Lexipedia

Decisione

31.2013.12

Ricorso per denegata giustizia asseritamente in ambito di responsabilità del datore di lavoro ex art. 52 LAVS. Ricorso dichiarato irricevibile

6 novembre 2013Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

2.1. Ai

sensi dell’art. 4 cpv. 1 Lptca il giudice delegato esamina immediatamente il

ricorso ed è competente ad evaderlo se è tardivo o irricevibile;

2.2. Secondo

l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore,

nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione

su opposizione. Tale disposizione include sia i ricorsi per ritardata giustizia

che per denegata giustizia (Kieser,

ATSG-Kommentar, 2a edizione, 2009, ad art. 56 n. 12 segg.). Con l’entrata in vigore della LPGA, secondo il già citato

suo art. 56 cpv. 2, spetta al competente Tribunale cantonale delle assicurazioni

statuire in merito ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia (Kieser, op.

cit., ad art. 56 n. 13; DTF 130 V 90). Al riguardo, l'art. 2

Lptca dispone che il ricorso può essere interposto anche se l'assicurato o

l'autorità competente, nonostante la domanda dell'assicurato non emani una

decisione oppure una decisione su opposizione o su reclamo.

2.3 Secondo

giurisprudenza, vi è diniego di giustizia qualora una autorità giudiziaria o

amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente

(DTF 114 V 147 consid. 3a e ivi riferimenti). Sempre secondo la giurisprudenza

vi è pure un diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente si

dimostri certo pronta a emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un

termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché

dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 consid. 3b e riferimenti

ivi citati). Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità

non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF

108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c).

2.4. Nel

caso concreto, RI 1 ha nuovamente sostenuto un diniego di giustizia da parte

della Cassa non avendo quest’ultima preso di posizione riguardo alla questione

della perenzione del credito risarcitorio.

Ora,

a prescindere dal fatto che pendente causa la Cassa ha inviato due conteggi

inerenti all’evoluzione del credito risarcitorio, riferiti sia alla procedura

ex art. 52 LAVS che esecutiva, al vecchio indirizzo dell’interessato, questo

TCA evidenzia quanto segue.

Premessa indispensabile per invocare una denegata rispettivamente

una ritardata giustizia è la richiesta fatta dall’interes- sato nei confronti

dell’autorità competente, in prima istanza, a rilasciare una decisione formale

(“Allerdings sollte vorausgesetzt werden, dass die Rechtssuchenden zunächst

ein Begehren auf Erlass der Verfügung bei der erstinstanzlich zuständigen

Behörden gestellt haben”; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege

des Bundes, 2° edizione, 1998, pag. 255, n. 723). Inoltre, nei confronti

Considerandi

dell’autorità deve sussistere un diritto all’emissione di una

decisione, altrimenti il ricorso deve essere dichiarato irricevibile. Tale

diritto è desumibile nel caso in cui la legge applicabile obbliga l’autorità di

rilasciare una decisione (Kölz/Häner, op. cit., pag. 255, n. 725; cfr. anche

Kieser, op. cit., ad art. 56 n. 12, pag. 705: “ Rechtsverzögerung ist anzunehmen

… wenn der Versicherungsträger trotz

entsprechende Pflicht eine ihm obliegende Amtshandlung nicht vornimmt; … eine Rechtsverweigerung begeht die Behörde, wenn sie

pflichtwidrig völlig untätig bleibt“; sottolineature del redattore).

Ritornando

al caso in esame, dal momento che la procedura ex art. 52 LAVS è oramai

terminata da anni e ritenuto del resto che – come rilevato nella STCA 17

novembre 2009 (cfr. consid. 2.4) – RI 1 avrebbe dovuto e dovuto far valere

l’asserita perenzione del credito risarcitorio in sede di rigetto definitivo

dell’opposizione, la Cassa – i cui compiti in ambito contributivo e prestativo sono

enumerati all’art. 63 cpv. 1 LAVS ed in ambito risarcitorio all’art. 52 LAVS cpv.

2.

LAVS – non ha alcun obbligo di statuire mediante decisione sulle richieste del

ricorrente. Del resto egli ha unicamente chiesto una presa di posizione (“Stellungnahme”;

doc. O e P). Va poi rilevato che la presente fattispecie si differenzia da quella

del 2009, visto che in quell’occasione la Cassa aveva comunque dato una

risposta alle domande di RI 1, il quale tuttavia non aveva reagito (cfr. STCA

17.

novembre 2009 consid. 2.4).

Infine,

come già detto nella precedente procedura di ricorso per denegata giustizia,

questa non è la sede per esaminare la domanda di accertamento della prescrizione (recte: perenzione) del credito ex art.

52.

LAVS – stabilito con la STCA 7 febbraio 2001 – formulata da RI 1.

Ciononostante,

occorre precisare che se da un lato nei citati scritti 27 novembre 2012 e 28

gennaio 2013 il ricorrente ha fatto riferimento alla STCA 17 novembre 2009 – più

precisamente al punto in cui questo Tribunale in via abbondanziale aveva evidenziato

che il termine decennale di perenzione dell’esecuzione dei crediti da

risarcimento ex art. 52 LAVS decorreva dall’11 gennaio

2002, giorno d’intimazione delle sentenze federali (cfr. consid. 1.1) –, dall’altro

va ricordato che il credito (risarcitorio) è

stato oggetto di un attestato di carenza di beni rilasciato il 3 ottobre 2003

(cfr. consid. 1.2), ritenuto che giusta l’art. 149a cpv. 1 LEF il credito

accertato mediante un attestato di carenza beni si prescrive in venti anni dal suo

rilascio. Pure in via abbondanziale va poi fatto presente che solo nel caso in

cui il debitore sia ritornato a

miglior fortuna il creditore può promuovere una nuova esecuzione (cfr. art. 265

cpv. 2 LEF) e che se il debitore si oppone al precetto esecutivo contestando di

essere ritornato a miglior fortuna, l'ufficio d'esecuzione trasmette l'opposizione

al giudice del luogo dell'esecuzione (art. 265a cpv. 1 LEF) – in casu il

Pretore di __________ (art. 14 cpv. 1 della Legge

cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento

(LALEF), RL 3.5.1.1.) – ed il giudice ammette l’opposizione se il debitore espone la sua

situazione economica e patrimoniale e rende verosimile di non essere ritornato

a miglior fortuna (art. 265a cpv. 2 LEF).

In

conclusione, visto quanto sopra, il presente ricorso deve essere dichiarato irricevibile.

2.5

La

Cassa, sebbene vincente in causa e patrocinata da un avvocato, non ha diritto a

ripetibili. Nessuna indennità è infatti di regola assegnata alle autorità vincenti o agli organismi con

compiti di diritto pubblico (DTF 127 V 207, 126 V 150).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

non è ricevibile.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

giudice Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster