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Decisione

30.2020.6

Nel preciso caso di specie la comunicazione di affiliazione quale datore di lavoro di personale domestico non è una decisione. Giustamente la Cassa ha dichiarato irricevibile l'opposizione. Il ricorrente potrà impugnare la decisione condannatoria con cui saranno fissati i contributi

3 luglio 2020Italiano13 min

i contributi paritetici che secondo l’amministrazione sono a carico del

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

30.2020.6

cs

Lugano

3 luglio 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il giudice delegato

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Ivano Ranzanici

con redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 26 maggio 2020 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 15 maggio 2020 emanata da

CO 1

in materia di contributi AVS

ritenuto, in fatto

A. Il

21 aprile 2020 la CO 1 ha scritto a RI 1, nato nel 1929, confermando la sua

affiliazione quale datore di lavoro per il personale domestico con effetto dal

1° gennaio 2017 (doc. 3).

B. Con

opposizione del 29 aprile 2020 l’assicurato ha contestato l’assoggettamento

quale datore di lavoro per il personale domestico (doc. 2).

C. Con

decisione su opposizione del 15 maggio 2020 la Cassa CO 1 ha dichiarato

irricevibile l’opposizione, rilevando che lo scritto del 21 aprile 2020 è una

semplice comunicazione e non è da considerare una decisione (doc. 1).

D. RI

1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, postulando il

ripristino dell’effetto sospensivo, chiedendo di poter contestare la notifica

di affiliazione quale datore di lavoro e domandando lo stralcio

dall’affiliazione alla Cassa quale datore di lavoro per gli anni 2017-2019

(doc. I).

E. Con

risposta del 9 giugno 2020 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso con

argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione

(doc. III).

in diritto

in

ordine

1. La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice

unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione

giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.

5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11

luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007

del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00

del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre

2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre

2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9

settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr. 13,

pag. 37 e seguenti).

2. In concreto, con

la decisione impugnata, l’amministrazione ha dichiarato l’opposizione del

ricorrente irricevibile in quanto lo scritto del 21 aprile 2020 non sarebbe da

qualificare quale decisione formale.

Per

costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il

presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale

(cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51

consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).

Se

non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può

dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5

gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414

consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).

Di

principio, pur non dovendo essere necessariamente corretta, la motivazione deve

in ogni modo essere riferita al tema della causa e un gravame contenente

censure di merito avverso un giudizio d’irricevibilità non soddisfa la predetta

esigenza di una motivazione riferita allo specifico oggetto del litigio (cfr.

DTF 123 V 335 e, fra le tante, sentenza 9C_507/2017 del 13 settembre 2017 e

sentenza 9C_251/2014 del 30 aprile 2014).

In

concreto, oggetto del contendere è unicamente la questione di sapere se l’opposizione

contro lo scritto del 21 aprile 2020 tramite il quale la Cassa ha affiliato il

ricorrente quale datore di lavoro per il personale domestico è ricevibile.

L’amministrazione

non è invece entrata nel merito della questione a sapere se tale qualifica è

corretta.

Le

contestazioni circa la qualifica di datore di lavoro per gli anni 2017-2019,

non oggetto della decisione impugnata, sono pertanto irricevibili.

nel merito

3. Per

l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo

con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in

materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

Secondo

l’art. 49 cpv. 2 LPGA una domanda relativa a una decisione d’accertamento deve

essere soddisfatta se il richiedente fa valere un interesse degno di

protezione.

Le

decisioni sono accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.

Devono essere motivate se non corrispondono interamente alle richieste delle

parti. La notificazione irregolare di una decisione non deve provocare

pregiudizi per l’interessato (art. 49 cpv. 3 LPGA).

Per

l’art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l’assicuratore,

nonostante la domanda dell’assicurato, non emana una decisione o una decisione

su opposizione.

