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Decisione

30.2017.25

Ammontare dei contribtui quale indipendente. Deduzione degli importi conseguiti quale membro dei CdA di società site in uno Stato con il quale la Svizzera non ha concluso alcuna convenzione di sicurez

5 ottobre 2017Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

I contributi AVS degli assicurati esercitanti

un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi

reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1

LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito

deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il

reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

2.3. I contributi sono fissati per

ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno

civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

Per il calcolo dei

contributi sono determinanti il reddito secondo il risultato dell’esercizio

commerciale chiuso nell’anno di contribuzione e il capitale proprio investito

nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).

Se l’esercizio commerciale

non corrisponde all’anno di contribuzione, il reddito non è ripatito sugli anni

di contribuzione. È fatto salvo il capoverso 4 (art. 22 cpv. 3 OAVS).

Se in un anno di

contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito

dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione

conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Il reddito non è

convertito in reddito annuo (art. 22 cpv. 5 OAVS).

2.4. Le

autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo

dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata

in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla

corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e

adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata

in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta

cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata

d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di

procedura per sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per

analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per

le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il

reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per

stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi

sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni

necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i

giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

2.5. Va ancora rammentato che ai

sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività

lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo:

a. le

spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo;

b.

gli ammortamenti e le riserve di aziende commerciali

consentiti dall'uso commerciale e corrispondenti alle svalutazioni subite;

c. le perdite commerciali subite e allibrate;

d.

le elargizioni fatte dal titolare dell'azienda, nel

periodo di computo, a istituzioni previdenziali a favore del proprio personale,

purché sia escluso che possano servire ad altro uso, nonché le elargizioni

fatte esclusivamente a scopo di utilità pubblica;

e.

i versamenti personali fatti a istituzioni di

previdenza, per quanto equivalgano alla quota generalmente assunta dal datore

di lavoro;

f. l'interesse del capitale proprio impegnato

nell'azienda; il tasso d'interesse corrisponde al rendimento medio annuo dei

prestiti in franchi svizzeri dei debitori svizzeri che non sono enti pubblici.

Il

Consiglio federale può accordare, all’occorrenza, altre deduzioni dal reddito

lordo proveniente dall’attività lucrativa indipendente.

Ai sensi dell’art. 9 cpv.

3 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente e il

capitale proprio impegnato nell’azienda sono accertati dalle autorità fiscali

cantonali e comunicati alle casse di compensazione.

Per l’art. 9 cpv. 4 LAVS,

nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione aggiungono

al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili secondo

il diritto fiscale dei contributi di cui all’art. 8 LAVS, all’art. 3 cpv. 1 LAI

e all’art. 27 cpv. 2 LIPG. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100

per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili.

2.6. Per giurisprudenza costante

del Tribunale federale ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà:

le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di

tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la

decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità.

L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale

cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente

comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare

fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni

sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano;

infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il Giudice

delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari

provvedimenti di tassazione (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016

parzialmente pubblicata in SVR AVS Nr. 4 pag. 11; DTF 134 V 250, consid. 3).

L'assicurato esercitante

un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel

procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni

sociali (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016 parzialmente pubblicata in

SVR AVS Nr. 4 pag. 11; Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b,

1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF

110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC

1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a =

RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale ha comunque

precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per

il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione

degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono

un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

Le comunicazioni fiscali

sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC

1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der

obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des

articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants

(LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).

2.7. In

concreto il reddito aziendale evinto dalla corrispondente tassazione fiscale

2014 determinante per il calcolo dei contributi dovuti dall’assicurato quale

indipendente nel medesimo anno (art. 22 OAVS) ammonta a fr. 77'000 (il capitale

investito nell’azienda a fr. 63'509; cfr. doc. 10 e seguenti).

Dalla contabilità dell’attività

indipendente svolta dall’interessato emerge che l’insorgente ha dichiarato __________

(doc. 13a).

I costi di __________.

L’utile ammonta a fr. 74'188.55

(doc. 13a). Nella tassazione figura un importo di fr. 77'000 (doc. G3).

Nelle more amministrative la Cassa ha interpellato l’autorità

fiscale ai fini di ottenere alcune spiegazioni in merito alla composizione del

reddito aziendale. Il fisco ha precisato che “il reddito aziendale

dichiarato comprende oneri per consigli di amministrazione esteri in misura di

fr. 161'450.-, il reddito ai fini AVS è pertanto di fr. 0.-“ (doc. 9).

Nel reddito da attività

indipendente sono infatti compresi gli onorari percepiti quale membro del CdA

di società del __________ (fr. 71'800) e di __________ (fr. 87'650; cfr. doc.

L1 e M).

La Cassa ha correttamente rilevato che non essendoci alcuna

convenzione di sicurezza sociale tra la Svizzera e __________, i redditi

conseguiti quale membro dei consigli di amministrazione delle società __________,

in applicazione dell’art. 6ter OAVS, non sono soggetti a contribuzione (cfr.

anche il marg. 2043 delle direttive sul reddito determinante [DSD]; cfr. doc.

III, punto 5).

Infatti, per l’art. 6ter lett. a OAVS sono eccettuati dal calcolo

dei contributi i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona

domiciliata nella Svizzera come proprietario o socio di aziende o di

stabilimenti con sede in uno Stato con la quale la Svizzera non ha concluso una

convenzione di sicurezza sociale. L’art. 6ter lett. b OAVS prevede il medesimo

esonero per i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona

domiciliata nella Svizzera come organo di una persona giuridica con sede in uno

Stato con il quale la Svizzera non ha concluso una convenzione di sicurezza

sociale.

L’assicurato non contesta invece che i redditi provenienti dai CdA

del __________ sono soggetti a contribuzione, rilevato come in ogni caso se si

dovesse dedurre l’intero importo conseguito con le società __________ il

reddito soggetto a contribuzione sarebbe in ogni caso nullo.

Oggetto del contendere è pertanto l’importo delle indennità

percepite dalle società __________ da dedurre dal reddito aziendale, ritenuto

che esse sono state tassate insieme al reddito da attività indipendente.

2.8. Nella risposta di causa

l’amministrazione ha esposto il calcolo del reddito aziendale soggetto a

contribuzione affermando:

" (…)

Alla luce di quanto precede e vista la totale

imponibilità in Svizzera dei redditi conseguiti quale avvocato, notaio e __________

con sede nel __________, la Cassa ha dovuto valutare il reddito aziendale in

base ai dati a sua disposizione.

La Cassa ha considerato totalmente ed esclusivamente

imponibile all’AVS quale reddito aziendale gli emolumenti percepiti da __________

con sede nel __________. D’altra parte però, non ha correttamente preso in

considerazione eventuali costi aziendali riferiti al conseguimento di tali onorari.

Vista l’impossibilità di ricostruire in modo analitico quali spese sono

riferiti a quali redditi, la Cassa propone la seguente ripartizione:

Fatturato __________ base

100%

Spese __________ ca.

75% del fatturato

Reddito aziendale tassato __________ ca.

25% del fatturato

Reddito esente da contributi AVS, art. 6ter OAVS: CHF __________

(on. __________)

./. spese secondo la ripartizione sopra (ca. 75%): CHF

__________

Reddito netto da onorari __________ (ca.

25%): CHF __________.-

Reddito aziendale tassato

dall’UT CHF 77'000.-

./. reddito netto da onorari __________

CHF 21'913.-

Reddito aziendale netto AVS CHF

Considerandi

55'087.-

In conclusione e alla luce di quanto sopra esposto, la

Cassa propone di definire in CHF 55'087.- il nuovo reddito aziendale netto. In

questo modo il nuovo calcolo per la determinazione dei contributi sociali

dovuti sarà:

Reddito netto da attività indipendente 2014 55'087.00

Deduzione int. capitale investito (1% su 64'000.--) -

640.00

Deduzione

franchigia -

16'800.00

Totale intermedio

37'647.00

Riporto al lordo (art. 9 cpv. 4 LAVS)

2'656.40

Reddito da attività lucrativa 40'303.40

Reddito che determina l’aliquota 40'300.00

Reddito soggetto a contribuzione 40'300.00” (doc. III)

In altre parole l’amministrazione ha dedotto dal reddito __________

un importo pari al 75% dell’incassato a titolo di spese sulla base della

ripartizione generale delle medesime e successivamente ha dedotto il reddito

netto degli onorari __________ dal reddito aziendale tassato dall’Ufficio di

tassazione.

2.9

Gli onorari percepiti quale

membro di un CdA vanno considerati, di principio, quali redditi provenienti da

un’attività dipendente. Nel caso di specie trattandosi di società __________

(cfr. consid. 2.7) tale reddito va dedotto dal reddito aziendale.

Infatti, per l’art. 7 lett.

h OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in

particolare i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri

dell’amministrazione degli organi direttivi delle persone giuridiche.

Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri

dell’amministrazione (come i membri del consiglio d’amministrazione delle

società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente

la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri di

comitati di associazione, i membri di consigli di fondazione e i membri degli

organi di controllo (cfr. 2036 DSD).

Per cui al reddito in esame va applicato l’art. 9 cpv. 1 OAVS per

il quale sono spese generali quelle cui il salariato deve far fronte

nell’ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non

rientrano nel salario determinante. Le spese generali vanno considerate per

principio nel loro importo effettivo ed il datore di lavoro e/o i salariati

devono comprovarle.

Va ancora rilevato che se nei gettoni di presenza sono compresi

anche rimborsi spese, si può considerare come risarcimento massimo per le spese

avute gli importi seguenti: 120 franchi per sedute di mezza giornata; 200

franchi per sedute di un giorno intero (marg. 2047 DSD).

Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle

spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono

applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime

(marg. 2048 DSD).

Se oltre ai gettoni di presenza le spese sono rimborsate

separatamente, si possono prendere in considerazione spese supplementari solo

se sono dimostrate (cfr. marg. 2049 DSD).

In generale per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS,

è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di

risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono

rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento

delle spese, sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

Configurano,

di norma, spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio,

vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H

57/04 del 20 aprile 2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03

dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente la ricorrente); le spese per

il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di

servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento

dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al

luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le

spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal

domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure

le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di

formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad

esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività

professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), RDAT

II-1992 n. 60, pag. 140; Käser,

Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna

1996, N. 4.151, pag. 164-166).

Di principio si deve dedurre

l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354,

RCC 1983 pag. 310).

Del resto, per

costante giurisprudenza del TF, si può ammettere l'esistenza di spese generali ai sensi dell'art. 9 OAVS soltanto se l'esercizio

dell'attività professionale obbliga

il salariato ad effettuare spese supplementari (STF 9C_412/2007 del 9

luglio 2008, consid. 3.2; Pratique VSI 1994 pag. 84 consid. 3b).

Spetta poi al

datore di lavoro o al salariato fornire la prova o per lo meno rendere

verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute

(Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC

1983.

pag. 310, RCC 1979 pag. 79).

Occorre infatti dimostrare i

costi rimborsati, siccome si tiene conto soltanto delle spese effettive (STFA H

257/03, consid. 4.3.2). Il rimborso spese concesso sotto forma d'importi

forfetari deve ad ogni modo corrispondere complessivamente alle spese che

sono effettivamente risultate (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA 216/96

dell’11 settembre 1997; Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza, gli

interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio

esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze

giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA H 216/96 dell'11 settembre 1997). Le

prove offerte devono essere concrete e non generiche.

A tale principio è possibile

derogare solo nei casi in cui, pur essendo dimostrata l'esistenza di spese

generali, l'importo dettagliato delle stesse non può essere comprovato in modo

certo a causa di circostanze speciali (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172). In tal

caso, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà

stimarne l'ammontare fissando un importo forfetario (STF 9C_412/2007,

consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 = RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H

257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011 DSD), tenuto conto delle spese che il

datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella

professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag.

101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; Käser,

op. cit., N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag.

356).

L'amministrazione non può

quindi limitarsi a constatare che il contribuente non è riuscito a provare o a

rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire

d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia

possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310

consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è sufficiente

invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i

documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella

causa T. & Co. N.J.).

Alla luce del principio

inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve dunque provvedere ad entrare in

possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà

eccessive (citata STFA H 257/03, consid. 4.3.2; RCC 1990 pag. 42 consid. 4).

2.10

In concreto, interpellato in

merito dal Giudice delegato del TCA per prendere posizione circa il calcolo

illustrato dall’amministrazione con la risposta di causa, l’insorgente ha

sostenuto che i costi aziendali per la gestione delle società __________ si “riducono

a poche decine di franchi corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato

dalla segretaria per la stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali

delle società in questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” e

che “non esistono altri mezzi di prova” (doc. VI).

Alla luce delle norme e della

giurisprudenza applicabili e sopra esposte, una riduzione forfetaria del 75%

fondata sulla circostanza che le spese per l’intera attività forense e notarile

dell’avv. RI 1, comprese le indennità di membro dei CdA delle società estere, sono

dichiarate in tale percentuale, non appare corretta.

Da una parte la natura

dell’attività di avvocato e di notaio, di carattere indipendente, è diversa da quella

di semplice membro di CdA, ritenuto che, notoriamente, la prima comporta spese

ben superiori, dovendo finanziare una struttura complessa (affitto di locali,

costi del personale, spese di rappresentanza, ecc.). La stessa cassa in sede di

risposta afferma che “invece tra i costi, figurano le normali spese legate

all’attività di notaio e avvocato nonché della struttura aziendale stessa per

fr. __________” (doc. III).

D’altra parte ritenuto che le

spese vanno considerate per principio nel loro importo effettivo ed il datore

di lavoro e/o i salariati devono comprovarle, non è possibile effettuare una

riduzione forfetaria così importante, pari al 75% del reddito lordo, senza un

solido sostrato probatorio.

È vero che se l'esistenza di

spese generali è comprovata, ma l'importo dettagliato delle stesse non può

essere comprovato in modo certo a causa di circostanze speciali la valutazione

incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà stimarne l'ammontare fissando un

importo forfetario (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 =

RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H 257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011

DSD).

Tuttavia l’amministrazione deve

tener conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono

verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI

1994.

pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag.

41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; vedi

pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

Spese del 75% per onorari conseguiti quale membro dei CdA non sono

usuali. Le direttive prevedono del resto, per i gettoni di presenza, se sono

compresi anche rimborsi spese, un risarcimento massimo di 120 franchi per

sedute di mezza giornata; 200 franchi per sedute di un giorno intero (marg.

2047.

DSD). Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle

spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono

applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime

(marg. 2048 DSD).

In concreto, come più volte rammentato, l’insorgente ha

evidenziato che le spese per il conseguimento degli onorari quale membro dei

CdA delle società __________ si riducono a “poche decine di franchi

corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la

stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in

questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” (doc. VI).

Ritenuto che la maggior parte degli onorari percepiti quale membro

del CdA delle società __________ si trova tra i fr. 2'500 ed i fr. 3'500

all’anno, con un minimo di fr. 2'000 ed un massimo di fr. 5'300 (doc. M), già

una riduzione forfetaria del 10% al massimo appare eccessiva.

Ora, già solo riducendo

l’importo lordo di fr. 87'650 degli onorari percepiti quale membro del CdA

delle società __________ del 10% a fr. 78'885, si otterrebbe un importo

superiore ai fr. 77'000 di reddito aziendale. Ciò comporta un reddito soggetto

a contribuzione nullo prima ancora della deduzione dell’interesse percentuale

del capitale investito e della franchigia annua di fr. 16'800 per le persone in

età AVS, che permette all’assicurato di essere esonerato dal pagamento dei

contributi (cfr. art. 6quater cpv. 2 OAVS per il quale i contributi delle

persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente che hanno compiuto i 64

anni, se di sesso femminile, i 65 anni, se di sesso maschile, sono percepiti

soltanto sulla parte del reddito eccedente 16'800 franchi l’anno).

In queste condizioni la

decisione su opposizione del 31 maggio 2017 va annullata.

2.11

In DTF 110 V 132 l’Alta Corte

ha elencato i presupposti che deve adempiere un avvocato che agisce in causa

propria affinché possa eccezionalmente pretendere un’indennità per la sua

attività personale nonché per ulteriori spese o danni, e meglio se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono

importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale

o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono

ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 129 II 297 consid. 5;

DTF 119 Ib 412; DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V

133.

consid. 4a; “[…] - dass die Interessenwahrung einen hohen Arbeitsaufwand notwendig

macht, der den Rahmen dessen überschreitet, was der einzelne üblicher- und

zumutbarerweise nebenbei zur Besorgung der persönlichen Angelegenheiten auf

sich zu nehmen hat; erforderlich ist somit ein Arbeitsaufwand, welcher die

normale (z.B. erwerbliche) Betätigung während einiger Zeit erheblich beeinträchtigt;

- dass zwischen dem betriebenen Aufwand und dem Ergebnis der Interessenwahrung

ein vernünftiges Verhältnis besteht. […]”).

In

concreto, l’avv. RI 1 ha inoltrato un ricorso di 5 pagine, cui ha allegato

documentazione già nota (doc. I) ed ha prodotto osservazioni di mezza pagina,

con un allegato, alla risposta di causa (doc. VI).

Accertato che la causa non

è complessa (si tratta di stabilire l’ammontare delle spese per l’attività di

membro di CdA) e che non emerge che il lavoro svolto abbia impedito

notevolmente l’attività professionale o abbia comportato una perdita di

guadagno non si giustifica l’attribuzione di ripetibili peraltro neppure richieste

(cfr. doc. I, pag. 4).

Non sono pertanto

adempiute le condizioni per poter eccezionalmente riconoscere le ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.Il ricorso è accolto

ai sensi dei considerandi.

§ La decisione su opposizione

impugnata è annullata.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si

attribuiscono ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti