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Decisione

30.2013.55

Affiliazione come dipendente di una rappresentante. Riassunto della giurisprudenza applicabile

7 marzo 2014Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

I. Alle

parti è stata data la possibilità di esprimersi in merito entro 10 giorni (doc.

XIV). La Cassa si è riconfermata nelle proprie conclusioni (doc. XV).

in

diritto

in

ordine

1.La presente vertenza non pone questioni

giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la

difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque

decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.

Considerandi

2.

della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del

21.

dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18

febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio

2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190

seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

nel merito

2.

Sono

assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che

hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli

assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano

un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1

LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono

calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa

dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.

2.

LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a

dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

I contributi AVS degli assicurati

esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto

di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.

9.

cpv. 1 LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è

considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario

determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede

che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito

dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere

contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro

dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la

qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:

Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,

la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato

a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi

per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente

o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare,

insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo

statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

3.

Di

principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,

quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne

l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere

dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato

non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige

la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non

comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita

economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è

necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza

dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di

fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente

dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il

rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni

diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF

122.

V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161

consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere

quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18

settembre 2000).

4.

Secondo

la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V

169.

e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri

caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di

una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego

di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal

risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate

dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).

Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome

proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante

società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982

pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori

di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni

singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di

un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono

adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine

prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante

l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può

praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder,

Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,

pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono

indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di

stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture

sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato,

in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro

personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in

caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di

questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di

un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.

226.

consid. 3b).

L’allora Tribunale federale delle

assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante

per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per

quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione

(Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/

Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur

l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

5.

Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la

qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto

puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta

personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un

assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come

tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale

dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività

lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale

attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è

determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a

priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come

indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag.

226.

consid. 3c = DTF 119 V 165).

Dispositivo

Per questi motivi, un

assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro

e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna

esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag.

145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

6. Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare

che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio

della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente,

è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché

sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto

ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale

e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente.

Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di

dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti

e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio

2007, consid. 4.3).

Per

quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale

federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel

settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,

ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio

della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale

(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H

194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

Infine

vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere

conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse

attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro

(DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007,

consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo

mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per

diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,

in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161

consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza

H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

7. Va

ancora evidenziato che giusta il N. 4020 DSD (Direttive sul salario

determinante edite dall'UFAS, edizione

in francese), sono considerati rappresentanti di commercio (commessi

viaggiatori, rappresentanti, agenti, ecc.) tutte le persone fisiche che, dietro

retribuzione, concludono o negoziano affari a nome e per conto di terzi,

all'infuori dei locali commerciali di questi ultimi.

Stante detta

definizione, dunque, sia che un assicurato sia definito come rappresentante di

vendita oppure agente, egli è comunque, più in generale, un rappresentante di

commercio.

Peraltro, la

giurisprudenza federale tratta queste professioni in modo simile.

Infatti, il TFA (dal 1° gennaio 2007:

TF) ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di

commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante

sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore

di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle

obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag.

356, RCC 1950 pag. 378). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che, in generale,

i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto

all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è

raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.

Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) è

quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista

la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere

considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi

eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).

Si deve presumere l'esistenza di

un'attività dipendente anche quando il rappresentante non percepisce un

salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC

1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag.

126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad

una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di

lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953

pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC

1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982

pag. 209, RCC 1955 pag. 82) ed è designato quale agente ai sensi degli art.

418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).

A proposito degli agenti,

l’allora TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in

generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro

sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal

successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen

AHV, n. 4.63, pag. 119).

L'agente e il rappresentante

di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se sopportano un

vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una

propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag.

127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).

Secondo la prassi amministrativa questo

si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte

contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali

commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli

adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale il

coniuge e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta

la maggior parte delle spese di esercizio (N. 4024 e 4025 DSD; Pratique VSI

1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 399 consid.

2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid.

4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429).

Va

ancora evidenziato che il N. 4022 DSD prevede che il rapporto di servizio deve

essere esaminato secondo le norme della LAVS e non del CO. E’ la situazione

concreta ad essere determinante. La natura di diritto civile del contratto,

così come la designazione e il modo in cui il contratto è formulato non è

decisivo. Le convenzioni o i contratti che portano sulla situazione giuridica

del viaggiatore di commercio in materia di assicurazioni sociali sono senza

valore.

Secondo

le citate direttive il fatto che il viaggiatore di commercio è iscritto o meno

al registro degli intermediari d’assicurazione della FINMA non ha alcun

influsso circa la qualifica dello statuto in ambito di AVS.

Va

ancora rammentato che con sentenza di principio 30.2007.33 del 21 novembre 2007

(ribadita dalla sentenza 30.2012.10 del 7 maggio 2012), questo Tribunale ha

confermato che, pur dovendo ogni caso di specie essere attentamente esaminato

singolarmente, di principio, per l’affiliazione di un broker assicurativo, va

applicata la giurisprudenza relativa ai rappresentanti di commercio e agli

agenti i quali, di regola, sono considerati dipendenti tranne se sopportano un

vero rischio economico imprenditoriale, ossia se dispongono di una loro organizzazione

di vendita. Tale organizzazione esiste se tre condizioni cumulative sono

soddisfatte, ossia utilizzo di locali commerciali propri o in affitto,

personale alle proprie dipendenze, assunzione della maggior parte delle spese

d’esercizio (cfr., a proposito delle condizioni da adempiere: DTF 119 V 161

consid. 3b e Kieser, Alters- und Hinterlassenenversicherung, in SBVR, Soziale

Sicherheit, 2a ed. 2006, n. 100; cfr. anche sentenza 9C_946/2009 del 30

settembre 2010 consid. 2.2 e sentenza H 196/06 del 5 febbraio 2008, consid. 2).

8. In

concreto, alla luce della documentazione prodotta ed in particolare del

contratto di agenzia sottoscritto dalla ricorrente e dalla TERZ 2 il 1° ottobre

2013 (doc. 7a), questo Tribunale deve concludere che la decisione impugnata

deve essere confermata. La convenzione contiene infatti numerosi elementi di

subordinazione e prevede clausole che l’Alta Corte non ha ammesso quali indizi

in favore di un’attività indipendente degli agenti.

Dopo

aver indicato, nell’art. __________, che la TERZ 2, quale licenziataria, è la

distributrice esclusiva della ditta __________ per il prodotto __________ __________

__________ e nel __________, già nell’art. __________ figurano numerosi

elementi caratteristici di un’attività dipendente.

Per

l’art. __________ infatti l’agente (ossia l’assicurata) “assume la posizione

di rappresentante __________ ed è subordinato a un (una) responsabile di team

che si occuperà della sua assistenza e sorveglianza”. La ricorrente agisce

come “agente intermediario” e la società provvede a fornirle “il

necessario supporto tecnico assegnandogli un consulente personale.”

L’art.

__________ prevede che l’assicurata “ha l’obbligo di tutelare gli interessi”

della società “e di osservare le direttive, nonché di agire conformemente

alle prescrizioni. L’agente è legato alle direttive. Inoltre è tenuto a

partecipare a riunioni e corsi di formazione qualora gli venisse richiesto” dalla

società.

“L’agente

ha l’obbligo di attenersi ai prezzi fissati” dalla società ed “eventuali

condizioni speciali o sconti possono essere concessi solo previo accordo con”

la società.

L’art.

__________ prevede pure che “durante il rapporto contrattuale l’agente non

può lavorare per imprese che siano in concorrenza con” la società o entrare

“indirettamente in concorrenza” con la società. “All’agente non è

consentito nominare sub-agenti o assumere personale ausiliario per

l’espletamento dell’attività contrattuale” e “l’agente risponde di

eventuali danni al __________ o di danni causati dall’utilizzo dello stesso”.

Per

quanto concerne la remunerazione, l’art. __________ prevede che “la

provvigione viene corrisposta in funzione del piano di carriera dell’agente.

Il diritto al versamento della provvigione sorge dal momento in cui il

cliente abbia effettuato il pagamento a seguito della stipulazione di un

contratto con” la società. “Le provvigioni sono dovute esclusivamente

per i contratti stipulati alle condizioni e ai prezzi vigenti. La disposizione

di cui all’art. 418c, cpv. 3 del CO non trova applicazione. Il conteggio delle

provvigioni viene effettuato mensilmente da parte” della società.

“l’agente

s’impegna ad affiliarsi alla cassa cantonale AVS competente, in qualità

d’indipendente, s’impegnerà inoltre a pagare i contributi sociali che la cassa

stessa emetterà.”

L’art.

__________ prevede un periodo di prova (tre mesi), durante il quale l’agente “è

considerato “__________ in fase di formazione” ed è tenuto a svolgere

un’attività minima che dovrà consistere in almeno una presentazione al mese del

__________ e nella conclusione di una vendita di un __________.” La società

“si riserva il diritto di estendere il periodo di prova ad altri tre mesi.”

Durante

il periodo di prova il contratto può essere disdetto da entrambe le parti con

preavviso di sette giorni. Al termine del periodo di prova l’agente sarà

considerato rappresentante __________ autonomo. Nel primo anno di servizio la

disdetta è da comunicarsi con preavviso di un mese. A partire dal secondo anno

di servizio il termine di preavviso è di due mesi. E’ fatta salva la disdetta

immediata per gravi motivi.

L’art.

__________ prevede che sono parti integranti del contratto tutte le direttive

della società e delle società partner nonché il piano di carriera nella sua

versione più aggiornata.

“L’agente

non può utilizzare annunci, logotipi, emblemi o altre misure o campagne

pubblicitarie, né a nome della società, né a nome proprio. Bozze e modelli

devono essere autorizzati dalla società. Eventuali suddivisioni territoriali

stabilite dalla società devono essere osservate tassativamente.”

Alla

luce di quanto sopra esposto, ponderati tutti i necessari elementi contenuti

nel contratto, dopo un'attenta

valutazione complessiva, questo Tribunale ribadisce che la decisione

dell’amministrazione di ritenere l’assicurata quale dipendente della TERZ 2 è

corretta, dovendosi applicare al caso di specie le condizioni previste dalla

giurisprudenza relative ai rappresentanti di commercio e agli agenti i quali,

di regola, sono considerati dipendenti tranne se sopportano un vero rischio

economico imprenditoriale, ossia se dispongono di una loro organizzazione di

vendita. Tale organizzazione esiste se tre condizioni cumulative sono

soddisfatte: utilizzo di locali commerciali propri o in affitto, personale alle

proprie dipendenze, assunzione della maggior parte delle spese d’esercizio.

Già

solo per il fatto che la ricorrente non può far capo a personale alle proprie

dipendenze (non può nominare sub-agenti o assumere personale ausiliario per

l’espletamento dell’attività contrattuale), viene sin da subito a cadere una

condizione imprescindibile per poter essere affiliata quale indipendente. Del

resto, ed in ogni caso, vi sono numerosi elementi che fanno propendere per la

qualifica di dipendente: l’agente assume la posizione di rappresentante ed è

subordinato a un/una responsabile del team che si occupa della sua assistenza e

sorveglianza, agisce come agente intermediario, la società fornisce all’agente

supporto tecnico assegnandogli un consulente personale, l’agente deve osservare

le direttive della società ed agire conformemente alle sue prescrizioni, deve

partecipare a riunioni e corsi di formazione qualora richiesto dalla società,

l’agente non può lavorare per imprese in concorrenza con la società o entrare lui

stesso in concorrenza con la società, anche solo indirettamente, il contratto

prevede un periodo di prova durante il quale viene considerata __________ in

fase di formazione”, nel primo anno di servizio la disdetta è da comunicare

con un preavviso di un mese, a partire dal secondo anno di servizio di due

mesi.

Certo,

l’art. __________ prevede pure che “l’agente s’impegna ad affiliarsi alla

cassa cantonale AVS competente, in qualità d’indipendente, s’impegnerà inoltre

a pagare i contributi sociali che la cassa stessa emetterà”, tuttavia

questo disposto non può esserle d’aiuto, nella misura in cui Il TF ha

già avuto modo di stabilire che gli accordi, le dichiarazioni

delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante

un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS,

elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a

titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo

2005; cfr. DTF 122 V 169, al consid. 6a)aa): “Festzustellen ist vorab, dass die Bezeichnung der

Verträge mit den Telefonhostessen mit "Auftrag" wie auch die

Vertragsklausel, wonach sich die "Beauftragte" verpflichtet,

insbesondere mit der AHV als selbständigerwerbend abzurechnen, für die

beitragsrechtliche Abgrenzung unselbständiger von selbständiger

Erwerbstätigkeit nicht entscheidend ist").

Neppure

la circostanza che la TERZ 2 non si assume le spese sopportate

dalla ricorrente, quali costi per la locazione della __________ o formazione di

nuovo personale, costi per il materiale per la dimostrazione, costi di

marketing (sito internet, biglietti da visita, prospetti, pubblicità), costi

per le trasferte (cfr. doc. 7), è atta a sovvertire la qualifica dell’attività

svolta dalla ricorrente per la società __________ (RCC 1986 pag. 126,

RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82).

9. L’interessata

afferma tuttavia che la sua richiesta non è stata inoltrata solo ed

esclusivamente per l’attività di promotrice del __________, ma anche per la

volontà di ampliare l’attività organizzando dei corsi di cucina a pagamento che

verrebbero finanziati “anche con l’attività di vendita

dell’apparecchio” (doc. VI).

Il

4 ottobre 2012 l’assicurata ha affermato tra l’altro che “intendo inoltre

organizzare dei corsi a pagamento per le mie clienti che desiderano

approfondire le proprie conoscenze dell’apparecchio. Questi corsi saranno

fatturati al cliente comprensivi di costo per noleggio sala e materiale

necessario per lo svolgimento del corso” (doc. 20).

Il

14 ottobre 2013 la ricorrente ha precisato di essere in attesa di una decisione

della Cassa “in quanto vorrei intraprendere un’attiva collaborazione con __________

(negozio nel quale organizzo dimostrazioni) nell’organizzazione di corsi di

cucina, che in parte farei personalmente, ma vorrei anche avvalermi della

collaborazione di professionisti del settore (…)”. L’insorgente ha poi

affermato che “sarebbe difficoltoso separare l’attività __________ da quella

dei corsi di cucina, anche perché i corsi di cucina verrebbero finanziati

dall’attività che ho con il __________ e naturalmente nei suddetti corsi

verrebbe sponsorizzato il __________, quindi i corsi di cucina andrebbero ad

incrementare le vendite dell’apparecchio, non è possibile separare le due cose

in quanto sono complementari” (doc. 6). Questo concetto è stato ribadito

nel ricorso, laddove l’interessata ha affermato che “a settembre 2013

sarebbe dovuto partire il mio progetto per l’organizzazione di corsi di cucina (…)

Naturalmente per me sarebbe difficoltoso separare l’attività __________ da

quella di corsi di cucina, anche perché i corsi di cucina verrebbero finanziati

dall’attività che ho con il __________ e naturalmente nei suddetti corsi

verrebbe sponsorizzato l’apparecchio avendo automaticamente un ritorno

d’immagine” (doc. I).

Da

quanto sopra, e meglio dalle dichiarazioni della medesima insorgente, si evince

che i corsi di cucina che l’assicurata intende proporre sono strettamente

connessi con la sua professione di rappresentante del prodotto __________,

tanto più che essi vengono finanziati proprio dall’attività di agente (doc. 6: “[…]

anche perché i corsi di cucina verrebbero finanziati dall’attività che ho con

il __________ […]” e doc. I) e servono a sviluppare l’attività di

rappresentante (cfr. anche lo scritto del 2 ottobre 2013 della TERZ 2, doc. 7:

“[…] non riceve infatti nessuna indennità per le spese che derivano da

quest’attività e per sviluppare il proprio business, come ad esempio: __________

o formazione nuovo personale […]”).

Non

potendoci essere una separazione tra le due attività, è a giusta ragione che

l’amministrazione ha confermato la qualifica di dipendente.

Va

tuttavia qui evidenziato che se la ricorrente, in futuro, dovesse proporre dei

corsi di cucina finanziati esclusivamente con il versamento di una quota

d’iscrizione e fornisse una contabilità separata, suddividendo correttamente i

costi e le entrate, per questa specifica attività potrà (e dovrà) inoltrare una

nuova domanda di affiliazione quale indipendente alla cassa, la quale dovrà esaminare

se saranno dati i presupposti per una diversa qualifica dell’attività svolta di

organizzatrice di corsi di cucina.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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