mit der Begründung

"Aufrechnung Darlehensverzicht __________ AG".

4.3

Nach Art. 21 Abs. 1

StG und Art. 18 Abs. 1 DBG sind alle Einkünfte aus einem Handels-, Industrie-,

Gewerbe-, Land- und Forstwirtschaftsbetrieb, aus einem freien Beruf sowie aus

jeder anderen selbstständigen Erwerbstätigkeit steuerbar. Bei der Ermittlung

des Reineinkommens sind die Abzüge nach Art. 30 StG bzw. Art. 27 DBG zu beachten.

Diese Bestimmungen umschreiben in genereller Form die Abzugsfähigkeit

geschäfts- oder berufsmässig begründeter Kosten bei Selbstständigerwerbenden.

Beispielhaft ("insbesondere") werden einzelne Abzugspositionen

aufgezählt. Dazu gehören unter anderem Abschreibungen, Wertberichtigungen und

Rockstellungen (Art. 30 Abs. 2 Zíff. 1 StG und Art. 27 Abs. 2 lit. a DBG) sowie

eingetretene und verbuchte Verluste auf Geschäftsvermögen (Art. 30 Abs. 2 Ziff.

3 StG und Art. 27 Abs. 2 lit. b DBG); wobei darauf hinzuweisen ist, dass die

Aufzahlung der eingetretenen und ver­buchten Verluste auf Geschäftsvermögen an

sich überflüssig ist, da sich ihre Abzugs­fähigkeit bereits aus anderen

Gesetzesstellen ergibt (vgl. dazu Marianne KLOTI­WEBER / Dave SIEGRIST / Dieter

WEBER, Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Band 1, §§ 1 bis 111, Muri-Bern

2004, § 36 N 51).

4.4

Abzugsfähig ist der

gesamte Aufwand, der für die selbstständige Erwerbstätigkeit vorgenommen wurde.

Voraussetzung für die Abzugsfähigkeit ist demnach, dass der Aufwand mit einer

selbstständigen Erwerbstätigkeit direkt zusammenhängt. Mithin ist in erster

Linie und in jedem Fall erforderlich, dass die Tätigkeit, welcher der zu

beurteilende Aufwand zuzurechnen ist, oberhaupt eine selbstständige Erwerbstätigkeit

i. S. von Art. 21 StG und Art. 18 DBG darstellt. Es muss sich sodann explizit

um geschäfts- oder berufsmässig begründete Aufwendungen handeln (Felix RICHNER

/ Walter FREI / Stefan KAUFMANN, Handkommentar zum DBG, Zürich 2003, Art. 27 N

1 ff. mit Hinweisen).

4.5

Als geschäfts- oder

berufsmässig begründete Kosten sind Vermögensabgänge zu würdigen, die für

geschäftliche Zwecke, im Interesse des Unternehmensziels getätigt wurden. Dabei

spielt es keine Rolle, ob der selbstständig Erwerbstätige auch ohne den

entsprechenden Aufwand ausgekommen wäre und ob im Sinne einer rationellen und

gewinnorientierten Betriebsführung zweckmässiger oder sparsamer hätte

vorgegangen werden können. Es ist nicht Sache der Steuerbehörden, die

Angemessenheit einer geschäftlichen Aufwendung zu überprüfen. Als Folge des mit

einer selbstständigen Erwerbstätigkeit typischerweise verbundenen

Unternehmerrisikos kann die geschäftsmässige Begründetheit von Aufwendungen

(Konnexität) nicht allein deshalb abgesprochen werden, weil diese nicht zu

entsprechenden Erträgen fuhren. Wesentlich ist, dass die Aufwendungen mit dem

objektiv erkennbaren Ziel erfolgen, Erträge aus der selbstständigen Erwerbstätigkeit

zu bewirken. AIs geschäftsmässig begründet sind deshalb auch Ausgaben zu

würdigen, von denen sich der Selbstständigerwerbende in guten Treuen einen dem

Unternehmen zukommenden Erfolg verspricht. Die Beurteilung hat unabhängig davon

zu geschehen, ob sich die Aufwendungen nachträglich als Fehldispositionen

erweisen. Denn besteuert wird, was der Unternehmer an Einkommen erzielt hat,

und nicht, was er bei einem wirtschaftlich richtigen Einsatz der ihm zur

Considerandi

Verfügung stehenden Mittel hätte erzielen können. Liegt indessen ein

Missverhältnis zwischen Leistung und Gegenleistung vor, das sich nicht

geschäftsmässig begründen lässt, müssen übersetzte Beträge nicht als Unkosten

anerkannt werden. Aufwendungen bilden deshalb so lange abzugsfähige Kosten, als

sie objektiv eng mit dem Betrieb zusammenhängen und subjektiv dem Betrieb zu

dienen bestimmt sind. Abzugrenzen sind die geschäftsmässig begründeten Kosten

insbesondere vom Privataufwand, dann aber auch von den aktivierungspflichtigen

Aufwendungen und der Schuldentilgung (Martin ZWEIFEL / Peter ATHANA: Kommentar

zum Schweizerischen Steuerrecht, 112a, DBG Art. 1 - 82, Basel/Genf/München

2000, Art. 27 N 7 ff.; Marianne KLOTI-WEBER / Dave SIEGRIST / Dieter WEBER,

a.a.O., § 36 N 5; Felix RICHNER 1 Walter FREI / Stefan KAUFMANN, a.a.O., Art.

27.

N 3 ff.; je mit weiteren Hinweisen). Das Bundesgericht führt zu den

geschäfts- oder berufsmässig begründeten Kosten was folgt aus:

"Aufwendungen sind dann geschäftsmässig begründet, wenn sie mit dem erzielten

Erwerb unternehmungswirtschaftlich in einem unmittelbaren und direkten

(organischen) Zusammenhang stehen; alles, was nach kaufmännischer Auffassung in

guten Treuen zum Kreis der Unkosten gerechnet werden kann, muss steuerlich als

geschäftsmässig begründet anerkannt werden. Dabei spielt es keine Rolle, ob ein

Betrieb auch ohne den in Frage stehenden Aufwand ausgekommen wäre und ob dieser

Aufwand im Sinne einer rationellen und gewinnorientierten Betriebsführung

zweckmässig war" (vgl. BGF 113 Ib 118).

4.6

Abschreibungen auf

Darlehen gegenüber Nahestehenden (Aktionäre, verbundene Gesellschaften etc.) zu

Lasten der Erfolgsrechnung sind in der Regel nicht geschäftsmäs­sig begründet.

Die endgültige Abschreibung solcher Guthaben (Darlehensverzicht) führt in aller

Regel zur Qualifikation als steuerlich nicht abzugsfähige geldwerte Leistung

oder verdeckte Kapitaleinlage. Ausgenommen sind FäIle, in denen die

seinerzeitige Gewahrung des Darlehens zu Konditionen wie unter unabhängigen

Dritten (schriftlicher Darlehensvertrag, ausreichende Sicherheiten, laufende

Begleichung der marktkonform festgesetzten Zinsen, laufende Amortisationen)

erfolgt ist. Bei verbundenen Unternehmungen wird demnach ein sogenannter

Drittvergleich angestellt. Sofern diese Rechtsgeschäfte einem Drittvergleich

nicht standhalten, stellt sich die Frage der Vorteilszuwendungen zwischen

verbundenen Unternehmungen. Lässt jedoch ein Unternehmensteil einem anderen

einen Vorteil zukommen, den er einem Dritten nicht zuwenden würde, handelt es

sich um eine verdeckte Kapitaleinlage, die auf der Ebene der

Empfängergesellschaft eine Erhöhung des Eigenkapitals bedeutet (vgl. Felix

SCHALCHER, Die Sanierung von Kapitalgesellschaften im schweizerischen

Steuerrecht, 2008, § 8, Ziff. 2, S. 141).

(…)

5.

5.1

Bei der Einzelfirma

des Beschwerdeführers und der __________ AG, welche sich im Privatvermögen

einer Drittperson (frühere Lebenspartnerin und heutige Ehefrau des

Steuerpflichtigen) befindet, handelt es sich um zwei verschiedene

Steuersubjekte. Ihre Geschäftsergebnisse sind aufgrund der unterschiedlichen

Rechtsformen und Eigentumsverhältnisse gesondert zu ermitteln.

5.2

Es steht fest, dass

der Steuerpflichtige als selbstständig praktizierender Arzt (Einzelfirma) auf

eigene Rechnung durch Einsatz von Arbeitsleistung und Kapital in frei

bestimmter Selbstorganisation planmässig, anhaltend und nach aussen sichtbar

zum Zweck der Gewinnerzielung am wirtschaftlichen Verkehr teilnimmt und damit

de Steuerpflicht (Einkommenssteuer) gemäss Art. 21 StG und Art. 18 DBG unterliegt.

Strittig und zu prüfen bleibt, ob es sich bei den verbuchten Kosten

(Darlehensverzicht gegenüber der __________ AG) um geschäftsmässig begründeten

Aufwand i. S. von Art. 30 StG bzw. Art. 27 DBG handelt.

5.3

Das Gericht hält

dafür, dass die Zahlungen des Beschwerdeführers an die __________ AG aus

mehreren Gründen nicht als geschäftsmässig begründete Aufwendungen zu taxieren

sind:

5.3.1

Sowohl aus den

Ausführungen des Beschwerdeführers als auch aus den aufgelegten

Jahresrechnungen geht hervor, dass sich die Aktiengesellschaft in den

massgebenden Steuerperioden 2005 und 2006 in massiven Liquiditätsschwierigkeiten befand und mit negativen Eigenkapitalbeträgen abgeschlossen hat (vgl.

Beschwerdeschrift S. 4 und BB 4-6). Vor diesem Hintergrund müssen die gewahrten

Darlehen als zum Voraus schwer einbringlich eingestuft werden und können einem

Drittvergleich nicht standhalten. Ein unabhängiges Drittunternehmen würde einer

Gesellschaft, deren Eigenkapital sich im negativen Bereich befindet, kaum ein

Darlehen ohne jegwelche Sicherheiten und Konditionen gewähren. Hier Iiegt

offensichtlich ein Missverhältnis zwischen Leistung und Gegenleistung vor. Der

Vorinstanz ist daher beizupflichten, dass die vom Beschwerdeführer übernommenen

Verbindlichkeiten der __________ AG bzw. die Darlehensverzichte nur als

"Sanierungsleistungen" für die Aktiengesellschaft angesehen werden können,

welche aufgrund der nahen persönlichen Beziehung zur Aktionärin entstanden sind

und damit in aller Regel steuerlich nicht abzugsfähig sind.

5.3.2

Der Beschwerdeführer

vermochte nicht den Nachweis zu erbringen, dass die Gewährung der Darlehen zu

Konditionen wie unter unabhängigen Dritten erfolgt sind (schriftlicher

Darlehensvertrag, ausreichende Sicherheiten, laufende Begleichung der marktkonform

festgesetzten Zinsen, laufende Amortisationen). Mithin sind vom Be­schwerdeführer

auch keine Inkasso- und Sicherungsbemühungen nachgewiesen wor­den.

5.3.3

Hinzu kommt, dass der

Beschwerdeführer dem Gericht nicht substantiiert und glaubhaft darlegen konnte,

inwiefern die Kostenübernahmen Im Interesse des Unternehmensziels der

Einzelfirma erfolgt sind bzw. geschäftsmässig begründet waren. Ein

unmittelbarer und direkter (organischer) Zusammenhang ist nicht ersichtlich,

weshalb die Aufwendungen nicht in guten Treuen zum Kreis der Unkosten gerechnet

werden können. Einzig durch die Behauptung "möglicher Synergien" und

eines "beabsichtigten Geschäftsmodelles" lassen sich die Zahlungen

nicht rechtfertigen.

5.3.4

Einigermassen seltsam

mutet zudem die Tatsache an, dass der Beschwerdeführer einerseits geltend

macht, der Umsatz der Aktiengesellschaft sei in den vergangenen Jahren stark

angestiegen (und somit mit einer Rückführung der gewahrten Darlehen gerechnet

werden konnte), gleichzeitig aber die Darlehen zufolge Uneinbringlichkeit

umgehend definitiv abschreibt und auf deren Rückzahlung ohne Inkassobemühungen

verzichtet. Zwar ist es nicht Sache des Gerichts, die wirtschaftlichen

Entscheidungen des Steuerpflichtigen zu beurteilen, jedoch sind die

buchhalterischen Vorgänge im vor­liegenden Fall insofern relevant, als sie

einem Drittvergleich standhalten müssen und als Indizien wichtig sind. Die

formlose Darlehensgewährung und unmittelbare ausserordentliche Abschreibung

(Darlehensverzicht) deutet klarerweise auf ein Darlehen unter Nahestehenden hin

und ist damit nicht geschäftsmässig begründet.

5.4

Aus all diesen Gründen

ist die vorinstanzliche Rechtsauffassung, wonach die Zahlungen an die

sanierungsbedürftige __________ AG als Zuschüsse (Eigenkapitalerhöhung) für die

Aktiengesellschaft zu qualifizieren seien, mit der Folge, dass der Verzicht auf

Rückzahlung derselben nicht geschäftsmässig begründeten Aufwand im Sinne der

Art. 30 Abs. 1 StG bzw. Art. 27 Abs. 1 DBG darstelle und damit nicht

einkommensmindernd in Bezug auf die Einkünfte aus selbstständiger Tätigkeit aus

Arztpraxis angerechnet werden könnten, nicht zu beanstanden. Demnach ist die

vorliegende Beschwerde vollumfänglich abzuweisen.

An diesem Ergebnis

vermögen auch die übrigen vom Beschwerdeführer vorgebrachten Argumente nichts

zu ändern. (…)"

7.

Per

giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ogni tassazione

fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di compensazione sono

vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle

assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal

profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una

tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori

manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si

debbano apprez­zare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema

di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione

fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità

fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando

particolari provvedimenti di tassazione.

L'assicurato

esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti

nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle

assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321

consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4

=

RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121

consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag.

275.

consid. 3a). Il Tribunale federale delle

assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione

(Pratique VSI 1993, p. 242ss).

8.

Alla

luce di quanto sopra esposto questo Tribunale non ha alcun motivo per scostarsi

da quanto emerge dalle tassazioni 2005 e 2006 del ricorrente che sono state

confermate dalla sentenza del 22 marzo 2010, cresciuta incontestata in

giudicato, del Tribunale cantonale amministrativo di __________, che ha

esaminato nel dettaglio, respingendole, le censure sollevate dal ricorrente

anche in questa sede.

Infatti,

con sentenza del 7 novembre 2007 (9C_179/2007), il Tribunale federale ha

affermato :

"

(…)

4.2

Contrairement à ce

que soutient le recourant, on ne saurait reprocher un comportement passif à la

caisse de compensation, quand bien même elle n'était pas sans ignorer que le

Service des contributions de la République et canton du Jura devait encore

procéder à la taxation définitive des revenus réalisés par le défunt durant les

années 2003 et 2004. Dans le cadre de la fixation des cotisations des

assurés exerçant une activité lucrative indépendante, le législateur a

expressément confié aux autorités fiscales cantonales le soin de déterminer le

revenu provenant d'une activité indépendante et le capital propre engagé dans

l'entreprise (art. 9 al. 3 LAVS et 23 RAVS; voir également RCC 1992 p. 34

consid. 4b). Il s'ensuit que les caisses de compensation sont liées, en principe,

par les données communiquées par les autorités fiscales cantonales pour fixer

les cotisations dues pour l'année de cotisation (art. 23 al. 4 et 27 al. 2

RAVS). » (sottolineature del redattore)

Inoltre, con sentenza

9C_514/2008 del 19 maggio 2009, il Tribunale federale ha confermato tale

principio (cfr. consid. 4.2):

" (…)

Mentre le autorità fiscali possono

qualificare come distribuzione dissimulata di utile una prestazione -

dichiarata come salario - che non sarebbe stata dispensata a un dipendente non

azionista, per converso le autorità AVS possono qualificare quale salario

determinante una prestazione dichiarata come distribuzione di utile. Per

decidere se una prestazione abbia carattere di salario determinante o di

reddito da capitale, le casse di compensazione non sono vincolate alla qualifica

dell'autorità fiscale. Tuttavia, dall'ordinamento risultante dall'art. 23 OAVS

si evince che le casse di compensazione si attengono in linea di massima alla

valutazione dell'amministrazione fiscale. In considerazione del principio di

unità e coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente evitate

divergenti valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS. Quest'ultima

eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile, dalle decisioni

adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al

parallelismo tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente

rinunciato. È quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina

all'esistenza di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario determinante

prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile netto con

decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del principio unitario

dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a repentaglio

l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti. Chi,

come la società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che

determinate remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a

collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti

commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di

dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto. (…)."

(sottolineature del redattore)

Questo

Tribunale ha già inoltre avuto modo di rammentare che le deduzioni previste

dall’art. 9 cpv. 2 LAVS alle lettere da a ad f concordano con quelle

dell’imposta federale diretta (cfr. anche RCC 1986, pag. 173; art. 27 e

seguenti LIFD) e perciò tali detrazioni vengono già operate in sede fiscale. Il

reddito comunicato dal fisco è quindi al netto delle spese (cfr. sentenza

30.2001.203

del 31 luglio 2002, sentenza 30.2000.94 del 4 gennaio 2001 e

sentenza 30.1999.116 del 25 maggio 2000). Per l’art. 18 cpv. 1 OAVS infatti per

distinguere e determinare le deduzioni ammesse in conformità dell’articolo 9

capoverso 2 lettere a-e LAVS, sono applicabili le disposizioni in materia di

imposta federale diretta.

In

concreto spettava pertanto al ricorrente far valere i propri diritti in ambito

fiscale, se necessario con un ricorso al Tribunale federale. Non avendolo fatto

non spetta alla Cassa di compensazione e al Giudice delle assicurazioni sociali

sovvertire le tassazioni 2005 e 2006 cresciute in giudicato.

Ne

segue che rettamente l’amministrazione ha preso in considerazione un reddito di

fr. 170'497 nel 2005 e fr. 215'844 nel 2006, cui ha aggiunto, conformemente

all’art. 9 cpv. 2 lett. d LAVS i contributi personali dei rispettivi periodi

(fr. 12'451 nel 2005 e fr. 15'047 nel 2006).

Infatti

in virtù dell'art. 9 cpv. 2 lett. d LAVS, e contrariamente a quanto è previsto

nell'ambito dell'imposta federale diretta, i contributi personali degli

indipendenti non possono essere dedotti (cfr. P. Y. Greber, J. L. Duc, G. Scartazzini,

Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse

et survivants (LAVS), n. 113 ad art. 9 LAVS, pag. 301). Per questo motivo il

reddito determinante é stabilito aggiungendo al reddito aziendale netto esposto

fiscalmente il contributo sociale dovuto (cfr. anche art. 27 cpv. 1 OAVS).

Per

cui, a giusta ragione, la Cassa ha fissato in fr. 182'948 il reddito soggetto a

contribuzione nel 2005 e a fr. 230'891 nel 2006 (doc. 4).

L’insorgente

afferma infine, senza peraltro renderlo verosimile, che nell’ambito del calcolo

dei contributi per il secondo pilastro la perdita sarebbe ammissibile (cfr.

doc. IV e I, nella versione tedesca afferma in particolare che: “14. Im

Bereich der Beitragsverfügungsregelung der Pensionskasse ist diese

Verlustabrechnung indessen zulässig”).

Come

rileva la Cassa in sede di risposta, per gli indipendenti, di regola, la

previdenza professionale (2° pilastro) è facoltativa (art. 4 LPP) e l’importo,

di massima, non deve superare il reddito assoggettato al contributo AVS. L’art.

1.

cpv. 2 LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2006, prevede infatti che il

salario assicurabile nella previdenza professionale o il reddito assicurabile

degli indipendenti non deve superare il reddito assoggettato al contributo AVS.

Inoltre,

l’art. 8 LPP, relativo al salario coordinato, prevede che dev’essere assicurata

la parte del salario annuo da 22’155 sino a 75’960 franchi (ora da 24 360 a 83 520), ossia un importo

inferiore rispetto a quello in esame che deve invece essere preso in

considerazione per il calcolo del contributo AVS. Nella misura in cui il

reddito è superiore è possibile assicurarsi alla previdenza più estesa

extraobbligatoria (cfr. art. 4 cpv. 3 LPP).

Ne

segue che una eventuale differenza nell’ambito della fissazione dei contributi

del secondo pilastro, peraltro neppure comprovata, nel preciso caso di specie

non è determinante.

9.

Infine,

l’insorgente richiama tutta la documentazione relativa alla procedura innanzi

al tribunale cantonale amministrativo del Canton __________.

Questo

Tribunale rinuncia all’assunzione della documentazione richiamata e ad

ulteriori accertamenti poiché la sentenza del 22 marzo 2010, agli atti e

cresciuta incontestata in giudicato, è sufficiente, per i motivi sopra esposti,

per poter decidere circa l’ammontare del reddito soggetto a contribuzione negli

anni 2005 e 2006.

Va

qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si

rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;

Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a

ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,

2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H

103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.

2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce

una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2

Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162

consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Il ricorso va di

conseguenza respinto.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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