4. Con

sentenza pubblicata in DTF 132 V 257 (cfr. anche DTF 142 V 2, consid. 1.1) il

Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: TF) ha modificato

la sua giurisprudenza in materia di impugnazione delle comunicazioni circa i

rifiuti di affiliazione ad una Cassa di compensazione quale indipendente.

Secondo la prassi precedente le decisioni di rifiuto di affiliazione di una

persona a titolo di lavoratore indipendente consistevano in una semplice

comunicazione all'assicurato cui non era riconosciuto, salvo eccezioni, valore

di decisione formale impugnabile. Il rifiuto di affiliazione quale indipendente

poteva quindi essere contestato solo in occasione della prima decisione di fissazione

dei contributi. Con la nuova prassi instaurata dal Tribunale Federale delle

Assicurazioni la decisione d'iscrizione è ritenuta, salvo eccezioni, di natura

formatrice. La competente cassa di compensazione deve emanare un provvedimento

contro cui l’assicurato possa aggravarsi sia mediante opposizione che, se del

caso, mediante ricorso all’autorità giudiziaria.

Nel caso giudicato dall’allora TFA un assicurato, affiliato dal 1°

settembre 1996 alla Cassa di compensazione del Canton Zurigo quale indipendente

a titolo principale, nel corso del 2003 ha chiesto l’affiliazione come

indipendente per un’altra attività lavorativa che intendeva svolgere.

Con

decisione formale del 2 aprile 2004, confermata dalla decisione su opposizione

del 7 maggio 2004, la Cassa cantonale ha respinto la richiesta. Il Tribunale

cantonale zurighese ha annullato il provvedimento amministrativo giacché non vi

erano le condizioni per emettere una decisione di accertamento. L'Alta Corte,

modificando la propria giurisprudenza, ha accolto il ricorso della Cassa di

compensazione.

Il

Tribunale federale ha stabilito che laddove un assicurato chiede un’affiliazione

quale indipendente e questa gli viene negata, ha diritto di ottenere dalla

Cassa di compensazione l’emanazione di una decisione formale (“In Änderung

der Rechtsprechung gemäss den in Erw. 2.3 erwähnten Urteilen A. vom 24. Februar 2003 (H 245/01), F. vom 8. Juli 1999 (H 187/99) und Z. vom

30. August 1985 (ZAK 1986 S. 48) hat daher eine Ausgleichskasse bei Ablehnung

des Gesuchs einer versicherten Person um Anschluss als Selbstständigerwerbender

und Eintrag im Register eine einsprachefähige Verfügung und gegebenenfalls

einen beschwerdefähigen Einspracheentscheid zu erlassen (Art. 49 Abs. 1, Art. 52 Abs. 2 und Art. 56 Abs. 2

ATSG)“.

Questo

perché il medesimo assicurato non ha la possibilità di chiedere alla Cassa

l’emanazione di una decisione (condannatoria) in ambito di contributi

paritetici („Versicherte haben keinen Anspruch

darauf, dass eine Ausgleichskasse ihr Beitragsstatut in Bezug auf die Tätigkeit

für eine ihr als Selbstständigerwerbender angeschlossene natürliche oder

juristische Person verbindlich festlegt, allenfalls durch eine Verfügung über

paritätische Beiträge auf den bezogenen Entgelten“), giacché, non essendone debitore, non si trova in

un rapporto diretto con la Cassa di compensazione del (presunto) datore di

lavoro („Entscheidend ist, dass Arbeitnehmer weder

abrechnungs- noch beitragszahlungspflichtig sind und somit in keinem oder

zumindest nicht in einem direkten Rechtsverhältnis zur Ausgleichskasse des

Arbeitgebers stehen.“).

Per cui, di regola, solo

con l’emissione di una decisione formale l’assicurato che si vede negata

l’affiliazione come indipendente può conoscere i motivi del rifiuto in tempi

relativamente brevi (“Ebenfalls kann in der

Regel nur so dem berechtigten Interesse des Gesuchstellers an der

rechtskräftigen Entscheidung über sein Beitragsstatut innert nützlicher Frist

genügend Rechnung getragen werden. Diesem berechtigten Anliegen widerspricht,

warten zu müssen, bis in einem unter Umständen ein Jahr oder noch länger

dauernden Verfahren über paritätische Beiträge (auch) darüber entschieden wird.“).

La

decisione che la Cassa è tenuta ad emanare in questo caso è una decisione

formatrice (“Wird ein entsprechendes Gesuch abgelehnt, ist dieser Entscheid

Rechtsgestaltender Natur im Sinne von Art. 5 Abs. 1 lit. a oder c VwVG und

nicht bloss ein reiner Feststellungsentscheid.“).

L’Alta

Corte, al consid. 2.1 ha inoltre rammentato che la giurisprudenza ammette

l’emanazione di decisioni di accertamento nel caso di situazioni complesse,

nelle quali non è ragionevolmente esigibile che conteggi di contributi

paritetici complicati vengano emessi prima che siano stabiliti l’esistenza di

un’attività dipendente e l’obbligo contributivo del datore di lavoro

interessato.

Una

tale situazione può presentarsi in particolare quando numerosi assicurati sono

toccati dalla decisione notificata al loro datore di lavoro comune oppure se la

questione relativa al loro statuto contributivo, a causa di condizioni

particolari, è nuova (“ein Feststellungsinteresse bei komplizierten Verhältnissen,

wo der mit der Abrechnung über paritätische Beiträge verbundene Arbeitsaufwand

oft nur dann zumutbar ist, wenn bereits feststeht, dass eine unselbstständige

Erwerbstätigkeit ausgeübt wird und die Abrechnungs- und Beitragszahlungspflicht

der als Arbeitgeber oder Arbeitgeberin angesprochenen Person erstellt ist. Für

die Bejahung eines schutzwürdigen resp. schützenswerten Interesses im

dargelegten Sinne sprechen u.a. die grosse Zahl von

betroffenen Versicherten und der Umstand, dass die Rechtsfrage nach dem

Beitragsstatut wegen besonderer Verhältnisse neuartig ist (BGE 129 V 290 Erw. 2.2 mit Hinweisen; vgl. auch AHI 2001 S. 219 Erw. 2a).”).

A questo proposito

va segnalata la sentenza 9C_250/2017 del 30 ottobre 2017 la cui causa traeva origine

dalla contestazione di una decisione della Cassa di compensazione che aveva

accertato la qualità di datore di lavoro di una ditta che, secondo

l’amministrazione, aveva alle sue dipendenze circa 350 lavoratori (cfr. consid.

1.2; 1.2.1; 1.2.2).

Va

pure segnalata la sentenza del 6 marzo 2003, pubblicata in DTF 129 V 289

= SVR 2003, AHV nr. 16, pag. 41, consid. 2.2, e la DTF 130 V 388,

dove l’Alta Corte ha stabilito che anche sotto l’egida della LPGA, l’emanazione

di una decisione costituisce, nell’ambito della giurisdizione amministrativa

contenziosa, un presupposto indispensabile per il giudizio di merito nella

susseguente procedura di ricorso amministrativo e di ricorso di diritto

amministrativo. In assenza di una concretizzazione più precisa all’art. 49 cpv.

1 LPGA, la nozione di decisione coincide con quella dell’art. 5 cpv. 1 PA.

Cfr.

infine la sentenza 9C_494/2019 del 16 settembre 2019, consid. 1.2 non

pubblicato in DTF 145 V 320, dove il TF ha citato la giurisprudenza di cui alla

DTF 132 V 257.

5. Va ancora rammentato che con sentenza del 6 agosto 2008 (inc.

30.2008.24+25), in applicazione della giurisprudenza federale, il Tribunale

cantonale delle assicurazioni, circa la contestazione di una decisione di

affiliazione come datore di lavoro, ha stabilito che:

" A differenza

di quanto vale per gli assicurati che chiedono (invano) l’affiliazione come

indipendenti e per i quali la Cassa in caso di rifiuto è tenuta ad emettere una

decisione formatrice (cfr. consid. 2.7.), i datori di lavoro a cui viene

comunicata l’affiliazione di un assicurato come loro dipendente, essendo

debitori dei relativi contributi paritetici, hanno la possibilità di ottenere

dalla Cassa di compensazione una decisione condannatoria.

Se una decisione

condannatoria non è stata emessa, un ricorso è possibile solo se la Cassa,

vista la particolarità del caso, è tenuta ad emanare una decisione di

accertamento.”

Questo

principio vale anche per le persone senza attività lucrativa, le quali possono

chiedere ed ottenere in tempi brevi una decisione condannatoria (cfr. sentenza

30.2009.31 del 19 ottobre 2009).

6. In

concreto, alla luce di tutto quanto sopra esposto, non vi sono gli estremi per

l’emanazione di una decisione di accertamento, non essendoci un interesse

maggiore all’esame preliminare dello statuto del ricorrente.

Il

caso non è complesso, tant’è che agli atti vi sono già conteggi delle ore

svolte e degli importi pagati alla persona che la Cassa ritiene essere la

dipendente dell’assicurato (cfr. doc. 5a).

Il

ricorrente deve unicamente indicare l’ammontare esatto e complessivo degli

importi versati annualmente a questa persona affinché la Cassa possa calcolare

Fatti

i contributi paritetici che secondo l’amministrazione sono a carico del

ricorrente.

Inoltre,

la questione dell’affiliazione come dipendente di personale domestico non è

così particolare da necessitare l’emanazione immediata di una decisione

d’accertamento per stabilire il suo statuto. Il Tribunale federale si è infatti

chinato ancora recentemente su tale argomento in una sentenza 9C_355/2018 del

1° aprile 2019 (cfr. consid. 3.2).

Per

cui l’insorgente non può pretendere dalla Cassa l’emanazione di una decisione

di accertamento, né l’amministrazione, informando l’assicurato di averlo

affiliato come datore di lavoro del personale domestico, ha emanato una

decisione in tal senso.

In

concreto, dopo che la Cassa avrà ricevuto dall’assicurato la dichiarazione dei

salari degli anni dal 2017 al 2019, emanerà una decisione di fissazione dei

Considerandi

contributi paritetici, che dovrà notificare anche alla presunta dipendente

(sentenza 9C_48/2019 del 13 maggio 2019 con riferimento alla DTF 132 V 257,

consid. 2.4 e 2.5), e contro la quale potrà essere inoltrata opposizione.

Il

ricorrente, se lo riterrà necessario, potrà poi impugnare a questo Tribunale la

decisione su opposizione e contestare, se confermata, la sua qualità di datore

di lavoro nei termini previsti dalla legge (cfr. art. 60 LPGA).

Se

il ricorrente non darà seguito alla richiesta di notifica del reddito lordo per

il periodo dal 2017 al 2019, la Cassa potrà emanare una decisione di tassazione

d’ufficio, sulla base della documentazione in suo possesso (cfr. art. 39 OAVS).

Anche contro questa decisione sarà possibile dapprima inoltrare opposizione e

poi, eventualmente, un ricorso al TCA.

In

queste condizioni il ricorso, nella misura in cui è ricevibile (cfr. consid. 2),

va respinto e la decisione su opposizione impugnata confermata.

Con

l’emanazione della sentenza, la richiesta di concedere l’effetto sospensivo al

ricorso diventa priva di oggetto (cfr. sentenza 9C_711/2016, 9C_716/2016 del 9

maggio 2017 consid. 12 non pubblicato in DTF 143 V 130).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il giudice delegato Il

segretario di Camera

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti