30.2018.1
Violazione del diritto di essere sentito per non avere informato la ricorrente degli accertamenti svolti in sede di opposizione e per non averli sottoposti per osservazioni. Vizio non sanabile. Rinvio
10 aprile 2018Italiano23 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
30.2018.1
cs
Lugano
10 aprile 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 4 gennaio 2018 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 18 dicembre 2017 emanata
da
CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione formale del 27
settembre 2017 (doc. A9), confermata dalla decisione su opposizione del 18
dicembre 2017 (doc. A1), la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti dalla RI
1 quale persona senza attività lucrativa per l’anno 2013 per un importo
complessivo di fr. 3'992.60 oltre interessi per fr. 746.95.
1.2. La RI 1 è insorta al TCA
contro la predetta decisione su opposizione chiedendone l’annullamento, poiché
suo marito nel 2013, quale __________ presso il __________ e quale indipendente,
ha conseguito un reddito da attività lavorativa che permette l’esenzione
dall’obbligo contributivo al coniuge ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS.
La ricorrente rileva che, anche se il marito ha terminato l’attività di __________
nel 2012, nel senso che dal 1° gennaio 2013 non fa più parte di alcuna __________,
la __________ si è protratta anche nel 2013 e solo il 19 febbraio 2013 è stato
accomiatato ufficialmente dall’__________. Nel 2013 egli ha ancora ricevuto un
importo netto di fr. 15'892, indicato nella dichiarazione d’imposta di
quell’anno. L’insorgente sostiene che sono stati dedotti fr. 864 di contributi
sociali dall’attività di __________ nel 2013 i quali sommati ai fr. 276 versati
per l’attività indipendente del marito le permettono di essere esonerata dal
pagamento dei contributi. Ciò anche se si volesse applicare l’art. 30ter cpv. 3
lett. a LAVS per il quale i redditi soggetti a contribuzione dei lavoratori
sono annotati nel conto individuale sotto l’anno in cui sono stati versati. I
redditi sono tuttavia annotati sotto l’anno in cui è stata esercitata
l’attività lucrativa se il lavoratore non lavora più per il datore di lavoro
quando il salario gli viene versato. L’interessata fa valere ulteriori
argomenti di cui si dirà, laddove necessario, in corso di motivazione.
1.3. Con risposta del 19 gennaio
2018 la Cassa propone la reiezione del ricorso (doc. III).
1.4. Con osservazioni del 26
gennaio 2018 la ricorrente evidenzia di non aver potuto prendere visione della
corrispondenza via e-mail tra la Cassa e il __________, intervenuta dopo la
notifica della decisione formale e prima dell’emissione della decisione su
opposizione, citata per la prima volta dall’amministrazione in sede di risposta
di causa e posta alla base della decisione impugnata e di non aver potuto
esprimersi in merito (doc. V).
Ciò, secondo l’insorgente,
viola il suo diritto di essere sentita.
Nel merito essa ribadisce
che suo marito, quale __________, ha dovuto lavorare per il __________ ancora
nel 2013 e per questo motivo ha percepito ulteriori salari che le permettono di
essere esonerata dall’obbligo contributivo.
1.5. Il 29 gennaio 2018 il TCA ha
scritto alla Cassa chiedendo di prendere posizione in merito alle osservazioni
della ricorrente e di voler precisare se all’insorgente può essere sottoposta
tutta la documentazione prodotta ed in caso negativo di voler debitamente
motivare l’eventuale rifiuto (doc. VI).
1.6. Il 2 febbraio 2018
l’amministrazione, dopo aver citato l’art. 43 LPGA, conferma di avere
contattato l’ex-datore di lavoro del coniuge della ricorrente e rileva che
nella decisione impugnata è stato indicato che la Cassa ha verificato i salari e
le franchigie. “Ci sembra chiaro che fosse intrinseco che per la verifica
avessimo contattato il servizio del personale del __________”.
L’amministrazione ha poi evidenziato che conformemente “all’art. 47 cpv. 1
lett. a LPGA l’assicurato ha diritto di consultare gli atti, per i dati che lo
riguardano. La consultazione degli atti – su richiesta dell’assicurato o del
suo rappresentante legale – viene sempre concessa. Spesso la consultazione
degli atti viene richiesta prima di inoltrare ricorso al tribunale ma non nel
caso presente. La CO 1 – come le altre autorità – non invia atti senza
richiesta e quindi eventualmente indesiderati agli assicurati. Come già
menzionato la signora RI 1 non ha richiesto di consultare gli atti quindi il
suo diritto di essere sentita non può in alcun caso essere considerato leso.
Inoltre partiamo dal principio, che l’incarto completo deve essere fornito
al tribunale tra l’altro anche per dare il diritto all’assicurato di
consultarlo e che questi possa esplicitare il diritto di essere sentito. Perciò
la CO 1 ritiene che per la trasmissione all’assicurato dell’incarto completo
inviato al __________ non sia necessario il suo accordo esplicito. Secondo
l’articolo 51 cpv. 3 2° frase della legge sull’assicurazione per la vecchiaia e
per i superstiti (LAVS) i datori di lavoro sono tenuti a dare le indicazioni
necessarie per la tenuta dei conti individuali dei dipendenti. Il servizio del
personale del __________ ci ha confermato che il coniuge dell’assicurata non ha
più svolto alcuna attività lucrativa nel 2013. La CO 1 si basa sulle
indicazioni del datore di lavoro come prescritto dalla legge. Nel caso
l’assicurata resp. il suo coniuge non sia d’accordo con queste indicazioni,
deve chiarire la situazione direttamente con l’ex datore di lavoro, dato che
ciò non è di competenza della CO 1” (doc. VII).
1.7. Con scritto del 12 febbraio
2018 la ricorrente ha contestato la presa di posizione della Cassa, rilevando
che nel caso particolare “il servizio del personale del __________
contattato a mia insaputa, non fosse il posto d’informazione adatto,
considerato che non è in grado di esprimersi sul modo di regolare le __________
come __________. Caso mai, bisognava contattare l’allora __________, __________,
che avrebbe potuto confermare a posteriori quanto esposto nelle mie precedenti __________.
Del resto i certificati rilasciati del servizio del personale del __________
non si contraddistinguono per chiarezza. Ad esempio vi sono ben due certificati
di salario indipendenti per lo stesso anno 2012 (allegati 3 e 6 del ricorso).
Il certificato di salario del 20.01.2014 (allegato 6) si riferisce all’anno
2013 ma concerne il periodo 1-31.12.2012. Anche entrambi i conteggi di salario
gennaio/marzo 2013 (allegato 11) non sono affatto chiari. Sempre secondo il
certificato di salario, il grado di occupazione di mio marito sarebbe stato del
10%, quando invece egli ha lavorato praticamente a tempo pieno per il __________
__________. A causa di queste imprecisioni ho dunque un interesse eminente a
visionare queste per me nuove informazioni da __________ e per poter quindi
prenderne posizione. Malgrado tutte queste lampanti imprecisioni contenute nei
certificati di __________ (da ciò risulta che __________ si è conclusa, ma non
il rapporto di lavoro di mio marito con __________) l’istanza inferiore si basa
in modo ostinato all’art. 51 cpv. 3 seconda frase LAVS e attribuisce un valore
probatorio incontestabile a questi certificati che sono stato emessi “pour le
besoin de la cause”. Inoltre non sono interessata alla totalità degli
atti, bensì solo ai risultati che ha fornito la “verifica” presso il __________.
Queste chiarificazioni si sono svolte in sede dell’opposizione senza che ne
fossi informata. La prima volta che sono venuta a conoscenza della
corrispondenza e-mail scambiata fra CO 1 e __________ è stato nella risposta di
ricorso della __________ del 19 gennaio 2018. Giusta
l’art. 42 frase 2 LPGA e contrario risulta che “spätestens im
Einspracheverfahren die Verwaltung in rechtsgenüglicher Form Gelegenheit zu
geben (hat), sich zu den getroffenen Beweismassnahmen wie auch zum Verfahren zu
äussern>> (DTF 132 V 368 consid. 6.2 in fine pag. 375). Va da sé
che la consultazione degli atti richiede una richiesta conforme. Dal canto suo
questo presuppone che la parte venga informata sull’ammissione di nuovi decisivi
atti (DTF 132 V 397 consid. 6.2 pag. 391). In mancanza di conoscenza
dell’esistenza di questi mezzi di prova, non sussisteva alcuna ragione di
richiedere in questa fase avanzata la visione degli atti. Sarebbe stato
piuttosto un compito dell’istanza inferiore di dare conoscenza del risultato
delle sue chiarificazioni/verifiche (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, 2. Aufl.
Zürich 2009, Rz. 14 e 15 all’art. 42 ATSG/LPGA). Siccome l’istanza inferiore
non ha reputato necessario fornire queste informazioni, essa ha leso in modo
grave il mio diritto ad un orientamento antecedente con una presa di posizione
e il diritto di essere sentito garantito dalla Costituzione ai sensi dell’art.
29 cpv. 2 Cost. In casu è escluso che anche se il lodevole __________ dovesse
sottopormi la documentazione prodotta dalla CO 1 vi possa essere una sanatoria
del diritto di essere sentito. In effetti, nel caso che mi concerne, la
violazione del diritto di essere sentito è particolarmente grave dal momento
che l’autorità inferiore attribuisce alla verifica – effettuata senza
informarmi – un’importanza decisiva. A questo si aggiunge il fatto che
l’autorità di prima istanza palesemente non si ritiene consapevole di un suo
comportamento scorretto e questo è assai sconcertante. Per questi motivi
insisto sulla completa salvaguardia del diritto di essere sentito (DTF 124 V
389 consid. 5 pag. 392) così da poter esaurire tutte le autorità di ricorso”
(doc. IX).
1.8. Chiamata ad esprimersi in
merito (doc. X), la Cassa ha affermato di non avere ulteriori osservazioni
(doc. XI).
2.1. In concreto la ricorrente fa
valere una violazione del suo diritto di essere sentita, non essendole stati
sottoposti gli accertamenti effettuati presso il servizio del personale del __________
ed atti a stabilire quando si è conclusa l’attività lavorativa di suo marito __________
e fino a quando sono stati percepiti dei redditi per l’attività svolta. Secondo
l’insorgente la violazione non può essere sanata da questo Tribunale e gli atti
devono essere rinviati alla Cassa che deve garantire l’accesso agli atti.
Nella decisione impugnata l’amministrazione
indica, dopo aver rammentato il tenore dell’art. 30ter cpv. 3 lett. a LAVS (i
redditi soggetti a contribuzione dei lavoratori sono annotati nel conto individuale
sotto l’anno in cui sono stati versati. I redditi sono tuttavia annotati sotto
l’anno in cui è stata esercitata l’attività lucrativa se il lavoratore non
lavora più per il datore di lavoro quando il salario gli viene versato) e dopo
aver rilevato che il marito dell’insorgente ha terminato l’attività di __________
presso il __________ il 31 dicembre 2012, che, alla luce delle contestazioni
sollevate dall’insorgente in sede di opposizione circa la registrazione dei
redditi conseguiti dal marito nel 2012 e nel 2013, ha chiarito le iscrizioni
dei salari in esame (doc A1, punto 3.1 secondo paragrafo: “[…] Aufgrund ihrer Darlegungen in der Einsprache hat die CO 1 die
Verbuchung der fraglichen Löhne auf dem IK nochmals abgeklärt […]”). L’amministrazione ha stabilito che nel 2013 figurava un
salario di fr. 4'320. Tuttavia, rilevato che l’attività __________ è terminata
alla fine del 2012, l’importo è stato registrato nel conto individuale 2012 (doc
A1, punto 3.1 secondo paragrafo: “[…] Dabei hat sich
ergeben, dass im Jahr 2013 ein Lohn von CHF 4'320.00 verbucht wurde. Da ihr
Mann bereits per 2012 aus dem __________ ausgetreten ist, hat die CO 1 eine
Umbuchung der CHF 4'320.00 auf das Jahr 2012 vorgenommen”). La Cassa ha pure indicato di aver chiarito anche la questione
delle franchigie dedotte dal salario soggetto a contribuzione per le persone in
età AVS ai sensi dell’art. 6quater cpv. 1 OAVS (doc. A1, punto
6 terzo paragrafo: “ […] Wir haben den Abzug des Freibetrages für die
fraglichen Perioden abgeklärt und können Ihnen unter 6.1 – 6.3 Folgendes
mitteilen […]”).
L’amministrazione
ha infine osservato che anche se si volessero conteggiare i contributi dedotti
da tale salario (fr. 222.50) ed aggiungerli a quelli pagati dal marito per
l’attività indipendente (fr. 276) nel 2013, non si raggiunge comunque il doppio
del contributo minimo ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS di fr. 960 (doc.
A1, paragrafo 7).
Con il ricorso
l’insorgente sostiene invece che suo marito nel 2013 ha versato
complessivamente fr. 1'140 (fr. 864 da attività dipendente e fr. 276 da
attività indipendente) di contributi sociali, dovendosi tener conto anche del
pagamento arretrato di salario di fr. 12'400 che sarebbe avvenuto nel 2013
(doc. I).
In sede di risposta la
Cassa ha precisato che “il salario versato nel 2013 (Certificato di salario
del 20.01.2014, pagina 39) concerne un pagamento di salario arretrato, che pur
essendo stato versato nel 2013, viene tuttavia iscritto nel conto individuale
nell’anno 2012 come indicato dalle prescrizioni di legge e dalle direttive.
Questo perché il signor __________, secondo le informazioni fornite dal __________,
ha lasciato __________ il 31.12.2012. Nella stessa conferma, il __________
indica che il signor __________ non ha più fornito prestazioni lavorative
durante l’anno 2013 ma che tuttavia il __________ ha effettuato dei versamenti
per l’anno 2012 (pagine 21-24)” e che “sulla base delle obiezioni
sollevate dall’opponente in sede di opposizione, la CO 1 ha chiarito le
iscrizioni dei salari in questione. È risultato che nell’anno 2013 era stato
iscritto un salario di CHF 4'320.00. Come già dichiarato, il signor __________
aveva lasciato __________ in data 31.12.2012, perciò l’iscrizione dei CHF
4'320.00 è stata trasferita dalla CO 1 nell’anno 2012 (pagine 25-26). Per
l’anno 2013 non risultano quindi iscrizioni provenienti dai redditi di
un’attività dipendente sul conto individuale del signor __________” (doc.
III).
Con osservazioni del 26
gennaio 2018 l’insorgente evidenzia che le richieste di mezzi di prova ed
informazioni domandate al __________ (nr. 21-26 degli allegati alla risposta di
ricorso) non le sono mai stati sottoposti e non ha mai potuto prendere
posizione in merito (doc. V). Ciò, secondo l’insorgente, costituisce una
violazione del diritto di essere sentito che, essendo di natura formale,
comporta il conseguente annullamento della decisione impugnata ed il rinvio
degli atti all’amministrazione per la salvaguardia del suo diritto di essere
sentita (doc. V).
Il 29 gennaio 2018 la
Cassa ha confermato di aver effettuato in sede di opposizione accertamenti
presso il __________, conformemente all’art. 43 cpv. 1 LPGA, e nella decisione
impugnata è stato menzionato che l’amministrazione ha verificato i salari e le
franchigie. “Ci sembra chiaro che fosse intrinseco che per la verifica
avessimo contattato il servizio del personale del __________ (ex datore di
lavoro del coniuge dell’assicurata)” (…) “La CO 1 – come le altre
autorità – non invia atti senza richiesta e quindi eventualmente indesiderati
agli assicurati. Come già menzionato la signora RI 1 non ha richiesto di
consultare gli atti quindi il suo diritto di essere sentita non può in alcun
caso essere considerato leso” ed ha concluso affermando che “la CO 1 si
basa sulle indicazioni del datore di lavoro come prescritto dalla legge. Nel
caso l’assicurata resp. il suo coniuge non sia d’accordo con queste
indicazioni, deve chiarire la situazione direttamente con l’ex datore di
lavoro, dato che ciò non è di competenza della CO 1” (doc. VII).
Il 12 febbraio 2018 la
ricorrente ha ribadito che vi è una violazione del suo diritto di essere
sentita, poiché sono stati effettuati accertamenti in sede di opposizione senza
che ne fosse messa al corrente. Solo con la risposta di causa ha saputo della
corrispondenza e-mail intercorsa tra la Cassa ed il __________. In mancanza di
conoscenza dei mezzi di prova assunti, non poteva chiedere alla cassa di
trasmetterglieli. L’interessata sostiene che la violazione è grave e non può
essere sanata dal TCA e chiede che il suo diritto sia salvaguardato tramite
rinvio della causa all’autorità inferiore (DTF 124 V 389).
2.2. Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2
Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal
diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per
l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire
sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di
determinarsi al riguardo (sentenza 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013; sentenza
del 29 giugno 2006 nella causa H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56
consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al
previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla
nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b
e sentenze ivi citate). Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per
l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un
lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni
poste a fondamento del provvedimento impugnato e di poterlo impugnare con
cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di
esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che
l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le
argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per
il giudizio, atte ad influire sulla decisione (cfr. DTF 141 IV 249; sentenza
6B_966/2014 del 6 marzo 2017, consid. 2; STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con
riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
Per
l'art. 42 LPGA le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione. Il diritto di essere sentito deve essere garantito soprattutto
durante la procedura di opposizione. In ogni caso al più tardi durante la
procedura di opposizione, l'amministrazione deve dare la possibilità alla parte
interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla procedura in forma sufficiente
(STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, consid. 4.2; DTF 132 V 368 consid. 6; cfr.
anche DTF 143 IV 380 consid. 1.1).
L'accertamento
dei fatti incombe in primo luogo all’amministrazione in forza dell'obbligo derivante
dall’art. 43 cpv. 1 LPGA, secondo il quale l'assicuratore esamina le domande,
intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di
cui ha bisogno (STF 9C_675/2009 del 28 maggio 2010, consid. 8.3). L'amministrazione
non può rimandare gli approfondimenti necessari all'accertamento dei fatti
determinanti alla procedura di opposizione e tanto meno a quella giudiziaria di
ricorso senza in questo modo contravvenire allo scopo perseguito dalle relative
disposizioni che è quello di sgravare in definitiva i tribunali (STF
9C_675/2009 del 28 maggio 2010, consid. 8.3 e riferimenti).
Il
diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui
violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere
dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 143 IV 380 consid.
1.4.1; DTF 132 V 390 consid. 5.1; 127 V 437 consid. 3d/aa). Ai
sensi della giurisprudenza, una violazione di tale diritto - nella misura in
cui essa non sia di particolare gravità - è tuttavia da ritenersi sanata
qualora l'interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un'autorità di
ricorso che gode di piena cognizione. La riparazione di un eventuale vizio deve
comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa). Da
un rinvio degli atti per garantire il diritto di essere sentito si può inoltre
prescindere - anche in caso di grave violazione - se il rinvio si esaurirebbe
in un vuoto esercizio procedurale e ritarderebbe inutilmente la procedura, in
contrasto con l’interesse della parte lesa ad ottenere un giudizio in tempi
rapidi (STF 935/06 del 21 febbraio 2008 consid. 7.1 con riferimento a DTF 132 V
390 consid. 5.1, 116 V 187 consid. 3d).
2.3. Nel
caso in esame la violazione del diritto di essere sentita è grave.
L’amministrazione,
in seguito all’opposizione inoltrata dall’insorgente, ha effettuato alcuni
accertamenti presso il servizio del personale del __________, ex-datore di
lavoro del marito della ricorrente, volti ad accertare alcuni aspetti relativi
al salario conseguito dall’interessato dal 2009 al 2013, segnatamente se la
quota esente di fr. 1'400 al mese è sempre stata dedotta dal salario
determinante, quando l’attività lavorativa del marito è concretamente cessata e
se sono stati versati salari per prestazioni fornite nel 2013 (cfr. e-mail del
30 novembre 2017 al __________ [doc. 22] e risposta del 1° dicembre 2017 [doc.
21]; e-mail del 12 dicembre 2017, con allegato [doc. 23-24], del __________
alla Cassa con riferimento ad un colloquio telefonico del giorno precedente
[doc. 21]).
Questi accertamenti sono stati utilizzati dall’amministrazione e
sono stati posti alla base della reiezione dell’opposizione (cfr. punto 3.1 “Aufgrund
ihrer Darlegungen in der Einsprache hat die CO 1 die Verbuchung der fraglichen
Löhne auf dem IK nochmals abgeklärt”; punto 6: “Wir haben den Abzug des
Freibetrages für die fraglichen Perioden abgeklärt und können ihnen unter 6.1
-6.3 Folgendes mitteilen […]”). La Cassa non ha
tuttavia indicato che tipo di accertamenti ha effettuato, non li ha sottoposti
alla ricorrente per una presa di posizione e solo con la risposta di causa ha
rilevato esplicitamente di aver interpellato il servizio del personale del __________
(doc. III).
La
ricorrente, che insiste nel sostenere che, malgrado la formale cessazione
dell’attività di suo marito quale __________ al 31 dicembre 2012, il lavoro __________
è continuato alcuni mesi nel 2013 e dunque la remunerazione conseguita
quell’anno non va attribuita al 2012 ma al 2013 e che dal 2009, a suo parere,
la quota esente non è (sempre) stata dedotta dal salario determinante, non
aveva pertanto alcun motivo, nel corso della procedura amministrativa, di
chiedere la visione di documentazione di cui non era a conoscenza (cfr. DTF 132
V 387 consid. 6.2: “[…] Grundsätzlich hat eine Partei ein
Gesuch um Akteneinsicht zu stellen, damit überhaupt die Einsichtnahme gewährt
oder verweigert werden kann (vgl. SVR 2002 IV Nr. 32 S. 103; KÖLZ/HÄNER,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. Aufl., Zürich
1998, Rz 298). So kann der Versicherer gemäss Art. 8 Abs. 1 ATSV die Gewährung
der Akteneinsicht von einem schriftlichen Gesuch abhängig machen. Allerdings
bedingt dies, dass die Beteiligten über den Beizug neuer entscheidwesentlicher
Akten informiert werden, welche diese nicht kennen und auch nicht kennen können
(KÖLZ/BOSSHART/RÖHL, Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons
Zürich, 2. Aufl., Zürich 1999, N 71 zu § 8; MERKLI/AESCHLIMANN/HERZOG,
Kommentar zum Gesetz vom 23. Mai 1989 über die Verwaltungsrechtspflege des
Kantons Bern, Bern 1997, S. 196; KIESER, ATSG-Kommentar, N 20 zu Art. 47)”, sottolineatura del redattore).
L’assicurata non è pertanto stata posta nelle condizioni di poter
prendere posizione sulle risposte fornite dal Servizio del personale del __________,
di eventualmente contestarle e di apportare prove a sostegno della sua tesi.
Chiedendo
esplicitamente l’annullamento della decisione impugnata a causa della
violazione del diritto di essere sentito ed il rinvio della causa
all’amministrazione, la ricorrente evidenzia inoltre di preferire una procedura
formalmente corretta rispetto ad una sua veloce risoluzione (cfr. DTF 132 V
387, consid. 6.1 e contrario: “[…] Der Beschwerdegegner hat im vorinstanzlichen Verfahren denn auch
keine Verletzung des rechtlichen Gehörs durch die Einsprachebehörde gerügt und
keinen Antrag auf Rückweisung der Sache an die Verwaltung gestellt und somit in
keiner Weise angezeigt, dass ihm an einem formell richtigen Verfahren mehr
liegt als an einer beförderlichen Verfahrenserledigung (vgl. BGE 119 V 218). Vielmehr hat er einzig Aktenedition verlangt, verbunden mit der
Möglichkeit, anschliessend dazu Stellung nehmen zu können. Damit hat er zum
Ausdruck gebracht, dass er zumindest in die von der Verwaltung beigezogenen
Akten Einsicht nehmen und sich dazu äussern möchte, bevor das Gericht über die
materielle Rechtmässigkeit des Einspracheentscheids befindet.”).
Nel caso in esame, in presenza di una crassa violazione del diritto di
essere sentito e dell’esplicita richiesta dell’insorgente di rinviare gli atti
all’istanza precedente per una corretta applicazione del diritto di essere
sentito, questo TCA non può sanarne la violazione (cfr. anche sentenza
9C_971/2010 del 26 luglio 2011, consid. 3.3).
Ammettere
il contrario significherebbe svuotare di ogni suo significato il principio del
diritto d'essere sentito in quanto
tale e la procedura di opposizione (cfr. anche STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, consid. 4.2; DTF 132 V 368 consid. 6). Inoltre, così
facendo, questo Tribunale si pronuncerebbe sulla decisione contestata per meri
motivi di economia procedurale, ciò che però in specie priverebbe irrimediabilmente
l'assicurata di un grado di giudizio.
In queste condizioni la
decisione impugnata, viziata da una grave violazione del diritto di essere
sentito, va annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione.
La Cassa dovrà sottoporre
gli accertamenti effettuati in sede di opposizione alla ricorrente e concederle
un termine per prendere posizione e per produrre eventuali prove a sostegno
della sua tesi.
Dopo aver garantito
all’insorgente il suo diritto di essere sentita, la Cassa emanerà una nuova
decisione su opposizione.
Alla luce dell’esito del
ricorso le altre censure non vanno qui esaminate.
2.4. La ricorrente,
master of law, chiede l’assegnazione di ripetibili.
Per quanto concerne
l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di regola, solo al
ricorrente vittorioso patrocinato in causa (vedasi per la regola e le
eccezioni: DTF 129 II 297 consid. 5, DTF 119 Ib 412, DTF
112 V 86 consid. 4, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V
89 consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne
Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend
Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im
Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss) ed è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato
da un avvocato, ma anche quando il patrocinio è assunto da una persona
particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata, purché non
si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V
140 consid. 2= RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V
271 = RCC 1983 p. 329; cfr. la sentenza 30.2009.32 del 2 aprile 2010).
Inoltre, l'Alta Corte
federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non rappresentata il
diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività da lei svolta
solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono importanti, il lavoro
svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale o ha comportato una
perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono ragionevolmente proporzionati
ai risultati ottenuti (DTF 129 II 297 consid. 5; DTF 119 Ib 412; DTF
113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a).
In
concreto, ritenuto che la causa non è complessa e il lavoro svolto non può aver
compromesso l’attività professionale od aver comportato una perdita di
guadagno, anche perché l’insorgente, pur aiutando gratuitamente il marito nella
sua attività indipendente (cfr. doc. 97), risulta essere senza attività
lucrativa, non sussistono gli estremi per riconoscere le ripetibili ad
un’assicurata che agisce in nome proprio.
Ne
segue che non vengono assegnate ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.Il ricorso è accolto
ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per i
suoi incombenti.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano
ripetibili.
3. Comunicazione agli interessati
Fatti
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
Considerandi
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti