30.2019.15
Errore nel calcolo della rendita vedovile e per orfano a sfavore della persona assicurata. Conferma della giurisprudenza secondo la quale la Cassa deve versare alla persona interessata la differenza a
10 settembre 2019Italiano13 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
30.2019.15
cs
Lugano
10 settembre 2019
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 17 maggio 2019 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 1° aprile 2019 emanata da
CO 1
in materia di rendite AVS
ritenuto, in fatto
1.1. In seguito al decesso di __________,
nato nel 1948, in data __________ 2002 (doc. 189), con decisione del 12 aprile
2002 la Cassa CO 1 ha posto la moglie, RI 1, nata nel 1956, al beneficio di una
rendita per vedova con effetto dal 1° aprile 2002 ed il figlio __________, nato
nel 1993, al beneficio di una rendita per orfano (doc. 171).
1.2. Il 16 gennaio 2019 RI 1 ha
inoltrato una richiesta di calcolo di una rendita futura (doc. 49). Dopo aver
esaminato la fattispecie, la Cassa CO 1 ha rilevato di non aver tenuto conto,
nel calcolo della rendita per superstiti, di un reddito di fr. 36'594 (cfr.
doc. 24 e 40) conseguito nel 2001 dal defunto marito (doc. 42). In seguito al
ricalcolo della prestazione dovuta negli ultimi 5 anni, l’amministrazione ha
stabilito che la rendita mensile per vedova dal 1° febbraio 2014 al 31 dicembre
2014 avrebbe dovuto ammontare a fr. 1'662 in luogo di fr. 1'632, dal 1° gennaio
2015 al 31 dicembre 2018 a fr. 1'669 in luogo di fr. 1'639 e dal 1° gennaio
2019 a fr. 1'684 in luogo di fr. 1'653. Anche la rendita per orfano, versata al
figlio __________, avrebbe dovuto essere superiore, ossia: fr. 831 in luogo di
fr. 816 dal 1° febbraio 2014 al 31 dicembre 2014, fr. 835 in luogo di fr. 820
dal 1° gennaio 2015 al 31 agosto 2018 (fine del diritto). Tenuto conto di un
debito dell’interessata di fr. 1'800 nei confronti della Cassa CO 1 ed
effettuato il calcolo degli arretrati dal 1° febbraio 2014 al 28 febbraio 2019,
l’amministrazione ha stabilito una differenza a favore dell’assicurata di fr.
857 (147'643 – 1'800 – 144'986). Con decisione del 4 febbraio 2019 (doc. 15),
confermata dalla decisione su opposizione del 1° aprile 2019 (doc. 1), la Cassa
di compensazione ha notificato a RI 1 il nuovo calcolo delle prestazioni.
1.3. RI 1, rappresentata dall’avv.
RA 1, è insorta al TCA contro la predetta decisione su opposizione, sostenendo
di essere in buona fede e di avere di conseguenza diritto alle prestazioni in
arretrato anche per il periodo dal 7 marzo 2002 al 1° febbraio 2014 (doc. I).
Il 17 maggio 2019 l’interessata ha chiesto di essere posta al beneficio del
gratuito patrocinio (doc. II). L’istanza è stata ritirata il 23 maggio 2019
(doc. V).
1.4. Con risposta del 5 giugno
2019 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso, rinviando alle
considerazioni della decisione su opposizione impugnata (doc. VI).
1.5. In data 12 giugno 2019 RI 1,
personalmente, ha trasmesso al TCA uno scritto datato 4 febbraio 2009 ed
indirizzato alla Cassa di compensazione, con il quale chiedeva una verifica
degli accrediti per compiti educativi. Ella sostiene che già in quell’occasione
l’amministrazione avrebbe dovuto accorgersi dell’errore commesso nel 2002.
Essendo sempre stata in buona fede, l’interessata chiede nuovamente il rimborso
di tutti gli arretrati (doc. VIII).
1.6. Chiamata a presentare
eventuali osservazioni scritte in merito, la Cassa è rimasta silente (doc. IX).
2.1. Per l’art. 23 cpv. 3 LAVS il
diritto alla rendita vedovile nasce il primo giorno del mese seguente a quello
in cui è avvenuta la morte del coniuge e, se un affiliato è stato adottato in
conformità al capoverso 2 lettera b, il primo giorno del mese seguente a quello
in cui è avvenuta l’adozione.
Secondo l’art. 33 cpv. 1
LAVS la rendita vedovile e per orfani è calcolata in base alla durata di
contribuzione e al reddito annuo medio della persona deceduta, che è composto
dal reddito non ripartito e dagli accrediti per compiti educativi o
assistenziali. Rimane salvo il capoverso 2.
Ai sensi dell’art. 77 OAVS
chi non ha ricevuto una rendita alla quale aveva diritto o ha ricevuto una
rendita inferiore a quella che poteva pretendere, può esigere dalla cassa di
compensazione il pagamento dell’importo dovutogli. Se una cassa di
compensazione viene a conoscenza che un avente diritto ha ricevuto nessuna o
una rendita troppo bassa, essa deve versare l’importo non pagato. È riservata
la prescrizione conformemente all’articolo 46 LAVS.
2.2. L’art. 46 cpv. 1 LAVS prevede
che il diritto al pagamento arretrato è disciplinato nell’art. 24 cpv. 1 LPGA.
L’art. 24 LPGA regola
l’estinzione del diritto e il cpv. 1 stabilisce che il diritto a prestazioni o
contributi arretrati si estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era
dovuta la prestazione e cinque anni dopo lo scadere dell'anno civile per cui il
contributo doveva essere pagato.
Si
tratta di un termine di perenzione che concerne le singole prestazioni e non il
diritto originario (Stammrecht) (cfr. Moser-Szeless in: Commentaire Romand, Loi
sur la partie générale des assurances sociales, 2018, nri. 19 e 21 ad art. 24,
pag. 350 e Kieser, ATSG-Kommentar, 2015, ad art. 24, n. 21, pag. 372; vedi
anche il consid. 2.1.1 della STF 8C_233/2010, resa nella composizione di cinque
giudici, del 7 gennaio 2011).
L’allora
Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007: TF), nella
DTF 121 V 195 (= Pratique VSI 1997, pag. 186), circa il pagamento di
prestazioni arretrate, ha stabilito che “(…) anche se l’amministrazione a
torto non abbia accolto una precedente richiesta di prestazioni, il pagamento
di prestazioni arretrate soggiace ad un termine assoluto di perenzione di
cinque anni, calcolato a ritroso dalla data di presentazione della nuova
domanda. (…)” (regesto della DTF 121 V 195).
A
conferma della propria giurisprudenza l’Alta Corte, nella succitata STF
8C_233/2010 del 7 gennaio 2011 (resa nella composizione di cinque giudici), ha
evidenziato che, nel caso in cui un assicuratore abbia omesso di trattare una
domanda sufficientemente motivata, il pagamento di prestazioni arretrate si
estende agli ultimi cinque anni precedenti la nuova domanda essendo le
prestazioni più vecchie decadute (“(…) Übersieht
ein Versicherungsträger eine hinreichend substantiierte Anmeldung, werden nur
die Leistungen der letzten fünf Jahre vor der Neuanmeldung nachbezahlt, weiter
zurückliegende sind untergegangen. Diese Rechtsprechung gilt im Rahmen von Art.
24 Abs. 1 ATSG und aArt. 48 Abs. 2 IVG, die insofern eine absolute
Verwirkungsfrist beinhalten (BGE 129 V 433 E. 7 S. 438, 121 V 195 E. 5d S. 202;
Urteile 9C_92/2008 E. 3 und M 12/06 E. 5.3). (…)” (STF 8C_233/2010
del 7 gennaio 2011, consid. 5.1)).
Il
TF si è confermato nella propria giurisprudenza nella STF 9C_336/2012 del 6
maggio 2013 consid. 3.2, non pubblicato nella DTF 139 V 289 ma in SVR 2013 AVS Nr. 12 pag. 47 (cfr. sentenza
9C_898/2017 del 25 ottobre 2018, consid. 3.5).
2.3. In
concreto, dagli atti di causa risulta che con decisione del 12 aprile 2002
(doc. 171) la Cassa ha posto RI 1 al beneficio di una rendita di vedovanza ed
il figlio __________ di una rendita per orfani, senza prendere in
considerazione nel calcolo delle prestazioni di un reddito di fr. 36'594
conseguito nel 2001 dal defunto marito e che avrebbe permesso di aumentare
l’importo delle rendite (cfr. doc. 174, 22 e 40). La decisione è cresciuta
incontestata in giudicato.
Il
4 settembre 2008 il __________, in rappresentanza della ricorrente, ha chiesto
all’amministrazione il dettaglio del calcolo della rendita vedovile per
verificare l’esattezza delle prestazioni versate (doc. 159).
La
Cassa ha trasmesso quanto richiesto l’11 settembre 2008 (doc. 158).
Con
scritto datato 27 gennaio 2008, verosimilmente in realtà del 2009, poiché
ricevuto dall’amministrazione il 3 febbraio 2009 (cfr. doc. 155), l’interessata
si è rivolta alla Cassa affermando di essere in possesso dei conteggi per
stabilire la rendita vedovile ma di non essere in grado di calcolare se e in
quale misura sono stati calcolati gli accrediti per compiti educativi ed ha
chiesto spiegazioni in merito (doc. 155).
L’amministrazione
ha risposto il 4 febbraio 2009 (doc. 154 e VIII/1).
Il
16 gennaio 2019 la ricorrente ha inoltrato la richiesta di calcolo di una
rendita futura (doc. 43), in base alla quale, dopo una verifica del foglio di
calcolo, la Cassa, il 24 gennaio 2019 (doc. 42) ha rilevato la presenza di un
reddito di fr. 36'594 non preso in considerazione nel calcolo della rendita
vedovile e per orfani e con decisione del 4 febbraio 2019 ha ricalcolato le
prestazioni dovute all’interessata ed al figlio, riconoscendo un importo di fr.
857 (oltre fr. 1'800 compensati con arretrati dovuti alla stessa Cassa) a
favore della ricorrente per il periodo dal 1° febbraio 2014 al 28 febbraio 2019
(doc. 11).
Stante
la suddetta fattispecie, a ragione l’amministrazione in applicazione dell’art.
24 cpv. 1 LPGA e conformemente alla succitata giurisprudenza (cfr. consid. 2.2;
cfr. anche la sentenza 32.2019.14 del 30 aprile 2019) ha ricalcolato
l’ammontare delle prestazioni degli ultimi 5 anni.
Al
riguardo va qui segnalata la DTF 129 V 433 nella quale l’Alta Corte,
pronunciandosi sull’effetto temporale dell’aumento di un assegno per grandi
invalidi – ritenuto che l’amministrazione già nel 1991 avrebbe dovuto
effettuare ulteriori accertamenti vista la discrepanza tra le indicazioni
fornite nell’ambito delle revisioni del 1991 e del 1996 e le risultanze alla
base delle decisioni precedentemente emesse –, ha confermato il giudizio
dell’autorità giudiziaria cantonale che ha riconosciuto il diritto ad un AGI di
grado medio dal 1° aprile 1995 vista la domanda di aumento dell’AGI del 10
aprile 2000.
Contestualmente
il TF ha sviluppato la seguente considerazione:
" (…)
Eine Nachzahlung der Hilflosenentschädigung für die gesamte in
Frage stehende Periode fällt indessen ausser Betracht. Denn gemäss Art. 48 Abs.
1 IVG erlischt der Anspruch auf Nachzahlung mit dem Ablauf von fünf Jahren seit
Ende des Monats, für welchen die Leistung geschuldet war. Zweck der
fünfjährigen Frist ist es, zu vermeiden, dass rückwirkend Leistungen ohne
zeitliche Begrenzung beansprucht werden können (BGE 121 V 199 Erw. 4a). Die
Nachzahlung von Leistungen unterliegt, auch wenn die Verwaltung fehlerhaft
einem bereits früher hinreichend substantiierten Leistungsbegehren nicht
entsprochen hat, einer absoluten Verwirkungsfrist von fünf Jahren, welche
rückwärts ab dem Zeitpunkt der Neuanmeldung berechnet wird (BGE 121 V 195).
Diese Rechtsprechung hat nicht nur im Fall einer
Neuanmeldung, sondern auch dann zu gelten, wenn wiedererwägungsweise auf die
ursprüngliche, zweifellos unrichtige Leistungszusprechung zurückzukommen und
dem Versicherten rückwirkend eine höhere Leistung nachzuzahlen ist. Denn es
sind keine Gründe dafür ersichtlich, die beiden vergleichbaren Sachverhalte -
gänzlich übersehener Leistungsanspruch einerseits und offensichtlich
unrichtige Bemessung einer Leistung zum Nachteil des Versicherten anderseits
- hinsichtlich der Verwirkung des Nachzahlungsanspruchs unterschiedlich zu
behandeln (nicht veröffentlichtes Urteil E. vom 18. August 1998, I 261/97).
Ausgehend von seinem am 10. April 2000 gestellten Revisionsgesuch hat der
Beschwerdegegner demzufolge rückwirkend ab 1. April 1995 Anspruch auf eine
Entschädigung für Hilflosigkeit mittleren Grades, wie die Vorinstanz zutreffend
entschieden hat. (…)” (DTF 129 V 433, consid. 7 pag.
438-439, sottolineature del redattore).
Nella misura in cui la rendita
o l’assegno per grandi invalidi è stato calcolato in maniera errata, vi è un
diritto ad una correzione retroattiva dell’importo, ritenuto che il termine di
perenzione di cui all’art. 24 cpv. 1 LPGA deve essere rispettato (Kieser, ATSG
Kommentar, 2015, n. 53 ad art. 24, pag. 378; art. 77 OAVS; DTF 124 V 324). La
correzione deve intervenire non appena l’assicuratore, rispettivamente
l’amministrazione, ha conoscenza dell’errore. Ciò non implica necessariamente
un annuncio, ma la conoscenza dell’errore può avvenire anche in altro modo
(Kieser, ATSG Kommentar, 2015, n. 20 ad art. 29, pag. 459).
In una sentenza 9C_409/2011
del 21 novembre 2011 (= SVR 2012, AI n. 28, pag. 116), in un caso relativo al
calcolo di una prestazione dell’AI, dove l’amministrazione aveva inserito un
assicurato in una scala delle rendite errata, non avendo tenuto conto delle
norme transitorie della 4a revisione dell’AI in ambito di diritti acquisiti, il
TF ha rilevato che “Der
Beschwerdeführerin steht somit unter Berücksichtigung der Wirkung ex tunc von
fünf Jahren ab Zeitpunkt der Einleitung der Rentenrevision, in deren
Rahmen der Mangel im Oktober 2008 entdeckt wurde, und seit dem fehlerhaftem
Herabsetzungsentscheid vom 29. Dezember 2004 der Anspruch auf eine ganze Rente
zu.”
(sottolineatura
del redattore).
In
concreto la ricorrente ha inoltrato la richiesta di calcolo di una rendita
futura in data 16 gennaio 2019 e l’errore di calcolo delle prestazioni AVS è
stato scoperto il 24 gennaio 2019 (doc. 42, nota interna: “CI complementare
del 2011 per il defunto marito”; “la rendita vedovile aumenta”).
Per
cui, conformemente alla giurisprudenza (DTF 129 V 433,
consid. 7 pag. 438-439; sentenza 8C_233/2010 del 7 gennaio 2011, consid.
5.1; sentenza 9C_409/2011 del 21 novembre 2011), la ricorrente ha
diritto alle prestazioni più elevate con decorrenza dal mese di gennaio 2014
(DTF 129 V 433, consid. 7: “welche rückwärts ab
dem Zeitpunkt der Neuanmeldung berechnet wird (BGE 121 V 195)”; Kieser, ATSG Kommentar,
2015, n. 20 ad art. 29, pag. 459) e non solo da febbraio 2014 come deciso con
la decisione su opposizione impugnata.
L’interessata
non può invece essere seguita laddove sostiene che già nel 2008, quando ha
chiesto spiegazioni, l’amministrazione avrebbe dovuto accorgersi dell’errore e
di conseguenza avrebbe diritto alla correzione delle prestazioni a partire da
una data anteriore.
Infatti,
a prescindere dalla circostanza che non risulta dagli atti che la Cassa in quel
momento si sia accorta dell’errore (cfr. doc. da 154 a 160), come del resto neppure
la ricorrente che in quel periodo, per il tramite dell’allora rappresentante
aveva ricevuto copia del foglio di calcolo (doc. 155), va comunque rilevato che
essendo passati ben oltre 5 anni tra lo scritto del 2008 (recte: 2009) e la
scoperta dell’errore nel gennaio 2019, la pretesa, anche se l’interessata
sostiene di essere stata in buona fede, è ormai prescritta (sentenza 8C_233/2010
del 7 gennaio 2011, consid. 5.1), poiché solo i 5 anni precedenti il nuovo
annuncio danno diritto, con la relativa scoperta dell’errore, ad una
prestazione superiore (DTF 129 V 433, consid. 7 pag. 438-439; sentenza
8C_233/2010 del 7 gennaio 2011, consid. 5.1).
In
queste condizioni la decisione su opposizione impugnata deve essere modificata
nel senso che l’interessata ha diritto ad una rendita vedovile e per orfani,
maggiorata, anche per il mese di gennaio 2014, ciò che corrisponde ad un
importo a suo favore di complessivi CHF 45.-- (1'662 – 1632 + 831 – 816).
La
ricorrente, rappresentata in causa da un avvocato, ha diritto a ripetibili
parziali limitate all’esigua vittoria in causa.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente
accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione su opposizione
impugnata è modificata nel senso che RI 1 ha diritto ad ulteriori CHF 45.--
corrispondenti alla differenza tra le rendite dovute e le rendite versate per
Fatti
il mese di gennaio 2014.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa verserà alla ricorrente CHF 50.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
Considerandi
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti