Lexipedia

Decisione

30.2015.11

Conferma della qualifica di dipendente di una ditta individuale di un consulente chiamato nell'ambito di un progetto speciale ed urgente di analisi della clientela di una banca. Spetta all'amministraz

3 settembre 2015Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

I contributi AVS degli assicurati esercitanti

un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi

reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1

LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente

riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente

chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv.

1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se

consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato,

l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale

Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura

dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un

datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per

stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o

indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo

2005).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono

servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore

(RCC 1986 pag. 650).

2.3. Di principio si deve

ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti,

rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o

l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di

dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio

economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne

assume la responsabilità.

Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni

uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme

diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità

amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso

particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione

sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il

rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano

in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123

V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283

consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter

decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto

(sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).

2.4. Secondo la giurisprudenza del

Considerandi

TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284

consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività

indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti

dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF

119.

V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico

imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività,

le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331

consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività

lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto,

contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un

rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la

possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è

determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag.

208).

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche

di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato

fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente

dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda

di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa

(Rehbinder, Schweizerisches

Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer,

Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258

consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di

lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la

dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il

rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva)

dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag.

347.

consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità

di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione

simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique

VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha

inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione

e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla

determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione

giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993

pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur

l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

2.5

Il TFA

(dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato

come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della

sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato

in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se

formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica

definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di

assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne

lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei

rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione.

Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla

Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente

(Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Dispositivo

Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente

come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi

per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no

(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

2.6. Nella

più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare che occorre tenere

presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività

indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale

(cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H

155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da

anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere

del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che

la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa

fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla

complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

Per quanto concerne

l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già

evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei

servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini

della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della

dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale

(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H

194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

Infine vanno considerate

anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad

assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per

diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a

pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se possibile va

infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di

lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori

di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo

dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164;

sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04 del 17

febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

2.7. A proposito dei consulenti in

generale va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, al

consid. 4 l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), ha dovuto esaminare la

qualifica (dipendente oppure indipendente) di un “consigliere tecnico

d’impresa.” L’attività consisteva nel fornire una consulenza nell’ambito

della costruzione di 2 fabbriche di colori e della formazione del personale

attivo in entrambe le strutture.

Al

fine di un’accurata analisi del caso di specie, l’Alta Corte ha modificato la

sentenza di prima istanza ed ha stabilito che l’interessato andava affiliato

quale indipendente.

Per l’Alta Corte il contenuto del

contratto sottoscritto dalle parti conteneva maggiormente elementi in favore di

un’attività indipendente. In particolare l’interessato poteva svolgere la sua

funzione senza essere inserito nell’organizzazione dell’azienda e senza dover

sottostare a particolari direttive degli amministratori della società. Non era

neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo e la dipendenza

economica si esauriva nella circostanza che l’interessato, nel periodo in

esame, poteva lavorare unicamente per la medesima società (consid. 4: “[…]

Die erwähnten Bestimmungen,

welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten

sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit

Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art.

11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des

Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner

unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine

Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die

Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht

der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten

Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt

sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin,

dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses

ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber

aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim

Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein

nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von

Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf

einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht

zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt“).

Nei contratti di consulenza

il rischio imprenditoriale consiste proprio in questa unilateralità che viene

ancor più esacerbata dalle citate possibilità di scioglimento del contratto (“Bei

Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko

vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten

Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird“). Rientra del

resto nella natura dell’attività di consulenza il fatto che il consulente

investe poco o nulla (“Anderseits liegt es in der Natur eines

Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige

spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich

diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in

Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es

nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige

Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen

zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt.

Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch

Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die

dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des

Unternehmerrisikos zu betrachten“).

In una

sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012, il TF ha citato la DTF 110 V 72,

rammentando al consid. 5.1.1. che in quell’occasione il carattere indipendente

dell’attività di consulente derivava dal rigore con il quale nel contratto

erano regolate le possibilità di disdetta del medesimo e dalla circostanza che

l’interessato non fosse integrato nell’amministrazione della società e neppure

dovesse sottostare a particolari direttive (“In BGE 110 V 72 ging es um

einen Versicherten, dessen Tätigkeit für eine (ausländische) Firma in der

Beratung bei der Errichtung zweier Farbfabriken und bei der Ausbildung des für

den Betrieb dieser Produktionsstätten vorgesehenen Personals bestand. Das damalige Eidg. Versicherungsgericht hielt u.a. fest, es sei eine

bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch

Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches Fachgebiet

spezialisiert seien, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf bestimmte

oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in

Beraterfunktion zur Verfügung stellten. Ein typisches solches selbständiges

Beratungsverhältnis liege im konkreten Fall vor, worauf insbesondere die

rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung gemäss Art. 11 des

"Contrat pour une mission de conseiller" hinwiesen. Anderseits sei

der Versicherte nicht in die Administration der Auftraggeberin eingegliedert

und keinem speziellen Weisungsrecht unterstellt gewesen. Eine

arbeitsorganisatorische Abhängigkeit lasse sich nicht feststellen. Die

wirtschaftliche Abhängigkeit habe sich darin erschöpft, dass der Versicherte

während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für dieselbe Firma

habe tätig sein müssen, was für sich allein jedoch nicht entscheidend sei (E.

3b)“).

Nel

caso giudicato nella sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012 si trattava di

un’assicurata, amministratrice unica di una SA, la quale è stata assunta

inizialmente quale consulente (consid. 3.1: […] Die Tätigkeit war zu Beginn

beratender Natur, wobei sie bereits damals in ihrer Funktion als Ambassador der

Geschäftsführung operative Aufgaben übernahm […])”, dapprima per un giorno a

settimana, poi all’80% presso la ETH Zürich Foundation e che è stata dichiarata

dipendente di quest’ultima fondazione in virtù del chiaro rapporto di

subordinazione organizzativo-lavorativo nei confronti della società di cui

doveva pure seguire le direttive (consid. 5 della citata sentenza).

Va qui evidenziato che la

citata sentenza è stata oggetto di un’interpellanza dell’11 dicembre 2013 (n.

13.4126: “Abgrenzung zwischen selbstständig- und unselbstständigerwerbend.

Wer ist mein Arbeitgeber?“) del Consigliere agli Stati Konrad Graber,

sfociata in una presa di posizione scritta del Consiglio federale. L’autore

dell’interpellanza, pur dicendosi soddisfatto della risposta dell’Esecutivo

federale, ha chiesto la discussione. Il Consigliere federale Alain Berset, il

19 marzo 2014, ha tra l’altro affermato che:

«(…)

En fait, ce que j'aimerais souligner ici,

c'est que, dans l'arrêt du Tribunal fédéral qui est à l'origine de votre

interpellation, cette question ne se posait même pas. Il ne s'agissait pas d'une activité

typique de conseil en entreprise; la

mandataire était déléguée du conseil de fondation de l'EPFZ et directrice du

secrétariat et, pour ces fonctions-là, elle était clairement intégrée dans

l'organisation du travail de la fondation et soumise à ses instructions. En

conclusion, le Conseil fédéral estime que la jurisprudence et la pratique en

matière de statut AVS des conseillers d'entreprise ainsi que de leurs

collaborateurs ne sont absolument pas remises en cause et qu'à partir de là,

aucune action politique n'est nécessaire.»

Va ancora

segnalata la sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, dove il TF ha confermato

la qualifica di dipendente di un consulente che svolgeva, in seno alla medesima

società, anche altre attività e il cui contratto conteneva numerose clausole

che facevano propendere per una subordinazione in ambito

organizzativo-lavorativo (consid. 3: “[…] Ausgehend

davon, dass das Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als

Unterscheidungsmerkmal in den Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf

die Frage nach der betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen

Abhängigkeit. Dabei zog es namentlich den Beratervertrag

vom 13. Dezember 2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als

gewichtige Indizien für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische

Abhängigkeit sprächen. Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie

Akquisition, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung

und Vorfinanzierung von Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der

Beschwerdeführerin entsprechen, stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit

dem Verwaltungsratsmandat. Dies erlaube den Schluss, dass J.________ diese

Tätigkeit nicht ausführen würde, wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft

wäre. Auch deshalb sei er mit Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete

Arbeit als Unselbstständigerwerbender zu betrachten.“ e consid. 4: “Die

Tatsache sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder

organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss

regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.), führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________ ist nicht nur

oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat auch

zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene Beratung,

Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und

Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“).

Infine, va segnalata la

sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17,

pag. 62 e seguenti e concernente un informatico indipendente attivo presso la

Confederazione e che in occasione di un controllo da parte della Cassa federale

di compensazione è stato considerato dipendente del Dipartimento federale per

il quale aveva lavorato. Dopo aver riassunto, al consid. 3.2 la giurisprudenza

in merito alla qualifica dell’attività dipendente o indipendente di

un’attività, che questo Tribunale ha rammentato nei considerandi precedenti, il

TF ha confermato il carattere dipendente del lavoro svolto dall’assicurato.

L’Alta Corte, con riferimento agli accertamenti dell’istanza inferiore, ha

segnatamente rilevato come il ricorrente fosse, dal punto di vista dell’organizzazione

del lavoro, dipendente dal proprio mandante: ha lavorato, percependo un reddito

orario, in postazioni di lavoro messe a disposizione dal mandante, seguendo

precise direttive, partecipando alle sedute stabilite dal mandante, allestendo,

ogni mese, i rapporti di lavoro. Era tenuto a svolgere l’attività

personalmente, anche se una sua sostituzione con l’accordo scritto del mandante

sarebbe stata possibile. Non è incorso in alcun rischio imprenditoriale, non ha

dovuto effettuare alcun investimento notevole, non ha dovuto accollarsi alcun

rischio d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale sarebbe incorso un

lavoratore nell’ambito di pretesa per salari (consid. 4.1 della citata

sentenza: „Die Vorinstanz hat festgestellt, der Beschwerdeführer sei in

arbeitsorganisatorischer Hinsicht vom Auftraggeber abhängig: Er habe im

Stundenlohn mit den Einrichtungen des Bundes am Ort des beauftragenden Amtes

gearbeitet, an periodischen, praxisgemäss durch den Auftraggeber festgelegten

Sitzungen teilgenommen und monatliche Arbeitsrapporte erstellt. Er sei

vertraglich zur persönlichen Arbeitsleistung verpflichtet gewesen, auch wenn

eine Substitution mit schriftlicher Zustimmung des Auftraggebers zulässig

gewesen wäre. Weiter trage er im Hinblick auf die Tätigkeiten beim UVEK kein

nennenswertes Unternehmerrisiko: Er habe keine erheblichen Investitionen

getätigt. Die Aufwendungen für Buchhaltung, Büromaterial, Infrastruktur,

Versicherungen und Mitgliederbeiträge stünden zwar im Kontext der

Erwerbstätigkeit, aber nicht im direkten Zusammenhang mit der Betätigung beim

UVEK oder den diesem unterstehenden Ämtern. Weiter habe er kein Inkasso- und

Delkredererisiko zu tragen, welches nicht in ähnlicher Form auch für

Arbeitnehmer in Bezug auf Lohnforderungen bestehe.”). Dopo

aver rilevato che le censure sollevate dal ricorrente andavano respinte od

erano inammissibili, il TF ha aggiunto che dagli atti non risultava che

l’insorgente, con l’eccezione di un ulteriore mandato per un importo di fr.

4'000 e dunque di un’importanza nettamente inferiore in rapporto a quanto

conseguito con l’attività svolta in favore della Confederazione (fr. 47'740),

fosse attivo per altre società e/o persone ed ha concluso rilevando che lo

svolgimento di un solo mandato è un ulteriore indizio in favore di un’attività

dipendente (consid. 4.3: “Aus den (vorinstanzlichen) Akten ist nicht

ersichtlich, dass der Beschwerdeführer für andere Auftrag- oder Arbeitgeber als

die dem UVEK unterstellten Bundesämter tätig war (vgl. E. 3.2); eine Ausnahme

bildet einzig der undatierte Subplanervertrag mit der A.________ Consulting,

welcher angesichts der Vergütungssumme von Fr. 4'000.- im Vergleich zu den

übrigen Verträgen eher von untergeordneter Bedeutung ist und ebenfalls ein

Projekt eines solchen Bundesamtes betrifft. Diese Konzentration auf einen

einzigen Vertragspartner stellt ein weiteres Indiz für den unselbstständigen

Charakter der Tätigkeit dar. […]”).

2.8. In

concreto occorre stabilire se TERZ 1 va considerato dipendente della ditta

individuale RI 1, il cui titolare è __________. Per i motivi che seguono, alla

luce della documentazione prodotta dalle parti e della giurisprudenza

rammentata nei considerandi precedenti, questo TCA condivide la qualifica effettuata

dalla Cassa.

Il caso di specie, se non per

l’attività svolta, non si scosta molto, per le sue caratteristiche, da quello

giudicato dal TF nella sentenza 9C_132/2011 del 26

aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti.

TERZ 1, formatosi in ambito

bancario, è stato chiamato a collaborare con la ditta individuale RI 1 di __________

nell’ambito un progetto speciale ed urgente di analisi della clientela di una

banca per la quale la ditta in questione era attiva quale “Compliance Officer”

in outsourcing (doc. I).

L’interessato aveva il compito

di esaminare la documentazione contrattuale dei clienti scansionata

nell’archivio informatico della banca __________ (o cartoteca) o presente in

quello cartaceo depositato in archivio, alfine di individuare/escludere che il

tale cliente era/non era __________. Si trattava di passare al setaccio circa __________

relazioni bancarie.

TERZ 1 era stato chiamato a

collaborare con la ditta individuale RI 1 di __________ viste le sue ampie

conoscenze della tematica “__________”, essendosi occupato del cosiddetto “__________”

__________ nonché sapendo padroneggiare l’applicativo gestionale in uso nella

banca (cfr. doc. I). Egli, per le sue specifiche conoscenze, era pertanto

chiamato a svolgere il suo lavoro personalmente. Del resto non risulta dagli

atti, né le parti lo sostengono, che l’interessato abbia fatto capo a

subordinati per l’esecuzione del proprio lavoro. TERZ 1 era inoltre integrato

nell’organizzazione della ditta, dalla quale dipendeva dal punto di vista

dell’organizzazione del lavoro. Pur non essendo vincolato da orari fissi e

disponendo di una qual certa flessibilità, aveva l’obbligo di garantire almeno

8 ore quotidiane di lavoro (cfr. doc. I, pag. 4 e doc. A) e svolgeva la propria

attività in una postazione situata presso il “__________” sito logisticamente

al 1° piano dello stabile della Banca, in prossimità dell’Ufficio “Compliance”.

Ciò perché per le aperture di conti il __________ si interfaccia regolarmente

con la funzione “Compliance” (cfr. doc. I, pag. 4 e doc. A).

L’interessato ha dovuto

seguire le istruzioni fornitegli (cfr. doc. I, pag. 4: “TERZ 1 ha cercato

comunque di limitare al massimo i tempi alfine di ottemperare al suo incarico e

garantire, nel limite del possibile, un’esecuzione conforme alle istruzioni

ricevute”, sottolineatura del redattore), redigere un rendiconto

completo per permettere alla ditta di verificare lo stato di avanzamento del

lavoro (doc. I, pag. 5) e partecipare regolarmente a riunioni con il titolare

(cfr. i rendiconti, doc. A5). L’8 aprile 2014, in occasione dell’incontro con

l’__________, rappresentante del __________ nell’ambito __________ ha dovuto

difendere l’attività svolta indicando le ragioni per le quali un cliente era da

considerare __________ oppure no (cfr. doc. I, pag. 5).

L’interessato, oltre a

dipendere dalla ditta individuale di __________ dal punto di vista

organizzativo e temporale, dipendeva dalla medesima anche per quanto concerne

l’aspetto economico. Nel 2014 ha esercitato unicamente l’attività in favore

della RI 1 di __________ (cfr. doc. 12). Ciò che di principio costituisce un

elemento essenziale in favore della qualifica dell’attività di dipendente (cfr.

sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002, nonché sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17,

pag. 62 e seguenti).

Inoltre TERZ 1 non si è

accollato alcun rischio d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale

incorre qualsiasi lavoratore dipendente. Se non fosse stato pagato, si sarebbe

trovato nella medesima situazione del dipendente al quale non viene versato il

salario o che viene privato della propria attività.

Del resto l’interessato ha

dovuto fatturare le proprie prestazioni direttamente alla ditta individuale RI

1 di __________ e non al cliente finale di quest’ultima, ossia la banca __________.

Il rischio d’incasso apparteneva di conseguenza all’insorgente.

Quanto alla circostanza che le

parti sono sempre partite dal presupposto che l’attività in esame, come emerge

segnatamente dalle fatture emesse da TERZ 1 (cfr. doc. D) e dall’attestato di

fine attività redatto dal ricorrente (cfr. allegato F), fosse di carattere

indipendente, va rammentato che spetta all’amministrazione e non alle parti

determinare la natura del lavoro svolto. Il TF ha già avuto modo di stabilire

che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del

diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non

costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una

persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente

(sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005; cfr. DTF 122 V 169, al consid. 6a)aa): “Festzustellen

ist vorab, dass die Bezeichnung der Verträge mit den Telefonhostessen mit

"Auftrag" wie auch die Vertragsklausel, wonach sich die

"Beauftragte" verpflichtet, insbesondere mit der AHV als

selbständigerwerbend abzurechnen, für die beitragsrechtliche Abgrenzung

unselbständiger von selbständiger Erwerbstätigkeit nicht entscheidend ist").

A questo proposito la

circostanza, sollevata da TERZ 1 ma contestata dal ricorrente, secondo cui

quest’ultimo avrebbe ritenuto superfluo l’iscrizione quale indipendente

dell’interessato visto il limitato periodo di attività lavorativa svolta o il

fatto, sollevato dall’insorgente, secondo cui l’interessato stesso si sarebbe

presentato come indipendente, sono privi di rilievo per la risoluzione del

caso, trattandosi di questioni interne tra le parti e non vincolando di

conseguenza in alcun modo l’amministrazione.

Quanto alla circostanza che la

Cassa ha emesso la decisione formale quasi un anno dopo la fine dell’attività

lavorativa di TERZ 1 in favore dell’insorgente, basti qui rilevare che per

l’art. 16 cpv. 1 LAVS, di principio, i contributi possono essere fissati entro

un termine di 5 anni dalla fine dell’anno civile per il quale sono dovuti (“I contributi il cui importo non è stato fissato mediante decisione

formale entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il

quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati. In deroga

all'articolo 24 capoverso 1 LPGA, per i contributi secondo gli articoli 6

capoverso 1, 8 capoverso 1 e 10 capoverso 1 il termine di prescrizione scade

soltanto un anno dopo la fine dell'anno civile in cui la tassazione fiscale

determinante è passata in giudicato. Se il diritto di esigere il pagamento di

contributi arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge penale

prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante”) e che in concreto, in precedenza, in relazione con l’attività in

esame, non era stata emanata alcuna decisione.

Alla luce di tutto quanto

sopra esposto, conformemente alla giurisprudenza federale (cfr., fra le tante,

la sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata

in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti), questo TCA

deve concludere che gli indizi in favore di un’attività dipendente, nel preciso

caso di specie, sono nettamente predominanti rispetto a quelli in favore di un’attività

indipendente e che la decisione della Cassa merita conferma. __________,

titolare della ditta individuale RI 1, è tenuto a pagare i contributi sociali

sull’importo versato a TERZ 1 nel periodo litigioso.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti